Riflessioni sull’azione e sulla reazione

Riflessioni sull’azione e la reazione
Spesso ci accade di vivere situazioni
capaci di creare una tensione emotiva:
senza renderci conto riproduciamo delle reazioni
istintive che erano per noi come meccanismi
innestati da una sorta di “pilota automatico”
dettato dalla mente che crede di intravedere
una condizione di sofferenza dalla quale proteggersi,
malgrado poi alla visione obiettiva dei fatti
la realtà era palesemente neutra.
La mente in questo caso, in forma inconscia
mette in atto da sè una condizione di difesa
“contro” dei fantasmi (solo nostri) ed aggredisce
il mondo esterno perchè ritenuto responsabile del nostro disagio,
questo atteggiamento disperde una grande quantità di energie che non era necessario
utilizzare perchè,in realtà, non era presente
alcun pericolo, questa reazione è come un girare a vuoto
e non è produttiva perchè non aiuta a risalire alla vera causa
per applicare strategie che riconducano ad azioni
di equilibrio in quella che è la via di mezzo, non solo,
l’energia intrappolata è spesso di rabbia sublimata e non riconosciuta,
capace di produrre anche malattie psicosomatiche.
Questi meccanismi sono simili
agli istinti animali di difesa del territorio.
Secondo Sigmund Freud in uno studio poi ripreso da sua
figlia Anna,i meccanismi di difesa agiscono
per proteggere l’Io” da situazioni di disagio emotivo.
Ecco che viene adottata tutta una serie di strategie,
tra queste la necessità di non trovare la vera
chiave che spinga l’io ad autoproteggersi.
Ma da dove nasce questa necessità di reazione?
Sicuramente dalla paura e dal disagio affettivo.
Certamente la struttura mentale di un essere animale
è più semplice di quella un essere umano, mi sono
trovata spesso ad osservare il modo di comportarsi
della mia cagnolina di due mesi, ho potuto notare
che più è stanca ( sotto stress) e maggiore è la
sua necessità di reagire al gioco con un atteggiamento
aggressivo,riconoscendo in lei la condizione
di stanchezza, le cause che possano determinare
l’effetto del suo disagio è per me più facile
capire quando placarla con delle carezze e farla
addormentare. Per gli umani è tutto più
complicato, gli stimoli e le risposte possono
infatti essere innumerevoli. Credo comunque
che sia necessario, per un discorso di consapevolezza,
assumersi le responsabilità delle proprie azioni piuttosto
che usare il meccanismo di “proiezione” addossandole ad altri.
Per aiutarci ad assumere un comportamento
equidistante e di rispetto verso noi stessi e gli altri,
per essere capaci di azioni costruttive piuttosto
che di reazioni emotive non produttive
sarebbe necessario porre a se stessi alcune domande:
- Sto reagendo a qualcosa?
- Quanto sento di fare danneggia qualcuno incluso me stesso?
- Sono davvero libero nel mio agire o qualcosa mi trascina per difendermi?
La necessità di difesa nasce dalla paura:
- Paura di non essere compresi ed accolti
- Paura di non essere amati
- Paura di essere in una situazione di inferiorità per cui si vuole affermare il proprio “Io”
Non sono gli altri ad emettere sentenze, siamo noi stessi
che sentiamo il disagio, crediamo di non meritare attenzione
e spesso la reazione è la ricerca da parte del nostro”Io” di tale attenzione.
Se imparassimo a meditare, a lasciare andare, a non disperdere energie
per un’inutile difesa, dove spesso la realtà è vista con la lente
deformante dell’io stesso; ma imparassimo ad accettarci per come siamo,
ad accettare gli altri, senza il dualismo che cerca solo il difetto
ed omette gli aspetti di gentilezza amorevole verso noi stessi
e verso gli altri potremmo imparare l’indipendenza del desiderio di
essere approvati, dalla sofferenza che ci faccia sentire esclusi.
Se liberassimo in modo maturo tutta quell’energia di attaccamento
al nostro “Io” saremmo in grado di vedere ed abbracciare la realtà per come essa è,
sopratutto saremmo capaci di amare incondizionatamente.
Sul percorso del Dharma i tre gioielli:
Buddha, Dharma e Shanga sono fondamentali
per poter comprendere noi stessi, per il confronto costruttivo
con gli altri, per saper sciogliere, attraverso un lavoro onesto
di rettitudine tutte le cause della sofferenza.
Avere amorevolezza, gentilezza e compassione è riconoscere
con umiltà il valore di questo legame che ci interconnette,
il rifugio nei tre gioielli è anche la serenità, la fiducia e la
nostra capacità di farci accogliere, di offrire quel che siamo,
consapevoli che la nostra reazione emotiva, se non costruttiva
danneggia non solo noi stessi ma anche gli altri
Fondamentali come guida le virtù morali :
compassione (percepire dentro di sé la gioia e il dolore dell’altro);
amorevolezza verso tutti gli esseri viventi;
letizia e considerazione del lato positivo delle cose;
imparzialità nel considerare la realtà
Il Nobile Ottuplice Sentiero è quanto possa far riflettere su dukkha – la sofferenza, il suo insorgere e il modo per liberarci di essa.
Ma importante è comprendere chi davvero origina la sofferenza
e come potersi liberare di essa e della sua energia che ci imprigiona.
Piccole cose nel respiro del tempo

Piccole cose nel respiro del tempo
Camminare su di un ramo
nel timore di precipitare;
ricerca d’equilibrio e di quella mano
che ci possa sostenere.
Sognare che svaniscano paure
per scorgere d’improvviso
ali che non si sapeva d’avere,
ali forti che ci sollevino in volo.
Essere consapevoli adesso
con un sorriso nel cuore
raccolto tra luci ed ombre
del valore profondo di piccole cose.
Del respiro del tempo
che rincorre il percorso
e ci ha insegnato a guardare
oltre le apparenze ed il nostro timore.
Per te

Per te
Ed è speranza,
è certezza di uno sguardo
tra il senso profondo di valori,
dove non ci si aggrappa a nulla
e nulla si chiede nel coglier l’attimo.
Non è il passato a dare forza,
non è l’attesa di quel che è destinato a svanire
ma tutto è in questo istante
perchè impermanente è il valore
di quel che oggi appare certo.
Ogni alba sia per te luce
vibrante presenza
che ti accompagni…ancora.
Consapevolezza e volontà

Consapevolezza e volontà
La volontà è il timone, è quella capacità di non farsi spaventare dai marosi e dalle illusioni.
Spesso la paura è maggiore rispetto alla realtà dei fatti,essa è come l’ombra che si proietta alla fiamma di una candela.
Nel viaggio della vita si incappa in tante deviazioni, nel timore, nei facili entusiasmi e nelle illusioni.
Spesso si crede di avere toccato una meta e ci si crogiola di questo, mentre il cammino è ancora lungo.
Ma in realtà cosa cerchiamo?
Come possiamo determinare, di fronte a delle scelte, da che parte andare?
Ecco che la volontà non basta se non si comprende l’essenza ed il significato di quanto siamo e dove dobbiamo andare. La funzione di tale conoscenza è nella consapevolezza: ascolto, attenzione, capacità di confronto e di discernimento, equidistanza per non farsi catturare da visioni non limpide.
Si deve lasciare andare ogni attaccamento, quanto provenga dal passato (anche i condizionamenti), per sperimentare l’essenza delle cose al momento che esse accadono. Senza stringere nel pugno l’aspettative o la pretesa di conoscere il futuro.
La nostra esperienza si svolge attimo per attimo ed è qui – nella presenza mentale – che va affinato l’ascolto.
Volontà ( per andare nella direzione opportuna) e consapevolezza del significato di ogni esperienza sono essenziali ed inscindibili per la maturazione interiore.
Qui ed ora

Qui ed ora
Nella danza dell’attimo,
quando lasci aperte tutte le porte,
quando non è la mente ad avere voce,
quando non giudichi nulla,
ma tutto scorre in accordo, sulle note d’armonia,
scopri la vera Vita ed il senso profondo dell’Essere,
scopri che tutto è molto più semplice
se ti fai uno con la corrente, se diventi vuoto.
Scopri il senso del mondo
in accordo con il tuo cuore,
espansione di coscienza
in un rivolo svelato,
inteconnessione profonda
dove il tuo palpito
è quello di ogni essere senziente:
amorevole gesto e silenzio senza ricerca.
Nelle mani non trattieni più niente
ed ogni istante è momento presente
che espande e raccoglie la tua essenza,
che svela il mistero che tutto alimenta:
viaggio senza meta perchè sia respiro profondo
che accarezza ed accoglie la realtà come essa è,
scopri che il tempo non ha nessun senso
oltre ogni razionale ordine della tua mente.
Oltre le parole

Oltre le parole
Il verso sboccia,
respira stupore e rifulge
come luna che nella notte
sbuca da dietro una nube.
Fragranza di vita
che si raccoglie
oltre tutte le parole.
Nuova speranza

Nuova speranza
Sospiri tracciano contorni
di questo tempo quieto
di questo attraversare mondi
in delineati solchi
di tempo oramai andato
e non ancora attraversati
Respiro la nebbia
e ne scosto il peso
nel cuore angustiato
per quel che non ritorna
e non ho mai compreso
Nuovi attimi accelerano
rotolano
respirano
e mi regalano l’attesa
di nuova speranza
Condividi il Riflettendo…
Diritti d’autore
Blog Stats
- 3,173 hits


Il fiore di bodhidharma
Le cartoline di Poetyca
Poetyca
Video su youtube


