Amore incondizionato

Sii un imperatore
In amore non essere un mendicante, sii un imperatore.
Da’ e resta semplicemente a vedere cosa accade…
Quando cominci a donare amore con un profondo senso di gratitudine per tutti coloro che lo accettano, avrai una sorpresa: sarai diventato un imperatore, non sei più un mendicante che implora l’amore con una ciotola, bussando a ogni porta. E le persone alle cui porte stai bussando non possono darti amore, sono loro stesse dei mendicanti.
I mendicanti si chiedono amore l’un l’altro e provano rabbia e frustrazione, perché l’amore non arriva. Ma questo è inevitabile. L’amore appartiene al mondo degli imperatori, non dei mendicanti. E un uomo è un imperatore quando è così colmo d’amore da poterlo donare senza condizioni.
OSHO
Amore incondizionato
Semina e dimentica quel che hai dato,
non pensare che frutto se ne tragga,
innaffia ed incoraggia con il Cuore.
Nulla ti appartiene e sei solo un mezzo
che offre quel che hai ricevuto in abbondanza,
non dire mai di essere tu, che per mezzo di te
l’amore sboccia, perchè tu sei solo una canna vuota
che suona la musica del Vento e non fare altro
che seguire il senso della Vita: amare.
04.09.2007 Poetyca
Sicurezze e dubbi
Sicurezze e dubbi
Le sicurezze che ci insegnano non fanno mai tremare, ma neppure trepidare o inciampare mai, non ci si sporca e tutto è sempre in ordine.
I nostri dubbi ci fanno percorrere sempre le strade guardando tutto in profondità, per capire, per svelare cosa si nasconda dietro una curva. Seppure laceri, senza scarpe, con le mani graffiate per le cadute, sapremo allargare il cuore alla vita e a quel mistero che ci sovrasta, scoprendo che in noi è la casa del silenzio che sussura amore.
13.09.2007 Poetyca
Il seme

Il seme
Un buon seme porta sempre la ricchezza di un albero colmo di preziose fronde, di spazi per accogliere gli uccelli, di rami che facciano ombra al viandante stanco. Ogni persona che passa è grata per quell’albero e per quel che possa offrire,persino se morisse, nel suo ultimo sacrificio sarebbe legno per il fuoco, per caldare chi avesse freddo. Così è chi ama incondizionatamente e sa dare ad altri la propria essenza, nulla potrebbe mutare la purezza delle intenzioni del suo cuore, neppure le tempeste o le contraddizioni di coloro che non sanno vedere e non comprendono il senso di quell’albero e dei semi che ha sparso intorno, combattono con rabbia, nel tentativo di sottrarre quel dono ricevuto e che non sanno riconoscere come tale, credendo di essere stati derubati di un qualcosa che non hanno mai curato,perchè non lo hanno saputo apprezzare.
16.09.2007 Poetyca
Le forze contrarie alla ricerca interiore

Le forze contrarie alla ricerca interiore
Quando si legge di forze contrarie ci si immagina la presenza di veri e propri oppositori. Considero che proporzionalmente all’iniziazione o al proseguimento di un percorso ( non si è mai fermi ma ci si evolve), sia inevitabile che chi ci circondi non ci ” riconosca più” e nel tentativo di non
” perdere” la figura ( immaginaria che hanno di noi) e quanto siano abituati a vedere del nostro manifestarci, tentino di tirarci verso una condizione di non avanzamento – di trattenerci per la giacca- perchè si incarni quello che vogliono noi manifestassimo, in particolare il giudizio ed il dualismo che
” separano” e non accolgono per come si è. Ma questo a volte è illusorio, poiché noi stessi nel cambiare punto di vista sulle cose, proiettandoci in avanti non ci sentiamo più a nostro agio in una precendente condizione e, con essa con le persone che erano prima in risonanza. Tutto si lega ad armonie e disarmonie, assonanze e dissonanze, diviene naturale che chi faccia dei passi in avanti entri in un nuovo cerchio in cui vi siano persone sulla stessa frequenza vibratoria. Doloroso forse considerare che non si sappia – lasciare andare – qualcuno, che si vorrebbe comprendesse il
nostro nuovo modo di essere, ma potrebbe farlo? Comunque per ogni passaggio, doloroso e ricco di opportunità, le forze contrarie possono rappresentare noi stessi se ci arrendiamo e non alimentiamo la nostra volontà nel proseguire. Sono piccole prove per saggiare la nostra costanza nella ricerca.
17.09.2007 Poetyca
Consapevolezza e dualismo

Consapevolezza e dualismo
L’attraversamento consapevole, la capacità di ” guardare in faccia” ogni aspetto di sè, cogliere che in noi vi possano essere due polarità opposte senza negarne l’esistenza è sapere da che base parta il lavoro di ricerca consapevole: seppure opposto al proprio proposito di essere un ” rappresentante del Bene” è nello scendere nel pozzo oscuro e non fuggire, che si possa iniziare un cammino di trasformazione duraturo, capace di unire tali opposti e di non identificarsi o identificare altri con un aspetto piuttosto che non l’altro.Interessante anche il concetto di ” male neccessario” al fine di trasformare una condizione che crea disagio come via che conduca ad un sommo bene. In fondo non è mettendo la polvere sotto il tappeto che si possa considerare di avere fatto pulizia, così come non è su una proiezione esterna che si possa trovare la reale causa del nostro disagio.Facendo incarnare ad altri la figura ombrosa e a noi quella colma di bontà falsiamo la realtà, non esiste infatti un assoluto Bene e un assoluto Male, questo è importante al fine di attivare un successivo lavoro di integrazione delle nostre polarità.
La negazione come fuga non permette di prendere consapevolezza della realtà. Lo stesso principio vale per l’ illudersi di non vedere in nessuno delle ombre, mostrando di accogliere tutto e tutti come condizione idealizzata – mentre in realtà si giudica e si vuole apparire sopra le parti ( o meglio migliori di altri) , con particolare attaccamento alle apparenze, saper vedere nel profondo la realtà, accoglerla per quella che è, senza un giudizio, che di fatto è un atto separativo, dunque senza alimentare delle aspettative, è un atteggamento capace di condurre alla realizzazione dell’integrazione degli opposti. Mentre nello scoprire che in noi vi possa essere quanto non si accogliesse è motivo di disagio poichè non si accetta di avere una parte non ben illuminata e tale resterebbe se non si lavorasse nel disvelarla, nulla è facile, anzi spesso si richiede un cammino sofferto perchè deve toccare sia la conflittualità che la fuga da se stessi.
Trovare comunque l’unità delle polarità è saper accogliere con più pazienza le discrepanze e il dualismo in altri oltre che in se stessi.. Siamo umani e la cosa importante è accogliere questa umanità, in ogni aspetto, che non significa giustificare se stessi e le proprie mancanze e nel contempo accusare altri di essere peggiori di noi, un accusa che parte proprio dal giudizio separativo. Per evitare conflittualità è importante accogliere la realtà per quello che è e lavorare con sincerità verso l’integrazione degli opposti al fine di trovare Armonia.
21.09.2007 Poetyca
Sassolini della gratitudine
Sassolini della gratitudine
In casa ho delle ciotole ( di rame o di terracotta) riempite con dei sassolini presi al mare, sembra una cosa naif o strana eppure sanno dare una sensazione di serenità. Ricordare di aggiungere un sassolino in segno di gratitudine per quanto si riceva di volta in volta dalla vita,per quelle piccole realizzazioni che il nostro impegno e lo sforzo ci fanno toccare è renderci consapevoli di come si possa ricevere tanto e accorgercene poco, è un modo per renderci conto in modo tangibile di quei doni che spesso non sappiamo rammentare o non apprezziamo, la sera ad esempio, riguardando i nostri sassolini nella ciotola possiamo rivalutare che, in fondo, invece di lamentarci per quanto nella nostra vita ci facca sentire insoddisfatti, potremmo ribaltare il nostro punto di vista ed imparare la gratitudine.Si possono sostituire i sassolini a delle monetine da un centesimo o più, per poi accorgerci che si possa mettere da parte una somma di monete che sarebbe bello regalare a qualcuno. In fondo i doni che riceviamo non sono solo nostri ma vanno condivisi con gli altri. Ma oltre all’aspetto materiale, concreto e visibile, esiste un modo per essere con gli altri e condividere, un modo sottile e sensibile che è legato alle attenzioni che possiamo dare a chi ci sta attorno, essere grati si trasforma in amorevolezza verso gli altri, in ascolto ed attenzione consapevole, senza innescare meccanismi di giudizio e paura, infatti dobbiamo imparare a cogliere di cosa essere grati, giorno per giorno e condividere. Gioire delle energie benefiche del nostro nuovo schema di comportamento è motivo per determinare una nuova apertura che ci renda capaci di maggiore positività e responsabilità nei confronti del nostro percorso interiore, essere grati è costruire un sentiero di sassolini che ci possa riportare a casa, verso la nostra vera natura. Il sasso si associa spesso al lancio, come segno di giudizio, come motivo che separi, invece usare sassolini come promemoria, magari colorandoli, ricoprendoli di vernice è un modo per portare allegria, se deponiamo i sassi e non li scagliamo come armi sotto l’influsso della rabbia, ci accorgiamo che davvero sono un ottimo mezzo per riconoscere che la vita è sempre pronta ad offrire ottime opportunità di crescita, a noi saperle riconoscere con gratitudine.
27.09.2007 Poetyca
Buddhismo e dualismo

Buddhismo e dualismo
Per il buddhismo non si contempla scissione netta relativa al dualismo, al punto che non si cerca di ricomporla , si è consapevoli che ogni cosa è e non è. Che tutto è impermanente e che la realtà è diversa da quella che la mente ci propone. Dunque se l’illusione ci mostra un albero, per esempio, esso si considera anche come non albero, poichè frutto della percezione dei sensi. Non ci si oppone a quanto la mente ci mostri, si cerca solo di non provare attaccamento verso quegli elementi che possano generare conflitto accogliendoli ma sapendo che sono impermanenti..
Si potrebbe allora essere ” buoni” e allo stesso tempo ” non -buoni” , “cattivi ” e allo stesso tempo” non -cattivi”, un modo questo per neutralizzare il giudizio dettato dalla mente stessa e per accogliere la realtà delle cose, diversa da quanto la mente indichi. Un modo per non attaccarsi alle proprie opinioni e alla necessità della critica, strumento dettato dalla mente quanto si avverte paura.
La paura, in particolare quella inconsapevole ma sempre viva della morte è una delle principali causa del dolore, come si sa il buddhismo mette in atto dei meccanismi efficaci, perchè sperimentabili proprio per liberarsi dal dolore.
Il koan è tipico della scuola zen ed ha il compito di spezzare, in forma veloce, quegli inganni della mente per aprire un varco al risveglio. Si tratta si particolari ” indovinelli” che mandano in corto circuito la logica mentale e fanno ritrovare una diversa dimesione. Solo nella scuola zen è presa in considerazione la possibiltà del risveglio in questa vita e viene perseguito attraverso questo meccanismoe non solo, le altre scuole non definiscono e non ricercano un risveglio attraverso questi mezzi ma si dedicano allo studio dei testi o all’uso di mantra, fondamentale è la meditazione che conduca ad un lavoro interiore di notevole efficacia.
Consideriamo che per ogni scelta, ogni aspetto del nostro comportamento o quella Persona ( come la definisce C.G.Jung) protratto nel tempo, quello che vogliamo mostrare di essere, determini anche che scartiamo aspetti di noi che manteniamo nell’ombra. Proprio per il principio del dualismo ed il timore di ricevere un giudizio frustrante e doloroso, ci porta ad alimentare una seconda nostra personalità che manteniamo sotterranea e che prende il nome di Ombra ( sempre per C.G..Jung) Ora sebbene sia netto il confronto è come se si dicesse che un uomo integerrimo abbia nascosto l’uomo scapestrato, la donna esemplare abbia in uno spazio sotterraneo nascosto la sua parte ombra e dunque la donna trasgressiva. Certo queste oltre ad essere teorie demarcano confini netti.
Ma il mio richiamo serve per far riflettere che, in fondo quelle parti di noi scisse, perchè non accolte ed allontanate per effetto del dualismo, diventano poi dei pesi ingombranti, delle energie che potrebbero emergere d’improvviso perchè non accolte ed approfondite a suo tempo.
In un certo senso alimentare il dualismo porta sempre dei rischi, oltre a negare la vita a parti di noi stessi, mai riconosciute, sopratutto perchè si segue il modello di condizionamenti, accade che si alimenti un pesante giudizio nei confronti degli altri e si desidera ” combattere” su di essi quello che nascondiamo a noi stessi della nostra parte Ombra. In fondo il buddhismo ha dissolto questo atteggiamento attraverso il riconoscimento della dicotomia degli opposti nel retto sforzo di abbracciare la realtà per quella che è, sopratutto limitando quelle proiezioni su altri e lavorando nella lettura profonda di sè stessi..
Ma aspetto importante, a mio avviso, il buddhismo contempla che tutti contengono un seme di buddhità che va ricercato ed alimentato. Dunque anche chi ci apparisse distante da un comportamento apprezzabile è un potenziale risvegliando. Motivo maggiore per non alimentare il giudizio, sotto i panni della persona contestabile è presente il suo opposto, lo stesso si potrebbe dire per chi sia apparentemente perfetto. La ricerca conduce ad alimentare la via di mezzo, quel giusto equilibrio che possa mantenere un atteggiamento equidistante su avventimenti della vita e giudizio e nel contempo insegni ad abbracciare ogni nostro aspetto facendolo convivere senza conflittualità ma anche la presenza di rispetto verso gli altri che sono riconosciuti come interdipendenti.
06.10.2007 Poetyca
Condividi il Riflettendo…
Diritti d’autore
Blog Stats
- 3,173 hits


Il fiore di bodhidharma
Le cartoline di Poetyca
Poetyca
Video su youtube


