tavolozza di vita

Pensa con il cuore e vivi l'attimo

Il dono di una nuvola

Il dono di una nuvola – 24.09.2003

Nessun “sogno ” è vano se ancora lo cerchi
se non tieni stretta la mano e sulla parete
nel buio di una stanza ne vedi proiettata la luce

Non lacrime siano il cammino che con il peso
l’anima non sollevano e la fanno inciampare
ma sorriso sia la porta che apre il cielo

Voleranno tutti i pensieri per fermare il tempo
torneranno tutti i colori accesi d’arcobaleno
ma soltanto se tu credi ancora al giorno nuovo

Sarà un raggio di sole da un sorriso nato
la nuova forza che oltrepassa parole
e restituisce senso a lacrime che saranno stelle

La rugiada che irriga il prato è vita
nata dal dolore di una nuvola stanca
e tu sarai forza che respira aprendo ali

© Poetyca

17 Agosto 2009 Pubblicato da poetyca | Riflessioni, percorso libero | | 2 Commenti

La morte dentro

La morte ” dentro”

Non è morte solo quella che ineluttabile arriva – non puoi farci nulla -ci separa,lascia il vuoto e aggredisce : la morte fisica.

Esiste anche la morte interiore: la tua che tocchi nel profondo la perdita,il dolore…ma anche la mia nella consapevolezza impotente di chi sa che non può fare nulla – il toccare il limite – che dona la capacità di scoprire di volta in volta che non possiamo nulla,che siamo nulla,che tutto è vano e che il vero valore è amare,insegnare a farlo…
Siamo piccoli ! Esiste la morte ,per chi cerca occhi,uno sguardo,una voce ed il calore: la nostra morte del tempo finito,del percorso sciolto e scivolato via…verso l’ignoto: quello che temiamo .Se sapessimo cosa ci aspetta oltre,se potessimo vedere al di là di quel muro…forse sapremmo che i morti in realtà siamo solo noi,così legati alle illusioni,le nostre piccole cose,alla concretezza,pronti a rinnegare tutto quello che non ” tocchi”: ecco il limite,il dolore,la consapevolezza della separazione,dell’abbandono,ma è abbandono? E’ separazione?

Stessi gli amici,stessi i gesti,stesso il quotidiano,quello di sempre…ma le parole scivolano,tutto è cambiato,troppo grande il dolore e nulla conforta…Lo stesso dolore provato da altri,parole che cercano di abbracciare,di far sentire calore.
Dolore provato anche da me : la perdita di mio padre,di nonne,zii…Amici…Conosco il significato del dolore e so che si attraversa da soli,tutto appare ingiusto: giovani vite stroncate,malattia,perdita,mancanza improvvisa e inaspettata.

A soffrire è chi non la sa accogliere,accettare,chi resta incredulo e non potrebbe mai comprendere il senso di qualcosa che sfugge.
E’ un cammino doloroso uscire dal tunnel della morte interiore…

Conosco come le parole di chi è partecipe suonino inutili,distanti,non penetrano e non alleviano…lo saranno anche le mie. Ecco…anche io muoio per questa mia inutilità,per la mia riconosciuta piccolezza,questo mi accade ogni volta che con impeto,con affetto,vorrei ” fare qualcosa” e sono consapevole del mio essere incapace,del mio essere nulla.

Accetta allora il mio nulla,altro non ho…il mio essere granello di sabbia nel vento…altro non sono…e con il mio nulla,comunque,ci sono.

” Apri la mano e libera nel vento quello che hai dentro,
lo vedrai volare ,come piuma in cielo “

© Poetyca

5 Luglio 2009 Pubblicato da poetyca | Riflessioni, percorso libero | | 2 Commenti

Cuore e Ratio

Cuore e Ratio

Una fanciulla di nome Cuore viveva in un castello, nella torre, era sempre vegliata dal fratello Ratio che per proteggerla non le permetteva di andare in giro per il mondo.
La fanciulla desiderava cogliere la vita e non restare in quello spazio angusto,voleva danzare, respirare la gioia e poter correre sui prati.
Una notte che il fratello era addormentato, senza farsi scoprire la fanciulla sgattaiolò via e senza una meta si mise in cammino.

La ragazza era senza difesa alcuna e se vedeva chi soffriva in sè erano trafitture profonde, se vedeva la gioia in chi era allegro, ne prendeva una parte e la regalava ad altri. Molte persone si radunarono e le chiedevano di regalare quella gioia, di non trattenerne per sè.
La giovane donna era stranamente esausta e si sentiva svuotare, da lei fuoriusciva un’energia potente e non sapeva come fare per guidarla, la sovrastava e una goccia era per lei oceano, non sapeva trattenersi ed era strumento per quell’energia che la guidava.

Il fratello si svegliò e non trovando la sorella, preoccupato per la fragilità, per l’inesperienza comprese che non avrebbe dovuto trattenerla in quella prigione, era necessario trovarla per insegnarle ad essere in grado di difendersi da sola.

Dopo tanto vagare, finalmente la trovò, addormentata, sfinita, ai piedi di un albero. La svegliò e lei era felice di ritrovarlo,scoppiò in lacrime e disse che si sentiva senza protezione da quando era fuggita dal castello.
Il fratello le insegno a non dare tutto a chiunque ma a raccogliere sempre un serbatoio di energia per sè, uno spazio di silenzio per gioire, danzare, respirare vita, senza disperdere tutto.
Le disse che anche la pioggia, colta dall’oceano e che saliva al cielo era felice di precipitare ed irrigare i campi, goccia a goccia, ma che aveva sempre l’opportunità di chiedere aiuto al sole, al vento, per essere nuvole e poi preziose gocce d’amore.

La ragazza abbracciò il fratello e comprese che non avrebbe mai potuto fare nulla da sola, che tutto è legato da forze sottili e che non doveva disperdere nulla ma che da quelle gocce, se il terreno era fertile, potevano nascere germogli dai semi che avrebbero avuto la forza della vita.

Poetyca

23 Giugno 2009 Pubblicato da poetyca | percorso libero | | Ancora nessun commento.

Sassolini della gratitudine

Sassolini della gratitudine

In casa ho delle ciotole ( di rame o di terracotta) riempite con dei sassolini presi al mare, sembra una cosa naif o strana eppure sanno dare una sensazione di serenità. Ricordare di aggiungere un sassolino in segno di gratitudine per quanto si riceva di volta in volta dalla vita,per quelle piccole realizzazioni che il nostro impegno e lo sforzo ci fanno toccare è renderci consapevoli di come si possa ricevere tanto e accorgercene poco, è un modo per renderci conto in modo tangibile di quei doni che spesso non sappiamo rammentare o non apprezziamo, la sera ad esempio, riguardando i nostri sassolini nella ciotola possiamo rivalutare che, in fondo, invece di lamentarci per quanto nella nostra vita ci facca sentire insoddisfatti, potremmo ribaltare il nostro punto di vista ed imparare la gratitudine.Si possono sostituire i sassolini a delle monetine da un centesimo o più, per poi accorgerci che si possa mettere da parte una somma di monete che sarebbe bello regalare a qualcuno. In fondo i doni che riceviamo non sono solo nostri ma vanno condivisi con gli altri. Ma oltre all’aspetto materiale, concreto e visibile, esiste un modo per essere con gli altri e condividere, un modo sottile e sensibile che è legato alle attenzioni che possiamo dare a chi ci sta attorno, essere grati si trasforma in amorevolezza verso gli altri, in ascolto ed attenzione consapevole, senza innescare meccanismi di giudizio e paura, infatti dobbiamo imparare a cogliere di cosa essere grati, giorno per giorno e condividere. Gioire delle energie benefiche del nostro nuovo schema di comportamento è motivo per determinare una nuova apertura che ci renda capaci di maggiore positività e responsabilità nei confronti del nostro percorso interiore, essere grati è costruire un sentiero di sassolini che ci possa riportare a casa, verso la nostra vera natura. Il sasso si associa spesso al lancio, come segno di giudizio, come motivo che separi, invece usare sassolini come promemoria, magari colorandoli, ricoprendoli di vernice è un modo per portare allegria, se deponiamo i sassi e non li scagliamo come armi sotto l’influsso della rabbia, ci accorgiamo che davvero sono un ottimo mezzo per riconoscere che la vita è sempre pronta ad offrire ottime opportunità di crescita, a noi saperle riconoscere con gratitudine.

27.09.2007 Poetyca

21 Giugno 2009 Pubblicato da poetyca | percorso libero | | 4 Commenti

L’Angelo e gli uomini

L’Angelo e gli uomini

Un Angelo scese sulla terra, incaricato di risvegliare la memoria sopita degli uomini.
Attraversò in lungo ed in largo il pianeta in ricerca di persona che fossero pronte a vedere la sua presenza,non era facile infatti trovare chi avesse conservato un cuore puro di fronte a tante illusioni. Molti erano caduti nell’ignoranza e proclamavano come vere delle cose che erano molto distanti dalla Verità. Era necessaria la presenza di almeno due esseri umani che comprendessero a fondo quanto lui avesse rivelato
per poi diffonderlo ovunque. Sicuramente avrebbero dovuto dimostrare con una prova pratica se erano adattia quell’importantissimo compito.

Finalmente dopo un lungo periodo di ricerca trovò due persone con adeguate caratteristiche dalle quali si fece seguire ai piedi di una montagna,che,con grande fatica avrebbero scalato, per poi ricevere un’importantissima rivelazione che riguardava l’umanità intera.

I due uomini, l’uno accanto all’altro si impegnarono con tutte le forze,il percorso era molto aspro,trascorsero delle fredde notti all’aperto condividendo cibo e fatiche, erano solidali l’un l’altro;
uno era taciturno, corrugato e sembrava con la mente assente, l’altro appariva entusiasta, pieno di forza e sorridente. Dopo sette giorni di duro cammino raggiunsero la vetta e si abbracciarono. L’Angelo era lì ad attenderli, era l’alba ed il sole sembrava salutasse il loro trionfo. L’Angelo disse a due uomini: “Devo rivelarvi una cosa molto importante, questo dovrete dire a tutti gli uomini, le donne, eccetto i bambini che sanno..purtroppo con il tempo dimenticheranno, ma dopo la mia rivelazione questo non accadrà più.”

L’Angelo fece una lunga pausa mentre i due uomini lo osservavano. L’uomo corrucciato si sentiva a disagio,si chiedeva cosa mai potesse rivelare quel Deva che lo aveva convinto a salire la montagna, pensava ora
a tutte le fatiche dei giorni precedenti e perchè mai lo avesse seguito, magari non aveva nulla di speciale da dire, lui che era un uomo di scienza, che studiava tutto con attenzione, che da più di trent’anni cercava la Verità. Rimase in silenzio e in spasmodica attesa di quanto potesse essere pronuciato da quell’Essere di Luce.

L’altro uomo era palpitante, entusiasta e stava gioendo di un’alba meravigliosa,mai aveva visto un simile spettacolo, era commosso da quanto stesse vivendo in quel preciso istante. Si sentiva pronto ad accogliere quanto quella gentile creatura avesse voluto manifestare, poneva attenzione al suo respiro e cercava di accogliere quanto più potesse quel momento prezioso. Dopo la lunga pausa l’Angelo emanava dei colori più decisi e sembrava che quell’Armonia coprisse persino la luce del sole nascente era un fiammeggiare di serenità.

L’Angelo disse: “Quanto sto per dire potrebbe incontrare la vostra perplessità, in fondo non dico nulla di nuovo, vi ricordo solo qualcosa che si è perduta dalla notte dei tempi, che troppe voci, troppi stravolgimenti hanno nascosto agli uomini, poichè sono caduti in un profondo sonno dell’anima. Ecco non farei altro che ricordare quello che intimamente conoscevate e vorrei che, in vece mia andiate a dirlo a più gente possibile – avete le ali! Chi le proverà per primo? ” I due uomini restarono in silenzio, poi l’uomo corrucciato chiese:”che cosa dobbiamo fare?” L’Angelo che gli leggeva dentro sorrise e disse: “Venite con me su quello spuntone di roccia,scivolerete, molto lentamente sullo strapiombo, vi aggrapperete alla roccia poi restando appesi vedrete che sotto di voi ci sarà il vuoto, chiudete gli occhi,respirate profondamente e lasciate andare la presa, poi…dovete semplicemente aprire le ali,tanto non cadrete!”

L’uomo,visibilmente preoccupato rispose:””le ali? ma non le vedo?”Con un frullio delle proprie ali l’Angelo rispose:”Beh…non vi ho detto che sono invisibili…Anche le mie lo sono, ma sono io stesso che vi sto permettendo di vederle,ma…credete alle mie parole…allora chi si getta per primo?”
L’uomo era entrato nel panico e cominciò a parlare, a parlare, sembrava non prendesse neppure fiato,iniziò a citare brani della Bibbia,lui in fondo era erudito, conosceva anche i Veda e il canone buddhista,
aveva viaggiato per il mondo e incontrato tutti i saggi della terra, aveva studiato le leggi della fisica,doveva solo ricordare e coordinare ogni insegnamento per poter aprire quelle ali! Provò a spiegare di come Dio
avesse creato gli angeli, ma era certo che gli uomini non hanno mai avuto ali,questo lo avrebbe saputo,qualcuno gli avrebbe detto come stavano le cose! Forse avrebbe dovuto imitare gli uccelli, magari lanciare
un palloncino gonfiato ad elio e poi studiare le correnti ascensionali, ecco, sicuramente aveva bisogno di tempo per capire tutto questo, poi avrebbe potuto volare,magari dire al mondo che…l’uomo ha le ali, ma come lo avrebbe dimostrato? Sarebbero persino invisibili!”

Ma l’angelo disse:” vuoi volare? Io aspetto,hai questo dono,ma puoi non volare se vuoi!”

Poi, tranquillo si rivolse all’altro uomo che era estasiato dalla Natura e da quella meravigliosa alba e per tutto il tempo sembrava distratto e taceva:” E tu? Hai sentito quanto abbia detto a proposito delle ali
e che tutti ne sono dotati? Non voli?” L’uomo sorrise, poi chinò il capo dicendo: “Si, attendevo che tu mi rivolgessi la parola, sentivo che questo era possibile, ho osservato per anni la Natura, mi sono sentito parte di essa, ho vissuto le gioie più belle della mia vita partecipando ad ogni dono della Vita, ai suoi colori e mutamenti, ho accolto dolore e gioia con la consapevolezza che tutto è mutevole, che tutto passa per poi manifestarsi ancora, ora sono pieno di gioia per quanto tu mi stia dicendo,in fondo ho sempre saputo che le persone che sanno accogliere speranza ed amore hanno bellissime ali, a volte mi sembra persino di vederle colorare il buio di chi vaga nella notte. Tacevo preso da questa bellissima alba e prima di andare volevo salutarti ed offrirti tutta la mia gratitudine per aver rivelato la presenza di questo dono agli uomini che, distratti avevano dimenticato”. Portò le mani congiunte al petto, fece un inchino e sorridendo volò via per dire agli uomini di guardare bene chi hanno accanto prima di cercare solo ombre, di non dimenticare più che ogni essere umano ha delle splendide ali che vanno accolte con gratitudine.

21.11.2007 Poetyca

21 Giugno 2009 Pubblicato da poetyca | percorso libero | | Ancora nessun commento.

Responsabilità

Responsabilità

Sia sempre puro l’intento,
sia presente la volontà,
affinchè non s’inciampi nell’illusione
o nelle mille tentazioni che deviano
il nostro percorso.
Ma sopratutto sia costante il tuo passo
con la consapevolezza della responsabilità
delle nostre azioni, poichè ad ogni azione
corrisponde una reazione pari e contraria.

Poetyca 05.06.2008

21 Giugno 2009 Pubblicato da poetyca | percorso libero | | Ancora nessun commento.

Il valore dei sogni

Il valore dei sogni

Questa notte si è svegliato un sogno, dopo aver aperto gli occhi ha detto:
“Sono stanco di correre sulle strade del nulla e di aggrapparmi al niente,
vorrei, per una volta, diventare vero”. Troppo spesso aveva sentito dire
che era inutile sognare, poche le persone difatti che lo cercavano ancora.

Una sola cosa lo poteva aiutare a non essere dimenticato e a trovare il suo valore,
solo il poter essere “ personaggio” di un mondo migliore.

Se i sogni non contano nulla, si diceva, a che sarebbe servito il suo darsi da fare?
Chi lo avrebbe più cercato di lì a breve?

Molti nel mondo lo chiamavano illusione,
certuni lo cercavano di nascosto e presto si sarebbe estinto, senza gloria.
Brutta fine lo attendeva, era dunque il momento di cercare una risposta,
il modo di diventare concreto.

Dopo aver attraversato il monte dell’oblio,
la vallata della fantasia e guardato il fiume dei desideri,
ormai stanco, giunse al Castello delle Verità, dove regnava pacificamente Padre Tempo;
conosciuto da tutti come medico e saggio.

Non era ancora l’alba quando bussò alla porta del tempo:
” Padre Tempo, spiegami perché non posso essere vivo?”
Affaticato per la lunga ricerca, per il disastrato cammino
quasi non riusciva a parlare.
Ma il tempo scuotendo il capo disse: ” E’ dai sogni che nacque il reale.”

21.06.2008 Poetyca

21 Giugno 2009 Pubblicato da poetyca | percorso libero | | Ancora nessun commento.