Archivio | agosto 2012

Col maestro, Lelé 2 – Sri Aurobindo


Col maestro, Lelé 2  –  Sri Aurobindo

Nei sei volumi di Lettere di Aurobindo, ve ne sono tre in cui parla del suo incontro con Bhaskar Lelé.
Nella prima di queste, parla di sé in terza persona.

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“Dopo tre anni di sforzo spirituale con risultati solo minori, [a Sri Aurobindo] fu mostrato da uno yogi il modo di rendere silenziosa la mente. Seguendo il metodo mostratogli, riuscì a farlo completamente in due o tre giorni. Ci fu un silenzio totale nel pensiero, nei sentimenti e in tutti i movimenti ordinari della coscienza, tranne la percezione e il riconoscimento delle cose circostanti, ma senza alcun concetto o altra reazione che li accompagnasse.
Il senso dell’ego scomparve e i movimenti della vita ordinaria, così come la parola e l’azione, continuarono solo per una certa abituale attività di Prakriti che egli non sentiva come appartenente a se stesso. Ma la percezione che rimase, vedeva tutte le cose come assolutamente irreali; questo senso di irrealtà era imponente e universale. Solo una certa Realtà indefinibile, che era al di là dello spazio e del tempo e senza relazioni con alcuna attività cosmica, era percepita come vera, ma la si incontrava tuttavia dovunque ci si volgesse.
Questa condizione rimase inalterata per parecchi mesi e anche quando il senso di irrealtà scomparve e ci fu un ritorno alla partecipazione alla coscienza del mondo, la pace e la libertà interiore che derivarono da questa realizzazione restarono permanentemente dietro tutti i movimenti di superficie e l’essenza della realizzazione stessa non andò perduta.
Allo stesso tempo avvenne un’altra esperienza: qualcosa di diverso da lui prese possesso della sua attività dinamica e parlò e agì attraverso di lui, ma senza alcun pensiero o iniziativa personali. Che cosa questo fosse, rimase sconosciuto finché Sri Aurobindo non realizzò l’aspetto dinamico del Brahman, Ishvara, e si sentì mosso da quello in tutta la sua sadhana e la sua azione.
Queste realizzazioni e altre che seguirono, come quella del Sé in tutto, di tutto nel Sé e di tutto come il Sé, del Divino in tutto e tutto nel Divino, sono le altezze cui Sri Aurobindo si riferisce e alle quali dice che possiamo sempre elevarci; esse infatti non presentarono per lui alcuna lunga od ostinata difficoltà. L’unica vera difficoltà, superata solo dopo decenni di sforzo spirituale, fu applicare in modo totale la conoscenza spirituale al mondo e alla vita di superficie psicologica ed esteriore, ed effettuarne la trasformazione sia ai livelli superiori della Natura sia ai livelli ordinari – mentale, vitale e fisico – giù in basso fino alla subcoscienza e all’Incoscienza fondamentale, e su in alto fino alla suprema Coscienza-di-Verità o Supermente, nella quale soltanto la trasformazione dinamica potrà essere totalmente integrale ed assoluta”.
(Lettere, Vol. I, p. 135-6)

“Il mio grande debito verso Lelé fu che mi mostrò questo meccanismo: “Sedetevi in meditazione”, disse, “ma non pensate, osservate soltanto la vostra mente; vedrete i pensieri entrare dentro di essa; prima che possano entrare, cacciateli via e continuate finché la vostra mente non sarà capace di un silenzio totale”. Non avevo mai sentito dire prima di allora che i pensieri potessero entrare visibilmente nella mente dall’esterno, ma non pensai nemmeno un momento a mettere in dubbio questa verità o questa possibilità, semplicemente mi sedetti e feci quanto mi aveva detto.
In un attimo la mia mente divenne silenziosa come un’aria senza vento in cima a un’alta montagna, quindi vidi un pensiero, poi un altro, arrivare in modo concreto dall’esterno; li mandai via prima che potessero entrare e impadronirsi del cervello, e in tre giorni fui libero.
Da quel momento l’essere mentale in me divenne essenzialmente una libera Intelligenza, una Mente universale, non più limitata al ristretto cerchio dei pensieri personali come un operaio in una fabbrica di pensieri, ma che riceveva la conoscenza dai vari regni dell’essere, libero di scegliere quello che voleva in questo vasto campo di visione e di pensiero.
Vi dico queste cose solo per sottolineare che le possibilità dell’essere mentale non sono limitate e che esso può diventare il libero Testimone e Padrone nella propria dimora. Non è per dire che tutti possono farlo nel modo in cui vi sono riuscito io e con un movimento decisivo così rapido (perché, naturalmente, il pieno e successivo sviluppo di questo nuovo potere mentale, libero da ogni ostacolo, ha richiesto tempo, parecchi anni), ma una sempre maggiore libertà ed una sempre maggiore padronanza della propria mente rientrano perfettamente nelle possibilità di chiunque abbia la fede la volontà per impegnarvisi”.
(Lettere, V, 23-24)

“Non sono i difetti umani del Guru che possono essere d’ostacolo quando c’è l’apertura psichica, la fiducia e la sottomissione. Il Guru è il canale, il rappresentante o la manifestazione del Divino, nella misura della sua personalità e della sua realizzazione; ma qualunque cosa sia, è al Divino che ci si apre, aprendosi a lui; e se qualcosa è determinato dal potere del canale, molto di più viene determinato dall’atteggiamento inerente e intrinseco della coscienza che riceve, elemento che, nella mente di superficie, si manifesta come semplice fiducia o immediato e incondizionato dono di sé; una volta che ci sia questo elemento, le cose essenziali possono essere ottenute anche tramite un uomo che sembri, a chiunque non sia suo discepolo, una fonte spirituale inferiore: il resto crescerà da sé nel sadhaka tramite la Grazia del Divino, anche se l’essere umano che è nel Guru non può darlo. […]
Nel mio caso personale, devo la prima decisiva svolta della mia vita interiore a un uomo che era infinitamente inferiore a me per intelligenza, cultura e capacità, e che non era affatto spiritualmente perfetto o supremo; ma, avendo scorto un Potere dietro di lui, ed essendo deciso a rivolgermi a questo per un aiuto, mi misi interamente nelle sue mani e seguii la sua guida con automatica passività. Egli stesso rimase stupito e disse ad altri che non aveva mai incontrato prima nessuno che riuscisse a donarsi in maniera così assoluta, senza riserve né domande, alla guida di chi lo aiutava. Il risultato fu una serie di esperienze trasformatrici talmente radicali, che egli non riuscì a seguirle e dovette dirmi di affidarmi in futuro alla Guida interiore con la stessa completa sottomissione che avevo dimostrato nei confronti del canale umano. Porto questo esempio per mostrare come funzionano queste cose: non nel modo calcolato che la ragione umana pretende di impostare, ma secondo una legge più grande e misteriosa”.
(Lettere, I, 255)

With the Master  Lele – Sri Aurobindo

In the six-volume Letters of Aurobindo, there are three in which he talks about his meeting with Bhaskar Lele.
The first of these, speaks of himself in third person.

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“After three years of spiritual effort with only minor results, [Sri Aurobindo] was shown to be a yogi way of making the mind silent. Following the method shown him, he managed to do it completely in two or three days. There was total silence in the thoughts, feelings and all the movements of ordinary consciousness, but the perception and recognition of his surroundings, but without any concept or other reactions which accompany them.
The sense of ego disappeared and the movements of ordinary life, as well as in word and action, continued only for a certain habitual activities of Prakriti that he felt as belonging to himself. But the perception was that he saw all things as absolutely unreal, this sense of unreality was huge and universal. Only a certain indefinable reality, that was beyond space and time, and no relationships with any cosmic activity, was perceived to be true, but met, however, wherever we would turn.
This condition remained unchanged for several months and even when the sense of unreality disappeared and there was a return to participation in the conscience of the world, peace and inner freedom that stemmed from this realization remained permanently behind all surface movements and essence the same realization was not lost.
At the same time came another experience something different from him took possession of its dynamic activity, and spoke and acted through him, but without any thought or personal initiative. What this was, was unknown until Sri Aurobindo did not realize the dynamic aspect of Brahman, Ishvara, and felt moved by that in all his sadhana and its action.
These achievements and others that followed, such as the Self in everything, everything in the Self as the Self of all, the Divine in everything and everything in the Divine, Sri Aurobindo are the heights to which it relates and which says that we can always rise ; indeed, they did not present to him any longer or stubborn problems. The only real difficulty, exceeded only after decades of spiritual effort, was applied to the total knowledge in the world and the spiritual life of psychological and outer surface, and carry out the transformation of both the upper levels of both the Nature normal levels – mental, vital and physical – down down to the subconsciousness and unconsciousness essential, and on the way up to the supreme Truth-Consciousness, or Supermind, in which only the dynamic transformation can be completely full and absolute “.
(Letters, Vol I, p. 135-6)

“My great debt to Lele was that I showed this mechanism:” Sit in meditation, “he said,” but do not think, just watch your mind and you will see the thoughts come into it, before they can enter, Drive them away and keep as long as your mind will not be able to complete silence. ” I had never heard before then that thoughts could come visibly in the mind from outside, but I did not think even a moment to doubt this truth or that possibility, I just sat down and did what I had said.
In a moment my mind became as quiet as an air no wind atop a high mountain, and then I saw a thought, then another, in a concrete way to get outside, I sent them away before they could enter and take possession of the brain , and in three days I was free.
From that moment the mental being in me became essentially a free intelligence, a universal Mind, no longer limited to the narrow circle of personal thoughts as a laborer in a factory of thought, but he received the knowledge from different realms of being, free to choose what they wanted in this vast field of vision and thought.
I say this only to emphasize that the possibilities of the mental is not limited and it can become a free Witness and Master in his home. It is not to say that anyone can do it the way you and I have succeeded with a decisive move so fast (because, of course, full and further development of this new power of mind, free from all obstacles, took time, several years ), but more and more freedom and an ever greater mastery of one’s mind can fit perfectly in the faith of anyone who has the will to engage in it. “
(Letters, V, 23-24)

“There are defects of the human Gurus who can be an obstacle when there is the psychic opening, trust and submission. The Guru is the channel, the representative or the manifestation of the Divine, to the extent of his personality and his achievement, but whatever it is, is that we open ourselves to the Divine, opening up to him, and if something is determined by the power of the channel , much more is determined by the attitude inherent and intrinsic part of consciousness that receives, something that, in the minds of the surface, appears as a simple trust or immediate and unconditional gift of self, and once there is this element, the essential things can also be retrieved by a man who seems, to anyone other than his pupil, less than a spiritual source: the rest grows of itself in the sadhaka by the Grace of the Divine, even if the human being who is in the Guru can not give it. […]
In my personal case, I have the first turning point of my inner life to a man who was infinitely inferior to me in intelligence, culture and ability, and that was not spiritually perfect or supreme, but, having seen a Power behind him, and being determined to address this for help, I went totally in his hands and followed his guidance with automatic liability. He himself was astonished and said to others who had never before met anyone who could give himself in a manner so absolute, without reservations or questions, to guide those who helped him. The result was a series of transformative experiences so radical, that he could not follow them and had to tell me to put my faith in the future to help complete interior with the same submission that had demonstrated against the human channel. I bring this example to show how these things work, not in a manner calculated that human reason seeks to set, but according to a law larger and mysterious. “
(Letters, I, 255)