Archivio | giugno 2015

Le Forze Avverse 2 Sri Aurobindo


Le Forze Avverse  2 Sri Aurobindo

2. Il gioco delle Forze Cosmiche

Nel gioco delle forze cosmiche, non sempre quella che si potrebbe chiamare la volontà del cosmo opera in modo evidente per facilitare e spianare il lavoro della sadhana: spesso introduce apparenti rovesciamenti, svolte improvvise che interrompono o fanno deviare il percorso, circostanze contrarie o sconvolgenti, sconcertanti allontanamenti da ciò che era stato temporaneamente risolto o stabilito. L’unica cosa è mantenere l’equanimità e fare in modo che tutto quel che accade nel corso della vita e della sadhana diventi un’opportunità e un mezzo di progresso. Dietro il gioco e la volontà delle forze cosmiche, un gioco che è sempre un misto di elementi favorevoli e di elementi avversi, c’è una segreta Volontà trascendente, ed è quella Volontà che si deve servire, quella in cui si deve avere fede; ma non dovete aspettarvi di essere sempre in grado di comprendere il suo operare. La mente vuole che sia fatto questo o quello, che la direzione, una volta presa, sia mantenuta, ma ciò che vuole la mente è ben di rado ciò che è voluto in un disegno più vasto. Nella sadhana occorre, è vero, seguire uno scopo centrale stabilito e non deviare da questo, ma senza tenere in conto delle circostanze e le condizioni esteriori come se fossero cose fondamentali. (Lettere, vol. I, p. 216-7)

State in guardia contro qualunque idea vi faccia accettare queste forze ostili alla pari delle forze divine. Mi pare di capire che state dicendo di dover accettare tutto perché tutto è una manifestazione di Dio. Tutto, sì, è manifestazione di Dio, in un certo senso, ma se mal compresa, come lo è spesso, questa verità vedantina può essere rivolta al servizio della menzogna. Esistono molte cose che sono manifestazioni parziali e che devono essere sostituite da manifestazioni più complete e vere. Altre appartengono all’ignoranza e scompaiono quando entriamo nella conoscenza. Altre appartengono alle tenebre e devono essere combattute e distrutte o bandite.
(Lettere, vol. III, p. 203)

Le forze universali sono mosse dalla loro stessa forza e dalla coscienza che è in esse, ma anche lo Spirito cosmico le sorregge e determina il loro gioco per mezzo della sua visione e delle disposizioni della sua volontà, benché l’azione diretta sia lasciata alle forze stesse; è il gioco della Prakriti universale con, in secondo piano, il Purusha universale che osserva. Anche nell’individuo il Purusha individuale può, se vuole, non limitarsi ad acconsentire al gioco di Prakriti, ma accettarlo o rifiutarlo o volere che cambi. Tutto ciò costituisce il gioco stesso, come lo vediamo qui. Al di sopra vi è qualcosa, ma l’azione di questo qualcosa è un intervento piuttosto che un controllo di ogni istante; può divenire un controllo diretto e costante solo quando sostituiamo il gioco delle forze con il governo del Divino. (Lettere, vol. III, p. 231)

Le forze cosmiche qui sulla terra, buone o cattive che siano, sono forze dell’Ignoranza. Sopra di esse vi è la Coscienza-di-Verità che potrà manifestarsi solo quando l’ego e il desiderio saranno stati superati: è la forza che viene dalla Coscienza-di-Verità divina che deve discendere; la Pace, la Luce, la Conoscenza, la Purezza e l’Ananda superiori devono agire sulle forze cosmiche nell’individuo per trasformarle e sostituire con la Forza-di-Verità la loro azione ordinaria. (Lettere, vol. III, p. 234)

La lotta tra i Poteri della Luce e i Poteri delle Tenebre, qui, è una verità; ma a mano a mano che ci eleviamo, diventa sempre meno una verità, e nella supermente cessa del tutto di esserlo.
La Supermente è la Verità unificante che dispiega e determina la manifestazione dei suoi Poteri; tutti questi Poteri operano lì come un’Unità molteplice, in armonia, senza opposizione né conflitto, secondo la Volontà unica inerente in tutti. (Lettere, vol. IV, p. 36)

Finché non ci sia la coscienza supermentale a controllare e permeare ogni cosa in tutto l’essere, dalla sovramente [overmind] in giù, c’è un gioco ambiguo di forze e ciascuna di esse, per quanto divina in origine, può essere usata dai Poteri della luce oppure, mentre passa attraverso la mente e il vitale, intercettata dai Poteri dell’oscurità. Non si può abbandonare la vigilanza, la discriminazione e il controllo finché non si sia ottenuta la vittoria completa e la coscienza non sia trasformata. (Lettere, vol. I, p. 245)

L’intera vita è un gioco di forze universali. L’individuo dà a queste forze universali una forma personale, ma può scegliere se rispondere o no all’azione di una particolare forza. Solo che la maggior parte delle persone in realtà non sceglie: asseconda il gioco delle forze. […] Solo quando riusciamo a liberarcene possiamo divenire la vera persona e avere una vera vita; ma possiamo essere liberi solo vivendo nel Divino. La Natura [Prakriti] manda a ciascuno forze ed esperienze di ogni sorta. Sta a voi, come essere cosciente (Purusha), scegliere se agire o no; dovreste rifiutare quello che vedete essere sbagliato e accettare solo quello che è vero e giusto. Nella Natura c’è il superiore e l’inferiore, il vero e il falso. Quello che il Divino vuole da noi è che cresciamo nella Verità e nella Natura superiore e rifiutiamo il falso della Natura inferiore. (Lettere, vol. IV, p. 95)

Non ho detto che tutto è rigidamente predeterminato. “Gioco di forze” non significa questo. Ciò che ho detto è che dietro gli avvenimenti visibili del mondo c’è sempre una massa di forze invisibili al lavoro, ignote alla mente esteriore degli uomini e, mediante lo yoga (interiorizzandosi e stabilendo una relazione cosciente con il Sé e la Forza cosmici, e con le forze cosmiche) si può divenire coscienti di queste forze, intervenire coscientemente nel gioco, e determinare le cose, per lo meno fino a un certo punto, nel risultato del gioco. Tutto ciò non ha niente a che fare con la predeterminazione. Al contrario, si osserva in che modo si evolvono le cose e, quando è possibile o necessario, si dà una spinta qui e una lì. (Lettere, vol. VI, p. 217)

Ogni azione è circondata da un complesso di forze e se si mette una forza affinché un’azione riesca, bisogna stare attenti a farlo in maniera completa mantenendola senza lasciare le porte aperte alle altre forze contrarie, che altrimenti potrebbero trovare il modo di entrare. Ciascun uomo è in se stesso un campo di molte forze – alcune che lavorano per la sua sadhana, altre che lavorano per il suo ego e i suoi desideri. Ci sono inoltre poteri che cercano di fare un uomo, a sua insaputa, uno strumento per scopi che non sono suoi. Tutte queste cose possono combinarsi per determinare un particolare risultato. Queste forze operano ciascuna per realizzare il proprio impulso – non è detto che siano tutte forze ostili – sono semplicemente forze della Natura.
(Lettere, vol. VI, p. 224)

Chiunque abbia un po’ d’intelligenza e capacità di osservazione, e viva più in una coscienza interiore, può accorgersi ad ogni passo del gioco delle forze invisibili che agiscono sugli uomini provocando avvenimenti senza che essi ne conoscano l’orchestrazione. La differenza creata dallo yoga o da una coscienza interiore […] è che si diventa coscienti di queste forze invisibili e si può anche approfittare di esse o adoperarle e dirigerle. Questo è tutto. (Lettere, vol. VI, p. 224-5)

I centri interiori (cakra) sono per la maggior parte chiusi o addormentati; aprirli e renderli svegli e attivi è uno degli scopi dello yoga. A mano a mano che si aprono, anche i poteri e le possibilità dell’essere interiore si risvegliano in noi; ci svegliamo dapprima in una coscienza più vasta, e poi in una coscienza cosmica: non siamo più delle piccole personalità separate con una vita limitata, bensì diveniamo centri di un’azione universale e in diretto contatto con le forze cosmiche. Inoltre, invece di essere nostro malgrado i giocattoli di tali forze, come lo è la persona di superficie, possiamo in una certa misura divenire coscienti e padroni del gioco della natura, e ciò a seconda dello sviluppo dell’essere interiore e della sua apertura verso l’alto, verso i livelli spirituali superiori.
(Lettere, vol. IV, p. 224-5)

L’essere centrale deve sempre conservare il controllo delle forze della Natura che gli arrivano e decidere quali accettare, come utilizzarle e come ordinare la loro azione. Altrimenti ciascuna forza si impadronisce di qualche parte della personalità e usa e trascina l’essere invece di essere dominata e usata da questo.
(Lettere, vol. V, p. 39)

Se è vero che ci sono sempre forze intorno a noi che hanno lo scopo di deprimerci e scoraggiarci, ci sono anche sempre forze sopra e attorno a noi cui possiamo attingere, che possiamo far fluire dentro di noi per ristorarci, per riempirci di forza, di fede, di gioia e di quel potere che persevera e vince. Occorre in realtà prendere l’abitudine di aprirsi a queste forze in grado di aiutarci e riceverle passivamente, oppure attingervi attivamente – si può fare infatti l’uno e l’altro. […] Si tratta di abituare la vostra coscienza ad entrare in contatto con queste forze giovevoli, e per questo dovete abituarvi a rigettare le impressioni che le altre provocano in voi.
(Lettere, vol. V, p. 255)

La Menzogna e le Tenebre sono forti ovunque sulla terra, lo sono sempre state e a volte sembrano dominare; ma ci sono anche stati non solo barlumi, ma esplosioni di Luce. Nella massa di avvenimenti e nel lungo corso del Tempo, comunque possa apparire questa o quell’epoca, questo o quel movimento, la Luce continua a crescere e continua lo sforzo verso cose migliori. Attualmente la Menzogna e le Tenebre hanno raccolto le loro forze e sono estremamente potenti; ma anche se rifiutiamo l’affermazione dei mistici e dei profeti, secondo la quale sin dai tempi antichi tale stato di cose precede una Manifestazione, anzi è un segno del suo avvicinarsi, tuttavia ciò non indica necessariamente la vittoria decisiva – o anche temporanea – della Menzogna. Significa semplicemente che il conflitto fra le Forze è al culmine. L’esito può essere benissimo una maggior emersione del meglio possibile: spesso infatti il movimento del mondo va avanti in questo modo. (Lettere, vol. VI, p. 82)

Adverse Forces Sri Aurobindo

2. The play of cosmic forces

In the play of cosmic forces, not always what one might call the will of the universe clearly operates to facilitate and pave the work of sadhana: often introduces apparent reversals, sudden turns that stop or turn aside the location, circumstances or otherwise disturbing, startling departure from what had been temporarily resolved or determined. The only thing is to maintain equanimity and making sure that everything that happens in life and sadhana becomes an opportunity and a means of progress. Behind the play of cosmic forces and the will, a game that is always a mixture of elements favorable and adverse factors, there is a secret transcendent Will, and Will is that you must serve, the one where you must have faith; But you should not expect to always be able to understand his work. The mind wants it done this or that, that the direction, once made, is maintained, but what the mind wants is rarely what is wanted in a larger design. In the sadhana is necessary, it is true, follow a central purpose and shall not deviate from this, but without taking into account the circumstances and the external conditions as if they were fundamental things. (Letters, vol. I, p. 216-7)

Beware of any idea you accept these forces hostile to the face of the divine forces. I understand that you are saying you must accept everything because everything is a manifestation of God Everything, yes, it is a manifestation of God, in a sense, but if poorly understood, as is often the truth can be directed to the Vedantic service of lies. There are many things that are partial manifestations and demonstrations must be replaced by more complete and true. Others belong to ignorance and disappear when we enter the knowledge. Others belong to darkness and must be fought and destroyed or banned.
(Letters, vol. III, p. 203)

The universal forces are driven by their own strength and consciousness that is in them, but also the cosmic Spirit sustains and determines their game through his vision and the provisions of his will, although the direct action is left to the forces same, the game is the universal Prakriti, second floor, the universal Purusha observes. Even in the individual the individual Purusha can, if you want, not just to concede the game Prakriti, but to accept it or reject it or want it to change. All this is the game itself, as we see him. Above there is something, but the action of this something is an intervention rather than control of every moment, can become a direct control and constant only when we replace the forces with the government of the Divine. (Letters, vol. III, p. 231)

The cosmic forces here on earth, good or bad, are forces of Ignorance. Above them is the Truth-Consciousness which will occur only when the ego and desire will have been superseded: it is the strength that comes from divine Truth-Consciousness which must descend; Peace, Light, Knowledge , Purity and Ananda higher cosmic forces must act in the individual to transform and replace with the Force-of-Truth is their common share. (Letters, vol. III, p. 234)

The struggle between the Powers of Light and the Powers of Darkness, here is a truth, but gradually that we rise, it becomes less and less a truth, and supermind ceases to be.
The Supermind is the unifying Truth that unfolds and determines the manifestation of his powers, all these powers operate there as a unit manifold, in harmony, without opposition, no conflict, only the will inherent in everyone. (Letters, vol. IV, p. 36)

Until there is supramental consciousness to control and permeate everything in the whole being, the Overmind [Overmind] down, there is an ambiguous play of forces and each of them as divine in origin, can be used by Powers of light, or while going through the mind and life, intercepted by the powers of darkness. We can not abandon surveillance, discrimination and control until you have obtained a complete victory and the consciousness is transformed. (Letters, vol. I, p. 245)

The whole life is a play of universal forces. The individual gives to these universal forces a personal form, but may choose whether to respond to the action of a particular power. Only that most people really do not choose: the play of forces favors. […] Only when we can get rid of it we can become the real person and have a real life, but we can be free only by living in the Divine. The Nature [Prakriti] sends forces to each and all sorts of experiences. It’s up to you, as a conscious being (Purusha), choose whether to act or not, you should refuse to see what is wrong and accept only what is true and right. In Nature there is the higher and lower, the true and false. What the Divine wants from us is that we grow in truth and reject the false nature of the upper and lower Nature. (Letters, vol. IV, p. 95)

I did not say that everything is rigidly predetermined. “Combining forces” does not mean that. What I said is that behind the events of the visible world there is always a mass of invisible forces at work, unknown to the outer mind of men, and through yoga (interiorizzandosi and establishing a conscious relationship with the self and the cosmic force, and with the cosmic forces) can become conscious of these forces, consciously intervene in the game, and determine things, at least to a certain point, the game’s outcome. All this has nothing to do with predetermination. In contrast, we observe how things evolve and, when possible or necessary, it gives a boost here and there. (Letters, vol. VI, p. 217)

Each share is surrounded by a complex of forces, and if you put a force for action to succeed, we must be careful to do so without leaving full keeping the doors open to other forces, which might otherwise find a way to go. Each man is in itself a field of many forces – some working for his sadhana and others who work for his ego and his desires. There are also powers that seek to make a man, without his knowledge, a tool for purposes that are not his. All these things can combine to determine a particular outcome. These forces operate each to pursue his own impulse – it is said that they are all hostile forces – are simply forces of nature.
(Letters, vol. VI, p. 224)

Anyone with a little ‘intelligence and observation skills, and live in a more inner consciousness, you may find at every step of the invisible forces that act on people without their causing events are thoroughly familiar with the orchestration. The difference created by a yoga or inner consciousness […] is that one becomes conscious of these unseen forces, and you can also take advantage of them or use them and direct them. That’s all. (Letters, vol. VI, p. 224-5)

The inner centers (chakras) are mostly closed or asleep, open them and make them alert and active is one of the goals of yoga. As you open, so the powers and possibilities of the inner awakening in us, we wake up first to a wider consciousness, and then in a cosmic consciousness: we are no longer small separate personalities with a limited life but become centers of universal action and in direct contact with the cosmic forces. Moreover, instead of our toys spite of these forces, as is the person of the surface, to a certain extent we become aware of the game and masters of nature, and this according to the development of the inner being and its openness to upwards, towards the higher spiritual levels.
(Letters, vol. IV, p. 224-5)

The unit must always be maintaining control of the forces of Nature that reach it and decide what to accept, how to use them and how to order their actions. Otherwise each force takes hold of some part of the personality and uses drag and instead of being dominated and used by it.
(Letters, vol. V, p 39).

While there are always forces around us that are designed to get depressed and discouraged, there are always forces above and around us which we can draw, that we can flow into us for refreshment, to fill us with strength, faith, joy and power that perseveres and wins. It should actually make a habit of opening up to these forces can help us and receive them passively or actively tap into it – you can do it one or the other. […] It is to accustom your consciousness to come into contact with these forces giovevoli, and for this you have to get used to reject the impressions that other causes in you.
(Letters, vol. V, p. 255)

The Lies and Darkness are strong everywhere on earth, they always have, and sometimes seem to dominate, but there have also been not only glimpses, but bursts of light. In the mass of events and in the long course of time, though it may seem this or that time, this or that movement, the light continues to grow and continue the effort toward better things. Currently the Lie and Darkness have gathered their forces and are extremely powerful, but even if we reject the claim of mystics and prophets, according to which since ancient times this was a Manifestation of thing before, but rather a sign of his close to, yet this does not necessarily indicate the decisive victory – or even temporarily – of the Lie. It simply means that the conflict between the Forces is in full swing. The outcome may very well be a greater emergence of the best we can too often, the movement of the world goes on in this way. (Letters, vol. VI, p. 82)

Insegnamenti sulla Meditazione – Seconda parte


Riflettendo…

La Riflessione

La Natura essenziale della Mente

Le parole non possono descriverla
nessun esempio la può evidenziare
il samsara non la rende peggiore
il Nirvana non la rende migliore.

Mai nata
mai morta
mai liberata
mai illusa
non si è mai manifestata
non è mai stata non manifesta
non ha alcun limite.

Non cade sotto nessun tipo di categoria.

Dudjom Rinpoche

……………………

Senza parole
che divengono prigioni
perchè quel che si descrive
resta circoscritto
Senza comparazioni
tu trova l’essenza
e sii quello che è
nella vera natura delle cose:
purezza che attraversa
tutti i confini
che solo una mente impura
sa determinare
e sciogli ogni limite
che ti sei imposto
per abbracciare con compassione
la realtà impermanente
e per riconoscere la non separazione
nell’interconnessione di tutti gli esseri.

Poetyca

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L’insegnamento

Insegnamenti sulla Meditazione – 2

Lasciar andare significa liberare la mente dalla prigione dei suoi attaccamenti.

Questo può accadere poiché avete compreso che tutto il dolore, la paura e la sofferenza,
sorgono dalla brama di una mente prigioniera dell’attaccamento.

Su un piano più profondo, la realizzazione e la fiducia che sorgono dalla crescente comprensione della natura della mente,
inspirano la profonda e naturale generosità che vi permette di lasciar andare tutto l’attaccamento dal cuore,
lasciandolo completamente libero di fondersi nell’ispirazione della meditazione.

Sogyal Rinpoche – (Continua)

……………………….

Mente/cuore
vibrante e viva
capace di diffondere amorevolezza
dove nulla è separato
questa la verità da vivere
e praticare con retta attenzione
perchè nulla sia dominato da un ego
che teme di perdere potere ed energia.

SOlo lasciando scivolare
tutti gli attaccamenti
e riconoscendo in essi
il veleno che offusca la retta visione
possiamo comprendere ed aprirci
alla chiara luce del Cuore.

Poetyca

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22.02.2010 Poetyca

Testi tratti da:

Reflecting …

Reflection

The Essential Nature of Mind

Words can not describe it
no example can highlight
samsara does not make it worse
Nirvana does not make it better.

Ever born
never die
never released
never deluded
never manifested
has never been manifested not
has no limit.

It does not fall under any kind of category.

Dudjom Rinpoche

……………………

Without words
that become prisons
because what is described
remains limited
No comparisons
You find the essence
and be what it is
the true nature of things:
purity through
all boundaries
that only an impure mind
known to determine
and dissolve all limits
that you have imposed
to embrace with compassion
impermanent reality
and to recognize the non-separation
in the interconnectedness of all beings.

Poetyca

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Teaching

Teachings on Meditation – 2

Letting go means freeing the mind from the prison of his attachments.

This can happen because you realize that all the pain, fear and suffering,
arise from the lust of a Captive Mind attachment.

On a deeper level, the realization and confidence that arise from the growing understanding of the nature of the mind,
breathe deep and natural generosity that allows you to let go of the attachment from the heart,
leaving it completely free to merge in the inspiration of meditation.

Sogyal Rinpoche – (Continued)

……………………….

Mind / heart
vibrant and alive
able to spread kindness
where nothing is separated
This is the truth to be lived
listen carefully and practice with
because nothing is ruled by an ego
who is afraid of losing power and energy.

Just letting slip
all attachments
and recognizing in them
the poison that clouds the right view
we can understand and be open
the clear light of the Heart.

Poetyca

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22.02.2010 Poetyca

Text taken from:

Il Fiore di Bodhidharma

❥☼ღ❥¸¸La Staffetta dell’Affetto…Chi mi segue? ❥☼ღ❥¸¸


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Questa staffetta nasce dal desiderio di La dimora del  pensiero di Carla per donare a 5 amici un pensiero: La staffetta di Carla
Io sono stata inclusa da rosa

https://calogerobonura.wordpress.com

Sono grata ad entrambe, per l’iniziativa e per essere stata scelta.
Questo il mio pensiero per gli amici scelti,

ma non significa che io non provi affetto per tutti,

i quali spero continueranno la Staffetta.

amicizia

                                             ❀ Rosa Andronaco ❀                                            🌹 Poetyca🌹

Consegno la Staffetta a: 

                      Piero  

http://pietropontrelli.wordpress.com/

      Pinuccia

http://elvira513.wordpress.com/

Blavatar  Claudio

http://claprof.wordpress.com/

 Giusy 

http://diolontanoevicino.wordpress.com/

 Ysingrinus

http://yziblog.wordpress.com/

❤

Con affetto e gratitudine 
Daniela