E mi raccontavano…


E mi raccontavano…

E mi raccontavano storie
di giorni diversi
in luoghi lontani
dove non grondava sangue
dalle nostre mani.
E mi raccontavano vite
di sorrisi di bambini
mai costretti
al lancio di pietre,
alla fame e agli stenti,
alle armi di tutte le guerre.
E mi raccontavano di luoghi
tutti diversi senza lacrime,
nettare e beatitudine
dove le donne
non sono prigioniere
di un velo che libera
solo occhi.
E mi raccontavano di vita
di armonie e amore
che non conosco
tra odio e dolore,
sospiri di madri
e speranze perdute.
E mi raccontano fiabe
per quietare il dolore
di questo deserto intorno,
di questo squallore
di morte che arriva
senza preavviso,
di bombe su case,
di vittime innocenti
di cui non capiremo
la ragione.
E mi raccontavano di credere
a quelle storie,a quelle parole,
ma io non ci vedo nulla
e se fosse tutto vero
che si sbrighino presto,
che arrivi la vita,
che cambi in fretta tutto
perché non è vita,
perché non è amore,
perché non è speranza
quello che siamo costretti
a sopportare.
E mi raccontavano sorrisi
di oppio e illusione
mascherati sotto il manto
di religione.
Ma non ci credo più
e con gli occhi
dove s’è incrostato il pianto
e con le mani
piene di tormento
per le vite tolte
senza una ragione,
non saprei più dove andare
e credere a quelle storie
è solo il modo di placare
questa realtà dura,
troppo difficile d’accettare.
E mi raccontano…
quello che non posso
più ascoltare.

11.05.2002 Poetyca


And they told me …

And they told stories
different days
in distant places
where Dripped Blood
from our hands.
And they told their lives
smiles of children
never forced
the stones,
hunger and starvation,
weapons of all wars.
And they told of places
all different without tears,
nectar and bliss
where women
prisoners are not
a film that releases
eyes only.
And they told of life
of harmony and love
I do not know
between hate and pain,
sighs of mothers
and lost hopes.
And they tell stories
to calm the pain
of the desert around
of this squalor
Death comes
without notice,
of bombs on houses,
of innocent victims
that do not understand
reason.
And they told to believe
those stories, those words,
but I do not see anything
and if it were all true
sbrighino you soon,
it gets life,
everything is changing fast
because there is life,
because it is not love
because there is hope
what we are forced
to bear.
And their smiles told
of opium and illusion
disguised under the mantle
religion.
But no longer believe
and eyes
where the plant has run encrusted
and hands
full of torment
for the lives taken
without a reason,
I do not know where to go
and believe in those stories
is the only way to appease
this harsh reality,
too difficult to accept.
And they tell …
what I can not
listen more.

11.05.2002 Poetyca

8 thoughts on “E mi raccontavano…

    • Grazie cara Lia, il tuo particolare amore per questa poesia mi suggerisce di estrapolarla per un prossimo video. Solitamente amo accogliere testi di amici, perle di saggezza di autori conosciuti ma a volte ho fatto video su mie poesie. Se dunque farò il video sarà grazie al tuo amore ed incoraggiamento.

      Un abbraccio
      Daniela

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  1. Ho voluto rileggere questa splendida poesia perchè la ritengo una delle più belle in assoluto. Non trovo le parole per descrivere le emozioni che mi trasmette.

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    • Grazie cara Lia, nel periodo in cui scrissi questa poesia mi venne detto da una persona che rispetto a me scriveva poesie molto sofferte e crude che nel mio stile non si incontrasse il dolore ma solo la speranza e che questo rendeva poco per coloro che nella vita non erano in grado di sperare. Ho riflettuto su questo e mi confrontai con me stessa scrivendo una raccolta a parte ( ma non pubblicata all’epoca) per toccare tale sofferenza in me. Ma nel fare questo, nella scrittura delle poesie mi avvalsi dell’uso di storie con personaggi piuttosto che descrivere in prima persona il mio sentire e quello era il periodo della guerra del golfo che lasciava con il fiato sospeso tutti.
      Un abbraccio
      Daniela

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  2. Troppo bella, la sto rileggendo e non mi vergogno di dire che sto piangendo . Sono troppo commossa . Ogni parola è inutile per commentare. Daniela, hai una sensibilità fuori dal comune.

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    • Grazie di cuore cara Lia, anche tu sei molto sensibile perché ti fai toccare profondamente dalle mie parole. Parole che nascono dal tentativo di immedesimarmi nel vissuto delle tante persone che confuse si sentono preda di chi abusa del bisogno e fa della fragilità interiore il campo di battaglia e lo strumento per violare la dignità umana.

      Un grande abbraccio dal cuore
      Daniela

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      • Daniela, le cose bellissime che scrivi rispecchiano una tua sensibilità non comune e non lo dico perchè ti stimo all’infinito. E’ la verità. Un abbraccio dal profondo del cuore .

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