La pace del cuore


Pensiero del giorno lunedì 25 ottobre 2010.

“Gli esseri umani non sono naturalmente portati a calarsi nella
situazione degli altri, e da ciò derivano tanti errori di
giudizio, tante crudeltà e ingiustizie. Nel momento in cui state
per pronunciarvi su una persona, che cosa sapete della situazione
in cui essa si trova?… Allora, prima di criticarla o di
accusarla, almeno per qualche minuto, fate lo sforzo di mettervi
nei suoi panni: a quel punto, forse vi renderete conto che se
foste nella sua situazione, vi comportereste dieci volte peggio
di lei.
Vale la pena cercare di calarsi nella situazione delle persone
che vi sono antipatiche e che siete sempre pronti a condannare.
Anche solo pochi minuti ogni giorno di questo esercizio, e
acquisirete qualità di pazienza, di indulgenza, di dolcezza e di
generosità di cui beneficerete sia voi che loro.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

La fragilità è un valore umano.

Non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell’affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione.
La fragilità è come uno scudo che ci difende dalle calamità, quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino.Il fragile è l’uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende.”
Vittorino Andreolida L’uomo di vetro

La rivoluzione interiore

« C’è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all’angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni in cui siamo coinvolti. Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie e le ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente. »

(J. Krishnamurti, Di fronte alla vita)

Siamo spesso abituati a catalogare, separare, aggettivare e questo fa parte del meccanismo del dualismo che pone noi stessi sulla scia della comparazione e più ci sentiamo ” diversi” ed insicuri se non raggiungiamo delle mete, più la frustrazione ci rende pieni di rabbia.
E’ molto facile gettare le responsabilità del nostro disagio al mondo esterno, al ” diverso” a chi a nostro avviso è ostacolo per la nostra ascesa ad una improbabile perfezione. Ogni steccato che ci separa dagli altri è come uno spesso muro che crea tutte le categorie degli ” ismi”, ma il vero ed unico ” ismo” che dobbiamo abbattere è il nostro dualismo interiore, la non accoglienza di come ogni aspetto da noi scelto come il migliore e possibile abbia sempre il suo opposto che non va gettato via ma assimilato come parte di noi stessi. Tutte le ombre che vediamo in altri sono le nostre stesse ombre che gettiamo via e che non ci disturbiamo di comprendere, esse intorbidiscono la nostra via all’armonia e alla pace del cuore

Chi non usa limpidezza con se stesso e fugge, chi usa tante maschere per apparire migliore per emergere dal giudizio degli altri, senza mai fare autocritica, aggredendo e attaccando gli altri per essere ” diversi”, per essere come chi abbia rubato qualcosa, mettendo in atto una forma di antagonismo, anche dove viene dichiarato un sentimento di armonia, è come chi scappa velocemente per non essere rincorso dalla propria ombra ma appena si ferma con il cuore in gola si accorge di averla davanti perché non ha mai risolto in profondità le proprie frustrazioni.

25.10.2010 Poetyca


Thought for the day Monday, October 25, 2010.

“Human beings are not naturally inclined to delve into situation of others, and many errors would arise opinion, such cruelty and injustice. The moment was to rule on a person, you know what the situation where it is …? So, before you criticize or accuse, at least for a few minutes, make the effort to put in his shoes: then maybe you will realize that if you were in your situation, will contain ten times worse her.

It is worth trying to immerse himself in the situation of people that there are unpleasant and that you are always ready to condemn. Even just a few minutes every day of this year, and acquire qualities of patience, forbearance, gentleness and generosity that will benefit both you and them. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

 

Fragility is a human value. 

I’m not at all the shows of force to make us grow, but our thousand fragility: evidence of our sincere humanity, which in turn helps us to face difficulties in meeting the needs of others with participation.

Fragility is like a shield that protects us from disaster, what is usually considered a fault and instead of the virtuous attitude that allows us to establish a relationship of empathy with those close to us.
The fragile is the ultimate man, because he considers the others, his peers and not potential victims, because where the force required, denies and represses the fragility welcomes, encourages and understands. “

Vittorino Andreoli
from The Man of Glass

 

Inner revolution

“There’s a revolution we must do if we want to escape anxiety, conflicts and frustrations that we’re involved. This revolution has to start not with the theories and ideologies, but with a radical transformation of our minds. “
(J. Krishnamurti, Facing life)

We are often used to categorize, separate, and this adjective is part of the mechanism of the dualism that puts ourselves in the wake of comparison, the more we feel “different” and unsure if we do not reach the goals, the more the frustration makes us full of anger.
It ‘s very easy to lay the responsibility for our discomfort to the outside world, the “different” to those who we believe is an obstacle for our ascent of an improbable perfection. Any fence that separates us from others is like a thick wall to create all the categories of “isms”, but the true and only “ism” is that we must reduce our inner duality, the non-acceptance of each aspect as chosen by us as the best and always has its opposite can not be discarded but treated as part of ourselves. All the shadows that we see in others our own shadows that we throw away and not bother to understand us, they turbidity our way to harmony and peace of heart

Who does not use transparency with himself and flees, who uses many forms to appear better to emerge from the opinions of others, never self-criticism, attacking and attacking others for being “different” to be like someone has stolen something, putting in implement a form of antagonism, even where it is declared a feeling of harmony, is like one who runs away quickly to avoid being chased by his shadow, but just stops the heart in his mouth before he realizes it because he never addressed in depth their frustrations.

25.10.2010 Poetyca

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