Archivio | 03/03/2017

Se tu sapessi


paceart

Se solo sapessi quanto soffro insieme a te
dell’amaro della vita.
Vorrei accarezzarti con mani di carne..
ma lo sussurro a chi ti sta accanto..
vorrei dirti le parole più vere dell’amore,
ma le suggerisco a chi ti regala una parola.

Vorrei vederti raccogliere tutto l’amore che semini
per sentirti soddisfatto della tua vita
ma come ogni cosa.. il tempo lascerà crescere il frutto
che tu stesso hai fatto nascere.
Gioisci perchè attraverso le tue mani io regalo l’amore
a chi ha la fortuna di incontrarti.
Tu non lo sai forse ma io sono il tuo angelo..
quello che mai ti abbandonerà e che è qui solo per te
e grazie a te può amare il mondo..
Joan Wester Anderson Storie Vere di Angeli e Piccoli Miracoli ♥ ♥ ♥

If only I knew how I suffer with you
of the bitter of life.
I would caress you with hands of flesh ..
but whisper to person next to you ..
I would tell you the truest words of love,
but I suggest to those who offer you a word.
I would like to see you collect all the love you sow
to feel satisfied with your life
but like any thing .. time will let the fruit grow
you yourself have given birth.
Rejoice because through your hands, I love gift
who has the good fortune to meet you.
You do not know but maybe I’m your angel ..
what ever forsake you and that is here just for you
and thanks to you may love the world ..

Joan Wester Anderson

True Stories of Angels and Small Miracles

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La sete della conoscenza


La sete della conoscenza
Siddharta: “Che età credi che abbia il più vecchio dei nostri Samana, il nostro venerabile Maestro?”
Giovinda: “Il più vecchio potrà avere 60 anni”
Siddharta: ” 60 anni è vissuto, e il nirvana non l’ha mai raggiunto. Ne vivrà 70-80, e tu e io, anche noi, diverremo vecchi e faremo i nostri esercizi, digiuneremo, mediteremo. Ma il nirvana non lo raggiungeremo: non lo raggiungerà il Maestro, non lo raggiungeremo noi. O Govinda, di tutti i Samana che esistono non uno, io credo, neanche uno raggiunge il nirvana. Troviamo conforti. Troviamo da stordirci, acquistiamo abilità con le quali cerchiamo di illuderci. Ma l’essenziale, la strada delle strade non la troviamo”.
Presto, Govinda, il tuo amico abbandonerà questa via dei Samana che ha così a lungo percorso con te. Io soffro la sete, o Govinda, e su questa lunga via dei Samana la mia sete non si è per nulla placata. Sempre ho sofferto sete del sapere, sempre sono stato pieno di interrogativi. Ho interrogato i Brahmini, ho interrogato i sacri Veda, d’anno in anno. Forse, o Govinda, sarebbe stato altrettanto utile interrogare il rinoceronte o lo scimpanzè. Lungo il tempo ho impiegato, Govinda, e non ne sono ancora venuto a capo, per imparare questo: che non si può imparare nulla! Nella realtà non esiste, io credo, quella cosa che chiamiamo “imparare”. C’è soltanto, o amico, un sapere che è ovunque, che è Atman, che è in me e in te e in ogni essere.
E così comincio a credere: questo sapere non ha nessun peggior nemico che il voler sapere, che l’imparare”.

FONTE: SIddharta di Hermann Hesse
The thirst for knowledge

Siddhartha: “How old do you think the oldest of our Samana, our venerable Master?”
Giovinda: “The older will have 60 years’
Siddhartha: “60 years has lived, and nirvana has never reached. It will live 70-80, and you and I, we, too, will become old and we will do our exercises, will fast, meditate. But do not reach nirvana : do not reach the Teacher, do not reach us. O Govinda, of all Samana that there are not one, I believe, not one reaches nirvana. We find comfort. We find from stun, acquire skills with which we try to fool ourselves. But the essential, the way of the streets do not find her. “
Soon, Govinda, your friend will abandon this path of Samana which has so long path with you. I suffer thirst, or Govinda, and on this long road of Samana my thirst has not subsided at all. I always suffered thirst of knowledge, I was always full of questions. I questioned the Brahmins, I questioned the sacred Vedas, from year to year. Maybe, or Govinda, would be just as useful to interrogate the rhinoceros or the chimpanzee. Along the time it took me, Govinda, and I’m not yet come to the head, to learn this: that you can not learn anything! In reality there is, I believe, that thing we call “learning”. There is only, or friend, a knowledge that is everywhere, which is Atman, which is in me and in you and in every being.
And so I begin to think: this knowledge has no worst enemy that want to know, to learn that. “

SOURCE: Siddhartha by Hermann Hesse

Come la rana


Come la Rana

Se solo riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo. Altrimenti saremo solo come la rana del proverbio cinese che, dal fondo di un pozzo, guarda in su e crede che quel che vede sia tutto il cielo. Duemilacinquecento anni fa un indiano, chiamato poi “illuminato”, spiegava una cosa ovvia: che “l’odio genera solo odio” e che “l’odio si combatte solo con l’amore”. Pochi l’hanno ascoltato. Forse è venuto il momento.

Tiziano Terzani

How the Frog

If only we can see the universe as a whole where each part reflects the whole and where the great beauty lies in its diversity, we begin to understand who we are and where we are. Otherwise we just like the frog in the Chinese proverb, from the bottom of a well, looks up and sees what he believes is the whole sky. Two thousand five hundred years ago an Indian, then called “enlightened”, explained the obvious: that “hatred only generates hate” and that “hatred is being fought only with love.” Few have listened. Perhaps the time has come.

Tiziano Terzani

 

Lo Zen nella vita di un mendicante


43. Lo Zen nella vita di un mendicante

Ai suoi tempi, Tosui era un famoso insegnante di Zen. Aveva vissuto in parecchi templi e aveva insegnato in diverse province.

L’ultimo tempio nel quale si era recato contava tanti seguaci che Tosui decise di smettere i suoi corsi, e nel comunicare a tutti questa sua decisione, consigliò ai discepoli di separarsi e di andarsene ciascuno dove voleva. Da quel momento, si persero le sue tracce.

Tre anni dopo, uno dei suoi discepoli scoprì che viveva con alcuni mendicanti sotto un ponte di Kyoto. Subito implorò Tosui di istruirlo.

«Se riesci a fare quello che faccio io sia pure soltanto per un paio di giorni, forse posso istruirti» rispose Tosui.

Così l’ex discepolo si vestì da mendicante e passò una giornata con Tosui. L’indomani uno dei mendicanti morì. A mezzanotte Tosui e il suo allievo portarono via il corpo e lo seppellirono sul fianco di una montagna. Poi tornarono nel loro rifugio sotto il ponte.

Tosui dormì profondamente per il resto della notte, ma il discepolo non riuscì ad addormentarsi. Quando venne il mattino Tosui disse: «Oggi non dobbiamo mendicare il cibo. Il nostro amico morto ce ne ha lasciato un po’». Ma il discepolo non poté mangiarne nemmeno un pezzetto.

«Lo sapevo che non avresti potuto fare come me» concluse Tosui. «Vattene via e non seccarmi più».

101 Storie Zen


Zen in a Beggar’s Life

Tosui was a well-known Zen teacher of his time. He had lived in several temples and taught in various provinces.

The last temple he visited accumulated so many adherents that Tosui told them he was going to quit the lecture business entirely. He advised them to disperse and go wherever they desired. After that no one could find any trace of him.

Three years later one of his disciples discovered him living with some beggars under a bridge in Kyoto. He at once implored Tosui to teach him.

“If you can do as I do for even a couple days, I might,” Tosui replied.

So the former disciple dressed as a beggar and spent the day with Tosui. The following day one of the beggars died. Tosui and his pupil carried the body off at midnight and buried it on a mountainside. After that they returned to their shelter under the bridge.

Tosui slept soundly the remainder of the night, but the disciple could not sleep. When morning came Tosui said: “We do not have to beg food today. Our dead friend has left some over there.” But the disciple was unable to eat a single bite of it.

“I have said you could not do as I,” concluded Tosui. “Get out of here and do not bother me again.”

101 Zen stories

Un seme o un sogno


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Un seme o un sogno

Babayaga
strega o fata travestita
figura oscura
che vaga nella notte
donna forse ribelle
o voce che ci condiziona

Controcorrente
con idee nuove
possiamo dare linfa
ad un seme o ad un sogno
consapevolezza o ideali
per non essere più prigionieri

La Babayaga
noi possiamo sconfiggere
aprendo gli occhi
osservando come si nutra
di tutte le nostre paure
strisciando nel silenzio

Quando non più bambini
oramai cresciuti
ci rendiamo conto
di poter scegliere
di non dover sempre credere
a quanto ci vien detto

03.04.2015 Poetyca
A seed or a dream

Babayaga
witch or fairy disguised
shadowy figure
wandering in the night
perhaps rebellious woman
or item that affects us

Against The Current
with new ideas
we can give sap
to a seed or a dream
awareness or ideals
not to be more prisoners

the Babayaga
we can defeat
opening the eyes
observing how it feeds
of all our fears
crawling in silence

When no more children
now grown
we realize
to choose
not having to always believe
to what we are told

03/04/2015 Poetyca

Le origini


Le origini

Noi abbiamo sulla origine della vita o cosa c’è dopo la morte,molte domande,
ma le risposte arrivano da diverse fonti che a volte si contraddicono:
la posizione della religione, di diverse religioni e
della scienza in particolare ci permette di ricevere diverse teorie, che a volte si smentiscono nel tempo, in particolare se riceviamo risposte dalla scienza e dagli strumenti che misurano le origini del nostro pianeta, la comparsa delle diverse forme di vita e non è sempre facile identificare una chiara origine di tutto. Ancora oggi non abbiamo risposte certe su:
Il Big Bang o Dio, una casualità oppure cosa ci sia dopo la morte fisica, se tutto finisce o se esiste continuità.
Forse a causa di questo, possono fiorire diverse religioni o un atteggiamento scettico o ateo.
Dunque, dal momento che nessuno è realmente a conoscenza della origine della vita o cosa ci sia dopo la morte, è importante riuscire a non separare ma a accogliere tutti anche riguardo le proprie credenze religiose. Nessuno ha la verità, neppure noi.

22.08.2011 Poetyca

Sources

We have on the origin of life or what happens after death, many questions,
but the answers come from different sources sometimes contradict each other:
the position of religion, of different religions and
of science in particular allows us to receive several theories, which sometimes belie the time, especially if we get answers from science and instruments that measure the origins of our planet, the emergence of different life forms and is not always easy to identify a clear source of everything. Still do not have definite answers to:
The Big Bang or God, there is a coincidence or what after physical death, if everything ends or if there is continuity.
Perhaps because of this, various religions can flourish or a skeptical attitude or atheist.
So, since nobody is really aware of the origin of life or what is after death, it is important not to separate but to be able to accommodate everyone, even about their own religious beliefs. Nobody has the truth, not even us.

22.08.2011 Poetyca

Possibili oceani celesti


21
Trasalimenti, quasi aritmie
Del tempo,
Pause brevissime
In cui s’inseriscono
Bagliori improvvisi
D’una realtà diversa.

Forse, quando il cuore
Sospende per un attimo i suoi battiti,
Riceviamo un segnale,
Un lampo,
Lo scatto di un diaframma
Sopra una vita
Fuori dal tempo.

E l’anima s’apre sgomenta
A possibili oceani celesti,
Ad accessibili paradisi.

Emilio Servadio
Thrills, almost arrhythmias
Of the time,
very short breaks
In which fall
sudden flashes
On a different reality.

Perhaps, when the heart
Suspend for a moment its beats,
We receive a signal,
A flash,
The click of a diaphragm
Over a lifetime
Out of time.

And the soul opens dismayed
A possible celestial oceans,
For accessible havens.

Emilio Servadio