Archivio | 23/03/2017

Certi poeti


Certi poeti

Silenzi che parlano al vento
e raccontano senza lamento
di vite tra le righe storte
di passi tra lamiere contorte
nella mente che non s’intona
con la corsa in parole
che siano ben allineate
che siano dai toni spettacolari
– solo il gusto della corsa –
la volontà spinta sottovuoto
per dare vigore alla piatta vita
che non avrebbe nulla da raccontare
Parole da raddrizzare in realtà
che più le leggi e meno le vedi
Parole dimentiche che a partorire
non è la matrigna mente
ma dev’essere il cuore

06.10.2003 Poetyca

Some poets

Silences that speak to the wind
without complaint and tell
of life among the crooked lines
of steps between twisted metal
in mind that blends in
with race in words
that is well aligned
tones that are spectacular
– Only the taste of the race –
will push the Vacuum
to give force to the flat life
that had nothing to tell
Words to straighten really
that more laws and less see
Words forget that to give birth
is not the stepmother mind
it must be the heart

06.10.2003 Poetyca

Nel mondo dei sogni


40. Nel mondo dei sogni

«Dopo pranzo il nostro maestro di scuola faceva sempre un pisolino» raccontava un discepolo di Soyen Shaku. «Noi bambini gli domandammo perché lo facesse e lui ci rispose: “Vado nel mondo dei sogni a trovare i vecchi saggi, come faceva Confucio”. Quando Confucio dormiva, sognava gli antichi saggi e dopo parlava di loro ai suoi seguaci.

«Un giorno c’era un caldo terribile, e alcuni di noi si appisolarono. Il maestro ci rimproverò. “Siamo andati nel mondo dei sogni a trovare gli antichi saggi proprio come faceva Confucio” spiegammo noi. “E che cosa vi hanno detto quei saggi?” volle sapere il maestro. Uno di noi rispose: “Siamo andati nel mondo dei sogni, abbiamo incontrato i saggi e domandato se il nostro maestro andava là tutti i pomeriggi, ma loro ci hanno detto di non averlo mai visto”».

101 Storie Zen


In Dreamland

“Our schoolmaster used to take a nap every afternoon,” related a disciple of Soyen Shaku. “We children asked him why he did it and he told us: ‘I go to dreamland to meet the old sages just as Confucius did.’ When Confucius slept, he would dream of ancient sages and later tell his followers about them.

“It was extremely hot one day so some of us took a nap. Our schoolmaster scolded us. ‘We went to dreamland to meet the ancient sages the same as Confucius did,’ we explained. ‘What was the message from those sages?’ our schoolmaster demanded. One of us replied: ‘We went to dreamland and met the sages and asked them if our schoolmaster came there every afternoon, but they said they had never seen any such fellow.'”

101 Zen stories

Lasciare il segno


Mi piacciono le persone che lasciano il segno. Non cicatrici. Sono quelle persone che entrano in punta di piedi nella tua vita e la attraversano in silenzio. Parlano i gesti non la voce alta, gridano le emozioni non la rabbia.
Mi piacciono le persone che lasciano il segno, lì in quel piccolo posto chiamato cuore… sono quelle che mai se ne andranno perchè quel posto se lo sono conquistato con le piccole attenzioni di ogni giorno.

Stephen Littleword

♥ ♥ ♥

I like people who leave their mark. No scars. Are those persons who enter on tiptoe in your life and the cross in silence. Gestures do not speak loudly, shouting the emotions anger.
I like people who leave their mark, there in that little place called heart … are those that never go away because this place if they are captured with the small details of every day.

Stephen Littleword