Archivio | 29/04/2017

Costruire l’amore


Il suono della parola

È difficile costruire l’amore. Lo immaginiamo come un dono del cielo, piovuto per caso a bagnarci la pelle. Invece no. Alla tempesta improvvisa che sconvolge lo stomaco deve seguire una bonaccia quieta, un lento avvicendarsi di stagioni e noi, un tassello alla volta, a dare un senso al mosaico. È difficile costruire l’amore. Perciò preferiamo vederlo sfiorire, nell’attesa di un nuovo uragano.

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Cerchio di Pace


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Cerchio di Pace

Resto qui
a deporre le armi
senza scudo
senza parole
in ascolto del ritmo
di questo mio cuore
Piccole macchie di colore
dipingono il respiro
contornano la Pace
danzano lievi
come raggi di sole:
disegni intessuti d’Amore

18.04.2014 Poetyca

Circle of Peace

I stay here
to lay down arms
no shield
without the words
listen to the rhythm
of my heart
Small patches of color
paint the breath
surround the Peace
dance minor
like rays of sunshine:
designs woven of Love

18/04/2014 Poetyca

Essere Universo


universo

”Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino a includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua bellezza.”

Albert Einstein

“A human being is part of a whole called Universe. He experiences his thoughts and feelings as something separated from the rest a kind of optical delusion of consciousness. This delusion is a kind of prison. Our task must be to free ourselves from this prison by widening our circle of knowledge and understanding, so as to include all living creatures and the whole of nature in its beauty. “

Albert Einstein

Tao Te Ching XVII -La Pura Influenza


Tao

Tao Te Ching XVII -La Pura Influenza
Dei grandi sovrani il popolo sapeva che esistevano,
vennero poi quelli che amò ed esaltò,
e poi quelli che temette,
e poi quelli di cui si fece beffe:
quando la sincerità venne meno
s’ebbe l’insincerità.
Com’erano pensosi i primi nel soppesar le loro parole!
Ad opera compiuta e ad impresa riuscita
dicevano i cento cognomi: siamo così da noi stessi.

17. Rulers

The best rulers are scarcely known by their subjects;

The next best are loved and praised;

The next are feared;
The next despised:
They have no faith in their people,
And their people become unfaithful to them.

When the best rulers achieve their purpose
Their subjects claim the achievement as their own.

Parole e spazi


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Parole e spazi

E’ quando non ci aspettiamo nulla,
quando ” ci lasciamo andare”,
che l’inaspettato bussa alla nostra porta.
Quando si tratta di scrivere,
semplicemente si deve fare un varco di silenzio
dentro se stessi, allora un’ondata di parole
si affaccia: parole e spazi si compongono
per dare vita alle nostre emozioni.

03.04.2015 Poetyca
Words and Spaces

And ‘when we do not expect anything,
when “we let ourselves go,”
  that the unexpected knocks at our door.
When it comes to writing,
  you simply must do a gap of silence
within themselves, then a wave of words
  faces: words and spaces are made
to give life to our emotions.

03/04/2015 Poetyca

Joni Mitchell from Albums


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=bbJo-dsFGfI&list=PL5A6233B934F0DFB4]

Joni Mitchell, nome d’arte di Roberta Joan Anderson (Fort Macleod, 7 novembre 1943), è una cantautrice e pittrice canadese.

Dopo una gavetta tra café canadesi e locali statunitensi nei quali germogliava e veniva alla luce una nuova generazione di musicisti folk, Joni Mitchell ottenne il successo commerciale alla fine degli anni ’60, definendo uno stile che farà epoca e sarà fonte d’ispirazione per tutte le cantautrici dei decenni successivi.[1][2] Il suo impatto sul cantautorato al femminile, di cui è considerata la vera capostipite, è paragonabile a quello di artisti come Bob Dylan, Neil Young o Eric Andersen su quello dei colleghi uomini.[3][4] Col passare del tempo, il folk verrà sempre più relegato al passato per dar spazio a nuove sonorità vicine al blues e aljazz che la porteranno a collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Metheny, Pastorius, Hancock, Brecker e Mingus.[1]

Joni Mitchell non è solo nota per la sua musica sofisticata e i suoi testi estremamente ricercati e poetici, ma anche per la sua passione e talento per le arti pittoriche. È lei stessa infatti a dire: “Sono prima di tutto una pittrice, poi una musicista…”. Cura personalmente la grafica e le copertine dei propri album, utilizzando la maggior parte delle volte quadri ma spesso anche elaborazioni fotografiche.

http://it.wikipedia.org/wiki/Joni_Mitchell

Roberta Joan “Joni” Mitchell, CC (née Anderson; born November 7, 1943) is a Canadian singer-songwriter and painter.[1] Mitchell began singing in small nightclubs inSaskatchewan and Western Canada and then busking in the streets and dives of Toronto. In 1965, she moved to the United States and began touring. Some of her original songs (“Urge for Going”, “Chelsea Morning“, “Both Sides, Now“, “The Circle Game”) were covered by folk singers, allowing her to sign with Reprise Records and record her own debut album in 1968.[2]

Settling in Southern California, Mitchell, with popular songs like “Big Yellow Taxi” and “Woodstock“, helped define an era and a generation. Her 1971 recording Blue was rated the 30th best album ever made in Rolling Stone‘s list of the “500 Greatest Albums of All Time“.[3] Mitchell switched labels and began moving toward jazz rhythms by way of lush pop textures on 1974’s Court and Spark, her best-selling LP, featuring the radio hits “Help Me” and “Free Man in Paris“.[4]

Her wide-ranging contralto[5] vocals and distinctive open-tuned guitar and piano compositions grew more harmonically and rhythmically complex as she explored jazz, melding it with influences of rock and roll, R&B, classical music, and non-western beats. In the late 1970s, she began working closely with noted jazz musicians, among them Jaco Pastorius, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Pat Metheny, and Charles Mingus; the latter asked her to collaborate on his final recordings.[6] She turned again toward pop, embraced electronic music, and engaged in political protest.

She is the sole record producer credited on most of her albums, including all her work in the 1970s. With roots in visual art, she has designed her own album artwork throughout her career. A blunt critic of the music industry, she quit touring and released her 17th, and reportedly last, album of original songs in 2007. She describes herself as a “painter derailed by circumstance”.[7]

Mitchell has deeply influenced fellow musicians in a diverse range of genres, and her work is highly respected by critics. AllMusic said, “When the dust settles, Joni Mitchell may stand as the most important and influential female recording artist of the late 20th century”,[8] and Rolling Stone called her “one of the greatest songwriters ever”.[9] Her lyrics are noted for their developed poetics, addressing social and environmental ideals alongside personal feelings of romantic longing, confusion, disillusion, and joy.

http://en.wikipedia.org/wiki/Joni_Mitchell