Come essere imperatori di sé


“Come essere imperatori di sè”

di Sadhguru Jaggi Vasudev

“Essere spirituali significa essere imperatori di sé. Questo è il modo di
essere, ce n’è forse un altro? C’è qualcuno che in coscienza sceglierebbe di
cercare qualcosa di altro o da altri? Non significa che si debba diventare
completamente autosufficienti. Vi sarà sempre inter-dipendenza, ma all’interno
di noi stessi vi è tutto: non c’è bisogno di cercare altrove. Persino la
compagnia di qualcuno non è necessaria. Se qualcuno la desidera, gliela potete
offrire, ma per voi stessi non ne avete bisogno. Questo significa che non siete
più dei mendicanti, dentro. Solo per le cose esteriori vi servirà il mondo
esterno. Questa è la libertà finale.

La spiritualità non è per i deboli. Se non siete capaci di fare altro nella
vita, e perciò pensate di poter essere spirituali, vi sbagliate. Solo se sarete
capaci di intraprendere e fare bene qualsiasi cosa di questo mondo, forse ci
saranno delle possibilità che siate adatti alla spiritualità.

Non è qualcosa di destinato a gente che non sappia fare niente altro. Oggi,
l’impressione che ha l’intero paese, e forse tutto il mondo, è che solo gente
inutile e buoni a niente diventino ricercatori spirituali, perchè della gente
cosiddetta spirituale è diventata così. Persone incapaci di fare qualsiasi cosa
o di reggere gli alti e bassi della vita, tutto quello che devono fare è
indossare l’abito ocra e sedere davanti a un tempio, così la loro vita è
risolta. Ma questa non è spiritualità. E’ solo accattonaggio in uniforme. Se
dovete conquistare la vostra coscienza, se dovete raggiungere l’apice della
coscienza, non potrete farcela mendicando.

Esistono due tipi di mendicante – Gautama, il Buddha, e le persone di quel
livello, sono mendicanti supremi. Tuti gli altri sono semplici mendicanti. Direi
che il mendicante sulla strada e il re sul suo trono sono entrambi mendicanti.
Entrambi chiedono continuamente qualcosa all’esterno. Il mendicante di strada
chiederà soldi, cibo o ricovero. Il re potrebbe chiedere la felicità, o la
conquista di un altro regno, o simili insensatezze. Lo vedete come ciascuno sta
mendicando qualcosa? Gautama mendicava soltanto il cibo, per il resto era del
tutto autosufficiente. Tutti gli altri l’unica cosa che non mendicano è il cibo.
Mendicano per qualsiasi altra cosa. Tutta la loro vita è accattonaggio.
Guadagnano solo cibo. Un essere spirituale ha guadagnato ogni altra cosa al suo
interno e mendica solo per il cibo. Qualunque modo pensiate sia il migliore,
siate. La via che pensate sia la più efficace per vivere, vivetela.

Una volta che si sia realizzato questo, si conduce una vita differente. Quando
non ci sono più desideri, niente più bisogni interiori, solo allora si comprende
cos’è l’amore, la gioia e cosa significa condividere. Condividere è: ‘Tu non mi
devi nulla, perchè io non ho bisogno di nulla da te, ma, comunque, io dividerò
questo con te’. Una vita intera fondata sul baratto può essere conveniente, ma è
la via dei deboli.

Questa debolezza è la prima cosa che si deve abbandonare quando si incontra
Shiva. Se si vuole incontrarLo, è bene stare alle Sue condizioni. Shiva non
viene a incontrare un semplice mendicante. Dunque si deve imparare ad
incontrarLo alle sue condizioni, o dissolversi; queste sono due vie. Gnana e
Bhakti significano proprio questo. Bhakti significa fare di sè stessi lo zero
assoluto e incontrare Lui. Gnana significa incontrare Shiva alle Sue condizioni:
diventare infiniti. Altrimenti, non ci sono possibilità di incontrarLo.

Amore, o Bhakti, sembra la via più facile. Lo è, ma vi sono un maggior numero di
tranelli lungo il cammino, rispetto a Gnana. Nella Bahkti non è dato sapere.
Anche se si è caduti in una trappola, non è dato di saperlo; così è questa via.
Non si sa neppure di essere preda delle proprie illusioni. In Gnana non è così.
Ogni passo che si fa, si conosce. Non posso dire se sia un cammino difficile, ma
è un cammino per coraggiosi, non per deboli. Il deboli non potrebbero mai farlo,
ma ognuno ha la possibilità di farlo. Tutti hanno le capacità per farlo se
superano le proprie limitazioni. Dipende solo dal possedere o no la volontà di
farlo, tutto qui.

Si diventa ciò che si pensa. Spontaneamente le energie tendono verso ciò che
consideriamo supremo. Chi desideri percorrere il cammino spirituale deve fare in
modo che esso sia il pensiero dominante nella sua mente, che sia ‘la prima e
l’ultima cosa che voglio nella mia vita’. In questo modo, spontaneamente, le
energie si orienteranno ad esso. Solo allora la lotta che si combatte momento
per momento è finita e non si deve più lottare per correggere sé stessi.”

“How to be emperors of himself”

Sadhguru Jaggi Vasudev of

“To be spiritual is to be emperor himself. This is the way
be, there is perhaps another? Is anyone in good conscience choose to
look for something else or by someone else? It does not mean that we should become
completely self-sufficient. There will always be inter-dependence, but within
of ourselves is all: there is no need to look elsewhere. Even the
company of someone is not necessary. If someone wants it, I’ll you
offer, but for yourself you do not need. This means that you are not
most of the beggars, inside. Only for the things you will need the external world
outside. This is the ultimate freedom.

Spirituality is not for the weak. If you are unable to do anything else in
life and thus think you can be spiritual, you are wrong. Only if you
able to undertake anything and do well in this world, perhaps there
the chance that you will be suited to spirituality.

It is not something intended for people who do not know anything else. Today
the impression that the whole country, and perhaps the world, is that only people
useless good for nothing and become spiritual seekers, because of the people
so-called spiritual has become so. People unable to do anything
or to withstand the ups and downs of life, all they have to do is
ocher wear the dress and sit in front of a temple, so their life is
resolved. But this is not spirituality. It ‘s just begging in uniform. If
you have to earn your conscience, if you need to reach the peak of
consciousness, you can not do it by begging.

There are two types of beggar – Gautama, the Buddha, and the people of that
level, beggars are supreme. Tuti others are simply beggars. I would say
the beggar on the street and the king on his throne are both beggars.
Both are constantly demanding something outside. The street beggar
ask for money, food or shelter. The king could ask for happiness, or
conquer another kingdom, or similar nonsense. You see how each is
begging for something? Gautama begged only the food, the rest was
entirely self-sufficient. All other the only thing that is not begging for food.
Begging for anything else. Their whole life is begging.
They earn only food. A spiritual being has won anything in his
Internal and just begs for food. Whichever way you think is best,
are. The way you think is the most effective way to live, live it.

Once this has been achieved, he leads a different life. When
there are no desires, no more inner needs, only then will we understand
What is love, joy and what it means to share. Share it: ‘I do not like
you have nothing, because I did not need anything from you, but, anyway, I divide
this with you ‘. A lifetime based on barter may be convenient, but it is
the way of the weak.

This weakness is the first thing you have to give up when you meet
Shiva. If you want to meet him, you should be on his terms. Shiva
is easy to meet a beggar. Therefore, we must learn to
meet its conditions, or dissolve, and these are two ways. And Gnana
Bhakti means just that. Bhakti means zero to do with themselves
absolute and meet him Gnana means Shiva to meet your requirements:
become infinite. Otherwise, there is a chance to meet him.

Love or Bhakti, it seems the easy way out. It is, but there are a greater number of
pitfalls along the way, than Gnana. In Bahkti is not known.
Even if one has fallen into a trap, not given to know, so is this way.
You do not even know to be prey to their illusions. In Gnana not.
Every step you do, you know. I can not say whether it is a difficult road, but
is a path for the brave, not weak. The weak can never do it,
but everyone has the opportunity to do so. Everyone has the capacity to do so if
outweigh its limitations. Depends only on the desire to have or not
do, that’s all.

You become what you think. Spontaneously energies tend toward what
we consider supreme. If you wish to walk the spiritual path should make
so that it is the dominant thought in his mind, which is’ the first and
the last thing I want in my life ‘. In this way, spontaneously, the
energies will be oriented to it. Only then the fight can be fought at

for the moment is over and no longer have to fight to correct themselves. “

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