La ricerca della felicita’- di Jiddu Krishnamurti


<La ricerca della felicita’> – di Jiddu Krishnamurti 

Traduzione di VINCENZO VERGIANI.

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Avete mai provato a star seduti a occhi chiusi, nella calma più assoluta, a
osservare il movimento del vostro pensiero? Avete mai osservato la vostra
mente all’opera – o meglio, la vostra mente ha mai osservato se stessa
all’opera, giusto per vedere quali sono i vostri pensieri e sentimenti, come
guardate gli alberi, i fiori, gli uccelli, la gente, come rispondete ai
suggerimenti o reagite alle nuove idee?

Lo avete mai fatto? Se la risposta negativa, vi siete persi un’esperienza
notevole.
Sapere come funziona la propria mente un fine essenziale dell’educazione.
Se non sapete come reagisce la vostra mente, se la vostra mente non consapevole delle proprie
attività, non potete effettivamente comprendere che cos’è la società, poichè
la mente parte della società, anzi, è la società. Le vostre reazioni, le
vostre credenze, la vostra frequentazione del tempio, gli abiti che
indossate,
le cose che fate e non fate, ciò che pensate – la società fatta di tutto
ciò, è la replica di quello che accade nella vostra mente. Dunque, la vostra
mente non è separata dalla società, non si distingue dalla vostra cultura,
dalla vostra religione, dalle varie divisioni di classe, dalle ambizioni e
dai conflitti della maggioranza della gente. Tutto questo è la società e voi ne
siete parte. Non esiste un “voi” separato dalla società.

Orbene, la società cerca sempre di controllare, forgiare, plasmare il modo
di pensare dei giovani. Dal momento in cui nascete e cominciate a recepire
impressioni del mondo, vostro padre e vostra madre sono costantemente
occupati a dirvi cosa fare e cosa non fare, in cosa credere e in cosa non credere; vi
dicono che Dio esiste, oppure che Dio non esiste, ma esiste lo Stato e che
un dittatore ne è il profeta. A partire dall’infanzia vi instillano dentro
queste cose, il che significa che la vostra mente – che è molto giovane,
impressionabile, indagatrice, curiosa di conoscere, desiderosa di scoprire –
viene poco a poco imbrigliata, condizionata, plasmata, in maniera tale da
farvi inserire nello schema di una determinata società ed evitare che
diventiate dei rivoluzionari.

Dal momento che l’abitudine a pensare in maniera schematizzata è già
stata instillata in voi, anche se vi “ribellate”, sempre all’interno di quel determinato
schema sociale. E’ come quando i carcerati protestano per avere cibo
e servizi migliori – ma pur sempre all’interno della prigione.

Quando cercate Dio, o provate a capire quale può essere un governo
giusto, ci si situa comunque all’interno dello schema della società, che
dice: “Questo vero e quello falso, questo bene e quello male, questo è
il leader giusto, queste persone sono dei santi”. Così, la vostra rivolta,
proprio come la cosiddetta rivoluzione fatta da persone ambiziose e
intelligenti, sempre vincolata al passato. Quella non è una rivolta, non è
vera rivoluzione: semplicemente una forma più elevata di attività, una
lotta più valorosa all’interno dello schema sociale. Ma la vera rivolta, la vera
rivoluzione, consiste nel distaccarsi dallo schema e indagare al di fuori di
esso.

Vedete, tutti i riformatori – non importa chi siano – si preoccupano
soltanto di migliorare le condizioni all’interno della prigione. Non vi dicono mai di
non adeguarvi, non vi dicono mai: “Aprite un varco nelle mura della
tradizione e dell’autorità, scrollatevi di dosso i condizionamenti che limitano la
mente”.

Quella è vera educazione: non semplicemente chiedervi di superare
esami per i quali vi siete riempiti la testa di nozioni, o mettere per
iscritto cose che avete imparato a memoria, bensì aiutarvi a vedere le mura di questa
prigione in cui è rinchiusa la mente. La società ci influenza tutti, plasma
costantemente il nostro pensiero, e, poco a poco, la pressione esterna
esercitata dalla società si traduce in pressione interiore; ma, per quanto
penetri in profondità, resta comunque esterna, e non esiste in effetti una
vera interiorità fin quando non si spezza tale condizionamento. Dovete
conoscere ciò che pensate e sapere se pensate da indù, da musulmano o da
cristiano, ossia nei termini della religione a cui il caso vuole che
apparteniate. Dovete essere consapevoli di ciò in cui credete o non credete.
Tutto ciò costituisce lo schema della società e, a meno che non diventiate
consapevoli di tale schema e ve ne distacchiate, continuate a esserne
prigionieri, anche se pensate di essere liberi.

Ma, vedete, la maggior parte di noi non vuole altro che una rivolta
all’interno della prigione: cibo migliore, un po’ più di luce, una finestra
più grande che ci consenta di vedere una fetta maggiore di cielo. Discutiamo
se sia giusto o meno che il fuoricasta entri nel tempio; vogliamo abolire il
predominio di una certa casta, e così facendo ne creiamo un’altra, una casta
“superiore”; in tal modo restiamo prigionieri, e in prigione non esiste
libertà. La libertà si trova fuori dalle mura, fuori dallo schema della
società; ma, per essere liberi da quello schema dovete comprenderne
interamente i contenuti, ossia comprendere la vostra stessa mente. E’ la mente che ha
creato la civiltà attuale, questa cultura o società legata alla tradizione;
se non avete tale comprensione della vostra mente, il semplice fatto di
ribellarvi, in quanto comunisti, socialisti o quel che sia, non significa
molto. Ecco perchè è Così importante conoscere se stessi, avere
consapevolezza delle proprie attività, dei propri pensieri e sentimenti; e questa è la vera
educazione, non è così? Solo quando si è pienamente consapevoli di sè, la
mente diventa realmente sensibile e vigile.

Provateci: non prima, o poi, in un futuro vago e remoto, ma domani, o magari
oggi stesso. Se ci sono troppe persone nella vostra stanza, se la vostra
casa è piena di gente, allora andate da qualche parte da soli, sedetevi sotto un
albero, o sulla riva di un fiume e osservate con calma come funziona la
vostra mente. Non correggetela, non dite “Questo è giusto, questo è sbagliato”, ma
limitatevi a guardarla come si guarda un film. Quando andate al cinema, non
prendete parte al film; gli attori e le attrici recitano, voi guardate
soltanto. Allo stesso modo, guardate come lavora la vostra mente. E’ davvero
molto interessante, molto pi interessante di qualunque film, poichè la mente
è il precipitato del mondo intero e contiene tutto ciò che gli esseri umani
hanno vissuto.

Capite? La vostra mente è l’umanità intera, e quando percepirete questo,
proverete un’immensa compassione. Da tale comprensione deriva una grande
capacità d’amare; e allora, vedendo cose belle, saprete davvero cos’è la
bellezza.

– of Jiddu Krishnamurti

Taken from:

Jiddu Krishnamurti.
THE PURSUIT OF HAPPINESS ‘.

Translation of Vergiani VINCENT.

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Have you ever tried to sit with closed eyes, in the most absolute calm, in
observe the movement of your thinking? Have you ever seen your
mind the work – or rather, your mind has never seen herself
work, just to see what are your thoughts and feelings, as
look at the trees, flowers, birds, people, how you respond to
react to new suggestions or ideas?

Have you ever done? If not, you missed an experience
remarkable.
Know your own mind an essential goal of education.
If you do not know how your mind reacts, if your mind is not aware of its
activities, you can not actually understand what the company, as
the mind of society, indeed, is the company. Your reactions, the
your beliefs, your attendance at the temple, the clothes
worn,
the things you do and not do, what you think – the company made of all
This is the replication of what happens in your mind. Therefore, your
mind is not separate from society, no different from your culture,
your religion, by the various divisions of class, the ambitions and
conflicts of the majority of the people. All of this is the company and you will
are a part. There is no “you” separate from society.

However, the company always tries to control, shape, shaping the way
thinking of young people. From the moment you are born and begin to implement
impressions of the world, your father and your mother are constantly
busy to tell you what to do and what not to do, what to believe and what not to believe, and there
say that God exists, or that God does not exist, but the state exists and that
a dictator is its prophet. From childhood we instill in
these things, which means that your mind – which is very young,
emotional, inquisitive, curious to learn, eager to discover –
is gradually restrained, conditioned, shaped in a way that
you put in the key of a given society and preventing
to become revolutionaries.

Since the habit of thinking is already outlined in a
been instilled in you, even if “rebel”, always within the given
social scheme. It ‘s like when the protesting prisoners for food
and better services – but still inside the prison.

When you seek God, or try to understand what may be a government
right, there still lies within the scheme of society, which
says: “This true and false, good and that this evil, this is
the right leader, these people are saints. “So, your revolt,
just like the so-called revolution made by ambitious people and
intelligent, always tied to the past. That is not a revolt, it is not
revolution: simply a higher form of activity, a
the most valiant struggle within the social scheme. But given the real, true
revolution, is to detach from the board and investigate outside
it.

You see, all the reformers – no matter who they are – worry
only to improve the conditions inside the prison. Do not say never
is not correct, it will never say: “Open a hole in the wall of
tradition and authority, scrollatevi off the constraints that limit the
mind “.

That’s real education not simply ask you to pass
examinations for which you filled my head with notions, or to put
writing things you have learned by heart, but help you see the walls of this
prison where he locked up his mind. Society affects us all, plasma
our thoughts constantly, and little by little, the external pressure
exercised by the company results in internal pressure, but, as
penetrate deeply, it is still outside, and there is actually a
true inner self until you break this conditioning. You must
know what you think and know if you think as a Hindu, a Muslim or
Christian, that is, in terms of religion that it so happens that
you belong. You should be aware of what you believe or not believe.
All of this is the pattern of society, and unless you become
aware of the scheme and there offices, continue to be
prisoners, even if you think you are free.

But you see, most of us wants nothing more than a revolt
within the prison: better food, a little ‘more light, a window
largest that allows us to see a larger slice of heaven. Discuss
whether it is right or not the untouchables to enter the temple, we want to abolish the
dominance of a certain caste, and in doing so we create another, a caste
“Superior”, thus we remain prisoners, and prison does not exist
freedom. The freedom is found outside the walls, outside the framework of
society, but, to be free of that pattern you have to understand
entire contents, or understand your own mind. And ‘the mind that has
created the modern civilization, this tradition-bound culture or society;
If you do not have such an understanding of your mind, simply because
rebel, as communists, socialists or whatever, does not mean
a lot. This is why it is important to know oneself, to have
awareness of their activities, their thoughts and feelings, and this is the real
education, is not it? Only when you are fully aware of himself, the
mind becomes truly sensitive and alert.

Try it: no sooner, or later, in a vague and remote future, but tomorrow, or maybe
today. If there are too many people in your room, if your
house is full of people, then go somewhere alone, sit under a
tree, or on the bank of a river and watch quietly as the works
your mind. Do not correct it, do not say “That’s right, this is wrong,” but
just watch as you watch a movie. When you go to the movies, not
take part in the film, the actors and actresses acting, you look
only. Similarly, look at how your mind works. It ‘really
very interesting, much more interesting than any film, as the mind
is the precipitate of the world and contains everything that human beings
lived.

Do you understand? Your mind is the whole of humanity, and when you perceive this,
you will feel immense compassion. From this understanding comes a great
ability to love, and then, seeing beautiful things, you know what is really
beauty.

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