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“Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello?

Quando critichiamo gli altri, che secondo noi stanno sbagliando, crediamo di essere nel giusto. E se fossimo noi a sbagliare? Per quale motivo la nostra verità è più vera di quella di un altro? Siamo sempre pronti a giudicare gli altri, ma incapaci di esaminare noi stessi. Perché esaminare se stessi è doloroso. Quando versiamo sugli altri la colpa del nostro malessere, e della nostra insoddisfazione, come possiamo guarire il nostro cuore malato?

“Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.” (Matteo 7, 3-5).

“Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.” (Matteo 12, 7)

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“Why look at the speck in your brother?

When we criticize others, that we think are wrong, we believe to be right. And if we were to go wrong? Why is our truth is more true than another? We are always ready to judge others, but unable to examine ourselves. Because it is painful to look at themselves. When we pour on others because of our discomfort, and our dissatisfaction, how can we heal our sick heart?

“Why look at the speck in your brother, and do not notice the plank in your own eye? Or how can you say to your brother, ‘Let me remove the speck from your eye, when the beam is in thine own eye? You hypocrite, first take the plank out of your eye and then shalt thou see clearly to remove the speck from your brother. “(Matthew 7: 3-5).

“If you had known what it means: I desire mercy and not sacrifice, would not have condemned the guiltless.” (Matthew 12: 7)

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La responsabilità è tua!

La mente ordinaria getta sempre la responsabilità su qualcun altro. È sempre l’altro che ti fa soffrire. Sono tua moglie, tuo marito, i tuoi genitori, i tuoi bambini che ti fanno soffrire, oppure è il sistema economico della società, il capitalismo, il comunismo, il fascismo, l’ideologia politica dominante, la struttura sociale oppure sono il fato, il karma, Dio… qualsiasi nome ti venga in mente. Scuse, scuse e scuse – sono scuse per evitare la semplice osservazione che: “Io sono responsabile di me stesso. Nessun altro è responsabile per me; la responsabilità è assolutamente e completamente mia. Qualsiasi cosa io sia, sono io che l’ho creata.” Questo è il significato del sutra: Riduci tutte le responsabilità a una. E quell’uno sei tu. Quando avviene questa comprensione: Io sono responsabile della mia vita – della mia sofferenza, del mio dolore, di tutto ciò che mi è accaduto e che mi accade – io ho scelto che sia così; questi sono i semi che ho seminato e ora ne sto raccogliendo i frutti; io sono responsabile – una volta che questa intuizione diventa per te una comprensione naturale, tutto il resto è semplice. Allora la vita comincia a prendere una nuova svolta, si muove in una nuova dimensione. Questa dimensione è conversione, rivoluzione, mutamento – perché quando so di essere il responsabile, so anche di poter cambiare in qualsiasi momento decida di farlo. Nessuno può impedirmelo. Qualcuno può forse impedirti di abbandonare la tua infelicità, di trasformare la tua infelicità in beatitudine? Nessuno. Persino se sei in una cella, incatenato, imprigionato, nessuno può imprigionarti; la tua anima resta comunque libera. Naturalmente vivi in un contesto estremamente limitato, ma persino in quella situazione limitata puoi cantare. Puoi piangere lacrime di impotenza o puoi cantare. Persino con le catene ai piedi puoi danzare; persino il suono delle catene potrà essere melodica. Il sutra successivo:Sii grato a tutti. Atisha è davvero estremamente scientifico. Prima dice: prendi l’intera responsabilità su di te. In secondo luogo dice: sii grato a tutti. Ora che nessuno è responsabile della tua infelicità tranne te, se tutto è una tua creazione, cosa resta? Sii grato a tutti. Perché tutti stanno creando uno spazio nel quale puoi trasformarti – persino coloro che credono di ostacolarti, persino coloro che pensano di essere tuoi nemici. I tuoi amici, i tuoi nemici, la brava gente e la gente cattiva, le circostanze favorevoli, le circostanze sfavorevoli – tutto sta creando il contesto nel quale puoi trasformarti e diventare un buddha. Sii grato a tutti. A coloro che ti hanno aiutato, a coloro che hanno creato impedimenti, a coloro che ti sono stati indifferenti. Sii grato a tutti, perché tutti insieme stanno creando il contesto in cui nascono i buddha, in cui tu puoi diventare un buddha.

Osho

‎” I vostri due occhi fisici, vi inducono erroneamente a pensare che questo mondo di dualità sia reale.
Aprite il vostro occhio spirituale e vedete la vostra forma invisibile.
Se, nel silenzio interiore, il vostro occhio spirituale è aperto, l’invisibile diviene visibile” .

Paramahansa Yogananda – ” L’eterna ricerca dell’uomo “- ed. Astrolabio

‎”Spesso noi continuiamo a soffrire senza fare uno sforzo per cambiare, ecco perché non troviamo pace durevole e appagamento…
Se noi perseverassimo, saremmo certamente capaci di superare tutte le difficoltà… Dobbiamo fare lo sforzo, per passare dalla miseria alla felicità, dallo sconforto al coraggio….”

Paramhansa Yogananda

Che cos’è il vero amore?

Rifletti sempre su questa profonda verità: tu non ap­partieni a nessuno e nessuno ti appartiene. Sei su que­sta Terra soltanto per un po’ di tempo. La vera ragione per cui sei qui è completamente diversa da qualsiasi cosa tu abbia potuto immaginare.

I tuoi familiari ti rivendicano come se appartenessi a loro. Se dovessi morire, però, e rinascere nella porta ac­canto, ti amerebbero? Ti riconoscerebbero?

I tuoi amici ti rivendicano come se appartenessi a loro, ma se in qualche modo smettessi di compiacerli, forse per qualche futile incomprensione, quanti di loro ti resterebbero vicini? Non tutti, certamente.

Le persone affermano di amare gli altri, ma in realtà amano se stesse, perché l’amore che provano per gli altri è finalizzato soltanto a farsi compiacere.

Il vero amore trova la felicità, anche a costo di un grande sacrificio personale, nella felicità dell’amato. Quante persone amano in questo modo? Pochissi­me! E di queste, quante sono ricambiate con lo stesso amore? Ancora meno!

Soltanto il nostro Amore per l’Amore è sempre pienamen­te ricambiato… Amare solamente per il piacere di Amare…Per­ché l’Amore ci sta vicino e ci avvolge quando gli altri si allontanano. L’Amore ci ama quando gli altri si rivoltano contro di noi. L’Amore si ricorda di noi quando tutti ci dimenticano. Noi siamo dell’Amore e dell’Amore soltanto, per tutta l’Eternità.

Paramhansa Yogananda

Nel cammino della vita e della morte dobbiamo camminare da soli; è un viaggio durante il quale conoscenza, esperienza e memoria non possono offrire alcun conforto. La mente deve essere ripulita da tutto ciò che ha afferrato nel suo bisogno di trovare certezze; i suoi dèi e le sue virtù devono essere restituiti alle società che li hanno generati. Occorre raggiungere una solitudine completa e incontaminata … Krishnamurti

“Why look at the speck in your brother?

When we criticize others, that we think are wrong, we believe to be right. And if we were to go wrong? Why is our truth is more true than another? We are always ready to judge others, but unable to examine ourselves. Because it is painful to look at themselves. When we pour on others because of our discomfort, and our dissatisfaction, how can we heal our sick heart?

“Why look at the speck in your brother, and do not notice the plank in your own eye? Or how can you say to your brother, ‘Let me remove the speck from your eye, when the beam is in thine own eye? You hypocrite, first take the plank out of your eye and then shalt thou see clearly to remove the speck from your brother. “(Matthew 7: 3-5).

“If you had known what it means: I desire mercy and not sacrifice, would not have condemned the guiltless.” (Matthew 12: 7)

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“Why look at the speck in your brother?

When we criticize others, That we think are wrong, we believe to be right. And if we where to go wrong? Why is our truth is more true than another? We are always ready to judge others, but unable to Examine Ourselves. Because it is painful to look at themselves. When we pour on others Because of our discomfort, and our dissatisfaction, how can we heal our sick heart?

“Why look at the speck in your brother, and do not notice the plank in your own eye? Or how can you say to your brother, ‘Let me remove the speck from your eye, When the beam is in thine own eye? You hypocrite, first take the plank out of your eye and then shalt thou see to remove the speck from Clearly your brother. “(Matthew 7: 3-5).

“If You Had known what it means: I desire mercy and not sacrifice, would not have condemned the guiltless.” (Matthew 12: 7)

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The responsibility is yours!

The ordinary mind always throws the responsibility on someone else. It’s always the other who makes you suffer. I am your wife, your husband, your parents, your children make you suffer, or is the economic system of society, capitalism, communism, fascism, the dominant political ideology, social structure or are the fate, karma, God … whatever name you can think of. Excuses, excuses and apologies – no excuse to avoid the simple observation that: “I am responsible for myself. No one else is responsible for me, the responsibility is totally and completely my own. Whatever I am, I am that I created. “This is the meaning of the sutra: a reduction of all responsibility. And that one is you. When is this understanding, I am responsible for my life – my suffering, my pain, all that has happened to me and that happens to me – I chose to be so, these are the seeds I’ve sown, and now I’m reaping the benefits, I am responsible – once this insight becomes natural for you understanding, all the rest is easy. Then life begins to take a new turn, moves into a new dimension. This dimension is conversion, revolution, change – because when I know I’m the manager, I also know that they can change at any time decide to do so. No one can stop me. Perhaps someone can stop you from leaving your misery, to turn your misery into bliss? No one. Even if you are in a cell, chained, imprisoned, no one can imprison, your soul is still free. Of course, living in a highly limited, but even in that limited situation can sing. You can cry tears of helplessness or you can sing. Even with chains on their feet can dance, even the sound of the chains can be melodic. The next sutra: Be grateful to everyone. Atisha is really very scientific. First he says: take the whole responsibility on you. Secondly, he says: Be grateful to everyone. Now that no one is responsible for your misery but you, if everything is your creation, what remains? Be grateful to everyone. Because all are creating a space where you can turn you – even those who believe that they hinder you, even those who think they are your enemies. Your friends, your enemies, the good people and bad people, circumstances favorable, unfavorable circumstances – all are creating the context in which you can transform and become a buddha. Be grateful to everyone. To those who have helped you, to those who have created impediments to those who were indifferent to you. Be grateful to everyone, because all together are creating the context in which the Buddhas, where you can become a Buddha.

Osho

“Your two physical eyes, they will lead you to mistakenly think that this world of duality is real.
Open your spiritual eyes and see your invisible form.
If, in the inner silence, your spiritual eye is open, the invisible becomes visible. “

Paramahansa Yogananda – “The eternal quest of man” – ed. Astrolabe

“Often we continue to suffer without making an effort to change, that’s why we do not find lasting peace and contentment …
If we endure, we would certainly capable of overcoming all the difficulties … We must make the effort to move from misery to happiness, despondency to courage ….”

Paramhansa Yogananda


What is true love?

Think always of this profound truth: you do not belong to anyone and nobody belongs to you. You are on this Earth for only a little ‘time. The real reason you’re here is completely different from anything you could imagine.

Your family will claim it as if I belonged to them. If I should die, though, and be born next door, you would love? Do you recognize?

Your friends will claim it as if I belonged to them, but if somehow I stopped to please, perhaps
for some trivial misunderstanding, many of them remain close to you? Not everyone, of course.

People claim to love others, but really love themselves, because the love they feel for others is aimed only to please himself.

True love finds happiness, even at the cost of a great personal sacrifice, in the happiness of the beloved. How many people love it this way? Very few-me! And of those, how many are reciprocated with the same love? Even less!

Only Our Love for Love is always fully reciprocated … To love only for the pleasure of love … Because love around us and surrounds us when others turn away. Love loves us when others turn against us. Love remembers us when we all forget. We Love and Love only, for all Eternity.

Paramhansa Yogananda

In the way of life and death, we must walk alone, is a journey during which knowledge, experience and memory can not offer any comfort. The mind must be cleared of everything that has gripped in its need to find certainty, its gods and its virtues are to be returned to the society that spawned them. It should reach a complete solitude and pristine …

Krishnamurti

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