Pratica e responsabilità


Pratica e responsabilità


La pratica e la consapevolezza di poter praticare, portano sempre anche una grande responsabilità.
La pratica è un modo di vivere responsabile, la visione dell’interessere comporta il conoscere la propria interconnessione, come pensieri, parole e azioni, con tutto ciò che ci circonda. Ricordando che ogni cosa è coscienza, sia personale che collettiva. Qualunque seme della coscienza che nutriamo oggi, in questo momento, in noi o negli altri, darà frutti che riguardano l’intera manifestazione.
Poiché hai in te gli elementi della consapevolezza, della concentrazione e della visione profonda sai benissimo che sei capace di essere consapevole, sei capace di essere concentrato, sei capace di avere la visione profonda che ti libera.
Queste non sono idee astratte, sono una realtà, perché la natura di Buddha è in ognuno di noi.

Thich Nhat Hanh

In fondo siamo noi ad originare la sofferenza, a determinare la palude in cui si cerca di uscire, seminiamo un canneto intricato di pensieri che imprigionano, se non sappiamo agire con rettitudine e non serve a nulla il tentativo di liberarsi,si avrebbe solo la sensazione di farlo mentre in realtà si resta invischiati in un’illusione se, con attenzione non ci adoperiamo con retta visione alla consapevolezza.
Non si deve temere di ” non essere capaci”, infatti tutti abbiamo gli strumenti, solo che sono un pò appannati, mettere in pratica la nostra retta attenzione è asciugare il terreno, dissodarlo e permettere di farne un giardino pieno di frutti da donare agli altri, infatti ogni cosa è dono e va condivisa perché noi tutti intersiamo. Una frase di Gandhi citava: “Quanto ferisco un fratello ferisco me stesso”, non si tratta solo di considerare l’eccesso di sensibilità in un uomo che ha dato tutto se stesso per l’Aimsha, per quella che è considerata Karuna o compassione ma la consapevolezza che siamo davvero responsabili per noi stessi e per tutti come conseguenza del nostro agire.
E’ facile accusare gli altri della nostra frustrazione o per le mancate soddisfazioni alle nostre aspettative, siamo ciechi e non capaci di aprire le braccia all’accoglienza senza pregiudizio, senza guardare a cosa si riceve davvero, perché ancorati alla visione di quanto non si è ricevuto, è importante non ” muoversi in reazione” ma accogliere la via di mezzo.
Nella mente/cuore l’essenza della compassione e l’abbracciare tutti gli esseri incondizionatamente – senza preferenze.

In questa condizione tutto è ” neti neti ” – né questo né quello ma pura coscienza. La nostra responsabilità è nel saper evitare di creare confusione, competizione e incoerenza perchè il camminare nella confusione esterna deve impedirci di farci contaminare, restando – nella via di mezzo – senza preferire questo o quello.
Dove la realtà è abbracciata esattamente per quello che essa è, con sentimenti di amorevolezza e compassione.

03.05.2007 Poetyca


Practice and responsibilities


The practice and the knowledge to practice, always bring a big responsibility.
The practice is a responsible way of life, the vision of the means of knowing their interconnection, as thoughts, words and actions, with all that surrounds us. Remembering that everything is consciousness, both personal and collective. Any seed of consciousness that we have today in this moment, us or the other, will bear fruit covering the entire event.
Because you have in you the elements of awareness, concentration and insight you know that you are capable of being aware, you are able to be focused, you are able to have the insight that sets you free.
These are not abstract ideas are real, because the nature of Buddha is in everyone.

Thich Nhat Hanh

Basically we rise to suffering, to determine the swamp in which you try to exit, sow a cane intricate thoughts that trap, if we can not act rightly and no use trying to escape, it would only feel to do while in reality it remains caught in an illusion if not we work closely with the right understanding consciousness.
Do not be afraid of “not being able”, as all have the tools, but they are a bit dim, put into practice our right attention is the soil dry, broken and allow to make a garden full of fruit to give to others In fact everything is a gift and should be shared because we all cross. A phrase quoted Gandhi: “As a brother hurt hurt myself,” not just to consider the excess sensitivity in a man who gave himself wholly for the Aimsha for what is considered Karuna or compassion, but awareness that we are truly responsible for ourselves and for all as a result of our actions.
It ‘s easy to blame others for our frustration or for failure to satisfy our expectations, we are blind and not able to open our arms to welcome without prejudice, without looking at what you get really, why not anchored to the vision of what it is received, it is important not to “move in reaction but to accept the middle way.
In the mind / heart and the essence of compassion to embrace all beings unconditionally – without preferences.

In this condition everything is “neti neti” – neither this nor that but pure consciousness. Our responsibility is to know how to avoid creating confusion, inconsistency and race walking in confusion because of us must prevent external contamination, prejudice – in the middle – not prefer this or that.
Where reality is embraced exactly what it is, with feelings of kindness and compassion.

03.05.2007 Poetyca

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