Alla ricerca di Pace – percorsi di riflessione


Alla ricerca di Pace – percorsi di riflessione

Non ci accorgiamo spesso che, prendiamo gli altri come bersaglio da colpire con le nostre frustrazioni che attribuiamo colpe e crediamo irrisolvibili alcune situazioni, ci chiudiamo nella gabbia delle illusioni,perchè pensare che altri abbiano torti e noi assolutamente ragione ci pone nella condizione di sentirci superiori alle situazioni. A volte accade il ripetersi di esperienze o nodi che siamo incapaci di sciogliere e tutto parte da noi stessi, dal nostro attaccamento, dal nostro ego ferito. Ed è sempre da noi il seme per l’opportunità di fermarci a cogliere in cosa e perchè alimentiamo la nostra reazione di rabbia. Perchè si ama attribuire colpe a ologrammi esteriori piuttosto che focalizzarci sulla responsabilità della nostra reazione a quanto crediamo essere la causa ? Mi viene in mente, quando da bambini, se cadevamo o ci facevamo male contro qualcosa, per consolarci un adulto diceva che la colpa era del sasso che ha fatto inciampare o della porta contro la quale urtavamo. Magari ci credevamo e vedere come si attribuisse colpa agli oggetti ci faceva stare meglio. Ora non si starebbe meglio se, nel retto sforzo, non provassimo a rendere pace il nostro cuore. La nostra non realtà è spesso indotta dai mezzi di informazione che dal nascondere i veri motivi delle cose. Come si sa è sempre stato nella politica delle guerre cercare motivazioni al farle scoppiare, motivazioni che montino giudizi contro ma la realtà si lega alle risorse di un territorio che faccia gola, al potere che amplifichi l’egemonia e sempre a carico della vita di innocenti. Miseria, divisione, sopruso e quella forma di violenza non sempre fisica sono i mezzi per piegare un popolo e parole come pulizia etnica , come genocidio, olocausto, sono tra le più ignobili che l’umanità possa aver coniato. Spero sempre che ci possa essere un ravvedimento ed un modo di condurre verso un’inversione di rotta che non conosca violenza ma dialogo ed equaminità . Forse, agire dal nostro piccolo mondo del quotidiano non sarebbe sufficiente ma che non ci sia confusione tra pace e quei movimenti politici che dietro alle bandiere hanno altri fini. La pace si conquista parola forte che appare bellica dentro di sè per essere poi capaci di avere comportamenti costruttivi. La pace è nel risolvere il nostro moto interiore che vorrebbe correggere quello che sono gli altri, piuttosto che imparare ad accogliere la realtà per come è. Il vero lavoro, la pratica costruttiva è nelle nostre pulsioni che devono trovare armonizzazione per saper lasciare andare ogni attaccamento o proiezione. Non è colpa degli altri se il loro atteggiamento ingenera in noi un moto di rabbia, siamo infatti noi a scegliere se mettere il pilota automatico degli istinti o cambiare rotta verso un cammino di pace, che naturalmente nasce dal nostro essere e nulla dovrebbe turbare o mettere in moto reazioni. La guerra, come si sa, è sempre stata antagonista dell’amore, della saggezza e dell’equità . Minacce, promesse di rivendicazione sono quanto possa mettere in atto chi voglia caricare di rabbia gente che in fondo non ha chiesto guerre. Difesa ed offesa, mezzi che non si giustificano ma fanno perdere il senso della misurache ogni guerra ha conosciuto atti immorali, il piegare il nemico dimostrando la propria forza. Un’ombra ingigantisce la fama di chi se la costruisce, è mostrarsi potente è farsi temere con mezzi che sono lontani dall’abbandonare la forza per mostrare maggiore maturità . Poi, si fa anche tanto parlare, senza realizzare nulla che una forma di dispersione che non arriva neppure all’essenzialità e che non ha alcuna opportunità risolutiva per situazioni che degenerano in violenza e prevaricazione. Si resta impotenti, incapaci di trovare soluzioni e superamento di condizioni che si trascinano senza fine. Si tratta di libere scelte, per noi, per coloro che davanti ad un dilemma possano essere presi nella trappola del fare come gli altri, perchè magari li fa stare meglio. Ci sono persone attive – sentono il bisogno di essere presenti ad alzare la voce – a muoversi e magari le fa stare meglio. Ci sono poi persone che, nel silenzio sono partecipi ai dolori del mondo seppure apparentemente distanti.Sono convinta, semplicemente, che sia con pressioni, con alzar di voci o apparentemente passivi e compassionevoli, il dolore, la privazione e la violenza toccano tutti indistintamente e non solo una parte della terra rispetto ad un’altra. Tutti siamo uno, infatti, penso che si possa includere nella nostra via anche la capacità di allargare il cerchio del nostro non – dividere, del nostro ascolto nelle piccole cose del quotidiano che siano briciola di pace che s’espande. Possiamo lavorare su noi stessi, cercare pace interiore per non allargare a macchia d’olio effetti che incrinano armonia. Si parte dal non giudizio o meglio dal non alimentare dualità . Andare ad una manifestazione, in libertà perchè si sente di farlo e non per moda o perchè non si trovano altre soluzioni , per aver letto un manifesto che invitasse a farlo o perchè ce lo consigliano è poi una soluzione la marcia di Pace? è opportuno solo se si sente – lo si accoglie – da consapevoliche come per la pratica. Semplicemente si deve dare voce e manifestazione a quel rispetto per tutti gli esseri senzienti senza ricerca di torto o ragioni, di verità o menzogna perchè la guerra, tutte le guerre, non ha sconfitti e vincitori, se si arriva all’odio, al mancato dialogo – si è tutti sconfitti. In particolare se per il potere si calpesta il valore di vite. In fondo tutti coloro che possono dare voce alla pace, in base alle proprie caratteristiche ed opportunità ,possono coinvolgere gli altri nel parlarne, con amorevolezza e lontani dal giudizio. Per parlare di pace si deve essere pace ed il cammino profondo nasce in noi e dalla nostra pratica, dalla coerenza di essere quel che si dice. La consapevolezza è la capacità di raccogliere dalle esperienze del passato per offrire – qui ed ora – energie al futuro nella via di trasformazione – dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’Amore incondizionato.

13.08.2006 Poetyca

n Search of Peace – lines of thought

We are not aware that often, we take the other as a target to hit with our frustrations and we believe that we attach blame unsolvable some situations, we close the cage of illusion, because others think that we are wrong and absolutely right places us in a position to feel superior situations. Sometimes it happens, the repetition of experiences or nodes that are unable to dissolve and all part of ourselves, our attachment, our wounded egos. And it is always with us the seed for the opportunity to stop and take in what they provide and our reaction to anger. Why we love to apportion blame rather than outward holograms focus on the responsibility of our response to what we believe to be the cause? Comes to mind when, as children, if we did badly against cadevamo or something, to console one adult said that the fault was of stone that has tripped or the door against which urtavamo. Maybe we thought and how to fault attributed to objects made us feel better. Currently you would be better if, right effort, do not try to make peace our hearts. Our reality is not often induced by the media to hide the real reasons of things. As you know has always been the policy of wars look for reasons to make them burst, motivations that Montini judgments against but the reality is bound to the resources of a territory that makes my throat, to boost power and hegemony always borne the life of innocent . Poverty, division, injustice and violence that are not always physical means to subdue a people and words like ethnic cleansing as genocide, holocaust, are among the most despicable that humanity may have coined. I always hope that there can be repentance and a way to lead to a reversal of that dialogue and not violence but knows equaminità. Maybe act from our little world of the everyday is not sufficient but that there is no confusion between peace and those political movements that have other purposes behind the flags. Peace is gained strong word that appears war within themselves and then be able to have constructive behavior. Peace is the answer to our inner motion that would correct what are the others, rather than learning to accept reality as it is. The real work, the construction practice is in our instincts that harmonization should be able to let go of any attachment or projection. It is not the fault of others if their attitude engenders in us a moment of anger, indeed, we choose to put the automatic pilot of the instincts or change course towards a path of peace, which naturally arises from our being and nothing should disrupt or impair Motorcycle reactions. The war, as we know, has always been antagonistic love, wisdom and fairness. Threats, promises of what are claimed to implement those who want to charge people with anger that basically did not seek war. Defense and offense, which means but do not justify losing all sense of Misuraca has known war immoral acts, the bend the enemy proving its strength. Shadow magnified if the fame of who builds it, show it is powerful to inspire fear in ways that are far from abandoning force to show more maturity. Then, you talk too much without achieving anything but a form of dispersion that can not even essentiality and has no opportunity for resolving situations degenerate into violence and abuse. It remains impotent, unable to find solutions and overcome the conditions that have been dragging endlessly. It’s free choices, for us, for those in a dilemma to be taken into the trap of doing like the others, perhaps because they felt the best. There are working people – feel the need to be present to raise their voices – and maybe move makes you feel better. There are people who are participating in the silent sorrows of the world although apparently convinced distanti.Sono simply that both pressures, with raising of voices or apparently passive and compassionate, pain, deprivation and violence affect all equally and not only part of the land over another. We are all one, in fact, I think we can include on our street also the ability to widen the circle of our not – share of our ear in the small things of everyday life that bit of peace expands. We can work on ourselves, to seek inner peace does not extend to wildfire effects crack harmony. It starts from the proceedings or not most of the non-food duality. Going to an event, because he feels at liberty to do so and not for fashion or because you do not find other solutions, for having read a manifesto calling for it or recommend it because there is a solution then the march of Peace? is only appropriate if you feel – it receives – from knowing how to practice. You simply must give voice and expression to the respect for all sentient beings without seeking right or wrong, truth or lie because the war, all wars, not losers and winners, if you get hate, not dialogue – we are all losers. In particular, if the power is contempt for the value of lives. Basically anyone who can give voice to peace, according to their characteristics and opportunities, can involve others in talking about it, with affection and away from the court. To speak of peace should be peace and the path is born deep within us and our practice, the consistency to be what they say. Awareness is the ability to collect from past experience to offer – here and now – the future of energy in the process of transformation – from the darkness of ignorance in the light of unconditional love.

13.08.2006 Poetyca

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