Archivio | 25/07/2017

Recitare i sutra


24. Recitare i sutra

Un contadino chiese a un prete Tendai di recitare i sutra per sua moglie che era morta. Finita la recitazione, il contadino domandò: «Tu credi che mia moglie ne trarrà vantaggio?».

«La recitazione dei sutra sarà di beneficio non solo a tua moglie, ma anche a tutti gli esseri senzienti» rispose il prete.

«Se dici che sarà di beneficio a tutti gli esseri senzienti,» ribatté il contadino «sta’ a vedere che mia moglie è troppo debole e gli altri ne approfitteranno per rubarle il vantaggio che toccherebbe a lei. Sicché recita i sutra soltanto per lei, su da bravo».

Il prete gli spiegò che un buddhista vuole elargire benedizioni e augurare benefici a ogni essere vivente.

«Questa è una bella regola,» tagliò corto il contadino «ma stavolta fa’ un’eccezione, per piacere. Ho un vicino che è un gran villano e mi fa sempre un sacco di sgarbi. A me basta che da tutti quegli esseri senzienti tu escluda lui».

Tratto da 101 Storie Zen

Reciting Sutras

A farmer requested a Tendai priest to recite sutras for his wife, who had died. After the recitation was over the farmer asked: “Do you think my wife will gain merit from this?”

“Not only your wife, but all sentient beings will benefit from the recitation of sutras,” answered the priest.

“If you say all sentient beings will benefit,” said the farmer, “my wife may be very weak and others will take advantage of her, getting the benefit she should have. So please recite sutras just for her.”

The priest explained that it was the desire of a Buddhist to offer blessings and wish merit for every living being.

“That is a fine teaching,” concluded the farmer, “but please make one exception. I have a neighbor who is rough and mean to me. Just exclude him from all those sentient beings.”

Taken from 101 Zen Story

Catturare istanti


Catturare istanti

Una lacrima scivola lenta
scorre lungo le gote e segna il cammino
per la fine di un sogno – un’illusione –
Momenti vissuti e fuggiti
tempo trascorso che ora incide
che avresti voluto fermare
ed impazzisce nella mente
Nel cuore solo urla sopite
rincorsa di vite
che sembrano
non esserci più
Ma per raccogliere istanti
per catturarne il valore
basta poco:
Un pensiero d’amore
che corre lungo
il filo sottile
della sensibilità ferita

18.11.2003 Poetyca

Capturing moments

A tear slowly slips
runs along the cheeks and marks the path
by the end of a dream – an illusion –
Moments lived and fled
elapsed time that now affects
you wanted to stop
and crazy mind
Dormant in the heart cries
pursuit of life
that seem
be no more
But moments to collect
to capture the value
just a little:
A thought of love
running along
fine wire
Sensitivity wound

18.11.2003 Poetyca

Il maestro del tè e l’assassino


55. Il maestro del tè e l’assassino

Taiko, un guerriero che visse in Giappone prima dell’era Tokugawa, studiava il Cha-no-yu, il rituale del tè, con Sen no Rikyu, un maestro che insegnava quell’estetica espressione di serenità e di appagamento.

Per l’aiutante di Taiko, il guerriero Kato, quell’entusiasmo del suo superiore per il cerimoniale del tè rappresentava una vera e propria incuria degli affari di stato, e per questo decise di uccidere Sen no Rikyu. Finse di fare una visita amichevole al maestro e fu da lui invitato a bere del tè.

Il maestro, che era molto esperto nella sua arte, capì subito l’intenzione del guerriero, così disse a Kato di lasciare la sua spada fuori prima di entrare nella stanza per la cerimonia, spiegandogli che il Cha-no-yu è il vero simbolo della pace.

Kato non volle saperne. «Io sono un guerriero» disse. «Non lascio mai la mia spada. Cha-no-yu o non Cha-no-yu, io la spada la tengo».

«E va bene. Tieniti la tua spada e vieni a bere un po’ di tè» acconsentì Sen no Rikyu. La teiera bolliva sul fuoco di carbonella. Tutt’a un tratto Sen no Rikyu la rovesciò. Si levò sibilando una nuvola di vapore che riempi la stanza di fumo e di cenere. Il guerriero, spaventato, corse fuori.

Il maestro di rituale del tè si scusò. «È stata colpa mia. Torna dentro a bere un po’ di tè. La tua spada l’ho qui io, è tutta coperta di cenere; dopo la pulirò e te la darò».

Stando così le cose, il guerriero capì che non era tanto facile uccidere il maestro del tè, e rinunciò all’idea.

 Tratto da 101 Storie Zen

The Tea-Master and The Assassin

Taiko, a warrior who lived in Japan before the Tokugawa era, studied Cha-no-yu, tea etiquette, with Sen no Rikyu, a teacher of that aesthetical expression of calmness and contentment.

Taiko’s attendant warrior Kato interpreted his superior’s enthusiasm for tea etiquette as negligence of state affairs, so he decided to kill Sen no Rikyu. He pretended to make a social call upon the tea-master and was invited to drink tea.

The master, who was well skilled in his art, saw at a glance the warrior’s intention, so he invited Kato to leave his sword outside before entering the room for the ceremony, explaining that Cha-no-yu represents peacefulness itself.

Kato would not listen to this. “I am a warrior,” he said. “I always have my sword with me. Cha-no-yu or no Cha-no-yu, I have my sword.”

“Very well. Bring your sword in and have some tea,” consented Sen no Rikyu.

The kettle was boiling on the charcoal fire. Suddenly Sen no Rikyu tipped it over. Hissing steam arose, filling the room with smoke and ashes. The startled warrior ran outside.

The tea-master apologized. “It was my mistake. Come back in and have some tea. I have your sword here covered with ashes and will clean it and give it to you.”

In this predicament the warrior realized he could not very well kill the tea-master, so he gave up the idea.

Taken by 101 Zen Stories

Dhammapada XXIV


Dhammapada XXIV La bramosia

334 Nell’inconsapevole
la bramosia cresce come un rampicante.
Egli salta di vita in vita,
come una scimmia alla ricerca di frutti
nella foresta
salta di albero in albero.

335 Se sei sopraffatto dal veleno
di questo ardente desiderio
la tua sofferenza cresce
rigogliosa come la gramigna.

336 Ma se sottometti la compulsione del desiderio,
difficile da dominare,
la sofferenza scivola via
come una goccia d’acqua su una foglia di loto.

337 Perciò vi esorto,
voi tutti che siete qui raccolti:
sradicate il desiderio
come si sradica la gramigna
per trovare la radice di usira,
affinché la morte non vi trascini via
sempre di nuovo,
come un fiume in piena
si porta via le fragili canne
che crescono sulla riva.

338 Perché, come un albero tagliato
ricresce sempre di nuovo
se la sua radice è intatta,
così la sofferenza
si riproduce sempre di nuovo
se la radice del desiderio
non è stata estirpata.

339 Quando i trentasei torrenti
che scorrono verso i piaceri dei sensi
si precipitano tumultuosi
e i pensieri sono carichi di passione,
la corrente ti trascina via.

340 I torrenti del desiderio
scorrono in ogni direzione,
il rampicante della bramosia
ricresce continuamente.
Appena lo vedi spuntare,
sradicalo per mezzo della saggezza.

341 Tutti gli esseri cercano i piaceri dei sensi
e vi si attaccano.
Abbracciando quei piaceri e inseguendoli,
essi continuano a ripercorrere
il ciclo della nascita e della morte.

342 Spinti dalla bramosia,
gli uomini corrono in cerchi
come lepri inseguite
e la loro sofferenza
si riproduce sempre di nuovo.

343 Spinti dalla bramosia,
gli uomini corrono in cerchi
come lepri inseguite.
Perciò, o bhikshu,
se vuoi liberarti delle passioni
trascendi il desiderio.

344 Alcuni escono dalla foresta
dei desideri mondani
solo per addentrarsi nella foresta
dei desideri spirituali.
Guardali! Sono liberi
e corrono di nuovo verso la schiavitù.
345 Il legame più forte
non è una catena di ferro,
né una morsa di legno, né una fune,
ma l’attaccamento a un gioiello,
ai figli, a una donna.

346 Il legame più tenace è quello che,
pur essendo morbido,
non si scioglie e ti trascina giù.
Chi taglia anche questo legame
diventa indifferente ai piaceri dei sensi
e si ritira dal mondo.

347 Se sei schiavo delle passioni
resti prigioniero della corrente del desiderio
come un ragno della tela
che lui stesso ha tessuto.
Il saggio arresta la corrente del desiderio,
e, libero da ogni ansia,
va al di là della sofferenza.

348 Abbandona passato, presente e futuro.
Attraversa il fiume dell’esistenza
e raggiungi l’altra sponda.
La mente completamente libera,
non ricadrai più
nel ciclo della vita e della morte.

349 Se i tuoi pensieri sono carichi di passione,
se la tua mente è agitata
dalla ricerca del piacere,
i tuoi legami si rafforzano sempre più.

350 Medita. Rendi silenziosa la tua mente.
Contempla la sofferenza
dell’esistenza fenomenica
e taglia i lacci della morte.

351 Colui che ha raggiunto la meta
è libero da ogni ansia,
da ogni passione e desiderio.
Ha spezzato le frecce della sofferenza
e questo è il suo ultimo corpo.

352 Colui che è libero
dalla bramosia e dall’attaccamento,
comprende il significato delle parole
e sa servirsene,
viene detto “grande saggio”, “grande uomo”.
Questo è il suo ultimo corpo.

353 “Ho vinto, so, sono senza macchia.
Ho rinunciato a tutto
e, distruggendo il desiderio,
mi sono liberato.
Da solo ho trovato la via.
Chi posso chiamare mio maestro?”

354 Il dono del dharma è il dono più grande,
il sapore del dharma è il sapore più dolce,
la gioia del dharma è la gioia più grande.
L’estinzione del desiderio
è la fine di ogni sofferenza.

355 La sete di ricchezza
schiaccia l’inconsapevole,
non chi è proteso verso l’altra sponda.
Cercando la ricchezza l’inconsapevole
distrugge se stesso e gli altri.

356 Come le erbacce soffocano i campi,
le passioni soffocano la natura umana.
Perciò onora chi è libero dalle passioni.

357 Come le erbacce soffocano i campi,
l’odio soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dall’odio.

358 Come le erbacce soffocano i campi,
l’illusione soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dall’illusione.

359 Come le erbacce soffocano i campi,
il desiderio soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dal desiderio.

The Dhammapada Chapter XXIV. Thirst

334. The thirst of a thoughtless man grows like a creeper; he runs from life to life, like a monkey seeking fruit in the forest.

335. Whomsoever this fierce thirst overcomes, full of poison, in this world, his sufferings increase like the abounding Birana grass.

336. He who overcomes this fierce thirst, difficult to be conquered in this world, sufferings fall off from him, like water-drops from a lotus leaf.

337. This salutary word I tell you, `Do ye, as many as are hereassembled, dig up the root of thirst, as he who wants the sweet-scented Usira root must dig up the Birana grass, that Mara (the tempter) may not crush you again and again, as the stream crushes the reeds.’

338. As a tree, even though it has been cut down, is firm so long as its root is safe, and grows again, thus, unless the feeders of thirst are destroyed, the pain (of life) will return again and again.

339. He whose thirst running towards pleasure is exceeding strong in the thirty-six channels, the waves will carry away that misguided man, viz. his desires which are set on passion.

340. The channels run everywhere, the creeper (of passion) standssprouting; if you see the creeper springing up, cut its root by means of knowledge.

341. A creature’s pleasures are extravagant and luxurious; sunk in lust and looking for pleasure, men undergo (again and again) birth and decay.

342. Men, driven on by thirst, run about like a snared hare; held in fetters and bonds, they undergo pain for a long time, again and again.

343. Men, driven on by thirst, run about like a snared hare;let therefore the mendicant drive out thirst, by striving afterpassionlessness for himself.

344. He who having got rid of the forest (of lust) (i.e. after having reached Nirvana) gives himself over to forest-life (i.e. to lust), and who, when removed from the forest (i.e. from lust), runs to the forest (i.e. to lust), look at that man! though free, he runs into bondage.

345. Wise people do not call that a strong fetter which is made of iron, wood, or hemp; far stronger is the care for precious stones and rings, for sons and a wife.

346. That fetter wise people call strong which drags down, yields, but is difficult to undo; after having cut this at last, people leave the world, free from cares, and leaving desires and pleasures behind.

347. Those who are slaves to passions, run down with the stream (of desires), as a spider runs down the web which he has made himself; when they have cut this, at last, wise people leave the world free from cares, leaving all affection behind.

348. Give up what is before, give up what is behind, give up what is in the middle, when thou goest to the other shore of existence; if thy mind is altogether free, thou wilt not again enter into birth and decay.

349. If a man is tossed about by doubts, full of strong passions, and yearning only for what is delightful, his thirst will grow more and more, and he will indeed make his fetters strong.

350. If a man delights in quieting doubts, and, always reflecting, dwells on what is not delightful (the impurity of the body, &c.), he certainly will remove, nay, he will cut the fetter of Mara.

351. He who has reached the consummation, who does not tremble, who is without th rst and without sin, he has broken all the thorns of life: this will be his last body.

352. He who is without thirst and without affection, who understands the words and their interpretation, who knows the order of letters (those which are before and which are after), he has received his last body, he is called the great sage, the great man.

353. `I have conquered all, I know all, in all conditions of life I am free from taint; I have left all, and through the destruction of thirst I am free; having learnt myself, whom shall I teach?’

354. The gift of the law exceeds all gifts; the sweetness of the law exceeds all sweetness; the delight in the law exceeds all delights; the extinction of thirst overcomes all pain.

355. Pleasures destroy the foolish, if they look not for the other shore; the foolish by his thirst for pleasures destroys himself, as if he were his own enemy.

356. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by passion: therefore a gift bestowed on the passionless brings great reward.

357. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by hatred: therefore a gift bestowed on those who do not hate brings great reward.

358. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by vanity: therefore a gift bestowed on those who are free from vanity brings great reward.

359. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by lust:therefore a gift bestowed on those who are free from lust brings great reward.

Lupo di carta


Lupo di carta
Con due tratti
disegno
pace o paure
Srotolo sorrisi
con il colore
di arcobaleni
Lupo di carta
non morde
– Non lo temere –
Tu guarda oltre
in equilibrio
e gratitudine
Ogni attimo
è ricchezza
da assaporare

21.07.2017 Poetyca

Paper wolf

With two traits
drawing
peace or fear
I show smiles
with color
of rainbows
Paper wolf
it does not bite
– Do not worry –
You look over
in equilibrium
and gratitude
Every moment
is wealth
to taste it

21.07.2017 Poetyca

Con le parole


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Con le parole

Con le parole
dipingi l’aurora
Colori si spargono
sulla tela dei respiri
mentre con stupore
rincorro istanti
illuminati dalla Luce
di questa scintilla
chiamata vita

24.05.2015 Poetyca

With words

With words
paint the aurora
Color spread
on canvas breaths
while in amazement
run after moments
illuminated by the Light
this spark
called life

24/05/2015 Poetyca