Archivio | 03/09/2017

Om Mani Pedme Hum


Om Mani Padme Hum  Audio

Om Mani Pedme Hum 

Insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama sul significato del mantra OM MANI PEDME HUM

È molto positivo recitare il mantra OM MANI PEDME HUM, ma, mentre lo fate, dovreste pensare al suo significato, perché il significato delle sei sillabe è grande e vasto.

La prima, OM, è composta da tre lettere, A U, M.

Queste simbolizzano il corpo, la parola e la mente impuri del praticante; sono anche il simbolo di corpo, parola e mente puri e splendenti di un Buddha.

Il mantra Om Mani Pedme Hum in tibetano.

Possono il corpo, la parola e la mente impuri essere trasformati in puri corpo, parola e mente, o sono del tutto separati? Tutti i Buddha sono degli esseri che erano come noi e che, in dipendenza al sentiero, sono diventati illuminati; il Buddhismo non stabilisce che esista qualcuno che fin dall’inizio sia libero dai difetti e che possieda tutte le buone qualità. Lo sviluppo di corpo, parola e mente puri si consegue dal graduale abbandono degli stati impuri e dalla loro trasformazione in puri.

In che modo? Il sentiero è indicato dalle successive quattro sillabe.

MANI, che significa gioiello, simbolizza i fattori del metodo, l’intenzione altruistica di diventare illuminato, la compassione e l’amore. Proprio come il gioiello è in grado di rimuovere la povertà, così la mente altruistica dell’illuminazione è in grado di rimuovere la povertà, o difficoltà, dell’esistenza ciclica e della pace solitaria. Similmente, proprio come un gioiello esaudisce i desideri degli esseri senzienti, l’intenzione altruistica di diventare illuminato esaudisce i desideri degli esseri senzienti. Le due sillabe, PEDME, che significano loto, simbolizzano la saggezza. Proprio come un loto cresce dal fango ma non viene macchiato dalle sporcizie del fango, così la saggezza è in grado di mettervi in una situazione di non contraddizione, ovunque ci sarebbe contraddizione se non aveste saggezza. C’è saggezza che realizza l’impermanenza, saggezza che realizza che le persone sono vuote dell’essere autosufficienti o sostanzialmente esistenti, saggezza che realizza la vacuità della dualità – cioè della differenza di entità fra soggetto e oggetto – e saggezza che realizza la vacuità dell’esistenza inerente. Sebbene ci siano molti tipi diversi di saggezza, la principale è la saggezza che realizza la vacuità.

La purezza deve essere ottenuta attraverso un’unità indivisibile di metodo e saggezza, simbolizzata dalla sillaba finale HUM, che indica indivisibilità. In accordo al sistema del sutra, questa indivisibilità di metodo e saggezza si riferisce a saggezza affetta da metodo e metodo affetto da saggezza. Nel veicolo del mantra o vajrayana, si riferisce ad una coscienza nella quale ci sia la piena forma sia di metodo che di saggezza, come entità una e in differenziabile, nei termini della sillaba seme di Akshobhya – l’inamovibile, il non fluttuante, ciò che non può essere disturbato da niente.

Quindi le sei sillabe OM MANI PEDME HUM, significano che in dipendenza dalla pratica di un sentiero che è un’unione indivisibile di metodo e saggezza, voi potere trasformare i vostri corpo, parola e mente impuri, nei puri splendenti corpo, parola e mente di un Buddha. E’ detto che non dovreste ricercare la Buddhità fuori da voi stessi; le sostanze per l’ottenimento della Buddhità sono all’interno di ciascuno di noi.

Come dice Maitreya nel suo Sublime Continuum del Grande Veicolo (Uttaratantra), “Tutti gli esseri hanno naturalmente la natura di Buddha nel loro continuum”. Noi abbiamo dentro i semi della purezza, l’essenza di Uno Andato così (Tathagatabarbha) da essere trasformato e pienamente sviluppato nella Buddhità.

OM generosità, abbandono dell’avarizia, mente che beneficia gli altri, abbandono della rabbia.

MA moralità , non danneggiare gli altri esseri senzienti.

Ni pazienza, abbandono della rabbia, della gelosia, abbandono dell’ego e dell’attaccamento a sé stessi.

PE sforzo entusiastico, elimina la pigrizia ed è rivolto allo studio per eliminare la sofferenza.

ME concentrazione, meditazione, concentrazione sulle virtù senza distrazione.

Om saggezza conoscenza di tutti i fenomeni. Fiducia verso il Maestro.

Da un insegnamento conferito da Sua Santità il Dalai Lama al Kalmuck Mongolian Buddhist Center, New Jersey.

OM MANI PEDME HUM E’ il più noto e diffuso tra i numerosissimi mantra facenti parte del patrimonio culturale del buddhismo.

Mantra letteralmente significa strumento per pensare, anzi, protezione della mente, ed è formato da una sequenza di sillabe sacre che vengono pronunciate dal praticante, profondamente concentrato sull’essenza della divinità che sta per invocare. I mantra, in realtà, non possiedono di per sé alcuna potenza magica, ma sono unicamente i mezzi per concentrare forze già esistenti in ciascuno di noi e, con un’azione simile a quella di un catalizzatore, consentono al credente di entrare nello spazio mistico.

Om mani padme hum è formato da quattro sillabe-germe che, nell’ordine, hanno il seguente significato: sentiero dell’universalità, sentiero della unificazione e della pace interiore, sentiero della visione creativa, sentiero dell’integrazione. La traduzione più diffusa, anche se solo approssimativa, è Salve o Gioiello nel fiore di Loto.

Nelle regioni ricadenti sotto l’influenza della religione buddhista, questo mantra si ritrova dappertutto: inciso sulle rocce, scolpito nelle pietre votive che i viandanti depongono sui caratteristici muri di preghiere, dipinto sulle bandiere (chattar) che garriscono nel vento e distribuiscono parole di amore e di pace al mondo intero. L’amore per tutte le creature viventi, anche quelle più semplici e più primitive, è infatti la base filosofica e morale del buddhismo; l’amore che ognuno di noi deve manifestare verso il prossimo per giungere alla liberazione dal dolore ed alla definitiva redenzione di tutto il genere umano.

http://www.sangye.it/wordpress2/

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OM MANI PADME HUM

Teachings of His Holiness the Dalai Lama on the meaning of the mantra OM MANI PADME HUM

It’s very good to recite the mantra OM MANI PADME HUM, but while you do it, you should think about its meaning, because the meaning of the six syllables is great and vast.

The first, OM is composed of three letters, A U, M.

These symbolize the body, speech and mind practitioner’s impure, they are also the symbol of body, speech and mind pure and shining with a Buddha.

The mantra OM MANI PADME HUM in Tibetan.

Can the body, speech and mind be transformed into pure impure body, speech and mind, or are they entirely separate? All Buddhas are beings who were like us and that, depending on the path became enlightened; Buddhism does not assert that there is anyone who from the beginning is free from faults and possesses all good qualities. The development of body, speech and mind pure is achieved by gradually leaving the impure states and their transformation into pure.

In what way? The path is indicated by the next four syllables.

MANI, meaning jewel, symbolizes factors of method, the altruistic intention to become enlightened, compassion and love. Just as a jewel is capable of removing poverty, so the altruistic mind of enlightenment is capable of removing poverty, or difficulties, of cyclic existence and of solitary peace. Similarly, just as a jewel fulfills the wishes of sentient beings, the altruistic intention to become enlightened fulfills the wishes of sentient beings. The two syllables, PADME, meaning lotus, symbolize wisdom. Just as a lotus grows from mud but is not sullied by the faults of mud, so wisdom is capable of putting you in a situation of non-contradiction whereas there would be contradiction if you did not have wisdom. There is wisdom realizing impermanence, wisdom realizing that persons are empty of being self-sufficient or substantially existent, wisdom that realizes the emptiness of duality – that is, the difference of entity between subject and object – and wisdom realizing emptiness of inherent existence. Although there are many different types of wisdom, the main one is the wisdom realizing emptiness.

Purity must be achieved by an indivisible unity of method and wisdom, symbolized by the final syllable hum, which indicates indivisibility. According to the sutra system, this indivisibility of method and wisdom refers to wisdom affected by method and method affected by wisdom. In the mantra, or vajrayana vehicle, refers to one consciousness in which there is the full form of both method and wisdom, as an entity and a differentiable, in terms of the seed syllable of Akshobhya – the immovable, the fluctuating, this that can not be disturbed by anything.

Thus the six syllables, OM MANI PADME HUM, mean that in dependence on the practice of a path which is an indivisible union of method and wisdom, you can transform your body, speech and mind impure, glittering in pure body, speech and mind a Buddha. It ‘said that you should not seek for Buddhahood outside of yourself; substances for the achievement of Buddhahood are within each of us.

As Maitreya says in his Sublime Continuum of the Great Vehicle (Uttaratantra), “All human beings naturally have the Buddha nature in their own continuum.” We have within us the seed of purity, the essence of a One Gone thus (Tathagatabarbha) to be transformed and fully developed into Buddhahood.

OM generosity, abandonment of avarice, mind that benefits others, neglect of anger.

BUT morality, not to harm other sentient beings.

Ni patience, abandonment of anger, jealousy, abandonment of ego and attachment to themselves.

PE enthusiastic effort, and eliminates the laziness is devoted to the study to eliminate suffering.

ME concentration, meditation, concentration on the virtues without distraction.

Om wisdom knowledge of all phenomena. Toward the Master Trust.

From a teaching given by His Holiness the Dalai Lama to Kalmuck Mongolian Buddhist Center, New Jersey.

OM MANI PADME HUM AND ‘the most famous and popular among the many mantras that are part of the cultural heritage of Buddhism.

Mantra literally means a tool for thinking, indeed, protection of the mind, and consists of a sequence of sacred syllables that are spoken by the practitioner, deeply concentrated on the essence of divinity that is about to invoke. The mantra, in fact, do not have any magical power in themselves, but are only the means of concentrating forces already existing in each of us and, with an action similar to that of a catalyst, enabling the believer to enter the mystical space .

Om mani padme hum consists of four syllables-seed that, in order, have the following meaning: the universality path, the path of unity and inner peace, path of creative vision, path integration. The most common translation, although only approximate, and save or Jewel in the Lotus flower.

In areas falling under the influence of the Buddhist religion, this mantra is found everywhere: on the rocks engraved, carved in stone votive wayfarers lay on the typical prayer walls, painted on the flags (chat) to chatter in the wind, and distribute words of love and peace to the world. The love for all living creatures, even the simplest and most primitive, is in fact the moral and philosophical basis of Buddhism, the love that each of us must show to the next to reach the final liberation from pain and redemption all mankind.

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Vieni e vedi


Riflettendo…

La Riflessione

Gli esseri viventi discriminano erroneamente,
Questo è il Buddha, questo è il mondo.

Per coloro che hanno compreso la natura del Dharma,
non c’è né il Buddha, né il mondo.

Avatamsaka Sutra

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Tutto è
senza separazione
ed il nostro passo
non conosca
la tendenza a cercare
solo appagamento
senza comprendere
che è illusorio
credere diverso e distante
chi ci appaia opposto.

Poetyca

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L’insegnamento

Vieni e vedi

Il Buddhismo è sempre una questione di conoscere e sperimentare
e non una questione di sola fede.

L’insegnamento del Buddha è descritto come Ehi-Passiko;
invita, cioè, a venire e vedere personalmente, non a venire e credere.

Ven. Dr. W. Rahula

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Come puoi credere
con gli occhi bendati
a quello che tu
non conosci?

Come puoi accogliere
senza alcuna domanda
quello che tu
non hai appreso?

La pratica è:

provare per capire

capire per sapere

sapere per essere

Sii quel che sei

Poetyca

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13.09.2009 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

La Meditazione (Zoran e Milica Gruicic)


La Meditazione (Zoran e Milica Gruicic)


BRANI TRATTI DAL LIBRO L’ESISTENZA SENZA TEMPO – ZORAN E MILICA GRUICIC

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LA MEDITAZIONE

La meditazione è un processo naturale, un qualcosa con cui si è nati; è l’essenza del nostro essere, la nostra natura.

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La meditazione è un processo naturale dell’individualizzazione della Coscienza, ovvero è lo spontaneo esprimersi della nostra essenza, di Dio
(Realtà, Assoluto, Sé, Essenza) in noi – del nostro Io.

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Per trovare la Verità, il modo più facile e anche l’unico è attraverso l’esperienza personale e la meditazione è un mezzo collaudato per raggiungere questo obbiettivo.

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La meditazione ha sostanzialmente due scopi:
1) permettere di giungere alla risposta: chi sono io?, ovvero – qual è la mia vera identità?
2) offrire la prova sull’esattezza della risposta ottenuta.

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Con la scoperta di non essere soltanto il corpo fisico, la mente e nemmeno la Coscienza, cessa la necessità di meditare e questo significa l’autorealizzazione, come stato dell’Essere nel quale si discerne costantemente la Realtà dall’illusione.

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L’autorealizzazione, quale scopo ultimo della meditazione è uno stato nel quale si ha la conoscenza di essere uno con Dio, e nel quale possiamo soltanto essere la propria meta e opera.

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Dunque, la certezza finale (”la prova”) la riceviamo nell’autoConoscenza nella quale si perde l’identità e non c’è ricordo, perché non c’è chi ricordi – siamo noi stessi la prova a noi stessi.

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Il concetto che sino al raggiungimento di questo stato ci siano una meta e una via attraverso la meditazione, è una spiegazione della mente, che deriva dallo sperimentare la separazione dell’uomo da Dio.

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Liberarsi dall’idea di separazione, e quindi dal “falso io”, attraverso la meditazione e poi liberarsi dalla stessa meditazione, porta all’eliminazione dell’ignoranza.

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Per questo, anche l’approccio alla meditazione deve essere integrale: la conoscenza e l’amore collegati all’azione.

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La ricerca si forma come espressione spontanea dell’impulso di autorealizzazione e si manifesta attraverso il chiedersi: Chi sono io?, Da dove provengo io? ecc. In sostanza si tratta dell’indagare su se stessi.

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L’”Io” (l’”Io sono”) è inscindibile dalla mente e si forma e scompare contemporaneamente a essa.

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Con il tempo, attraverso la pratica della meditazione, i pensieri si canalizzano, si riducono ad alcuni simili e infine ne rimane uno.

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È indispensabile meditare spesso e regolarmente sino a che lo stato provocato dalla meditazione non diventa abituale e ininterrotto durante tutta la giornata.

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Il lasciarsi andare porta all’eliminazione dei contenuti superflui della mente.

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Il lasciarsi andare non significa la perdita di concentrazione – attenzione, ma proprio la consapevolizzazione del processo nel quale “osserviamo” la formazione – durata – scomparsa di emozioni e pensieri. All’inizio questo processo di concentrazione esige sforzo, poi con il tempo lo sforzo scompare completamente.

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In meditazione si possono ricevere varie conoscenze e questo “subito” e “adesso”, ma non bisogna dimenticare che si tratta delle c.d. conoscenze relative, perciò limitate dal tempo e dallo spazio e trasmissibili ad altri, a differenza della c.d. conoscenza assoluta che, invece, non possiamo trasmettere, perché “noi” stessi siamo questa Conoscenza, nella quale non c’è soggetto (non c’è “io” e “noi”) e non c’è chi possa trasmetterla, e nemmeno a chi.

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Si può affermare che l’approccio alla meditazione deve portarci a scoprire, attraverso l’interrogazione, ciò che è distruttivo, per canalizzarlo ed eliminarlo (emozioni e idee distruttive), ovvero deve condurci a riconoscere
ciò che è costruttivo, per stimolarlo lasciandoci andare.

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Dobbiamo poi, abbandonare anche la ricerca e il lasciarsi andare, per essere uno con Dio.

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Nella fase iniziale di meditazione, quando il soggetto e l’oggetto sono divisi, si possono utilizzare tecniche di indirizzamento dell’attenzione verso gli oggetti esterni che aiutano a canalizzare i processi energetici-vibratori e portano la mente a calmarsi.

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Nella fase successiva bisogna comprendere che il soggetto e l’oggetto sono uno e che meditare sull’oggetto, indipendentemente che sia astratto o concreto, crea la sensazione di divisione, cioè di dualità, turbando lo
stato naturale di Unità.

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Così scompaiono gli oggetti esteriori (che non sono altro che proiezioni della nostra mente), quando l’osservatore (il testimone) e l’osservato – diventano uno.

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La mente non può annullarsi e trasformarsi da sola, ma quando si cerca la sua origine tramite la domanda chi sono io?, o attraverso domande simili, si trasforma spontaneamente.

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D’altra parte, se si medita con l’aiuto di constatazioni – “io sono Dio”, “io sono la Realtà”, “io sono”, e via dicendo, anche in questo modo la mente si trasforma spontaneamente attraverso il lasciarsi andare.

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È bene ricordare che bisogna stare attenti quando ci sono frequenti c.d. “esperienze estatiche” (fare esperienza della luce, separazione dal corpo…), perché sono un segnale di un attaccamento molto sottile alla mente.

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La purificazione si riferisce in sostanza alla purificazione della mente, perché la purificazione del corpo attraverso il digiuno, l’aiuto di diversi esercizi (posizioni yoga, sistemi di respirazione), l’utilizzo della fitoterapia e altri metodi simili, se non sono accompagnati dalla purificazione della mente sono soltanto processi secondari.

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I diversi metodi di astensione – rinuncia al cibo, al bere, al sesso… sono senza valore se non sono accompagnati dal “rinunciare – canalizzare” nella mente. La rinuncia può esserci soltanto in relazione all’”io”, e non nel rigettare gli oggetti esteriori.

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I processi più semplici si hanno quando ci rivolgiamo a Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé); essi portano di per sé alla canalizzazione delle emozioni e dei pensieri.

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È molto importante che le esperienze o le sensazioni che compaiono durante la meditazione come reazione all’interrogarsi, non si trasformino in riflettere.

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Ogni volta che compaiono altri pensieri o altre sensazioni sarebbe bene indirizzare ininterrottamente le proprie emozioni e i propri pensieri verso Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé) ripetendo – Io sono Dio, Io sono la
Realtà ecc., perché così canalizzeremo la mente.

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Si può dare un compito alla mente con la domanda – cos’è la mente? e lasciare semplicemente che i processi si svolgano. In questo modo, dopo un po’ si canalizzeranno le emozioni, i pensieri e le sensazioni superflue.

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Bisogna ricordare che i metodi, spesso utilizzati per aumentare la concentrazione – attenzione, che sono contemporaneamente anche metodi di purificazione, vedi la concentrazione sulla fiamma della candela, su un punto, sui simboli (triangolo, quadrato, cerchio, croce…), possono dare risultati soltanto inizialmente e nel breve periodo, e non offrono effetti durevoli.

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Meditation (Zoran and Milica Gruicic)

The passage of the novel TIMELESS EXISTENCE – ZORAN AND MILICA GRUICIC

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MEDITATION

Meditation is a natural process, something with which you were born, is the essence of our being, our nature.

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Meditation is a natural process of individualisation of Consciousness, which is the spontaneous expression of our essence, of God
(Reality, Absolute, Self, Essence) in us – our ego.

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To find the truth, the easiest way and the only one is through personal experience and meditation is a means tested to achieve this goal.

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Meditation has two basic purposes:
1) make it possible to arrive at the answer: Who am I?, Or – what is my true identity?
2) offer evidence as to the response.

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With the discovery of not only the physical body, mind and even consciousness, no longer the need to meditate and this means self-realization, as a state of Being in which we constantly discern reality from illusion.

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The self as the ultimate goal of meditation is a state in which you have the knowledge to be one with God, and which can only be your goal and work.

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Therefore, the final certainty (“test”) to receive nell’autoConoscenza in which identity is lost and there is no memory, because there are those who remember – we test ourselves to ourselves.

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The concept that up to achieve this state we are a destination and route through meditation, is an explanation of mind that comes from experiencing the separation of man from God

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Free themselves from the idea of separation, and then the “false self” through meditation and then escape from the same meditation, leading to the elimination of ignorance.

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Therefore, the approach must be integral to meditation: the knowledge and love connected to action.

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The research as a form of self-expression and spontaneous impulse manifested through the question: Who am I, Where I come from? etc.. In essence this is the suspect on themselves.

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The ‘I’ (l ‘”I am”) is inseparable from the mind and form and at the same time it disappears.

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Over time, through the practice of meditation, thoughts are channeled, are reduced to some such and then one is left.

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You must meditate often and regularly until it was caused by meditation becomes habitual and uninterrupted throughout the day.

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Letting go leads to the elimination of unnecessary content of the mind.

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Letting go does not mean the loss of concentration – attention, but their awareness in the process in which “observe” the
training – duration – the disappearance of emotions and thoughts. Initially this process of concentration requires effort, then with time the stress disappears completely.

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In meditation you may receive different knowledge and this “now” and “now”, but do not forget that this is the cd knowledge of, so limited by time and space and transmitted to others, unlike the CD absolute knowledge that, however, we can not pass because “we ourselves have this knowledge, in which there is no subject (no” I “and” us “) and there who can pass it, and
nor to whom.

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It can be argued that the approach to meditation must lead us through the question, what is destructive to channel and delete (destructive emotions and ideas), or must lead us to recognize
what is constructive to stimulate letting go.

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We then abandoning the search and let go, to be one with God

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In the initial phase of meditation, when the subject and object are divided, you can use techniques addressing attention to external objects that help to channel the vibrational-energy processes and bring the mind to calm down.

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The next step must understand the subject and object are one and meditate on the object, whatever it is abstract or concrete, creates a sense of division, that of duality, upsetting the
natural state of Oneness.

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Thus external objects disappear (which are nothing more than projections of our mind), when the observer (the witness) and the observer – become one.

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The mind can not vanish and be transformed by itself, but when it seeks its origin by the question who am I, or through similar questions, it becomes spontaneously.

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On the other hand, if you meditate with the help of observations – “I am God,” “I am the Reality”, “I am”, and so, in this way the mind naturally turns through the letting go .

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Remember that you should be careful when there are frequent CD “Ecstatic experience” (experience of light, separation from the body …), because they are a sign of attachment to the very subtle mind.

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The purification refers essentially to the purification of mind, because the purification of the body through fasting, the help of various exercises (yoga postures, breathing systems), the use of herbal medicine and other similar methods, if not accompanied by purification of the mind are only secondary processes.

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The different methods of abstention – renouncing food, drinking, sex … they are worthless unless they are accompanied by “give up – channel” in
mind. The waiver may be only in relation to the ‘I’, not in rejecting the external objects.

***

The simple processes are when we turn to God (Reality, Absolute, Essence, Self); they bring itself to channeling of emotions and thoughts.

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It is very important that the experiences or feelings that occur during meditation as a reaction to the question, do not become thought.

***

Every time they appear other thoughts or feelings would be good to other continuously address their emotions and thoughts to God (Reality, Absolute, Essence, Self) repeating – I am God, I am the
Reality etc.. Because that channel the mind.

***

You can give a task to mind the question – what is mind? and simply let the processes take place. In this way, after a while ‘is channeling the emotions, thoughts and feelings unnecessary.

***

It must be remembered that the methods are often used to increase the concentration – attention, which are simultaneously purification methods, see the concentration on the flame of the candle on one point, the symbols (triangle, square, circle, cross, …) can give initially and only results in the short run, and offer no lasting effects.

Ombre cinesi


Ombre cinesi

Ombre cinesi
danzano
proiettate
sul muro
della mente
Minacciosi gesti
da memorie arcane
per sgretolare
la fiducia
nella propria forza
Apparenze
di bugie vigliacche
per calpestare
Luce e bellezza
di ogni respiro
Smetti di credere
a chi crea mostri
e poi ti calpesta

01.09.2017 Poetyca

Chinese shadows

Chinese shadows
dance
projected
on the wall
of the mind
Thrilling gestures
from arcane memories
to crumble
confidence
in its own strength
Appearances
of cowardice lies
to tread
Light and beauty
of each breath
Stop believing
to those who create monsters
and then stumble you

01.09.2017 Poetyca

La nostra illusione


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La nostra illusione

Inciampiamo spesso nella nostra illusione,
in errori di interpretazione e per questo reagiamo,
a volte ” colpendo a vuoto” il bersaglio.
La prima cosa da imparare è come
 la nostra mente interpreta gli eventi,
 si attacca ad essi.
Chi pratica la visione profonda
 smette di reagire alle proprie illusioni.

21.05.2014 Poetyca

Our illusion

Often we stumble in our illusion
errors of interpretation and why we react,
Sometimes “hitting” empty the target.
The first thing to learn is how to
  our mind interprets events,
  attaches to them.
Those who practice insight
  stops reacting to their own illusions.

05/21/2014 Poetyca

I quattordici addestramenti alla consapevolezza


 

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh 

Il Primo Addestramento: Apertura 

Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire. 

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni 

Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa. 

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero 

Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale. 

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza 

Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia. 

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana 

Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi. 

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia 

Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia. 

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente 

Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza. 

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione 

Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli. 

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole 

Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità. 

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha 

Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte. 

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento 

Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere. 

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita 

Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra. 

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità 

Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri. 

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta 

Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri. 

Thich Nhat Hanh 

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo. 

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale. 

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico. 

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti. 

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi. 
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza. 

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate suwww.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

The Fourteen Mindfulness Trainings of Thich Nhat HanhThe First Training: OpeningAware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill or die.The Second Mindfulness Training: Non-attachment to opinionsAware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. Learn and practice non-attachment from views in order to be open to the insights and experiences of others. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. The truth is in life and we will observe life within and around us at all times, ready to learn from it.

The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought

Aware of the suffering we impose our views, we are committed not to force others, even our children, to adopt our views with no means of authority, threat, money, propaganda or indoctrination. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. However, with the compassionate dialogue, help others renounce fanaticism and narrow-mindedness.

The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering

Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes to suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images and sounds, to be with those who suffer, to understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace and joy.

The Fifth Mindfulness Training: Simple and Healthy Life

Aware that true happiness is rooted in peace, stability, freedom and compassion, we are determined not to take as the aim of life fame, profit, wealth or sensual pleasure, not to accumulate wealth while millions are beings who are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy and material resources with those who need it. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs or other products that bring toxins into our own, as well as the collective body and consciousness.

The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger

Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds that lie deep in our consciousness. When anger arises, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing and mindful walking and acknowledge, embrace and look deeply into anger. Learn to look with eyes of compassion, those we think are the cause of our anger.

The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment

Aware that life is only available in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply every moment of our daily life. We will not be carried away by regrets about the past, concerns for the future, or craving, anger and jealousy in this. We are determined to learn the art of living consciously, getting in touch with the wonderful elements, vital and healthy that exist within us and around us, and nourishing the seeds of joy, peace, love and understanding in ourselves, to facilitate the work of transformation and healing of our consciousness.

The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication

Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving

Aware that words can create suffering or happiness, we will learn to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence.We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress others, nor to utter words that cause division and hatred. Do not spread news that we are not certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when it threatens our safety.

The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha

Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we will not use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political tool. However, a spiritual community should take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood

Aware that the environment and society have suffered great violence and injustice, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic and political life, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not investing in companies that deprive others of their chance to live.

The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life

Aware that much suffering is caused by wars and conflicts, we are determined to cultivate nonviolence, understanding and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation and reconciliation in families, communities, nations and the world. We are determined not to kill and not let others kill. With our sangha will diligently practice deep looking to discover the best ways to protect life and prevent war.

The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity

Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learn ways to promote the welfare of people, animals, plants and minerals. We will practice generosity by sharing time, energy and material resources with those who need it.We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human misery and suffering of other beings.

The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct

Aware that sexual relations motivated by craving can not dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love and long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of the suffering we cause in the future. We know that to protect the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and retain the vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of new life and meditate on the world in which we intend to give birth to new beings.

Thich Nhat Hanh

Monaco Vietnamese Zen, a poet and peacemaker, is now with the Dalai Lama one of the most representative figures of Buddhism in the world.

Born in central Vietnam in 1926, monaco ordained at age 16, worked from his youth that Buddhism would bring peace, reconciliation and brotherhood in society.Witness the devastation brought by the war in his country, has had a clear perception that Buddhism could not shut himself uninterested in the temples of human affairs, but was called upon to act with fairness, compassion and effectiveness and bring practical help to people, along with teaching and supportspiritual.

In 1964, during the Vietnam War, has given birth to a movement of nonviolent resistance most significant of the century, the Little Peace Corps: groups of lay people and monks who came to the land to build schools, hospitals, and to rebuild the villages bombed, suffering attacks from both sides, who considered them allies of their enemy.

In 1967, while he was in the U.S., was nominated for a Nobel Peace Prize by Martin Luther King, who after meeting has taken a public stand against the war in Vietnam. Two years later, already forced into exile, has given life to the Buddhist Peace Delegation, who participated in the peace negotiations in Paris. After the signing of the agreements he was refused permission to return to his country.Settling in France, in 1982, he founded Plum Village, a community of monks and lay near Bordeaux, where he still lives and teaches the art of living in awareness.Only in January 2005 after 39 years of exile, an official invitation of the Vietnamese government has been able to return for three months in Vietnam, accompanied by a large group of monks and lay people on a journey of reconciliation and teachings.

Conducts annual retreats around the world on the art of living in awareness, to be attended by thousands of people. He has led retreats for special veterans of the American war in Vietnam for U.S. lawmakers to psychotherapists, artists, environmental activists and groups of practitioners Israelis and Palestinians.
His numerous books have been translated into many languages. The Italian editions are published by Ubaldini, Mondadori and Blacks Pozza.

More information about him and his community can be found at http://www.plumvillage.org (in English) and http://www.esserepace.org site (in Italian).

Silenzio


Silenzio

Vorrei tu raccogliessi
i tuoi pensieri:
Per farne velieri di carta
capaci di sfidare
tutte le tempeste.
Voci graffianti
per spezzare le catene
di un peso soffocante
che imbriglia la mente.
Vorrei ascoltare
la voce limpida
della tua anima
in cerca soltanto
di un cielo
sgombro da nubi
per poi volare
su rotte di vita vera.
Allora il silenzio
sarebbe una tela
dipinta di colori
impalpabili e veri
delle stesse sfumature
della tua essenza
intatta e libera di essere.

01.09.2017 Poetyca

Silence

I would like to pick you up
your thoughts:
To make them paper sailboards
capable of challenging
all storms.
Scratching voices
to break the chains
of a suffocating weight
which overwhelms the mind.
I would like to hear
the clear voice
of your soul
looking for only
of a sky
cloud muddy
then fly
on real life routes.
Then silence
it would be a canvas
painted in colors
impalpable and true
of the same nuances
of your essence
intact and free to being.

01.09.2017 Poetyca