Archivio | 08/09/2017

Te stesso – Dhammapada


XII Te stesso

157 Se ti ami, osservati.
Veglia durante una parte della notte.

158 Prima di mostrare il cammino ad altri
consolidalo in te,
se vuoi evitare la sofferenza.

159 Pratica ciò che predichi.
Prima di cercare di correggere gli altri
fa una cosa più difficile:
correggi te stesso.

160 Tu sei il tuo solo maestro.
Chi altro può guidarti?
Diventa padrone di te stesso
e scopri il tuo maestro interno.

161 L’inconsapevole è spezzato dal male
che lui stesso fa,
come una pietra è spezzata da un diamante.

162 E’ soffocato dal male che lui stesso fa
come un albero è soffocato da un rampicante.
Da sé si riduce in uno stato
che solo il suo peggior nemico
potrebbe augurargli.

163 E’ difficile
fare ciò che ci è veramente d’aiuto.
E’ facile fare del male,
fare ciò che ci nuoce.

164 L’inconsapevole si fa beffe della saggezza,
deride coloro che seguono
la via della consapevolezza
e si perde in false dottrine.
Il frutto delle sue azioni
è la sua rovina,
come avviene per la canna di khattaka,
che muore dopo aver fruttificato.

165 Facendo del male,
tu stesso ti corrompi.
Ma facendo del bene,
tu stesso ti purifichi.
Tu sei la fonte
di ogni purezza e di ogni impurità.
Nessuno può purificare un’altra persona.

166 Non trascurare il tuo compito
per intraprenderne un altro,
per quanto grande possa essere.
Scopri il tuo compito
e dedicati a esso con tutto il cuore.

Dhammapada

Attavagga: Self

157

If you hold yourself dear
then guard, guard yourself well.
The wise person would stay awake
nursing himself
in any of the three watches of the night,
the three stages of life.
158

First
he’d settle himself
in what is correct,
only then
teach others.
He wouldn’t stain his name
: he is wise.
159

If you’d mold yourself
the way you teach others,
then, well-trained,
go ahead & tame —
for, as they say,
what’s hard to tame is you
yourself.
160

Your own self is
your own mainstay,
for who else could your mainstay be?
With you yourself well-trained
you obtain the mainstay
hard to obtain.
161

The evil he himself has done
— self-born, self-created —
grinds down the dullard,
as a diamond, a precious stone.
162

When overspread by extreme vice —
like a sal tree by a vine —
you do to yourself
what an enemy would wish.
163

They’re easy to do —
things of no good
& no use to yourself.
What’s truly useful & good
is truly harder than hard to do.
164

The teaching of those who live the Dhamma,
worthy ones, noble:
whoever maligns it
— a dullard,
inspired by evil view —
bears fruit for his own destruction,
like the fruiting of the bamboo.
165

Evil is done by oneself

by oneself is one defiled.
Evil is left undone by oneself

by oneself is one cleansed.
Purity & impurity are one’s own doing.
No one purifies another.
No other purifies one.
166

Don’t sacrifice your own welfare
for that of another,
no matter how great.
Realizing your own true welfare,
be intent on just that.

Dhammapada

L’amore puro


Riflettendo…

La Riflessione

Per praticare lo Zen, occorrono radici profonde.
I praticanti con radici profonde sono rari.

La pratica dipende completamente da voi stessi,
è molto difficile, specialmente al giorno d’oggi.

Maestro Sheng-hi

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Non tutto è semplice
come per poca attenzione appare,
non tutto è profondo
se non impegnamo con costanza
il nostro retto sforzo.

La vera ricerca è oltre il tempo,
quando siamo nella presenza mentale,
poichè con la retta attenzione
si vive praticando
e si pratica vivendo.

Poetyca

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L’insegnamento

L’amore puro

Quello che inizia come amore mondano, può volgersi in avversione.
L’amore mondano, permeato di attaccamento, è il fondamento del samsara.
Tuttavia, se coltiviamo l’amore puro (libero dall’attaccamento),
non genereremo più l’avversione che sorge dalla seconda natura dell’amore mondano.

Non più turbati dall’odio, imperturbabili,
tutti gli esseri possono coesistere pacificamente,
liberi di progredire verso la liberazione.

Maestro di Dharma

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Libero dall’attaccamento
puoi procedere con compassione
aprendoti alla mente/cuore.

Libero dall’aspettativa
alimenti amorevolezza
e sai che tutto è interconnesso.

Nella vacuità riconosci
che ogni essere non ti appartiene
ma è parte di quel che sei e manifesti.

Liberato è colui
che non conosce e non alimenta
la brama di possesso.

Poetyca

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26.04.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Dharma


🌸Dharma, una parola sanscrita per la quale non c’è un adeguato equivalente in italiano, si riferisce alla comprensione e al comportamento che portano all’estinzione della sofferenza, della sua causa e all’esperienza di un durevole stato di felicità e appagamento.🌸

https://www.meditare.net/wp/?p=13739