Archivio | 20/10/2017

Fratello orso


Fratello Orso

E dove lo spazio non esiste
si abbattono distanze
– ovunque la voce dello Spirito –
E dove i sentieri raccontano le storie
di popoli e percorsi
di lune e stagioni
sono le Primavere nuove
ad avvolgere di saggezza
l’ Orso e l’Aquila
– fratelli di sangue –
mentre il Grande Spirito sorride
Praterie e ciuffi d’erba
che ondeggiano nel vento
profumi e ricordi
che scorrono nelle vene
nell’orgoglio di memorie
che non si cancellano
Fratello Orso respira e sorridi
per tutto il tempo che hai vissuto
sorridi per quello che vivrai
perché non sei solo
e mai lo sarai

22.11. 2003 Poetyca

 

Brother Bear

Where space does not exist
they fall distances
– wherever the voice of the Spirit –
And where the trail tell the stories
of people and locations
moons and seasons
Springs are the new
to wind of wisdom
‘s Bear and the Eagle
– blood brothers –
as the Great Spirit smiles
Grasslands and tufts of grass
swaying in the wind
scents and memories
flowing in the veins
pride of memories
that are not cleared
Brother Bear breathe and smile
for as long as you have lived
Smile for what you will live
because you’re not alone
and never will be

22.11. 2003 Poetyca

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Luna di cristallo


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Luna di cristallo

Di cristallo
la luna
rifletteva il mondo
luminosa e fragile
specchio e speranza
per tanti cuori silenti
aggrappati ai sogni

31.07.2015 Poetyca

Moon Crystal

Crystal
the moon
reflected the world
brighter and fragile
mirror and hope
silent for so many hearts
clinging to dreams

07/31/2015 Poetyca

Quale timore


Quale timore

Eppure noi siamo gocce
di un vasto oceano
Eppure noi siamo una scheggia di luce
che naviga per attraversare tempo e spazio
Quale timore ci fa tremare
e non sappiamo più riconoscere
quella strada incisa nella nostra anima
per ritornare a casa?

07.02.2011 Poetyca

☀.❀.☀♥ƸӜƷ ♥♥♥ ☠ ♥✿⊱

What fear

Yet we are drops
of a vast ocean
Yet we are a sliver of light
sailing to cross time and space
What fear makes us tremble
and we no longer recognize
that road etched in our soul
to return home?

07.02.2011 Poetyca

Invisibili tracce


Invisibili tracce

Ci sono molte invisibili tracce,
passaggi senza tempo, scie di stelle
che hanno solcato lo stesso cielo:
speranze, desideri, sguardi persi nel vuoto
nell’attesa che si compisse
quel che da sempre era come una musica lontana.
Quanta umanità ha la stessa memoria incisa
e sta attendendo …ancora?

07.02.2011 Poetyca

☀.❀.☀♥ƸӜ☀.❀.☀♥ƸӜƷ ♥♥♥

Invisible traces

There are many invisible traces,
steps timeless trails of stars
that have plowed the same sky:
hopes, wishes, blank stare
waiting might be fulfilled
what he always was like distant music.
How much humanity has the same memory engraved
and is waiting …yet?

07.02.2011 Poetyca

Tutto è ora


Tutto è ora

Ciclo di vita
accende e smorza colori
tutto è già
respiri e silenzio
impercettibili suoni
di stagione in stagione
imprimono senso

11.02.2011 Poetyca

All is now

Lifecycle
lights and color softens
all is already
breathing and silence
inaudible sounds
from season to season
impress sense

11.02.2011 Poetyca

La zanzara sciocca


La Zanzara Sciocca

Vedendo un fuscello di paglia galleggiare su una pozza di urina d’asino, una zanzara alzò la testa e disse a se stessa: «è da tanto tempo che sogno l’oceano e un vascello: eccoli!». Quella pozza le sembrava profonda e senza limiti perché il suo universo aveva la dimensione dei suoi occhi e simili occhi non potevano vedere che simili oceani… Improvvisamente il vento spostò leggermente quel fuscello e la zanzara esclamò: «che grande comandante sono!».

Questo racconto Sufi, di Gialal ad-Din Rumi, ci ricorda che tutti noi,
in fondo, abbiamo un po’ la sindrome della zanzara poiché siamo
inclini a misurare il mondo sulla base della dimensione dei nostri occhi.
Pensiamo sia ‘reale’ solo ciò che conosciamo e tendiamo
ad escludere dalla nostra vita tutto ciò che ci è ignoto.
L’invito di Gialal ad-Din Rumi è quello di insinuare qualche dubbio
sui confini di ciò che definiamo ‘reale’ e di rimanere aperti alla possibilità
che esista altro per ora ignoto ma non per questo meno ‘reale’!

The Mosquito Fool

Seeing a piece of straw floating on a puddle of urine of a donkey, a mosquito looked up and said to herself: “It is so long I dream about the ocean and a ship: here they are.” That pool seemed deep and limitless because his universe was the size of his eyes like the eyes and could not see that such oceans … Suddenly the wind shifted slightly and the mosquito that twig said, “that are great commander.”

This Sufi tale of Gialal ad-Din Rumi, reminds us that all of us,
basically, we have a little ‘syndrome of the mosquito because we
inclined to measure the world based on the size of our eyes.
We think it is ‘real’ only what we know and we tend
to exclude from our lives all that is unknown.
The invitation Gialal ad-Din Rumi is to insinuate some doubts
on the boundaries of what we call ‘real’ and remain open to the possibility
that there is another unknown for now but no less ‘real’!