Quicksilver Messenger Service – Happy Trails – 1969 Full Album


I Quicksilver Messenger Service si formarono nel clima culturale e musicale della San Francisco della metà degli anni sessanta, originariamente animati dal chitarrista Dino Valenti che aveva radunato attorno a sé un altro chitarrista di estrazione rock, John Cipollina, e il cantante e armonicista Jim Murray. A questo nucleo si unì un altro chitarrista, Gary Duncan, e la formazione fu completata dal bassista David Freiberg e da Greg Elmore alla batteria. Il progetto iniziale fu compromesso dall’arresto, per questioni legate alla droga, di Valenti che rimase in carcere per un anno e mezzo, ma i cinque membri rimasti proseguirono comunque a esibirsi nelle atmosfere psichedeliche della città californiana, spesso affiancando altri gruppi della scena musicale e conquistandosi un buon seguito di ammiratori[2]. Parteciparono fra l’altro alla tre giorni del 4-6 febbraio 1966 assieme ai Jefferson Airplane, e si esibirono in occasione del Monterey Pop Festival, nel giugno dell’anno successivo[3].

Benché fossero considerati appartenere – assieme ai Jefferson Airplane e ai Grateful Dead – alla “prima generazione dei gruppi di San Francisco”[4], i Quicksilver non raggiunsero mai la popolarità delle altre due formazioni, in parte anche perché agli inizi della loro carriera si rifiutarono di produrre materiale registrato[2]. Si decisero a incidere il primo album a fine 1967, quando anche Murray aveva abbandonato il gruppo per dedicarsi allo studio del sitar[5]. Il disco d’esordio, Quicksilver Messenger Service, risente delle influenze degli Electric Flag e dello stile chitarristico di Mike Bloomfield, e in generale non rispose alle aspettative del pubblico[6]. Di ben altro calibro Happy Trails, che mostra il duo chitarristico Cipollina-Duncan in forma smagliante; registrato in larga parte al Fillmore East e al Fillmore West, l’album è collocato dalla rivista Rolling Stone al posto 189 della classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi[7].

 

I Quicksilver Messenger Service: in alto Dino Valenti,alla batteria Greg Elmore, alla chitarra Gary Duncan (1972)

Susseguentemente, Duncan abbandonò il gruppo sostituito dal tastierista Nicky Hopkins, e con la nuova formazione venne inciso Shady Grove. Dal 1970 il gruppo andò incontro a vari rimaneggiamenti. Dapprima ritornarono Valenti – dopo una lontananza di tre anni – e Duncan; e la rinnovata formazione registrò Just for Love. Il successivoWhat About Me vide la presenza di Mark Naftalin al posto di Hopkins. In seguito a lasciare furono Cipollina e Freiberg (quest’ultimo, dopo una detenzione di un anno per possesso di marijuana, sarebbe confluito nei Jefferson Starship). Perciò i Quicksilver Messenger Service dovettero essere integrati dal bassista Mark Ryan e dal tastierista Chuck Steales, e con questa formazione registrarono Quicksilver e Comin’ Thru. I due dischi ebbero un riscontro insoddisfacente, e così il quintetto decise di sciogliersi. Nel 1975 Valenti, Duncan ed Elmore incisero assieme a Skip Olsen al basso e W. Michael Lewis alle tastiere l’album Solid Silver, giudicato monotono e poco rilevante anche se non privo di momenti di ricchezza emotiva[8].

Gary Duncan a due riprese cercò di ridare vita ai Quicksilver: la prima volta nel 1987, con la produzione dell’album Peace by Piece, e a metà degli anni novanta – dopo la morte di Cipollina e Valenti –, quando venne messo in commercio Shape Shifter, ma in entrambi i casi senza grande fortuna[5].

http://it.wikipedia.org/wiki/Quicksilver_Messenger_Service

 

Quicksilver Messenger Service gained wide popularity in the San Francisco Bay Area and through their recordings,[1] with psychedelic rock enthusiasts around the globe, and several of their albums ranked in the Top 30 of the Billboard Pop charts. Though not as commercially successful as contemporaries Jefferson Airplane and The Grateful Dead, Quicksilver was integral to the beginnings of their genre. With their jazz and classical influences and a strong folk background, the band attempted to create an individual, innovative sound.[2] Member Dino Valenti drew heavily on musical influences he picked up during the folk revival of his formative musical years. The style he developed from these sources is evident in Quicksilver Messenger Service’s swung rhythms and twanging guitar sounds.[3]

After many years, the band has attempted to reform despite the deaths of several members. Recently, original members Gary Duncan and David Freiberg have been touring as the Quicksilver Messenger Service, using various backing musicians.

http://en.wikipedia.org/wiki/Quicksilver_Messenger_Service

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