Archivio | 12/02/2018

★★。¸.☆☆Buonanotte¸.☆☆


notte87

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Il coraggio dell’ Amore


Il coraggio dell’ Amore

“Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore, e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa, ma disdegna di ripagarla
con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.”

Khalil Gibran


Courage of Love

Give me the supreme courage of Love:
This is my prayer;
Courage to speak, to act, to suffer.
Strengthen me with perilous tasks,
Honor me with pain,
And help me to stand each time I fall!
Give me the supreme certainty with love,
And of love – this is my prayer,
Certainty which belongs to life in death,
To victory in defeat,
To such dignity in pain,
Which can accept an offence,
But refuses to give an offence in return.

Khalil Gibran

Imparare a stare zitti


71. Imparare a star zitti

Gli allievi della scuola di Tendai solevano studiare meditazione anche prima che lo Zen entrasse in Giappone. Quattro di loro, che erano amici intimi, si ripromisero di osservare sette giorni di silenzio.

Il primo giorno rimasero zitti tutti e quattro. La loro meditazione era cominciata sotto buoni auspici; ma quando scese la notte e le lampade a olio cominciarono a farsi fioche, uno degli allievi non riuscì a tenersi e ordinò a un servo: «Regola quella lampada!».

Il secondo allievo si stupì nel sentire parlare il primo. «Non dovremmo dire neanche una parola» osservò.

«Siete due stupidi. Perché avete parlato?» disse il terzo.

«Io sono l’unico che non ha parlato» concluse il quarto.

Tratto da 101 Storie Zen

Learning to Be Silent

The pupils of the Tendai school used to study meditation before Zen entered Japan. Four of them who were intimate friends promised one another to observe seven days of silence.

On the first day all were silent. Their meditation had begun auspiciously, but when night came and the oil lamps were growing dim one of the pupils could not help exclaiming to a servant: “Fix those lamps.”

The second pupils was surprised to hear the first one talk. “We are not supposed to say a word,” he remarked.

“You two are stupid. Why did you talk?” asked the third.

“I am the only one who has not talked,” concluded the fourth pupil.

Taken to 101 Zen Stories

Amici


Amici
“Ho amici che non sanno quanto sono miei amici.
Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.
L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.
Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici!
Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza…
Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero.
Molti di loro, leggendo adesso questa “crônica” non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco.
E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.
Se uno di loro morisse io diventerei storto.
Se tutti morissero io crollerei.
E’ per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita.
E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo.
A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere…
Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici.
Un amico non si fa, si riconosce.
Vinicius De Moraes♥ ♥ ♥ 

Friends
“I have friends who do not know how my friends.
Not receive all the love I feel for them and not what is needed for me.
Friendship is a most noble sentiment of love. This means that its object is divided among other emotions, while love is inseparable from jealousy, which admits of no rivalry.
I could stand, although not without pain, the death of all my loves, but I’d go mad if they die all my friends!
Even those who do not understand how my friends and how much my life depends on their existence …
Do not try some of them, I just know they exist. This simple condition encourages me to continue my life. But, just because I look for them assiduously, I can not tell them how much I love them. They do not believe me.
Many of them, now reading this “chronic” knows not to be included in the sacred list of my friends. But it’s nice that I know and feel that I love them, even if you do not declare them and not try.
And sometimes, when I look for them, I notice that they do not have the slightest notion of what I needed to be, what is essential to balance my life, because they are part of the world that I have painstakingly built, and have become the pillars of my fascination for life.
If one of them died I be wrong.
If all die I’d collapse.
And ‘why, unbeknownst to them, I pray for their lives.
And I am ashamed because my prayer is basically directed to my own welfare. It is perhaps the result of my selfishness.
Sometimes I find myself thinking hard about any of them. When I travel and I am in front of wonderful places, I drop a tear because they are not with me to share that pleasure …
If something has consumed me and I get older is furious because the wheel of life will not allow me to always have with me, as I speak, as I walk, live, all my friends, and especially those who only suspect or perhaps will never know who are my friends.
A friend does not, it is recognized. “Vinicius De Moraes

 
 

Tao te ching XXXIX : Uniformarsi al fondamento


XXXIX : Uniformarsi al fondamento

In principio questi ottenner l’Uno:
il Cielo l’ottenne e per esso fu puro,la Terra l’ottenne e per esso fu tranquilla,gli esseri sovrannaturali l’ottennero
e per esso furono potenti,
la valle l’ottenne e per esso fu ricolma,le creature l’ottennero e per esso vissero,
principi e sovrani l’ottennero
e per esso furon retti nel governare il mondo.
Costoro ne furono resi perfetti.
Se il Cielo non fosse puro per esso
temerebbe di squarciarsi,
se la Terra non fosse tranquilla per esso temerebbe di fendersi,
se gli esseri sovrannaturali non fossero potenti per esso
temerebbero d’annullarsi,
se la valle non fosse ricolma per esso temerebbe d’inaridirsi,
se le creature non vivessero per esso temerebbero di spegnersi,
se principi e sovrani non fossero nobili e alti per esso
temerebbero di cadere.
Il nobile ha per fondamento il vile,l’alto ha per basamento il basso.
Perciò quando principi e sovrani chiamano sé stessi
l’orfano, lo scarso di virtù, l’incapace,non è perché considerano lor fondamento il vile?
Ahimé, no!
Quando hai finito d’enumerare le parti del carro ancor non hai il carro.
Non voler essere pregiato come giada né spregiato come pietra.

39

These things of old obtained unity with the one.
Heaven obtained unity and became clear.
Earth obtained unity and became firm.
The spirits obtained unity and became deities.
The valleys obtained unity and became abundant.
All things obtained unity and became animate.
Princes and kings obtained unity and became rulers of the world.
They all obtained unity with the one.
If Heaven were not clear it might rend.
If Earth were not firm it might crumble.
If the spirits were not deities they might wither.
If the valleys were not abundant they might dry up.
If all things were not animate they might perish.
If princes and kings were not exalted they might be overthrown.
Therefore:
The noble must make humility his root.
The high must make the low its base.
That is why princes and kings call themselves orphaned, desolate, unworthy.
Is that not to make humility their root?
The separate parts make no carriage.
So, do not strive for the shine of jade,
But clatter like stone.

XXXVIII : Espone la virtù


XXXVIII : Espone la virtù

La virtù somma non si fa virtù
per questo ha virtù,
la virtù inferiore non manca di farsi virtù per questo non ha virtù.
La virtù somma non agisce
ma non ha necessità di agire,
la virtù inferiore agisce
ma ha necessità di agire.
La somma carità agisce
ma non ha necessità di agire,
la somma giustizia agisce
ma ha necessità di agire,
il sommo rito agisce
e se non viene corrisposto
si denuda le braccia e trascina a forza.
Fu così che perduto il Tao venne poi la virtù,perduta la virtù venne poi la carità,perduta la carità venne poi la giustizia,
perduta la giustizia venne poi il rito: il rito è labilità della lealtà e della sincerità e foriero di disordine.
Chi per primo conosce è fior nel Tao e principio di ignoranza.
Per questo l’uomo grande
resta in ciò che è solido
e non si sofferma in ciò che è labile,resta nel frutto e non si sofferma nel fiore.
Perciò respinge l’uno e preferisce l’altro.

38

The highest virtue is not virtuous.
Therefore it has virtue.
The lowest virtue holds on to virtue.
Therefore it has no virtue.
The highest virtue does nothing.
Yet, nothing needs to be done.
The lowest virtue does everything.
Yet, much remains to be done.
The highest benevolence acts without purpose.
The highest righteousness acts with purpose.
The highest ritual acts, but since no one cares,
It raises its arms and uses force.
Therefore, when the Way is lost there is virtue.
When virtue is lost there is benevolence.
When benevolence is lost there is righteousness.
When righteousness is lost there are rituals.
Rituals are the end of fidelity and honesty,
And the beginning of confusion.
Knowing the future is the flower of the Way,
And the beginning of folly.
Therefore,
The truly great ones rely on substance,
And not on surface,
Hold on to the fruit,
And not to the flower.
They reject the latter and receive the former.

Sull’Amore da il Profeta di Kahlil Gibran


Sull’Amore


da il Profeta di Kahlil Gibran

Allora Almitra disse: parlaci dell’Amore.
E lui sollevò la testa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:
Quando l’ amore vi chiama, seguitelo
Anche se le sue vie sono dure e scoscese
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l’amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l’amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell’amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall’aia dell’amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L’amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L’amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l’amore basta all’amore.
Quando amate non dovreste dire:” Ho Dio nel cuore “, ma piuttosto, ” Io sono nel cuore di Dio “.
E non crediate di guidare l’amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L’amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d’amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all’alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d’amore;
Riposare nell’ora del meriggio e meditare sull’estasi d’amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e un canto di lode sulle labbra.



Kahlil Gibran on Love


When love beckons to you, follow him,
Though his ways are hard and steep.
And when his wings enfold you yield to him,
Though the sword hidden among his pinions may wound you.
And when he speaks to you believe in him,
Though his voice may shatter your dreams
as the north wind lays waste the garden.

For even as love crowns you so shall he crucify you. Even as he is for your growth so is he for your pruning.
Even as he ascends to your height and caresses your tenderest branches that quiver in the sun,
So shall he descend to your roots and shake them in their clinging to the earth.

Like sheaves of corn he gathers you unto himself.
He threshes you to make you naked.
He sifts you to free you from your husks.
He grinds you to whiteness.
He kneads you until you are pliant;
And then he assigns you to his sacred fire, that you may become sacred bread for God’s sacred feast.

All these things shall love do unto you that you may know the secrets of your heart, and in that knowledge become a fragment of Life’s heart.

But if in your fear you would seek only love’s peace and love’s pleasure,
Then it is better for you that you cover your nakedness and pass out of love’s threshing-floor,
Into the seasonless world where you shall laugh, but not all of your laughter, and weep, but not all of your tears.
Love gives naught but itself and takes naught but from itself.
Love possesses not nor would it be possessed;
For love is sufficient unto love.

When you love you should not say, “God is in my heart,” but rather, “I am in the heart of God.”
And think not you can direct the course of love, for love, if it finds you worthy, directs your course.

Love has no other desire but to fulfill itself.
But if you love and must needs have desires, let these be your desires:
To melt and be like a running brook that sings its melody to the night.
To know the pain of too much tenderness.
To be wounded by your own understanding of love;
And to bleed willingly and joyfully.
To wake at dawn with a winged heart and give thanks for another day of loving;
To rest at the noon hour and meditate love’s ecstasy;
To return home at eventide with gratitude;
And then to sleep with a prayer for the beloved in your heart and a song of praise upon your lips.