Archivio | 13/02/2018

★★。¸.☆☆Buonanotte¸.☆☆


notte46

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Essere o non essere


Riflettendo…

La Riflessione

Finché durerà lo spazio,
e finché rimarranno degli esseri umani,

fino allora che possa rimanere anch’io
a scacciare le sofferenze del mondo.

Tendzin Gyatso, XIV Dalai Lama
Preghiera alla fine del Discorso per il Premio Nobel
Oslo, 10-12-1989

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In noi gli strumenti per aprire il pugno,
per non stringere forte il nostro individualismo:

Compassione ed amorevolezza,
capacità di accogliere ogni essere
senza conoscere pregiudizio
sono la via che conduce verso il senso
di un esistenza pregna di significato.

Nulla è separato
sino a quando noi stessi
non erigiamo invisibili mura
che fanno di noi persone sofferenti e sole.

Poetyca

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L’insegnamento

Essere o non essere

La realtà non ha niente a che fare con l’esistenza e la non-esistenza.

Quando Shakespeare dice:

“Essere o non essere,
questo è il problema”,

il Buddha risponde:

“Essere o non essere,
non è questo il problema”.

Essere e non essere sono soltanto due idee, l’una opposta all’altra:
non sono una realtà e non descrivono la realtà.

Maestro Thich Nhat Hanh

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La mente specchia la nostra illusione
e la realtà, si aggrappa alle immagini
che giorno per giorno sa costruire.

La visione profonda allarga e definisce
quello che non possono spiegare centinaia di parole.

Essere o non essere non è il fulcro
del nostro percorso, poichè quanto sai accogliere
quello che è oltre la tua conoscenza, nulla è e nulla non è.

In un soffio di vento tutto muta e tutto si trasforma,
cosa resta di quello che hai creduto di essere solo un momento fa?

Poetyca

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02.11.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Strumento d’amore


Strumento d’amore

Quale più grande vittoria se non quella
di comprendere che attraversato il deserto di se stessi
si possa proseguire il viaggio verso la libertà
dalla schiavitù che lega a falsi idoli?
Ma è solo il nostro impegno ; il cuore aperto agli altri
a fare di noi scoperta di vita.
A permetterci di vedere oltre le apparenze
in un cammino di evoluzione interiore.
In noi il ricettacolo per accoglie la spiritualità
e farci strumento d’amore.



© Poetyca

Hafiz, i sette angeli ed il vetro del maestro


Hafiz, i sette angeli ed il vetro del maestro

Racconto ispirato al mondo orientale dei Sufi

Hafiz era disperato, il suo caro maestro, Rahim, aveva lasciato il corpo e ne sentiva la mancanza; se n’era andato senza rivelare al giovane il segreto della vita, come aveva promesso, e questo aveva gettato Hafiz nella più profonda prostrazione. Solo, nel bosco, piangeva deluso e triste. All’improvviso, per incanto, comparse uno splendido Angelo: “Carissimo Hafiz, ti porto il saluto del tuo maestro, anche se non più su questa terra ti pensa e ti protegge. Mi ha detto di rivelarti che sotto la pianta ove tu sei seduto troverai il tesoro che ti aveva promesso. Cercalo e custodiscilo, ne scoprirai un grande insegnamento”. Detto questo scomparve lasciando un’atmosfera leggera e gioiosa. Hafiz si mise subito a scavare, con le mani, e dopo alcune ore, in una scatola di legno, ne trasse un pezzo di vetro, molto sporco ed opaco. Non capiva quale poteva esserne il suo valore, ma era anche consapevole che spesso il maestro velava negli oggetti un significato: con il tempo sarebbe emerso. Decise di portarlo a casa e di pulirlo per bene. Emerse un bel pezzo quadrato di vetro opaco, scuro, come se fosse stato nella terra per secoli. Tutte le sere, tornato dal lavoro, lo prendeva tra le sue mani e con pazienza infinita lo puliva, toglieva ogni increspatura e linea di sporco. Mentre faceva questo pensava molto al suo maestro e pregava come gli era stato insegnato. Notte dopo notte, preghiera dopo preghiera, il tempo passava, e in cuor suo Hafiz cominciava a dubitare sull’oggetto. Lentamente una certa sfiducia si faceva spazio dentro di lui e questa lo spingeva nel sonno. Al mattino si risvegliava, il vetro in mano e un senso di scoraggiamento. Dopo alcuni giorni, all’alba, si risvegliò e fu colto da completo smarrimento e vuoto e si mise a piangere liberando il cuore da tanta delusione. In quel momento comparve di nuovo un Angelo, ancora più bello e luminoso del primo che aveva rivelato ove si trovava il vetro: “Caro Hafiz, ti porto i saluti del maestro. Non ti scoraggiare, come lui t’insegnò, abbi fiducia e continua nel tuo lavoro, presto il vetro ti rivelerà i suoi misteri.”. Detto questo scomparve lasciandosi alle spalle un alone roseo e luminoso. Il giovane Hafiz si rincuorò e riprese con vigore a pregare e ripulire. Venne una sera in cui cominciò a scorgere nel vetro un volto che sembrava famigliare. Lo osservò meglio e scorse che il vetro da opaco si stava trasformando in uno specchio: ciò che vedeva era il suo volto. Ne rimase ammaliato e notte dopo notte tale visione divenne sempre più chiara. Dallo specchio poteva scorgere meglio i suoi lineamenti, le fattezze del viso, i suoi occhi e così, pregando e osservando, cominciò in lui a sorgere un vero amore per se stesso: scopriva che attraverso la visione nello specchio poteva meglio conoscersi. Divenne per lui un richiamo forte, tanto da passare tutto il tempo libero dal lavoro a specchiarsi, trascurando a volte i suoi doveri e le preghiere. Una notte lo specchio improvvisamente ridivenne opaco e Hafiz si ritrovò scoraggiato. Le lacrime tornarono a solcare il suo viso e il cuore a piangere. Improvvisamente comparve di nuovo un Angelo, questa volta molto fiero, forte, austero: “Caro Hafiz, ti porto il saluto del tuo maestro. E’ molto deluso, in vita t’insegnò quanto pericolose sono la vanità e l’ammirazione della bellezza esteriore. Ricordati del suo insegnamento e cerca di scendere alla conoscenza del cuore”. Detto questo scomparve lasciando un’atmosfera fredda, dura, forte. Hafiz si risvegliò dalla vanità del suo ego, ricordò le parole del maestro e si pentì del suo comportamento. Riprese in mano lo specchio e ricominciò a pulirlo. Lentamente il vetro tornò a presentare il volto di Hafiz, ma osservandolo con gli occhi del cuore, il giovane cominciò a vedere più in profondità, a conoscere il suo essere interiore, e pulendolo, nella notte, accompagnato dalle preghiere, era come se ripulisse i suoi difetti. Una sera cominciò a scorgere non più il suo volto, ma quello del maestro. Ne fu felice, finalmente rivedeva l’amato Rahim. Non vi era notte che non passasse in compagnia delle preghiere e dello specchio osservandovi dentro il volto del maestro: il viso si scioglieva nel cuore ed esso rivelava la scienza profonda dell’insegnamento di Rahim. Facendo questo Hafiz si trasformava, diveniva sempre più saggio. Una sera, mentre fuori la neve nascondeva ogni cosa, improvvisamente comparve di nuovo un Angelo. Era bello, raggiante, dagli occhi profondi, sinceri, caldi: “Caro Hafiz ti porto i saluti e la felicità del tuo maestro. E’giunto tempo in cui tu compia la Sua volontà. Il vetro ti rivelerà come”. Detto questo scomparve lasciandosi alle spalle un alone di curiosità e mistero. Hafiz riprese nella sua contemplazione e preghiera notturna. Una notte mentre osservava il volto del maestro, nello specchio, esso scomparve e in una lunga ed eterna sequela al suo posto vide molti altri volti: donne, uomini, bambini, vecchi, giovani, saggi, ignoranti, tante e tante persone quante ne presentava il mondo. Al mattino Hafiz si destò come da un lungo sogno e per tutta la giornata cercò di comprenderne il significato. La sera si rimise di fronte allo specchio e si concentrò nel proprio cuore. In quel momento ricordò il primo insegnamento del suo maestro, l’unico in cui lui parlò chiaramente: “Carissimo discepolo, il mio compito è condurti alla conoscenza di te stesso, superare il muro della vanità dell’ego, e attraverso il tuo cuore imparare ad amare incondizionatamente il tuo maestro. Verrà il giorno in cui la presenza del maestro sarà costante e quest’amore ti permetterà di vederlo in ogni persona che incontrerai. Allora il mio compito sarà finito e toccherà a te illuminare il cuore di chi il cammino ti presenterà”. Alla fine di questo pensiero improvvisamente comparve un Angelo, bellissimo, mostrava la grazia femminile, soave e dolce, magnetica: “Così sia Hafiz!” e sparì. In quel momento il vetro scoppiò in mille pezzi scomparendo. Hafiz comprese, nel suo volto solcarono lacrime di grande gioia ed estasi. Il sole albeggiava lontano. Da quel giorno Hafiz divenne un grande saggio e maestro, percorse il mondo in ogni direzione insegnando quanto aveva compreso. Con lui raccolse molti discepoli e guarì molte persone. Si dice che ad accompagnarlo vi erano sempre sette Angeli: i cinque che comparvero nelle notti, quello che lo accompagnò il giorno della nascita e quando lasciò il corpo terreno, mentre il settimo, si racconta che in realtà fosse lo spirito del suo maestro.

Questo racconto, nel 2006 si è classificato al terzo posto (su oltre 500 racconti) al Concorso “Montagne d’Argento” ad Aosta ed è stato pubblicato nel volume ANGELI custodi e portatori di luce” edito da Keltia Edizioni nel 2006 ISBN 88-7392-029-2

http://www.innatura.it/it/news/hafiz-i-sette-angeli-ed-il-vetro-del-maestro.html

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Hafiz, the seven angels and the glass of the master

Story inspired by the oriental world of the Sufis

Hafiz was desperate, his dear master, Rahim, left his body and he missed, he left without telling the young man the secret of life, as he had promised, and that Hafiz had thrown into the deepest dejection. Only in the woods, crying disappointed and sad. Suddenly, magically, a beautiful angel appeared: “Dear Hafiz, I bring you the greetings of your master, even if no longer on this earth thinks you and protects you. He told me to reveal that under the plan where you are sitting you will find the treasure you had promised. Guard it and look for it, you will discover a great lesson. ” Having said this he disappeared, leaving a light atmosphere and joyful. Hafiz immediately began to dig with his hands, and after a few hours, in a wooden box, took out a piece of glass, very dirty and dull. He did not understand what could be its value, but it was also aware that often the master objects in a veiled meaning would emerge over time. He decided to take it home and clean it well. Emerged a nice square piece of opaque glass, dark, as if it had been in the ground for centuries. Every evening, returning from work, took him into his hands with infinite patience and cleaned it, removed all dirt and line ripple. While doing this much thought and prayed to his master as he had been taught. Night after night, prayer after prayer, time passed, Hafiz and his heart began to doubt the object. Slowly it was a lack of confidence in him and this space was pushing him in his sleep. In the morning we woke up, glass in hand and a sense of discouragement. After a few days, at dawn, he awoke and was caught by complete loss and emptiness and began to cry so much freeing the heart from disappointment. At that moment an angel appeared again, even more beautiful and bright he had first revealed when the glass was: “Dear Hafiz, I bring you greetings from the master. Do not be discouraged, as he taught thee, and be confident in your work continues, soon the glass will reveal its mysteries. “. Having said this he disappeared, leaving behind a halo and bright pink. The young Hafiz took heart and began to pray and clean up with vigor. It was an evening when the glass began to see a face that seemed familiar. The most watched and saw that the glass mat was turning into a mirror what he saw was his face. I was charmed and night after night that vision became clearer. From the mirror he could see better than his features, the features of the face, and so his eyes, praying and watching, began to spring up in him a true love for himself, he discovered that through the vision in the mirror could know better. He became a strong appeal for him, much to spend as much time off from work to look at himself, at times neglecting his duties and prayers. One night the mirror suddenly found himself once again became opaque and Hafiz discouraged. The tears returned to ply his face and heart to cry. Suddenly an angel appeared again, this time very proud, strong, austere: “Dear Hafiz, I bring you the greetings of your teacher. It ‘very disappointed in life have taught thee how dangerous the vanity of external beauty and admiration. Remember his teaching and try to get the knowledge of the heart. ” Having said this he disappeared, leaving an atmosphere cold, hard, strong. Hafiz awoke from the vanity of his ego, he remembered the words of the teacher and repented of his conduct. He picked up the mirror and began to clean it. Slowly the glass again to present the face of Hafiz, but watching him through the eyes of the heart, the young man began to see deeper, to know his inner being, and cleaning, in the night, accompanied by prayers, it was as if the ripulisse its shortcomings. One evening he began to see his face no more, but that of the master. He was happy, loved the final revised Rahim. There was no night in the company to pass the prayers of the mirror and looking in the face of the master’s face melted into the heart and it revealed the profound teaching of science Rahim. Hafiz doing this is changed, becoming more and more wise. One night, while outside the snow hid everything, suddenly an angel appeared again. It was beautiful, radiant, deep-eyed, sincere, warm, “Dear Hafiz will bring you greetings and happiness of your master. E’giunto long as you do His will. The glass will reveal how “. Having said this he disappeared, leaving behind an aura of curiosity and mystery. Hafiz taken in contemplation and prayer night. One night while watching the face of the master, in the mirror, and it disappeared in a long sequence and eternal in its place he saw many faces: women, men, children, old, young, wise, ignorant, and many many people as presented the world. Hafiz in the morning he awoke as if from a long dream, and for the whole day trying to understand their meaning. In the evening, went back in front of the mirror and focused on your heart. At that moment he remembered the first lesson of his master, the only one in which he spoke clearly: “My dearest disciple, my job is to lead you to know yourself, to overcome the wall of the vanity of the ego, and through your heart to learn unconditionally loving your teacher. The day will come when the presence of the master will be constant and this love will allow you to see in every person you meet. So my task is finished and it’s up to you to illuminate the hearts of those who will introduce the walk. ” At the end of this thought suddenly appeared an angel, beautiful, women showed grace, gentle and sweet, magnetic: “This is Hafiz” and disappeared. At that moment the glass broke into pieces disappearing. Including Hafiz, his face furrowed in tears of joy and ecstasy. The sun dawned far. From that day Hafiz became a great sage and teacher, traveled the world in every direction by teaching what he had understood. As he gathered many disciples and healed many people. It is said that there were always seven to accompany Angels who appeared in five nights, the one who accompanied him on the day of birth and when he left his earthly body, while the seventh, it is said that in reality it was the spirit of his master.

This story, in 2006 it ranked third (over 500 stories) at the “Silver Mountain” in Aosta and was published in the book “guardian angels and light-bearers”, published by Editions Keltia in 2006 ISBN 88 – 7392-029-2

Ai confini dell’infinito


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Nelle profondità si celano ulteriori profondità, nelle altezze un’altezza ancora maggiore. L’uomo giungerà più velocemente ai confini dell’infinito che alla pienezza del proprio essere, poiché quell’essere è l’infinito, è Dio.
Aspiro ad una forza infinita, ad una conoscenza senza limiti e ad una gioia infinita. Potrò mai ottenerla?
Si, ma la natura dell’infinito è di non avere fine.
Perciò non puoi dire io la ottengo, ma piuttosto io la divento. Solo così l’uomo può ottenere Dio, diventando Dio. Prima di giungere a divenire Dio l’uomo può entrare in relazione con Lui. Entrare in rapporto con Dio è Yoga, l’estasi più grande e l’occupazione più nobile.
Esistono rapporti tipici dello stadio attuale di evoluzione dell’umanità, chiamati preghiera, venerazione, adorazione, sacrificio, riflessione, fede, scienza e filosofia. Esistono altre relazioni che superano le nostre attuali capacità ed appartengono ad uno stadio evolutivo ancora da raggiungere. Tali sono le relazioni alle quali si giunge attraverso le pratiche conosciute sotto il nome di Yoga.
Possiamo non conoscerlo come Dio, ma come Natura, come il nostro Sé Superiore, come Infinito o come una qualche meta ineffabile. Così lo avvicinò Buddha, così lo avvicina il rigido Advaitin. Anche l’ateo può entrare in contatto con Lui. Al materialista Egli si rivela nella materia. Per il nichilista attende in agguato nel cuore dell’annichilimento.

In qualunque modo gli uomini vengano a Me, così vengono accolti dal Mio Amore.

Sri Aurobindo – L’Ora di Dio

 

 

In the depths lurk more depth, a height even greater heights. The man will come more quickly to the borders of infinity that the fullness of his being, that being is because the infinite is God
I aspire to an infinite power, a boundless knowledge and infinite joy. Will I ever get it?
Yes, but the nature of the infinite is to have no end.
So you can not say I get it, but I became. Only then can man attain God, becoming God Before coming to God become man can enter into a relationship with Him Getting into a relationship with God is Yoga, ecstasy largest and most noble employment.
There are typical ratios of the current stage of evolution of humanity, called prayer, worship, adoration, sacrifice, reflection, faith, science and philosophy. There are other reports that exceed our current capacity and belong to a stage of development yet to be achieved. These are relations which can be reached through the practice known under the name of Yoga.
We can not know him as God, but as Nature, as our Higher Self, as infinite or as some ineffable goal. So he approached the Buddha, so the closer the drive Advaitins. Even the atheist can get in touch with him at the materialist he reveals himself in the matter. For the nihilist waiting in ambush in the heart of annihilation.

In whatever way men come to me, so they are welcomed by My Love.

Sri Aurobindo The Hour of God

Tao te ching XL : Dove andare e che adoperare


Tao te ching XL : Dove andare e che adoperare

Il tornare è il movimento del Tao, la debolezza è quel che adopra il Tao.
Le diecimila creature che sono sotto il cielo
hanno vita dall’essere,
l’essere ha vita dal non-essere.

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Returning is the movement of the Way.
Yielding is the manner of the Way.
All things in the world are born out of being.
Being is born out of non-being.

Una candela nella notte


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Una candela nella notte

Guarda tutta la gente: uomini. donne, bambini
e Leggi oggi dentro ai loro occhi un solo cuore,
che grida la ricerca di libertà per un mondo migliore.
Respira il colore della tua passione,
per la vita, per il dialogo e per un solo amore
dove tutti hanno voce e dignità.
Accendi la lampada in questa notte
e regala un tuo pensiero o una preghiera
per chi ha dimenticato di essere.
Soffia via la sofferenza nei ricordi incisi nel passato
e raccogli l’ultima briciola di speranza
perchè è adesso che possiamo vivere la pace.
22.08.2008 Poetyca



A candle in the night

Watch all people: men. women, children
Read today and into their eyes one heart,
crying seeking freedom for a better world.

Breathe the color of your passion,
for life, for dialogue and one love
where all have a voice and dignity.

Light a lamp tonight
and offers you a thought or a prayer
for those who have forgotten that.

Blows away the pain etched in the memories in the past
and collect the last shred of hope
because now we can live peace.

22.08.2008 Poetyca