Archivio | 23/02/2018

Due cuori


illusione

Due cuori

Era un cuore solo
o forse due
ma non si sa tuttora
correva come il vento
nelle notti d’autunno
alla ricerca di vita
– lo chiamavano Lupo –
ma non era solitario
sapeva solo sentire
quella musica leggera
che accarezzava la vita
e la stringeva forte
senza aver mai paura
Solo una notte di luna
pensò che era meglio sparire
perché era presto
ma era anche tardi
ed allora ascoltava il brivido
di un tempo indeciso
e mentre sorrideva
era tutto un attimo d’emozione
che come una corsa d’infinito
dentro lui vivere
e non chiese a nessuno la strada
e dopo la seconda luna
trovò anche l’altro cuore
ed è ancora lì che lo abbraccia
senza più parole

02.09.2003 Poetyca

Two hearts

It was a single heart
or perhaps two
but still do not know
running like the wind
in the autumn nights
in search of life
– Called him Wolf –
but he was not lonely
could only hear
the pop music
caressing life
and hugged
without fear
Only a moonlit night
thought it best to disappear
because it was soon
but it was too late
and then listened to the thrill
of a time undecided
and while smiling
was all a moment of emotion
that as a race of infinite
him to live in.
and did not ask anyone the way
and after the second moon
also found the other heart
and is still there, hugged him
no more words

02.09.2003 Poetyca

 
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Sii uomo


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Sii uomo

Continua a danzare
ed apri il pugno
per far scorrere ferite antiche
al ritmo arcaico del cuore
dove tutto s’incide
e non fa rumore
tamburellare silente
che s’impenna e segna
percorsi e tappe
oltre la memoria

Continua ad essere
giglio nel campo
che si riveste
di nuova speranza
candido manto
rinnova l’anima
e si consegna alla vittoria

Sii uomo che sogna
e realizza il suo sentire
schiodando radici
ad ogni timore
– Oggi è festa!
Lo segna il tempo
senza lancette –
La vita ritorna
e tutto ridesta

14.07.2006 Poetyca

Be a manContinue to dance
and open the fist
to scroll through old wounds
Archaic to the rhythm of the heart
where everything incised
and no noise
drumming silent
rearing and marks
routes and stops
beyond the memory

Continues to be
lily in the field
which plays
new hope
white blanket
renews the soul
and delivery to victory

Be a man who dreams
and makes her feel
schiodando roots
every fear
– Today is a holiday!
It marks the time
without hands –
Life returns
awakens and everything

14.07.2006 Poetyca

 
 
 

Compagno di viaggio


Compagno di viaggio

Ali aperte
– pensieri nuovi –
a raccontar la vita
le sfumature
Colori che restano
ventate di gioia
o di tormento
Impigliate immagini
senza confine
che accarezzano l’anima
e ne restituiscono
ogni stupore

Silenzi e parole
che anche oggi
accompagnano il cammino

31.08.2003 Poetyca

Travel companion

wing opened
– New thoughts –
to recount the life
the nuances
Colors that remain
waves of joy
or torment
entangled images
no border
that caress the soul
and return
any wonder

Silence and Words
that even today
accompany the way

31.08.2003 Poetyca


Ma che cosa fai! Ma che cosa dici!


67. Ma che cosa fai! Ma che cosa dici!

Oggigiorno si raccontano molte sciocchezze a proposito dei maestri e dei discepoli, e dell’insegnamento che il maestro lascia in eredità agli allievi prediletti, autorizzati così a trasmettere la verità ai propri seguaci. Naturalmente lo Zen dovrebbe essere comunicato in questo modo, da cuore a cuore, e in passato avveniva proprio così. Regnavano il silenzio e l’umiltà, non l’asserzione e la dichiarazione. Chi riceveva un simile insegnamento teneva segreta la cosa persino dopo vent’anni. Finché un altro, spinto dal proprio bisogno non scopriva che era disponibile un vero maestro, nessuno sapeva che l’insegnamento era stato impartito, e anche allora l’occasione si presentava in modo del tutto naturale, e l’insegnamento si faceva strada da sé. In nessun caso l’insegnante avrebbe dichiarato: «Io sono il successore del tale». Questa asserzione avrebbe dimostrato proprio il contrario.

Il maestro di Zen Mu-nan ebbe un solo successore. Il suo nome era Shoju. Quando Shoju ebbe compiuto i suoi studi di Zen, Mu-nan lo chiamò nella propria stanza. «Sto diventando vecchio,» disse «e a quanto ne so io, Shoju, tu sei l’unico che continuerai questo insegnamento. Qui c’è un libro. È stato tramandato da maestro a maestro per sette generazioni. Anch’io vi ho fatto molte aggiunte secondo il mio criterio. Il libro è molto prezioso e io te lo do come simbolo della tua successione».

«Se questo libro è una cosa tanto importante, faresti meglio a tenertelo» rispose Shoju. «Io ho ricevuto il tuo Zen senza scritti, e mi sta bene così com’è».

«Lo so» disse Mu-nan. «Tuttavia, sono sette generazioni che quest’opera passa da un maestro all’altro, così puoi conservarlo come segno che hai ricevuto l’insegnamento. Tieni».

I due stavano parlando davanti a un braciere. Non appena Shoju ebbe il libro tra le mani lo gettò sui carboni accesi. Non aveva nessun desiderio di possedere qualcosa.

Mu-nan, che sino a quel momento non era mai andato in collera, strillò: «Ma che cosa fai!». Shoju gridò di rimando: «Ma che cosa dici!».

Tratto da 101 Storie Zen 

What Are You Doing! What Are You Saying!

In modern times a great deal of nonsense is talked about masters and disciples, and about the inheritance of a master’s teaching by favorite pupils, entitling them to pass the truth on to their adherents. Of course Zen should be imparted in this way, from heart to heart, and in the past it was really accomplished. Silence and humility reigned rather than profession and assertion. The one who received such a teaching kept the matter hidden even after twenty years. Not until another discovered through his own need that a real master was at hand was it learned that the teching had been imparted, and even then the occasion arose quite naturally and the teaching made its way in its own right. Under no circumstance did the teacher even claim “I am the successor of So-and-so.” Such a claim would prove quite the contrary.

The Zen master Mu-nan had only one successor. His name was Shoju. After Shoju had completed his study of Zen, Mu-nan called him into his room. “I am getting old,” he said, “and as far as I know, Shoju, you are the only one who will carry on this teaching. Here is a book. It has been passed down from master to master for seven generations. I have also added many points according to my understanding. The book is very valuable, and I am giving it to you to represent your successorhip.”

“If the book is such an important thing, you had better keep it,” Shoju replied. “I received your Zen without writing and am satisfied with it as it is.”

“I know that,” said Mu-nan. “Even so, this work has been carried from master to master for seven generations, so you may keep it as a symbol of having received the teaching. Here.”

They happened to be talking before a brazier. The instant Shoju felt the book in his hands he thrust it into the flaming coals. He had no lust for possessions.

Mu-nan, who never had been angry before, yelled: “What are you doing!”

Shoju shouted back: “What are you saying!”

Taken fron 101 Zen Stories 

Tao te ching LI : La virtù che nutre


Tao te ching LI : La virtù che nutre

Il Tao le fa vivere,
la virtù le alleva,
con la materia dà loro la forma,
con le vicende dà loro la completezza.
Per questo le creature tutte
venerano il Tao e onorano la virtù:
venerare il Tao e onorare la virtù
nessuno lo comanda ma viene ognor spontaneo.
Quindi il Tao fa vivere,
la virtù alleva, fa crescere,
sviluppa, completa, matura,
nutre, ripara.
Le fa vivere ma non le tiene come sue opera ma nulla s’aspetta,
le fa crescere ma non le governa.
Questa è la misteriosa virtù.

52

The world’s beginning is its mother.
To have found the mother
Is also to know the children.
Although you know the children,
Cling to the mother.
Until your last day you will not be harmed.
Seal the openings, shut the doors,
And until your last day you will not be exhausted.
Widen the openings, interfere,
And until your last day you will not be safe.
Seeing the small is called clarity.
Holding on to the weak is called strength.
Use the light to return to clarity.
Then you will not cause yourself misery.
This is called following the eternal.

Senza stringere nulla


Senza stringere nulla

Tutto è attimo
respiratato ed attraversato
senza stringere nulla:
focalizzando l’attimo presente
fluisce amore e vita

12.03.2012 Poetyca

Loosely nothing

Everything is instant
respiratato and crossed
Loosely anything:
focusing on the present moment
flowing love and life

12.03.2012 Poetyca