Archivio | aprile 2018

La nostra attenzione interiore



La nostra attenzione interiore

Nel confronto tra noi stessi ed il mondo,
il percorso degli altri a volte ci si trova a disagio,
ci si allontana con la sensazione di non essere sulla stessa sintonia,
il nostro sforzo sembra non ricevere comprensione, se proviamo
ad immaginare di essere responsabili dello spazio interiore,
dove palpita il nostro cuore, immerso in un lago, gli strappi
con chi ci circonda avvengono proprio quando si tenta di tenere
limpido il nostro lago, dove la trasparenza, la serenità,
senza increspature dell’acqua ci permette di vedere in profondità
il nostro cuore palpitante e la sua partecipe presenza ad ogni nostro
proposito ed atto. Poi, malgrado tanto impegno, c’è sempre chi viene a sporcare,
ad agitare quella quiete che abbiamo costruito. Siamo del mondo e non si potrebbe
fuggire del tutto ad esso. Siamo chiamati a ricominciare, a comprendere
quel che ci accade e cosa accade agli altri, ogni piccola o grande esperienza
è importante per noi, si imprime sul nostro percorso ed anche per coloro
che ci permettono di sperimentare e di mettere alla prova ogni nostro momento.
Possiamo fare tesoro delle esperienze e aiutare chi sembra avvolto nella confusione.
Forse tutti dovrebbero collaborare e provare a fare chiarezza,
a tenere limpida la sorgente, ma spesso ci agitiamo o reagiamo
a chi è agitato con lo stesso atteggiamento, si ha timore
e non si guarda in profondità, non si prova a dare linfa alla quiete.
Siamo interconnessi, parte dello stesso riflesso della Vita e invece
di farci del male a vicenda dobbiamo imparare la compassione.

23.04.2011 Poetyca

Our inner attention

In the comparison between ourselves and the world,
the path of other sometimes it is uncomfortable,
you leave with the feeling of not being on the same line,
our effort seems not to receive understanding, if we try
to imagine being responsible for inner space, where our heart beats,
surrounded by a lake, the tears with those around us just happen when
you try to keep our clear lake, where transparency, serenity,
without ripples allows us to see deep our heart beating and
his presence to share our purpose and every act. Then, despite much effort,
there is always one who comes to dirty, to shake the peace we have built.
We are the world and you could not escape it entirely. We are called to begin again,
to understand what happens and what happens to others, any small or large experience
is important to us, is imprinted on our path and also for those who allow
us to experiment and to test all of our time. We can found a
treasure on the experience and help those who seems to be
shrouded in confusion. Maybe everyone should work together and try to make things clear,
to keep clear the source, but often we worry or react to those who are troubled
with the same attitude, you have fear and you do not look deeply, you do not try
to sap the peace. We are interconnected, part of the same reflection of life and
instead of us hurt each other we must learn compassion.

23.04.2011 Poetyca

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Thich Nhat Hanh: Abbracciare la Rabbia


 

Thich Nhat Hanh: Abbracciare la Rabbia

(Conferenza tenuta il 25 settembre 2001 alla Riverside Church di New York)

***********************

Cari amici, vorrei dirvi come pratico quando mi arrabbio.
Durante la guerra in Vietnam, c’erano molte ingiustizie,
e furono uccise molte migliaia di persone, fra le quali molti miei amici e discepoli.
Ero molto arrabbiato.
Una volta venni a sapere che la città di Ben Tre, una città
di trecentomila abitanti, era stata bombardata dall’aviazione
americana solo perché alcuni guerriglieri erano scesi in città e
avevano cercato di abbattere gli aeroplani americani.
I guerriglieri non ebbero successo, e dopo quel
tentativo se ne andarono. E la città fu distrutta. In seguito il
militare che si era reso responsabile di ciò dichiarò che aveva
dovuto distruggere la città per salvarla. Ero molto arrabbiato.

Ma a quel tempo ero già un praticante, un solido praticante. Non dissi
nulla, non feci nulla, perché sapevo che agire o dire
cose mentre si è arrabbiati non è saggio. Può creare molta distruzione.
Tornai a me stesso, riconoscendo la mia rabbia,
abbracciandola, e guardai profondamente nella natura della mia sofferenza.
Nella tradizione buddista abbiamo la pratica del respirare in presenza
mentale, del camminare in presenza mentale, allo scopo di generare
l’energia della presenza mentale.

È esattamente con questa energia che possiamo riconoscere, abbracciare e
trasformare la nostra rabbia. La presenza mentale è il tipo di energia
che ci aiuta a essere consapevoli di ciò che sta avvenendo dentro di noi e intorno a
noi, e tutti possono essere in presenza mentale. Se bevete una tazza di tè e sapete
che state bevendo una tazza di tè, questo è bere in presenza mentale. Quando
inspirate e sapete che state inspirando, e concentrate la vostra attenzione
sull’inspirazione, questa è consapevolezza della respirazione.

Quando fate un passo e siete consapevoli che state
facendo un passo, questo si chiama consapevolezza del camminare. La
pratica basilare nei centri Zen, nei centri di meditazione, è quella di generare la
presenza mentale in ogni momento della vita quotidiana. Quando siete arrabbiati, siete
consapevoli di essere arrabbiati. E’ perché avete già in voi l’energia della presenza
mentale creata dalla pratica che potete averne a sufficienza per riconoscere,
abbracciare, guardare in profondità e capire la natura della vostra sofferenza.

Io riuscii a capire la natura della sofferenza in Vietnam. Vidi che
non solo i vietnamiti soffrivano, ma anche gli americani soffrivano
durante quella guerra. Il giovane americano mandato in Vietnam
per uccidere ed essere ucciso era sottoposto a molta
sofferenza, e la sofferenza continua ancora oggi. La famiglia soffre,
e anche la nazione.
Io potei vedere che la causa della nostra sofferenza in Vietnam non
erano i soldati americani. Era una politica non saggia. Era un equivoco.
Era la paura che stava al fondamento della politica.

Molti in Vietnam si sono dati fuoco per chiedere che la distruzione
cessasse. Essi non volevano provocare dolore ad altri, ma prendere
il dolore su di sé affinché passasse il loro messaggio. Ma il rumore degli aerei
e delle bombe era troppo forte. Poche persone al mondo furono in grado di sentirci.
Così decisi di recarmi in America e invocare una cessazione della violenza.
Questo avvenne nel 1966, e a causa di ciò mi fu impedito di fare ritorno a casa.
E da allora, dal 1966, ho vissuto in esilio.

Ho potuto vedere che non è l’uomo il vero nemico dell’uomo. Il vero nemico è
l’ignoranza, la discriminazione, la paura, l’avidità, e la violenza.
Non odiavo il popolo americano, la nazione americana. Venni in America
a invocare quel guardare in profondità che avrebbe consentito al vostro governo
di rivedere quel tipo di politica.
Ricordo che incontrai il Segretario della Difesa Robert Mac Namara.
Gli dissi la verità circa la sofferenza. Egli si trattenne con me a lungo e mi ascoltò
profondamente, e io fui molto grato per la qualità del suo ascolto. Tre mesi dopo, quando
la guerra si fece più intensa, venni a sapere che si era dimesso dal suo incarico.

Odio e rabbia non erano nel mio cuore. Fu per questo che molti
giovani del mio paese mi ascoltarono, quando li invitai a seguire il cammino della
riconciliazione, e insieme collaborammo nel dare vita alle nuove organizzazioni per la pace a
Parigi. Spero che i miei amici qui a New York siano capaci di praticare allo stesso modo.
Io ho compreso, e comprendo, la sofferenza e l’ingiustizia, e sento di capire
profondamente la sofferenza di New York, dell’America. Io sento di essere un newyorkese.
Sento di essere un americano.

Quando non siete calmi evitate di agire, non dite nulla: restate
disponibili per voi stessi, centrati in voi stessi. Ci sono sistemi grazie ai quali
possiamo tornare a noi stessi e praticare così da riscoprire la nostra calma, la nostra
tranquillità, la nostra lucidità. Ci sono sistemi che possiamo mettere in pratica così da
capire le reali cause della sofferenza. E questa comprensione ci aiuterà a fare ciò che va
fatto, e a non fare ciò che potrebbe essere dannoso per noi e per gli altri.

Prima di continuare, pratichiamo la respirazione in presenza mentale per mezzo
minuto.

Nella psicologia buddista, siamo soliti parlare della coscienza in termini di semi.
Abbiamo il seme della rabbia, nella nostra coscienza. Abbiamo il seme della
disperazione, della paura. Ma abbiamo anche il seme della comprensione, della
saggezza, della compassione, e del perdono. Se sappiamo come innaffiare il seme della
saggezza e compassione in noi, quel seme, questi semi si manifesteranno come energie
potenti che ci aiuteranno a compiere un gesto di perdono e compassione. Ciò basterà a
recare un immediato sollievo alla nostra nazione, al mondo. Questa è la mia convinzione.

Io credo molto fortemente che gli americani abbiano molta saggezza e compassione
in loro stessi. Voglio che siate al meglio di voi quando comincerete ad agire,
nell’interesse dell’America e nell’interesse del mondo. Con lucidità,
con comprensione e compassione vi rivolgerete alle persone che vi hanno provocato così
tanto danno e sofferenza e porrete loro molte domande.

“Noi non comprendiamo abbastanza la vostra sofferenza, potreste
parlarcene? Non vi abbiamo fatto nulla, non abbiamo cercato di distruggervi, non abbiamo
cercato di discriminarvi, e non comprendiamo perché ci abbiate fatto questo. Deve
esserci molta sofferenza in voi. Vogliamo ascoltarvi. Può darsi che possiamo
aiutarvi. E insieme possiamo collaborare a costruire la pace nel mondo.” Se sarete solidi,
se sarete compassionevoli nell’affermare ciò, essi vi parleranno della loro sofferenza.

Nel buddismo parliamo della pratica dell’ascolto profondo, dell’ascolto
compassionevole, un metodo magnifico grazie al quale possiamo ripristinare la
comunicazione – la comunicazione tra marito e moglie, la comunicazione
tra padre e figlio, la comunicazione tra madre e figlia, la comunicazione tra
nazioni. La pratica dell’ascolto profondo dovrebbe essere assimilata dai genitori, dalle
coppie, così che possano capire la sofferenza dell’altra persona. Quella persona
potrebbe essere nostra moglie, nostro marito, nostro figlio o nostra figlia. Ma anche se
possiamo avere l’intenzione di ascoltare, molti di noi hanno perso la capacità di
farlo perché c’è molta rabbia e violenza in noi. Altri non sanno come usare la parola
gentile; rimproverano e giudicano in continuazione. E il loro parlare è molto spesso aspro,
amaro. Questo genere di linguaggio farà sempre esplodere in noi l’irritazione e la
rabbia e ci impedirà di ascoltare profondamente e con compassione. Per questo la semplice
intenzione di ascoltare non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un qualche allenamento
per poter ascoltare profondamente e con compassione. Io penso, credo, ho la
convinzione che se un padre sa come ascoltare profondamente e con compassione suo figlio,
sarà in grado di aprire la porta del suo cuore e di ripristinare la comunicazione.

Anche al Congresso e al Senato le persone dovrebbero allenarsi
nell’arte dell’ascolto profondo, dell’ascolto compassionevole. C’è molta sofferenza nel paese, e molte
persone sentono che la loro sofferenza non è capita. Per questo i politici, i membri del
Parlamento, i membri del Congresso devono allenarsi nell’arte dell’ascolto profondo –
l’ascolto del loro stesso popolo, l’ascolto della sofferenza nel paese, perché nel paese
c’è ingiustizia, c’è discriminazione. C’è molta rabbia nel paese. Se possiamo ascoltarci
gli uni gli altri, possiamo anche ascoltare coloro che sono al di fuori del paese. Molti di
essi vivono nella disperazione, molti soffrono a causa di ingiustizia e discriminazione. La
quantità di violenza e disperazione in loro è enorme. Ma se come nazione sappiamo
come ascoltare la loro sofferenza, già possiamo recare molto sollievo.
Essi sentiranno di essere capiti. Già questo è sufficiente a disinnescare la bomba.

Alle coppie raccomando sempre, quando sono arrabbiati l’uno con l’altra, di tornare al
proprio respiro e al camminare in presenza mentale, di abbracciare la rabbia e
guardare profondamente nella natura della rabbia. Così possono essere
in grado di trasformare quella rabbia, anche in soli quindici minuti o in poche
ore. Se non possono farlo, allora dovranno dire all’altra persona che soffrono, che sono
arrabbiati, e che vogliono che l’altro lo sappia. Proveranno a dirlo in un modo calmo.
“Caro (o cara), soffro, e voglio che tu lo sappia”. A Plum Village, dove vivo e
pratico, raccomandiamo ai nostri amici di non tenersi la loro rabbia per più di ventiquattr’ore
senza dirlo all’altra persona. “Caro/a, soffro, e voglio che tu lo sappia. Non so perché tu
mi abbia fatto una cosa simile. Non so perché tu mi abbia detto una cosa simile.” Questa
è la prima cosa che dovrebbero dire all’altra persona. E se non sono abbastanza calmi
per dirlo,possono scriverlo su un foglio.

La seconda cosa che possono dire o scrivere è: “Sto facendo del mio meglio.”
Significa: Sto praticando per non dire nulla, non fare nulla con rabbia, perché so che in
questo modo creerei maggiore sofferenza. Così sto abbracciando la mia rabbia, sto
guardando profondamente dentro la natura della mia rabbia.” Dite all’altra persona che
state praticando il trattenere la rabbia, il comprendere la rabbia,
allo scopo di scoprire se per caso quella rabbia proviene da una vostra cattiva comprensione,
da una vostra percezione errata, da una vostra scarsa presenza mentale o da una mancanza di
abilità.

E la terza cosa che potreste volergli o volerle dire è: “Ho bisogno del tuo aiuto.”
Generalmente quando ci arrabbiamo con qualcuno vogliamo fare esattamente
l’opposto. Vogliamo dire: “Non ho bisogno di te. Posso sopravvivere anche per conto
mio.” “Ho bisogno del tuo aiuto” significa “Ho bisogno della tua pratica, ho bisogno del
tuo guardare in profondità, ho bisogno che mi aiuti a vincere questa rabbia perché
soffro.” E se io soffro, non è possibile che tu possa essere felice, perché la felicità non è
una faccenda individuale. Se l’altro soffre, non c’è modo che tu possa essere felice da
solo. Così aiutare l’altro a soffrire meno, a sorridere, farà felice anche te.

Il Buddha ha detto: “Questo è così perché quello è così. Questo è perché quello è.” Le
tre frasi che propongo sono il linguaggio del vero amore. Esso ispirerà l’altra persona a
praticare, a guardare in profondità, e insieme realizzerete la comprensione e la
riconciliazione. Ai miei amici propongo di scrivere queste frasi su un foglietto e di
infilarlo nel portafoglio. Ogni volta che si arrabbiano con il partner, o con il figlio o la
figlia, possono praticare la respirazione in presenza mentale, tirare fuori il foglietto e
leggerlo. Sarà una campana di consapevolezza che dirà loro che cosa fare e che cosa
non fare. Le tre frasi sono: “Soffro e voglio che tu lo sappia.” “Sto facendo del mio
meglio.” “Per favore aiutami.”

Credo che anche in un conflitto internazionale sia possibile lo stesso genere di
pratica. Perciò propongo all’America di fare lo stesso. Dite a coloro che ritenete essere
la causa della vostra sofferenza che voi soffrite, che volete che loro lo sappiano, che
volete sapere perché vi hanno fatto una cosa simile, e praticate l’ascolto profondamente e con compassione.

La qualità del nostro essere è molto importante, perché quella domanda,
quell’affermazione non è una condanna, ma un desiderio di creare la vera
comunicazione. “Siamo pronti ad ascoltarvi. Sappiamo che dovete aver
sofferto molto per averci fatto una cosa simile. Forse avete pensato che siamo noi la
causa della vostra sofferenza. Quindi per favore diteci se abbiamo cercato di
distruggervi, se abbiamo cercato di farvi oggetto di discriminazione, affinché possiamo capire.
Sappiamo che quando avremo compreso la vostra sofferenza, potremo
essere capaci di aiutarvi.” Questo è quello che nel buddismo chiamiamo “parola amorevole” o
“linguaggio gentile”; esso ha lo scopo di creare la comunicazione, di ristabilire la
comunicazione. Una volta che sarà ristabilita la comunicazione, la pace sarà possibile.
Quest’estate, un gruppo di palestinesi è venuto a Plum Village e ha
praticato con un gruppo nutrito di israeliani.

Abbiamo favorito la loro venuta offrendo loro facilitazioni per il soggiorno e abbiamo praticato insieme. In due settimane hanno imparato a sedersi insieme, a camminare insieme in presenza mentale, ad
apprezzare i pasti in silenzio in comune e a sedere tranquillamente per ascoltarsi l’un
l’altro. La pratica così assimilata ha avuto molto successo. Alla fine delle due settimane di
pratica ci hanno dato una notizia davvero meravigliosa. Una signora ha detto: “Thây,
per la prima volta nella mia vita vedo che la pace in Medio Oriente è possibile.” Un
altro giovane ha detto: “Thây, appena arrivato a Plum Village non credevo che Plum Village
fosse qualcosa di reale, perché nella situazione del mio paese si vive costantemente
nella paura e nella rabbia. Quando i nostri bambini salgono sull’autobus non siamo sicuri
che torneranno a casa. Quando andiamo al supermercato non siamo sicuri di sopravvivere
e di tornare alla nostra famiglia. A Plum Village vedi le persone guardarsi con
amore, parlare gentilmente con gli altri, camminare in pace e fare ogni cosa in
presenza mentale. Noi non credevamo che ciò fosse possibile. Non mi sembra vero.”

Ma nelle condizioni di pace di Plum Village, essi erano capaci di
stare insieme, di vivere insieme, e di ascoltarsi l’un l’altro, e alla fine la
comprensione è arrivata. Essi promisero che tornati in Medio Oriente avrebbero continuato la
pratica. Organizzeranno incontri di pratica una volta alla settimana a livello locale e una
giornata di presenza mentale a livello nazionale. E contano di tornare a Plum Village in un
gruppo più numeroso per continuare la pratica.

Penso che se nazioni come l’America organizzassero ambienti di questo
genere, dove le persone possono incontrarsi e trascorrere il tempo praticando la
pace, sarebbero in grado di calmare le loro emozioni, la loro paura, e i negoziati di
pace sarebbero molto più facili.

Tutte le cose hanno bisogno di cibo per vivere e per crescere, inclusi
il nostro amore e il nostro odio. L’amore è una cosa vivente, l’odio è una cosa
vivente. Se non nutri il tuo amore, esso morirà. Se tagli la fonte di nutrimento alla tua
violenza, anche la tua violenza morirà. Per questo il sentiero indicato dal Buddha è il
sentiero del consumo consapevole.

Il Buddha raccontò la seguente storia. C’era una coppia che voleva
attraversare il deserto per recarsi in un altro paese in cerca di libertà. Essi
portarono con sé il loro figlioletto e una quantità di cibo e di acqua, ma non fecero bene i
conti, sicché a metà strada in pieno deserto terminarono il cibo. I due sapevano che
sarebbero morti. Così, dopo molta angoscia, decisero di mangiare il bambino in modo da poter
sopravvivere e raggiungere l’altro paese; ed è proprio ciò che fecero. E ogni volta
che mangiavano un pezzetto della carne del loro bambino, i due piangevano.

Il Buddha domandò ai suoi monaci: “Cari amici, pensate che quella
coppia gioisse nel mangiare la carne del loro proprio figlio?” Il Buddha disse: “E’
impossibile gioire nel mangiare la carne del proprio figlio. Non mangiare in presenza mentale è come
mangiare la carne di nostro figlio e di nostra figlia, è come mangiare
la carne dei nostri genitori.”

Se guardiamo profondamente, vedremo che mangiare può essere un atto
estremamente violento. L’Unesco ci dice che ogni giorno quarantamila
bambini nel mondo muoiono per mancanza di cibo. Ogni giorno, quarantamila bambini! E la
quantità totale dei cereali che coltiviamo in Occidente è usata
principalmente per nutrire il bestiame. L’ottanta per cento del granoturco coltivato in
questo paese serve a nutrire il bestiame da carne. Il novantacinque per cento dell’avena
prodotta in questo paese non è per noi, per la nostra alimentazione, ma per gli animali
allevati per farne cibo. Secondo questo recente rapporto, l’ottantasette per cento
dell’intero territorio agricolo degli Stati Uniti viene usato per l’allevamento. Si tratta
del quarantacinque per cento di tutto il territorio degli Stati Uniti.

– Acqua –

Più della metà di tutta l’acqua consumata negli USA serve per l’allevamento di
animali. Occorrono quasi 9.500 litri d’acqua per produrre una libbra
di carne, ma solo 95 litri per produrre una libbra di frumento. Una dieta totalmente
vegetariana richiede 1.135 litri di acqua al giorno, mentre una dieta che comprende la
carne richiede più di 15.000 litri di acqua al giorno.

– Inquinamento –

Allevare animali a scopo alimentare provoca maggior inquinamento nell’acqua di
qualsiasi altra industria negli Stati Uniti, perché gli animali
allevati producono centotrenta volte gli escrementi dell’intera popolazione umana.
Significa quaranta tonnellate al secondo. Molti dei liquami provenienti dalle fattorie e
dai macelli finiscono nei ruscelli e nei fiumi, contaminando le sorgenti.

– Deforestazione –

Ogni vegetariano può salvare un acro di alberi all’anno. Più di 260
milioni di acri di foreste degli Stati Uniti sono stati disboscati per fare spazio alle
coltivazioni destinate a nutrire gli animali da carne. E un altro acro di alberi scompare ogni
otto secondi. Anche le foreste pluviali tropicali stanno per essere distrutte per creare
pascoli per il bestiame.

– Risorse –

Negli Stati Uniti, gli animali allevati a scopo alimentare sono
nutriti con oltre l’ottanta per cento del granoturco coltivato, e con più del novantacinque per
cento dell’avena. Stiamo mangiando il nostro paese, stiamo mangiando il nostro cuore, stiamo
mangiando i nostri bambini. E ho saputo che oltre la metà delle persone in questo paese mangia in eccesso.

Mangiare in presenza mentale può aiutarci a mantenere la compassione dentro il
nostro cuore. Una persona priva di compassione non può essere felice,
non può entrare in relazione con gli altri esseri umani e con gli altri esseri
viventi. E il mangiare la carne dei nostri propri figli è proprio quello che sta succedendo nel mondo,
perché non pratichiamo il mangiare in presenza mentale.

Il Buddha ha parlato del secondo genere di nutrimento che consumiamo
ogni giorno: le impressioni sensoriali; quel genere di cibo che assumiamo
attraverso gli occhi, le orecchie, la lingua, il corpo e la mente. Quando leggete una rivista,
consumate. Quando guardate la televisione, consumate. Quando ascoltate una
conversazione, consumate. E queste cose possono essere altamente tossiche. Possono esserci molti
veleni, come l’ avidità, la violenza, la rabbia, la disperazione. Permettiamo così a
noi stessi di farci intossicare da ciò che consumiamo in termini di impressioni
sensoriali. Permettiamo ai nostri bambini di farsi intossicare da questi prodotti. Per questo è
molto importante guardare profondamente dentro il nostro malessere, dentro la natura del nostro
malessere, allo scopo di riconoscere la fonte di nutrimento che abbiamo usato per
portarlo dentro di noi e nella nostra società.

Quello che il Buddha ha detto è: “Ciò che è venuto in essere – se sai
come guardare profondamente nella sua natura e identificare la sua fonte di
nutrimento, allora sei già sulla strada della liberazione.” Ciò che è venuto in essere è la
nostra malattia, il nostro malessere, la nostra sofferenza, la nostra violenza, la nostra
disperazione. E se pratichiamo il guardare in profondità, la meditazione, saremo in grado
di identificare la fonte di nutrimento, di cibo, che ha portato tutto questo in noi.

Dunque l’intera nazione deve praticare il guardare in profondità
dentro la natura di ciò che consumiamo ogni giorno. Il consumare in presenza mentale non è
il solo modo di proteggere la nazione, noi stessi e la società. Dobbiamo anche imparare come
consumare in presenza mentale come famiglia, come città, come nazione. Dobbiamo
imparare che cosa produrre e che cosa non produrre allo scopo di dare
al nostro popolo solo cose che nutrono e che guariscono. Dobbiamo astenerci dal
produrre quei generi di cose che portano guerra e disperazione nel nostro corpo, nella nostra
coscienza, e nel corpo e nella coscienza collettivi della nostra nazione e società.
Questo deve praticare il Congresso. Noi abbiamo eletto i membri del Congresso. Da loro ci aspettiamo che
pratichino profondamente, che si mettano in ascolto della sofferenza
delle persone, delle cause reali di quella sofferenza, e che facciano il tipo di
leggi che possono proteggerci dall’autodistruzione. L’America è grande. Io sono convinto
che voi possiate farlo e che possiate aiutare il mondo. Voi potete offrire al mondo
saggezza, presenza mentale e compassione.

Recentemente ho avuto l’occasione di apprezzare i luoghi dove le persone non
fumano. Ci sono voli per non fumatori di cui potete approfittare.
Dieci anni fa voli così, per non fumatori, non esistevano. E in America su ogni pacchetto di
sigarette è scritto l’avvertimento: “Stai attento: il fumo può mettere in pericolo la tua
salute.” Questa è una campana di consapevolezza. Questa è pratica del consumo
consapevole. Non dite che state praticando la presenza mentale, ma in realtà lo state facendo. La
consapevolezza del fumo è ciò che vi ha permesso di vedere che il fumo
non è salutare. In America, le persone sono molto consapevoli del cibo che mangiano. E
pretendono che su ogni prodotto vi sia un’etichetta in modo da poter sapere che
cosa c’è dentro.
Non vogliono mangiare cibi che possano portare tossine e veleni nei
loro corpi. Questo è pratica del mangiare consapevolmente.

Ma possiamo andare oltre. Possiamo fare di meglio, come genitori, come
insegnanti, come artisti e come politici. Se sei un insegnante, puoi dare un
grande contributo nel risvegliare le persone sulla necessità di un consumo consapevole,
perché è quella la via della vera emancipazione. Se sei un giornalista, hai i mezzi per
educare le persone, per ridestarle sulla natura della nostra situazione. Facendo opera di
risveglio ognuno di noi può trasformare se stesso in un bodhisattva.

Il terzo nutrimento di cui ha parlato il Buddha è la volizione. La
volizione è ciò che vogliamo più di ogni altra cosa, il desiderio più profondo. Ognuno di
noi ha un desiderio profondo. Dobbiamo identificarlo, dobbiamo chiamarlo con il suo vero
nome. Il Buddha aveva un desiderio; voleva trasformare tutta la sua sofferenza. Voleva
diventare un illuminato per essere capace di aiutare gli altri. Egli non credeva
che da politico avrebbe potuto aiutare molte persone, e per questo scelse di farsi monaco.
Alcuni fra noi credono che la felicità sia possibile solo ottenendo una grande
quantità di denaro, o la fama, o un grande potere, o molto sesso. Questo tipo di desiderio
appartiene alla terza categoria di cibo di cui ha parlato il Buddha.

Per illustrare il suo insegnamento il Buddha è ricorso a questa
immagine: C’è un giovane che ama vivere, e che non vuole morire. Tuttavia, due uomini
possenti lo stanno trascinando verso un luogo dove si trova una fossa di carboni
accesi e vogliono gettarlo tra i tizzoni ardenti per farlo morire. Lui resiste, ma è
destinato a morire perché i due uomini sono troppo forti. Il Buddha disse: “Il vostro più
profondo desiderio vi porterà o in un luogo di felicità oppure all’inferno.” Per questo è
molto importante guardare dentro la natura del vostro più profondo desiderio, vale a
dire la volizione. Il Buddha ha detto che l’avidità vi porterà a molta sofferenza, sia che
si tratti di desiderio di ricchezza, di sesso, di potere, o di fama. Ma se avete un desiderio
salutare, come il desiderio di proteggere la vita, di proteggere l’ambiente o di aiutare
la gente a vivere una vita semplice e con il tempo per prendersi cura di sé, di amare e
prendersi cura dei propri cari, questo è il genere di desiderio che conduce alla
felicità. Ma se siete spinti dalla brama di fama, di ricchezza, di potere, dovrete soffrire molto.
E questo desiderio vi trascinerà all’inferno, nella fossa di tizzoni ardenti, e morirete.

Ovunque nel mondo ci sono persone che considerano la vendetta come il loro
desiderio più profondo. Queste persone diventano terroristi. Quando il
rancore e la vendetta sono il nostro desiderio più profondo, anche noi soffriamo
terribilmente, come il giovane che quei due uomini possenti trascinavano, per gettare poi
nella fossa di tizzoni ardenti. Il nostro desiderio più profondo dovrebbe essere
amare, aiutare, non vendicarsi, punire o uccidere. Confido che i newyorkesi abbiano questa
saggezza. Il rancore non può essere una risposta al rancore; ogni violenza è
ingiusta. Rispondere alla violenza con la violenza può soltanto portare maggiore violenza e
ingiustizia, maggior sofferenza, non solo agli altri, ma a noi stessi. Questa è la
saggezza che è in ognuno di noi.

Abbiamo bisogno di respirare profondamente, di diventare calmi per
toccare il seme della saggezza. Io so che se il seme della saggezza e
della compassione del popolo americano potesse essere innaffiato regolarmente per l’arco di una
settimana, esso porterebbe molto sollievo, ridurrebbe la rabbia e il
rancore. E l’America sarebbe capace di compiere un gesto di perdono che darebbe un grande sollievo
all’America e al mondo intero. Per questo il mio suggerimento è praticare la calma,
l’essere concentrati, innaffiare i semi di saggezza e compassione che
sono già in noi, e imparare l’arte della consumo consapevole. Questa è una vera
rivoluzione, il solo tipo di rivoluzione che può aiutarci a uscire da questa difficile
situazione, nella quale la violenza e il rancore prevalgono.

****************

No, non sto piangendo.
Mi tengo il volto tra le mani,
Per scaldare la mia solitudine.
Mani che proteggono,
Mani che nutrono,
Mani che impediscono alla mia anima
Di vivere nella rabbia.


Thich Nhat Hanh: Embracing Anger

(Conference held September 25, 2001 at Riverside Church in New York)

***********************

Dear friends, I would tell you how handy when I get angry.
During the Vietnam War, there were many injustices,
were killed and many thousands of people, including many of my friends and disciples.
I was very angry.
Once I learned that the city of Ben Tre, a city
three hundred thousand inhabitants, was bombed by
American only because some guerrillas had fallen in the city and
had tried to shoot down American planes.
The guerrillas did not succeed, and after that
attempt left. And the city was destroyed. Following the
military that was responsible for what he said
to destroy the city to save it. I was very angry.

But at that time I was already a practitioner, a solid practitioner. I did not say
nothing, did nothing, because I knew that acting or saying
things while you are angry is not wise. It can create much destruction.
I returned to myself, recognizing my anger,
embracing it, and looked deeply into the nature of my suffering.
In the Buddhist tradition we have the practice of breathing in the presence
mental, of walking in mindfulness, to generate
the energy of mindfulness.

It is exactly this energy that we can recognize, embrace and
transform our anger. Mindfulness is the kind of energy
that helps us to be aware of what is happening inside us and around
us and we may be mindful. If you drink a cup of tea and you know
that you are drinking a cup of tea, this is to drink in mindfulness. When
breathe in and know that you are breathing, and focus your attention
on inhalation, is this awareness of respiration.

When you step and you are aware that you are
taking a step, this is called awareness of walking. The
basic practice in Zen centers, meditation centers, is to generate the
mindfulness in every moment of everyday life. When you are angry, you are
aware of being angry. E ‘for you have within you the power of presence
created by mental practice that can have enough to recognize,
embrace, look deeply and to understand the nature of your suffering.

I was able to understand the nature of suffering in Vietnam. I saw that
not only Vietnamese suffered, but the Americans suffered
during that war. The young American sent to Vietnam
to kill and be killed was subjected to many
suffering, and suffering continues today. The family suffers,
and even the nation.
I could see that the cause of our suffering in Vietnam is not
were American soldiers. It was not a wise policy. It was a misunderstanding.
It was the fear that was the foundation of politics.

Many in Vietnam set themselves on fire to call for the destruction
ceased. They did not want to cause pain to others, but take
pain upon themselves to pass their message. But aircraft noise
and bombs was too loud. Few individuals were able to hear us.
So I decided to go to America and call for a cessation of violence.
This happened in 1966, and because of that I was prevented from returning home.
And since then, since 1966, I lived in exile.

I could see that the man is not the real enemy of man. The real enemy is
ignorance, discrimination, fear, greed, and violence.
I hated not the American people, the American nation. I was in America
to call that look in depth that would allow your government
to review the kind of politics.
I remember I met the Secretary of Defense Robert Mac Namara.
I told him the truth about suffering. He stayed with me for a long time and I listened
deeply, and I was very grateful for the quality of listening. Three months later, when
the war became more intense, I learned that he had resigned from his post.

Hate and anger were not in my heart. It was for this reason that many
I listened to the young people of my country when I invited them to follow the path of
reconciliation, and together they cooperate to create new organizations for peace
Paris. I hope that my friends here in New York are able to practice the same way.
I understood and I understand the suffering and injustice, and I feel I understand
deeply the suffering of New York, America. I feel that I am a New Yorker.
I feel I am an American.

When you are not prevented to act calm, say nothing: stay
available for yourself, centered in yourself. There are systems whereby
we return to ourselves and practice so as to rediscover our calmness, our
tranquility, our lucidity. There are ways that we can put into practice so as to
understand the real causes of suffering. And this understanding will help us do what needs to be
done and not make what could be bad for us and for others.

Before continuing the practice mindful breathing for half
minute.

In Buddhist psychology, we usually speak of consciousness in terms of seeds.
We have the seed of anger in our consciousness. We have the seed of
despair, fear. But we also have the seed of understanding,
wisdom, compassion, and forgiveness. If we know how to water the seed of
wisdom and compassion in us, that seed, these seeds will manifest themselves as energy
powerful that will help us make a gesture of forgiveness and compassion. This just in
bring immediate relief to our nation in the world. This is my conviction.

I believe very strongly that the American people have a lot of wisdom and compassion
in themselves. I want you to be better than when you begin to act,
America’s interests and the interests of the world. With lucidity,
with understanding and compassion you will turn to people who have caused so
so much damage and suffering and put many questions.

“We do not quite understand your suffering, you may
talk about it? We have not done anything, we did not try to destroy you, we do not have
tried to discriminate against you, and do not understand why we have done this. Must
be much suffering in you. We want to hear from you. Maybe we can
help. And together we can work together to build peace in the world. “If you are solid,
if you are compassionate in affirming that, they will talk about their suffering.

In Buddhism we speak of the practice of deep listening, listening
compassionate, a wonderful method by which we can restore the
communication – communication between husband and wife, communication
between father and son, communication between mother and daughter, communication between
nations. The practice of deep listening should be treated by parents,
pairs, so that they can understand the suffering of the other person. That person
could be our wife, our husband, our son or daughter. But even if
We intend to listen, many of us have lost the ability to
do so because there is a lot of anger and violence in us. Others do not know how to use the word
kind; criticize and judge all the time. And their talk is often harsh,
bitter. This sort of language we will always blow up in irritation and
anger and prevent us from listening deeply and with compassion. For this simple
intention to listen is not enough. We need some training
to listen deeply and with compassion. I think, I think, I have
belief that if a father knows how to listen deeply and with compassion his son,
will be able to open the door to his heart and restore communication.

Even the Congress and Senate people should work out
the art of deep listening, of compassionate listening. There is much suffering in the country, and many
people feel that their suffering is not understood. This is why politicians, members of the
Parliament, members of Congress have to train in the art of deep listening –
listening to their own people, listening to the suffering in the country because the country
there is injustice, there is discrimination. There is a lot of anger in the country. If we can listen
one another, we can also listen to those who are outside the country. Many of
they live in despair, many suffer from injustice and discrimination. The
amount of violence and despair in them is enormous. But if we as a nation
how to listen to their suffering, we can already bring much relief.
They feel that they are understood. That alone is enough to defuse the bomb.

I always recommend to couples when they are angry with each other, returning to
your breath and walk in mindfulness, to embrace the anger and
look deeply into the nature of anger. So they can be
able to transform that anger, even in just fifteen minutes or a few
hours. If they can not do that, then tell the other person will suffer, who are
angry, and they want the other to know. They will try to put it in a calm way.
“Dear (or expensive), I suffer, and I want you to know.” At Plum Village, where I live and
practical, we recommend our friends not to keep their anger for more than twenty-four hours
without telling the other person. “Dear to, suffer, and I want you to know. Do not know why you
I have done such a thing. I do not know why you have said something similar. “This
is the first thing they should tell the other person. And if you are not calm enough
to say, they can write it down.

The second thing you can say or write is: “I’m doing my best.”
It means: I’m practicing to say nothing, do nothing with anger, because I know that in
This would create more suffering. So I am embracing my anger, I’m
looking deeply into the nature of my anger. “Tell the other person that
been practicing holding the anger, understanding anger,
in order to find out if by chance that your anger comes from a misunderstanding,
your a misperception, a lack of your presence of mind or a lack of
skills.

And the third thing that you love him or love her is to say: “I need your help.”
Usually when we get angry with someone we do exactly
the opposite. We want to say: “I need you. Can I survive on behalf
My. “” I need your help “means” I need your practice, I need
you look more deeply, I need you to help me overcome this anger because
I suffer. “And if I suffer, it is possible that you may be happy, because happiness is not
an individual matter. If the other suffers, there is no way you can be happy
only. So helping the other to suffer less, to smile, make you happy too.

The Buddha said: “This is so because that is the case. This is why that is. “The
three sentences I propose are the language of true love. It will inspire the other person
practice, to look deeply, and together we will achieve understanding and
reconciliation. I suggest to my friends to write these sentences on a piece of paper and
slip it in your wallet. Every time you get angry with your partner, or son or
daughter can practice mindful breathing, pull out the paper and
read it. It will be a bell of mindfulness that will tell them what to do and what
not to do. The three phrases are: “I suffer and I want you to know.” “I’m doing my
better. “” Please help me. “

I believe that in an international conflict can be the same kind of
practice. So I suggest to America to do the same. Tell those who believe to be
the cause of your suffering that you suffer, that you want them to know it, that
want to know why you have done such a thing, and practice listening deeply and with compassion.

The quality of our being is very important because that question,
that statement is not a condemnation, but a desire to create true
communication. “We are ready to listen. We know that you have
suffered a lot for having done such a thing. Maybe you thought that we are the
cause of your suffering. So please tell us if we tried to
destroy you, if we tried to make you the object of discrimination, so that we can understand.
We know that when we understand your suffering, we
be able to help. “This is what we call in Buddhism” loving speech “or
“Polite language”, it aims to create communication, to restore
communication. Once communication is restored, peace will be possible.
This summer, a group of Palestinians came to Plum Village and
practiced with a large group of Israelis.

We have encouraged their arrival by offering them facilities for stay and we practiced together. In two weeks they have learned to sit down together, walking together in the presence of mind, to
enjoy their meals in silence in town and sit quietly to listen to one
another. The practice has been very successful so treated. At the end of two weeks
practice have given us a truly wonderful news. One lady said, “Thay,
for the first time in my life I see peace in the Middle East is possible. “A
Another young man said, “Thay, just come to Plum Village did not believe that Plum Village
was something real, because in the situation of my country one lives constantly
in fear and anger. When our children climb on the bus we’re not sure
who will return home. When we go to the supermarket we are not sure of surviving
and return to our family. A Plum Village see people look with
love, speak kindly to others, walking in peace and do everything in
mindfulness. We do not think this was possible. It does not seem real. “

But in terms of peace of Plum Village, they were able to
stay together, live together, and listen to each other, and eventually
understanding is reached. They promised to come back in the Middle East would continue
practice. Hold meetings once a week to practice at local level and
day of mindfulness at the national level. It is expected to return to Plum Village in a
larger group to continue the practice.

I think that if nations like America environmental organizations of this
Typically, where people can meet and spend time practicing
peace, would be able to calm their emotions, their fear, and negotiations
peace would be much easier.

All things need food to live and grow, including
our love and our hatred. Love is a living thing, hate is one thing
living. If you do not nourish your love, it will die. If you cut the source of nourishment to your
violence, your violence will die. That is the path indicated by the Buddha is the
path of mindful consumption.

The Buddha told the following story. There was a couple who wanted
cross the desert to go to another country in search of freedom. They
brought with them their son and a quantity of food and water, but they did not do well
accounts, so that halfway finished the food in the desert. They knew that
would die. So after much anguish, decided to eat the child in order to
survive and reach the other country and that is what they did. And every time
who ate a piece of the flesh of their child, both crying.

The Buddha asked his monks: “Dear friends, do you think that
gioisse couple in eating the flesh of their own child? “The Buddha said,” ‘
impossible to enjoy eating the flesh of his own son. Do not eat in mindfulness is like
eating the flesh of our son and our daughter is like eating
the flesh of our parents. “

If we look deeply, we see that eating can be an act
extremely violent. UNESCO says that every day forty thousand
children worldwide die from lack of food. Every day, forty thousand children! And
total amount of grain we grow is used in the West
mainly to feed cattle. Eighty percent of the corn grown in
this country is to feed the cattle for meat. Ninety-five percent of the oats
produced in this country is not for us, for our food, but for animals
raised to make food. According to this recent report, the eighty-seven percent
entire agricultural land in the United States is used for breeding. It is
forty-five percent of the entire territory of the United States.

– Water –

More than half of all water consumed in the U.S. is used for breeding
animals. It takes nearly 9,500 liters of water to produce one pound
meat, but only 95 liters to produce one pound of wheat. A total diet
vegetarian requires 1,135 liters of water a day and a diet that includes
meat requires more than 15,000 liters of water per day.

– Pollution –

Raising animals for food causes more water pollution in
any other industry in the United States, because the animals
reared produce one hundred and thirty times the excrement of the entire human population.
Means forty tons per second. Many of the slurry from farms and
from abattoirs ends up in streams and rivers, contaminating sources.

– Deforestation –

Each vegetarian can save one acre of trees a year. More than 260
million acres of U.S. forests have been cleared to make room for
for crops to feed animals for meat. And another acre of trees disappears every
eight seconds. Although tropical rainforests are being destroyed to create
pasture for livestock.

– Resources –

In the U.S., animals raised for food are
fed more than eighty percent of the corn grown, and with more than ninety-five
one hundred oats. We are eating our country, we are eating our hearts, we are
eating our children. And I learned that more than half the people in this country eats in excess.

Eating mindfully can help us to maintain compassion within the
our hearts. A person without compassion can not be happy,
can not enter into relations with other human beings and other beings
living. And eat the flesh of our own children is just what’s happening in the world,
because we do not practice eating mindfully.

The Buddha spoke of the second kind of food we eat
every day: the sensory impressions, the kind of food we eat
through the eyes, ears, tongue, body and mind. When you read a magazine,
consumed. When you watch TV, eat. When you hear a
conversation, you consume. And these things can be highly toxic. There may be many
poisons, such as’ greed, violence, anger, despair. Thus enabling
ourselves to poison us by what we consume in terms of impressions
sensory. We allow our children to be poisoned by these products. It is therefore
very important to look deeply into our discomfort, in the nature of our
discomfort in order to recognize the source of food we used to
bring it within ourselves and in our society.

What the Buddha said is: “What has come into being – if you know
how to look deeply into its nature and identify its source of
food, then you’re already on the road to liberation. “What has come into being is the
our disease, our sick, our suffering, our violence, our
despair. And if we practice looking deeply, meditation, we can
to identify the source of food, food that has brought all this on us.

So the whole nation has to practice looking deeply
into the nature of what we consume every day. The mind is not consumed in the presence
the only way to protect the nation, ourselves and society. We must also learn how
eat mindfully as a family, as a city, as a nation. We must
learn what to produce and what not to produce in order to give
the only things that our people eat and heal. We must refrain from
produce those kinds of things that bring war and despair into our body, our
consciousness, and in the collective body and consciousness of our nation and society.
This Congress must practice. We have elected members of Congress. From them we expect
engage deeply, which is to listen to the suffering
of people, the real causes of that suffering, and make the kind of
laws that can protect us from self. America is great. I am convinced
that you can do it and you can help the world. You can offer the world
wisdom, compassion and mindfulness.

I recently had the opportunity to appreciate the places where people do not
smoke. There are flights for which you can take advantage of non-smokers.
Ten years ago, so cheap, non-smoking, did not exist. And in America on every package
cigarettes is written the warning: “Beware: Smoking can endanger your
health. “This is a bell of mindfulness. This is the practice of consumption
aware. Do not say that you are practicing mindfulness, but actually you are doing. The
awareness of smoking is what allowed you to see that the smoke
is not healthy. In America, people are very aware of the food they eat. E
claim that there is a label on each product so you can know that
what’s inside.
Do not want to eat foods that can bring toxins and poisons in
their bodies. This is the practice of eating consciously.

But we can go further. We can do better, as parents, as
teachers, as artists and as politicians. If you are a teacher, you can make a
great contribution in awakening people to the need for consumer awareness,
because that is the way to real emancipation. If you are a journalist, you have the means to
educate people, to awaken to the nature of our situation. Doing work
awakening each of us can transform himself into a bodhisattva.

The third nourishment that the Buddha has spoken is volition. The
volition is what we want more than anything else, the deepest desire. Each of
We have a deep desire. We have identified, we must call it by its true
name. The Buddha had a desire, wanted to turn all his suffering. He wanted
become enlightened to be able to help others. He did not believe
a politician who could help many people, and we chose to be Monaco.
Some of us believe that happiness is only possible to obtain a large
amount of money, or fame, or a great power or a lot of sex. This kind of desire
belongs to the third category of food that the Buddha spoke.

To illustrate his teaching the Buddha has used this
Image: There’s a young man who loves to live, and that will not die. However, two men
the mighty are dragging to a place where there is a pit of coals
turned on and want to throw it among the embers to destroy him. He resists, but is
destined to die because the two men are too strong. The Buddha said: “Your most
deep desire or will take you to a place of happiness or hell. “This is
very important to look into the nature of your deepest desire is to
say volition. The Buddha said that greed will lead to much suffering, whether
whether the desire for wealth, sex, power, or fame. But if you have a desire
healthy, as the desire to protect life, protect the environment or to help
people to live a simple life and the time to take care of themselves, to love and
take care of their loved ones, this is the kind of desire that leads to
happiness. But if you’re driven by lust for fame, wealth, power, you will suffer greatly.
And this desire will carry you to hell, into the pit of burning embers, and die.

Throughout the world there are people who see vengeance as their
deepest desire. These people become terrorists. When the
resentment and revenge is our deepest desire, we suffer
terribly, as the young man who dragged these two powerful men, then to throw
in the pit of burning embers. Our deepest desire would be
love, help, do not retaliate, punish or kill. I am confident that New Yorkers have this
wisdom. The resentment can not be a response to anger, all violence is
unfair. Responding to violence with violence can only bring more violence and
injustice, more suffering, not only to others but to ourselves. This is the
wisdom that is in everyone.

We need to breathe deeply, to become calm
touch the seed of wisdom. I know that if the seed of wisdom and
the compassion of the American people could be watered regularly for a period of
week, it would bring much relief, reduce anger and
resentment. And America would be able to perform an act of forgiveness that would give a great relief
America and the world. That is why my suggestion is to practice the quiet,
being concentrated, water the seeds of wisdom and compassion
are already in us, and learn the art of mindful consumption. This is a real
revolution, the only kind of revolution that can help us out of this difficult
situation in which violence and hatred prevail.

****************

No, I’m not crying.
I keep her face in her hands,
To warm my lonely.
Hands that protect,
Hands that feed,
Hands preventing my soul
To live in anger

Non è così difficile


Riflettendo…

La Riflessione

La natura della mente è sostanza e fondamento dell’insieme di vita e morte,
come il cielo che accoglie l’intero universo nel suo abbraccio.

Sogyal Rinpoche

—————————–

Essere capaci di guardare in profondità
come tutto sia impermanente, destinato
alla trasformazione e che a nulla ci possiamo aggrappare,
in particolare alla visione dualistica
che tutto cataloga e rende separato,
è comprendere anche l’interconnessione e la presenza
di qualcosa che trascente la mente per portare luce
alla realtà della presenza di una condizione di non separaritivà
e di non opposizione o contrasto dove tutto è realtà viva da accogliere,
oltre ogni apparenza ed illusione.

Poetyca

—————————–

L’insegnamento

Non è così difficile

Morire non è così difficile,
una volta che avete accettato la morte
come una parte della vita.

La morte non è separata dalla vita.

Des Boo-ngoh

———————————-

Moriamo ogni istante,
a noi stessi, alla realtà apparente,
per attraversare il confine tra illusione
e realtà che permea ogni passo
– qui ed ora – dove tutto è un intenso abbraccio
di comprensione e compassione verso ogni essere
e la non separazione che ci insegna a vivere quel che è.
Vita e morte sono sono due separate condizioni,
ma due punti di vista che si affacciano sulla medesima cosa.

Poetyca

———————————-

13.03.2010 Poetyca

Testi tratti da:

Reflecting … 

Reflection 

The nature of mind is the substance and foundation of all life and death, 
like the sky that welcomes the entire universe in his embrace. 

Sogyal Rinpoche 

—————————– 

Being able to look deeply 
that everything is impermanent, destined 
transformation and that we can cling to nothing, 
in particular the dualistic view 
that all catalogs and makes separate 
is to understand the interplay and the presence 
trascente the mind of something to bring light 
the reality of the presence of a condition not to separaritivà 
and not opposition or contrast where everything is a living reality to be accepted, 
beyond appearances and illusion. 

Poetyca 

—————————– 

Teaching 

It is not so difficult 

Dying is not so difficult, 
once you have accepted death 
as a part of life. 

Death is not separated from life. 

Boo-des ngoh 

———————————- 

We die every moment, 
to ourselves, to the apparent reality, 
to cross the border between illusion 
and reality that permeates every step 
– Here and now – where everything is an intense embrace 
of understanding and compassion for all beings 
and non-separation that teaches us to live what it is. 
Life and death are two separate conditions, 
but two points of view facing the same thing. 

Poetyca 

———————————- 

13.03.2010 Poetyca 

Text taken from:

Il Fiore di Bodhidharma

Il silenzio


Riflettendo….
La Riflessione
Sordo, egli ascolta la sua propria natura.
Cieco, egli vede la sua mente originale.
La luna vuota e chiara sorge nell’acqua
dove cuore e mente sono dimenticati.
Jungkwan Ilson (1533-1608)
—————————————–
Aprire le porte alla profondità,
alla capacità di attraversare ogni illusione
è comprendere l’inganno e camminare a passo fermo
dove tutto è accoglienza del vero,
senza costruire sagome illogiche cne allontanano
da quello che non vogliamo vedere per timore.
Poetyca
—————————————–
L’insegnamento
Il Silenzio
Il silenzio origina la parola autentica.
La calma silenziosa è il principio onnipresente della comprensione.
Insegnante di Dharma
——————————————-
Quando la barca si agita
essa sobbalza per effetto delle onde,
possiamo solo attendere che la corrente smetta,
senza timore e senza muovere maggiormente la superficie.
Nel silenzio si calma la reattività
e possiamo riconciliarci con il nostro vero essere.
Poetyca
——————————————-
22.05.2010 Poetyca
Reflecting ….
Reflection
Deaf, he listens to his own nature.
Blind, he sees his original mind.
The moon rises in the water and clear empty
where the heart and mind are forgotten.
Jungkwan Ilson (1533-1608)
—————————————–
Open the doors to the depth,
the ability to cross any illusion
is to understand the deception and walk in a firm step
where everything is the real host,
without building shapes illogical CNE away
from what we do not want to see fear.
Poetyca
—————————————–
Teaching
Silence
The silence gives rise to the word authentic.
The quiet calm is the omnipresent principle of understanding.
Teacher of Dharma
——————————————-
When the boat shake
it jumps as a result of the waves,
we can only wait until the current stops,
without fear and without moving more to the surface.
In the silence calms the reactivity
and we can reconcile ourselves with our true selves.
Poetyca
——————————————-
22.05.2010 Poetyca
Text taken from:

Maestosa purezza


Riflettendo…

La Riflessione

La vita è energia
e non è mai distrutta
nemmeno in seguito alla dissoluzione
di una singola esistenza.

L’energia non si distrugge,
ma si trasforma.

Nel Buddhismo
la forma è Vacuità.

La vita è, perciò,
anch’essa Vacuità.

Des boo ngoh

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Sperimentare l’attaccamento
a quanto sia destinato a dissolversi
è aprire la porta a delusione e sofferenza.

Quando ti aspetti che le cose restino
sempre identiche stai alimentando illusioni.

Nella trasformazione viaggia anche
la nostra capacità di comprensione
e di apertura verso la vacuità della quale siamo parte:
con compassione possiamo vedere oltre le apparenze
e abbracciare la realtà come essa è
per non vivere nella sofferenza
ma apprendendo la retta visione
che ci aiuti a liberarci dall’autoinganno.

Poetyca

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L’insegnamento

Maestosa purezza

Questa terra di Buddha è sempre pura, ma appare impura
perché io possa condurre alla salvezza gente dalla spiritualità inferiore.

Ciò è simile al cibo dei Deva che assume diversi colori
a seconda dei meriti di ogni consumatore individuale.

Quindi, Sariputra, l’uomo che ha la mente pura
vede questo mondo nella sua maestosa purezza.

Vimalakirti Nirdesa sutra I

—————————————

Cambiare, adattarsi, cogliere in profondità
la retta visione di una realtà che sfugge per alimentare
in purezza e compassione, la realtà profonda
della non separazione è dare all’amorevolezza
e alla purezza la sua giusta collocazione
perchè la mente non abbia spazio per interferire
gettando veleni e confusione in contraddizioni ed attaccamenti
sul cammino di chi è in ricerca profonda
oltre ogni apparenza ed illusione.

Poetyca

—————————————

30.01.2009 Poetyca

Testi tratti da:

Reflecting …

Reflection

Life is energy
and is never destroyed
even after the dissolution
of a single existence.

The energy is not destroyed,
but turns.

in Buddhism
form is emptiness.

Life is, therefore,
also Emptiness.

Des boo ngoh

——————————-

Experimenting with the attachment
to what is intended to dissolve
is to open the door to disappointment and suffering.

When you expect things to remain
feeding illusions are always identical.

The transformation also travels
our ability to understand
and opening to the emptiness of which we are part:
with compassion, we can see beyond appearances
and embrace reality as it is
not to live in suffering
but learning the right view
to help us free ourselves from self.

Poetyca

——————————-

teaching

majestic purity

This land of Buddha is always pure, but it appears impure
because I can lead people to salvation than spirituality.

This is similar to food that takes on different colors of the Devas
depending on the merits of each individual consumer.

So, Sariputra, the man who has a pure mind
sees this world in its majestic purity.

The sutras Vimalakirti Nirdesa

—————————————

Change, adapt, understand in depth
right view of a reality that escapes to feed
in purity and compassion, the profound reality
the separation is not giving all’amorevolezza
and the purity of its rightful place
because the mind has no room for interference
poisons and throwing confusion and contradictions attachments
on the path of those in deep search
beyond appearances and illusion.

Poetyca

—————————————

30.01.2009 Poetyca

Text taken from:

Il Fiore di Bodhidharma

Valori


Sri Sri Ravi Shankar

“I valori che rendono speciale la nostra vita sono la fiducia in sé e negli altri, la cooperazione, la compassione, l’amore, l’entusiasmo, la fede e la saggezza. Solo lo spirito può generare questi valori. Pensiamo di poter trovare felicità e confort in soluzioni materiali ma sappiamo che qualunque meta materiale è insufficiente, incompleta.

La felicità è una qualità della coscienza. Dipende anche dalle condizioni materiali, ma dipende molto di più dalla nostra attitudine e capacità di comprensione… vivendo i valori dello spirito la personalità diventa solida e forte.” – Sri Sri Ravi Shankar

Ancora bambino Sri Sri Ravi Shankar dimostra una particolare predisposizione alla spiritualità, già in tenera età viene spesso trovato in profonda meditazione. A quattro anni stupisce i suoi genitori recitando a memoria dei versi della Bhagavad Gita.

Durante l’adolescenza riceve gli insegnamenti di alcuni rinomati maestri spirituali, diventa uno studioso di letteratura vedica e, a diciassette anni, completa la sua formazione in scienze moderne, acquisendo un advanced degree.

Nel 1982 Sri Sri Ravi Shankar inizia ad insegnare il Sudarshan Kriya®, una tecnica di respirazione estremamente efficace e versatile che attualmente viene insegnata in più di 140 nazioni all’interno del corso Arte di Vivere. Ad oggi milioni di persone hanno sperimentato miglioramenti delle condizioni fisiche ed emotive grazie a questo corso che aiuta a eliminare stress e tensioni, in cui si crea un prezioso senso di appartenenza.

Sri Sri Ravi Shankar è il fondatore della Fondazione Internazionale Arte di Vivere e dell’Associazione Internazionale per i Valori Umani.

L’eccezionale lavoro svolto da Sri Sri Ravi Shankar e dalle sue organizzazioni per portare sollievo alle popolazioni e gli individui afflitti dalla violenza, dal terrorismo e della guerre è valso a Sri Sri Ravi Shankar la Nomination al Premio Nobel per la Pace nel 2005 e nel 2006.

Gli interventi umanitari e di cooperazione allo sviluppo realizzati dalle due organizzazione hanno coinvolto dal 1996 ad oggi più di 20 milioni di persone dando particolare rilievo al coinvolgimento dei giovani delle popolazioni locali.

Sri Sri viaggia ed insegna instancabilmente in tutto il mondo, ricordando a chi lo incontra che le grandi tradizioni spirituali hanno obiettivi e valori comuni. Il suo semplice messaggio di amore, saggezza concreta e compassione continua ad ispirare persone provenienti da ogni retroterra ed esperienza di vita. Egli incoraggia ogni individuo a seguire la propria religione, il suo cammino spirituale, onorando e rispettando il percorso degli altri.

Itinerario


Itinerario

Vorrei spingermi
oltre il confine
dove dune di sabbia
sono itinerario
incerto
Cambiamento
da non temere
sgranando speranze
perché infine
tutto ha senso

21.04.2018 Poetyca

Itinerary

I would like to push myself
beyond the border
where sand dunes
are uncertain
itinerary
Change
not to be afraid
widening hopes
because finally
everything makes sense

21.04.2018 Poetyca