Archivio | 08/04/2018

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notte100

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Verità perdute


Verità perdute

Le parole rotolano
come perle
effetti speciali
all’improvviso
con troppa enfasi
con troppo stupore

La gente crede
come sempre
ai giochi di prestigio
ai vecchi clowns
dagli abiti sgargianti
anche all’ultimo giocoliere

Volute di fumo
si confondono
con il naturale colore
Non si distinguono
dagli occhi assuefatti
all’illusione

Falsi profeti
si assoldano
ad ogni angolo
di strada
per pochi spiccioli
per la smania di apparire

Le parole sostituiscono
false e spudorate
la capacità legittima
di autogratificazione
con nuvole tossiche
di ipocrisia intenzionale

S’intrecciano le storie
i mille artefatti
per rendere docile
la voglia di capire
anche l’ultimo anelito
di una sana ribellione

Schiavi del mondo
schiavi di apparenze
allegri o depressi
vittime o carnefici
Diverse le strade
mai si incontrano

Fate tacere questi tamburi
tam – tam impazziti
dell’opinione
della distorsione
Sia oggi silenzio
per la ricerca di verità perdute

18.01.2015 Poetyca

Lost truth

Words roll
like pearls
special effects
suddenly
with too much emphasis
with too much astonishment

People believe
as always
to the juggling
to old clowns
with flashy clothes
same last juggler

Plumes of smoke
are mingles
with the natural color
Not distinguished
by addicted eyes
of illusion

False prophets
are hired
at each corner
of street
for pennies
cause desire to appear

Words replace
false and shameless
the legitimate ability
of self-gratification
with toxic clouds
by intentional hypocrisy

Interwoven stories
of thousand artifacts
to make docile
the desire to understand
also the last gasp
of a healthy rebellion

Slaves of the world
slaves of appearances
happy or depressed
victims or victimizers
Several roads
never it can meets

Let silence these drums
crazy tam – tam
of opinions
of distortions
May be today silence
to search for lost truths

01/18/2015 Poetyca

La volpe e l’uva – Fedro


favolefedro

La volpe e l’uva

Un giorno una volpe affamata passò accanto a una vigna e vide alcuni bellissimi grappoli d’uva che pendevano da un pergolato.
– Bella quell’uva! – esclamò la volpe e spiccò un balzo per cercare di afferrarla, ma non riuscì a raggiungerla, perchè era troppo alta. Saltò ancora e poi ancora e più saltava più le veniva fame.
Quando si accorse che tutti i suoi sforzi non servivano a nulla disse: – Quell’uva non è ancora matura e acerba non mi piace! – E si allontanò dignitosa, ma con la rabbia nel cuore.

La favola è scritta per coloro che disprezzano a parole ciò che non possono avere.

Fedro

The Fox and the Grapes

One day a hungry fox passed by a vineyard and saw some beautiful bunches of grapes hanging from a pergola.
– That grape Beautiful! – He exclaimed the fox and leaped to try to grab it, but could not reach it, because it was too high. He jumped again and again and most would jump more was hungry.
When he realized that all his efforts were of no use said – that grape is not yet mature and immature I do not like! – And he walked away with dignity, but with anger in my heart.

The story is written for those who despise what words can not have.

Phaedrus

Tutto è


Tutto è

Tutto è ciclo
percorso a volte incerto
e rincorsa a piedi nudi
sul cuore in festa
per accogliere
nell’enfasi vivace
nuove stille di forza

Tutto è qui
nell’attimo in tripudio
che annuncia Primavera
per abbracciare nel silenzio
il trionfo del cuore
tutte le volte che un dubbio
ci ha fatto scivolare

Tutto è presenza
quadro infinito
dove gocce di brina
in un abbraccio di gioia
senza fare rumore
su questi colori
stemperano la vita

24.05,2011 Poetyca

All is

All is cycle
path often uncertain
and run up barefoot
in celebration on the heart
to accommodate
in emphasis lively
new floods of force

All is here
at the instant blaze
that announces Spring
to embrace in the silence
the triumph of the heart
every time that a doubt
did slipped us

All is presence
framework infinite
where drops of dew
in an embrace of joy
without a sound
on these colors
softened the life

24.05,2011 Poetyca

Non finisce a Mezzanotte


 

Non finisce a mezzanotte

Ed è storia amara
storia di vita non troppo distante
tra il brillio di stelle di cartone
E’ storia che rincorre il valore
di persone e sogni
sul piatto della bilancia
Dove tutto pesa
nello scavo di occhi
che non sanno più guardare
con la dolcezza dell’amore
E’ storia da rotocalco
per una manciata di parole
che diano gloria evanescente
ed il citato nome
senza enfasi ma verità assolte
Per un pugno di fango
si perde tutto
anche la vita
schiacciata dal peso
del tradito onore
Favole cercate
favole tradite
per l’egocentrica danza
che non finisce a mezzanotte

22.05.2004 Poetyca

Poesia vincitrice il Primo premio – Città del Sole Athema Millennium

ASSOCIAZIONE CULTURALE ATHENA MILLENNIUM
Reggio Calabria
CONCORSO DI POESIA E NARRATIVA
“LA CITTA’ DEL SOLE” – 2004
Patrocinio
ACCADEMIA INTERNAZIONALE DEI MICENEI
Belle Arti, Lettere, Scienze e Studi Futuribili

Selezione tenutasi il 28/06/2004

Poesia in lingua italiana

* 1° CLASSIFICATO: Targa artistica e diploma di merito, realizzazione di un proprio sito internet e associazione per un anno ad Athena Millennium.

 

It does not end at midnight

And it’s bitter story
history of life is not too far
between the sparkle of stars of cardboard
And ‘history that runs after the value
and dreams of people
on the scales
Where it all weighs
in the excavation of eyes
who no longer know to look
with the sweetness of love
And ‘history of gravure
for a handful of words
that glorify evanescent
and mentioned the name
without exaggeration, but the truth acquitted
For a handful of mud
you lose everything
the life
crushed by the weight
betrayed the honor
fables try
tales betrayed
Dance for the egocentric
that does not end at midnight

22.05.2004 Poetyca

Poetry First Prize Winner – City of the Sun Athem Millennium

CULTURAL ASSOCIATION ATHENA MILLENNIUM
Reggio Calabria
CONTEST OF POETRY AND FICTION
‘THE CITY’ OF THE SUN “- 2004
sponsorship
INTERNATIONAL ACADEMY OF Mycenaeans
Fine Arts, Humanities, Science and future studies

Selection held on 28/06/2004

Poetry in Italian

* 1 st place: artistic plaque and certificate of merit, the realization of its own websiteand association for a year to Athena Millennium.

Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè


Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè

Un giorno, a Edo, un pacifico maestro del tè (che non aveva il rango di samurai, sebbene il protocollo gli imponesse di vestirsi come tale) fece un incontro che aveva sempre temuto da quando aveva lasciato il castello: si imbatte in un ronin(un samurai senza padrone) che lo sfidò a duello: Il maestro del tè spiegò chi era, ma il ronin, nella speranza di estorcere danaro alla sua vittima, continuò a minacciarlo. Pagare per venire lasciato in pace sarebbe stata un’azione disonorevole per il maestro del tè, per il suo signore e per il suo clan. L’unica alternativa era accettare la sfida. Ormai rassegnato alla morte, il maestro del tè aveva l’unico desiderio di morire in un modo degno di un samurai. Perciò chiese all’avversario il permesso di rinviare lo scontro e si precipitò in una scuola di scherma che aveva visto nelle vicinanze, sperando di ricevere almeno le informazioni fondamentali, cioè di imparare a morire onorevolmente di spada. Senza lettere di presentazione di solito era difficile farsi ricevere dal maestro di una scuola, ma in questo caso, i portinai si accorsero del turbamento del maestro del tè, e rimasero colpiti dall’enfasi con cui chiedeva di entrare. Egli venne finalmente condotto dal maestro che, dopo aver ascoltato attentamente la storia, pregò il visitatore di servire un po’ di tè prima di imparare l’arte di morire. Il maestro di scherma, vedendolo compiere la cerimonia del tè con totale concentrazione e serenità mentale, a un certo punto si batté la mano sul ginocchio, in segno di cordiale approvazione ed esclamò: “Ecco! Non c’è bisogno che tu impari l’arte della morte! Lo stato d’animo in cui ora ti trovi è sufficiente per permetterti di affrontare qualunque spadaccino. Quando vedrai il tuo ronin, comportati così: prima pensa che ti accingi a servire il tè ad un ospite. Salutalo cortesemente, scusandoti per il ritardo, e digli che ora sei pronto per lo scontro. Togliti il haori, la sopravveste, piegalo con cura, e poi posa su di esso il ventaglio, come quando stai lavorando. Poi cingiti la testa con il tenugui, la fascia, rimboccati le maniche e legale con una corda, e raccogli la tua hakama. Sguaina la spada, levala sopra la testa, pronto ad abbattere l’avversario e , chiudendo gli occhi, raccogli i tuoi pensieri per il combattimento. Quando lo udrai lanciare un urlo, colpiscilo con la tua spada. Probabilmente l’incontro si concluderà con la morte di entrambi”. Ringraziando profusamente lo schermitore, il maestro del tè ritornò dal ronin, si preparò ed attese. Il ronin vide “una persona completamente diversa” e “chiese perdono al maestro del tè per la sua scortese richiesta, affrettandosi ad andarsene”

Suzuki Daisetz T. “Zen and Japanese Culture” NewYork: Pantheon Book,1960

The Duel of the Master of Tea Ceremony

One day, in Edo, a peaceful tea master (who had the rank of samurai, the protocol to impose a dress like that) had a meeting that he had always feared since she left the castle, he runs into a ronin ( a masterless samurai) who challenged him to a duel: The tea master explained who he was, but the ronin, in the hope of extorting money to his victim, continued to threaten him. Paying for being left alone would have been dishonorable action for the tea master, for his master and his clan. The only alternative was to accept the challenge. Resigned to death, the tea master was the only wish of dying in a manner worthy of a samurai. So the opponent asked for permission to postpone the fight and ran a school of fencing that had seen nearby, hoping to receive at least basic information, that is to learn to die honorably by the sword. No letters of introduction was usually difficult to be received by the master of a school, but in this case, the caretakers noticed the disturbance of the tea master, and were struck with dall’enfasi asking to enter. He was finally taken by the master who, after listening carefully to the story, the visitor asked him to serve a little ‘tea before learning the art of dying. The fencing master, seeing him do the tea ceremony with full concentration and peace of mind, at one point slapped his hand on her knee as a sign of cordial approval and exclaimed: “Behold! There is no need for you to learn the art of death! The mood you are in now is sufficient to allow it to tackle any swordsman. When you see your ronin, behaved like this: first think that you prepare to serve tea to a visitor. Greet kindly, apologizing for the delay, and tell him that you are now ready for battle. Take off the haori, the surcoat, fold it carefully, and then lay the fan on it, like when you’re working. Then gird up my head with tenugui, the band, roll up your sleeves and legal with a rope, and pick up your hakama. Draws his sword, Leval overhead, ready to shoot down the opponent, and closing his eyes, collect your thoughts for combat. When you hear a scream run, hit him with your sword. Probably the meeting will end with the death of both. ” Thanking him profusely fencer, returned from the tea master ronin, he prepared himself and waited. The ronin saw “a completely different person” and “begged forgiveness from the tea master for his rude request, hurrying to leave,”

T. Suzuki Daisetz “Zen and Japanese Culture”, New York: Pantheon Books, 1960

La vita


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La vita

La vita:
Viaggio etereo
senza itinerari
dove il tempo
scandisce
enfasi e gioia
alla ricerca
di nuovi sogni
da realizzare

20.11.2015 Poetyca

The life

The life:
air travel
no routes
where time
punctuates
emphasis and joy
to search
new dreams
to realize

20/11/2015 Poetyca