Archivio | 01/06/2018

Feeling


Feeling
Quando per la prima volta

hai sentito il battito del tuo cuore
era il mio che sentivi.

Quando le tue ali si libravano in volo
erano le mie ali.

Quando seguivi il ritmo del respiro
ero io che respiravo.

Quando una vibrazione dentro ti guidava
ero io che vibravo.

Corde di violino tese verso l’infinito,
stesso ritmo, stessa armonia, stesso suono.

Mistero che tesse fili d’argento
lega cuori e pensieri.

Cercare e afferrare l’impercettibile,
non più solitari cuori erranti,
non più sguardi bassi e smarrimenti.

Gli occhi, i nostri occhi guardano il cielo,
il cuore, il nostro cuore lo stesso battito,
stesso anche il pensiero.

Difficile spiegare
ma siamo UNO.

15.10.2001 Poetyca

Feeling

When first time

Did you hear the beating of your heart
that was my hearing.

When your wings soar
were my wings.

When you follow the rhythm of breath
I was breathing it.

When you drove into a vibration
I was vibrating.

Violin strings stretched to infinity,
same rhythm, same harmony, same sound.

Mystery that weaves threads of silver
binds hearts and thoughts.

Search and grab the imperceptible,
lonely hearts no more wandering,
no longer looks and low loss.

Eyes, our eyes watching the sky,
hearts, our hearts beat the same,
also the same thought.

Difficult to explain
but we are ONE.

15.10.2001 Poetyca

Ascolto profondo


Ascolto profondo
Nell’ascolto profondo
è armonia di gesti
senza cercare parole
superare l’attimo
catturando
immagini nuove
Stemperarle
chiudendo gli occhi
in un soffio
con l’essenza
sempre viva
di un nuovo colore

06.08.2016 Poetyca

Deep listering

Deep listening
is harmony of gestures
without looking for words
overcoming the moment
capturing
new images
To dissolve it
closing your eyes
in a flash
with the essence
always alive
of a new color

06/08/2016 Poetyca

Specchio – Mirror


🌸Specchio🌸

Quando tu
guardi
la tua immagine
allo specchio
potresti
fare a pugni
con te stesso
in un caos
di parole
Oppure
sciogliere
i pensieri
come neve
al sole
tuffandoti
nel silenzio
del tuo sentire

23.05.2018 Poetyca
🌸🍃🌸
🌸Mirror

When you
look
your image
at the mirror
could
have a fight
with yourself
in a chaos
of words
Or
to melt
thoughts
like snow
in the sun
plunging
in the silence
of your feeling

May 23, 2018 Poetyca

Dukkha ( la sofferenza ) e le quattro nobili verità


buddhaway

Le quattro nobili verità

dukkha, la sofferenza

 

Per aiutare le persone a capire come la concezione ordinaria della vita non sia corretta, il Buddha parlò dell’insoddisfazione inappagante (dukkha) che accompagna la vita degli uomini.
La verità circa dukkha (cioè della sofferenza o insoddisfazione a tutti i livelli), la sua origine, la sua fine e il sentiero che porta alla sua cessazione, è una definizione sintetica del suo insegnamento. Con l’espressione “le quattro nobili verità”, si allude appunto al nucleo fondamentale del messaggio del Buddha, una sorta di modello da applicare nell’esperienza personale.
 

La prima nobile verità: c’è dukkha

La vita come normalmente la conosciamo, comprende necessariamente una certa dose d’esperienze spiacevoli, di cui malattia, dolore fisico e disagio psicologico sono gli esempi più ovvi. Ansia, tensione fisica e mentale, demotivazione e/o un sentimento d’inadeguatezza esistenziale è un comune fattore di sofferenza.
A questo si aggiunge la limitatezza e la precarietà delle esperienze piacevoli, ad esempio, si può sperimentare dukkha nei rapporti con gli amici, con i parenti (anche quelli molto stretti), e anche con le cose meno importanti, gli oggetti che ci circondano, e che utilizziamo nella vita di tutti i giorni per renderla più agiata.
Ci potremmo pure accorgere, che col procedere non è possibile alleviare questi sentimenti spiacevoli attraverso le nostre strategie abituali, come ad esempio la ricerca di gratificazione, di maggiore successo (professionale ad esempio), o di una nuova relazione.
Questo perché la fonte di dukkha è un bisogno di natura interiore, è una sorta di nostalgia, un desiderio profondo di comprensione, di pace e d’armonia. La natura interiore o spirituale di questo bisogno rende inefficaci i tentativi d’appagamento, aggiungendo così alla nostra vita oggetti piacevoli che ci consolino.
Fino a che sussiste la motivazione della ricerca dell’appagamento, in ciò che è transitorio e vulnerabile, saremo sempre soggetti alla sofferenza generata dalla delusione e dalla perdita.

 

“Essere uniti a ciò che non piace è dukkha,
essere separati da ciò che piace è dukkha,
non ottenere ciò che si desidera è dukkha.
Le attività abituali e automatiche del corpo e della mente sono dukkha”.

 

La seconda nobile verità : L’origine di dukkha

L’intuizione del Buddha fu capire che questa motivazione distorta era l’origine dell’insoddisfazione esistenziale. E perché? Perché continuando a cercare la felicità in ciò che è transitorio, perdiamo quello che la vita potrebbe offrirci se fossimo più attenti e ricettivi spiritualmente. Senza attingere per ignoranza, al nostro potenziale spirituale, ci lasciamo guidare dalle sensazioni e dagli stati d’animo. Quando però la consapevolezza ci rivela che si tratta di un’abitudine, non della nostra vera natura, ci rendiamo conto che il cambiamento è possibile.

La Terza nobile verità : dukkha può avere fine

Una volta compresa la seconda verità, la terza ne deriva naturalmente. Se lasciamo “andare” le nostre abitudini egocentriche conscie e inconscie la seconda verità sarà stata assimilata. Quando smettiamo di reagire aggressivamente o di metterci sulla difensiva, quando rispondiamo alla vita, liberi da pregiudizi o idee fisse, la mente ritrova la sua naturale armonia interna. Le abitudini e le opinioni per cui la vita appare ostile o inadeguata vengono intercettate e disattivate.

La Quarta nobile verità : c’è una via per mettere fine a dukkha

Si tratta di principi generali in base a quali si può vivere la vita attimo per attimo in una prospettiva spirituale. Non è possibile “lasciar andare” se non attraverso la coltivazione della nostra natura spirituale. In virtù di una pratica appropriata passo dopo passo si delinea in modo spontaneo una certa inclinazione per il Nibbana (Nirvana).
Non serve altro che riconoscere saggiamente che c’è una via, e che esiste il modo per percorrerla e realizzarla, ovviamente con un nostro notevole impegno. Tradizionalmente la via viene descritta come il “nobile ottuplice sentiero”, simbolo della ruota (comune nell’iconografia buddista), in cui ciascun fattore sostiene ed è sostenuto dagl altri.
La pratica buddhista consiste nel studiare e coltivare questi fattori che sono così suddivisi:

 

1 – retta concentrazione
2 – retta intenzione
3 – retta parola
4 – retta azione
5 – retti mezzi di sussistenza
6 – retto sforzo
7 – retta attenzione
8 – retta concentrazione

sono definiti “retti” in quanto implicano uno stile di vita che è in accordo con la virtù, la saggezza e la meditazione. Dunque è una via che è retta, in relazione tanto agli altri che a sé stessi.

 

“chi ha comprensione e saggezza
non concepisce di arrecare danno a sé stesso o a un altro
o di arrecare danno a entrambi.
Piuttosto, egli è intento al proprio bene, al bene dell’altro,
al bene di entrambi, al bene del mondo intero”.

http://www.wudangquanyuanpd.altervista.org/pagina-570135.html

The Four Noble Truths

dukkha, suffering

To help people understand how the ordinary conception of life is incorrect, the Buddha spoke of dissatisfaction unfulfilled (dukkha) that accompanies the life of men.
The truth about dukkha (ie, suffering or dissatisfaction at all levels), its origin, its purpose and the path leading to its cessation, is a concise definition of his teaching. The term “four noble truths“, he alludes precisely to the core of the message of the Buddha, a kind of model to be applied in personal experience.

The first noble truth: there is dukkha

Life as we know it normally, necessarily involves a certain amount of unpleasant experiences, including illness, physical pain and psychological distress are the most obvious examples. Anxiety, physical and mental tension, lack of motivation and / or a feeling of inadequacy is a common factor of existential suffering.
Added to this is the limited and precarious state of pleasurable experiences, for example, you can experience dukkha in relationships with friends, with relatives (even those very close), and also with less important things, the objects that surround us, and that we use in everyday life to make it more comfortable.
We might as well realize it, that you can not proceed with the ease these unpleasant feelings through our usual coping strategies, such as the search for gratification, the most successful (professional, for example), or a new report.
This is because the source of dukkha is a need in the inner nature, is a kind of longing, a deep desire for understanding, peace and harmony. The inner or spiritual nature of this need makes it ineffective attempts at appeasement, thus adding to our life pleasant objects that we may console.
As long as there is the motivation of the research of satisfaction, in what is transitory and vulnerable, we will always be subject to the suffering generated by disappointment and loss.

Be united in what we do not like is dukkha,
be separated from what is pleasing is dukkha,
not getting what you want is dukkha.
Usual activities and automatic body and mind are dukkha. “

The second noble truth: The origin of dukkha

The Buddha’s insight was to realize that this was the source of motivation distorted existential dissatisfaction. And why not? Why continuing to seek happiness in what is transitory, we lose what life could offer us if we were more attentive and receptive spirit. Without drawing out of ignorance, to our spiritual potential, we are guided by the feelings and the moods. However, when the consciousness reveals to us that it is a habit, not of our true nature, we realize that change is possible.
The Third Noble Truth: Dukkha can have end

Once you understand the truth second, third derives naturally. If we let “go” our conscious and unconscious habits egocentric second truth has been assimilated. When we cease to react aggressively or put on the defensive when we respond to life, free from prejudices and fixed ideas, the mind regains its natural inner harmony. Habits and opinions to which life appears hostile or inadequate are intercepted and disabled.
The Fourth Noble Truth: there is a way to put an end to dukkha

These general principles according to which you can live life moment by moment in a spiritual perspective. You can not let go” except through the cultivation of our spiritual nature. By virtue of an appropriate practical step by step emerges spontaneously at a certain angle to Nibbana (Nirvana).
All you need is wisely recognize that there is a way, and that there is a way to follow it and achieve it, obviously with our significant effort. Traditionally, the route is described as the Noble Eightfold Path”, a symbol of the wheel (common Buddhist iconography), in which each factor supports and is supported dagl others.
Buddhist practice is to study and cultivate these factors are as follows:

1 – Right Concentration
2 – right intention
3 right speech
4 – Right Action
5 right livelihood
6 – Right Effort
7 – right attention
8 – Right Concentration

are defined as “righteous” because they involve a lifestyle that is in accordance with virtue, wisdom and meditation. So it is a path that is straight, both in relation to others than to themselves.

Those who have understanding and wisdom
does not conceive of harm to himself or another
or harm to both.
Rather, he is intent upon their own good, for the good of the other,
to the good of both the good of the whole world. “

La nostra vera natura


La nostra vera natura

La vera gioia si raggiunge quando viviamo in armonia con quanto siamo realmente. Senza condizionamenti. Lo stress,i blocchi emotivi e il timore di non essere all’altezza sono un sintomo di come abbiamo perso contatto con noi stessi e siamo incapaci di manifestare la nostra vera natura.
08.09.2016 Poetyca 
Our true nature
True happiness is achieved when we live in harmony with what we really are. Without conditions. Stress, emotional blocks and fear of not being up are a symptom of how we have lost touch with ourselves and we are unable to express our true nature.
08/09/2016 Poetyca

Il nostro mondo – Buddha


🌸Il nostro mondo🌸

Siamo quello
che pensiamo.
Tutto ciò che siamo
nasce con i nostri pensieri.
Noi creiamo il nostro mondo.

Buddha
🌸🍃🌸
🌸Our world

We are that
that we think.
All we are
born with our thoughts.
We create our world.

Buddha

Orme svelate – Unveiled footsteps


🌸Orme svelate🌸

Ho camminato
a fatica
nel buio opprimente
senza conoscere
il mio itinerario
Ho stretto
le mie speranze
senza arrendermi
come una calda coperta
quando avevo freddo
Sono ancora tante
le domande
senza voce
o vera risposta
che incontro
Non conosco
la mia meta
ma seguendo la luce
vedrò il senso
di orme svelate

23.05.2018 Poetyca
🌸🍃🌸
🌸Unveiled footsteps

I walked
with difficulty
in the oppressive darkness
without knowing
my itinerary
I tightened
my hopes
without giving up
like a warm blanket
when I was cold
They are still many
the questions
without a voice
or true answer
what a meeting
I do not know
my way
but following the light
I will see the meaning
of unveiled footsteps

May 23, 2018 Poetyca