Archivio | luglio 2018

Il Purna Yoga e gli altri yoga – Sri Aurobindo


Il Purna Yoga e gli altri yoga – Sri Aurobindo

Il Veda e il Vedanta rappresentano solo un aspetto dell’Unica Verità; il tantra, con l’importanza che dà alla Shakti, un altro; in questo yoga sono raccolti tutti gli aspetti della Verità, non nelle forme sistematiche ad essi attribuiti in passato, ma nella loro essenza, e portati al significato più completo e più alto. Il Vedanta tratta soprattutto i principi e i caratteri essenziali della conoscenza divina e di conseguenza molta della sua conoscenza ed esperienza spirituale è stata ripresa in blocco sulla nostra rivista Arya. Il tantra si occupa invece più delle forme, dei processi e dei poteri organizzati; ora, tutto ciò non poteva essere preso così com’era, perché lo Yoga Integrale ha bisogno di sviluppare le sue forme proprie e i suoi processi; ma l’ascesa della coscienza attraverso i centri e altri elementi della conoscenza tantrica sono presenti dietro il processo di trasformazione cui attribuiamo così tanta importanza – anche la verità che niente si può fare se non tramite la Forza della Madre.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83

Se spirituale e supermentale fossero la stessa cosa, come dite che i miei lettori immaginano, allora tutti i saggi, i devoti, gli yogi e i sadhaka di tutte le epoche sarebbero stati degli esseri supermentali e tutto quanto ho scritto sulla supermente non sarebbe altro che sciocchezze superflue, inutili ed oziose. Chiunque avesse avuto esperienze spirituali sarebbe dunque un essere supermentale; l’Ashram sarebbe pieno di essere supermentali ed anche ogni altro Ashram in India. Le esperienze spirituali possono stabilirsi nella coscienza interiore e cambiarla, trasformarla se volete; si può realizzare il Divino ovunque, il Sé in tutto e tutto nel Sé, realizzare la Shakti universale che compie ogni cosa; ci si può sentire fusi nel Sé cosmico o pieni di bhakti estatica o di Ananda. Ma nelle parti esteriori della Natura si può continuare, e di solito si continua, a pensare con l’intelletto o tutt’al più con la mente intuitiva, a volere con una volontà mentale, a sentire gioia e dolore alla superficie del vitale, a subire le afflizioni fisiche e a soffrire a causa della lotta della vita nel corpo contro la morte e la malattia. L’unico cambiamento sarà allora che il sé interiore osserverà tutto ciò senza esserne agitato o sconvolto, con un’equanimità perfetta, considerandolo parte inevitabile della Natura – inevitabile almeno finché non ci si ritiri nel Sé uscendo dalla Natura. Questa però non è la trasformazione che abbiamo in vista: il cambiamento supermentale deve portare tutto un altro potere di conoscenza, un altro genere di volontà, un’altra natura luminosa di emozione e di percezione estetica, infine un’altra organizzazione della coscienza fisica.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 33

L’idea della supermente, della Coscienza di Verità, è presente nel Rig Veda secondo l’interpretazione data da Sri Aurobindo [parla in terza persona], e in uno o due passi delle Upanishad, ma qui si trova solo in germe nella concezione dell’essere di conoscenza, vijñānamaya puruşa, che supera l’essere mentale, vitale e fisico; nel Rig Veda l’idea è presente solo in quanto principio, non è sviluppata, e persino il suo principio è scomparso dalla tradizione hindu.
Sono queste cose, fra le altre, che costituiscono la novità del messaggio di Sri Aurobindo raffrontato alla tradizione: l’idea che il mondo non è né una creazione di Maya, né soltanto un gioco, līlā, del Divino, né un ciclo di nascite nell’Ignoranza dal quale dobbiamo fuggire, ma un campo di manifestazione in cui c’è un’evoluzione progressiva dell’anima e dalla natura nella Materia e, dalla Materia, attraverso la Vita e la Mente, a ciò che è al di là della Mente fino a raggiungere la completa rivelazione di Satcitananda nella vita. È questa la base dello yoga, che dà un nuovo senso alla vita.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 79-80

Non mi risulta che nessuno, ad eccezione di pochissimi grandi yogi, abbia realmente trasformato la sua natura esteriore. In tutti gli Ashram ho visto persone che erano proprio come le altre se non per certi specifici controlli morali posti su certi tipi di azione esteriore (cibo, sesso, ecc), ma la natura generale restava la natura umana. È persino una teoria dei vecchi yoga che il prārabdha karma, e quindi necessariamente gli elementi permanenti del carattere esteriore, non cambiano; si ottiene soltanto la realizzazione interiore, e ci si libera da questo carattere esteriore così che esso cada al momento della morte come un vestito sporco e lasci lo spirito libero di entrare nel Nirvana. Il nostro scopo è una trasformazione spirituale e non semplicemente un controllo etico, ma questa può venire solo e innanzitutto con un rifiuto spirituale dall’interno, seguito da una discesa supermentale dall’alto.

Ho detto che questo yoga è ‘nuovo’ perché mira all’integralità del Divino in questo mondo e non solo al di là di esso, e ad una realizzazione supermentale. Ma ciò non giustifica un disprezzo saccente per la realizzazione spirituale, che è lo scopo di questo yoga quanto di ogni altro yoga.
La realizzazione del Sé e dell’essere cosmico (senza cui la realizzazione del Sé è incompleta) sono tappe essenziali nel nostro yoga; rappresentano la meta degli altri yoga, ma sono, per così dire, l’inizio del nostro, il punto cioè dove cominciano le sue realizzazioni caratteristiche.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 105-6-7

The Purna Yoga and other Yoga – Sri Aurobindo

The Vedas and the Vedanta are only part of the One Truth, Tantra, with its emphasis on Shakti, another, this yoga is collected in all aspects of the Truth, not in systematic forms attributed to them in the past, but in their essence, and taken to the most comprehensive and highest meaning. The Vedanta is especially the principles and essential characteristics of divine knowledge and thus much of his knowledge and spiritual experience was taken up en masse in our journal Arya. Tantra deals instead of multiple forms, processes and powers organized and now, this could not be taken as it was, because the Integral Yoga needs to develop its own forms and processes, but the rise of consciousness through the centers and other elements of tantric knowledge are behind the process of transformation which we attach so much importance – even the truth that nothing can be done except through the force of the Mother.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83

If spiritual and supramental being the same thing as saying that my readers imagine, then all the sages, devotees, yogis and sadhaka of all ages would be supramental beings and everything that I wrote on supermind would be nothing but nonsense unnecessary, useless and idle. Anyone who had had spiritual experiences would therefore be a supramental, the Ashram would be full of supramental and also any other Ashram in India. Spiritual experiences can settle in the inner consciousness and change it, transform it if you want, anywhere you can realize the Divine, the Self in all and all in self, achieve universal Shakti who does all things, you may feel full or merged in the Cosmic Self of ecstatic bhakti or Ananda. But in the outer parts of nature you can go, and usually continues to think with the intellect, or at most with the intuitive mind, a mental will to want to feel joy and pain to the surface of life, to suffer the physical afflictions and to suffer because of the struggle of life in the body against death and disease. The only change will be then that the inner self will observe everything without being agitated or upset, with perfect equanimity, considering it an inevitable part of nature – inevitable at least until we retire in coming out from the Self Nature. But this is not the transformation that we have in view: the supramental change must bring a whole new power of knowledge, another kind of will, another luminous nature of emotion and aesthetic perception, finally, another organization of the physical consciousness.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 33

The idea of ​​supermind, the Consciousness of Truth, is present in the Rig Veda as interpreted by Sri Aurobindo [speaks in third person], and one or two passages of the Upanishads, but here is only a germ in the design of ‘be aware, vijnanamaya Purusha, which exceeds the mental, vital and physical, in the Rig Veda the idea is presented only as a principle, is not developed, and even its principle has disappeared from the Hindu tradition.
These things, among others, that constitute the novelty of the message of Sri Aurobindo as compared to the tradition: the idea that the world is neither a creation of Maya, or just a game, Lila, the Divine, or a cycle of births Ignorance from which we must escape, but a field event in which there is a progressive evolution of the soul and the nature of Matter and from Matter, through the Life and Mind, that which is beyond the mind up to reach the complete detection of Sachchidananda in life. This is the basis of yoga, which gives new meaning to life.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 79-80

To my knowledge, nobody, except the very few great yogis, has really transformed his outer nature. In all the Ashram I saw people who were just like other controls except for certain specific moral positions on certain types of external action (food, sex, etc.), but the general nature of human nature remained. It is even a theory that the old prarabdha karma yoga, and therefore necessarily the permanent elements of the exterior character, do not change and you get only the inner realization, and we are freed from this external character so that it falls at the time of death as a dirty clothes and let the spirit free to enter into Nirvana. Our goal is spiritual transformation, not just an ethical control, but this can only come with a first rejection and the spiritual from the inside, followed by a supramental descent from above.

I said that this yoga is ‘new’ because it aims to the entirety of the Divine in this world and not just beyond it, and a supramental realization. But this does not justify a contempt for pedantic spiritual realization, which is the purpose of this yoga as any other yoga.
Self-realization and the cosmic (without which the realization of the Self is incomplete) are milestones in our yoga are the other half of yoga, but are, so to speak, the beginning of our, that is the point where begin his accomplishments characteristics.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 105-6-7

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Cosa resta del giorno


POETYCA

COSA RESTA DEL GIORNO

Poetyca è lo pseudonimo di Dany. Dany e basta. Un Poeta donna con la vigoria maschile, nata a Roma, ma risiede a Reggio Calabria dal tempo della grande rivolta giovanile, sfociata poi negli anni di piombo. Scrive poesie dall’età di dodici anni. E’ portata al dialogo e all’ascolto degli altri, ma più ascolta se stessa, socraticamente, per sapere se conosce; ama la natura e «sentire» le proprie emozioni e la vita, come la lettura e la riflessione; scrivere e condividere con gli altri il suo animo. E’ convinta che in ognuno di noi vi sia una Luce interiore che l’individuo deve cercare per essere in pace con gli altri e con se stesso.

Trasfonde entusiasmo in tutte le cose che intraprende e crede in quello che ama.Ha completato cinque raccolte di poesie e in questo periodo sta lavorando alla sesta; ma come tutti i giovani non riesce a trovare un editore e perciò ha imparato a far conoscere i suoi scritti, pregevoli cui ci fa dono tramite Internet. E’ proprio tramite il web che dona i suoi stati d’animo, perché qui ha una vasta rete di contatti che le consentono di ascoltare la vita degli altri, spesso fonte d’ispirazione. Afferma che: «La società umana è fondata su quel principio ed è comune a tutti. Da un tale stato d’animo nasce il particolare affetto che si chiama sentimento e che è forte in tutti e quasi direi anche in coloro che oggi affermano di non sentirlo. Inoltre l’uomo ama il bello e su questa sua innata passione è fondata la manifestazione artistica e, si può dire, tutto il progresso. In ogni uomo esiste il desiderio di sapere, il senso della giustizia, l’ammirazione per il sacrificio, per la bontà, per il perdono, per la tolleranza, insomma per quelle manifestazioni della spiritualità umana perciò veramente si può affermare che l’uomo è superiore a tutti gli altri esseri della terra».

«Cosa resta del giorno

ansie che rincorrono

ed ancora sarà sera

cercheremo un senso

a questi passi incisi

nell’anima ormai stanca»

L’umanità, nel corso dei secoli, ha attraversato momenti di splendore e momenti di crisi. Spesso il maggior nemico da superare, in questa lotta, non è la natura del suolo o l’avversità delle condizioni climatiche, ma l’ignoranza che «non fugge mai il silenzio». Anche se l’affermazione sembra strana il numero degli analfabeti è ancora molto elevato in vastissimi paesi, comunemente denominati «in via di sviluppo». A questi popoli dovrebbe giungere il monito della nostra autrice: « cercheremo un senso/a questi passi incisi/nell’anima ormai stanca». Ecco le efficacissime armi per la lotta contro l’ignoranza, la separazione di classe, la fame, la rivalutazione della dignità del lavoro; in modo che aggrappandosi all’immagine delle impronte «dei passi incisi» si potrà camminare incontro all’umanità, sperduta e impaurita, sorvolando le vaste zone dei paesi africani ed asiatici, dove gran parte della popolazione maschile ritiene che il lavoro abbassi la dignità dell’uomo e «aspetta che il vento gli accarezzi le piume» intanto si lascia alle donne il compito di lavorare.

Poetica è, un personaggio letterario. La sua arte ha ispirato e ispira un numero incredibile di poesie. Già popolare da qualche anno nel mondo internetiano, Ella, oggi, diventa un vero e proprio mito. Gli ingredienti di questo mito sono essenzialmente due: il contrasto tra poeta e potere, e il legame tra genio e desiderio di conoscenza.

«Cosa resta nel silenzio

di pensieri fuggiti

insieme a lacrime

asciugate piano

mentre una ferita sanguina»

I romantici vedrebbero nel rapporto tra Poetica e gli amici virtuali, il paradigma del conflitto tra il poeta e il tiranno. Per questo, nel mondo del web, Poetyca diventa il simbolo delle costrizioni odiose che il potere impone all’animo libero e generoso dell’artista. D’altra parte, l’insistenza di postare poesie a getto continuo, attraverso i mailing-list, fa considerare l’espressione di una sensibilità fuori del comune, di un’immaginazione visionaria che condanna il tiranno alla solitudine e all’incomprensione dei suoi contemporanei.

Sotto questo aspetto, Poetica, diventa un mito che non perde il suo valore, e vede la sua umanità e sensibilità poetica continua ad essere esemplare, poiché manifesta, attraverso la lente d’ingrandimento di una personalità singolare, i sintomi di una grave crisi storica: quella che determina la scomparsa della serenità, che tra il Sessantotto e l’inizio del terzo millennio ha perduto il suo ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura italiana, per far spazio, o meglio fagocitata da sperimentazioni azzardate, come se tutti coloro che scrivono su internet fossero grandi ricercatori come un Carducci, un Pascoli o un D’Annunzio.

Non conosco il percorso biografico di Poetyca ma penso sia stato un percorso che la porta ad esaminare in continuazione il suo Io e non solo quello creativo. Sappiamo solo che è nata in uno dei centri più insigni della cultura contemporanea, alla Roma della Resistenza, alla città che Remil vedeva violentata in continuazione perché nella sua fantasia le notizie dei Tiggi e dei quotidiani gliel’hanno mostrata stretta nella morsa della violenza, mentre quando attraverso Internet gli è giunto anche il mondo spirituale della sua città amatissima e che gliel’aveva fatta odiare, si ritrova ed ecco che nascono le sue opere migliori. Così Poetyca che della sua città sente soltanto l’eco delle notizie che le pervengono di seconda e a volte di terza mano scopre internet e ritrova il suo mondo spirituale, il suo dominio culturale e morale.

«Vecchi ricordi

strappati come carta

di un consunto giornale

rubato dal vento»

Il consunto giornale/ rubato dal vento insieme alla privazione relativa, cioè come incapacità di mantenere il tenore di vita medio della società cui si appartiene.

Avverte nei vecchi ricordi, che i bisogni fondamentali riguardano le cure mediche, l’alimentazione, l’abitazione e il vestiario. Per lo più, l’analisi che intende la povertà come privazione assoluta si limita a stabilire il livello di reddito annuale al di sotto del quale un individuo o una famiglia mancano dei mezzi necessari alla sopravvivenza.

Per esempio, in questi versi si avverte anche la mancanza della fornitura domestica dell’energia elettrica, che da qualche tempo si considera come non assolutamente necessaria per la maggioranza della popolazione mondiale che non ne dispone, mentre è ritenuta una necessità nelle società industrializzate, che ricorrono allo sfruttamento del Sole. Il reddito che segnala la povertà è, cioè, determinato relativamente agli altri redditi e non alla capacità assoluta di acquisto. Tale approccio implica che il problema della povertà sia da leggersi insieme con quello della stratificazione sociale. Per Poetica questo stato di cose sono:

«Cicatrici bagnate di sale

e poi quella luce

improvviso faro

nella nebbia»

E quell’«improvviso faro» c’introduce nel campo più meschino e raccapricciante per certa umanità: il razzismo che indica, in senso lato, un atteggiamento di intolleranza sociale che porta un individuo o un gruppo a non accettare l’esistenza di individui e gruppi con modi di pensare e di agire differenti dai propri. Se questa forma di intolleranza è stata spesso presente nella storia dell’umanità, è invece relativamente recente e specifica della cultura occidentale una concezione biologica del razzismo, basata sul pregiudizio pseudoscientifico che esistono razze superiori e razze inferiori. Al razzismo in genere si accompagna la xenofobia. Questa è un’esasperazione dell’etnocentrismo, cioè della propensione a ritenere che gli usi e i costumi della propria comunità siano superiori a quelli di qualsiasi altra e si concreti in un atteggiamento di forte avversione verso i membri delle altre comunità.

Da qui la definizione di razzismo adottata da Albert Memmi: «Il razzismo è la valorizzazione, generalizzata e definitiva, di differenze, reali o immaginarie, a vantaggio dell’accusatore e ai danni della vittima, al fine di giustificare un’aggressione o un privilegio».

«Indicato cammino
per l’intima ricerca
lembi di cielo
oltre l’orizzonte»

La considerazione poetica e direi filosofica del pensiero di Poetica dopo va oltre per denunce ancora più inumane. Ella dopo aver considerato ci indica la via per raggiungere quella fratellanza universale che tutti gli uomini di buona volontà si auspicano, per vedere «lembi di cielo/ oltre l’orizzonte».

«E nuovo arcobaleno

colorerà oggi

tutte le speranze

per tempo in ascolto

dei naufraghi

che a volte ritornano»

Probabilmente ciò dipende dal fatto che, nelle società ad alto livello tecnologico, la produzione della ricchezza è dovuta in gran parte alla crescita costante e rapidissima delle conoscenze. Per vari motivi, tra i quali la mancanza di una formazione permanente, da tale crescita di conoscenze rimane escluso l’anziano, il cui patrimonio di esperienza accumulata è considerato sorpassato. Poetyca ci suggerisce che per vedere finalmente un nuovo arcobaleno occorre tenere presenti altri fenomeni quali la disoccupazione e sottoccupazione giovanile, che tendono a far avvertire gli anziani come superflui rispetto alle necessità produttive. A completare il quadro concorrono altresì i mutamenti sociali che hanno coinvolto la famiglia, non più allargata ma mononucleare, estromettendo l’anziano dal ruolo di capofamiglia e anche, spesso, dalla coabitazione con figli e nipoti. Il processo di urbanizzazione isola questi anziani in quartieri spesso privi di strutture di socializzazione, oppure li marginalizza in case di riposo. Così, la discriminazione degli anziani prende la forma di una stratificazione sociale per età, che come la stratificazione etnica è trasversale rispetto agli altri tipi di stratificazione sociale.

Riflettiamo sul messaggio di Poetyca e ritorniamo anche noi magari facendo circolo e cantando come da bambini: «Giro girotondo, com’è bello il mondo…» affinché il tempo in ascolto ritorni e con lui la serenità per tutti.

Reno Bromuro

A VOLTE RITORNANO
di Poetyca
Cosa resta del giorno
ansie che rincorrono
ed ancora sarà sera
cercheremo un senso
a questi passi incisi
nell’anima ormai stanca

Cosa resta nel silenzio
di pensieri fuggiti
insieme a lacrime
asciugate piano
mentre una ferita sanguina

Vecchi ricordi
strappati come carta
di un consunto giornale
rubato dal vento

Cicatrici bagnate di sale
e poi quella luce
improvviso faro
nella nebbia

Indicato cammino
per l’intima ricerca
lembi di cielo
oltre l’orizzonte

E nuovo arcobaleno
colorerà oggi
tutte le speranze
per tempo in ascolto
dei naufraghi
che a volte ritornano

Poetyca 09.06.2004

Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria
http://www.poesiavita.com/

POETYCA

WHAT REMAINS OF THE DAY

Poetyca is the pseudonym of Dany. Dany’s all. A woman with a vigorous male poet, born in Rome, but residing in Reggio Calabria from the time of the great youth uprising which resulted in years of lead. He writes poetry since the age of twelve years. And ‘capacity to dialogue and listening to others, but more listens to herself, Socratic, to know if he knows, loves nature and “feel” their emotions and life, such as reading and reflection, write and share with the rest his soul. And ‘in each of us believes that there is an inner light that the individual should try to be at peace with others and with himself.

Instils enthusiasm in everything he undertakes and believes in what ama.Ha completed five collections of poetry and is working at this time of the sixth, but like all young people can not find a publisher and so he learned to know his writings, which gives us valuable over the Internet. And ‘right through the web that gives his state of mind, because here has an extensive network of contacts that you can listen to the lives of others, often a source of inspiration. States that: “Human society is founded on that principle and it is common to all. From such a state of mind was born the particular affection which is called feeling and that is strong in almost all would say even those who today say they do not feel it. Moreover, the man loves the beautiful and this passion is his innate artistic and founded the event, you can tell, all progress. In every man there is a desire to know, the sense of justice, his admiration for the sacrifice, for goodness, forgiveness, tolerance, short for those manifestations of human spirituality, therefore, one can truly say that man is superior to all other beings on earth. “

“What Remains of the Day

anxieties that chase

evening and still be

seek a sense

these steps engraved

weary soul “

Humanity, in the course of centuries has passed through moments of brilliance and moments of crisis. Often the greatest enemy to be overcome in this struggle, not the nature of the soil or climatic conditions of adversity, but ignorance that “never flees the silence.” Although the statement seems odd number of illiterate people is still very high in the vast country, commonly referred to as “developing.” These people should get the warning of our author, “will look for a way / to these steps engraved / in ‘weary soul.” These are very effective weapons in the fight against ignorance, the separation of class, the hunger, the appreciation of the dignity of labor, so that by clinging to the image of the fingerprint “of steps carved” you can walk to meet humanity, lost and scared, flying over the vast areas of countries in Africa and Asia, where most of the male population believes that the work lowers the dignity of man and “wait for the wind caress the feathers” while you leave the task of working women.

Poetry is a literary character. His art has inspired and inspire an incredible number of poems. Already popular in recent years in the Internet world, she now becomes a real myth. The ingredients of this myth are essentially two: the contrast between poet and power, and the link between genius and desire for knowledge.

“What is left in silence

thoughts fled

with tears

dried up

while a bleeding wound “

The romantic relationship between the claimed and the Poetics virtual friends, the paradigm of the conflict between the poet and the tyrant. For this reason, in the web world, Poetyca becomes the symbol of that power imposes constraints hateful soul free and generous artist. On the other hand, the insistence to post poems in a continual stream, through the mailing list, is considered an expression of unusual sensitivity, the visionary imagination of the tyrant who condemned to solitude and incomprehension of his contemporaries.

In this respect, Poetics, becomes a myth that does not lose its value, and sees her humanity and poetic sensibility continues to be exemplary, as manifested through the magnifying glass of a unique personality, symptoms of a serious historical crisis : one that determines the loss of serenity, that between sixty-eight and the beginning of the third millennium has lost its role in the development of Italian culture, to make room, or rather, swallowed up by risky experiments, as if all of those who write Internet researchers were great as Carducci, a pasture or a D’Annunzio.

I do not know the path biographical Poetyca but I think it was a journey that leads her to examine her and I continue not only the creative one. We only know that she was born in one of the most eminent of contemporary culture, the strength of Rome, the city that saw Remilia raped all the time because in his imagination the news of the Tiggo and shown it to him daily in the grip of violence, while When the Internet came the even the spiritual world of his beloved city, and that made gliel’aveva hate, and finds that arise here is his best work. So Poetyca that his city feels only the echo of the information it receives a second and sometimes third hand, discovered the internet and found his spiritual world, its cultural and moral domain.

“Old memories

torn like paper

a worn newspaper

stolen by the wind “

The worn newspaper / stolen by the wind along with the relative deprivation, ie an inability to maintain the average standard of living of society you belong.

Warns the old memories that relate to the basic needs medical care, food, shelter and clothing. For the most part, the analysis that intends to poverty as absolute deprivation is limited to establishing the level of annual income below which an individual or a family lacks the resources necessary for survival.

For example, in these verses there is also a lack of electricity supply to households, which for some time be deemed not absolutely necessary for the majority of the world population does not, and is considered a necessity in industrialized societies, which resort to the exploitation of the Sun indicates that income poverty is, that is, determined with regard to other income and not the absolute ability to purchase. This approach implies that the problem of poverty is to be read together with that of social stratification. Poetics for this state of affairs are:

“Scars of wet rooms

and then that light

Suddenly lighthouse

in the fog “

And that ‘”sudden lighthouse” in the most petty and introduces us to some gruesome humanity: the racism that indicates, in the broadest sense, an attitude of social intolerance that leads an individual or a group not to accept the existence of individuals and groups with ways of thinking and acting different from their own. If this form of intolerance is often present in human history is relatively recent and specific to Western culture a biological conception of racism, based on prejudice that there are pseudo-superior races and inferior races. Racism in general is accompanied by xenophobia. This is an exasperation of ethnocentrism, that is, the propensity to believe that the habits and customs of their community are higher than those of any other and practical attitude in a strong aversion toward members of other communities.

Hence the definition of racism adopted by Albert Memmi: “Racism is the enhancement, general and definitive differences, real or imaginary, to the benefit of the prosecutor and against the victim in order to justify aggression or privilege “.

“Suitable walk
Search for the intimate
patches of sky
beyond the horizon “

The consideration of the poetic and philosophical thought I would go further to complaints after Poetics even more inhumane. After considering she shows us the way to achieve the universal brotherhood of all men of good will wish to see “edges of the sky / beyond the horizon.”

“And the new rainbow

Today will color

all hope

time to listen

Shipwrecked

that sometimes come back “

Probably this is because, in high-tech companies, the production of wealth is largely due to the rapid and steady growth of knowledge. For various reasons, including lack of training, this growth of knowledge is excluded the elderly, whose wealth of experience accumulated is considered outdated. Poetyca suggests that to finally see a new rainbow should be aware of other phenomena such as unemployment and underemployment of youth, which tend to warn the elderly as superfluous compared to the production needs. To complete the picture also contribute to the social changes that have affected the family, but not enlarged mononuclear, ousting the elderly from the role of breadwinner and also, often, by cohabitation with children and grandchildren. The process of urbanization in these older neighborhoods often island-free structures of socialization or marginalizes them in nursing homes. Thus, discrimination of the elderly takes the form of social stratification by age, which cuts across ethnic stratification as compared to other types of social stratification.

Reflect on the message and return Poetyca we maybe doing a circle and singing as a child, “circle tour, how beautiful the world …” so that the time to listen and come back with him the serenity to all.

Reno Bromide

Sometimes They Come Back
of Poetyca
What Remains of the Day
anxieties that chase
evening and still be
seek a sense
these steps engraved
weary soul

What remains in the silence
thoughts fled
with tears
dried up
while a bleeding wound

Old memories
torn like paper
a worn newspaper
stolen by the wind

Scars wet salt
and then that light
Suddenly lighthouse
in the fog

Indicated path
Search for the intimate
patches of sky
beyond the horizon

And the new rainbow
Today will color
all hope
time to listen
Shipwrecked
sometimes return

Poetyca 09.06.2004

The center of gravity Monthly art criticism and literary
http://www.poesiavita.com/

Solo conosco la tua mente


Riflettendo…

La Riflessione

Solo, conosci la tua mente
e comprenderai innumerevoli insegnamenti
ed infiniti sottili significati, senza nemmeno investigare.

Per questo, l’Onorato dal mondo, disse:

“Osservando tutti gli esseri senzienti,
vedo che sono tutti pienamente dotati della sapienza
e della virtù dei Buddha.”

Disse, inoltre:

“Tutti gli esseri viventi,
ed ogni sorta di fenomeno illusorio,
sono tutti nati nella mente sottile e pienamente desta
di coloro che realizzano la realtà così com’è.

Maestro Chinul

—————–

Distinguere la mente desta
da ogni forma di illusione
è aprire un varco verso il cammino
che liberi dai fenomeni,
è capacità di non farsi trascinare
dalle correnti dell’attaccamento,
della paura e dello stato di sogno,
perchè chi è desto sa che in ogni essere
è la natura del buddha.
Nella realtà compresa ed accolta, così com’è
è la traccia del Risveglio.
In noi la capacità di trovare rettitudine.

Poetyca

——————-

L’insegnamento

La rinuncia

La rinuncia ha in sé sia tristezza che gioia:
tristezza perché comprendiamo la futilità delle nostre vecchie abitudini
e gioia perché una più vasta visione inizia ad aprirsi,
quando siamo in grado di lasciarle andare.

Non si tratta di una gioia ordinaria.
È una gioia che dà luce ad una forza nuova e profonda,
una sicurezza, un’ispirazione stabile che proviene dall’aver realizzato che:

non siamo condannati a subire le nostre abitudini,
possiamo effettivamente riemergere sopra di esse,
che possiamo cambiare e diventare molto più liberi.

Sogyal Rinpoche

———

Non siamo esseri passivi,
in ciascuno è presente la capacità del cambiamento,
dell’impegno per modificare quel che nuoce al percorso personale.
Destata l’attenzione, la capacità di raccogliere
alla radice l’attaccamento e l’abitudine,
siamo anche capaci di illuminare la via migliore
per modificare il nostra realtà che finalmente vediamo
senza che nulla si interponga, distorcendola.
Da qui nasce realizzazione, equidistanza e comprensione
per se stessi e per gli altri, consapevoli che essi
attraversano le nostre stesse difficoltà e spesso
tutto è illusione da smascherare senza giudizio.

Poetyca

——–

03.06.2007 Poetyca

testi tratti da http://www.bodhidharma.it

Nel deserto


Nel deserto

Profeta è colui che vede
nella traccia degli eventi
i segni tangibili dalla strada
che senza ritorno conduce
solo all’ineluttabile rovina

Urla nel deserto
da nessuno ascoltate
che tracciano pensieri
di quel che accade
oggi traendolo da ieri
e domani come presagio
senz’articolato suono

15.06.2006 Poetyca

 

In the desert

Prophet is one who sees
in the track events
tangible signs from the road
that no return leads
only inevitable ruin

Screams in the Desert
hear from anyone
that trace thoughts
of what happens
today’s drawing from yesterday
and tomorrow as omen
no articulate sound

15.06.2006 Poetyca

La nostra speranza


La nostra Speranza

E’ lì che attende
i nostri occhi
ed il cuore aperto
come nuovo fiore che sboccia
in Luce d’aurora

Mai perduta
sebbene si sia temuto
era solo impigliata
in lacrime amare
durante la salita

E’ sempre stata compagna
come soffio leggero
nascosta nel buio
dove ingigantivano ombre
in questa stanza

Piccola presenza
poi resa grande
dal nostro aprire
gli occhi del cuore
di fronte ad ogni tempesta

Illuminata forza
dolcemente sovrasta
scaccia con gesto gentile
anche l’ultimo dubbio:
E’ lei, la nostra Speranza

29.03.2012 Poetyca

Our Hope

It is there waiting
our eyes
and an open heart
as a new flower blooming
in the light of dawn

Never lost
although it is feared
was only caught
in bitter tears
during the ascent

It ‘s always been the companion
as a soft breath
hidden in the dark
where magnified shadows
in this room

Small presence
then made it great
from our open
eyes of the heart
the face of any storm

Illuminated power
gently above
casts with a kind gesture
the last question:
It is she, our Hope

29.03.2012 Poetyca

In fondo al tunnel – At the end of the tunnel


🌸In fondo al tunnel🌸

Ogni giorno
sospiro
e rincorro
sogni nuovi
mentre
in fondo
al tunnel
cerco luce
Mi confondo
e cado
tra strade irte
d’illusione
poi in silenzio
apro le ali
e ricamo vita
verso l’orizzonte

23.07.2018 Poetyca
🌸🍃🌸
🌸At the end of the tunnel

Everyday
sigh
and I chase
new dreams
while
At bottom
to the tunnel
I’m looking for light
I get confused
and I fall
between steep streets
of illusion
then in silence
I open the wings
and embroidery life
towards the horizon

23.07.2018 Poetyca