L’ultima lettera contro la guerra


L’ultima lettera contro la guerra

Brano tratto da “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani.


Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza, l’ingordigia, l’orgoglio, la vanità. Lentamente bisogna liberarcene. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quello che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi.
Riprendiamo certe tradizioni di correttezza, reimpossessiamoci della lingua, in cui la parola “dio” è oggi diventata una sorta di oscenità, e torniamo a dire “fare l’amore” e non “fare sesso”. Alla lunga anche questo fa una grossa differenza.
E’ il momento di uscire allo scoperto, è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con le armi.
Soprattutto dobbiamo fermarci, prenderci tempo per riflettere, per stare in silenzio. Spesso ci sentiamo angosciati dalla vita che facciamo, come l’uomo che scappa impaurito dalla sua ombra e dal rimbombo dei suoi passi. Più corre, più vede la sua ombra stargli dietro; più corre, più il rumore dei suoi passi si fa forte e lo turba, finchè non si ferma e si siede all’ombra di un albero.
Facciamo lo stesso.
Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamola. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti assieme. Questa è una buona occasione.
Il cammino è lungo e spesso ancora tutto da inventare. Ma preferiamo quello dell’abbruttimento che ci sta dinanzi? O quello, più breve, della nostra estinzione?
Allora: Buon Viaggio! Sia fuori che dentro.

The last letter against the war

Excerpt from “Letters Against the War” by Tiziano Terzani.


Even more than that out on the causes of war within us. Are passions such as desire, fear, insecurity, greed, pride, vanity. Gradually we have to get rid of it. We must change our attitude. We begin to make decisions that affect us and affecting others on the basis of morality more and less interest. We do more of what is right instead of what suits us. We educate children to be honest, smart.
We continue certain traditions of fairness, reclaiming our language, in which the word “god” has now become a kind of obscenity, and go back to say “make love” and not “sex.” In the long run, this makes a big difference.
It ‘s time to come out, it’s time to commit to the values ​​you believe. A civilization is strengthened by its moral more than by arms.
Above all we have to stop, take time to reflect, to be silent. We often feel tormented by the life we ​​lead, as the man who flees in terror from his own shadow and the sound of his footsteps. More runs, more see his shadow keep up, more runs, the more the sound of his footsteps are heavy because he is frightened, until he stops and sits in the shade of a tree.
We do the same.
Seen from the perspective of the future, these are still the days when you can do something. Let’s. Sometimes on our own, sometimes all together. This is a good opportunity.
The road is long and often still to be invented. But we prefer to dell’abbruttimento that lies before us? Or that, soon, our extinction?
So, enjoy your trip! Both inside and outside.

2 thoughts on “L’ultima lettera contro la guerra

  1. Ho letto i libri di Terzani e devo dire che era una persona molto intelligente e lungimirante, la nostra società ha bisogno di persone come lui e dei suoi insegnamenti. Era una persona umile che aveva compreso pienamente il senso di questa vita senza farsi condizionare dai messaggi errati che sempre più spesso ci arrivano da ogni direzione.

    Un saluto

    Piace a 1 persona

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