Archivio | 13/09/2018

Dona il tuo cuore


Dona il tuo cuore

Un giorno un’insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli dicarta, lasciando un po’ di spazio sotto ogni nome.

Poi disse loro di pensare la cosa più bella c

he potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla. Ci volle tutto il resto dell’ora per finire il lavoro, ma all’uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.

Quel sabato l’insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.

Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l’intera classe stava sorridendo.

“Davvero?” sentì sussurrare. “Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!” e “Non pensavo di piacere tanto agli altri” erano le frasi più pronunciate.

Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l’avessero discussa dopo le lezioni o con igenitori, ma non aveva importanza: l’esercizio era servito al suo scopo.

Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.

Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale.

Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo…

La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l’insegnante fu l’ultima a salutare la salma. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò

“Lei era l’insegnante di matematica diMark?”. Lei annuì, dopodiché lui le disse “Mark parlava di lei spessissimo” Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco.

I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante.

“Vogliamo mostrarle una cosa”, disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. “Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo”

Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L’insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui.

“Grazie mille per averlo fatto”, disse la madre di Mark. “Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro”

Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse “Io ho ancora la mia lista. E’ nel primo cassetto della mia scrivania a casa”.

La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell’album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario.

Poi Vicki, un’altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po’ consumata, mostrandola al gruppo.”La porto sempre con me, penso che tutti l’abbiamo conservata”

In quel momento l’insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l’avrebbero più rivisto.

Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l’altro. E non sappiamo quando accadrà.

Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti. Diteglielo prima che sia troppo tardi. E un modo di farlo è: continuare ad inoltrare questo messaggio.

Se non lo invii, avrai perso un’altra bellissima occasione per fare qualcosa di gentile e carino verso gli altri.

Se lo hai ricevuto, è perché per qualcuno sei importante e c’è almeno una persona di cui ti importa.

Se sei “troppo occupato” per prenderti questi pochi minuti sufficienti ad inoltrare il messaggio, è perché è la PRIMA volta che non fai quelle piccole cose che farebbero la differenza in una relazione.

A più persone invii questo messaggio, migliore sarà la tua relazione con gli altri.

Ricorda, “chi semina raccoglie”. Quello che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua.

Possa il tuo giorno essere fantastico e speciale quanto te!

Tratto dal sito di Fabio Marchesi

♥ ♥ ♥

Donate your heart

One day a teacher asked her students to list the names of the other students in the room on two sheets dicarta, leaving a bit ‘of space between each name.

Then he told them to think the best thing they could say about each of their classmates and write it.

It took the rest of the hour to finish the job, but the output of each student handed in the papers.

That Saturday, the teacher wrote down the name of each on a separate sheet and added a list of everything that the others had said about him / her.

On Monday she gave each student his or her list. Shortly after, the entire class was smiling.

“Really?” He heard whispering. “I knew that I meant anything to anyone!” And “I did not like much to others” were most pronounced.

No one ever mentioned those papers in class and the teacher did not know if the guys they discussed them after class or with igenitori, but it did not matter: The exercise had accomplished its purpose.

The students were happy with themselves and became more and more united.

Many years later, one of the students was killed in Vietnam and his teacher attended the funeral.

He had never seen a military coffin before that looked so handsome, so mature …

The church was packed with his friends. One by one those who loved him took a walk by the coffin, and the teacher was the last one to bless the coffin. While he was there, one of the soldiers asked

“She was a teacher of mathematics Dimark?”. She nodded, then he said: “Mark talked about you a lot” After the funeral, most of Mark’s former classmates went together to a luncheon.

Mark’s parents were there, obviously waiting to speak with his teacher.

“We want to show you something,” his father said, taking a wallet from his pocket. “They found it in his jacket when he was killed. We think you might recognize it “

Opening the billfold, he carefully removed two pieces of paper that had obviously been taped, folded and refolded many times. The teacher knew without looking that the papers were the ones on which she had listed all the compliments of Mark’s classmates had said about him.

“Thanks so much for doing that,” said Mark’s mother. “As you can see, Mark treasured it”

All of Mark’s former classmates started to gather. Charlie smiled rather sheepishly and said, “I still have my list. And ‘in the top drawer of my desk at home. “

Chuck’s wife said her husband had asked her to put her wedding album, and Marilyn said that his was kept in his diary.

Then Vicki, another classmate, reached into his agenda and pulled out his list some ‘consumed, showing it to the group. “I carry this with me, I think we all kept”

That’s when the teacher finally sat down and wept. She cried for Mark and for all his friends who would never see him again.

There are so many people in the world that we often forget that life will end one day or another. And we do not know when it will happen.

So, tell the people you love and you care about them, they are special and important. Tell them, before it’s too late. And one way to do it: go to forward this message.

If you do not send it, you missed another great opportunity to do something kind and nice to others.

If you have received, it is because you are important to someone and there is at least one person that you care.

If you’re “too busy” to take these few minutes sufficient to forward the message, because it is the FIRST time you do not do those little things that make the difference in a relationship.

A more people you send this message, the better your relationship with others.

Remember, “reap what you sow.” What you put into the lives of others will come back to fill your.

May your day be wonderful and special as you!

Taken from the site of Fabio Marchesi

Cambiamento


tavolozza

Oltre
Oltre il tempo
ed oltre lo spazio
il distinguere del tempo
e l’estinguere di ragioni
per essere …semplicemente

16.10.2005 Poetyca

 

Riflettere per costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli? In realtà non si rende migliore neppure per noi stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori possa fare leva per una miglore qualità della vita; questo non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire meno la fiducia, che pongono dei condizonamenti e non permettono di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità del tempo che spendiamo
per ” ricaricarci”. Una vita che sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata, il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere; con la convinzione che le
cose ” astratte” contino poco, allontanando quello che possa distrarre o non coltivando dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri, non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni; come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri, facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.
Quando avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri.. Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori, un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali, con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere e offrire con compassione il nostro sentire.

Un buon cammino
Poetyca

sea


Opposti in ricerca di unità

Nella società e nella visione legata alla struttura delle cose tutto è separato e posto in antagonismo : Luce/Ombra – Giorno/Notte- Buono/Cattivo .Eppure sono aspetti mutabili della stessa cosa a noi comprendere ed integrare. E’ vero che si tende a produrre il disagio della separazione , seppure il mondo sia duale con gli opposti , questo non significa che il campo della ricerca che coinvolga la ” Luce” o quello che appare nascosto e protetto prevalentemente negli stati alterati di coscienza debba essere colto fuori dagli aspetti prettamente “quotidiani” Le cose sono più semplici di quello che appaia e seppure sembra che la capacità di studio, di disciplina o di ricerca di mezzi per trovare la parte legata alla spiritualità o il modo di alterare la coscienza richieda un particolare sforzo e sopratutto l’allontanamento dalla vita comune , è pur vero che si richiede padronanza e consapevolezza proprio nella vita ” ordinaria ” . Si perde altrimenti di vista una cosa importante , non si deve infatti sfuggire il disagio , le paure o le ombre – lo stress del vivere – è invece proprio quello l’ambito che la vita stessa ci presenta per apprendere le nostre lezioni .
Ogni esperienza è opportunità per porre le sue lezioni , a noi il modo di reagire .Ci si offre un piano sottile per comprendere che solo in noi è la capacità di donare amore o rabbia , luce o ombra a noi stessi e agli altri . Importante la legge di causa ed effetto o Karma e se si lasciasse qualcosa di incompiuto per ricercare ” paradisi artificiali” nella vana illusione di progredire , lasciando da parte il tunnel delle ombre , in realtà non andremmo molto lontano .Si deve vedere in faccia la realtà per avere poi la capacità di trasformarla e integrarla come accade con i due emisferi cerebrali ( Ragione e Sentimento ) sono le due parti del nostro piccolo universo e con la Com-passione possiamo amare , perdonare e comprendere noi stessi e gli altri .Utile la disciplina del buddismo – tra le altre – che fa ” osservare e accogliere” sentimenti come la rabbia e ci consente di migliorare la nostra vita .Sopratutto è aprendoci e confrontandoci che possiamo smettere di creare barriere inutili.
© Poetyca

Opposites in search of unity

In society and the vision related to the structure of things everything is separated and placed in antagonism: Light / Shadow – Day/Night – Good / Bad. Yet variable aspects are the same things to us to understand and integrate. It is true that we tend to produce the inconvenience of the separation, although the world is opposed to duality. This does not mean that research involving the “Light” or what is hidden and protected mainly in altered states of consciousness should be strictly picked out “daily” from the aspects. Things are more simple than it appears and although it seems that the ability to study, discipline or research resources to find the part related to spirituality or how to alter the consciousness, requires special effort and especially the separation from common life, the fact remains that it requires knowledge and awareness in their “ordinary” lives. Otherwise you lose sight of something important. It must not escape the discomfort, the fears and shadows – the stress of living – is just to what extent that life itself presents us to learn our lessons.
Every experience is the opportunity to put its lessons to us how to react. It offers a subtle plan to understand that only in us is the ability to give love or anger, or light shade to ourselves and to others. It is important to the law of cause and effect or karma, and if you leave something unfinished to search for “artificial paradises” in the illusion of progress to no purpose, leaving the tunnel of darkness, do not actually go very far. We must see the reality then to have the ability to transform and integrate it as with the two cerebral hemispheres (Reason and Feelings) which are the two parts of our little universe, and the Com-passion to love, forgive and understand ourselves and others. Utile discipline Buddhism – among others – which is “to observe and accept” feelings such as anger that allows us to improve our lives. Especially when opening and comparing them we can stop creating unnecessary barriers.

© Poetyca


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Coraggio e amore


Coraggio e amore

Dammi il supremo coraggio dell’Amore :

Questa è la mia preghiera,

Il coraggio di parlare,

Di agire, di soffrire,

Di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,

E aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.

Dammi la suprema certezza nell’Amore, e dell’Amore,

Questa è la mia preghiera,

La certezza che appartiene

Alla vita nella morte,

Alla vittoria nella sconfitta,

Alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,

A quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa,

Ma disdegna di ripagarla

Con l’offesa.

Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

Kahlil Gibran

Il coraggio di vivere coscientemente

Che cos’è il coraggio?

Il coraggio non è l’assenza di paura, ma piuttosto sapere che qualcos’altro è più importante della paura.

– Ambrose Redmoon

Il coraggio è resistenza alla paura, la padronanza della paura – non assenza di paura.

– Mark Twain

Il coraggio è essere spaventati a morte, ma procedere lo stesso.

– John Wayne

Elevare la propria coscienza

La vita si restringe o si espande in proporzione al proprio coraggio.

– Anais Nin

Il coraggio è il prezzo che la vita esige per la concessione di pace.

– Amelia Earhart

Spostarsi dalla paura alla azione, anche se si prevede di fallire

Quando passi risoluto dal giovane fino al bullo grande, il mondo, lo prendi

con coraggio per la barba, egli è spesso sorpreso di trovarci fuori in mano, e che era solo legata allo spaventare gli avventurieri timido.

– Ralph Waldo Emerson

La maggior parte dei nostri ostacoli si scioglierebbe subito se, invece di rannicchiarci davanti a loro, dobbiamo fare camminare la nostra mente con coraggio attraverso di loro.

– Orison Marden Swett

Coraggio e perseveranza hanno un talismano magico, prima che le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono nell’aria.

– John Quincy Adams

La paura non è il tuo nemico. E ‘una bussola che indica le aree di cui si ha bisogno per crescere. Così quando incontri una nuova paura dentro di te, celebrala come occasione di crescita, proprio come si celebra il raggiungimento di un nuovo traguardo per migliorare la forza personale

Intravedere tua grandezza

Ogni individuo ha talento. Ciò che è raro è il coraggio di seguire il talento nel luogo oscuro dove ci porta.

– Erica Jong

Il più alto è il coraggio di osare per sembrare ciò che si è.

– John Lancaster Spalding

Qualunque cosa tu faccia, ci vuole coraggio. Qualunque percorso si decide, c’è sempre qualcuno a dirvi che vi sbagliate. Ci sono sempre delle difficoltà derivanti che invitano a credere le critiche giuste. Per tracciare un percorso di azione e di seguirle sino in fondo richiede un po ‘dello stesso coraggio di cui un soldato ha bisogno. La pace ha le sue vittorie, ma ci vogliono uomini e donne coraggiosi per vincere loro.

– Ralph Waldo Emerson

Quindi, che cosa fate con il vostro coraggio di nuova concezione? Dove lo conduce? La risposta è che vi permetterà di condurre una ben più appagante vita piena di significato. Si comincerà a vivere come un essere umano audace invece di un topo timido. Potrete scoprire e sviluppare il vostro più grande talento. Potrete cominciare a vivere molto più consapevolmente e deliberatamente di quanto abbiate mai fatto prima. Invece di reagire agli eventi, è in modo proattivo fabbricando i tuoi eventi.

Il coraggio è qualcosa che si può solo veramente sperimentare. E ‘una vittoria privata, e no pubblica. Iniziando con il coraggio di ascoltare il vostro più intimo desiderio non è un’attività di gruppo e non il risultato di un consenso con gli altri. Kahlil Gibran scrive in Il Profeta, “La visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo”. Lo scopo della tua esistenza è solo vostra, da scoprire. Nessuno sulla terra ha vissuto attraverso le esperienze esattamente le stesse che hai, e nessuno pensa che i pensieri facciano esattamente lo stesso.

Da un lato, questa è una realizzazione solitaria. Sia che si viva da soli o si goda della più profonda intimità con un partner amoroso, in fondo devi ancora affrontare la realtà che la tua vita è tua solo per viverla. Si può scegliere di cedere temporaneamente il controllo della tua vita agli altri, sia che si tratti di una società, un coniuge, o semplicemente per le pressioni della vita quotidiana, ma non si può mai dare via la propria responsabilità personale per i risultati. Sia che si assuma il controllo diretto e consapevole sulla propria vita o semplicemente si reagisca agli eventi mentre accadono a te, e tu da solo devi sopportarne le conseguenze.

Se ci si impegnano a seguire il percorso del coraggio, alla fine si sarà costretto a confrontarsi con quella che è forse la paura più grande di tutti – che è molto più potente e capaci di quanto inizialmente ci si renda conto, che il tuo ultimo potenziale è di gran lunga superiore a qualsiasi cosa mai vissuta in passato, e che con questa potenza si ha una responsabilità tremenda. Potresti non essere in grado di risolvere tutti i mali di questo pianeta, ma se mai volessi impegnarti personalmente al 100% per la realizzazione del tuo vero potenziale, si possono influenzare notevolmente la vita di molte persone, e l’ impatto avrà ondulazioni attraverso il futuro per le generazioni a venire.

Abbracciare l’avventura del dare

Prima di intraprendere qualsiasi percorso porsi la domanda: Questa strada ha un cuore? Se la risposta è no, lo saprete e quindi è necessario scegliere un altro percorso. Il guaio è che nessuno si pone la domanda. E quando un uomo si rende conto finalmente di aver preso un sentiero senza un cuore il percorso è pronto a ucciderlo.

– Carlos Castaneda

Tanto più profondo è il dolore che incide il vostro essere, tanta più gioia potrete contenere. Non è il calice che contiene il vostro vino la coppa stessa che era stata bruciata nel forno del vasaio? E non è il liuto che rasserena il vostro spirito, lo stesso legno scavato dal coltello?

– Kahlil Gibran

Razze inazione dubbi e paure. Azione razze fiducia e coraggio. Se si vuole vincere la paura, non ti sedere a casa e pensare. Vai fuori e datti da fare.

– Dale Carnegie

Come si sviluppa un senso del vostro vero scopo nella vita, si può cominciare a sentirsi a disagio uno scollamento tra la vostra situazione di vita attuale e quella che immaginate Questi due mondi possono sembrare così diversi da voi che non si può concepire mentalmente di come costruire un ponte tra di loro. Come si può bilanciare la realtà pratica di prendersi cura dei vostri obblighi di terza dimensione come guadagnare denaro per pagare le bollette e le tasse far piacere al vostro capo, mantenere la tua famiglia e relazioni sociali con persone che non possono riferirsi anche a quello che si riscontra come nuova visione di se stessi nel disperato desiderio di muoversi verso.una miriade di nuove paure che possono sorgere correlate a questo cambiamento apparentemente impossibile. Come si gestisce? Che ne sarà dei vostri rapporti? Stai deludendo te stesso?

Tratto e tradotto da : http://ezinearticles.com/?The-Courage-to-Live-Consciously&id=98627

Courage and love

Give me the supreme courage of Love:

This is my prayer;

Courage to speak, to act, to suffer.

Strengthen me with perilous tasks,

Honor me with pain,

And help me to stand each time I fall!

Give me the supreme certainty with love,

And of love – this is my prayer,

Certainty which belongs to life in death,

To victory in defeat,

To such dignity in pain,

Which can accept an offence,

But refuses to give an offence in return.

Kahlil Gibran

The Courage to Live consciously

What Is Courage?

Courage Is Not The Absence Of Fear, But Rather The Judgement That something else is more important Than fear.

– Ambrose Redmoon

Courage is resistance to fear, mastery of fear – not fear of Absence.

– Mark Twain

Courage Is Being Scared to Death, But saddling up anyway.

– John Wayne

Raise Your Consciousness

Life Shrinks or expands in Proportion to one’s courage.

– Anais Nin

That Courage is the price Life exacts for granting peace.

– Amelia Earhart

Move From Fear to Action, Even if You Expect to Fail

When a resolute young fellow steps up to the great bully, the world, and boldly by the beard Takes HIM, Often he is surprised to find it comes off in His hand, and That It Was Only tied on to scare away the timid adventurers.

– Ralph Waldo Emerson

Most of Our Would Obstacles melt away if, INSTEAD OF cowering before Them, We Should Our make up minds to walk boldly through Them.

– Orison Swett Marden

Courage and perseverance Have a magical talisman, before Which Difficulties Disappear and Obstacles Vanish into air.

– John Quincy Adams

Fear is not your enemy. It is a compass pointing you to the Areas Where You need to grow. So When you encounter a new fear Within yourself, celebrate it as an opportunity for growth, just as you celebrated Would Reaching a new personal best with strength training.

Catch a Glimpse of Your Own Greatness

Everyone has talent. What is rare is the courage to follow the talent to the dark place Where It Leads.

– Erica Jong

The Highest is to give courage to appear to be what one is.

– John Lancaster Spalding

Whatever you do, you need courage. Whatever course you decide upon, there is always someone to tell you That you are wrong. There are always Difficulties Arising That tempt you to believe your critics are right. To map out a course of action and follow it to an end Requires Some Of The Same That courage a soldier needs. Peace has ITS victories, But It Takes brave men and women to Win Them.

– Ralph Waldo Emerson

So what do you do with your newly Developed courage? Where will it lead you? The answer Is that it will permit you to lead to a more fulfilling and Meaningful Life. You will truly begin living as a human being daring INSTEAD of a timid mouse. You will uncover and Develop your greatest talents. You will begin to living more consciously and Deliberately Than You Ever Have Before. Instead of Reacting to events, you will proactively manufacture your own events.

Courage is something you can only truly experience alone. It is a private victory, not a public one. Summoning the courage to listen to your innermost Desires is not a group activity and does not result from building a consensus with others. Kahlil Gibran writes in The Prophet, “The vision of one man lends not ITS wings to Another Man.” The purpose of your Existence is yours alone to discover. No one on earth has lived through the exact examination Experiences you have, and no one Thinks the Same exact thoughts you do.

On the one hand, this is a lonely realization. Whether you live alone or enjoy the Deepest intimacy with a loving partner, deep down you still must face the reality That your life is yours alone to live. You can choose to Temporarily yield control of your life to others, Whether it be to a company, a spouse, or Simply to the Pressures of daily living, But You can never give away your personal responsibility for the results. Whether you take direct and conscious control over your life or Merely As They react to events happen to you, you and you alone must bear the consequences.

If you commit to Following the path of courage, Ultimately you will be forced to confront what is Perhaps the greatest fear of all – That You Are Far More Powerful Than You Initially Realized and capable, That is your ultimate potential to Greater Than anything you ‘ you experienced in your past, and That with this power comes tremendous responsibility. You May Not Be Able to solve all the Woes of this planet, But if you ever do commit yourself 100% to the fulfillment of your true potential, you can Significantly Impact the lives of many people, and That impact will ripple through the future for Generations to Come.

Embrace the Daring Adventure

Before you embark on Any path ask the question, does this path Have a heart? If the answer is no, you will know it and then you must Choose another path. The trouble is nobody That Asks the question. And When a man finally realizes That he has taken a path without a heart the path is ready to kill HIM.

– Carlos Castaneda

The Deeper sorrow That Carves Into Your Being, the more joy you can contain. Is not the cup That Holds your wine the very cup That Was burned in the potter’s oven? And is not the lute That soothes your spirit, the very wood That Was hollowed with knives?

– Kahlil Gibran

Inaction breeds doubt and fear. Action breeds confidence and courage. If You Want to conquer fear, do not sit home and think about it. Go out and get busy.

– Dale Carnegie

As You Develop a sense of your true purpose in life, May you begin to feel an uneasy disconnect Between your current life situation and the one you envision moving Towards. These two worlds May Seem So Different to you That you can not mentally conceive of how to build a bridge Between Them. How can you balance the Practical reality of taking care of your third-dimensional Obligations like earning money to pay your bills and taxes, pleasing your boss, raising your family, and Maintaining social relationships with people who can not even Relate to what you ‘ King vs experiencing. the new vision of yourself you desperately Want to Move Towards. A whole host of new Fears May crop up related to this seemingly impossible shift. How will you support yourself? What Will Become of your relationships? Are you just deluding yourself?

Taken to: http://ezinearticles.com/?The-Courage-to-Live-Consciously&id=98627

Trovare un diamante su una strada fangosa


Trovare un diamante su una strada fangosa

Gudo era l’insegnante dell’imperatore del suo tempo. Però viaggiava sempre da solo come un mendicante girovago. Una volta, mentre era in cammino verso Edo, il centro culturale e politico del shogunato, si trovò nei pressi di un piccolo villaggio chiamato Takenaka. Era sera e pioveva a dirotto. Gudo era bagnato fradicio. I suoi sandali di paglia erano a pezzi. In una casa colonica vicino al villaggio vide quattro o cinque paia di sandali su un davanzale e decise di comprarne un paio.

La donna che gli vendette i sandali, vedendolo così bagnato, lo invitò a passare la notte lì in casa. Gudo accettò con molti ringraziamenti. Entrò e recitò un sutra davanti al reliquiario della famiglia. Poi la donna lo presentò a sua madre e ai suoi figli. Notando che avevano tutti un’aria afflitta, Gudo domandò se fosse accaduta qualche disgrazia.

«Mio marito gioca d’azzardo ed è un beone» gli spiegò la padrona di casa. «Quando gli capita di vincere si ubriaca e diventa manesco. Quando perde si fa prestare i soldi dagli altri. A volte, quando è ubriaco fradicio, non rincasa nemmeno. Che posso fare?».

«Lo aiuterò io» disse Gudo. «Ecco un po’ di denaro. Procurami un gallone di vino buono e qualcosa di stuzzicante da mangiare. Poi andatevene a dormire. Io resterò in meditazione davanti al reliquiario».

Quando, intorno alla mezzanotte, il marito della donna rincasò completamente ubriaco, si mise a berciare: «Ehi, moglie, io sono a casa. Non c’è niente da mangiare?».

«Qualcosa ce l’ho io» disse Gudo. «Sono stato sorpreso dalla pioggia, e tua moglie mi ha gentilmente invitato a passare qui la notte. Per ringraziarla ho comprato del pesce e un po’ di vino, sicché puoi gustarne anche tu». L’uomo fu tutto contento. Bevve subito il vino e si sdraiò sul pavimento. Gudo rimase in meditazione accanto a lui.

Quando il marito si svegliò la mattina dopo, non ricordava più nulla della sera prima. «Chi sei? Di dove vieni?» domandò a Gudo che stava ancora meditando.

«Sono Gudo di Kyoto e sto andando a Edo» rispose il maestro di Zen.

L’uomo provò un’immensa vergogna. Non la finiva più di scusarsi con l’insegnante del suo imperatore.

Gudo sorrise. «In questa vita tutto è instabile» spiegò. «La vita è brevissima. Se tu continui a giocare e a bere, non ti resterà il tempo di fare altro, e farai soffrire anche la tua famiglia».

Fu come se la coscienza del marito si ridestasse da un sogno. «Come potrò mai compensarti di questo meraviglioso ammaestramento? Lascia che ti accompagni e che porti la tua roba per un pezzo di strada».

«Come vuoi» acconsentì Gudo.

I due si misero in cammino. Dopo tre miglia Gudo disse all’uomo di tornare indietro. «Altre cinque miglia soltanto» lo pregò quello. Continuarono a camminare.

«Ora puoi tornare indietro» disse Gudo.

«Faccio ancora dieci miglia» rispose l’uomo.

«Adesso torna indietro» disse Gudo quando ebbero percorso le dieci miglia.

«Voglio seguirti per tutto il resto della mia vita» dichiarò l’uomo.

In Giappone, gli odierni insegnanti di Zen discendono da un famoso maestro che fu il successore di Gudo. Il suo nome era Mu-nan, l’uomo che non tornò mai indietro.

101 storie Zen

Finding a Diamond on a Muddy Road

Gudo was the emperor’s teacher of his time. Nevertheless, he used to travel alone as a wandering mendicant. Once when he was on his was to Edo, the cultural and political center of the shogunate, he approached a little village named Takenaka. It was evening and a heavy rain was falling. Gudo was thoroughly wet. His straw sandals were in pieces. At a farmhouse near the village he noticed four or five pairs of sandals in the window and decided to buy some dry ones.

The woman who offered him the sandals, seeing how wet he was, invited him in to remain for the night at her home. Gudo accepted, thanking her. He entered and recited a sutra before the family shrine. He then was introduced to the woman’s mother, and to her children. Observing that the entire family was depressed, Gudo asked what was wrong.

“My husband is a gambler and a drunkard,” the housewife told him. “When he happens to win he drinks and becomes abusive. When he loses he borrows money from others. Sometimes when he becomes thoroughly drunk he does not come home at all. What can I do?”

I will help him,” said Gudo. “Here is some money. Get me a gallon of fine wine and something good to eat. Then you may retire. I will meditate before the shrine.”

When the man of the house returned about midnight, quite drunk, he bellowed: “Hey, wife, I am home. Have you something for me to eat?”

“I have something for you,” said Gudo. “I happened to get caught in the rain and your wife kindly asked me to remain here for the night. In return I have bought some wine and fish, so you might as well have them.”

The man was delighted. He drank the wine at once and laid himself down on the floor. Gudo sat in meditation beside him.

In the morning when the husband awoke he had forgotten about the previous night. “Who are you? Where do you come from?” he asked Gudo, who still was meditating.

“I am Gudo of Kyoto and I am going on to Edo,” replied the Zen master.

The man was utterly ashamed. He apologized profusely to the teacher of his emperor.

Gudo smiled. “Everything in this life is impermanent,” he explained. “Life is very brief. If you keep on gambling and drinking, you will have no time left to accomplish anything else, and you will cause your family to suffer too.”

The perception of the husband awoke as if from a dream. “You are right,” he declared. “How can I ever repay you for this wonderful teaching! Let me see you off and carry your things a little way.”

“If you wish,” assented Gudo.

The two started out. After they had gone three miles Gudo told him to return. “Just another five miles,” he begged Gudo. They continued on.

“You may return now,” suggested Gudo.

“After another ten miles,” the man replied.

“Return now,” said Gudo, when the ten miles had been passed.

“I am going to follow you all the rest of my life,” declared the man.

Modern Zen teachers in Japan spring from the lineage of a famous master who was the successor of Gudo. His name was Mu-nan, the man who never turned back.

101 Zen stories

Il mio equilibrio


Il mio equilibrio

Molte volte capita di vivere in modo assolutamente lontano se non opposto a quello in armonia con noi stessi, con la nostra essenza, con la parte più profonda, meno modificabile, più strutturale di noi. La comprensione del fondo di noi stessi non è cosa facile, soprattutto quando coesistono aspetti in contrasto tra loro magari al punto che la presenza di una parte rende molto difficile quella di un’altra. Eppure si può sempre trovare un equilibrio, rinunciando anche a qualcosa di noi, purché non sia quella più importante, vivendo poi molto meglio. Ci sono parti di noi che possiamo e dobbiamo cambiare, altre che possiamo ma non necessariamente dobbiamo cambiare ed altre che, anche volendo, non possiamo proprio cambiare.

L’equilibrio è anche di periodo: ogni persona ha equilibri diversi a seconda dei periodi della sua vita. Ci sono componenti di noi che in un certo periodo vengono particolarmente sacrificate non importa per quale motivo. Il nostro sistema cercherà un equilibrio in questa situazione, ma non è detto che sia sopportabile per sempre. Può darsi che il nostro essere, dopo un certo periodo, non regga più ed abbia bisogno di cambiare, probabilmente soddisfacendo quanto è stato sacrificato fino a quel momento. A questo punto è facile trovarsi davanti a una specie di legge del pendolo con il bisogno di quanto precedentemente sacrificato che emerge in modo particolarmente forte, più forte di quello che sarebbe stato normale per noi, creando una situazione altrettanto squilibrata quanto quello che l’ha causato. Saremo noi a dover cercare di riequilibrare le cose, ma per farlo bisognerà prima di tutto capire che tutto ciò è successo. Ed ecco che torna opportuno abituarsi a pensare, a cercare di capirsi: conosci te stesso non è una frase né inutile né scontata, anche se non bisogna certo passare tutto il proprio tempo a fare solo questo.

A molti sarà capitato, alla fine di un rapporto affettivo d’amore o di amicizia, di domandarsi: ma come ho fatto ad innamorarmi di questa persona? Cosa ci trovavo mai di stupendo? Non capisco! E veramente non riusciamo a spiegarci che cosa ci aveva veramente affascinato in quel modo, perché ora non è più così. E spesso le situazioni a questo punto possono essere veramente pesanti per noi e per gli altri.
Ma come siamo arrivati a questo punto? Come è potuto accadere?
Prima di tutto dobbiamo capire che nel frattempo tutti siamo cambiati e perciò quello che ora diremo per noi vale anche per gli altri. Quando abbiamo incontrato la persona in oggetto eravamo in un certo modo, cioè con le nostre idee ed esigenze di fondo e di periodo (non sono la stessa cosa). Di fondo sono quelle più profonde, che durano tutta la vita. Di periodo sono quelle esigenze legate ad un certo momento della nostra vita e cambiano, o possono cambiare nel tempo. Ad esempio chi ha passato un periodo molto dinamico ha bisogno di un po’ di quiete, dopo molta socialità c’è il bisogno di stare in casa, dopo la varietà e il rischio la tranquillità e la sicurezza, dopo la noia e la ripetitività l’imprevisto, dopo il dedicarsi molto agli altri il pensare un po” a se stessi, e così via. Quando cioè si fa il pieno di qualche cosa a scapito di qualcos’altro, il bisogno schiacciato si fa sentire. Allora il bisogno di forza diciamo 10, dopo la soppressione diventa dominante, di forza 100, sovrastando anche bisogni di fondo che a questo punto vengono sacrificati e diventeranno a loro volta eccessivamente dominanti in futuro. La persona che quindi ci andrebbe bene per come è fatta in un periodo, può essere assolutamente inadeguata in un altro. L’importante perciò è capire in che periodo siamo, quali sono le cose di cui abbiamo bisogno e se sono così importanti solo in questo periodo o se lo sono di fondo. E per capire quali sono le nostre esigenze di fondo dobbiamo prima capire come siamo fatti noi. Se la situazione che stiamo vivendo non risponde ai nostri bisogni di fondo viviamola pure e godiamocela ma non inventiamoci che durerà tutta la vita, perché la delusione sarebbe certa e potrebbe coinvolgere altre persone che non c’entrano nulla, verso le quali dovremmo comportarci in modo responsabile.

A questo proposito dobbiamo sempre diffidare dall’eccesso di rigore generalizzato, totale, perché in realtà non è umano, né possibile, nemmeno per chi lo sostiene. Di solito tanto più rigido è il rigore tanto meno è applicato nelle cose importanti da chi lo propugna. Sicuramente esiste chi è onestamente rigido con se stesso come con gli altri, ma non credo sia la scelta giusta. Non siamo nati per soffrire! No, non c’è nessun motivo per crederlo. Se qualcuno vuole assolutamente soffrire questa è una scelta sua, ma credo che sia immorale, veramente immorale volere portare altri, convincerli, obbligarli in modo più o meno diretto o indiretto o subdolo, o con ricatti più o meno morali a seguire la stessa strada. La vita può essere più gioiosa, più viva, più positiva, migliore da vivere e credo che tutti abbiano il diritto di cercare di viverla meglio. Le difficoltà, i dolori, i dispiaceri fanno già parte del pacchetto, ma non sono le sole componenti. Alcuni cercano di propinare dolore e tristezza perché… hanno dei problemi, hanno rancori, rabbie, invidie, tristezze, sfiducia, fallimenti, insicurezze e cercano di far sì che anche gli altri vivano in qualche modo male come loro. Al contrario, mi sembra più giusto e morale diffondere positività, bene e gioia, cercando di risolvere i problemi esistenti non inventandone di nuovi, magari impossibili da risolvere, in modo che anche gli altri abbiano il loro fallimento. Mal comune mezzo gaudio. E invece no! Invece di rinunciare cercando di portare altri a fare male come noi, possiamo cercare altre strade senza mollare, cercando in noi la forza di vivere, non cercando di farla perdere agli altri.

(Marco Dal Negro)

http://www.mybestlife.com/ita_idee/ilmioequilibrio.htm

My balance

Many times it happens to live in a completely opposite to that far if not in harmony with ourselves, with our essence, with the most profound, less changeable, more structural of us. Understanding the background of ourselves is not easy, especially when aspects coexist in conflict with each other even to the point that the presence of a part that makes it very difficult for another. Yet you can always find a balance, even renouncing something of ourselves, if not the most important, much better then living. There are parts of ourselves that we can and must change, but others may not necessarily have to change and others that, even if they wanted, we really can not change.

The balance is for the period: each person has different balances depending on the period of his life. There are parts of us that in a certain period are particularly sacrificed for whatever reason. Our system will seek a balance in this situation, but not necessarily be viable for ever. It may be that our being, after a certain period, no longer holds and needs to change, probably what has been sacrificed to meet at that time. At this point it is easy to be faced with some sort of law of the pendulum with the needs of what has been sacrificed in order that emerges particularly strong, stronger than what would be normal for us, creating a situation just as unbalanced as the one that has caused. We will have to try to balance things, but to do so we must first understand that all this has happened. And there should be accustomed to thinking back, trying to understand: you know yourself is not a sentence nor useless nor taken for granted, even if some do not have to spend all their time doing just that.

A lot will happen at the end of an emotional relationship of love or friendship, to ask: how did I fall in love with this person? What was a surprise? I do not understand! And we can not really explain what it was really fascinating in that way, because now is not so. And often the situation at this point can be really heavy for us and for others.
But as we got to this point? How could this happen?
First we must understand that in the meantime we are all changed and therefore what I now say to us is also true for the other. When we met the person in question were in a certain way, that is, with our ideas and needs of the fund and the period (not the same thing). Background are the most profound, that last a lifetime. Period requirements are those related to a certain point in our lives and change, or which may change over time. For example, someone who has spent a very dynamic needs a little ‘quiet, after a lot of socializing there is the need to stay at home, after the variety and the risk the peace and security, after the boredom and repetitiveness ‘Unexpected, after much to devote a little more thinking to themselves”, and so on. That is, when it fills up with something at the expense of something else, the need is felt crushed. So the need for drive say 10, after the suppression becomes dominant, 100 strong, dominating even basic needs that at this point are sacrificed themselves and become too dominant in the future. The person should be so good for us as it is in a period, can be absolutely inappropriate in another. The important thing is to understand at what time so we are, what are the things we need and if they are so important only at this time or if they are skiing. And to understand what are our basic needs we must first understand how we are. If the situation we are experiencing does not meet our basic needs as well, and let’s enjoy Let us experience but it’s invent that will last a lifetime, because the disappointment would be certain and may involve other people who have nothing to do, to which we should behave responsible for.

In this regard, we must always be wary of excess generalized rigor, total, because it really is not human, nor possible, even for those who support it. Usually the stiffer penalty is applied in the less important things to those who champions. Surely there who is honest with himself as hard with the other, but I do not think is the right choice. We are not born to suffer! No, there is no reason to believe it. If someone wants to suffer this way is his choice, but I think it’s unethical, immoral, really want to bring others to convince them, force them in a more or less direct, indirect or subtle, or more or less moral blackmail to follow the same path. Life can be more joyous, more alive, more positive, better living and I think that everyone has the right to try to live it better. The difficulties, pains, sorrows, are already part of the package, but are not the only components. Some people try pouring out grief and sadness because … have problems, have grudges, anger, envy, sadness, hopelessness, failure, insecurity and seek to ensure that others live like them in some way evil. On the contrary, it seems to me more just and moral to spread positivity, good and happiness, trying to solve problems not by inventing new ones, maybe impossible to solve, so that other people have their own failure. Trouble shared is trouble halved. But no! Instead of giving up trying to get others to do evil as we are, we can look for other ways to give up without looking at us the strength to live, not trying to lose it to others.

(Marco Dal Negro)

Solo la morte puù morire


 

Solo la morte può morire, non la vita. Ciò che è vivo in te è immortale.
In realtà c’è solo la fonte, scuro di per sé, facendo brillare tutto. Inosservato, provoca la percezione. Impercettibile, provoca sensazione. Impensabile, provoca il pensiero. Non-essere, partorisce all’essere. È lo sfondo immobile di movimento. Una volta che sei lì, sei a casa ovunque.
In realtà non ci sono altri, e per aiutare se stessi vi aiuterà
tutti gli altri.
Ciò che voi siete, il vostro vero io, lo si ama, e tutto ciò che fate, lo fate per la vostra felicità. Per trovarlo, a conoscerlo, ad amare è il vostro impulso di base. Da tempo immemorabile ti ha amato, ma non saggiamente. Usa il tuo corpo e la mente saggiamente al servizio del sé, questo è tutto. Sii fedele a te stesso, ama te stesso assolutamente. Non far finta di amare gli altri come te stesso. A meno che non li hanno realizzati come uno con se stessi, non è possibile amare. Non fingere di essere ciò che non lo sono, non rifiutano di essere quello che sei. Il tuo amore per gli altri è il risultato della conoscenza di sé, non la sua causa. Senza auto-realizzazione, nessuna virtù è genuina. Quando sai di là di ogni dubbio che la stessa vita scorre attraverso tutto ciò che è e tu sei la vita, vi amo tutti naturalmente e spontaneamente. Quando ti rendi conto la profondità e la pienezza di te, sai che ogni essere vivente e l’intero universo sono inclusi nel vostro affetto. Ma quando si guarda a qualcosa di separato da te, non puoi amare se hai paura di esso. Alienazione provoca paura e la paura alienazione si approfondisce. E ‘un circolo vizioso. Solo l’auto-realizzazione può romperlo. Procedi  risolutamente.

 Nisargadatta Maharaj

Only the dead can die, not the living. That which is alive in you is immortal.
In reality there is only the source, dark in itself, making everything shine. Unperceived, it causes perception. Unfelt, it causes feeling. Unthinkable, it causes thought. Non-being, it gives birth to being. It is the immovable background of motion. Once you are there, you are at home everywhere.
In reality there are no others, and by helping yourself you help
everybody else.
That which you are, your true self, you love it, and whatever you do, you do for your own happiness.  To find it, to know it, to cherish it is your basic urge.  Since time immemorial you loved yourself, but never wisely.  Use your body and mind wisely in the service of the self, that is all.  Be true to your own self, love yourself absolutely.  Do not pretend that you love others as yourself.  Unless you have realized them as one with yourself, you cannot love them.  Don’t pretend  to be what you are not, don’t refuse to be what you are.  Your love of others is the result of self- knowledge, not its cause.  Without self-realization, no virtue is genuine.  When you know beyond all doubting that the same life flows through all that is and you are that life, you will love all naturally and spontaneously.  When you realize the depth and fullness of yourself, you know that every living being and the entire universe are included in your affection.  But when you look at anything as separate from you, you cannot love it for you are afraid of it.  Alienation causes fear and fear deepens alienation.  It is a vicious circle.  Only self-realization can break it.  Go for it resolutely.

 Nisargadatta Maharaj

Dal libro I Am That, tradotto da Maurice Frydman da Acorn Press

Hafiz, i sette angeli ed il vetro del maestro


Hafiz, i sette angeli ed il vetro del maestro

Racconto ispirato al mondo orientale dei Sufi

Hafiz era disperato, il suo caro maestro, Rahim, aveva lasciato il corpo e ne sentiva la mancanza; se n’era andato senza rivelare al giovane il segreto della vita, come aveva promesso, e questo aveva gettato Hafiz nella più profonda prostrazione. Solo, nel bosco, piangeva deluso e triste. All’improvviso, per incanto, comparse uno splendido Angelo: “Carissimo Hafiz, ti porto il saluto del tuo maestro, anche se non più su questa terra ti pensa e ti protegge. Mi ha detto di rivelarti che sotto la pianta ove tu sei seduto troverai il tesoro che ti aveva promesso. Cercalo e custodiscilo, ne scoprirai un grande insegnamento”. Detto questo scomparve lasciando un’atmosfera leggera e gioiosa. Hafiz si mise subito a scavare, con le mani, e dopo alcune ore, in una scatola di legno, ne trasse un pezzo di vetro, molto sporco ed opaco. Non capiva quale poteva esserne il suo valore, ma era anche consapevole che spesso il maestro velava negli oggetti un significato: con il tempo sarebbe emerso. Decise di portarlo a casa e di pulirlo per bene. Emerse un bel pezzo quadrato di vetro opaco, scuro, come se fosse stato nella terra per secoli. Tutte le sere, tornato dal lavoro, lo prendeva tra le sue mani e con pazienza infinita lo puliva, toglieva ogni increspatura e linea di sporco. Mentre faceva questo pensava molto al suo maestro e pregava come gli era stato insegnato. Notte dopo notte, preghiera dopo preghiera, il tempo passava, e in cuor suo Hafiz cominciava a dubitare sull’oggetto. Lentamente una certa sfiducia si faceva spazio dentro di lui e questa lo spingeva nel sonno. Al mattino si risvegliava, il vetro in mano e un senso di scoraggiamento. Dopo alcuni giorni, all’alba, si risvegliò e fu colto da completo smarrimento e vuoto e si mise a piangere liberando il cuore da tanta delusione. In quel momento comparve di nuovo un Angelo, ancora più bello e luminoso del primo che aveva rivelato ove si trovava il vetro: “Caro Hafiz, ti porto i saluti del maestro. Non ti scoraggiare, come lui t’insegnò, abbi fiducia e continua nel tuo lavoro, presto il vetro ti rivelerà i suoi misteri.”. Detto questo scomparve lasciandosi alle spalle un alone roseo e luminoso. Il giovane Hafiz si rincuorò e riprese con vigore a pregare e ripulire. Venne una sera in cui cominciò a scorgere nel vetro un volto che sembrava famigliare. Lo osservò meglio e scorse che il vetro da opaco si stava trasformando in uno specchio: ciò che vedeva era il suo volto. Ne rimase ammaliato e notte dopo notte tale visione divenne sempre più chiara. Dallo specchio poteva scorgere meglio i suoi lineamenti, le fattezze del viso, i suoi occhi e così, pregando e osservando, cominciò in lui a sorgere un vero amore per se stesso: scopriva che attraverso la visione nello specchio poteva meglio conoscersi. Divenne per lui un richiamo forte, tanto da passare tutto il tempo libero dal lavoro a specchiarsi, trascurando a volte i suoi doveri e le preghiere. Una notte lo specchio improvvisamente ridivenne opaco e Hafiz si ritrovò scoraggiato. Le lacrime tornarono a solcare il suo viso e il cuore a piangere. Improvvisamente comparve di nuovo un Angelo, questa volta molto fiero, forte, austero: “Caro Hafiz, ti porto il saluto del tuo maestro. E’ molto deluso, in vita t’insegnò quanto pericolose sono la vanità e l’ammirazione della bellezza esteriore. Ricordati del suo insegnamento e cerca di scendere alla conoscenza del cuore”. Detto questo scomparve lasciando un’atmosfera fredda, dura, forte. Hafiz si risvegliò dalla vanità del suo ego, ricordò le parole del maestro e si pentì del suo comportamento. Riprese in mano lo specchio e ricominciò a pulirlo. Lentamente il vetro tornò a presentare il volto di Hafiz, ma osservandolo con gli occhi del cuore, il giovane cominciò a vedere più in profondità, a conoscere il suo essere interiore, e pulendolo, nella notte, accompagnato dalle preghiere, era come se ripulisse i suoi difetti. Una sera cominciò a scorgere non più il suo volto, ma quello del maestro. Ne fu felice, finalmente rivedeva l’amato Rahim. Non vi era notte che non passasse in compagnia delle preghiere e dello specchio osservandovi dentro il volto del maestro: il viso si scioglieva nel cuore ed esso rivelava la scienza profonda dell’insegnamento di Rahim. Facendo questo Hafiz si trasformava, diveniva sempre più saggio. Una sera, mentre fuori la neve nascondeva ogni cosa, improvvisamente comparve di nuovo un Angelo. Era bello, raggiante, dagli occhi profondi, sinceri, caldi: “Caro Hafiz ti porto i saluti e la felicità del tuo maestro. E’giunto tempo in cui tu compia la Sua volontà. Il vetro ti rivelerà come”. Detto questo scomparve lasciandosi alle spalle un alone di curiosità e mistero. Hafiz riprese nella sua contemplazione e preghiera notturna. Una notte mentre osservava il volto del maestro, nello specchio, esso scomparve e in una lunga ed eterna sequela al suo posto vide molti altri volti: donne, uomini, bambini, vecchi, giovani, saggi, ignoranti, tante e tante persone quante ne presentava il mondo. Al mattino Hafiz si destò come da un lungo sogno e per tutta la giornata cercò di comprenderne il significato. La sera si rimise di fronte allo specchio e si concentrò nel proprio cuore. In quel momento ricordò il primo insegnamento del suo maestro, l’unico in cui lui parlò chiaramente: “Carissimo discepolo, il mio compito è condurti alla conoscenza di te stesso, superare il muro della vanità dell’ego, e attraverso il tuo cuore imparare ad amare incondizionatamente il tuo maestro. Verrà il giorno in cui la presenza del maestro sarà costante e quest’amore ti permetterà di vederlo in ogni persona che incontrerai. Allora il mio compito sarà finito e toccherà a te illuminare il cuore di chi il cammino ti presenterà”. Alla fine di questo pensiero improvvisamente comparve un Angelo, bellissimo, mostrava la grazia femminile, soave e dolce, magnetica: “Così sia Hafiz!” e sparì. In quel momento il vetro scoppiò in mille pezzi scomparendo. Hafiz comprese, nel suo volto solcarono lacrime di grande gioia ed estasi. Il sole albeggiava lontano. Da quel giorno Hafiz divenne un grande saggio e maestro, percorse il mondo in ogni direzione insegnando quanto aveva compreso. Con lui raccolse molti discepoli e guarì molte persone. Si dice che ad accompagnarlo vi erano sempre sette Angeli: i cinque che comparvero nelle notti, quello che lo accompagnò il giorno della nascita e quando lasciò il corpo terreno, mentre il settimo, si racconta che in realtà fosse lo spirito del suo maestro.

Questo racconto, nel 2006 si è classificato al terzo posto (su oltre 500 racconti) al Concorso “Montagne d’Argento” ad Aosta ed è stato pubblicato nel volume ANGELI custodi e portatori di luce” edito da Keltia Edizioni nel 2006 ISBN 88-7392-029-2

http://www.innatura.it/it/news/hafiz-i-sette-angeli-ed-il-vetro-del-maestro.html

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Hafiz, the seven angels and the glass of the master

Story inspired by the oriental world of the Sufis

Hafiz was desperate, his dear master, Rahim, left his body and he missed, he left without telling the young man the secret of life, as he had promised, and that Hafiz had thrown into the deepest dejection. Only in the woods, crying disappointed and sad. Suddenly, magically, a beautiful angel appeared: “Dear Hafiz, I bring you the greetings of your master, even if no longer on this earth thinks you and protects you. He told me to reveal that under the plan where you are sitting you will find the treasure you had promised. Guard it and look for it, you will discover a great lesson. ” Having said this he disappeared, leaving a light atmosphere and joyful. Hafiz immediately began to dig with his hands, and after a few hours, in a wooden box, took out a piece of glass, very dirty and dull. He did not understand what could be its value, but it was also aware that often the master objects in a veiled meaning would emerge over time. He decided to take it home and clean it well. Emerged a nice square piece of opaque glass, dark, as if it had been in the ground for centuries. Every evening, returning from work, took him into his hands with infinite patience and cleaned it, removed all dirt and line ripple. While doing this much thought and prayed to his master as he had been taught. Night after night, prayer after prayer, time passed, Hafiz and his heart began to doubt the object. Slowly it was a lack of confidence in him and this space was pushing him in his sleep. In the morning we woke up, glass in hand and a sense of discouragement. After a few days, at dawn, he awoke and was caught by complete loss and emptiness and began to cry so much freeing the heart from disappointment. At that moment an angel appeared again, even more beautiful and bright he had first revealed when the glass was: “Dear Hafiz, I bring you greetings from the master. Do not be discouraged, as he taught thee, and be confident in your work continues, soon the glass will reveal its mysteries. “. Having said this he disappeared, leaving behind a halo and bright pink. The young Hafiz took heart and began to pray and clean up with vigor. It was an evening when the glass began to see a face that seemed familiar. The most watched and saw that the glass mat was turning into a mirror what he saw was his face. I was charmed and night after night that vision became clearer. From the mirror he could see better than his features, the features of the face, and so his eyes, praying and watching, began to spring up in him a true love for himself, he discovered that through the vision in the mirror could know better. He became a strong appeal for him, much to spend as much time off from work to look at himself, at times neglecting his duties and prayers. One night the mirror suddenly found himself once again became opaque and Hafiz discouraged. The tears returned to ply his face and heart to cry. Suddenly an angel appeared again, this time very proud, strong, austere: “Dear Hafiz, I bring you the greetings of your teacher. It ‘very disappointed in life have taught thee how dangerous the vanity of external beauty and admiration. Remember his teaching and try to get the knowledge of the heart. ” Having said this he disappeared, leaving an atmosphere cold, hard, strong. Hafiz awoke from the vanity of his ego, he remembered the words of the teacher and repented of his conduct. He picked up the mirror and began to clean it. Slowly the glass again to present the face of Hafiz, but watching him through the eyes of the heart, the young man began to see deeper, to know his inner being, and cleaning, in the night, accompanied by prayers, it was as if the ripulisse its shortcomings. One evening he began to see his face no more, but that of the master. He was happy, loved the final revised Rahim. There was no night in the company to pass the prayers of the mirror and looking in the face of the master’s face melted into the heart and it revealed the profound teaching of science Rahim. Hafiz doing this is changed, becoming more and more wise. One night, while outside the snow hid everything, suddenly an angel appeared again. It was beautiful, radiant, deep-eyed, sincere, warm, “Dear Hafiz will bring you greetings and happiness of your master. E’giunto long as you do His will. The glass will reveal how “. Having said this he disappeared, leaving behind an aura of curiosity and mystery. Hafiz taken in contemplation and prayer night. One night while watching the face of the master, in the mirror, and it disappeared in a long sequence and eternal in its place he saw many faces: women, men, children, old, young, wise, ignorant, and many many people as presented the world. Hafiz in the morning he awoke as if from a long dream, and for the whole day trying to understand their meaning. In the evening, went back in front of the mirror and focused on your heart. At that moment he remembered the first lesson of his master, the only one in which he spoke clearly: “My dearest disciple, my job is to lead you to know yourself, to overcome the wall of the vanity of the ego, and through your heart to learn unconditionally loving your teacher. The day will come when the presence of the master will be constant and this love will allow you to see in every person you meet. So my task is finished and it’s up to you to illuminate the hearts of those who will introduce the walk. ” At the end of this thought suddenly appeared an angel, beautiful, women showed grace, gentle and sweet, magnetic: “This is Hafiz” and disappeared. At that moment the glass broke into pieces disappearing. Including Hafiz, his face furrowed in tears of joy and ecstasy. The sun dawned far. From that day Hafiz became a great sage and teacher, traveled the world in every direction by teaching what he had understood. As he gathered many disciples and healed many people. It is said that there were always seven to accompany Angels who appeared in five nights, the one who accompanied him on the day of birth and when he left his earthly body, while the seventh, it is said that in reality it was the spirit of his master.

This story, in 2006 it ranked third (over 500 stories) at the “Silver Mountain” in Aosta and was published in the book “guardian angels and light-bearers”, published by Editions Keltia in 2006 ISBN 88 – 7392-029-2