Archivio | 15/09/2018

Cigno nero


Cigno nero
Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”
®Poetyca

Black Swan
Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, haughty and unable to believe in the possibility of knowing truth superiors. It was found by chance in that pond and the earliest memory dates back to when small and weak she could hide among the branches of a bush, away from the dangers and superb mom of other small swans as she pointed to the pond as quiet place. Shared with all other bath time and the food and in the end they were friendly, but it was obvious that she, black swan should have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not for that pond, the limit to which the other, the white swans, seemed to feel at ease. Basically for their life was encapsulated in the habits: the food, the bathroom, and the season of love, it also made her sad, no white swan in fact sought his attentions. Was flying from the previous day, alone and with no one at the bottom he cared for his absence, he was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that life was better that they led in the park. Sunflower he felt inside was not as if she was different and that there would be a reason, intended to discover it rather than stopping in that place without giving life to what he felt to be true, however, the white swans were happy with what they had and not tried another, but that was not for her to live. Now she was tired and had to look for a bed and some food the night before he came, he saw from a field and a house, maybe there could rest, got out and hid in a bush that seemed suitable to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. Had a dream: A big black swan flew overhead to a flock and welcomed the group saying, “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and is never late. ” It was a beautiful dream, not made her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellows filled her with joy despite fatigue and hesitation for his trip, who knows, maybe the goal was near and still something made her realize that for her all soon would change, could now hear the instinct that woke as a biological clock ready to do their duty, not only, in fact, felt that someone would welcome, someone different from you and therefore able to understand it. That dream put a new charge. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, not far there had to be a pond, crossed the short distance measured with attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a lively do that put joy: “Hello, arrived today? What you’re cute, but you missed? Have not you noticed the your classmates started two days ago? You were asleep? To do all those questions was Greg: a frog swollen and green with two lively eyes that made him smile Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color they were swans that Greg had considered his companions. ” Oh beautiful! but like you! Because of that color are the swans in your part? “She smiled again, it was obvious that he did not know the white swans, was in fact amazed nell’apprenderne existence, a frog always lived in that pond could not imagine different pieces of world unknown to him. So other swans blacks were in the air, who knows, maybe even their “home” as understood through his dream, he felt even stronger emotions dominate and the need to listen to the heart that would have shown that direction to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog had been very valuable) and greeted warmly he listened wind and tremors of his heart, would be home soon. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was in fact very tired after hours of endless flight, snuggled between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the light enveloped her, a new day was ready to welcome her with his arms outstretched toward her, swam in the lake for a long time … then began to run on the surface of the water and finally broke away from it … There, at the top a flock put in training “V” was ready for the journey, she approached a young swan with languid eyes said “I expected you, it’s time to go home.” Here is his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the big black swan who smiled and within himself echoed the same words “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late “Here now was ready for the trip, was returning home, he smiled at the young swan and replied” I’m ready “

 
®Poetyca

L’amore non è già fatto, si fa


L’amore non è già fatto, si fa

Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.

Non è un appartamento chiavi in mano,
ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.

Non è una vetta conquistata,
ma scalate appassionanti e cadute dolorose.

Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità,
ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno mare.

Non è un sì trionfale che si segna fra i sorrisi e gli applausi,
ma è una moltitudine di “sì” che punteggiano la vita,
tra una moltitudine di “no” che si cancellano strada facendo.

Non è l’apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume
dai molteplici meandri, qualche volte in secca,
altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.

Michel Quoist

Love is not already, you have to do it

Not a ready-made clothes,
but stuff to cut, prepare and sew.

It is not an apartment turnkey
but a home designed, constructed, maintained and often repaired.

It is not a peak conquered
but challenging climbs and falls painful.

It is not a solid anchor in the harbor of happiness
but it is a weigh anchor, is a journey full sea.

It is not a yes triumphal marks the smiles and applause,
but a multitude of “yes” that punctuate life
between a multitude of “no” that clears the way.

It is not the sudden appearance of a new life,
perfect from birth,
but spring and source route along river
with many meanders, sometimes dry,
other times overflowing
but always the way to the endless sea.

Michel Quoist

Ferite – Wounds


🌸Ferite🌸

Lente
scivolano
gocce
come balsamo
su vecchie
ferite
È respiro
lento
quando
lacrime
scavano
un solco
Mentre
carezze
asciugano
il pianto
di questo
mondo

07.09.2018 Poetyca
🌸🌿🌸
🌼Wounds

Slowly
slip
drops
like balsam
on old
wounds
It is breath
slow
when
tears
dig
a furrow
While
caresses
dry
crying
of this
world

07.09.2018 Poetyca

Canto di Mahamudra, Naropa


Canto di Mahamudra, Naropa
CANTO DI MAHAMUDRA

Tilopa,
Mahamudra è al di là di ogni parola
E simbolo, ma per te, o Naropa,
Ardente e leale,
Questo deve essere detto.

La vacuità non ha bisogno di fede,
Mahamudra riposa sullo zero
Senza compiere sforzo alcuno,
Così si ottiene la Liberazione.

Se si guarda il nulla spalancato nello spazio,
Se con la mente poi si osserva la mente,
Si distruggono le distinzioni
E si raggiunge lo stato di buddha.

Le nuvole che vagano nel cielo
Non hanno radici, nessuna casa, non fanno distinzioni.
I pensieri fluttuano attraverso la mente.
Una volta che la mente stessa è capita,
Il discriminare cessa.

Nello spazio strutture e colori si formano,
Ma né di nero né di bianco è tinto lo spazio.
Dalla mente stessa tutte le cose emergono,
La mente dalle virtù e dai vizi non è macchiata.

Il buio delle ere non può offuscare
Il sole incandescente;
I lunghi kalpa del samsara mai possono celare
La luce brillante della mente.

Sebbene si usino parole per spiegare la Vacuità,
La vacuità è tale per cui mai può essere espressa.
Sebbene si dica “La mente è una luce splendente”,
Essa è oltre tutte le parole e simboli.
Nonostante la mente sia vacuità in essenza,
Tutte le cose abbraccia e contiene.

Non fare nulla con il corpo, ma rilassati,
Chiudi con decisione la mente e non pensare a nulla.
Come la cavità di un bambù
Lascia andare il corpo.
Non dare né prendere,
Metti la tua mente a riposo,
Mahamudra è come una mente che aderisce allo zero.
Praticando così, in tempo raggiungerai lo stato di buddha.

La pratica del Mantra e di Paramita,
Le Istruzioni di Sutra e Precetti,
E gli insegnamenti delle Scuole e dei testi,
Non porteranno alla Realizzazione dell’Innata Verità.

La mente piena di desideri,
Se dovesse cercare una meta, coprirebbe soltanto la luce.
Chi mantiene i Precetti Tantrici ancora discrimina,
Tradisce lo spirito del samaya.
Cessa tutte le attività, abbandona tutti i desideri,
lascia che i pensieri sorgano e decadano
Come fanno le onde dell’oceano.

Colui che mai danneggia il Non-permanente
Nè il Principio di Non-discriminazione,
sostiene, mantiene, i Precetti Tantrici.
Colui che abbandona la brama
E non si attacca a questo o quello,
Percepisce il reale significato
Dato nelle scritture.

In Mahamudra tutte le negatività sono bruciate;
In Mahamudra ci si realizza
Dalla prigione di questo mondo.

Questa è la fiaccola suprema del Dharma.

Quelli che rifiutano di credervi
Sono stolti che sguazzano in miseria e tristezza.
Per ottenere la liberazione
Bisogna avere fiducia un Guru.

Quando la tua mente riceve la sua benedizione
L’emancipazione è a portata di mano.
Ahimè, tutte le cose in questo mondo sono senza significato,
Sono come semi di tristezza.

Piccoli insegnamenti guidano all’etica;
Si dovrebbero solo seguire
Gli Insegnamenti che sono grandi.

Trascendere la dualità
È la Via dei Re,
Dominare le distrazioni è la Via regale;
Il sentiero della Non-pratica è la Via dei buddha;
Colui che cammina su questo sentiero
Raggiunge lo stato di buddha.

Questo mondo è transitorio;
Come fantasmi e sogni,
È insostanziale.
Rinuncia ad esso e abbandona i tuoi parenti,
Taglia le corde dell’avidità e dell’odio.
Medita in boschi e montagne.

Se nel non-sforzo rimani,
Scioltamente, nello “stato naturale”,
conseguirai il Non-conseguimento.

Taglia le radici dell’albero
E il fogliame avvizzirà,
Taglia le radici della tua mente
E il samsara cadrà.

La luce di ogni lampada
Disperde in un attimo
Il buio di lunghi kalpa;
La forte luce della mente
In un solo lampo brucerà
I veli dell’ignoranza.

Chiunque si attacca alla mente non vede
La Verità di che cosa c’è oltre la mente.
Non troverà la verità dell’oltre la pratica.

Per sapere che cosa c’è sia oltre la mente sia oltre la pratica,
Si deve recidere nettamente la radice della mente
E nudi fissare.

Si dovrebbe dunque rompere ogni discriminazione e rimanere sciolti.
Non si dovrebbe né dare né prendere
Ma rimanere naturali.

Mahamudra è oltre
Ogni accettare, ogni rifiutare.

Poiché l’Alaya non è nato,
Nessuno può ostruirlo o macchiarlo;
Rimanendo nel reame del Non-nato
Tutte le apparenze si dissolvono
Nel Dharmata, tutto il senso di sé
E l’orgoglio svaniranno nel nulla.

La Comprensione Suprema trascende
Tutto il questo e il quello.

L’Azione Suprema Abbraccia la grande intraprendenza
Senza attaccamento.

Il Supremo Compimento è realizzare l’immanenza senza sperare.

Prima, lo yogi percepisce la propria mente dirompere come una cascata;
A metà del suo corso, come il Gange, scorre lenta e placida;
Alla fine, è un grande vasto oceano,
Dove le Luci di Figlio e Madre si assorbono,
Insieme.

(Traduzione dall’inglese di Irma Cantoni)

Pith Instructions on Mahamudra (translated by Ken McLeod)

I bow to Vajra Dakini.

1
Mahamudra cannot be taught, Naropa,
But your devotion to your teacher and the hardships you’ve met
Have made you patient in suffering and also wise:
Take this to heart, my worthy student.

2
For instance, consider space: what depends on what?
Likewise, mahamudra: it doesn’t depend on anything.
Don’t control. Let go and rest naturally.
Let what binds you let go and freedom is not in doubt.

3
When you look into space, seeing stops.
Likewise, when mind looks at mind,
The flow of thinking stops and you come to the deepest awakening.

4
Mists rise from the earth and vanish into space.
They go nowhere, nor do they stay.
Likewise, though thoughts arise,
Whenever you see your mind, the clouds of thinking clear.

5
Space is beyond color or shape.
It doesn’t take on color, black or white: it doesn’t change.
Likewise, your mind, in essence, is beyond color or shape.
It does not change because you do good or evil.

6
The darkness of a thousand eons cannot dim
The brilliant radiance that is the essence of the sun.
Likewise, eons of samsara cannot dim
The sheer clarity that is the essence of your mind.

7
Although you say space is empty,
You can’t say that space is “like this”.
Likewise, although mind is said to be sheer clarity,
There is nothing there: you can’t say “it’s like this”.

8
Thus, the nature of mind is inherently like space:
It includes everything you experience.

9
Stop all physical activity: sit naturally at ease.
Do not talk or speak: let sound be empty, like an echo.
Do not think about anything: look at experience beyond thought.

10
Your body has no core, hollow like bamboo.
Your mind goes beyond thought, open like space.
Let go of control and rest right there.

11
Mind without projection is mahamudra.
Train and develop this and you will come to the deepest awakening.

12
You don’t see mahamudra’s sheer clarity
By means of classical texts or philosophical systems,
Whether of the mantras, paramitas,
Vinaya, sutras or other collections.

13
Ambition clouds sheer clarity and you don’t see it.
Thinking about precepts undermines the point of commitment.
Do not think about anything; let all ambition drop.
Let what arises settle by itself, like patterns in water.
No place, no focus, no missing the point —
Do not break this commitment: it is the light in the dark.

14
When you are free from ambition and don’t hold any position,
You will see all that the scriptures teach.
When you open to this, you are free from samsara’s prison.
When you settle in this, all evil and distortion burn up.
This is called “The Light of the Teaching”.

15
The foolish are not interested in this.
The currents of samsara constantly carry them away.
Oh, how pitiable, the foolish — their struggles never end.
Don’t accept these struggles, long for freedom, and rely on a skilled teacher.
When his (her) energy enters your heart, your mind is freed.

16
What joy!
Samsaric ways are senseless: they are the seeds of suffering.
Conventional ways are pointless. Focus on what is sound and true.
Majestic outlook is beyond all fixation.
Majestic practice is no distraction.
Majestic behavior is no action or effort.
The fruition is there when you are free from hope and fear.

17
Beyond any frame of reference mind is naturally clear.
Where there is no path you begin the path of awakening.
Where there is nothing to work on you come to the deepest awakening.

18
Alas! Look carefully at this experience of the world.
Nothing lasts. It’s like a dream, like magic.
The dream, the magic, makes no sense.
Experience this grief and forget the affairs of the world.

19
Cut all ties of involvement with country or kin,
Practice alone in forest or mountain retreats.
Rest, not practicing anything.
When you come to nothing to come to, you come to mahamudra.

20
A tree spreads its branches and leaves.
Cut the root and ten thousand branches wither.
Likewise, cut the root of mind and the leaves of samsara wither.

21
Though darkness gathers for a thousand eons.
A single light dispels it all.
Likewise, one moment of sheer clarity
Dispels the ignorance, evil and confusion of a thousand eons.

22
What joy!
With the ways of the intellect you won’t see beyond intellect.
With the ways of action you won’t know non-action.
If you want to know what is beyond intellect and action,
Cut your mind at its root and rest in naked awareness.

23
Let the cloudy waters of thinking settle and clear.
Let appearances come and go on their own.
With nothing to change, the world you experience becomes mahamudra.
Because the basis of experience has no beginning, patterns and distortions fall away.
Rest in no beginning, with no self-interest or expectation.
Let what appears appear on its own and let conceptual ways subside.

24
The most majestic of outlooks is free of all reference.
The most majestic of practices is vast and deep without limit.
The most majestic of behaviors is open-minded and impartial.
The most majestic of fruitions is natural being, free of concern.

25
At first, practice is a river rushing through a gorge.
In the middle, it’s the river Ganges, smooth and flowing.
In the end, it’s where all rivers meet, mother and child.

26
When your mind is less acute and does not truly rest,
Work the essentials of energy and bring out the vitality of awareness.
Using gazes and techniques to take hold of mind
Train awareness until it does truly rest.

27
When you practice with a sexual partner, empty bliss awareness arises.
The balancing of method and wisdom transforms energy.
Let it descend gently, collect it, draw it back up,
Return it to its place, and let it saturate your body.
When you are free from longing and desire, empty bliss awareness arises.

28
You will have a long life, you will not gray, and you will shine like the moon.
You will radiate health and well-being and be as strong as a lion.
You will quickly attain the ordinary abilities and open to the supreme one.

May these pith instructions, the essentials of mahamudra,
Abide in the hearts of all worthy beings.

These are the great Tilopa’s oral instructions. On the completion of the twelve hardships, Tilopa taught these on the banks of the river Ganges to the Kashmiri pandit, the wise and learned Naropa. Naropa taught The Twenty-Eight Vajra Verses to the great interpreter, the king of translators, Marpa Chökyi Lodrö. Marpa finalized his translation at Pulahari in the north of India. Ken McLeod translated this into English in Los Angeles in the southwest of the United States, working from the efforts of previous translators and various commentaries.

Una contesa di Dharma




Una contesa di dharma - Mark Epstein

Alcuni amici avevano organizzato l’incontro di due eminenti maestri buddhisti a casa di un professore di psicologia della Harvard University. Essi rappresentavano due diverse tradizioni buddiste, e non si conoscevano: di fatto, le loro scuole avevano avuto ben pochi contatti negli ultimi duemila anni. Prima che il Buddismo e la psicologia occidentale potessero incontrarsi avrebbero dovuto farlo le diverse correnti del Buddismo. E noi saremmo stati testimoni di questo primo dialogo.

I maestri, il settantenne tibetano Kalu Rinpoche che aveva passato anni in ritiro solitario, e Seung Sahn, primo insegnante di Zen coreano negli Stati Uniti, dovevano cimentarsi nella reciproca comprensione degli insegnamenti del Buddha, a beneficio degli studiosi occidentali presenti. Avrebbe dovuto essere una forma elevata della cosiddetta ‘contesa di dharma’ (lo scontro di grandi menti rese ancor più penetranti da anni di studio e meditazione), e noi eravamo lì, con tutta l’aspettativa che meritano eventi storici di questa portata.

I due monaci entrarono con i loro abiti svolazzanti, marrone e giallo il tibetano, di un austero grigio e nero il coreano, seguiti da uno stuolo di giovani monaci e traduttori con il capo rasato. Presero posto su alcuni cuscini nella consueta posizione a gambe incrociate, e l’ospite fece segno che, essendo il maestro zen più giovane, stava a lui incominciare. Il lama tibetano sedeva immobile facendo scorrere fra le dita un rosario di legno (mala), e ripetendo fra sé e sé un mantra: “Om mani padme hum”. Il maestro zen, che già si era fatto una fama per il suo metodo di subissare di domande i suoi studenti finché questi erano costretti a confessare la propria ignoranza, e di gridargli poi: “Conservate questa mente-che-non-sa!”, si frugò dentro l’abito e ne estrasse un’arancia.

“Cos’è questo?”, chiese al lama.

“Cos’è questo?” era una tipica domanda per avviare il discorso, e noi lo sentivamo pronto ad avventarsi su qualsiasi risposta avesse ricevuto.

Il tibetano sedeva in silenzio snocciolando il suo rosario fra le dita senza dar segno di voler rispondere.

“Cos’è questo?”, insisté il maestro zen mettendo l’arancia sotto il naso del tibetano.

Kalu Rinpoche si chinò lentamente verso il monaco tibetano che gli sedeva accanto e gli faceva da interprete, e insieme parlarono per alcuni minuti. Alla fine il traduttore si rivolse all’uditorio e disse :”Rinpoche dice: ‘Ma cosa gli prende? Non hanno arance nel loro paese?’ ”.

Il dialogo si interruppe qui.

Tratto da: “Pensieri senza un pensatore”, di Mark Epstein, ed. Ubaldini

 
Una contesa di dharma – Mark Epstein

Alcuni amici avevano organizzato l’incontro di due eminenti maestri buddhisti a casa di un professore di psicologia della Harvard University. Essi rappresentavano due diverse tradizioni buddiste, e non si conoscevano: di fatto, le loro scuole avevano avuto ben pochi contatti negli ultimi duemila anni. Prima che il Buddismo e la psicologia occidentale potessero incontrarsi avrebbero dovuto farlo le diverse correnti del Buddismo. E noi saremmo stati testimoni di questo primo dialogo.

I maestri, il settantenne tibetano Kalu Rinpoche che aveva passato anni in ritiro solitario, e Seung Sahn, primo insegnante di Zen coreano negli Stati Uniti, dovevano cimentarsi nella reciproca comprensione degli insegnamenti del Buddha, a beneficio degli studiosi occidentali presenti. Avrebbe dovuto essere una forma elevata della cosiddetta ‘contesa di dharma’ (lo scontro di grandi menti rese ancor più penetranti da anni di studio e meditazione), e noi eravamo lì, con tutta l’aspettativa che meritano eventi storici di questa portata.

I due monaci entrarono con i loro abiti svolazzanti, marrone e giallo il tibetano, di un austero grigio e nero il coreano, seguiti da uno stuolo di giovani monaci e traduttori con il capo rasato. Presero posto su alcuni cuscini nella consueta posizione a gambe incrociate, e l’ospite fece segno che, essendo il maestro zen più giovane, stava a lui incominciare. Il lama tibetano sedeva immobile facendo scorrere fra le dita un rosario di legno (mala), e ripetendo fra sé e sé un mantra: “Om mani padme hum”. Il maestro zen, che già si era fatto una fama per il suo metodo di subissare di domande i suoi studenti finché questi erano costretti a confessare la propria ignoranza, e di gridargli poi: “Conservate questa mente-che-non-sa!”, si frugò dentro l’abito e ne estrasse un’arancia.

“Cos’è questo?”, chiese al lama.

“Cos’è questo?” era una tipica domanda per avviare il discorso, e noi lo sentivamo pronto ad avventarsi su qualsiasi risposta avesse ricevuto.

Il tibetano sedeva in silenzio snocciolando il suo rosario fra le dita senza dar segno di voler rispondere.

“Cos’è questo?”, insisté il maestro zen mettendo l’arancia sotto il naso del tibetano.

Kalu Rinpoche si chinò lentamente verso il monaco tibetano che gli sedeva accanto e gli faceva da interprete, e insieme parlarono per alcuni minuti. Alla fine il traduttore si rivolse all’uditorio e disse :”Rinpoche dice: ‘Ma cosa gli prende? Non hanno arance nel loro paese?’ ”.

Il dialogo si interruppe qui.

Tratto da: “Pensieri senza un pensatore”, di Mark Epstein, ed. Ubaldini

Incanto


Incanto

Respiro di vita
coi fiori
ed i profumi
ad incantare
ogni passo nuovo
verso la scoperta
di bellezza
e nuova emozione
in questo
istante immoto

30.08.2017 Poetyca

Enchant

Breath of life
with flowers
and perfumes
to enchant
every new step
towards the discovery
of beauty
and new emotion
in this
instant immote

30.08.2017 Poetyca

Amare – To love – Lao-Tzu


🌼Amare🌼

“Essere amati profondamente
da qualcuno ci rende forti;
amare profondamente
ci rende coraggiosi”

Lao-Tzu, filosofo
🌼🌿🌼
🌸To love

“To be loved deeply
from someone makes us strong;
to love deeply
makes us brave ”

Lao-Tzu, philosopher

Abbraccio – Hug


🌼Abbraccio🌼

È abbraccio
tra terra
e mare
stretto
lento
Come
onda
a lambire
questo
momento
Il cielo
testimone
manda
le stelle
come manto

08.09.2018 Poetyca
🌼🌿🌸
🌸Hug

It’s hug
between earth
and sea
strict
slow
As
wave
to lick
this
moment
The sky
witness
sends
the stars
as a mantle

08.09.2018 Poetyca