Archivio | 21/12/2018

Cuore gentile


Cuore gentile

La gentilezza è un fiore:
offre a tutti la sua grazia.
La critica è separativa,
una linea, un confine
che divide e rende competitivi
per paura del fallimento
di essere diversi, non in grado di superlo.

Con il biasimo
non si costruisce nulla,
è un castello di carte
che cade con un colpo di vento,
la maschera dell’inganno
che copre il volto della tua insoddisfazione.

Un mazzo di fiori,
sorrisi gentili
è un dono dal cuore
che non separa
perché il profumo di gratitudine
non cancella mai il tuo nome,

08.02.2011 Poetyca

Kindhearted

Kindness is a flower:
offers to all its glory.
Criticism is separative,
a line, a boundary
which divides and brings in competition
for fear of failure
to be different, not able to overcome.

With the blame
nothing can be built,
is a house of cards
that falls with a gust of wind,
the mask of deception
that covers the face of your dissatisfaction.

A bouquet of flowers,
polite smiles
is a gift from the heart
that not separe
because in the perfume of gratitude
do not ever remove your name,

08.02.2011 Poetyca

Arcobaleno scomposto


Arcobaleno scomposto

Di luce è il percorso
strada sopita
che si anima
al chiarore di stelle

E tutti i tuoi sogni
frementi tra ciglia
nell’alito della notte
apriranno ali

Un manto nuovo
ricoprirà l’attesa
e tra passi di danza
e la tua mano distesa
sarà la vita che palpita
il dono di un sorriso
in un arcobaleno
nato dal bianco scomposto
di un illuso nulla
che nutriva tutti i colori

22.10.2003 Poetyca

Broken rainbow

Is the path of light
calmed road
that animates
the brightness of stars

And all your dreams
quivering between cilia
in breath of the night
open wings

A new mantle
overlap the wait
and between dance steps
and your outstretched hand
will be the life that throbs
the gift of a smile
in a rainbow
born from white split
a deluded nothing
that had all colors

22.10.2003 Poetyca

L’elefantino Chimbo



 

L’elefantino Chimbo

Il vento racconta sempre tante storie e per chi non riesce a dormire e resta in ascolto,la notte è capace di portarne sempre di nuove,basta restare in silenzio e far riposare i pensieri . C’era una volta nella foresta africana una bella famiglia di elefanti,tutti erano in attesa della nascita di un nuovo elefantino che avrebbe arricchito il “ Grande gruppo”. L’evento era molto atteso e le elefantesse più anziane tenevano d’occhio Aurora la giovane sposina che cominciava ad agitarsi… La luna era piena e giù al fiume le canne erano agitate dal vento… Aurora sentì essere giunto il momento di allontanarsi per il grande evento lentamente si spostò dove sapeva esserci uno spiazzo e vicino un cespuglio che l’avrebbe protetta da occhi indiscreti. Dopo qualche attimo di smarrimento per la visuale poco nitida e per la trepidazione per quanto stesse per accadere,l’elefantessa sentì l’istinto che la guidava… Dopo un po’ di tempo vide nell’erba un esserino tenero che coccolò amorevolmente,ecco ora poteva fare la conoscenza del suo piccolo e volle chiamarlo Chimbo. L’elefantino era vivace e amava scoprire tutte le cose che il mondo conteneva : odori,suoni e sapori,non era una cosa di tutti i giorni avere un mondo da assaggiare e una mamma così premurosa! Ritornata al gruppo con quel nuovo componente venne festeggiata ed accolta da tutti con gioia,il suo piccolo era proprio carino. La mamma era paziente ed ogni mattina lo portava al fiume per fare il bagno e gli insegnava i luoghi dove avrebbe trovato l’erba migliore. Il piccolo Chimbo era davvero felice,non conosceva il pericolo e nessuno gli avrebbe mai fatto del male con la presenza della sua adorata mamma. Un giorno dal cielo scese uno strano animale che nella sua pancia trasportava degli umani,scesero dei cacciatori in cerca di nuove prede da vendere ai circhi più importanti d’Europa. Era un gruppo,tra i vari cacciatori il più temuto ed abile Albert ,era quello che sapeva fare il suo mestiere con destrezza,tutti sapevano che la cicatrice che aveva nel braccio era per la lotta che ebbe con un feroce leone,lui non temeva nulla e conosceva il territorio come nessuno. La notte dell’arrivo fu subito impiegata per mettere delle reti molto robuste e il fatto che la luna mandasse poca luce a causa delle nubi era per lui un’occasione da non far fuggire. Si nascose nei pressi del fiume che sapeva essere territorio di abbeverata per gli elefanti con la speranza di trovarne uno abbastanza giovane in modo da essere addestrato in un Circo. Alle prime luci dell’alba l’elefantino assetato si sveglio e si allontanò per andare a bere al fiume,non volle svegliare la madre che era molto stanca. Appena si avvicino alla riva senti un odore sconosciuto ma non ci fece caso e ZAC! fu prigioniero della rete,il cacciatore soddisfatto per la sua preda,prima che l’elefantino potesse emettere un suono lo narcotizzò e lo mise in una grande cassa dotata di ruote agganciata alla sua jeep. Il piccolo era confuso,non comprendeva nulla e sapeva solo che si sentiva molto pesante. Dopo ore di sonno si risvegliò in un luogo rumoroso e buio con la strana sensazione di rollare,era infatti nel bagagliaio di un aereo,cominciò a pensare alla sua mamma,alla foresta e al suo fiume,gli amici che forse non avrebbe più rivisto…Si mise a piangere e una brutta voce rispose “ Ti sei svegliato finalmente? Tu ed io dovremmo fare un lungo viaggio insieme e poi…Sarai importante sai? Sarai capace di lavorare in un bellissimo Circo! Era il domatore del Circo Betrix che era andato a prenderlo,era un omone grosso,grosso con uno sguardo che metteva paura,per lui,domatore di leoni ed elefanti era importante dover essere imponente e farsi rispettare soprattutto dalle belve. L’ elefantino lo temeva,aveva una voglia matta di andare dalla sua mamma,ma dov’era? Il piccolo si mise a piangere…Sentì una vocettina che gli disse : “ Non piangere piccino,vedrai che non è poi così brutto il Circo,sai,ci sono tanti bambini che ci vengono a vedere e ci regalano mille sorrisi !” Era Coco la scimmietta del domatore,com’era piccola e buffa con quel vestitino rosso con bottoni dorati,addirittura aveva un cappellino! Chimbo la guardò e sorrise ,si,era proprio carina,le ricordava Dolly e Molly le sue amiche della foresta. Così ,da questo primo incontro Coco e Chimbo rimasero sempre insieme,l’elefantino imparò molti esercizi ed era bravo,non poteva però cancellare dal cuore la foresta e la sua mamma. Un giorno la piccola Coco rimase chiusa in una scatola,conteneva dei vestiti colorati da pagliaccio e lei non riuscì a trattenere la sua curiosità ,la serratura scattò ma essendo difettosa la rese prigioniera. Non riusciva a respirare,era buio ed aveva paura,cominciò allora a piangere e ad agitarsi. Per fortuna Chimbo la sentì poiché era vicino al tendone dove stava provando i suoi esercizi,subito corse e con la proboscide aprì la scatola e la trasse in salvo. Coco fu felice per la dimostrazione d’amicizia e chiese cosa desiderasse tanto e se lei potesse aiutarlo per ricambiare l’atto d’amicizia. Chimbo divenne triste,voleva tornare nella sua foresta,era felice di fare gli esercizi per i sorrisi dei bambini ma lui non poteva dimenticare la foresta e la sua mamma,voleva che Coco prendesse la chiave della sua gabbia dalla roulotte del domatore per poter tornare a casa. Quella notte Coco con le chiavi sottratte al domatore aprì la gabbia del suo amico che lo salutò con le lacrime agli occhi riconoscente per la conquistata libertà e per doversi separare,le chiese se volesse andare con lui ma la scimmietta rifiutò dicendo di non aver mai visto una foresta e di essere nata nel Circo e non avrebbe mai lasciato il sorriso dei bambini che amava. Chimbo sparì nel buio della notte,non sapeva dove andare,era stanco e infreddolito,troppi rumori minacciosi,aveva fame e voleva sempre di più la presenza della sua mamma. Finì distrutto in un parco e si addormentò. Al mattino presto Angelo e suo padre insieme al cane Ringo erano andati a fare la passeggiata del mattino. Quando Angelo lo vide credette di sognare,com’era possibile che ci fosse un elefante nel parco? Lo portarono nel giardino di casa e poi in garage stando attenti a non farsi scoprire,il padre di Angelo amava la natura e gli animali e conosceva molti zoofili così organizzò un viaggio e dopo pochi giorni il piccolo Chimbo vide dal finestrino dell’aereo la sua amata foresta e il fiume degli elefanti. Quando lo fecero scendere si voltò per salutare il bambino con uno dei suoi esercizi più belli e il bambino dopo averlo abbracciato gli regalo un sorriso,per Chimbo fu il più prezioso che conserva ancora nel cuore. Il vento ha portato questa storia raccolta in uno dei suoi lunghi viaggi e altre ne raccoglie se in silenzio lo sai ascoltare.

®Poetyca

 

The baby elephant Chimbo
The wind always tells many stories and for those who can not sleep and listens, the night is always able to bring new, just remain silent and let rest thoughts. Once upon a time in a beautiful African forest elephant family, everyone was awaiting the birth of a new baby elephant that would have enriched the “Large Group”. The event was highly anticipated and older female elephants were watching the Aurora young bride who was beginning to stir … The moon was full and down the river reeds were shaken by the wind … Aurora felt to be high time to get away for the big event slowly moved where he knew a clearing near a bush and that would protect her from prying eyes. After a few moments of bewilderment for the view blurry and trepidation for what was about to happen, the elephant felt the instinct that drove … After a bit ‘of time saw a creature in the grass tender that lovingly petted, here now could make the acquaintance of his little and wanted to call Chimbo. The elephant was lively and loved discover all the things that the world contained: smells, sounds and tastes, was not a thing of every day have a world to taste and a mother so thoughtful! Returned to the group with the new component was celebrated and welcomed by all with joy, his little was really nice. Mom was patient and every morning took him to the river to bathe and taught him the places where he would find the best grass. The small Chimbo was really happy, did not know the danger and no one would ever hurt by the presence of his beloved mother. One day the sky fell a strange animal in his belly carrying humans, they went down the hunters in search of new prey to sell to circuses most important in Europe. It was a group, among other hunters the most feared and skilled Albert, was the one who knew how to do his job with skill, everyone knew that the scar that he was in the arm for the fight he had with a ferocious lion, he was not afraid of anything and knew the territory as anyone. The night arrival was immediately used to put the networks very robust and the fact that the moon would send little light because of clouds was for him an opportunity not to flee. He hid near the river he knew to be the territory of watering for elephants in the hope of finding one young enough to be trained in a Circus. At first light the thirsty elephant is awake and moved away to go to the river to drink, he would not wake up the mother who was very tired. As soon as you get close to the shore you feel a strange smell but took no notice and ZAC! was a prisoner of the network, the hunter satisfied for its prey, before the elephant could make a sound narcotizzò him and put him in a large chest with wheels attached to his jeep. The child was confused, did not understand anything and only knew that he felt very heavy. After hours of sleep he woke up in a dark and noisy place with the strange sensation of rolling, it was in the trunk of a plane, began to think of his mother, to the forest and its river, the friends that he might not see again … began to weep and a bad voice replied “You woke up finally? You and I should make a long journey together and then … You will be important to know? You will be able to work in a beautiful Circus! It was tamer Circus Betrix who had gone to pick him up, he was a big man, big with a look that was frightening for him, tamer of lions and elephants have to be impressive, and it was important to be respected especially by wild beasts. L ‘elephant feared him, he had a strong desire to go to her mother, but where was it? The small began to cry … She heard a little voice that said, “Do not cry baby, you’ll see that it’s not that bad the Circus, you know, there are many children who come to see us and give us a thousand smiles!” It was the Coco monkey’s tamer, it was small and funny with that little red dress with gold buttons, even had a hat! Chimbo looked at her and smiled, it was really pretty, reminded Dolly Molly and her friends of the forest. So, from this first meeting and Coco Chimbo were always together, the elephant learned many years and it was good, but could not clear the forest from the heart and her mom. One day the little Coco remained closed in a box, contained clothes colored clown and she could not hold back her curiosity, the lock clicked but being defective made her prisoner. He could not breathe, it was dark and he was afraid, then began to cry and fidget. Fortunately Chimbo heard her because it was near the tent where he was rehearsing his exercises, and immediately ran with the trunk opened the box and pulled to safety. Coco was happy for the demonstration of friendship and asked what he wanted so much and if she could help him to reciprocate the act of friendship. Chimbo became sad, he wanted to return to his forest, he was happy to do the exercises for the smiles of the children, but he could not forget the forest and his mother, who wanted Coco took the key to his cage by caravans of tamer to return to home. That night Coco with the keys removed from tamer opened the cage of his friend who greeted him with tears in her eyes grateful for the conquered freedom and for parting, he asked if she wanted to go with him but the monkey refused, saying that he had never seen a forest and being born in Circus and would never let the smile of the children he loved. Chimbo disappeared into the darkness of the night, he did not know where to go, he was tired and cold, too many noises threatening, he was hungry and wanted more and more the presence of his mother. Was destroyed in a park and fell asleep. Early in the morning Angelo and his father together with the dog Ringo had gone to do the walk in the morning. When Angelo saw it believed to dream, as it was possible that there was an elephant in the park? They took him in the garden of the house and then in the garage being careful not to be discovered, the father of Angelo loved nature and animals and knew so many animal lovers organized a trip and after a few days the little Chimbo saw the window of his beloved forest and river of elephants. When they made him get turned to greet the child with one of his most beautiful exercises and the baby after it embraced the gift of a smile, for Chimbo was the more valuable it still keeps the heart. The wind brought this story in a collection of his long journeys and other collects if you know listen in silence.

®Poetyca

Chiamami ti prego con i miei veri nomi


CHIAMAMI, TI PREGO, CON I MIEI VERI NOMI

 

Non dire che partiro’ domani
perche’ anche oggi continuo ad arrivare.

Guarda in profondita’ arrivo ogni secondo e sono una gemma su un ramo in primavera,sono un uccellino, dalle ali ancora fragili,e imparo a cantare nel mio nuovo nido,sono un bruco nel cuore di un fiore,sono un gioiello che si nasconde in un sasso.

Sto ancora arrivando, per ridere e per piangere,per avere paura e per sperare,
il ritmo del mio cuore e’ la nascita e la morte  di tutti coloro che sono vivi.

Sono un’effimera in metamorfosi sulla
superficie del fiume 
e sono l’uccello che, quando arriva la primavera,arriva in tempo per mangiarsi l’effimera.

Sono una rana che nuota felice nell’acqua chiara di uno stagno,
e sono una biscia che si avvicina
in silenzio e si nutre della rana.

Sono un bambino ugandese, tutto pelle e ossa,le mie gambe sono sottili come canne di bambu’,e sono il mercante che vende armi mortali all’Uganda.

Sono una bambina di dodici anni, profuga su una piccola imbarcazione,
che si getta nell’oceano dopo essere stata violentata da un pirata del mare,
e sono il pirata, dal cuore ancora incapace di vedere e di amare.

Sono un membro del Politburo, e ho molto potere nelle mie mani,
e sono l’uomo che paga il suo “debito
di sangue” alla sua gente,
e muoio lentamente in un campo di lavori forzati.

La mia gioia e’ come una sorgente calda che fa sbocciare fiori in tutti i sentieri della vita.
Il mio dolore e’ come un fiume di lacrime,tanto in piena
che riempie i quattro oceani.

Ti prego, chiamami con i miei veri nomi,perche’ possa svegliarmi e la porta del mio cuore possa restarea perta, la porta della compassione.

^ ^ ^

Call Me by My True Names

Do not say that I’ll depart tomorrow
because even today I still arrive.

Look deeply: I arrive in every second
to be a bud on a spring branch,
to be a tiny bird, with wings still fragile,
learning to sing in my new nest,
to be a caterpillar in the heart of a flower,
to be a jewel hiding itself in a stone.

I still arrive, in order to laugh and to cry,in order to fear and to hope.
The rhythm of my heart is the birth and
death of all that are alive.

I am the mayfly metamorphosing on the surface of the river,
and I am the bird which, when spring comes, arrives in time
to eat the mayfly.

I am the frog swimming happily in the clear pond,and I am also the grass-snake who, approaching in silence,
feeds itself on the frog.

I am the child in Uganda, all skin and bones,my legs as thin as bamboo sticks,
and I am the arms merchant, selling deadly weapons toUganda.

I am the twelve-year-old girl, refugee on a small boat,who throws herself into the ocean after being raped by a sea
pirate,and I am the pirate, my heart not yet capable of seeing and
loving.

I am a member of the politburo, with plenty of power in my
hands,and I am the man who has to pay his “debt of blood” to, my people,dying slowly in a forced labor camp.

My joy is like spring, so warm it makes flowers bloom in all walks of life.
My pain if like a river of tears, so full it fills the four oceans.

Please call me by my true names,
so I can hear all my cries and laughs at once,so I can see that my joy and pain are one.

Please call me by my true names,
so I can wake up,and so the door of my heart can be left open,the door of compassion.

Thich Nhat Hahn 1978

La notte


La notte

Un respiro
un sentiero tra le stelle
dove i sogni sono in attesa
Un ricordo che tocca la pelle
lasciano impronte indelebili
ed accende quella nostalgia
che ha un solo nome

Un tuffo
dove il tempo non esiste
e tutto rincorre fantasia
Un pensiero senza catene
in interminabili palpiti vivi
ed è soffio di magia
che armonizza la notte

13.08.2011  Poetyca

The night

A breath
a path among the stars
where dreams are waiting
A reminder that touches the skin
leave indelible imprints
and turns that nostalgia
which has only one name

A dip
where time does not exist
chases and all fantasy
A thought without chains
live in endless thrills
and is the breath of magic
harmonizing the night

13.08.2011  Poetyca

Notte


Notte
La notte
allunga ombre
sul ciglio del cuore
dove soffice
ondeggia la luna
per far fuggire
anche l’ultima
nostra paura

15.05.2017 Poetyca

Night

The night
stretches shadows
on the side of the heart
where soft
the moon waves
to escape
even the last one
our fears

15.05.2017 Poetyca

Impalpabile 


Impalpabile 
Oltre la mente
oltre il tempo
tutto resta
come petalo
Impalpabile
è la danza
sulle note
del nostro Essere
Gocce frastagliate
come pioggia
che tutto lava
infine unite
Oceano d’amore
supera lo spazio
in riflessi d’oro
e non incontri la paura

09.05.2017 Poetyca

Impalpable

Beyond the mind
beyond the time
Everything remains
Like petal
Impalpable
 It’s dance
On notes
Of our Being
Jagged drops
As rain
That washes everything
Finally unite
Love Ocean
Surpasses space
In golden reflections
And do not encounter fear

09.05.2017 Poetyca