Archivio | 03/02/2019

Illusione


” Se lasci cadere l’Illusione che è l’io ad agire, e credi invece che il vero io è il divino, arriverai allora alla pienezza, ti accorgerai che il Tutto è in te e tu sei nel Tutto.”

Bhagavad Gita
Essere nel Tutto è valido per ogni cosa, per ogni essere vivente, allora non esiste la separazione siamo tutti la medesima cosa, con la medesima dignità: gocce di un oceano d’Amore, eppure la mente atterrita, che si crede separata fa cadere un velo e reagisce e rendendo difficle la possibilità di comprendere la Verità.

Questi testi per me sono paragonabili ad un libro di psicologia dove si vede il comportamento umano e si accende la fiaccola della compassione verso coloro che non sanno, verso la loro mente spaventata dal buio della propria ignoranza.

©Poetyca

“If you drop the illusion that the self is to act, and believe instead that the true self is the divine, then you will come to fulfillment, you’ll find that everything is in you and you are in the All.”

Bhagavad Gita

Everything is good to be in everything, for every living being, then there is the separation we are all the same thing with the same dignity: drops of an ocean of love, yet terrified the mind, which is believed to separate drops a veil and reacts difficle and making the possibility of understanding the Truth.

These texts to me are like a book where you see the psychology of human behavior, and lights the torch of compassion towards those who do not know, to their mind, frightened by the darkness of ignorance.

© Poetyca

Annunci

Sulla spiaggia


3b

Sulla spiaggia

Non cancello
orme sul cuore
passaggio nel tempo
indelebile traccia
in sussurri d’amore
sulla spiaggia
del nostro Essere

27.11.2015 Poetyca

On the beach

not gate
footprints on the heart
passage in time
indelible track
in whispers of love
on the beach
of our Being

11/27/2015 Poetyca

Passato



Passato

Dolcemente ricama la memoria
e svela antichi splendori:
semplicità ed incanti
d’emozione ed amori
aria pulita e forza di sentimenti
che incidevano il senso
di una vita che sapesse offrire
quel che onore e famiglia seminava

30.07.2006 Poetyca

Past

Sweetly embroidered memory
and reveals former glory
simplicity and charm
of emotion and love
clean air and power of feelings
that affect the way
who could offer a life
family and honor what he sowed

30.07.2006 Poetyca

Amicizia


amicizia

ღ❥¸¸.☆ ❥☼ღ❥¸¸.☆

☆ Amicizia

☆ Amicizia è rispetto
☆ Amicizia è cuore aperto
☆ Amicizia è ascolto
☆ Amicizia è una mano tesa
☆ Amicizia è mettere gli altri al primo posto
☆ Amicizia è non cercare vantaggio
☆ Amicizia è la gioia per i successi degli altri
☆ Amicizia è la lacrima per il tuo dolore
☆ Amicizia è silenzio senza critica per permettere di riflettere
☆ Amicizia è la parola giusta al momento giusto
☆ Amicizia sei tu per me

☆ Amicizia non è inganno
☆ Amicizia non è pietismo
☆ Amicizia non è ipocrisia
☆ Amicizia non è sopraffazione
☆ Amicizia non è critica per indebolire il rispetto di sè
☆ Amicizia non è possesso degli altri
☆ Amicizia non è parlare alle spalle
☆ Amicizia non è trarre vantaggio
☆ Amicizia non è piegare gli altri al proprio volere
☆ Amicizia non è chi inganna il mio cuore

ღ ❥ ¸ ¸. ☆ ❥ ☼ ღ ❥ ¸ ¸. ☆

☆ Friendship

☆ Friendship is respect
☆ Friendship is an open heart
☆ Friendship is listening
☆ Friendship is a hand held
☆ Friendship is put others first
☆ Friendship is not to seek advantage
☆ Friendship is the joy for the successes of others
☆ Friendship is the tears for your pain
☆ Friendship is not critical to allow silence to reflect
☆ Friendship is the right word at the right time
☆ Friendship are you to me

☆ Friendship is not deception
☆ Friendship is not pietism
☆ Friendship is not hypocrisy
☆ Friendship is not overpowering
☆ Friendship is not critical to weaken the self-respect
☆ Friendship is not fulfill the other
☆ Friendship is not talking behind
☆ Friendship is not taking advantage
☆ Friendship is not bend others to their will
☆ Friendship is not who deceives my heart

 ✿⊱ P░O░E░T░Y░C░A░╮

 

 

Fede, Speranza e Amore



Fede, Speranza e Amore

Una breve poesia sulle emozioni, la coscienza e il corpo
G.I. Gurdjieff

La fede è la libertà di coscienza
Fede del sentimento è debolezza
Fede del corpo è stupidità.

L’amore della coscienza evoca lo stesso in risposta
L’amore dei sentimenti evoca l’opposto
L’amore del corpo dipende dal tipo e dalla polarità.

Speranza della coscienza è forza
Speranza del sentimento è schiavitù
Speranza del corpo è malattia.

I racconti di Belzebù a suo nipote, p. 361 (si trova in: Un approccio per l’insegnamento lasciato da Gurdjieff, Verso il Risveglio, Jean Vaysse, pag 1)

Faith, Hope and Love
A short poem on emotion, consciousness and the body
G.I. Gurdjieff

Faith of consciousness is freedom
Faith of feeling is weakness
Faith of body is stupidity.

Love of consciousness evokes the same in response
Love of feeling evokes the opposite
Love of body depends on type and polarity.

Hope of consciousness is strength
Hope of feeling is slavery
Hope of body is disease.

Beelzebub’s Tales to His Grandson, p. 361 (found in: An approach to the teaching left by Gurdjieff, Toward Awakening, Jean Vaysse, p. 1)

_Life_is_Only_Real_When_I_Am_Ebook.pdf

Qui ed ora


22

Qui ed ora

Qui ed ora
un sospiro di vita
tra le pieghe del cuore
dove ti fermi a guardare
nubi che passano

Qui ed ora
una candela accesa
talmente forte
da non abbassare la fiamma

Qui ed ora
meditare per accogliere
aliti di silenzio
nel canto della trasformazione

16.06.2014 Poetyca

Here and now

Here and now
a sigh of life
between the folds of the heart
where you stop to look
clouds that pass

Here and now
a lighted candle
so strong
not lower the flame

Here and now
meditate to accommodate
breaths of silence
in the singing of the transformation

16/06/2014 Poetyca

Un nuovo Yoga? Sri Aurobindo


Un nuovo Yoga? Sri Aurobindo

Non ho mai detto che il nostro yoga fosse qualcosa di assolutamente nuovo in tutti i suoi elementi. L’ho chiamato Yoga Integrale e ciò significa che riprende l’essenza e molti procedimenti degli antichi yoga; la novità sta nel suo scopo, nel suo punto di vista e nella globalità del suo metodo.

Nei primi stadi, che sono quelli che ho trattato in libri come L’enigma di questo mondo o le Luci sullo yoga, o nel nuovo libro che dev’essere pubblicato [“Le basi dello yoga”], non c’è niente che lo distingua dagli yoga antichi, se non lo scopo che ne sottolinea il carattere globale, lo spirito dei suoi movimenti, il significato finale sempre presente e anche lo schema della sua psicologia e dei suoi metodi; ma siccome ciò non era né poteva essere sviluppato sistematicamente o schematicamente in queste lettere, non è stato compreso da quelli che ancora non si sono familiarizzati con esso mentalmente o attraverso una certa pratica. I particolari o il metodo degli stadi ulteriori dello yoga, che entrano in regioni poco conosciute o inesplorate, non li ho resi pubblici, né per ora intendo farlo.

So anche benissimo che ci sono stati ideali e anticipazioni apparentemente similari: la perfettibilità della razza, certe sadhana tantriche, lo sforzo verso una siddhi fisica completa da parte di certe scuole di yoga, ecc, ecc. Io stesso ho alluso a queste cose e ho espresso il concetto che il passato spirituale della razza è stato una preparazione della Natura non semplicemente per raggiungere il Divino al di là del mondo, ma anche per questo vero e proprio passo in avanti che l’evoluzione della coscienza terrestre deve ancora fare.

Non mi preoccupo affatto quindi (anche se questi ideali erano fino a un certo punto paralleli, tuttavia non identici ai miei) se questo yoga, il suo scopo e suo metodo siano accettati o no come nuovi; questo, in sé, è un problema marginale. L’unica cosa importante è che sia riconosciuto vero in sé da quelli che possono accettarlo o praticarlo, e la sua verità sia dimostrata dai risultati; non ha importanza se viene detto nuovo, o una ripetizione o un rinnovamento di un vecchio yoga dimenticato. Ho insistito sulla sua novità nelle mie lettere a certi sadhaka per spiegar loro che una ripetizione dello scopo e dell’idea di vecchi yoga non è secondo me abbastanza, e che questo nostro yoga non è stato ancora realizzato, non ancora chiaramente visualizzato, anche se è il risultato naturale, ma ancora segreto, di tutto lo sforzo spirituale del passato.

È nuovo raffrontato agli antichi yoga:
1. Perché mira non ad un abbandono del mondo e della vita per entrare in un Paradiso o Nirvana, ma a un cambiamento della vita e dell’esistenza che non sia qualcosa di subordinato o incidentale, ma uno scopo distino e centrale. Se anche in altri yoga è contemplata una discesa, non è tuttavia che un avvenimento casuale lungo il cammino, una conseguenza dell’ascesa; l’ascesa è la cosa reale. Qui l’ascesa è il primo passo, ma è un mezzo per ottenere la discesa. L’impronta caratteristica, il segno della sadhana, è la discesa della nuova coscienza raggiunta dall’ascesa. Anche il Tantra e il Vishnuismo finiscono in una liberazione dalla vita; qui lo scopo è la realizzazione divina della vita.

2. Perché lo scopo ricercato non è un raggiungimento individuale della realizzazione divina per l’individuo in sé, ma qualcosa da ottenere per la coscienza terrestre, qui, cioè un compimento cosmico, non esclusivamente al di là del cosmo. La cosa da ottenere è anche la discesa di un Potere di Coscienza (la Supermente) che non è ancora organizzato o attivo nella natura terrestre, e neanche nella vita spirituale, ma che dev’essere organizzato e reso direttamente attivo.

3. Perché è stato raccomandato un metodo, per raggiungere questo scopo, che è totale e integrale quanto il fine che serve, ossia la trasformazione totale e integrale della coscienza e della natura; utilizzando sì i vecchi metodi, ma solo parzialmente e come aiuto immediato. Non ho trovato questo metodo (nel suo insieme) o niente di simile, professato o realizzato negli antichi yoga. Se l’avessi trovato, non avrei sprecato il mio tempo ad aprire faticosamente una strada e fatto trent’anni di ricerca e di creazione interiore, quando avrei potuto procedere in fretta e senza rischi verso la meta su sentieri già tracciati, segnati, perfettamente rivelati, lastricati, resi sicuri e pubblici. Il nostro yoga non è un ripercorrere vecchi cammini, ma un’avventura spirituale.

Sri Aurobindo, Letters on Yoga, XXII, pp. 99-101

A new yoga? Sri Aurobindo

I never said that our yoga was something absolutely new in its entirety. I called Integral Yoga, which means that many processes and captures the essence of the ancient yoga, the novelty lies in its purpose, in his view and in their overall approach.

In the early stages, which are the ones that I have covered in books like The enigma of this world or the lights on yoga, or to be published in new book [“The basis of yoga”], there is nothing that distinguish it from the ancient yoga, if not the purpose that emphasizes the global nature, the spirit of his movements, the final meaning in mind and also the scheme of his psychology and its methods, but since this was not and could not be developed in a systematic or schematically in these letters was not understood by those who have not yet familiar with it mentally or through some practice. The details of the method or further stages of yoga, which take little known or unexplored regions, I have not made public, nor intend to do for now.

I also know very well that there were apparently similar ideals and expectations: the perfectibility of the race, some tantric sadhana, siddhi effort towards a complete physical by some schools of yoga, etc., etc.. I myself have alluded to these things and I expressed the idea that the spiritual past of the race was a preparation of Nature is not simply to reach the Divine beyond the world, but also why real step forward in the evolution consciousness has yet to land.

I’m not worried at all then (even though these ideals were parallel to a certain point, but not identical to mine) if this yoga, its purpose and its method are accepted as new or not, this in itself is a minor problem . The only important thing is that true in itself is recognized by those who can accept it or practice it, and its truth is demonstrated by the results, it does not matter if you are told again, or a repetition or renewal of an old forgotten yoga. I insisted on its novelty in my letters to certain sadhaka to explain to them that a repetition of the old order and the idea of ​​yoga is not enough for me, and that our yoga has not been realized yet, not yet clearly visible, although is the natural result, but still secret of all spiritual effort of the past.

It is new compared to the ancient yoga:
1. Why not aim for an abandonment of the world and life to enter into a Heaven or Nirvana, but a change of life and existence that is not something subordinate or incidental, but a central purpose and are separated. If in other yoga is contemplated a descent, however, is not a chance occurrence along the way, a consequence of the rise, the rise is the real thing. Here, the rise is the first step, but is a means to obtain the descent. The characteristic imprint, the sign of the sadhana, the descent is achieved by the rise of the new consciousness. The Tantric Vaishnavism and end up in a release from life, and here the goal is the realization of the divine life.

2. Because the objective sought is not an individual achievement of God-realization for the individual per se, but something to get to the earthly consciousness, here, that is a cosmic accomplishment, not only beyond the cosmos. The thing to get is the descent of a Power of Consciousness (Supermind) which is not yet organized or operating in the terrestrial nature, and even in the spiritual life, but must be organized and delivered directly active.

3. Why was the recommended method to achieve this goal, which is total and complete as of the end which is used, namely the total and complete transformation of consciousness and nature, so using the old methods, but only partially and as immediate aid. I have found this method (as a whole) or anything like that, professed or made in the ancient yoga. If I had found, would not have wasted my time to open a hard road and did thirty years of research and inner creation, when I could do quickly and safely to the goal of paths already traced, marked, fully revealed and slab, and secured public. Our yoga is not a trace old paths, but a spiritual adventure.

Sri Aurobindo, Letters on Yoga, XXII, p. 99-101