Archivio | 29/04/2019

Le porte del Paradiso


57. Le porte del paradiso

Un soldato che si chiamava Nobushige andò da Hakuin e gli domandò: «C’è davvero un paradiso e un inferno?».

Chi sei?» volle sapere Hakuin. «Sono un samurai» rispose il guerriero.

«Tu un soldato!» rispose Hakuin. «Quale governante ti vorrebbe come sua guardia? Hai una faccia da accattone!».

Nobushige montò così in collera che fece per snudare la spada, ma Hakuin continuò: «Sicché hai una spada! Come niente la tua arma è troppo smussata per tagliarmi la testa».

Mentre Nobushige snudava la spada, Hakuin osservò: «Qui si aprono le porte dell’inferno!».

A queste parole il samurai, comprendendo l’insegnamento del maestro, rimise la spada nel fodero e fece un inchino.

«Ora si aprono le porte del paradiso» disse Hakuin.

 Tratto da 101 Storie Zen 

The Gates of Paradise

A soldier named Nobushige came to Hakuin, and asked: “Is there really a paradise and a hell?”

“Who are you?” inquired Hakuin.

“I am a samurai,” the warrior replied.

“You, a soldier!” exclaimed Hakuin. “What kind of ruler would have you as his guard? Your face looks like that of a beggar.”

Nobushige became so angry that he began to draw his sword, but Hakuin continued: “So you have a sword! Your weapon is probably much too dull to cut off my head.”

As Nobushige drew his sword Hakuin remarked: “Here open the gates of hell!”

At these words the samurai, perceiving the master’s discipline, sheathed his sword and bowed.

“Here open the gates of paradise,” said Hakuin.

Taken from 101 Zen Stories

La freccia avvelenata


La freccia avvelenata (storia zen)

“Se un uomo viene colpito da una freccia avvelenata e non vuole che gli sia tolta prima di sapere chi l’abbia lanciata, a quale casta appartenga, quale sia il suo nome, quale sia la sua famiglia, quale sia la sua statura, quale sia la sua carnagione, da quale paese provenga, il tipo di arco che usa, il tipo di corda, il tipo di freccia, il tipo di penne, il tipo di punta, ecc., costui morirà prima di conoscere tutte queste cose.”

Buddha

Commento: Nella ricerca della verità – argomenta il Buddha – incontriamo numerose domande inutili: se l’universo sia o non sia eterno, se sia o non sia limitato, se esista o non esista un’anima, se esista o non esista un Dio, e così via. Ma “se un uomo vuole rimandare la ricerca e la pratica dell’Illuminazione fino a risolvere questi problemi, morirà senza aver trovato la Via.” Che cos’è questa freccia avvelenata se non la mente che perde tempo con il pretesto di dover prima risolvere innumerevoli questioni

 

The poisoned arrow (Zen story)

“If a man is hit by a poisoned arrow and does not want to be removedbefore you know who has launched, what caste belongs to, what ishis name, what his family, as is his stature as her complexion is, what country it comes from, the type of bow used, the type of string, thearrow type, the type of pens, the kind of tip, etc.., he will die before knowing all these things. “

Buddha

Comment: In the search for truth – the Buddha argues – we find manyuseless questions: whether the universe is eternal or not, whether or not it is limited, if a soul exists or not, whether or not there is a God,and so on. But “if a man wants to postpone the research and the practice of enlightenment to solve these problems, he will die without having found the Way.” What is this poisoned arrow, if not mindlosing time with the pretext of having to answer countless questions

Disarmati


image

Disarmati

Empatico
viaggio
nel tuffo
d’istanti
dove nulla
è separato
e Tutto
attraversa
il nostro Essere
lasciandoci
disarmati

19.06.2016 Poetyca

Unarmed

Empath
travel
in dip
of instants
where nothing
it is separated
that’s all
 crossing
our Being
leaving
unarmed

19/06/2016 Poetyca

Il suono di una mano sola


Il suono di una mano sola

C’era una volta un grande maestro Zen, e c’era un bambino di 9 anni che lo serviva. Moltissime persone giungevano dal maestro per prostrarsi ai suoi piedi, e chiedergli un koan che potesse aiutarli. Così anche il bambino, un po’ invidioso, decise un giorno, in tutta serieta’, di fare lo stesso. Il maestro rise, ma visto che il bambino insisteva proprio, gli disse: “Prova ad ascoltare il suono prodotto da una mano sola. Quando l’avrai sentito, fammelo sapere.” Il bambino s’impegno’ a fondo, tanto che non dormiva nemmeno la notte. Dopo qualche giorno torno’ dal maestro e disse: “L’ho trovato! E’ il suono del vento che soffia tra gli alberi!”. Ma il maestro scosse il capo: “Non è questo. Prova di nuovo.” E così il bambino s’impegno e s’impegno’, e quasi tutti i giorni tornava dal maestro per suggerirgli qualche suono – inevitabilmente sbagliato. Un giorno il bambino non si trovava da nessuna parte, e il maestro preoccupato mando’ dei discepoli a cercarlo. Lo trovarono nel bosco, assorto a contemplare un albero. I discepoli lo riferirono al maestro: “Non vogliamo disturbare il bambino: sembra possedere la vera natura di un buddha! Forse ha sentito quel suono.” Così fu il maestro ad andare dal bambino, e gli chiese se aveva finalmente sentito il suono prodotto da una mano. Rispose il bambino: “L’ho sentito, ma è privo di suono.”

 

The sound of one hand clapping

There once was a great Zen master, and there was a 9 year old boy who served him. So many people came from the teacher to fall prostrate at his feet, and ask a koan that could help them. So the baby, a little ‘jealous, decided one day, in all seriousness’, to do the same. The teacher laughed, but seeing that the child insisted on their own, said: “Try to listen to the sound produced by only one hand. When you hear that, let me know.” He engaged the child ‘in depth, did not sleep much that night either. After a few days back ‘from the teacher and said: “I found it! It is the sound of wind blowing through the trees.” But the master shook his head: “It’s not that. Try again.” And so the child committed himself and committed himself ‘, and almost every day he returned from the master, prompting some sound – inevitably wrong. One day the child could not be found anywhere, and send the teacher concerned ‘disciples to look for him. They found him in the woods, intent to contemplate a tree. The disciples told the teacher: “We do not want to disturb the child seems to possess the true nature of a Buddha! Maybe he heard that sound.” So the teacher was going to a child, and asked if he had finally heard the sound produced by a hand. The child replied: “I’ve heard, but no sound.”

Cattivo karma – Bad karma -Zhi Gang Sha


Cattivo karma

Il cattivo karma è il debito spirituale accumulato per i propri errori da tutte le vite precedenti e da questa vita. Comprende uccidere, danneggiare, sfruttare, imbrogliare, rubare e altro ancora. Su Madre Terra, quando acquisti una casa, estrai un mutuo da una banca. Questo mutuo è il tuo debito verso la banca. Paghi ogni mese per quindici, venti o trenta anni per cancellare il tuo debito finanziario. Nel regno spirituale, se hai un cattivo karma, potresti dover pagare per molte vite per cancellare il tuo debito spirituale.

Zhi Gang Sha

Bad karma

Bad karma is the spiritual debt one has accumulated for one’s mistakes from all previous lives and this life. It includes killing, harming, taking advantage, cheating, stealing, and more. On Mother Earth, when you buy a house, you take out a mortgage from a bank. This mortgage is your debt to the bank. You pay every month for fifteen, twenty, or thirty years to clear your financial debt. In the spiritual realm, if you have bad karma, you may have to pay for many lifetimes to clear your spiritual debt.

Zhi Gang Sha

Dimenticherai il mio nome


Dimenticherai il mio nome

Quando io busso alla tua porta
tu apri il tuo cuore
quando racconto la mia storia
tu resta ad ascoltare
anche le pagine dell’Inverno
quando sono morte le foglie
e io non volevo più credere
che i piccoli germogli
avrebbero avuto linfa
per riprendere a respirare
Ma tu presenza senza volto
ti sei sbriciolata nel silenzio
perchè hai deciso
che la mente è un orologio
con un meccanismo da riparare
e non sai seguire più il tempo
ti inceppi in ricordi confusi
convinto di sapere tutto
non hai imparato a leggere
le piccole cose non dette
ma palesi davanti agli occhi
di chi con un gesto gentile
apre ed espande in un sorriso
lo spazio del cuore
io so che tu stai scivolando
dietro agli indecifrabili disegni
di un antico ventaglio
e forse domani senza rendertene conto
dimenticherai il mio nome

16.06.2011 Poetyca

Will forget my name

When I knock on your door
You open your heart
when I tell my story
you stay to listen
the pages of Winter
When the leaves are dead
and I did not want to believe
that the small buds
would have sap
to breathe again
But you faceless presence
you crumbled in silence
why did you decide
that the mind is a clock
with a mechanism to repair
and knowest not take more time
you jamming in confused memories
thinks to knows all
have not learned to read
smaller things unsaid
, but obvious before the eyes
of those with a kind gesture
opens and expands into a smile
space of the heart
I know that youare slipping
behind the indecipherable drawings
of an antique fan
and perhaps without realizing it tomorrow
you forget my name

16.06.2011 Poetyca

Dhammapada 14


Dhammapada 14

Come la pioggia non può penetrare
attraverso un tetto ben impagliato
così le passioni non invadono
un cuore ben addestrato.

Verse 14. The Disciplined Mind Keeps Lust Away

As rain does never penetrate
a house that is well-thatched,
so lust does never penetrate
the mind well cultivated