Archivio | 11/06/2019

La gioia in Dio


armonia

Per questa gioia è vicino a voi,
è in te!
Nessuno di voi ha uno spirito così pesante
né un’intelligenza così debole,
nessuno di voi è così lontano da Dio
per non essere in grado di trovare questa gioia
in Dio.

~ Meister Eckhart

    For this joy is close to you,
    it is in you!
    None of you has a spirit so heavy
    nor an intelligence so feeble,
    none of you is so far from God
    not to be able to find this joy
    in God.

    ~ Meister Eckhart

La ricerca del vero


La ricerca del vero

In tanti anni, in tanti intrecci di storie, di risorse umane e di maturata esperienza, posso dire solo che ringrazio tutte le difficoltà maturate nel rapporto con gli altri.
Non ho la pretesa di ritenermi nel ” giusto o nel vero”, da ricercatrice posso solo dire di sperimentare giorno per giorno, di avere gioia nella scoperta e nella sperimentazione, senza meta o verità da indicare, tutto è talmente sottile che davvero le parole sarebbero solo una prigione.

Come diceva Lao – tzu nel Tao:
” Qualsiasi cosa si possa esprimere con le parole non è vera, il Tao può essere comunicato
solo da essere ad essere. Solo attraverso la presenza del Maestro,
la Verità può essere colta solo nel silenzio.”

A che servono allora le costruzioni mentali, l’aggrapparsi a parole, ad una babele di impressioni,
i giochi a rimpiattino per dimostrare quello che non è dimostrabile ma occorre di una apertura del Cuore
che non tutti sono disposti ad avere?

Abbandonare la mente per vivere la non – mente incute troppa paura

Una cosa che ho imparato è la responsabilità personale, come a volte sia io stessa la fonte di illusioni o di aspettative.
Quando ci si aspetta che gli altri siano come noi crediamo o ci attacchiamo alla nostra immagine, è palese la delusione.

Quando ci si aspetta di conoscere la Verità essa ci sfugge.

Dopo un paio di esperienze disastrose non ho però smesso di credere negli altri, nella loro buonafede e a volte incapacità di vedere oltre alcuni aspetti. Non si tratta di reale ottusità o colpa ma di non avere ancora maturato delle esperienze.

Vorrei riportare il pensiero di oggi di Omraam Mikhaël Aïvanhov come spunto di riflessione:

“Delle entità invisibili accompagnano l’essere umano lungo tutta
la sua vita. Le entità luminose, benefiche, gli preparano il
cammino ovunque debba recarsi, mentre le entità tenebrose,
malefiche, si oppongono a tutto ciò che di utile e costruttivo
egli desidera intraprendere e lo spingono verso strade senza
uscita.
Quando un re si mette in viaggio, è preceduto da servitori che
preparano il suo arrivo: quando giunge, tutto è pronto, perché
si tratta del re. Ma chi si preoccupa di organizzare gli
spostamenti di un mendicante?… Lo stesso vale per la vita
interiore: colui che è re o principe trova inevitabilmente la
via spianata davanti a sé e una quantità di persone ad
accoglierlo, mentre il mendicante – che simbolicamente è un
essere povero di virtù – non sarà ben accolto da nessuna parte.
Il segreto della vera vita, dunque, è cercare di diventare re di
se stessi, un re che domini i propri pensieri, i propri
sentimenti e le proprie azioni. Chi è realmente padrone del
proprio regno è sempre preceduto da esseri che preparano per lui
le migliori condizioni.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Vorrei però aggiungere anche una riflessione su quello che spesso si compie nel portare in forma sbagliata delle energie sull’immagine di sè e qui mi viene in aiuto un piccolo aneddoto:

Un ricercatore andò da Lieh – zu e disse: ” Ho rinunciato ad ogni cosa, prendimi con te, ora io sono pronto e capace di illuminarmi!”.
Lieh zu lo guardo con amorevolezza e risposte: ” Ora sii gentile e rinuncia anche a questo! Solo allora potrai venire a stare con me!” .
Il ricercatore esterefatto replicò :” Ma io ho rinunciato a tutto!”
E Lieh – zu ” Ma non c’è bisogno che ti aggrappi anche a questo!”

La sensazione di non avere desideri, di avere raggiunto uno scopo, di essere arrrivati e di non avere alcun difetto è una ” sostituzione ” o un nuovo inganno della mente che senza identificazione non saprebbe accettare il vuoto.

Il giovane non era realmente pronto a capire, non aveva davvero fatto esperienza.

Lieh – zu rispose: ” Allora lascia anche questo ( attaccamento), perchè te lo porti dietro? ”
Il giovane naturalmente non capiva e rispose: ” Ma io non possiedo proprio nulla, io non mi sono portato dietro nulla, io ho rinunciato a tutto!”.
Pazientemente Lieh – zu che aveva chiaramente visto la situazione replicò” ” Allora non aggrapparti neppure a questo!”.

Il dialogo tra queste due persone sarebbe infinito e in fondo su due diversi piani,come si potrebbe credere che ci possa essere comprensione e costruttività?

Spesso mi capita di osservare, di tentare la comunicazione ma non sempre è facile allora che senso avrebbe ” portarmi dietro ” l’intenzione di convicere di qualcosa? Spesso sono io stessa che ho bisogno di osservare mentre assimilo esperienze, per comprendere quale lezione devo imparare, di quale atteggiamento posso benissimo fare a meno, per avere un bagaglio leggero.
Preferisco sorridere con compassione, nel rispetto della libera scelta di altri e concentrarmi sul mio percorso, per continuare a vivere in armonia.

21/04/2009 Poetyca


The search for truth

In many years, so many intertwining stories, human resources and gained experience, I can only say that I thank all the difficulties gained in relationships with others.
I do not pretend to consider them in “right or true, researchers can only say to try each day to have joy in the discovery and testing, without a goal or truth to show, everything is so thin that the very words would only a prison.

In the words of Lao – tzu in the Tao:
“Anything you can put into words is not true, the Tao can be communicated
only be to be. Only through the presence of the Master,
Truth can be grasped only in silence. ”

What are the mental constructions, then, cling to the words, a babel of impressions,
and mouse games to prove that is not certified but should be an opening of the Heart
that not everyone is willing to have?

Leaving the mind to live not – mind strikes too afraid

One thing I learned is personal responsibility, as is sometimes the source of myself illusions or expectations.
When you expect others to be like us or believe we attach to our image, it is clear disappointment.

When you expect to know the truth it escapes us.

After a couple of disastrous experiences I still have not stopped believing in others, in good faith and sometimes their inability to see beyond a few aspects. This is not real or gross stupidity but have not yet gained the experience.

I would like to bring the thought of today Omraam Mikhael Aïvanhov as food for thought:

“Of the invisible entities accompany humans throughout
his life. Entities bright beneficial to prepare the
path must go everywhere, while the dark entity,
evil, oppose all that useful and constructive
and he wishes to push the roads without
output.
When a king is a journey, is preceded by servants
preparing for his arrival: when it comes, everything is ready, because
it is the king. But who cares to organize
movements of a beggar? … The same goes for life
inner man who is king or prince is inevitably
leveled off in front of him and a lot of people to
welcome, while the beggar – which is a symbolically
virtue of being poor – will not be welcomed anywhere.
The secret of true life, then, is trying to become king of
themselves, a king who control their thoughts, their
feelings and actions. Who really is owner of
his kingdom is always preceded by beings who are preparing for him
the best conditions. ”

Omraam Mikhael Aïvanhov

But let me add a reflection on what often is accomplished in bringing in the wrong form of energy self-image and here I will help a little anecdote:

A researcher went to Lieh – zu and said: “I have renounced everything, take me now I’m ready and able to enlighten me.”
Lieh zu watch it with kindness and answers: “Now be good and also rejects this! Only then can you come and stay with me!” .
The researcher esterefatti replied: “But I gave up everything!”
It Lieh – zu “But you do not need to cling even to this!”

The feeling of not have desires to have reached an end, to be arrrivati and have no defect is a “replacement” or a new trick of the mind that no identification would be unable to accept the void.

The young man was not really ready to understand, had not really experienced.

Lieh – zu replied: “Then leave this (attack), because you take it back?”
The young man obviously did not understand and replied: “But I have nothing, I have not brought anything back, I have given up everything.”
Patiently Lieh – zu that had clearly seen the situation said “Then do not cling even to this.”

The dialogue between these two people would be infinite and bottom on two different planes, as one might think that there can be understanding and constructive?

I often observe, groped communication is not always easy, but then what would “take back” the intention to convince of anything? They are often myself I need to watch while assimilate experiences, to understand what lessons I learn, what attitude can well do without, to have a light background.
I prefer to smile with compassion, respecting the free will of others and focus on my path, to continue to live in harmony.

21/04/2009 Poetyca

I monaci buddisti e la ragazza che doveva attraversare il fiume – Buddhist monks and the girl who had to cross the river


I monaci buddisti e la ragazza che doveva attraversare il fiume

Due monaci zen si accingevano ad attraversare a guado un fiume. Li raggiunse una bella ragazza: anche lei doveva passare sull’altra riva, ma la violenza della corrente la spaventava. Uno dei monaci se la caricò sulle spalle e la depose sulla sponda opposta. Il suo compagno non aveva aperto bocca. Stava per esplodere: un monaco buddhista non era autorizzato a toccare una donna, ed ecco che questo ne portava una sulle spalle!
Due ore più tardi, arrivando in vista del monastero, il monaco puritano annunciò: «Vado ad informare il maestro di quello che è successo. Quello che hai fatto è proibito».
Il monaco soccorrevole si stupì: «Di che cosa parli? Che cos’è che è proibito?».
«Hai dimenticato quello che hai fatto? — s’indignò l’altro —. Hai portato una bella ragazza sulle spalle!».
«Ah, sì, certo — si ricordò il primo ridendo — E un bel pezzo che io l’ho lasciata sulla riva del fiume. Ma tu, la porti ancora?».

Vernette J.- Parabole d’Oriente & d’Occidente, EMP, Padova 1995, p. 183.

Buddhist monks and the girl who had to cross the river

Two Zen monks were about to wade through a river. A beautiful girl joined them: she too had to pass on the other bank, but the violence of the current frightened her. One of the monks loaded it on his shoulders and placed it on the opposite bank. His companion had not opened his mouth. He was about to explode: a Buddhist monk was not allowed to touch a woman, and here he was carrying one on his back!
Two hours later, arriving in sight of the monastery, the Puritan monk announced: “I’m going to inform the master of what happened. What you have done is forbidden. ”
The helpful monk was surprised: “What are you talking about? What is it that is forbidden? ”
“Have you forgotten what you did? – the other was indignant -. You brought a beautiful girl on your shoulders! ”
“Ah, yes, of course – he remembered the first laughing – And a long time since I left it on the river bank. But do you still carry it? ”

Vernette J.- Parables of the East & of the West, EMP, Padua 1995, p. 183.

Il mio messaggio – My message – Dalai Lama


Il mio messaggio

Il mio messaggio è sempre lo stesso.
Coltivare e praticare l’amore,
gentilezza, compassione e tolleranza.

Dalai Lama

My message

My message is always the same.
To cultivate and practice love,
kindness, compassion and tolerance.

Dalai Lama

Vivere davvero – Really live – Osho


Vivere davvero

Non cercare di capire la vita, vivila!
Non cercare di capire l’amore, entraci!
Allora saprai, e quella conoscenza
sarà frutto del tuo sperimentare.

Osho

Really live

Don’t try to understand life, live it!
Don’t try to understand love, enter it!
Then you will know, and that knowledge
it will be the fruit of your experience.

Osho

Il tuo cuore è come una tazza


Riflettendo…

La Riflessione

L’odio non cessa con l’odio,
in nessun tempo;

l’odio cessa con l’amore:
questa è la legge eterna.

(Dhammapada I, 5)

………………….

Solo quello che tu semini
con il tempo raccoglierai,
nulla potrebbe essere diverso
da quello che tu manifesti:
leggi profondamente in te
e sii amorevolezza e compassione
per essere in armonia
con la legge del Dharma.

Poetyca

………………….

L’insegnamento

Il tuo cuore è come una tazza

Se la tua tazza è piccola,
solo un po’ di sale renderà salata la tua acqua.

Se il tuo cuore è piccolo,
solo un po’ di dolore sarà sufficiente a farti soffrire.

Il tuo cuore deve essere grande.

Maestro Thich Nhat Hanh

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La sofferenza non è solo nostra,
ed è importante comprendere
che non esiste ” Io e mio”.

L’amorevolezza è spalancare
il nostro cuore per accogliere
ogni essere indistintamente,
senza separazione,
perchè siamo tutti unità
di un percorso indissolubile
poichè intersiamo oltre quello
che la mente è in grado di comprendere.

Poetyca

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26.10.2008 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it