Archivio | 14/06/2019

Il derviscio


Il derviscio

Un giorno un derviscio dalla mentalità convenzionale, prodotto di un’austera scuola religiosa, stava passeggiando lungo un corso d’acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali, perché quella era la forma che l’insegnamento sufi aveva assunto nella comunità cui apparteneva. Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema.
All’improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido: qualcuno stava ripetendo l’invocazione derviscia. “Non serve a niente”, si disse, “perché quell’uomo pronuncia male le sillabe. Anziché salmodiare YA HU, dice U YA HU …”.
Il derviscio ritenne allora che fosse suo dovere – lui che aveva studiato con tanto zelo – correggere quel poveretto che sicuramente non aveva avuto l’opportunità di essere guidato nel modo giusto, e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l’idea sottesa nei suoni.
Noleggiata una barca, remò in direzione dell’isola donde sembrava provenire la voce.
In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un uomo vestito da derviscio che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica. “Amico mio”, gli disse, “la tua pronuncia è sbagliata. Mi incombe dirtelo perché è meritevole dare consigli e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare”. E glielo spiegò.
“Grazie”, disse l’altro con umiltà.
Il primo derviscio risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione. Dopo tutto, non è detto che colui che riesce a ripetere correttamente la formula sacra possiede anche il potere di camminare sulle acque? Il derviscio non aveva mai visto nessuno compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.
Dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione aveva dato i suoi frutti.
Fu allora che udì un U YA pronunciato con esitazione: il derviscio dell’isola si era messo nuovamente a pronunciare la formula a modo suo…
Mentre il primo derviscio era assorto nelle sue riflessioni, meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell’errore, i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: il derviscio della capanna aveva lasciato la sua isola e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell’acqua…
Stupefatto, smise di remare. L’altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole: “Fratello, perdonami se ti importuno, ma sono venuto a pregarti di insegnarmi ancora una volta il modo corretto di ripetere l’invocazione, perché ho difficoltà a ricordarlo”.

Storia Sufi


The dervish

One day a dervish from the conventional wisdom, the product of an austere religious school, was walking along a water course, completely absorbed in theological and moral issues, because that was the shape that the Sufis had taken training in the community to which he belonged. For him religion emotional corresponded to the pursuit of the Supreme Truth.
Suddenly the train of thought was interrupted by a loud cry: someone was repeating the invocation dervish. “There’s no point,” he said, “because the man mispronounced syllables. Instead of chanting HU YA, YA U HU says …”.
The dervish then felt it his duty – he had studied with such zeal – that certainly does not fix the poor fellow had had the opportunity to be guided in the right way, and probably only did his best to be in harmony with the ‘ idea behind the sounds.
Chartered a boat, rowed towards the island from whence the voice seemed to come.
In a reed hut he saw, sitting on the floor, a man dressed as a dervish who swayed to the rhythm of repetition of the formula initiation. “My friend,” he said, “Your pronunciation is wrong. I tell lies because it is worthwhile to give advice and accept them just as deserving. Here’s how you say”. And he told her.
“Thanks,” said the other humbly.
The first dervish got into the boat, very happy to have done a good deed. After all, it is said that he who fails to correctly repeat the sacred formula also has the power to walk on water? The dervish had never seen anyone perform such a miracle, but he had always hoped for some reason, to succeed sooner or later.
From the hut could no longer any sound, however, was convinced that the lessons had paid off.
It was then that he heard a U YA pronounced hesitation, the dervish of the island was once again put to utter the formula in his own way …
While the former dervish was absorbed in thought, meditating on the perversity of men and their stubbornness to persevere in error, his eyes saw a strange sight: the dervish of the hut had left his island and was coming toward him walking on the surface of the water …
Stunned, he stopped rowing. The other joined him and addressed him with these words: “Brother, forgive me if I importune, but I came to ask you once again to teach the proper way to repeat the prayer, because I have trouble remembering.”

Sufi Story

Fiori – Flowers – Budda


14 Giugno – 20

Fiori

Come da un grande mucchio di fiori
molte ghirlande e corone sono fatte,
così da un mortale in questa vita c’è molto lavoro da fare.

Budda

Flowers

As from a large heap of flowers
many garlands and wreaths are made,
so by a mortal in this life there is much good work to be done.

Buddha

Danza la vita


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Danza la vita

Nel sottobosco
semi e foglie
nascosti alla luce
spalancano le braccia
ad un nuovo mondo
Oltre l’oscurità
è la forza vitale
oltre la fatica
la realizzazione
per compiere il senso
Nulla accade
mai per caso
nulla resta
senza risposta
se tu sai chiedere
La mente sopraffatta
è cieca e sorda
non conosce armonia
non conosce danza
per superare se stessa
Danza la vita
in bilico
tra ostacoli
ed opportunità
sempre nuove
Il cuore pulsa
il cuore armonizza
movimento ed estasi
oltre ogni ego
per far scorrere vita
Unisciti alla danza
raccogli le note
per comporre
la tua personale sinfonia
oltre le apparenze
Accorda mente e cuore
libera la tua essenza
oltre ogni impalpabile confine
respira nell’universo
semplicemente amore

06.01.2015 Poetyca

Dance the life

In the undergrowth
seeds and leaves
Hidden in the light
arms open wide
to a new world
Beyond the darkness
is the life force
over fatigue
the realization
to fulfill the sense
nothing happens
never by chance
nothing remains
unanswered
if you know to ask
The mind overwhelmed
is blind and deaf
knows no harmony
knows no dance
to go beyond itself
Dance the life
poised
between obstacles
and opportunities
always new
The heart beats
heart harmonizes
movement and ecstasy
beyond ego
to scroll life
Join the dance
collect notes
to dial
your personal symphony
beyond appearances
Tune mind and heart
Free your essence
beyond impalpable border
breathes in the universe
simply love

06/01/2015 Poetyca

Follia e saggezza – Madness and wisdom – Osho


Follia e saggezza

Un po’ di follia,
quel tanto che basta
per godersi la vita,
e un po’ di saggezza
per evitare gli errori:
questo basta.

Osho

Madness and wisdom

A little madness,
just enough
to enjoy life,
and a little wisdom
to avoid errors:
this is enough.

Osho

Ostacoli – Obstacles


🌸Ostacoli🌸

Ogni scelta deve essere coerente,
capace di rappresentarci e permettere
di farci manifestare la nostra essenza
più profonda.
Gli ostacoli ci forgiano e ci permettono
di migliorare e condurre la nostra pratica verso la realizzazione.

03.06.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Obstacles

Each choice must be consistent,
able to represent us and allow
to make us manifest our essence
deeper.
The obstacles forge us and allow us
to improve and lead our practice towards realization.

03.06.2019 Poetyca

Successo – Success – Proverbio Zen


Successo

Il successo nella vita spirituale
non è dato da eventi eccezionali,
ma da dedizione quotidiana.

Proverbio Zen

Success

Success in the spiritual life
it is not due to exceptional events,
but from daily dedication.

Zen proverb

Le nostre ombre


Le nostre ombre

Siamo stati educati a guardare tutto
come bene o male, buono o cattivo:
ogni intenzione, ogni pensiero, ogni azione,
nostra o di altre persone.
Questo confine netto è il motivo del pregiudizio
e della paura: paura di non essere all’altezza,
paura di non essere accolti, compresi, paura di essere
giudicati e di non meritare amore, quando pensiamo questo
stiamo già separando, creando le nostre ombre, usiamo allora
il giudizio contro noi stessi e proiettiamo queste idee come
se fossero gli altri a separarci, a guardare in noi solo ombre.

Il nostro personale incontro con le ombre è un modo di guardare
le paure, di incontrare noi stessi per comprendere da dove esse nascono
e per aiutare noi stessi a guardare con compassione, a non giudicare con biasimo
i nostri bisogni e quelli degli altri per essere capaci di armonia che unisce
e che sa dare amore a noi stessi, a chi è confuso e si è perduto nel labirinto della propria mente.

23.03.2011 Poetyca

Our shadows

We were taught to look at everything
as right or wrong, good or bad:
every intention, every thought, every action,
our own or other people.
This clear line is the reason for the injury
and fear: fear of not being equal,
fear of not being accepted, including fear of being
judged and they do not deserve love, when we think of this
we are already separated, creating our own shadows, then use
proceedings against ourselves and we project these ideas as
if the others were between us, we only look at shadows.

Personal encounter with the shadows is a way of looking
fears, to meet ourselves to understand where they are born
and to help ourselves to look with compassion, not blame to judge
with our needs and those of others to be capable of harmony that
unites us and knows how to give love to ourselves , who is confused
and has lost in the labyrinth of own mind.

23.03.2011 Poetyca