Archivio | 16/06/2019

Mantenere la concentrazione


Riflettendo…

La Riflessione

Preghiera per la mente

Questa mente esausta e vulnerabile,
è pressata dal karma e da pensieri ansiosi,
come fossero un’inesauribile furia di onde burrascose,
nell’infinito oceano del samsara.

Che possa riposare nella sua innata grande pace.

Nyoshul Khen Rinpoche

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l’oceano dell’esistenza, la ruota
che per noi gira, è una forza che preme.
Solo la nostra retta attenzione è ancora che ci trattiene,
è fonte di vita, perchè si possa trovare armonia e giusta visione
dove la confusione regna e ci inganna con l’illusione.

Nel moto della marea, nel timore di schiantare
la nostra fragile imbarcazione contro gli scogli della preoccupazione,
possiamo solo imparare a manovrare con attenzione,
prendendo il comando e la consapevolezza
che solo la mente spezza le catene e sa trovare armonia.
Solo noi possiamo placare la marea interiore,
per una corretta navigazione nella vita.

Poetyca

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L’insegnamento

Mantenere la concentrazione

Per i discepoli esperti, il principio di mantenere la concentrazione
e la consapevolezza non è uno sforzo;
è qualcosa di spontaneo e naturale, nulla di schematico o programmato.

Quando guardano e ascoltano, semplicemente fanno ciò;
quando si vestono e mangiano, semplicemente fanno ciò;
quando parlano con la gente, semplicemente fanno ciò.

Qualunque atto compiano,
camminare, stare in piedi, sedersi, sdraiarsi, parlare, stare in silenzio, rallegrarsi,
in ogni momento ed in ogni cosa, semplicemente, hanno questo naturale atteggiamento.

Maestro Chinul

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Ogni cosa viva cresce,
prende forma e si sviluppa con armonia,
anche la nostra attenzione,
la capacità di mantenere aperta
la presenza mentale:
passo dopo passo, per essere consapevoli
– qui ed ora – in naturalezza e con elasticità
che tutto quel che era rigido e sembrava solo difficile esercizio,
vive una trasformazione ed è ora quel che in profondità siamo:

aperti e presenti ci trasformiamo in contenitore vuoto
che accoglie solo amorevolezza e compassione.

Poetyca

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Reflecting …

Reflection

Prayer for the mind

This exhausted mind and vulnerable,
by karma is pressed and anxious thoughts,
as if they were inexhaustible fury of stormy waves,
in the infinite ocean of samsara.

She sleeps in her natural great peace.

Khen Rinpoche Nyoshul

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the ocean of existence, the wheel
which runs for us, is a force that presses.
Only our attention is still right that holds us back,
is the source of life, because you can find harmony and good vision
where confusion reigns and deceives us with the illusion.

In the motion of the tide, for fear of crashing
our frail boat against the rocks of concern,
We can only learn to maneuver carefully,
taking the lead and awareness
that only the mind breaks the chains and it can find harmony.
Only we can quell the tide inner
for a correct navigation in life.

Poetyca

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The teaching

Keeping the concentration

For the disciples experts, the principle of keeping the concentration
and awareness is not an effort;
is something spontaneous and natural, nothing programmed or schematic.

When you watch and listen, just do this;
when they dress and eat, just do this;
when talking with people, simply doing what.

Any act undertaken,
walk, stand, sit, lie down, speak, be silent, be glad,
at all times and in all things, just have this natural attitude.

Master Chinul

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Every living thing grows,
takes shape and develops harmoniously,
Also our attention,
the ability to maintain open
mindfulness:
step by step, to be aware
– Here and now – with ease and flexibility
that everything had seemed stiff and just hard working,
experiencing a transformation and is now deep into what we are:

present we become open and empty container
which only shows kindness and compassion.

Poetyca

03.05.2009 Poetyca

Testi tratti da: 

Il Fiore di Bodhidharma

Amare ė


Amare è

Il valore dell’amore, quello vero è che esso sia incondizionato, non un prendere, sottrarre o un modo subdolo di aggrapparsi come una pianta saprofita.
Amare è sia accogliere che permettere di ricevere dagli altri; se si fosse chiusi, orgogliosi, reattivi al ricevere allora si crede di essere bastevoli a se stessi.
In realtà siamo interconessi, in un reticolo infinito di energie, di legami che possono essere luce, armonia, equaminità se siamo capaci di trascendere il
” tuo ” e ” mio”. Manifestazione di un amore universale che superi questo piano è il capire che non si devono sfruttare gli altri per propri bisogni egotici ma si deve sempre cercare la purificazione interiore al fine di donare il meglio che possiamo a noi stessi e di conseguenza agli altri. Il cammino interiore è una continua evoluzione, una scoperta in cui se si sanno mettere in moto degli atteggiamenti di lettura profonda e di attenzione, di spostamento verso l’accoglienza delle esperienze come frutto di arricchimento si impara che persino l’offerta ( volontaria) di una goccia possa portare nutrimento agli altri, ma che sia perchè devvero si avverte questa spinta e non per nutrire un nostro ego. Quanto si è partecipi ai nostri meccanismi interiori, comprendendoli ed accogliendoli per quello che sono, senza giudizio, si è capaci di ” separare” quel che nuoce da quel che alimenta senza per questo farne motivo di separatezza, si dice che anche il buio contenga la luce, in fondo è vero, nel Tao gli opposti sono perfettamente complementari ma per trovare equaminità si deve anche saper trovare unità e non vedere tutto in base al nostro ” io” ma con un’ampiezza molto più grande dove ogni persona si possa cogliere su un suo personale percorso dove ogni esperienza è necessità perchè maturi. La legge del karma ad esempio, nasce perchè sia proficua l’esperienze e l’occasione per modificare atteggamenti egotici. Spesso è la sofferenza la porta principale che conduca al non attaccamento e alla compassione.

22.08.2007 Poetyca

Love is

The value of love, the real one is that it is unconditional, not a take, steal or a sneaky way we cling like a plant saprophyte.
To love is to accept that it is possible to receive from others, if it were closed, proud, responsive to receiving then is believed to be sufficient in themselves.
In reality we are interconnected in a lattice of infinite energy, bonds that can be light, harmony, equaminità if we are able to transcend the
“Your” and “mine”. Manifestation of a universal love that goes beyond this plan is the understanding that you need to exploit others for their own needs egotic but you should always check the interior purification to give the best we can for ourselves and others accordingly. The inner journey is a continuous evolution, a discovery that set in motion if you know the attitudes of deep reading and attention, of moving towards the acceptance of experience as a result of enrichment we learn that even the offer (voluntary) of a drop can bring food to others, but that is why there is this drive really am and not to feed an ego. As you share our inner workings, to understand and accept what they are, without judging, we are able to “separate” that which is harmful by what it feeds without reason, of separation, is said to also contain the dark light, it is true, in the Tao opposites are perfectly complementary, but to find equaminità must also be able to find unity and not see everything in accordance with our “I” but with an amplitude much larger where each person can pick up a personal approach where every experience is necessary because mature. The law of karma, for example, was created to be fruitful because the experience and the opportunity to change attitudes egotism. Often the pain is the main gate leading to non-attachment and compassion.

22.08.2007 Poetyca

Qui ed ora in amorevole cammino


Qui ed ora in amorevole cammino

Nella danza dell’attimo,
quando lasci aperte tutte le porte,
quando non è la mente ad avere voce,
quando non giudichi nulla,
ma tutto scorre in accordo, sulle note d’armonia,
scopri la vera Vita ed il senso profondo dell’Essere,
scopri che tutto è molto più semplice
se ti fai uno con la corrente, se diventi vuoto.

Scopri il senso del mondo
in accordo con il tuo cuore,
espansione di coscienza
in un rivolo svelato,
inteconnessione profonda
dove il tuo palpito
è quello di ogni essere senziente:
amorevole gesto e silenzio senza ricerca.

Nelle mani non trattieni più niente
ed ogni istante è momento presente
che espande e raccoglie la tua essenza,
che svela il mistero che tutto alimenta:
viaggio senza meta perchè sia respiro profondo
che accarezza ed accoglie la realtà come essa è,
scopri che il tempo non ha nessun senso
oltre ogni ordine razionale della tua mente.

22.02.2008 Poetyca

Here and now in the loving way

In the dance of the moment,
when you leave open all the doors,
when the mind is not to have a voice,
when not judge anything,
but everything goes according, to the tune of harmony,
discover the real life and the profound sense of Being,
discover that everything is much easier
if you get one with the power, if it becomes empty.

Discover the meaning of the world
in accordance with your heart,
expansion of consciousness
revealed in a stream,
interconnect deep
where your heartbeat
is that of every sentient being:
loving gesture and silence without research.

In the hands do not hold anything
and each moment is the present moment
that collects and expands your essence,
that reveals the mystery that all supplies:
journey without a destination because it has deep breath
caressing and accepts the reality as it is,
discover that time does not make any sense
beyond razionele order of your mind.

22.02.2008 Poetyca

Il modo corretto


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Il modo corretto

Un giorno un derviscio dalla mentalità convenzionale,
prodotto di un’austera scuola religiosa, stava passeggiando
lungo un corso d’acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali,
perché quella era la forma che l’insegnamento sufi aveva assunto nella comunità cui apparteneva.
Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema.
All’improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido:
qualcuno stava ripetendo l’invocazione derviscia. “Non serve a niente”, si disse, “perché quell’uomo pronuncia male le sillabe.
Anziché salmodiare YA HU, dice U YA HU …”.
Il derviscio ritenne allora che fosse suo dovere – lui che aveva studiato con tanto zelo – correggere quel poveretto
che sicuramente non aveva avuto l’opportunità di essere guidato nel modo giusto,
e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l’idea sottesa nei suoni.
Noleggiata una barca, remò in direzione dell’isola donde sembrava provenire la voce.  
In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un uomo vestito da derviscio
che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica. “Amico mio”, gli disse,
“la tua pronuncia è sbagliata. Mi incombe dirtelo perché è meritevole dare consigli
e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare”. E glielo spiegò.
“Grazie”, disse l’altro con umiltà.
Il primo derviscio risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione.
Dopo tutto, non è detto che colui che riesce a ripetere correttamente la formula sacra
possiede anche il potere di camminare sulle acque? Il derviscio non aveva mai visto nessuno
compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.
Dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione aveva dato i suoi frutti.
Fu allora che udì un U YA pronunciato con esitazione: il derviscio dell’isola si era messo nuovamente
a pronunciare la formula a modo suo…
Mentre il primo derviscio era assorto nelle sue riflessioni,
meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell’errore,
i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: il derviscio della capanna aveva lasciato la sua isola
e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell’acqua…
Stupefatto, smise di remare. L’altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole:
“Fratello, perdonami se ti importuno, ma sono venuto a pregarti di insegnarmi ancora una volta
il modo corretto di ripetere l’invocazione, perché ho difficoltà a ricordarlo”.

                                                                                 Storia Sufi

The correct way

One day a dervish from the conventional wisdom,
product of an austere religious school, was walking
along a water course, completely absorbed in theological and moral issues,
because that was the form that had taken Sufi teaching in the community to which he belonged.
For him, religion emotional corresponded in search of the Supreme Truth.
Suddenly, the train of thought was interrupted by a loud cry:
someone was repeating the invocation dervish. “It’s no use,” he told himself, “because the man mispronounces the syllables.
Instead of chanting YA HU, says U YA HU … “.
The dervish then thought it his duty – he who had studied with such zeal – to correct the poor man
that certainly had not had the opportunity to be guided in the right way,
and that was probably only its best to be in harmony with the idea behind the sounds.
Rented a boat, rowed to the island from which the voice seemed to come.
In a reed hut he saw, sitting on the ground, a man dressed as a dervish
that swayed to the rhythm of repetition of the formula initiation. “My friend,” he said,
“your pronunciation is wrong. I tell lies because it is worthy to give advice
and equally deserving accept them. Here’s how you have to say. “And he told her.
“Thank you,” said the other with humility.
The first dervish got back into the boat, very happy to have done a good deed.
After all, it is said that one who fails to correctly repeat the sacred formula
also has the power to walk on water? The dervish had never seen anyone
perform such a miracle, but she had always hoped for some reason, to do it sooner or later.
From the hut could no longer any sound; However, he believed that the lesson had paid off.
It was then that he heard a U YA pronounced hesitation, the dervish of the island was put back
to pronounce the formula in its own way …
While the former dervish was deep in thought,
meditating on the perversity of men and their stubbornness to persevere in error,
His eyes saw a strange sight: the dervish of the hut he had left his island
and was coming toward him along the surface of the water …
Stunned, I stopped rowing. The other joined him and addressed him in these words:
“Brother, forgive me if you importunate, but I have come to ask you to teach me again
the correct way to say the prayer, because I have trouble remembering. “

                                                                                  Sufi Story

#Nell’aria


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#Nell’aria

Qui
#nellAria
tersa del mattino
fantasie
di suoni e voli
Avvolgente
nastro di colori
regala armonia
al consapevole
respiro

13.05.2016 Poetyca

#In the air

Here
#in the air
crisp morning
fantasies
sounds and flights
wraparound
color ribbon
gives harmony
to aware
breath

13/05/2016 Poetyca

Il traguardo finale


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Il traguardo finale

Nel nostro viaggio di ricerca è importante esser capaci di cambiare
accogliendo gli eventi come preziose opportunità,senza temere di essere a volte in contraddizione,
non esiste la perfezione ma siamo perfettibili,elastici e chi resta rigido in una posizione – affermando si sapere tutto – è solo un monolite che non accoglie nulla, resta arido.
Tutto è come se partendo da un colore siamo poi programmati a cambiare in tutte le possibili sfumature
per capire che noi eravamo Luce, la fonte stessa dei colori. Allora non hanno senso le tante paure,i limiti e le sovrastrutture delle mente che ci fanno sentire distanti da quella Luce
dalla quale proveniamo. Ma sino a quando non faremo le nostre esperienze di gioia ed appagamento,
di armonia e Bellezza ma anche di sofferenza e senso della separazione non capiremo che siamo noi stessi a seminare e a raccogliere quanto spargiamo intorno.
Di programmato potrebbe solo esserci il traguardo finale che è Amore.
Invece di essere riconosciuti come esseri unici, con potenzialità originali
che nascono da sensibilità e da quel quid che ogni persona possiede e ne fa una persona speciale,siamo imbrigliati, condotti a formare abitudini, a vivere di condizionamenti e chi prova a non sottostare è visto come pazzo o ribelle. Asociale.
Gli artisti vengono visti come persone strane,in realtà sono persone che vivono le proprie percezioni e sensazioni in modo profondo e non si fanno troppo condizionare dalle convenzioni e della aspettative esteriori:
non siamo come appariamo ma siamo qualcosa che viene soffocato e messo a tacere.
Il nostro viaggio è nel portare fuori noi stessi e non quanto faccia piacere ad altri.

04.07.2011 Poetyca

The final goal

In our research trip is important to be able to change
accepting events as valuable opportunities without fear of being sometimes in contradiction,
Perfection does not exist but we are perfectible, elastic and who remains in a rigid position
– Saying you know everything – it’s just a monolith that does not receive anything, remains dry.
Everything is as if from a color, then we are programmed to change in all possible shades
to understand that we were light, the source of the same color. So do not make sense to many fears,
the limits and the superstructures of the mind that make us feel distant from the Light
from which we come. But until we do not do our experiences of joy and fulfillment,
Beauty and harmony but also of suffering and sense of separation does not understand
that we ourselves are to sow and reap the scatter around.
Program could only be the final goal, which is Love.
Instead of being recognized as unique beings with genuine potential
that arise from sensitivity and that something that every person has and makes it a special person,
We harnessed, conducted to form habits, living conditions and of those who try not to submit
is seen as crazy or rebellious. Antisocial.
The artists are seen as strangers,
are people who actually live their perceptions and feelings
in a profound way and not get too influenced by external expectations and conventions:
how we look but we are not something that is stifled and silenced.
Our trip is in bringing out of ourselves and not what will please others.

04.07.2011 Poetyca

Gentilezza – Kindness


Gentilezza

La gentilezza
dovrebbe diventare
il modo naturale della vita,
non l’eccezione.

Budda

Kindness

Kindness
should become
the natural way of life,
not the exception.

Buddha