Occhio puro


Horus, Dio dalla testa di Falco, figlio di Iside e Osiride era considerato il Dio della preveggenza. Il suo occhio simboleggia la spietata acutezza dello sguardo giustiziere cui nulla sfugge. Grazie a lui Iside riuscì a vendicare il marito e a scacciare Seth, dando inizio al Regno dei Faraoni.
Secondo la mitologia l’occhio di Horus è l’occhio che “tutto vede” . Veniva impresso all’ingresso delle case, sui sarcofagi e sulle tombe, per contrastare il maligno o per proteggere il viaggio del defunto verso l’aldilà.

Nell’esoterismo egizio le figure terrene, non sono immagini delle realtà corrispondenti, ma funzioni multiple di potenze che attivano un proprio sistema di significanti. Una delle più famose immagini egizie è l’Occhio di Horus nella quale si visualizza l’occhio magico che Osiride, una volta reintegrate le membra disperse da Seth, grazie all’opera di Iside e Neftis, dona al figlio Horus allorquando, emergendo dal mondo della luce velata, la Duat, lo abbraccia trasmettendogli il potere della conoscenza, della consapevolezza e della trasformazione.

Nella rinascita l’Occhio di Horus vira su un piano superiore, anche nel dato numerico, lo smembramento di Osiride e questo processo è registrato nella sua polarizzazione, come mostra il Duplice Occhio di Horus ai lati di Osiride risorto con Corona Atef, nella tomba di Sennedjen, XIX dinastia.

 

 

 

Horus, the falcon-headed God, son of Isis and Osiris was considered the god of foresight. His eye symbolizes the grim avenger acuteness of vision which nothing escapes. Thanks to him, Isis was able to avenge her husband Seth and cast, starting the Kingdom of the Pharaohs.
According to mythology the eye of Horus is the eye that “sees everything”. He was impressed at the entrance of the houses on the sarcophagi and tombs in order to counter the evil or to protect the deceased’s journey to the afterlife.

 

Egyptian esotericism earthly figures, no images match reality, but multiple functions of powers that enable its own system of signifiers. One of the most famous images is the Egyptian Eye of Horus in which you see the magic eye to Osiris, once replenished the members dispersed by Seth, thanks to the work of Isis and Neftis, gives to his son Horus when, emerging from the world the veiled light, the Duat, embraces the power of imparting knowledge, awareness and transformation.

In the Eye of Horus turns rebirth on a higher plane, even in numerical data, the dismemberment of Osiris, and this process is recorded in its polarization, as shown in the Dual Eye of Horus on the sides of Osiris risen with Atef Crown, in the tomb of Sennedjen, Dynasty XIX.

 

Occhio puro – retta visione


Escludendo il mondo esterno, con lo sguardo fisso tra le sopracciglia, i respiri affluenti ed effluenti che fluiscono regolari per le narici, con i sensi, la mente e l’intelletto sotto controllo, giunto alla meta della liberazione, il muni (saggio), gettati via desiderio, paura e ira, è per sempre libero.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Se dunque il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato”.
(Matteo, 6, 22)

(E’ da presumere che le Bibbie più antiche dicessero proprio “occhio singolo”, forma che si trova nella Bibbia di Martin Lutero e ancor oggi nelle traduzioni greche e inglesi. Più tardi, non comprendendo il vero significato della parola, i traduttori cambiarono “singolo” in “semplice” e poi ancora in “puro” N.d.T.). Durante la meditazione profonda, l’occhio unico o spirituale diventa visibile nella parte centrale della fronte. Le scritture si riferiscono in vari modi a questo occhio onnisciente: quale terzo occhio, stella d’Oriente, l’occhio interiore, la colomba che scende dal cielo, l’occhio di Shiva, l’occhio dell’intuizione, ecc.

Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1971, p. 153

Il corpo fisico ha due occhi – positivo e negativo – a causa della legge della relatività. Il corpo astrale ha soltanto un occhio, variamente chiamato: occhio spirituale, occhio singolo (dalla Bibbia cristiana), terzo occhio (dalla Bibbia indù), stella dell’est, stella di saggezza, colomba che discende dal cielo, occhio interiore, occhio intuitivo, occhio di Shiva, stella attraverso cui vedono i saggi, ecc. Quando fu battezzato dallo Spirito Santo, Gesù lo percepì come un suono cosmico o Cielo, e vide l’occhio spirituale come una colomba.

Il Vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda. Volume primo. Edizioni Vidyananda

L’insegnamento giunge solo a indicare la via; ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere. … E’ necessario che l’occhio si faccia uguale all’oggetto per accostarsi a contemplarlo. … Il tuo occhio interiore ha dinnanzi a se una grande bellezza. Ma se cerchi di contemplarla con un occhio ammalato o non pulito, o debole, avrai troppa poca energia per vedere gli oggetti più brillanti e non vedrai nulla, anche se sei dinnanzi ad un oggetto che può essere visto.

Sophia – Plotino. (Commento: qui Sophia potrebbe essere quindi intesa come la saggezza di colui che osserva con occhio singolo, lo stesso che talvolta si scorge durante la meditazione).

Quando la mente si concentra,prima o poi si manifesta un segno.
Questo non e’ per tuttiil medesimo.
Per alcuni potra’ essere una forma come una stella,un diadema di gemmeo un filo di perle.
Altri lo avvertiranno come un fior di loto,la ruota di un carro,il disco della luna,il disco del sole.
Se appare un segno luminoso,non bisogna cominciare a pensarci ne’ dargli attenzione diretta.
Il segno e’ originato dalla percezione.
Percio’ bisogna capire che appare diverso a causa della differenza di percezione.

(Visuddhi Magga)

Non identificatevi … siate un testimone, un osservatore. Allora, se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio. … anche l’opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio, diventerete un testimone.
… focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla purezza …

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 90 e seg.

Lo spazio tra i nostri due occhi (terzo occhio) non è uno spazio delimitato nel vostro corpo fisico. E’ lo spazio infinito che è penetrato in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete più la stessa persona. Non appena conoscerete questo spazio interiore, avrete conosciuto l’immortale. Allora non c’è più alcuna morte.

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 217

Se per un’ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione. Diventi più attento, più luminoso.

Rajneesh (Osho) – Il libro arancione, Mediterranee, 1983, p.109

I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l’onnisciente occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell’intuizione dell’anima. Questa è la vera “sfera di cristallo” in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell’universo. Coloro che andranno abbastanza profondo nella loro concentrazione penetreranno quel “terzo occhio” e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l’occhio spirituale. La pratica dello Yoga aiuta l’aspirante ad aprire l’occhio singolo della coscienza intuitiva.
L’intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il “sesto senso”. Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza intuitiva, forse l’intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi a indicarlo.

Paramahansa Yogananda, L’eterna ricerca dell’uomo. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1980, p. 31-32

Signore, esiste un metodo scientifico, oltre il Kriya, che può portare un devoto a Dio?, s’informò uno studente.”Si”, disse il Maestro. “Una via rapida e sicura che porta all’infinito è quella di tenere la propria attenzione fissa nel centro della Coscienza Cristica fra le sopracciglia”.

Paramahansa Yogananda, Il Maestro disse. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1970, p. 66

Coloro i quali non meditano regolarmente e profondamente sono irrequieti, ovunque essi meditino, e rinunciano dopo un breve sforzo. Ma se voi fate uno sforzo più grande, giorno dopo giorno, verrà l’abilità di immergervi più profondamente. Io non debbo fare alcuno sforzo, adesso; il mondo intero sparisce istantaneamente, quando chiudo i miei occhi e fisso istantaneamente il Centro Cristico (l’occhio spirituale, nella fronte fra le ciglia).
(Paramahansa Yogananda

Ora, vedete, nessun Gesù Cristo viene dall’esterno dentro la visione di nessuno. Nessun Rama, Nessun Krishna, nessun Buddha, nessun Baba Faqir si manifesta da fuori a nessuno. Queste visioni sono fenomeni provocati dalle impressioni e dalle suggestioni che il devoto ha già accolto nella propria mente. Queste impressioni e suggestioni gli appaiono come un sogno. Ma nessuno viene da fuori. Questa è la pura verità.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

Gli illusi non vedono l’anima quando lascia il corpo e nemmeno quando ci abita dentro. Non si può veder l’anima mentre si gode degli oggetti dei sensi o si agisce mossi dall’attaccamento alle passioni, all’ignoranza o alla purezza. Solo coloro che hanno l’occhio della saggezza vedono.

(Bhagavad Gita 15:10)

Se uno tenesse la propria mente costantemente concentrata nel punto fra le sopracciglia (nel Centro Cristico), vedesse l’occhio spirituale e gli comandasse di ricaricare il corpo d’energia, esso lo farebbe. Facendo questo, la gente smetterebbe d’invecchiare

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyananda

Il terzo occhio non fa parte del corpo fisico, ma del corpo sottile, il secondo corpo, quello interiore.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 150

Quando il terzo occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà, e ci sarà luce, una luce senza sorgente. … Per questo le Upanishad dicono che Dio non è come il sole o una fiamma. E’ una luce senza sorgente.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 169, 170

La prima delle otto vie fondamentali del Nobile ottuplice sentiero è la Retta Visione per cui si contempla la realtà così com’è, senza inquinarla coi propri complessi inconsci, abitudini inveterate, pregiudizi, ripugnanze innate, limitazioni caratteriali, memoria automatica ecc.

Le altre vie sono: retto pensiero, retta parola o retto modo di parlare, retta azione o karma, retto comportamento o modo di guadagnarsi la vita, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione o samadhi.

Secondo un moderno maestro occidentale, qui l’aggettivo retto non è usato come contrapposto a sbagliato, secondo il comune modo di pensare dualistico, ma si potrebbe tradurre come “non”, non concetto, non visione. “Eliminando tutti i concetti, si ottiene la retta visione. Procedendo di un passo si elimina anche la non visione.” (Bernie Glassman, “Cerchio Infinito” p. 57, Oscar Mondatori).

“Vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello ma non la trave nel vostro. Quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” (Tommaso, 26).

I concetti sono quelli che distolgono la Retta Visione, i pre-giudizi, i pre-concetti, le idee pre-formate. Tutti guardiamo il mondo attraverso queste lenti deformanti ma non ce ne accorgiamo. Siamo però molto bravi a vedere le lenti, anche piccole, negli occhi degli altri. I nostri concetti, i nostri giudizi sono quelli giusti, quelli veri, quelli saggi; poverino il vicino o il fratello che è costretto a guardare con quella pagliuzza che lo disturba e gli deforma la vista.

Ma “quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” perché quando cominciamo a vedere rettamente, cioè a vedere eliminando tutti i concetti, aiutiamo tutti coloro che ci sono vicini: fino a quando, però, non vedremo quanto grande sia la trave che ci portiamo dentro l’occhio e in che modo deformato guardiamo il mondo e gli altri, continueremo a sproloquiare di giusto e sbagliato, bianco e nero, morale e non morale e tutti i difetti li vedremo nell’occhio del nostro fratello.

“Il sesto patriarca disse: – Io vedo e non vedo -. Allora Shen-hui chiese: – Maestro, cosa significa “vedere” e “non vedere”? – Il maestro disse: – Io vedo. Vedo sempre le mie trasgressioni e i miei difetti. Per questo dico che vedo. Non vedo. Nel mondo non vedo le trasgressioni e le colpe degli altri. Per questo vedo e non vedo -. (citato in “La Mente allo specchio”, a cura di Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondatori, p.188).


Pure eye – right view

 

Excluding the outside world, his gaze fixed between the eyebrows, the breathing regular tributaries and effluents that flow through the nostrils, with senses, mind and intellect under control, came to the goal of liberation, the muni (sage) cast away desire, fear and anger, is always free.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Therefore if thine eye be single, thy whole body shall be enlightened.”
(Matthew, 6, 22)

(can be assumed that the oldest Bible say its “single eye” form that is in the Bible of Martin Luther and even today in Greek and English translations. Later on, not understanding the true meaning of the word, the translators changed ” single “in” simple “and then again in” pure “NDT). During deep meditation, or spiritual eye becomes visible only in the middle of the forehead. The records relate in many ways this all-knowing eye: as the third eye, Star of the East, the inner eye, the dove descending from heaven, the eye of Shiva, the eye of intuition, and so on.

Paramahansa Yogananda, Autobiography of a Yogi. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1971, p. 153

The physical body has two eyes – positive and negative – because of the law of relativity. The astral body has only one eye, variously called: spiritual eye, single eye (from the Christian Bible), third eye (from the Hindu Bible), Eastern Star, star of wisdom, the dove descending from heaven, inner eye, eye intuitive eye of Shiva, they see the star through essays, etc.. When he was baptized by the Holy Spirit, Jesus perceived it as a cosmic sound or Heaven, and saw the spiritual eye as a dove.

The Gospel of Jesus according to Paramhansa Yogananda. Volume first. Editions Vidyanand

The teaching comes only to show the way, but the vision will be the one who wanted to see. … And ‘necessary that the eye is equal to the face of approaching to contemplate. … Your inner eye has before him a great beauty. But if you try to contemplate it with an eye on sick or not clean, or weak, you have too little energy to see the brightest objects and do not see anything, even if you’re in front of an object which can be seen.

Sophia – Plotinus. (Comment: Sophia here could thus be seen as the wisdom of the observer with a single eye, the same can be seen that sometimes during meditation).

When the mind is focused, sooner or later it shows a sign.
This is not ‘for allThe same.
For some you can ‘be a shape like a star, a tiara gemmeo a string of pearls.
Others will feel like a lotus, the wheel of a wagon, the disc of the moon, the sun’s disc.
If you see a bright sign, do not start thinking about it ‘to give direct attention.
The sign and ‘originated from the perception.
Therefore ‘we must understand that it is different because of the difference in perception.

(Visuddhi Magga)

Do not identify … Be a witness, an observer. So, if you can bear witness, you will be focused in the third eye. … The opposite is also possible. If you are focused in the third eye, you become a witness.
… third eye focused in the center of your imagination becomes a powerful and effective. That’s why we have insisted so much on the purity …

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 90 et seq.

The space between our two eyes (third eye) is not a designated area in your physical body. E ‘infinite space that has penetrated you. Once this space is known, you will not be the same person. As soon as you know this inner space, you know the immortal. So there’s no death.

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 217

If one hour a day set a fire and practice this technique for several months, your third eye begins to work perfectly. You become more alert, brighter.

Rajneesh (Osho) – The Orange Book, Mediterranee, 1983, p.109

The Hindu masters have taught that in order to gain the deeper knowledge, you must focus your gaze through the omniscient spiritual eye. When you focus strongly, even those who are not a yogi frowns at the point between the eyebrows, the center of the concentration and the spiritual eye ball, the seat of the intuition of the soul. This is the real “crystal ball” in which the yogi looking to learn the secrets of the universe. Those who go deep enough in their concentration will penetrate the “third eye” and I see God seekers of truth should therefore develop the ability to project their perception by the spiritual eye. The practice of Yoga helps the aspirant to open the single eye of intuitive consciousness.
The intuition, or direct knowledge, does not depend on any information provided by the senses. For this reason, the intuitive faculty is often called the “sixth sense”. Everyone has this sixth sense, but most people do not develop it. However, almost everyone has had some experience intuitive, perhaps the intuition that a certain thing was supposed to happen, although there was no sign to indicate perceptible to the senses.

Paramahansa Yogananda, The eternal human search. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1980, p. 31-32

Lord, there is a scientific method, as well as the Kriya, which can lead a devotee to God?, He asked one student. “Yes,” said the Master. “A quick and safe way that takes forever is to keep its attention fixed in the center of Christ Consciousness between the eyebrows.”

Paramahansa Yogananda, The Master said. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1970: 66

Those who do not meditate regularly and are deeply restless, wherever they meditate and give up after a short effort. But if you make a greater effort, day after day, will be the ability to dive deeper. I should not make any effort, now, the whole world disappears instantly, when I close my eyes and instantly fixed the Christ center (the spiritual eye, the forehead between the eyebrows).
(Paramahansa Yogananda

Now, you see, no Jesus Christ is outside the vision of anyone inside. Rama No, no Krishna, no Buddha, no Baba Faqir is obvious to anyone outside. These visions are phenomena caused by the impressions and suggestions that the devotee has already accepted in his own mind. These impressions and suggestions to appear like a dream. But no one from outside. This is the truth.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

The deluded do not see when the soul leaves the body and even when we live within. You can not see the soul while you enjoy the sense objects or acts motivated by an adherence to the passions, ignorance or purity. Only those who have seen the wisdom eye.

(Bhagavad Gita 15:10)

If one held one’s mind constantly focused at the point between the eyebrows (the Christ center), the spiritual eye could see, and commanded him to recharge the body of energy, it would. By doing this, people would stop getting old

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyanand

The third eye is not part of the physical body, but the subtle body, the second body, the inner one.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 150

When the third eye opens for the first time, the darkness will disappear, and there will be light, a light without a source. … This is why the Upanishads say God is not like the sun or a flame. It ‘s a light without a source.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 169, 170

The first of the eight basic ways of the Noble Eightfold Path is the right understanding for which we contemplate reality as it is, without polluting it with their own complex unconscious, ingrained habits, prejudices, innate repugnance, character restrictions, automatic memory etc..

Other ways are: right thought, right speech and right way of speaking, right action, or karma, right conduct or way of earning a living, right effort, right mindfulness, right concentration or samadhi.

According to a Western modern master, here the right adjective is not used as opposed to wrong, according to the common dualistic way of thinking, but could be translated as “no”, no concept, no vision. “By removing all the concepts, you get the right view. Going a step will also remove the non-vision. “(Bernie Glassman,” Infinite Circle “p. 57, Oscar Mondadori).

“You see the mote in your brother but not the beam in yours. When you removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother (Thomas 26).

The concepts are those who turn aside the right understanding, the prejudices, pre-concepts, pre-formed ideas. All these we see the world through distorting lenses but do not realize it. However, we are very good at seeing the slow, however small, in the eyes of others. Our concepts, our judgments are the right ones, real ones, wise ones, the poor or near his brother who is forced to watch with the straw that disturbs and distorts the view.

But “when you have removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother” because when we begin to see rightly, that eliminating all concepts see, we help all those who are close to us: as long as However, we do not see how big the beam that we carry inside the eye and how warped look at the world and others, continue to rant about right and wrong, black and white, moral and not moral flaws and all them we will see in the eye of our brother.

“The Sixth Patriarch said: – I see and I do not see -. Shen-hui, then asked: – Master, what does “see” and “not see”? – The master said: – I see. I always see my transgressions and my faults. For this reason I say that I see. I can not wait. In the world I do not see the transgressions and sins of others. To see this and I do not see -. (Quoted in “The Mind of the mirror,” by Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondadori, p.188).

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