Archivio | 04/10/2019

Tenero amore


Tenero amore

Piccole ali di angeli
sfiorano il tuo viso
sotto la pioggia di petali
di luna e stelle
e tu ti confondi e credi
sia solo la brezza serale

Sogni di bambini
accarezzano il cielo
in una danza di colori vivi
gioia soffice e speranze
e tu distratto non vedi
le tenere offerte d’amore

27.04.2011 Poetyca

Tender love

Small wings of angels
touch your face
the rain of petals
moon and stars
and you get confused and think
is only the evening breeze

Dreams of Children
caress the sky
in a dance of bright colors
soft joy and hope
distracted and you do not see
the tender offer of love

27.04.2011 Poetyca

Sullo stesso rigo


Sullo stesso rigo

Riflesso nello specchio
della sera
un momento vive ancora

Sussurro di voci
che si donano
attimi intessuti d’emozione

Vita raccontata
in intensi colori
con i riflessi soffusi
d’un danzante arcobaleno

Armonie si dispiegano
con la musica
e le eufonie
di anime intrecciate

Non esistono distanze
siamo note sullo stesso rigo
ed ogni palpito
è il nostro suono interiore
sullo spartito della vita

09.09.2003 Poetyca


On the same staff

Reflection in the mirror
Evening
a moment still lives

Whispering voices
who give themselves
woven moments of emotion

Life told
in intense colors
suffused with the reflections
dancing of a rainbow

Harmonies unfold
with music
and euphony
souls intertwined

There are no distances
notes are on the same staff
and each pulse
is our inner sound
on the score of life

09.09.2003 Poetyca

La parabola dei dieci sciocchi


La parabola dei dieci sciocchi

I dieci sciocchi della parabola guadarono un corso d’acqua e dopo aver raggiunto l’altra sponda vollero assicurarsi di aver tutti attraversato il guado senza danni. Uno dei dieci cominciò a contare, ma mentre contava gli altri lasciò fuori se stesso.

“Ne vedo solo nove; di sicuro ne abbiamo perduto uno. Chi può essere ?” disse. “Hai contato bene ?”, chiese un altro, e cominciò a contare. Ma anch’egli contò solo nove. Uno dopo l’altro ciascuno dei dieci contò solo nove, dimenticando se stesso.”Siamo soltanto nove”, furono tutti d’accordo; “Ma chi manca ?”, si chiesero. Ogni sforzo che fecero per scoprire l’individuo “mancante” fallì. “Chiunque sia quello che è affogato”, disse il più sentimentale dei dieci sciocchi, “lo abbiamo perduto”. Così dicendo scoppiò in lacrime e gli altri lo imitarono.

Vedendoli piangere sulla sponda del fiume, un viandante compassionevole ne chiese loro il motivo. Essi raccontarono cos’era accaduto e dissero che persino dopo essersi contati parecchie volte non poterono contarsi più di nove. Nell’udire la loro storia, ma vedendoli tutti davanti a lui, il viandante intuì ciò che era accaduto. Al fine di far conoscere loro di essere realmente dieci e che tutti erano sopravissuti al guado, disse loro:

“Che ognuno di voi conti se stesso, ma uno dopo l’altro, in serie, uno, due, tre e così via, mentre io darò un colpo a ciascuno, così sarete sicuri di essere tutti inclusi nel conteggio…e inclusi una volta solamente. Allora il decimo uomo mancante verrà trovato”. Udendo ciò, essi si rallegrarono alla prospettiva di ritrovare il loro compagno “perduto” e accettarono il metodo suggerito dal viandante. Mentre il gentile viandante dava a turno un colpo a ognuno dei dieci, quello che veniva colpito contava se stesso ad alta voce. “Dieci”, disse l’ultimo uomo mentre riceveva l’ultimo colpo. Meravigliati, si guardarono l’un l’altro. “Siamo dieci”, dissero con una sole voce e ringraziarono il viandante per aver rimosso la loro angoscia.

Questa è la parabola. Da dove fu introdotto il decimo uomo ? Era mai stato perduto ? Venendo a sapere che egli era stato sempre là, impararono forse qualcosa di nuovo ? La causa della loro angoscia non era la perdita di qualcuno, ma era la loro stessa ignoranza o, piuttosto, la semplice supposizione che uno di loro fosse stato perduto.

Tale è il tuo caso. In verità non c’è alcuna ragione per te di essere miserabile ed infelice. Tu stesso imponi delle limitazioni alla tua vera natura di essere infinito e quindi ti lamenti di essere una creatura finita. Quindi intraprendi questa o quella pratica spirituale per trascendere limitazioni inesistenti. Ma se la tua stessa pratica spirituale ammette l’esistenza delle limitazioni, come può aiutarti a trascenderle ?

Sappi che tu sei realmente l’infinito puro essere, il Sè. Tu sei sempre quel Sè e nient’altro che quel Sè. Quindi non puoi mai essere realmente ignorante del Sè. La tua ignoranza è semplicemente un’ignoranza immaginaria, come l’ignoranza dei dieci sciocchi a proposito del decimo uomo perduto. E’ questa ignoranza che provocò la loro angoscia.

Sappi allora che la vera conoscenza non crea per te un nuovo essere, rimuove soltanto la tua ignorante ignoranza. La beatitudine non viene aggiunta alla tua natura, viene semplicemente rivelata come il tuo vero stato naturale, eterno ed immortale. Il solo modo per liberarti della tua angoscia è conoscere ed essere il Sè. Come può essere irragiungibile ciò ?

Tratto da “Sii ciò che sei” a cura di David Godman
Edizioni “Il Punto d’Incontro” pag 33-34-35

The parable of the ten fools

The parable of the ten fools forded a stream and after reaching the other side wanted to make sure you have all crossed the ford without damage. One of the ten began to count, but while counting others left himself out.

“I see only nine; certainly we have lost one. Who can be?” said. “Have you counted correctly?” Asked another, and began to count. But he too counted only nine. One by one each of the ten counted only nine, forgetting himself. “We are only nine”, they agreed, “But who’s missing?” He asked. Every effort made to discover the individual “missing” failed. “Anyone that has drowned,” said the most sentimental of ten fools, “we lost”. So saying, he burst into tears, and others followed suit.

Seeing them crying on the riverbank, a compassionate traveler I asked them why. They told what had happened and said that even after being counted several times could not be counted more than nine. On hearing their story, but seeing them all before him, the wayfarer guessed what had happened. In order to introduce them to really be ten and that all had survived the ford, they said:

“Let each of you accounts himself, but one after another, in series, one, two, three and so on, while I give a shot at each, so you’re sure to be all included in the count … and included only once. Then the tenth man missing will be found. ” Hearing this, they rejoiced at the prospect of finding their mate “Lost” and accepted the method suggested by the traveler. While the kind wayfarer gave a blow alternately in each of the ten, one that was hit had himself aloud. “Ten,” said the last man while he received the last shot. Amazed, they looked at each other. “We’re ten,” they said with one voice alone and thanked the wayfarer for having removed their grief.

This is the parable. From where he was introduced the tenth man? Had ever been lost? Learning that he was always there, maybe they learned something new? The cause of their distress was not the loss of someone, but it was their own ignorance or, rather, the simple assumption that one of them had been lost.

This is your chance. In truth, there is no reason for you to be miserable and unhappy. You yourself impose upon the limitations of your true nature to be infinite and then you complain of being a finite creature. So you embark on this or that spiritual practice to transcend limitations exist. But if your own spiritual practice admits the existence of limitations, how it can help you transcend?

Know that you are truly the infinite pure being, the Self. You are always that Self and nothing but the Self. So you can never really be ignorant of the Self. Your ignorance is simply imaginary ignorance, as ignorance of the ten fools about the tenth man lost. And ‘this ignorance that caused them to grief.

Know then that true knowledge does not create for you a new being, just remove your ignorant ignorance. The bliss is not added to your nature, is simply revealed as your true natural state, eternal and immortal. The only way to get rid of your anxiety is to know and be the Self. How can this be unattainable?

From “Be what you are” edited by David Godman
Editions of “The Meeting Point” p 33-34-35

Oltre la boscaglia


Oltre la boscaglia

Intensamente emozionato vivo
tra patimenti e dolci relazioni
con passionalità ed empatiche amicizie.
Quando la vite riesce a dar buon vino
tu non detesti ciò che invece taglia
e con riserbo vai la strada proseguendo
Io che confondo
chi è sincero o sbaglia,
incespicando annullo
e ripropongo o nego
che questa vita lo vogliamo o meno
Quando due amici insieme attanaglia
fosseci intesa fra Daniela e Beppe
come pochi non disprezziamo e ringraziamo cheti
Luce del sole oltre la boscaglia

Giuseppe Bustone

La strada fangosa


14. La strada fangosa

Una volta Tanzan ed Ekido camminavano insieme per una strada fangosa. Pioveva ancora a dirotto.

Dopo una curva, incontrarono una bella ragazza, in chimono e sciarpa di seta, che non poteva attraversare la strada.

«Vieni, ragazza,» disse subito Tanzan. Poi la prese in braccio e la portò oltre le pozzanghere.

Ekido non disse nulla finché quella sera non ebbero raggiunto un tempio dove passare la notte. Allora non poté più trattenersi. «Noi monaci non avviciniamo le donne» disse a Tanzan «e meno che meno quelle giovani e carine. È pericoloso. Perché l’hai fatto?».

«Io quella ragazza l’ho lasciata laggiù» disse Tanzan. «Tu la stai ancora portando con te?»

 

Muddy Road

Tanzan and Ekido were once travelling together down a muddy road. A heavy rain was still falling.

Coming around a bend, they met a lovely girl in a silk kimono and sash, unable to cross the intersection.

“Come on, girl,” said Tanzan at once. Lifting her in his arms, he carried her over the mud.

Ekido did not speak again until that night when they reached a lodging temple. Then he no longer could restrain himself. “We monks don’t do near females,” he told Tanzan, “especially not young and lovely ones. It is dangerous. Why did you do that?”

“I left the girl there,” said Tanzan. “Are you still carrying her?”

Opportunità – Opportunity


🌸Opportunità🌸

Di fronte al nuovo
e all’inaspettato
è necessario aprirsi
a nuove prospettive,
nulla di quanto
già applicato sarebbe utile.
È importante allora
rendere opportunità
quanto non è abituale.

25.09.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Opportunity

Facing the new
and the unexpected
it is necessary to open up
to new perspectives,
nothing like that
already applied would be useful.
It’s important then
make opportunities
how unusual it is.

25.09.2019 Poetyca

Meditare – Meditating – Osho


Meditare

Meditare significa
più vigile, più presente,
più brillante, più luminoso;
significa diventare più saggio.

Osho

Meditating

Meditating means
more alert, more present,
brighter, brighter;
it means to become wiser.

Osho