Archivio | 05/10/2019

★★。¸.☆☆Buonanotte¸.☆☆


notte47

Alle radici dl tempo


Alle radici del tempo

Il tempo è un granello di sabbia,
portato via dal vento.
Una corsa veloce che ci fa ansimare,
restiamo inchiodati ad antiche paure,
quando proviamo a riprendere
tutte le nostre consunte memorie:
E non siamo più adesso,
ma a guardarci alle spalle
alla brezza serale che graffia
e scompiglia i capelli
al sospiro di un’anima
che vorrebbe trattenere tutto
mentre un tremito ruba emozione

22.02.2012 Poetyca

At the root of the timeTime is a grain of sand,
taken away by the wind.
A fast race that makes us gasp,
remain nailed to old fears,
when we try to resume
worn all our memories:
And we are not now,
but to look back
the evening breeze grazing
and messes up your hair
the sigh of a soul
that would retain all
while a trembling thrill steals

22.02.2012 Poetyca

 
 


Nel silenzio 


Nel silenzio
Nel silenzio
della sera
nulla è tutto
arriva e parte
come sagome
dai contorni incerti
evanescenti palpiti
incisi nella mia anima

27.06.2017 Poetyca

In the silence

In the silence
of the evening
nothing is everything
comes and goes
like silhouettes
from uncertain contours
evanescent palpites
engraved in my soul

27.06.2017 Poetyca

Già finito


Già finito

Passerò a prenderti
tra un sogno
e un’illusione
con te non userò
un linguaggio da favola
e saranno dure
le mie parole :
Solo verità
– nessuna maschera –
Solo analisi
che ti salverà la vita
da passi perduti
strada che fa scivolare
troppo lontano dalla realtà
che non hai mai
voluto affrontare
Ora basta!
Ti porterò via
dalle menzogne
di mondi di fate
dove non sai mai guardare
dentro gli occhi del mondo
dove non sai cercare il senso
di un futuro ben costruito
e tra miti e leggende
credi tutto gia finito

16.09.2003 Poetyvca

Already finished

I will pick you
between a dream
and illusion
with you I will not use
a fabulous language
and will be hard
my words:
Only truth
– No masks –
Only analysis
that will save lives
for lost steps
road slips
too far from reality
you never
wanted to address
That’s enough!
I’ll take you away
the lies
worlds of fairies
You never know where to look
into the eyes of the world
do not know where to find the way
of a future well-constructed
and myths and legends
believe everything already finished

16.09.2003 Poetyvca

Il suono di una sola mano


21. Il suono di una sola mano

Il maestro del tempio Kennin era Mokurai, Tuono Silenzioso. Aveva un piccolo protetto, un certo Toyo, un ragazzo appena dodicenne. Toyo vedeva che i discepoli più grandi andavano ogni mattina e ogni sera nella stanza del maestro per essere istruiti nel Sanzen o per avere privatamente qualche consiglio, e che il maestro dava loro dei koan per fermare le divagazioni della mente.

Anche Toyo voleva fare il Sanzen.

«Aspetta un poco» disse Mokurai. «Sei troppo giovane».

Ma il piccolo insisteva, e l’insegnante finì con l’acconsentire.

Quella sera, all’ora giusta, il piccolo Toyo si presentò alla porta della stanza Sanzen di Mokurai. Batté il gong per annunciarsi, fece tre rispettosi inchini prima di entrare, poi andò a sedersi in riguardoso silenzio davanti al maestro.

«Tu puoi sentire il suono di due mani quando battono l’una contro l’altra» disse Mokurai. «Ora mostrami il suono di una sola mano».

Toyo fece un inchino e se ne andò nella sua stanza per riflettere su questo problema.

Dalla sua finestra poteva sentire la musica delle geishe.

«Ah, ho capito!» proruppe.

La sera dopo, quando il suo insegnante gli chiese di illustrargli il suono di una sola mano, Toyo cominciò a suonare la musica delle geishe.

«No, no» disse Mokurai. «Questo non serve. Questo non è il suono di una sola mano. Non hai capito niente».

Temendo che quella musica potesse disturbarlo, Toyo si trasferì in un luogo tranquillo.

Riprese a meditare. «Quale può essere il suono di una sola mano?». Per caso sentì gocciolare dell’acqua. «Stavolta ci sono» si figurò Toyo.

Quando tornò davanti al suo insegnante, Toyo imitò il gocciolare dell’acqua.

«Che cos’è?» disse Mokurai. «Questo è il suono dell’acqua che gocciola, non il suono di una sola mano. Prova ancora».

Invano Toyo meditava per sentire il suono di una sola mano. Sentì il respiro del vento.

Ma quel suono venne respinto.

Sentì il grido di un gufo. Anche questo venne rifiutato.

Nemmeno le locuste erano il suono di una sola mano.

Più di dieci volte Toyo andò da Mokurai con suoni diversi. Erano tutti sbagliati. Per quasi un anno si domandò quale potesse essere il suono di una sola mano.

Finalmente il piccolo Toyo entrò nella vera meditazione e superò tutti i suoni. «Non potevo mettere insieme nient’altro,» spiegò più tardi «così ho raggiunto il suono senza suono».

Toyo aveva realizzato il suono di una sola mano.

Tratto da 101 Storie Zen


The Sound of One Hand

The master of Kennin temple was Mokurai, Silent Thunder. He had a little protégé named Toyo who was only twelve years old. Toyo saw the older disciples visit the master’s room each morning and evening to receive instruction in sanzen or personal guidence in which they were given koans to stop mind-wandering.

Toyo wished to do sanzen also.

“Wait a while,” said Mokurai. “You are too young.”

But the child insisted, so the teacher finally consented.

In the evening little Toyo went at the proper time to the threshold of Mokurai’s sanzen room. He struck the gong to announce his presence, bowed respectfully three times outside the door, and went to sit before the master in respectful silence.

“You can hear the sound of two hands when they clap together,” said Mokurai. “Now show me the sound of one hand.”

Toyo bowed and went to his room to consider this problem. From his window he could hear the music of the geishas. “Ah, I have it!” he proclaimed.

The next evening, when his teacher asked him to illustrate the sound of one hand, Toyo began to play the music of the geishas.

“No, no,” said Mokurai. “That will never do. That is not the sound of one hand. You’ve not got it at all.”

Thinking that such music might interrupt, Toyo moved his abode to a quiet place. He meditated again. “What can the sound of one hand be?” He happened to hear some water dripping. “I have it,” imagined Toyo.

When he next appeared before his teacher, he imitated dripping water.

“What is that?” asked Mokurai. “That is the sound of dripping water, but not the sound of one hand. Try again.”

In vain Toyo meditated to hear the sound of one hand. He heard the sighing of the wind. But the sound was rejected.

He heard the cry of an owl. This was also refused.

The sound of one hand was not the locusts.

For more than ten times Toyo visited Mokurai with different sounds. All were wrong. For almost a year he pondered what the sound of one hand might be.

At last Toyo entered true meditation and transcended all sounds. “I could collect no more,” he explained later, “so I reached the soundless sound.”

Toyo had realized the sound of one hand.

By 101 Zen Stories

Imparare ad amare


Imparare ad amare

Un giovane discepolo andò dal saggio e gli disse:
“Come si fa ad imparare ad amare?”
“Beh”, rispose il saggio,
“potresti iniziare a mettere in pratica queste regole:

1) Non dare mai un’immagine falsa di se stessi.
2) Dire sempre di sì, quando è sì, e no, quando è no.
3) Mantenere la parola data, anche e soprattutto se costa.
4) Guardare gli altri ad occhi aperti, cercando di conoscere i pregi e i difetti.
5) Accogliere degli altri non solo i pregi ma anche i difetti e viceversa.
6) Esercitarsi a perdonare.
7) Dare agli altri il meglio di se stessi, senza nascondere loro i propri difetti.
8 ) Riprendere il rapporto con gli altri anche dopo delusioni e tradimenti.
9) Imparare a chiedere scusa, quando ci si accorge di aver sbagliato.
10) Condividere gli amici, vincendo la gelosia.
11) Evitare amicizie chiuse e possessive.
12) Dare agli altri anche quando gli altri non possono darci niente.”
Il discepolo con uno sguardo perplesso disse:
“Sono regole belle ma difficili da vivere!”

“Perché, chi ti ha detto che amare è facile?”, rispose il saggio.
“Non esiste l’amore facile, non esiste l’amore a buon mercato”.
Tutti cercano l’amore ma pochi sono disposti a pagarne il prezzo: il sacrificio!
” Quando potrò dire a me stesso di aver imparato ad amare?” disse il discepolo.
” Mai. Perché la misura dell’amore è amare senza misura”.

Rispose il saggio

Anonimo
Learning to Love

A young disciple went to the sage and said:
“How do you learn to love?”
“Well,” replied the sage,
“You may start to apply these rules:

1) Never give a false image of themselves.
2) Always say yes, when is yes and no, when it is not.
3) Keep your word, even and especially if it costs.
4) Look at the other with open eyes, trying to understand the strengths and weaknesses.
5) To accept the other not only the advantages but also the defects and vice versa.
6) Practice forgiveness.
7) Give to others the best of themselves, without hiding their own flaws.
8) Take your relationship with others even after disappointments and betrayals.
9) Learn to apologize when you realize you were wrong.
10) Share with friends, overcoming jealousy.
11) Avoid friendships closed and possessive.
12) Give to others even when others can not give us anything. “
The disciple said with a puzzled look:
“These rules are beautiful but hard to live!”

“Why, who told you that love is easy?” Said the sage.
“There is no easy love, no love cheap.”
All looking for love but few are willing to pay the price: the sacrifice!
“When I say to myself that I have learned to love?” Said the disciple.
“Never. Because the measure of love is to love without measure. “

Replied the sage

anonymous