Archivio | 11/10/2019

Il silenzio


  • Il silenzio è la nostra vera natura. Ciò che siamo è fondamentalmente solo silenzio. Il silenzio è libero da inizio e da fine. Esisteva prima dell’inizio di tutte le cose. È senza causa. La sua grandezza sta nel fatto che semplicemente è.
  • Nel silenzio tutti gli oggetti hanno il loro fondamento. È la luce che crea gli oggetti, che li plasma e li forma. Tutti i movimenti, tutte le attività sono armonizzate dal silenzio. Il silenzio non è opposto al rumore. È al di là del positivo e del negativo. Il silenzio dissolve tutti gli oggetti. Non è connesso ad alcuna controparte che appartenga alla mente. Il silenzio non ha niente a che fare con la mente. Non può essere definito, ma può essere sentito direttamente perché è la nostra intimità.
  • Il silenzio è libertà senza restrizione e senza centro. È la nostra interezza, non è né dentro né fuori dal corpo. Il silenzio è gioioso, non gradevole. Non è psicologico. È sentire senza colui che sente. Il silenzio non ha bisogno di intermediari. Il silenzio è sacro. Il silenzio sa guarire. Non c’è paura nel silenzio. Il silenzio è autonomo come l’amore e la bellezza. È intoccato dal tempo. Il silenzio è meditazione, senza alcuna intenzione, senza colui che medita. Il silenzio è l’assenza in se stessa o il silenzio è l’assenza dell’assenza. Il suono che viene dal silenzio è musica. Ogni attività che nasce dal silenzio è creativa. È un costante e nuovo inizio.
  • Il silenzio precede la parola, la poesia, la musica, e tutte le arti.
  • Il silenzio è il terreno di ogni attività creativa. Ciò che è veramente creativo è parola, è verità. Il silenzio è la parola. Il silenzio è verità. Chi dimora nel silenzio vive in costante offerta, in preghiera senza richiesta, in gratitudine, in costante amore.– 

Jean Klein –

  • Silence is our true nature. What we are is basically just silence. The silence is free from the beginning and end. Existed before the beginning of all things. It is without cause. Its greatness lies in the fact that it just is.
  • In the silence all objects have their foundation. It is light that creates the objects, which shapes them and shapes them. All movements, all activities are harmonized by silence. Silence is not opposed to the noise. It is beyond positive and negative. Silence dissolves all objects. It is not connected to any other party that belongs to the mind. The silence has nothing to do with the mind. It can not be defined, but can be felt directly because it is our intimacy.
  • Silence is freedom without restriction and without a center. It is our wholeness, it is neither inside nor outside the body. The silence is joyful, not pleasant. It is not psychological. You feel no one who hears. The silence does not need intermediaries. The silence is golden. Silence knows heal. There is no fear in silence. Silence is as self-love and beauty. It is untouched by time. The silence is meditation, without intent, without the meditator. Silence is the absence or silence in itself is the absence of absence. The sound of silence is music. Every activity that comes from silence is creative. It is a constant and a new beginning.
  • Silence precedes speech, poetry, music, and all the arts.
  • Silence is the ground of all creative activity. What is really creative word is truth. Silence is the word. Silence is truth. He who abides in silence lives in constant supply, without request in prayer, in gratitude, constantly in love.

– Jean Klein –

Il silenzio

– Jiddu Krishnamurti

Il silenzio ha molte qualità.

C’è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell’intervallo fra due pensieri.

C’è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto, e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito.

Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come la parete che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti. Non era un silenzio autoprodottosi; non era perché la terra fosse quieta e gli abitanti del villaggio fossero addormentati, ma veniva da ogni dove, dalle stelle remote, da quelle colline scure e dalla tua mente, dal tuo cuore.

Questo silenzio sembrava coprire tutto, dal più piccolo granello di sabbia del greto del fiume – che conosceva acqua corrente solo quando pioveva – all’alto, frondoso fico di Banian e una leggera brezza che cominciava a spirare.

C’è il silenzio della mente che non è mai toccata da alcun rumore, da alcun pensiero o da l’effimero vento dell’esperienza. Questo è il silenzio innocente, e pertanto infinito. Quando c’è questo silenzio della mente, da esso scaturisce l’azione e questa azione non è causa di confusione o infelicità.

La meditazione di una mente che sia totalmente in silenzio è la benedizione che l’uomo sempre cerca. In questo silenzio ogni qualità del silenzio è.

C’è quello strano silenzio che regna in un tempio o in una chiesa vuota sperduta nella campagna, senza il rumore di turisti e fedeli; e il pesante silenzio che regna nell’acqua è parte di quello che è fuori del silenzio della mente.

La mente meditativa contiene tutte queste varietà, tutti questi cambiamenti e movimenti del silenzio. Questo silenzio della mente è la vera mente religiosa, e il silenzio degli dèi è il silenzio della terra.

La mente meditativa scorre in questo silenzio, e l’amore è la via di questa mente. In questo silenzio c’è la beatitudine e il riso.

Silence – Jiddu Krishnamurti

The silence has many qualities.

There is the silence between two noises, the silence between two notes and the silence that widens the interval between two thoughts.

There is a unique, quiet, penetrating silence that spreads in the countryside at night, there is the silence in which we can hear the barking of a dog in the distance a train whistle or trudging up a steep hill, the silence that reigns in a house when everyone went to bed, and his particular attention when you wake up in the middle of the night and hear an owl crying in the valley, and there is the silence that precedes the response of the owl companion. There is the silence of an old abandoned house, and the silence of a mountain, the silence between two human beings when they saw the same thing, heard the same thing, and acted.

That night, especially in the remote valley with its ancient hills of rocks and their singular form, the silence was as real as I touched the wall. And you looked out the window the stars shining. It was not a self-silence, it was not because the land was quiet and the villagers were asleep, but it came from everywhere, from distant stars, from the dark hills and your mind from your heart.

This silence seemed to cover everything from the smallest grain of sand in the riverbed – he knew only water when it rained – the high, leafy fig Banian and a light breeze began to blow.

There is the silence of the mind that is never touched by any noise, any thoughts or experience the fleeting wind. This silence is innocent, and therefore infinite. When there is this silence of the mind, it springs from the action and this action does not cause confusion or unhappiness.

Meditation is a mind that is totally silent is the blessing that man has always sought. In the silence of silence is all quality.

There is the strange silence that reigns in a temple or in an empty church in the remote countryside without the noise of tourists and faithful, and the heavy silence that reigns in the water is part of what is out of the silence of the mind.

The meditative mind contains all these varieties, all these changes and movements of silence. This silence of the mind is the true religious mind, and silence is the silence of the gods of the earth.

The meditative mind flows in this silence, and love is the path of this mind. This silence is bliss and laughter.

Il muro


Il muro

In un deserto aspro e roccioso vivevano due eremiti. Avevano trovato due grotte che si spalancavano vicine, una di fronte all’altra.
Dopo anni di preghiere e feroci mortificazioni, uno dei due eremiti era convinto di essere arrivato alla perfezione.
L’altro era un uomo altrettanto pio, ma anche buono e indulgente. Si fermava a conversare con i rari pellegrini, confortava e ospitava coloro che si erano persi e coloro che fuggivano. “Tutto tempo sottratto alla meditazione e alla preghiera” pensava il primo eremita che disapprovava le frequenti, anche se minuscole, mancanze dell’altro.
Per fargli capire in modo visibile quanto fosse lontano dalla santità, decise di posare una pietra all’imboccatura della propria grotta ogni volta che l’altro commetteva una colpa.
Dopo qualche mese davanti alla grotta c’era un muro di pietre grigio e soffocante. E lui era murato dentro.
TALVOLTA intorno al cuore costruiamo dei muri, con le piccole pietre quotidiane dei risentimenti, le ripicche, i silenzi, le questioni irrisolte, le imbronciature.
Il nostro compito più importante è impedire che si formino muri intorno al nostro cuore. E soprattutto cercare di non diventare” una pietra in più nei muri degli altri.
The Wall

In a rough and rocky desert, there lived two hermits. They found two nearby caves that opened wide, facing each other.
After years of fierce prayers and mortifications, one of the two hermits believed to have arrived to perfection.
The other was a man equally pious, but also good and forgiving. He stopped to talk with the rare pilgrims, comforted and housed those who were lost and those who fled. “All time taken to meditation and prayer,” thought the first hermit who disapproved of the frequent, though small, of the deficiencies.
To make him understand what was visibly far from holiness, he decided to lay a stone at the mouth of his cave every time that the other committed a crime.
After a few months before the cave there was a wall of stone gray and suffocating. And he was walled up inside.

SOMETIMES we build walls around the heart, with small stones of daily resentments, the spite, the silences, the unresolved issues, the sulky.
Our most important task is to prevent the formation walls around our heart. And above all, try not to become “more than a stone in the walls of others.

Indian story

Non è facile ad esser sinceri (cerchiamo di comprenderlo…)


Non è facile ad esser sinceri ( cerchiamo di comprenderlo…)

Amare incondizionatamente si può?
Donare,donarsi,senza aspettarsi
nulla in cambio.
Condividere ed essere generosi. Empatici.Aiutare i più deboli.
Sono solo belle parole?
Quanto,voi,io,riusciremmo
a praticare l’altruismo realmente? Ma…non ora a parole,qui,
seduti sul divano
o già distesi sul letto,ma,
nel quotidiano vivere…
quanto,davanti a una richiesta d’aiuto riusciremmo a tendere la mano e darlo? Lo so,non è per niente facile… Neppure per me.
Sono sincero (almeno)…

Giuseppe Bustone

Unico cuore


Unico cuore

Un piccolo angelo
con la purezza nell’anima
un sorriso che porta luce
in un mondo che offre vuote parole

Un uomo grande
nei gesti e nella forza
in semplice offerta
di scaglie di cielo

Un attimo ancora caro amico
per disegnare nel mondo
la speranza nella quale
anche io credo

Una sicura presenza
dove il silenzio è gesto
che senza parole
sa condurre nel profondo

Una complice attesa
della stella del mattino
per portare nel mondo
un unico cuore

03.11.2009 Poetyca

Single heart

A little angel
with pure soul
a smile that brings light
in a world that offer empty words

A great man
gestures and strength
in simple offer
sky flakes

A moment yet my friend
to draw the world
the hope in which
I also believe

Definite presence
where silence gesture
without words
sa lead deep

An accomplice waiting
of the morning star
to bring the world
one heart

03.11.2009 Poetyca

Nelle tue mani, o Dio


Nelle tue mani, o Dio

Mi abbandono, o Dio, nelle tue mani.
Gira e rigira quest’argilla,
come creta nelle mani del vasaio.
Dalle una forma e poi spezzala, se vuoi.
Domanda, ordina, cosa vuoi che io faccia?
Innalzato, umiliato, perseguitato,
incompreso, calunniato, sconsolato,
sofferente, inutile a tutto,
non mi resta che dire,
sull’esempio della tua Madre:
«Sia fatto di me secondo la tua parola».
Dammi l’amore per eccellenza,
l’amore della croce,
ma non delle croci eroiche
che potrebbero nutrire l’amor proprio,
ma di quelle croci volgari,
che purtroppo porto con ripugnanza…
Di quelle croci che si incontrano
ogni giorno nella contraddizione,
nell’insuccesso, nei falsi giudizi,
nella freddezza, nel rifiuto
e nel disprezzo degli altri,
nel malessere e nei difetti del corpo,
nelle tenebre della mente
e nel silenzio e aridità del cuore.
Allora solamente Tu saprai che Ti amo,
anche se non lo saprò io,
ma questo mi basta.

John Kennedy

Into yours hands, O God

I surrender, or God, into thy hands.
this clay round and round,
putty in the hands of the potter.
From a form and then break them if you want.
Demand, order, what do you want me to do?
Lifted up, humiliated, persecuted,
misunderstood, maligned, sadly,
suffering, needless to all,
I can only say,
the example of your mother:
"Be it done unto me according to thy word."
Give me the love of excellence,
love the cross,
crosses but not heroic
that might feed the self-esteem,
but of those crosses vulgar,
unfortunately carry with revulsion ...
Crosses of those who meet
every day in the contradiction,
in failure, in the false judgments,
the coldness and rejection
and contempt of others,
in sickness and in defects of the body,
in the darkness of the mind
and in the silence of the heart and dryness.
Then only you will know that I love you,
although I will not know,
but this is enough for me.

John Kennedy

Verso la tua felicità


happyness

 

Verso la tua felicità

«Andare verso la tua felicità non è da egoisti. In realtà è l’azione più gentile che tu possa fare nei confronti degli altri. Questo perché il tuo dono è necessario. Lo spirito degli altri non può essere innalzato se tu non hai fiducia nel tuo dono e non lo dai al mondo senza condizioni.
Considera quanto sarebbe vuota la vita se gli altri, intorno a te, scegliessero di abbandonare i loro doni. Tutto ciò che tu trovi meraviglioso nella vita (la musica, la poesia, i film, lo sport, le risate) svanirebbe completamente, se gli altri trattenessero i loro doni.
Non tenere i tuoi doni per te. Non fare l’errore di credere di non avere alcun dono per gli altri. Tutti hanno un dono. Ma non paragonare i tuoi con quelli degli altri, perché potresti non dar loro il giusto valore. Quei doni portano gioia a te e agli altri. Se nella tua vita non c’è gioia, è perché stai tenendo il dono dentro di te. Non hai fiducia nel suo valore. Non ti stai adoperando perché si manifesti nella tua vita».
Paul Ferrini, Il Silenzio del cuore

 

To your happiness

“Go to your own happiness is not selfish. It is actually the kindest action you can do to others. This is because your gift is needed. The spirit of others can not be raised if you do not have confidence in your gift and give it to the world without conditions.
Consider how your life would be empty if others around you, chose to abandon their gifts. Everything that you find wonderful in life (music, poetry, movies, sports, laughter) vanish completely, if others did hold their gifts.
Do not hold your gifts for you. Do not make the mistake of believing that they have no gift for others. Everyone has a gift. But do not compare your with those of others, because you may not give them the right value. Those gifts bring joy to you and to others. If there is no joy in your life, it is because you are holding the gift inside you. You do not have confidence in its value. Not because you’re striving to manifest in your life. “

Paul Ferrini, The Silence of the heart