Abbracciare la rabbia di Thich Nhat Han


ABBRACCIARE LA RABBIA di Thich Nhat Hanh
Conferenza tenuta da Thich Nhat Hanh il 25 settembre 2001 alla Riverside Church di New York
Cari amici, vorrei dirvi come pratico quando mi arrabbio. Durante la guerra in Vietnam, c’erano molte ingiustizie, e furono uccise molte migliaia di persone, fra le quali molti miei amici e discepoli. Ero molto arrabbiato. Una volta venni a sapere che la città di Ben Tre, una città di trecentomila abitanti, era stata bombardata dall’aviazione americana solo perché alcuni guerriglieri erano scesi in città e avevano cercato di abbattere gli aeroplani americani. I guerriglieri non ebbero successo, e dopo quel tentativo se ne andarono. E la città fu distrutta. In seguito il militare che si era reso responsabile di ciò dichiarò che aveva dovuto distruggere la città per salvarla. Ero molto arrabbiato.
Ma a quel tempo ero già un praticante, un solido praticante. Non dissi nulla, non feci nulla, perché sapevo che agire o dire cose mentre si è arrabbiati non è saggio. Può creare molta distruzione. Tornai a me stesso, riconoscendo la mia rabbia, abbracciandola, e guardai profondamente nella natura della mia sofferenza.
Nella tradizione buddista abbiamo la pratica del respirare in presenza mentale, del camminare in presenza mentale, allo scopo di generare l’energia della presenza mentale. È esattamente con questa energia che possiamo riconoscere, abbracciare e trasformare la nostra rabbia. La presenza mentale è il tipo di energia che ci aiuta a essere consapevoli di ciò che sta avvenendo dentro di noi e intorno a noi, e tutti possono essere in presenza mentale. Se bevete una tazza di tè e sapete che state bevendo una tazza di tè, questo è bere in presenza mentale. Quando inspirate e sapete che state inspirando, e concentrate la vostra attenzione sull’inspirazione, questa è consapevolezza della respirazione. Quando fate un passo e siete consapevoli che state facendo un passo, questo si chiama consapevolezza del camminare. La pratica basilare nei centri Zen, nei centri di meditazione, è quella di generare la presenza mentale in ogni momento della vita quotidiana. Quando siete arrabbiati, siete consapevoli di essere arrabbiati. E’ perché avete già in voi l’energia della presenza mentale creata dalla pratica che potete averne a sufficienza per riconoscere, abbracciare, guardare in profondità e capire la natura della vostra sofferenza.
Io riuscii a capire la natura della sofferenza in Vietnam. Vidi che non solo i vietnamiti soffrivano, ma anche gli americani soffrivano durante quella guerra. Il giovane americano mandato in Vietnam per uccidere ed essere ucciso era sottoposto a molta sofferenza, e la sofferenza continua ancora oggi. La famiglia soffre, e anche la nazione. Io potei vedere che la causa della nostra sofferenza in Vietnam non erano i soldati americani. Era una politica non saggia. Era un equivoco. Era la paura che stava al fondamento della politica.
Molti in Vietnam si sono dati fuoco per chiedere che la distruzione cessasse. Essi non volevano provocare dolore ad altri, ma prendere il dolore su di sé affinché passasse il loro messaggio. Ma il rumore degli aerei e delle bombe era troppo forte. Poche persone al mondo furono in grado di sentirci. Così decisi di recarmi in America e invocare una cessazione della violenza. Questo avvenne nel 1966, e a causa di ciò mi fu impedito di fare ritorno a casa. E da allora, dal 1966, ho vissuto in esilio.
Ho potuto vedere che non è l’uomo il vero nemico dell’uomo. Il vero nemico è l’ignoranza, la discriminazione, la paura, l’avidità, e la violenza. Non odiavo il popolo americano, la nazione americana. Venni in America a invocare quel guardare in profondità che avrebbe consentito al vostro governo di rivedere quel tipo di politica. Ricordo che incontrai il Segretario della Difesa Robert Mac Namara. Gli dissi la verità circa la sofferenza. Egli si trattenne con me a lungo e mi ascoltò profondamente, e io fui molto grato per la qualità del suo ascolto. Tre mesi dopo, quando la guerra si fece più intensa, venni a sapere che si era dimesso dal suo incarico.
Odio e rabbia non erano nel mio cuore. Fu per questo che molti giovani del mio paese mi ascoltarono, quando li invitai a seguire il cammino della riconciliazione, e insieme collaborammo nel dare vita alle nuove organizzazioni per la pace a Parigi. Spero che i miei amici qui a New York siano capaci di praticare allo stesso modo. Io ho compreso, e comprendo, la sofferenza e l’ingiustizia, e sento di capire profondamente la sofferenza di New York, dell’America. Io sento di essere un newyorkese. Sento di essere un americano.
Quando non siete calmi evitate di agire, non dite nulla: restate disponibili per voi stessi, centrati in voi stessi. Ci sono sistemi grazie ai quali possiamo tornare a noi stessi e praticare così da riscoprire la nostra calma, la nostra tranquillità, la nostra lucidità. Ci sono sistemi che possiamo mettere in pratica così da capire le reali cause della sofferenza. E questa comprensione ci aiuterà a fare ciò che va fatto, e a non fare ciò che potrebbe essere dannoso per noi e per gli altri.
Prima di continuare, pratichiamo la respirazione in presenza mentale per mezzo minuto.

Nella psicologia buddista, siamo soliti parlare della coscienza in termini di semi. Abbiamo il seme della rabbia, nella nostra coscienza. Abbiamo il seme della disperazione, della paura. Ma abbiamo anche il seme della comprensione, della saggezza, della compassione, e del perdono. Se sappiamo come innaffiare il seme della saggezza e compassione in noi, quel seme, questi semi si manifesteranno come energie potenti che ci aiuteranno a compiere un gesto di perdono e compassione. Ciò basterà a recare un immediato sollievo alla nostra nazione, al mondo. Questa è la mia convinzione.
Io credo molto fortemente che gli americani abbiano molta saggezza e compassione in loro stessi. Voglio che siate al meglio di voi quando comincerete ad agire, nell’interesse dell’America e nell’interesse del mondo. Con lucidità, con comprensione e compassione vi rivolgerete alle persone che vi hanno provocato così tanto danno e sofferenza e porrete loro molte domande.
“Noi non comprendiamo abbastanza la vostra sofferenza, potreste parlarcene? Non vi abbiamo fatto nulla, non abbiamo cercato di distruggervi, non abbiamo cercato di discriminarvi, e non comprendiamo perché ci abbiate fatto questo. Deve esserci molta sofferenza in voi. Vogliamo ascoltarvi. Può darsi che possiamo aiutarvi. E insieme possiamo collaborare a costruire la pace nel mondo.” Se sarete solidi, se sarete compassionevoli nell’affermare ciò, essi vi parleranno della loro sofferenza.
Nel buddismo parliamo della pratica dell’ascolto profondo, dell’ascolto compassionevole, un metodo magnifico grazie al quale possiamo ripristinare la comunicazione – la comunicazione tra marito e moglie, la comunicazione tra padre e figlio, la comunicazione tra madre e figlia, la comunicazione tra nazioni. La pratica dell’ascolto profondo dovrebbe essere assimilata dai genitori, dalle coppie, così che possano capire la sofferenza dell’altra persona. Quella persona potrebbe essere nostra moglie, nostro marito, nostro figlio o nostra figlia. Ma anche se possiamo avere l’intenzione di ascoltare, molti di noi hanno perso la capacità di farlo perché c’è molta rabbia e violenza in noi. Altri non sanno come usare la parola gentile; rimproverano e giudicano in continuazione. E il loro parlare è molto spesso aspro, amaro. Questo genere di linguaggio farà sempre esplodere in noi l’irritazione e la rabbia e ci impedirà di ascoltare profondamente e con compassione. Per questo la semplice intenzione di ascoltare non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un qualche allenamento per poter ascoltare profondamente e con compassione. Io penso, credo, ho la convinzione che se un padre sa come ascoltare profondamente e con compassione suo figlio, sarà in grado di aprire la porta del suo cuore e di ripristinare la comunicazione.
Anche al Congresso e al Senato le persone dovrebbero allenarsi nell’arte dell’ascolto profondo, dell’ascolto compassionevole. C’è molta sofferenza nel paese, e molte persone sentono che la loro sofferenza non è capita. Per questo i politici, i membri del Parlamento, i membri del Congresso devono allenarsi nell’arte dell’ascolto profondo – l’ascolto del loro stesso popolo, l’ascolto della sofferenza nel paese, perché nel paese c’è ingiustizia, c’è discriminazione. C’è molta rabbia nel paese. Se possiamo ascoltarci gli uni gli altri, possiamo anche ascoltare coloro che sono al di fuori del paese. Molti di essi vivono nella disperazione, molti soffrono a causa di ingiustizia e discriminazione. La quantità di violenza e disperazione in loro è enorme. Ma se come nazione sappiamo come ascoltare la loro sofferenza, già possiamo recare molto sollievo. Essi sentiranno di essere capiti. Già questo è sufficiente a disinnescare la bomba.
Alle coppie raccomando sempre, quando sono arrabbiati l’uno con l’altra, di tornare al proprio respiro e al camminare in presenza mentale, di abbracciare la rabbia e guardare profondamente nella natura della rabbia. Così possono essere in grado di trasformare quella rabbia, anche in soli quindici minuti o in poche ore. Se non possono farlo, allora dovranno dire all’altra persona che soffrono, che sono arrabbiati, e che vogliono che l’altro lo sappia. Proveranno a dirlo in un modo calmo. “Caro (o cara), soffro, e voglio che tu lo sappia”. A Plum Village, dove vivo e pratico, raccomandiamo ai nostri amici di non tenersi la loro rabbia per più di ventiquattr’ore senza dirlo all’altra persona. “Caro/a, soffro, e voglio che tu lo sappia. Non so perché tu mi abbia fatto una cosa simile. Non so perché tu mi abbia detto una cosa simile.” Questa è la prima cosa che dovrebbero dire all’altra persona. E se non sono abbastanza calmi per dirlo, possono scriverlo su un foglio.
La seconda cosa che possono dire o scrivere è: “Sto facendo del mio meglio.” Significa: Sto praticando per non dire nulla, non fare nulla con rabbia, perché so che in questo modo creerei maggiore sofferenza. Così sto abbracciando la mia rabbia, sto guardando profondamente dentro la natura della mia rabbia.” Dite all’altra persona che state praticando il trattenere la rabbia, il comprendere la rabbia, allo scopo di scoprire se per caso quella rabbia proviene da una vostra cattiva comprensione, da una vostra percezione errata, da una vostra scarsa presenza mentale o da una mancanza di abilità.
E la terza cosa che potreste volergli o volerle dire è: “Ho bisogno del tuo aiuto.” Generalmente quando ci arrabbiamo con qualcuno vogliamo fare esattamente l’opposto. Vogliamo dire: “Non ho bisogno di te. Posso sopravvivere anche per conto mio.” “Ho bisogno del tuo aiuto” significa “Ho bisogno della tua pratica, ho bisogno del tuo guardare in profondità, ho bisogno che mi aiuti a vincere questa rabbia perché soffro.” E se io soffro, non è possibile che tu possa essere felice, perché la felicità non è una faccenda individuale. Se l’altro soffre, non c’è modo che tu possa essere felice da solo. Così aiutare l’altro a soffrire meno, a sorridere, farà felice anche te.
Il Buddha ha detto: “Questo è così perché quello è così. Questo è perché quello è.” Le tre frasi che propongo sono il linguaggio del vero amore. Esso ispirerà l’altra persona a praticare, a guardare in profondità, e insieme realizzerete la comprensione e la riconciliazione. Ai miei amici propongo di scrivere queste frasi su un foglietto e di infilarlo nel portafoglio. Ogni volta che si arrabbiano con il partner, o con il figlio o la figlia, possono praticare la respirazione in presenza mentale, tirare fuori il foglietto e leggerlo. Sarà una campana di consapevolezza che dirà loro che cosa fare e che cosa non fare. Le tre frasi sono: “Soffro e voglio che tu lo sappia.” “Sto facendo del mio meglio.” “Per favore aiutami.”
Credo che anche in un conflitto internazionale sia possibile lo stesso genere di pratica. Perciò propongo all’America di fare lo stesso. Dite a coloro che ritenete essere la causa della vostra sofferenza che voi soffrite, che volete che loro lo sappiano, che volete sapere perché vi hanno fatto una cosa simile, e praticate l’ascolto profondamente e con compassione.
La qualità del nostro essere è molto importante, perché quella domanda, quell’affermazione non è una condanna, ma un desiderio di creare la vera comunicazione. “Siamo pronti ad ascoltarvi. Sappiamo che dovete aver sofferto molto per averci fatto una cosa simile. Forse avete pensato che siamo noi la causa della vostra sofferenza. Quindi per favore diteci se abbiamo cercato di distruggervi, se abbiamo cercato di farvi oggetto di discriminazione, affinché possiamo capire. Sappiamo che quando avremo compreso la vostra sofferenza, potremo essere capaci di aiutarvi.” Questo è quello che nel buddismo chiamiamo “parola amorevole” o “linguaggio gentile”; esso ha lo scopo di creare la comunicazione, di ristabilire la comunicazione. Una volta che sarà ristabilita la comunicazione, la pace sarà possibile.
Quest’estate, un gruppo di palestinesi è venuto a Plum Village e ha praticato con un gruppo nutrito di israeliani. Abbiamo favorito la loro venuta offrendo loro facilitazioni per il soggiorno e abbiamo praticato insieme. In due settimane hanno imparato a sedersi insieme, a camminare insieme in presenza mentale, ad apprezzare i pasti in silenzio in comune e a sedere tranquillamente per ascoltarsi l’un l’altro. La pratica così assimilata ha avuto molto successo. Alla fine delle due settimane di pratica ci hanno dato una notizia davvero meravigliosa. Una signora ha detto: “Thây, per la prima volta nella mia vita vedo che la pace in Medio Oriente è possibile.” Un altro giovane ha detto: “Thây, appena arrivato a Plum Village non credevo che Plum Village fosse qualcosa di reale, perché nella situazione del mio paese si vive costantemente nella paura e nella rabbia. Quando i nostri bambini salgono sull’autobus non siamo sicuri che torneranno a casa. Quando andiamo al supermercato non siamo sicuri di sopravvivere e di tornare alla nostra famiglia. A Plum Village vedi le persone guardarsi con amore, parlare gentilmente con gli altri, camminare in pace e fare ogni cosa in presenza mentale. Noi non credevamo che ciò fosse possibile. Non mi sembra vero.”
Ma nelle condizioni di pace di Plum Village, essi erano capaci di stare insieme, di vivere insieme, e di ascoltarsi l’un l’altro, e alla fine la comprensione è arrivata. Essi promisero che tornati in Medio Oriente avrebbero continuato la pratica. Organizzeranno incontri di pratica una volta alla settimana a livello locale e una giornata di presenza mentale a livello nazionale. E contano di tornare a Plum Village in un gruppo più numeroso per continuare la pratica.
Penso che se nazioni come l’America organizzassero ambienti di questo genere, dove le persone possono incontrarsi e trascorrere il tempo praticando la pace, sarebbero in grado di calmare le loro emozioni, la loro paura, e i negoziati di pace sarebbero molto più facili.

Tutte le cose hanno bisogno di cibo per vivere e per crescere, inclusi il nostro amore e il nostro odio. L’amore è una cosa vivente, l’odio è una cosa vivente. Se non nutri il tuo amore, esso morirà. Se tagli la fonte di nutrimento alla tua violenza, anche la tua violenza morirà. Per questo il sentiero indicato dal Buddha è il sentiero del consumo consapevole.
Il Buddha raccontò la seguente storia. C’era una coppia che voleva attraversare il deserto per recarsi in un altro paese in cerca di libertà. Essi portarono con sé il loro figlioletto e una quantità di cibo e di acqua, ma non fecero bene i conti, sicché a metà strada in pieno deserto terminarono il cibo. I due sapevano che sarebbero morti. Così, dopo molta angoscia, decisero di mangiare il bambino in modo da poter sopravvivere e raggiungere l’altro paese; ed è proprio ciò che fecero. E ogni volta che mangiavano un pezzetto della carne del loro bambino, i due piangevano.
Il Buddha domandò ai suoi monaci: “Cari amici, pensate che quella coppia gioisse nel mangiare la carne del loro proprio figlio?” Il Buddha disse: “E’ impossibile gioire nel mangiare la carne del proprio figlio. Non mangiare in presenza mentale è come mangiare la carne di nostro figlio e di nostra figlia, è come mangiare la carne dei nostri genitori.”
Se guardiamo profondamente, vedremo che mangiare può essere un atto estremamente violento. L’Unesco ci dice che ogni giorno quarantamila bambini nel mondo muoiono per mancanza di cibo. Ogni giorno, quarantamila bambini! E la quantità totale dei cereali che coltiviamo in Occidente è usata principalmente per nutrire il bestiame. L’ottanta per cento del granoturco coltivato in questo paese serve a nutrire il bestiame da carne. Il novantacinque per cento dell’avena prodotta in questo paese non è per noi, per la nostra alimentazione, ma per gli animali allevati per farne cibo. Secondo questo recente rapporto, l’ottantasette per cento dell’intero territorio agricolo degli Stati Uniti viene usato per l’allevamento. Si tratta del quarantacinque per cento di tutto il territorio degli Stati Uniti.
Acqua
Più della metà di tutta l’acqua consumata negli USA serve per l’allevamento di animali. Occorrono quasi 9.500 litri d’acqua per produrre una libbra di carne, ma solo 95 litri per produrre una libbra di frumento. Una dieta totalmente vegetariana richiede 1.135 litri di acqua al giorno, mentre una dieta che comprende la carne richiede più di 15.000 litri di acqua al giorno.
Inquinamento
Allevare animali a scopo alimentare provoca maggior inquinamento nell’acqua di qualsiasi altra industria negli Stati Uniti, perché gli animali allevati producono centotrenta volte gli escrementi dell’intera popolazione umana. Significa quaranta tonnellate al secondo. Molti dei liquami provenienti dalle fattorie e dai macelli finiscono nei ruscelli e nei fiumi, contaminando le sorgenti.
Deforestazione
Ogni vegetariano può salvare un acro di alberi all’anno. Più di 260 milioni di acri di foreste degli Stati Uniti sono stati disboscati per fare spazio alle coltivazioni destinate a nutrire gli animali da carne. E un altro acro di alberi scompare ogni otto secondi. Anche le foreste pluviali tropicali stanno per essere distrutte per creare pascoli per il bestiame.
Risorse
Negli Stati Uniti, gli animali allevati a scopo alimentare sono nutriti con oltre l’ottanta per cento del granoturco coltivato, e con più del novantacinque per cento dell’avena. Stiamo mangiando il nostro paese, stiamo mangiando il nostro cuore, stiamo mangiando i nostri bambini. E ho saputo che oltre la metà delle persone in questo paese mangia in eccesso.
Mangiare in presenza mentale può aiutarci a mantenere la compassione dentro il nostro cuore. Una persona priva di compassione non può essere felice, non può entrare in relazione con gli altri esseri umani e con gli altri esseri viventi. E il mangiare la carne dei nostri propri figli è proprio quello che sta succedendo nel mondo, perché non pratichiamo il mangiare in presenza mentale.
Il Buddha ha parlato del secondo genere di nutrimento che consumiamo ogni giorno: le impressioni sensoriali; quel genere di cibo che assumiamo attraverso gli occhi, le orecchie, la lingua, il corpo e la mente. Quando leggete una rivista, consumate. Quando guardate la televisione, consumate. Quando ascoltate una conversazione, consumate. E queste cose possono essere altamente tossiche. Possono esserci molti veleni, come l’ avidità, la violenza, la rabbia, la disperazione. Permettiamo così a noi stessi di farci intossicare da ciò che consumiamo in termini di impressioni sensoriali. Permettiamo ai nostri bambini di farsi intossicare da questi prodotti. Per questo è molto importante guardare profondamente dentro il nostro malessere, dentro la natura del nostro malessere, allo scopo di riconoscere la fonte di nutrimento che abbiamo usato per portarlo dentro di noi e nella nostra società.
Quello che il Buddha ha detto è: “Ciò che è venuto in essere – se sai come guardare profondamente nella sua natura e identificare la sua fonte di nutrimento, allora sei già sulla strada della liberazione.” Ciò che è venuto in essere è la nostra malattia, il nostro malessere, la nostra sofferenza, la nostra violenza, la nostra disperazione. E se pratichiamo il guardare in profondità, la meditazione, saremo in grado di identificare la fonte di nutrimento, di cibo, che ha portato tutto questo in noi.
Dunque l’intera nazione deve praticare il guardare in profondità dentro la natura di ciò che consumiamo ogni giorno. Il consumare in presenza mentale non è il solo modo di proteggere la nazione, noi stessi e la società. Dobbiamo anche imparare come consumare in presenza mentale come famiglia, come città, come nazione. Dobbiamo imparare che cosa produrre e che cosa non produrre allo scopo di dare al nostro popolo solo cose che nutrono e che guariscono. Dobbiamo astenerci dal produrre quei generi di cose che portano guerra e disperazione nel nostro corpo, nella nostra coscienza, e nel corpo e nella coscienza collettivi della nostra nazione e società. Questo deve praticare il Congresso. Noi abbiamo eletto i membri del Congresso. Da loro ci aspettiamo che pratichino profondamente, che si mettano in ascolto della sofferenza delle persone, delle cause reali di quella sofferenza, e che facciano il tipo di leggi che possono proteggerci dall’autodistruzione. L’America è grande. Io sono convinto che voi possiate farlo e che possiate aiutare il mondo. Voi potete offrire al mondo saggezza, presenza mentale e compassione.
Recentemente ho avuto l’occasione di apprezzare i luoghi dove le persone non fumano. Ci sono voli per non fumatori di cui potete approfittare. Dieci anni fa voli così, per non fumatori, non esistevano. E in America su ogni pacchetto di sigarette è scritto l’avvertimento: “Stai attento: il fumo può mettere in pericolo la tua salute.” Questa è una campana di consapevolezza. Questa è pratica del consumo consapevole. Non dite che state praticando la presenza mentale, ma in realtà lo state facendo. La consapevolezza del fumo è ciò che vi ha permesso di vedere che il fumo non è salutare.
In America, le persone sono molto consapevoli del cibo che mangiano. E pretendono che su ogni prodotto vi sia un’etichetta in modo da poter sapere che cosa c’è dentro. Non vogliono mangiare cibi che possano portare tossine e veleni nei loro corpi. Questo è pratica del mangiare consapevolmente.
Ma possiamo andare oltre. Possiamo fare di meglio, come genitori, come insegnanti, come artisti e come politici. Se sei un insegnante, puoi dare un grande contributo nel risvegliare le persone sulla necessità di un consumo consapevole, perché è quella la via della vera emancipazione. Se sei un giornalista, hai i mezzi per educare le persone, per ridestarle sulla natura della nostra situazione. Facendo opera di risveglio ognuno di noi può trasformare se stesso in un bodhisattva.

Il terzo nutrimento di cui ha parlato il Buddha è la volizione. La volizione è ciò che vogliamo più di ogni altra cosa, il desiderio più profondo. Ognuno di noi ha un desiderio profondo. Dobbiamo identificarlo, dobbiamo chiamarlo con il suo vero nome. Il Buddha aveva un desiderio; voleva trasformare tutta la sua sofferenza. Voleva diventare un illuminato per essere capace di aiutare gli altri. Egli non credeva che da politico avrebbe potuto aiutare molte persone, e per questo scelse di farsi monaco. Alcuni fra noi credono che la felicità sia possibile solo ottenendo una grande quantità di denaro, o la fama, o un grande potere, o molto sesso. Questo tipo di desiderio appartiene alla terza categoria di cibo di cui ha parlato il Buddha.
Per illustrare il suo insegnamento il Buddha è ricorso a questa immagine: C’è un giovane che ama vivere, e che non vuole morire. Tuttavia, due uomini possenti lo stanno trascinando verso un luogo dove si trova una fossa di carboni accesi e vogliono gettarlo tra i tizzoni ardenti per farlo morire. Lui resiste, ma è destinato a morire perché i due uomini sono troppo forti. Il Buddha disse: “Il vostro più profondo desiderio vi porterà o in un luogo di felicità oppure all’inferno.” Per questo è molto importante guardare dentro la natura del vostro più profondo desiderio, vale a dire la volizione. Il Buddha ha detto che l’avidità vi porterà a molta sofferenza, sia che si tratti di desiderio di ricchezza, di sesso, di potere, o di fama. Ma se avete un desiderio salutare, come il desiderio di proteggere la vita, di proteggere l’ambiente o di aiutare la gente a vivere una vita semplice e con il tempo per prendersi cura di sé, di amare e prendersi cura dei propri cari, questo è il genere di desiderio che conduce alla felicità. Ma se siete spinti dalla brama di fama, di ricchezza, di potere, dovrete soffrire molto. E questo desiderio vi trascinerà all’inferno, nella fossa di tizzoni ardenti, e morirete.
Ovunque nel mondo ci sono persone che considerano la vendetta come il loro desiderio più profondo. Queste persone diventano terroristi. Quando il rancore e la vendetta sono il nostro desiderio più profondo, anche noi soffriamo terribilmente, come il giovane che quei due uomini possenti trascinavano, per gettare poi nella fossa di tizzoni ardenti. Il nostro desiderio più profondo dovrebbe essere amare, aiutare, non vendicarsi, punire o uccidere. Confido che i newyorkesi abbiano questa saggezza. Il rancore non può essere una risposta al rancore; ogni violenza è ingiusta. Rispondere alla violenza con la violenza può soltanto portare maggiore violenza e ingiustizia, maggior sofferenza, non solo agli altri, ma a noi stessi. Questa è la saggezza che è in ognuno di noi. Abbiamo bisogno di respirare profondamente, di diventare calmi per toccare il seme della saggezza. Io so che se il seme della saggezza e della compassione del popolo americano potesse essere innaffiato regolarmente per l’arco di una settimana, esso porterebbe molto sollievo, ridurrebbe la rabbia e il rancore. E l’America sarebbe capace di compiere un gesto di perdono che darebbe un grande sollievo all’America e al mondo intero. Per questo il mio suggerimento è praticare la calma, l’essere concentrati, innaffiare i semi di saggezza e compassione che sono già in noi, e imparare l’arte della consumo consapevole. Questa è una vera rivoluzione, il solo tipo di rivoluzione che può aiutarci a uscire da questa difficile situazione, nella quale la violenza e il rancore prevalgono.

No, non sto piangendo.
Mi tengo il volto tra le mani,
Per scaldare la mia solitudine.
Mani che proteggono,
Mani che nutrono,
Mani che impediscono alla mia anima
Di vivere nella rabbia.

Embracing Anger
A Public Talk by Thich Nhat Hanh at the Riverside Church, New York
September 25th, 2001
This transcript was made and edited from the Audio broadcast on the Internet and consisted of three parts. All three parts are included in the transcript.
Part I
My Dear friends, I would like to tell you how I practice when I get angry. During the war in Vietnam, there was a lot of injustice, and many thousands, including friends of mine, many disciples of mine, were killed. I got very angry. One time I learned that the city of Ben Tre was bombarded by American aviation. And the city was destroyed. The military man who was responsible for that declared later that he had to destroy the city of Ben Tre to save it. I was very angry.
But at that time, I was already a practitioner, a solid practitioner. I did not say anything, I did not act, because I knew that acting or saying things while you are angry is not wise. It may create a lot of destruction. I went back to myself, recognizing my anger, embracing it, and looked deeply into the nature of my suffering. In the Buddhist tradition, we have the practice of mindful breathing, of mindful walking, to generate the energy of mindfulness. It is exactly with that energy of mindfulness that we can recognize, embrace, and transform our anger. Mindfulness is the kind of energy that helps us to be aware of what is going on inside of us and around us, and anybody can be mindful. If you drink a cup of tea and you know that you are drinking a cup of tea, that is mindful drinking. When you breathe in and you know that you are breathing in, and you focus your attention on your in-breath, that is mindfulness of breathing. When you make a step and you are aware you are making a step, that is called mindfulness of walking. The basic practice in Zen centers, meditation centers, is the practice of generating mindfulness every moment of your daily life. When you are angry, you are aware that you are angry. Because you already have the energy of mindfulness in you created by the practice, that is why you have enough of it in order to recognize, embrace, look deeply, and understand the nature of your suffering.
I was able to understand the nature of the suffering in Vietnam. I saw that not only Vietnamese suffered, but Americans suffered as well during the war in Vietnam. The young American man who was sent to Vietnam in order to kill and be killed underwent a lot of suffering, and the suffering continues today. The family, the nation also suffers. I could see that the cause of our suffering in Vietnam is not American soldiers. It is a kind of policy that is not wise. It is a misunderstanding. It is fear that lies at the foundation of the policy.
Many in Vietnam had burned themselves in order to call for a cessation of the destruction. They did not want to inflict pain on other people, they wanted to take the pain on themselves in order to get the message across. But the sounds of planes and bombs was too loud. The people in the world, not many of them were capable of hearing us. So I decided to go to America and call for a cessation of the violence. That was in 1966, and because of that I was prevented from going home. And I have lived in exile since that time, 1966.
I was able to see that the real enemy of man is not man. The real enemy is our ignorance, discrimination, fear, craving, and violence. I did not have hate the American people, the American nation. I came to America in order to plead for a kind of looking deeply so that your government could revise that kind of policy. I remember I met with Secretary of Defense Robert MacNamara. I told him the truth about the suffering. He kept me with him for a long time and he listened deeply to me, and I was very grateful for his quality of listening. Three months later, when the war intensified, I heard that he resigned from his post.
Hatred and anger was not in my heart. That is why I was listened to by many young people in my country, advocating them to follow the path of reconciliation, and together we helped to bring about the new organizations for peace in Paris. I hope my friends here in New York are able to practice the same. I understood, I understand suffering and injustice, and I feel that I understand deeply the suffering of New York, of America. I feel I am a New Yorker. I feel I am an American.
You want to be there for you, to be with you, not to act, not to say things when you are not calm. There are ways that we can go back to ourselves and practice so that we rediscover our calmness, our tranquility, our lucidity. There are ways that we can practice so that we understand the real causes of the suffering. And that understanding will help us to do what needs to be done, and not do what could be harmful to us and to other people. Let us practice mindful breathing for half a minute before we continue.
In Buddhist psychology, we speak of consciousness in terms of seeds. We have the seed of anger in our consciousness. We have the seed of despair, of fear. But we also have the seed of understanding, wisdom, compassion, and forgiveness. If we know how to water the seed of wisdom and compassion in us, that seed, these seeds will manifest themselves as powerful sorts of energy helping us to perform an act of forgiveness and compassion. It will be able to bring relief right away to our nation, to our world. That is my conviction.
I believe very strongly that the American people have a lot of wisdom and compassion within themselves. I want you to be your best when you begin to act, for the sake of America and for the sake of the world. With lucidity, with understanding and compassion, you will turn to the people who have caused a lot of damage and suffering to you and ask them a lot of questions.
“We do not understand enough of your suffering, could you tell us? We have not done anything to you, we have not tried to destroy you, to discriminate against you, and we do not understand why you have done this to us. There must be a lot of suffering within you. We want to listen to you. We may be able to help you. And together we can help build peace in the world.” And if you are solid, if you are compassionate when you make this statement, they will tell you about their suffering.
In Buddhism we speak of the practice of deep listening, compassionate listening, a wonderful method by which we can restore communication — communication between partners, communication between father and son, communication between mother and daughter, communication between nations. The practice of deep listening should be taken up by parents, by partners, so that they can understand the suffering of the other person. That person might beour wife, our husband, our son, or our daughter. We may have enough good will to listen, but many of us have lost our capacity to listen because we have a lot of anger and violence in us. The other people do not know how to use kind speech; they always blame and judge. And language is very often sour, bitter. That kind of speech will always touch off the irritation and the anger in us and prevent us from listening deeply and with compassion. That is why good will to listen is not enough. We need some training in order to listen deeply with compassion. I think, I believe, I have the conviction, that a father, if he knows how to listen to his son deeply and with compassion, he will be able to open the door of his son’s heart and restore communication.
People in our Congress and our Senate should also train themselves in the art of deep listening, of compassionate listening. There is a lot of suffering within the country, and many people feel their suffering is not understood. That is why politicians, members of the Parliament, members of the Congress have to train themselves in the art of deep listening — listening to their own people, listening to the suffering in the country, because there is injustice in the country, there is discrimination in the country. There is a lot of anger in the country. If we can listen to each other, we can also listen to the people outside of the country. Many of them are in a situation of despair, many suffer because of injustice and discrimination. The amount of violence and despair in them is very huge. And if we know how to listen as a nation to their suffering, we can already bring a lot of relief. They will feel that they are being understood. That can diffuse the bomb already.
I always advise a couple that when they are angry with each other, they should go back to their breathing, their mindful walking, embrace their anger, and look deeply into the nature of their anger. And they may be able to transform that anger in just fifteen minutes or a few hours. If they cannot do that, then they will have to tell the other person that they suffer, that they are angry, and that they want the other person to know it. They will try to say it in a calm way. “Darling, I suffer, and I want you to know it.” And in Plum Village, where I live and practice, we advise our friends not to keep their anger for more than twenty-four hours without telling the other person. “Darling, I suffer, and I want you to know it. I do not know why you have done such a thing to me. I do not know why you have said such a thing to me.” That is the first thing they should tell the other person. And if they are not calm enough to say it, they can write it down on a piece of paper.
The second thing they can say or write down is, “I am doing my best.” It means “I am practicing not to say anything, not to do anything with anger, because I know that in doing so I will create more suffering. So I am embracing my anger, I am looking deeply into the nature of my anger.” You tell the other person that you are practicing holding your anger, understanding your anger, in order to find out whether that anger has come from your own misunderstanding, wrong perception, your lack of mindfulness and your lack of skillfulness.
And the third thing you might like to say to him or her is, “I need your help.” Usually when we get angry with someone, we want to do the opposite. We want to say, “I don’t need you. I can survive by myself alone.” “I need your help” means “I need your practice, I need your deep looking, I need you to help me to overcome this anger because I suffer.” And if I suffer, there is no way that you can be happy, because happiness is not an individual matter. If the other person suffers, there is no way that you can be truly happy alone. So helping the other person to suffer less, to smile, will make you happy also.
The Buddha said, “This is like this, because that is like that. This is because that is.” The three sentences I propose are the language of true love. It will inspire the other person to practice, to look deeply, and together you will bring about understanding and reconciliation. I propose to my friends to write down these sentences on a piece of paper and slip it into their wallet. Every time they get angry at their partner or their son or daughter, they can practice mindful breathing, take it out, and read. It will be a bell of mindfulness telling them what to do and what not to do. These are the three sentences: “I suffer and I want you to know it.” “I am doing my best.” “Please help.”
I believe that in an international conflict, the same kind of practice is possible also. That is why I propose to America as a nation to do the same. You tell the people you believe to be the cause of your suffering that you suffer, that you want them to know it, that you want to know why they have done such a thing to you, and you practice listening deeply and with compassion.
The quality of our being is very important, because that question, that statement is not a condemnation, but a willingness to create true communication. “We are ready to listen to you. We know that you must have suffered a lot in order to have done such a thing to us. You may have thought that we are the cause of your suffering. So please tell us whether we have tried to destroy you, whether we have tried to discriminate against you, so that we can understand. And we know that when we understand your suffering, we may be able to help you.” That is what we call in Buddhism “loving speech” or “kind language,” and it has the purpose of creating communication, restoring communication. And with communication restored, peace will be possible.
This summer, a group of Palestinians came to Plum Village and practiced together with a group of Israelis, a few dozen of them. We sponsored their coming and practicing together. In two weeks, they learned to sit together, walk mindfully together, enjoy silent meals together, and sit quietly in order to listen to each other. The practice taken up was very successful. At the end of the two weeks practice, they gave us a wonderful, wonderful report. One lady said, “Thay, this is the first time in my life that I see that peace in the Middle East is possible.” Another young person said, “Thay, when I first arrived in Plum Village, I did not believe that Plum Village was something real because in the situation of my country, you live in constant fear and anger. When your children get onto the bus, you are not sure that they will be coming home. When you go to the market, you are not sure that you will survive to go home to your family. When you come to Plum Village, you see people looking at each other with loving kindness, talking with other kindly, walking peacefully, and doing everything mindfully. We did not believe that it was possible. It did not look real to me.”
But in the peaceful setting of Plum Village, they were able to be together, to live together, and to listen to each other, and finally understanding came. They promised that when they returned to the Middle East, they would continue the practice. They will organize a day of practice every week at the local level and a day of mindfulness at the national level. And they plan to come to Plum Village as a bigger group to continue the practice.
I think that if nations like America can organize that kind of setting where people can come together and spend their time practicing peace, then they will be able to calm down their feelings, their fears, and peaceful negotiation will be much easier.
Part II
All things need food to be alive and to grow, including our love or our hate. Love is a living thing, hate is a living thing. If you do not nourish your love, it will die. If you cut the source of nutriment for your violence, your violence will also die. That is why the path shown by the Buddha is the path of mindful consumption. The Buddha told the following story. There was a couple who wanted to cross the desert to go to another country in order to seek freedom. They brought with them their little boy and a quantity of food and water. But they did not calculate well, and that is why halfway through the desert they ran out of food, and they knew that they were going to die. So after a lot of anguish, they decided to eat the little boy so that they could survive and go to the other country, and that’s what they did. And every time they ate a piece of flesh from their son, they cried.
The Buddha asked his monks, “My dear friends: Do you think that the couple enjoyed eating the flesh of their son?” The Buddha said, “It is impossible to enjoy eating the flesh of our son. If you do not eat mindfully, you are eating the flesh of your son and daughter, you are eating the flesh of your parent.”
If we look deeply, we will see that eating can be extremely violent. UNESCO tells us that every day, forty thousand children in the world die because of a lack of nutrition, of food. Every day, forty thousand children. And the amount of grain that we grow in the West is mostly used to feed our cattle. Eighty percent of the corn grown in this country is to feed the cattle to make meat. Ninety-five percent of the oats produced in this country is not for us to eat, but for the animals raised for food. According to this recent report that we received of all the agricultural land in the US, eighty-seven percent is used to raise animals for food. That is forty-five percent of the total land mass in the US.
Water
More than half of all the water consumed in the US whole purpose is to raise animals for food. It takes 2500 gallons of water to produce a pound of meat, but only 25 gallons to produce a pound of wheat. A totally vegetarian diet requires 300 gallons of water per day, while a meat-eating diet requires more than 4000 gallons of water per day.
Pollution
Raising animals for food causes more water pollution than any other industry in the US because animals raised for food produce one hundred thirty times the excrement of the entire human population. It means 87,000 pounds per second. Much of the waste from factory farms and slaughter houses flows into streams and rivers, contaminating water sources.
Deforestation
Each vegetarian can save one acre of trees per year. More than 260 million acres of US forests have been cleared to grow crops to feed animals raised for meat. And another acre of trees disappears every eight seconds. The tropical rain forests are also being destroyed to create grazing land for cattle.
Resources
In the US, animals raised for food are fed more than eighty percent of the corn we grow and more than ninety-five percent of the oats. We are eating our country, we are eating our earth, we are eating our children. And I have learned that more than half the people in this country overeat.
Mindful eating can help maintain compassion within our heart. A person without compassion cannot be happy, cannot relate to other human beings and to other living beings. And eating the flesh of our own son is what is going on in the world, because we do not practice mindful eating.
The Buddha spoke about the second kind of food that we consume every day — sense impressions — the kind of food that we take in by the way of the eyes, the ears, the tongue, the body, and the mind. When we read a magazine, we consume. When you watch television, you consume. When you listen to a conversation, you consume. And these items can be highly toxic. There may be a lot of poisons, like craving, like violence, like anger, and despair. We allow ourselves to be intoxicated by what we consume in terms of sense impressions. We allow our children to intoxicate themselves because of these products. That is why it is very important to look deeply into our ill-being, into the nature of our ill-being, in order to recognize the sources of nutriment we have used to bring it into us and into our society.
The Buddha had this to say: “What has come to be – if you know how to look deeply into its nature and identify its source of nutriment, you are already on the path of emancipation.” What has come to be is our illness, our ill-being, our suffering, our violence, our despair. And if you practice looking deeply, meditation, you’ll be able to identify the sources of nutriments, of food, that has brought it into us.
Therefore the whole nation has to practice looking deeply into the nature of what we consume every day. And consuming mindfully is the only way to protect our nation, ourselves, and our society. We have to learn how to consume mindfully as a family, as a city, as a nation. We have to learn what to produce and what not to produce in order to provide our people with only the items that are nourishing and healing. We have to refrain from producing the kinds of items that bring war and despair into our body, into our consciousness, and into the collective body and consciousness of our nation, our society. And Congress has to practice that. We have elected members of the Congress. We expect them to practice deeply, listening to the suffering of the people, to the real causes of that suffering, and to make the kind of laws that can protect us from self-destruction. And America is great. I have the conviction that you can do it and help the world. You can offer the world wisdom, mindfulness, and compassion.
Nowadays I enjoy places where people do not smoke. There are nonsmoking flights that you can enjoy. Ten years ago they did not exist, nonsmoking flights. And in America on every box of cigarettes there is the message: “Beware: Smoking can be hazardous to your health.” That is a bell of mindfulness. That is the practice of mindful consumption. You do not say that you are practicing mindfulness, but you are really practicing mindfulness. Mindfulness of smoking is what allowed you to see that smoking is not healthy.
In America, people are very aware of the food they eat. They want every package of food to be labeled so that they can know what is in it. They don’t want to eat the kind of food that will bring toxins and poisons into their bodies. This is the practice of mindful eating.
But we can go further. We can do better, as parents, as teachers, as artists and as politicians. If you are a teacher, you can contribute a lot in awakening people of the need for mindful consumption, because that is the way to real emancipation. If you are a journalist, you have the means to educate people, to wake people up to the nature of our situation. Every one of us can transform himself or herself into a bodhisattva doing the work of awakening. Because only awakening can help us to stop the course we are taking, the course of destruction. Then we will know in which direction we should go to make the earth a safe place for us, for our children, and for their children.
Part III
The third nutriment that the Buddha spoke of is volition. Volition is what you want to do the most, your deepest desire. Every one of us has a deepest desire. We have to identify it, we have to call it by its true name. The Buddha had a desire; he wanted to transform all his suffering. He wanted to get enlightened in order to be able to help other people. He did not believe that by being a politician he could help many people, that is why he chose the way of a monk. There are those of us who believe that happiness is only possible when we get a lot of money, a lot of fame, a lot of power, and a lot of sex. That kind of desire belongs to the third category of food spoken of by the Buddha.
The Buddha offered this image to illustrate his teaching: There is a young man who loves to be alive, he doesn’t want to die. And yet two very strong men are dragging him to a place where there is a pit of burning charcoal and want to throw him into the glowing embers so he will die.
He resisted but he had to die because the two men were too strong. The Buddha said, “Your deepest desire will bring you either to a place where there is happiness or to hell.” That is why it is very important to look into the nature of your deepest desire, namely volition. The Buddha said that craving will lead you to a lot of suffering, whether there is craving for wealth, sex, power, or fame. But if you have a healthy desire; like the desire to protect life, to protect the environment or to help people to live a simple life with time to take care of yourself, to love and to take care of your beloved ones, that is the kind of desire that will bring you to happiness. But if you are pushed by the craving for fame, for wealth, for power, you will have to suffer a lot. And that desire will drag you into hell, into the pit of glowing embers, and you will have to die.
There are people everywhere in the world that consider vengeance as their deepest desire. They become terrorists. When we have hatred and vengeance as our deepest desire, we will suffer terribly also, like the young person who has been dragged by the two strong men to be thrown into the pit of glowing embers. Our deepest desire should be to love, to help and not to revenge, not to punish, not to kill. And I am confident that New Yorkers have that wisdom. Hatred can never answer hatred; all violence is injustice. Responding to violence with violence can only bring more violence and injustice, more suffering, not only to other people but suffering to ourselves. This is wisdom that is in every one of us. We need to breathe deeply, to get calm in order to touch the seed of wisdom. I know that if the seed of wisdom and of compassion of the American people could be watered regularly during one week or so, it will bring a lot of relief, it will reduce the anger and the hatred. And America will be able to perform an act of forgiveness that will bring about a great relief to America and to the world. That is why my suggestion is the practice of being calm, being concentrated, watering the seeds of wisdom and compassion that are already in us, and learning the art of mindful consumption. This is a true revolution, the only kind of revolution that can help us get out from this difficult situation where violence and hatred prevail.
No, I am not crying.
I hold my face in my two hands.
To keep my loneliness warm
Two hands, protecting,
Two hands, nourishing,
Two hands preventing
My soul from leaving me in anger.

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