Archivio | 25/10/2019

Che faccenda strana…


Che faccenda strana…

Avanzando
amorose
proposte
all’amata
che attraente
ti sfiora
con le dita
Incantato
e scottato
mi stendo
mi avvicina
alla luna
col fiato
Ora perso
sul serio
imbarazzato
Le rammento
che sono sposato
non si cura
del particolare
e nel suo abbraccio
quasi mi soffoca
Che faccenda strana
l’amore…

Giuseppe Bustone

Irrazionale


Irrazionale

Rivoluzione nascente
che riprende il flusso
denigrato e sfuggente
di caos e contro bilanciamento
di contingenti irriverenti
di irrazionale ed ancestrale
cammino controcorrente

Putrescenti occasi
che liquidano nel nulla
le mosse inquiete
di rapaci sospiri
per immolare il tempo :
controcultura corrente
d’irriverente progetto

Tutto avanza
perdendo valore
di nitide memorie
– abrasa mente –
simulacro nesciente

Lenta immolazione
con l’inganno che illude
ed elude la vita
che rinnega se stessa

29.03.2004 Poetyca

Irrational

Nascent revolution
which incorporates the flow
disparaged and fleeting
of chaos and balance against
quotas irreverent
irrational and ancestral
way upstream

Putrescent occas
dismiss that nothing in
moves restlessly
sighs of prey
to sacrifice time:
counter-current
disrespectful of the project

All forward
losing value
vivid memories of
– Abraded mind –
simulacrum nescient

Slow immolation
by deception that deceives
and circumvents the life
who denies herself

29.03.2004 Poetyca

Scaglie d’emozione


ak3_1024

Scaglie d’emozione

Anche a te
sia dolce il sognare
l’estendere pensieri
in luoghi
non ancora nati
 
Sia presente
la delicata brezza
che disegna immagini
dietro le ciglia
 
Passi di danza
tra un palpito
che silenzioso sovrasta
nel silenzio delle notti
 
Esanime resta
l’incanto di colori
se non soffi
sulle fantasie vive
 
Lontano s’effonde
il suono del cuore
se in ascolto
ti poni ancora
 
Nessuno rimane
mai solo
se raccoglie
scaglie d’emozione

 08.06.2003 Poetyca

Scales of emotion

Same to you
sweet is the dream
extend the thoughts
in places
the unborn

Both present
the gentle breeze
that draws images
behind the lashes

Dance Steps
between one heartbeat
which dominates noise
in the silence of nights

Lifeless remains
the magic of colors
if it does not blow
fantasies about the lives

Faraway poured out
the sound of the heart
if listening
you ask again

Nobody stays
never alone
if it collects
scales of emotion

08.06.2003 Poetyca

 

Samadhi – Sri Aurobindo


Samadhi – Sri Aurobindo

Nel nostro yoga il Nirvana è l’inizio della Verità superiore, giacché è il passaggio dall’Ignoranza alla Verità superiore. L’Ignoranza dev’essere estinta affinché possa manifestarsi la Verità. (…)
Per questo yoga (e si potrebbe anche aggiungere: nell’ordine naturale e completo della manifestazione) l’esperienza del Nirvana può essere solo uno stadio o un passaggio verso la completa realizzazione. Ho anche detto che esistono molte porte attraverso cui si può passare per giungere alla realizzazione dell’Assoluto (Parabrahman), e il Nirvana è una di esse, ma in nessun modo l’unica. Forse ricordate che Ramakrishna diceva che i Jivakoti possono salire la scala, ma non tornare, mentre gli Ishvarakoti possono salire e scendere a volontà. Se è così, i Jivakoti potrebbero essere quelli che descrivono solo la curva che dalla Materia va, attraverso la Mente, nel Brahman silenzioso, mentre gli Ishvarakoti quelli che raggiungono la Realtà integrale e possono di conseguenza combinare l’Ascesa con la Discesa e contenere nel loro singolo essere i ‘due estremi’ dell’esistenza.
La realizzazione di questo yoga non è inferiore, ma superiore al Nirvana o al nirvikalpa samadhi.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 69

In genere, come nello yoga tantrico, si parla della coscienza che si solleva fino al brahmarandhra, la sommità del capo, come il culmine. Il Rajayoga naturalmente pone l’accento sul samadhi come il solo mezzo per raggiungere l’esperienza suprema. Ma evidentemente, se non si ha la brāhmī sthiti nello stato di veglia, la realizzazione non è completa. La Gita parla chiaramente dell’essere samāhita (che equivale ad essere in samadhi) e della brāhmī sthiti come di uno stato di veglia in cui si vive e si compiono tutte le azioni.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 118

Accade che le persone possano avere la discesa senza notare che è una discesa perché percepiscono solo il risultato. Lo yoga ordinario non va oltre la mente spirituale: le persone percepiscono alla sommità della testa l’unione con il Brahman, ma non sono consapevoli di una coscienza al di sopra della testa. Allo stesso modo, nello yoga ordinario si percepisce l’ascesa della coscienza inferiore risvegliata (kundalini) verso il brahmarandhra, dove la Prakriti si unisce alla coscienza di Brahman, ma non si percepisce la discesa. Alcuni possono aver avuto queste cose, ma non mi risulta che ne abbiano compreso la natura, il principio o il posto che occupano in una sadhana completa. Per lo meno, non ho mai sentito parlare di queste cose da altri prima di scoprirle attraverso la mia esperienza personale. La ragione è che gli antichi yogi, quando andavano al di sopra della mente spirituale, entravano in samadhi, il che significa che non tentavano di divenire coscienti su questi piani superiori, in quanto il loro scopo era andarsene nel piano Sovracosciente, e non di far discendere il Sovracosciente nella coscienza di veglia, che è lo scopo del nostro yoga.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Perché mai gli yogi dei sentieri tradizionali dovrebbero sentire qualche pressione della discesa della Supermente, dal momento che sono soddisfatti della realizzazione che hanno? Essi vivono nella mente spirituale; ma la natura della mente è di separare, e nel loro caso si tratta di separare un certo aspetto o stato elevato del Divino e di ricercarlo escludendo tutto il resto. È quanto fanno tutte le filosofie spirituali e scuole di yoga. Se vanno oltre, è nell’Assoluto che vanno; ora, la mente non può concepire l’Assoluto se non come qualcosa, appunto, di inconcepibile, neti-neti. Inoltre, per ottenere il samadhi, si concentrano su un’unica idea e ciò che raggiungono è ciò che tale idea rappresenta; il samadhi è essenzialmente una concentrazione esclusiva su un’idea. Quindi, perché dovrebbe dar loro un’apertura su qualcos’altro? Solo pochi sono abbastanza plastici da sfuggire a questa limitazione che la sadhana impone a se stessa; si deve entrare in contatto cosciente e illuminante con la supermente, o almeno averne un barlume – e questo significa passare oltre la mente spirituale.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 150-1

Nel nostro yoga le grandi realizzazioni permanenti non vengono di solito in trance, bensì grazie alla perseveranza nella sadhana allo stato di veglia.
[Nel samadhi] il corpo si fa quieto, la mente fisica è in uno stato di torpore e la coscienza interiore è allora lasciata libera di continuare con le sue esperienze. Lo svantaggio è che la trance diventa indispensabile e il problema della coscienza di veglia non viene risolto: essa rimane imperfetta.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. VI, p. 20 e 118

Samadhi – Sri Aurobindo

In our yoga Nirvana is the beginning of higher Truth, since it is the passage from Ignorance to Truth more. Ignorance must be extinguished so that the truth can be revealed. (…)
For this yoga (and you might even add, in the natural order and complete the event) the experience of Nirvana may be just a step or a step towards full implementation. I also said that there are many doors through which you can move on to promote the realization of the Absolute (Parabrahman), and Nirvana is one of them, but by no means the only one. You may remember that Ramakrishna said that Jivakoti can climb the ladder, but not return, while Ishvarakoti can get on and off at will. If so, the Jivakoti may be those that describe only the curve of the matter goes through the mind, the silent Brahman, while Ishvarakoti those who reach the full reality and can therefore combine with the Ascent and Descent contain the Their single to be the ‘extremes’ of existence.
The realization of this yoga is not less but more than Nirvana or Nirvikalpa Samadhi.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 69

Typically, as in tantric yoga, speaks of the consciousness that rises up to brahmarandhra the top of the head, as the culmination. The course focuses on Rajayoga samadhi as the only means to achieve the ultimate experience. But obviously, if you do not have the Brahmi sthiti in the waking state, the implementation is not complete. The Gita speaks clearly being samahita (which is equivalent to being in samadhi) and Brahmi sthiti as a waking state where you live and perform all actions.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 118

It happens that people can be down without noticing that it is a descent because they perceive only the result. Yoga does not go beyond the ordinary mind, spiritual people feel at the top of the head the union with Brahman, but are not aware of a consciousness above the head. Likewise, yoga is ordinarily perceive the rise of the lower consciousness awakened (kundalini) to the brahmarandhra, where the Prakriti is joined to the consciousness of Brahman, but we do not perceive the descent. Some may have had these things, but my understanding is that they have understood the nature, the principle or the place they occupy in a complete sadhana. At least, I never heard of these things to others before you discover them through my personal experience. The reason is that the ancient yogis, when they went above the spiritual mind, went into samadhi, which means not trying to become aware of these upper floors, as their purpose was to get in the plane Superconscient, and not to down the Superconscient in waking consciousness, which is the purpose of our yoga.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Why yogis of the traditional paths should feel some pressure of the descent of the Supermind, since they are satisfied with the realization that they have? They live in the spiritual mind, but the nature of mind is to separate, and in their case is to separate a certain aspect of the Divine, or high status and search for the exclusion of everything else. This is what they all do the spiritual philosophies and schools of yoga. If they go beyond that range is in the Absolute and now, the mind can not conceive the Absolute as something if not, indeed, inconceivable, neti-neti. Furthermore, to achieve samadhi, focuses on one idea and that reach is what this idea represents, samadhi is essentially an exclusive concentration on an idea. So, why should it give them an opening to something else? Only a few have enough plastic to escape this limitation requires that the sadhana itself, you should get in touch with the supermind conscious, enlightening, or at least have a glimmer – and this means moving beyond the spiritual mind.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 150-1

In our yoga large permanent achievements are not usually in a trance, but his perseverance in sadhana in the waking state.
[In samadhi] the body becomes quiet, the physical mind is in a state of torpor and the inner consciousness is then left free to continue with his experiences. The disadvantage is that the trance becomes indispensable and the problem of waking consciousness is solved: it remains imperfect.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. VI, p. 20 and 118

Sensibilità – Sensitivity


🌸Sensibilità🌸

La sensibilità
è sempre un ponte,
essa avvicina
e abbatte tutte le barriere
e tu sei un arcobaleno
pieno di colori vivaci
che abbraccia ogni cuore.

14.10.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#
🌸Sensitivity🌸

Sensitivity
is always a bridge,
it brings together
and breaks down all barriers
and you are a rainbow
full of vivid colors
that embrace every heart.

14.10.2019 Poetyca

Seminare – Sow


Seminare

In fondo la vita è più dura di quanto possano attendersi le nostre aspettative;
da quanti pericoli
ci si deve guardare?
Colui che giudica in forma malevola
è spesso chi riconosce in noi,
persino nella nostra umiltà
o nel cuore puro
una forma di attacccamento
o di necessità di apparire.
Ecco che dunque è necessario
comprendere che si dona ogni cosa
senza nulla attendersi,
questo non è paragonabile
a nichilismo
ma a quella capacità
di seminare senza aspettare
che il seme germogli.

03.01.2008 Poetyca

Sow

After all, life is tougher than our expectations can expect;
how many dangers should we look at?
  He who judges in malevolent form
it is often those who recognize in us,
even in our humility or pure heart
a form of attachment
or need to appear.
Here therefore it is necessary
to understand that everything is given
without expecting anything, this is not comparable to nihilism
but at that capacity
to sow without waiting
that the seed sprouts.

03.01.2008 Poetyca

Ali della tua anima – Wings of your soul


🌸Ali della tua anima🌸

Non sono limiti
o distanze
a fermarti
quando tu apri
le ali della tua anima
e il silenzio
è la fragranza
della tua accesa
speranza

15.10.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Wings of your soul

No limits
or distances
can stop
when you open
wings of your soul
and silence
is fragrance
of your light
hope

15.10.2019 Poetyca

Mente – Mind – Sadhguru


🌸Mente🌸

“La mente non è in nessun posto.
Ogni cellula in questo corpo
ha la sua intelligenza.
Il cervello è seduto nella tua testa
ma la mente è dappertutto. “

Sadhguru
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Mind

“Mind is not in any one place.
Every cell in this body
has its own intelligence.
The brain is sitting in your head,
but mind is all over the place.“

Sadhguru

Pensare pensieri


Pensare pensieri

Interiore incanto
fra respiri regolari
Inferiore il vento
in questa nottata giovane
Pesco nel mio io
amplifico e trovo te
ancora come se
non te ne fossi mai andato
Anche se da sempre
ti chiamo e ti cerco
ora,che avevo perso la speranza,
eccoti!
Accogli il mio silenzio e rispetto,
se non altro lasciami illudere
che mai più mi lascerai solo
Nella melma di un giorno
uguale a un altro
e quand’anche mi perdessi
ancora tra la folla dei miei pensieri
pescane uno,lo chiamerò amore.

Giuseppe Bustone

Meglio soli…


Meglio soli…

Sto ancora cercando il vero amore.
Intendo amore per una donna.

È sempre più difficile riuscire

a trovare la combinazione giusta.

E poi,lo ammetto,una sola donna

è troppo poco.Ce ne vogliono

almeno tre o quattro o forse più…

Scherzo ma non troppo.

Giuseppe Bustone