Archivio | 01/12/2019

Il suono della Natura


Il suono della natura

La Natura ha un suono, è musica, armonia che ci nutre, che ci sospinge in una danza vibrante, in muto scambio di energie sottili. Guardare, accarezzare, assaporare la Manifestazione è essere quel che con stupore si scopre: parte viva dell’Universo, cuore che lava e che tiepido riscalda il tempo, lo infrange e come soffio restituisce vita e prende la tua parte di scintilla divina oltre ogni possibile descrizione, quanto le parole sono insufficienti.Siamo circondati da piccole cose:l’alba, un raggio di sole e il nostro poggiare lo sguardo dove nasce sorriso. Ma siamo anche presi dalla corsa del tempo, distratti, pieni di impegni e incapaci di soffermarci là dove l’attimo ci sta offrendo bellezza. Basta poco per far scivolare la nostra attenzione all’Adesso per scoprire quanto un solo attimo contenga.Il coraggio di manifestare la nostra unicità, di seguire il percorso che ci conduca al senso, alla vita, alla luce che è già.Un coraggio che era nel nostro percorso insieme a qualità ancora da scoprire, depositate nel nostro cuore.Abbiamo tutto con noi, come per quel seme era già presente l’dea del germoglio, in noi è presente l’idea dell’Amore ma possiamo realizzarla con la pratica nella vita e con il coraggio di affrontare tutte le paure.
Se non conoscessimo il buio e le difficoltà della vita, oggi non sapremmo il significato e la fugacità ( ma preziosa essenza) della gioia. Chi crede che la gioia o il dolore siano espressioni che immutabili, forse non ha compreso che tutto segue un ciclo e che nel mondo nulla è permanente. Provando ad osservare la Natura comprendiamo quanto tutto sia soggetto a trasformazione e come ” afferrare l’attimo” sia viverlo intensamente. Dipende da noi capire che ogni cosa che raggiunge un picco ha anche una caduta. L’esistenza è la nostra scuola di vita ed attraverso essa impariamo ad essere solidali con la altrui sofferenza e a provare amore incondizionato, come un seme gettato nel vento del quale non conosci se attecchirà e che frutti possa dare.
Sorridere dentro è il massimo della saggezza e della purezza interiore. Non un sorriso a fior di labbra che presto sfiorisce ma un fiore che sboccia nel silenzio e non disperde nulla ma accresce amore ed armonia.

10.11.2010 Poetyca

The sound of nature

Nature has a sound, it is music, harmony that feeds us, urging us on in a vibrant dance, silent in exchange of subtle energies. Look at, caress, enjoy the event is to be surprised what you find: a living part of the Universe, lava and warm heart that warms the time, breaks and returns as a breath of life and take your share of the divine spark beyond any possible description, because the words are insufficient.
We are surrounded by small things: the sunrise, a ray of sunshine and rest our eyes Where did smile. But we are also taken from the travel time, distracted, busy and unable to dwell where the moment is offering us beauty. Very little is needed to slide our attention all’Adesso to find out how to contain a single moment.
The courage to express our uniqueness, to follow the path that leads us to sense, life in the light that is già.Un courage that was in our path with quality yet to be discovered, lodged in our cuore.Abbiamo everything with us , such that seed was already the idea of a shoot, this is in us the idea of love but with practice we can achieve in life and the courage to face all the fears.

If we did not know the darkness and the difficulties of life, today we would not know the meaning and fleeting (but precious essence) of happiness. Those who believe that the joy and pain are expressions unchanging, perhaps did not understand that everything follows a cycle and that nothing is permanent in the world. Trying to observe nature we realize how everything is subject to change and how to “seize the moment” is to live it intensely. It’s up to us to understand that everything that reaches a peak has also dropped. The existence is our school life and through it we learn to be in solidarity with the suffering of others and to experience unconditional love, like a seed sown in the wind which we do not know if that will take root and fruit can provide.

Smiling is the best in the wisdom and inner purity. Not a smile to his lips but that soon fades a flower that blooms in silence and does not release anything but it increases love and harmony.

10.11.2010 Poetyca

Madre Natura


Madre Natura

Come noi siamo vita, dotati di consapevolezza, lo stesso è la Natura tutta in continua trasformazione.
Non c’é solo materia ma quell’essenza che porta il senso stesso della vita e che ci rende parte del Tutto.
Per gli Indù è Atman o scintilla divina di Brahnan, non dimentichiamo di rispettare e di accordare il nostro percorso con le leggi sottili dello Spirito.
Per i buddhisti è importante la legge del Dharma che regola tutte le cose e alla quale andare in contrapposizione causa sofferenza.
Saper seguire e non contrapporre la legge dell’armonia è abbracciare ogni essere con compassione senza sentirsene separati.
Perchè dunque adottare un sistema antropomorfo ( con l’Uomo al centro )?
Questo svilisce il valore degli altri esseri viventi e alimenta un atteggiamento di dominio e sfruttamento che stravolge la Natura e la impoverisce con conseguenze che avvelenano L’Uomo stesso.

Rispetto di sè, capacità di assumere un atteggiamento responsabile è offrire il meglio per proteggere ogni essere senziente con compassione e gentilezza amorevole.

Un sorriso
Daniela

As we are living, with awareness, the same is Nature
all change constantly.
There is not only matter but that essence that brings the very meaning of
life and that makes us part of the Whole.
For the Hindus is Atman or the divine spark of Brahnan not forget to
respect and give our path with the laws of the thin
Spirit.
For Buddhists it is important to the law of Dharma, which regulates all things
and which go into opposition causes suffering.
Able to follow and not to impose the laws of harmony and embrace every
being with compassion without feeling separated.
Why then adopt a system anthropomorphic (with the man at the center)?
This demeans the value of other living beings and feeds a
attitude of domination and exploitation that distorts the nature and
impoverishes with consequences that are poisoning the man himself.

Self-respect, ability to take a responsible attitude is
offer the best to protect all sentient beings with compassion and
loving-kindness.

Smile
Daniela

La vibrazione in ogni cosa


purezza della vita

“Ogni cosa di cui avete cognizione ha una vibrazione relativa dentro di voi.
Colui il quale è pronto a vedere e giudicare il male nelle altre persone
reca il seme di quel male in sé stesso. La persona gradita al signore, la
cui nota di purezza vibra altamente, è sempre consapevole della scintilla
divina in tutto ciò che egli tocca, e la sua vibrazione magnetica dell’anima
richiama a maggiore intensità la forza vibratoria di coloro che si trovano
dentro il suo raggio di vibrazioni.”

Paramahsa Yogananda

“Every thing you cognition has a relative vibration within you.
One who is ready to see and judge evil in other people
bears the seed of the evil in himself. The person acceptable to the Lord, the
note that vibrates high purity, is always aware of the spark
divine in everything he touches, and its magnetic vibration of the soul
draws to greater intensity the vibratory force of those who are
within its range of vibration. “

Paramahsa Yogananda

Il suono della natura


 

Il suono della natura

La Natura ha un suono, è musica, armonia che ci nutre, che ci sospinge in una danza vibrante, in muto scambio di energie sottili. Guardare, accarezzare, assaporare la Manifestazione è essere quel che con stupore si scopre: parte viva dell’Universo, cuore che lava e che tiepido riscalda il tempo, lo infrange e come soffio restituisce vita e prende la tua parte di scintilla divina oltre ogni possibile descrizione, quanto le parole sono insufficienti.
Siamo circondati da piccole cose:l’alba, un raggio di sole e il nostro poggiare lo sguardo dove nasce sorriso. Ma siamo anche presi dalla corsa del tempo, distratti, pieni di impegni e incapaci di soffermarci là dove l’attimo ci sta offrendo bellezza. Basta poco per far scivolare la nostra attenzione all’Adesso per scoprire quanto un solo attimo contenga.
Il coraggio di manifestare la nostra unicità, di seguire il percorso che ci conduca al senso, alla vita, alla luce che è già.Un coraggio che era nel nostro percorso insieme a qualità ancora da scoprire, depositate nel nostro cuore.Abbiamo tutto con noi, come per quel seme era già presente l’dea del germoglio, in noi è presente l’idea dell’Amore ma possiamo realizzarla con la pratica nella vita e con il coraggio di affrontare tutte le paure.

Se non conoscessimo il buio e le difficoltà della vita, oggi non sapremmo il significato e la fugacità ( ma preziosa essenza) della gioia. Chi crede che la gioia o il dolore siano espressioni che immutabili, forse non ha compreso che tutto segue un ciclo e che nel mondo nulla è permanente. Provando ad osservare la Natura comprendiamo quanto tutto sia soggetto a trasformazione e come ” afferrare l’attimo” sia viverlo intensamente. Dipende da noi capire che ogni cosa che raggiunge un picco ha anche una caduta. L’esistenza è la nostra scuola di vita ed attraverso essa impariamo ad essere solidali con la altrui sofferenza e a provare amore incondizionato, come un seme gettato nel vento del quale non conosci se attecchirà e che frutti possa dare.

Sorridere dentro è il massimo della saggezza e della purezza interiore. Non un sorriso a fior di labbra che presto sfiorisce ma un fiore che sboccia nel silenzio e non disperde nulla ma accresce amore ed armonia.

10.11.2010 Poetyca

The sound of nature

Nature has a sound, it is music, harmony that feeds us, urging us on in a vibrant dance, silent in exchange of subtle energies. Look at, caress, enjoy the event is to be surprised what you find: a living part of the Universe, lava and warm heart that warms the time, breaks and returns as a breath of life and take your share of the divine spark beyond any possible description, because the words are insufficient.
We are surrounded by small things: the sunrise, a ray of sunshine and rest our eyes Where did smile. But we are also taken from the travel time, distracted, busy and unable to dwell where the moment is offering us beauty. Very little is needed to slide our attention all’Adesso to find out how to contain a single moment.
The courage to express our uniqueness, to follow the path that leads us to sense, life in the light that is già.Un courage that was in our path with quality yet to be discovered, lodged in our cuore.Abbiamo everything with us , such that seed was already the idea of a shoot, this is in us the idea of love but with practice we can achieve in life and the courage to face all the fears.

If we did not know the darkness and the difficulties of life, today we would not know the meaning and fleeting (but precious essence) of happiness. Those who believe that the joy and pain are expressions unchanging, perhaps did not understand that everything follows a cycle and that nothing is permanent in the world. Trying to observe nature we realize how everything is subject to change and how to “seize the moment” is to live it intensely. It’s up to us to understand that everything that reaches a peak has also dropped. The existence is our school life and through it we learn to be in solidarity with the suffering of others and to experience unconditional love, like a seed sown in the wind which we do not know if that will take root and fruit can provide.

Smiling is the best in the wisdom and inner purity. Not a smile to his lips but that soon fades a flower that blooms in silence and does not release anything but it increases love and harmony.

10.11.2010 Poetyca

Oriente


Oriente

In Oriente si rispetta ogni essere visto come manifestazione divina, contenitore di divinità e il solo gesto semplicissimo del saluto ( la mudra) del Namaste è indicativo dell’inchinarsi e riconoscere nell’altro la divinità. Immagina dunque se essa sgorgasse da persona elevata, che genere di devozione si possa applicare.

Noi siamo abituati diversamente, considerandoci creature e spesso miserevoli e non meritevoli di attenzione divine. Questo in eredità della tradizione ebraica, dal quale deriva il Vangelo.

Possiamo in fondo avvicinarci alla lettura e cultura orientale ma in noi, nel nostro tessuto sociale, resta il rispetto di sè e il non fare delle persone un motivo di venerazione, questo perchè cogliamo il divino in forma esterna e non ” dentro” le persone.

Non ci poniamo problemi su Atman e Brahman, su quella scintilla che rappresenta l’essere abitati dal divino stesso, come sua manifestazione in svariate forme.

Nell’Antico Testamento si raffigura la Creazione come l’emissione della ” Ruah”, il soffio divino, l’emissione dello Spirito nella materia, ma si vede la presenza di un Padre e noi le creture impefette che devono ancora maturare, per capire la differenza tra Bene e Male.

Si cade in quella che è la dualità, questo mondo la rappresenta.

In Oriente ( inteso come cultura orientale) la dualità è solo illusione ( Maya) della quale liberarsi, alla quale strappare il velo per riconoscere come il divino sia in ogni forma, anche in coloro che ci appaiano distanti e nemici.
Ogni essere viene considerato come parte di noi stessi, questo perchè tutti è lo stessi divino.

Da questo nasce il considerare : Tutto in Uno – Uno in Tutto.

A distaccarsi da questi atteggiamenti di venerazione di Guru e Dei è la scuola del Buddha, dove lui stesso ha spiegato che tutti sono contenitori di un seme di buddhità e che si è uniti nel Dharmakaya ( una sorta di filo che unisce le perle di una collana) che permette l’interconnessione, ma non trova in questo alcuna presenza divina ma la contemplazione della ” realtà come essa è” e dunque l’armonia con la legge immutabile del Dharma.

Lo spezzare l’armonia procura la sofferenza.
Il Buddha non si pone alcuna domanda circa la presenza divina, concentra la sua attenzione sulla liberazione dalla sofferenza, la ricerca delle sue cause e la soluzione sarebbe nel rispetto di quella legge naturale che è il Dharma.

Lui stesso non amava essere visto come una sorta di estensione o rappresentazione divina.

Come immagini allora è importante entrare nella mentalità di chi si esprime negli scritti, coglierne l’essenza e considerare quanto comunque sia poco importante dal punto di vista formale.

Ogni via contiene un seme d’insegnamento.

24.09.2008 Poetyca

East

In the East, we respect each be seen as a manifestation of God, gods, and the container only simple gesture of greeting (the mudra) of namaste is indicative dell’inchinarsi and recognize the divinity in the other. Imagine then if it flowed from high person, what kind of devotion can be applied.

We are used differently, and often perceived as mere miserable and not worthy of divine attention.
This is a legacy of the Jewish tradition, which derives from the Gospel.

We can get closer to the bottom in reading and Eastern culture but in ourselves, in our social fabric, there is the self-respect and not make people a reason to worship, this is because we take the divine in external form and not “inside” people.

No problems on ourselves Atman and Brahman, on the spark that is being inhabited by the divine itself, as its manifestation in different forms.

The Old Testament depicts the Creation as the issue of “Ruah”, the divine breath, the release of the Spirit in matter, but you can see the presence of a Father and we creture impefette that have yet to mature, to understand the difference between Good and Evil.

You fall into what is the duality, this world is.

In the East (as a culture of Eastern Europe) the duality is only an illusion (Maya) which escape, which tear the veil to recognize how the divine is, in any form, even those who appear distant enemies.
Each will be considered as part of ourselves, because all this is the same God.

From this comes the consideration of: All in One – All in One.

A move away from this attitude of worship of Gods and Gurus is a school of Buddha, where he explained that all containers are the seed of Buddhahood and that we are united in the Dharmakaya (a sort of common thread between the beads of a necklace ) that allows the interconnection, but can not find this in any but the contemplation of divine presence “reality as it is,” and therefore in harmony with the immutable law of Dharma.

The breaking of the harmony brings suffering.
The Buddha does not arise any question about the divine presence, focuses on the liberation from suffering,
the search for its causes and the solution would have respected the natural law that is the Dharma.

He himself did not like being seen as a kind of extension or representation of God.

How do you picture then it is important to get into the mindset of those who express themselves in writing, grasping the essence and is still considered as unimportant by the formal point of view.

Each path contains a seed of education.

24.09.2008 Poetyca

Coscienza cosmica


Coscienza cosmica

Il Maestro parlava carezzevolmente, desideroso di confortarmi. Il Suo sguardo calmo era impenetrabile. “Il desiderio del tuo cuore sarà esaudito”. Raramente Sri Yukteswar si permetteva di parlare per enigmi. Ero confuso. Mi toccò lievemente il petto, sopra il cuore.
Il mio corpo divenne immobile e come radicato al suolo. Non respiravo più, come se un immenso magnete avesse ritirato l’aria dai miei polmoni. Anima e mente perdettero all’istante i loro vincoli fisici e uscirono come un’ondata di fluida e penetrantissima luce da ogni mio poro. La carne era come morta, eppure nella mia intensa consapevolezza sentivo che mai, prima d’allora, ero stato pienamente vivo.
Il mio senso di identità non era più limitato da un corpo, ma abbracciava tutti gli atomi circostanti. La gente in strade lontane sembrava si muovesse dolcemente nella mia remota periferia. Le radici delle piante e degli alberi mi apparivano attraverso un’opaca trasparenza del suolo; distinguevo il fluire della loro linfa.
Tutto quello che mi era vicino era nudo davanti a me. La mia abituale visione frontale s’era mutata in una vasta vista sferica che percepiva tutto simultaneamente. Attraverso la parte posteriore della mia testa, vedevo le persone camminare lontano sulla via Rai Ghat e mi accorsi anche di una mucca bianca che si avvicinava lentamente; quando giunse sullo spiazzo dinanzi al cancello aperto dell’ashram, la osservai come con i miei occhi fisici. Quando passò dietro il muro di mattoni del cortile, la vidi ancora con perfetta chiarezza.
Tutti gli oggetti nel raggio della mia visuale panoramica tremolavano e vibravano come figure sullo schermo. Il mio corpo, quello del Maestro, il cortile dai pilastri, i mobili e il pavimento, gli alberi e i raggi del sole a volte si agitavano con violenza sino a che tutto si fondeva in un mare luminoso, come cristalli di zucchero messi in un bicchiere d’acqua si sciolgono dopo essere stati agitati. La luce unificatrice si alternava con le materializzazioni delle forme, e le metamorfosi rivelavano la legge di causa e effetto presente nella creazione.
Un’oceanica gioia scoppiò sulle rive calme infinite dell’anima mia. Realizzai che lo Spirito di Dio è inesauribile Beatitudine. Il Suo corpo è fatto di innumerevoli tessuti di luce. Una luce gloriosa che si espandeva sempre più dentro di me cominciò ad avviluppare città, continenti, la terra, i sistemi solari e stellari, le tenui nebulose e i fluttuanti universi. L’intero cosmo dolcemente luminoso, simile ad una città che si scorga lontana nella notte, scintillava nell’infinità del mio essere. L’abbagliante luce al di là dei profili sferici acutamente incisi si attenuava un poco agli estremi limiti, dove potevo scorgere una morbida radiazione che non diminuiva mai. Essa era indescrivibilmente sottile; i quadri planetari erano formati da una luce più densa.
La divina diffusione di raggi scaturiva da un’Eterna Sorgente che fiammeggiava in galassie, trasfigurate da auree ineffabili. Incessantemente vedevo i raggi creatori condensarsi in costellazioni e poi risolversi in lembi di trasparente fiamma; con ritmica inversione, miriadi di mondi si tramutavano in diafana luminescenza; poi il fuoco divenne firmamento.
Conobbi il centro dell’empireo quale punto di percezione intuitiva nel mio cuore. Uno splendore irradiante sorgeva dal mio nucleo e si distendeva su ogni parte della struttura universale. La divina amrita, nettare dell’immortalità, pulsava attraverso me con una fluidità d’argento vivo. Udii la Voce creativa di Dio risuonare come Om, la vibrazione del motore Cosmico.
A un tratto l’aria ritornò nei miei polmoni e respirai di nuovo. Con una delusione quasi insostenibile, capii di aver perduto la mia immensità infinita. Di nuovo ero costretto nella umiliante gabbia di un corpo, che difficilmente si adatta allo spirito. Come un figliol prodigo ero fuggito dalla mia casa macrocosmica e avevo imprigionato me stesso in uno stretto e meschino microcosmo.
Il mio Guru era immobile dinanzi a me. Stavo per prostrarmi ai suoi sacri piedi, pieno di gratitudine per quell’esperienza di coscienza cosmica così a lungo e appassionatamente cercata. Egli me lo impedì e parlò con calma e semplicità: “Non devi troppo inebriarti d’estasi. Molto lavoro ti resta ancora da fare nel mondo. Vieni, spazziamo il balcone, poi andremo a passeggiare sulle sponde del Gange”.

Paramahansa Yogananda


Cosmic Consciousness

The Master spoke caressingly, wanting to comfort me. His calm gaze was unfathomable. “The desire of your heart will be fulfilled.” Sri Yukteswar seldom allowed himself to speak in riddles. I was confused. I lightly touched his chest, over his heart.
My body became still and somehow rooted to the ground. I breathed no more, as if a huge magnet had withdrawn the air from my lungs. Soul and mind instantly lost their physical constraints, and came as a wave of fluid and light from my every pore penetrantissima. The meat was as if dead, yet in my intense awareness I felt that never before had I been fully alive.
My sense of identity was no longer limited by a body, but embraced all the surrounding atoms. People on distant streets seemed to be moving slowly in my remote periphery. The roots of plants and trees appeared to me through an opaque transparency of the soil could make out the flow of their sap.
All that was near me was naked in front of me. My ordinary frontal vision had turned into a vast spherical sight he perceived all at once. Through the back of my head, I saw people walking out on the road Rai Ghat and I noticed also a white cow who approached slowly, and when he arrived in the courtyard before the gates opened the ashram, as I watched with my physical eyes . When he passed behind the brick wall of the courtyard, I saw her again with perfect clarity.
All objects within my panoramic view trembled and vibrated like figures on the screen. My body, that of the Master, the pillared courtyard, the furniture and the floor, the trees and the sun sometimes violently agitated until all melted into a bright sea, like sugar crystals placed in a glass of water dissolve after being shaken. The unifying light alternated with materializations of form, and the metamorphoses revealing the law of cause and effect present in creation.
Un’oceanica joy broke out on the calm endless shores of my soul. I realized that the Spirit of God is inexhaustible bliss. Your body is made up of countless tissues of light. A glorious light that spread more and more inside of me began to envelop towns, continents, earth, solar and stellar systems, tenuous nebulae, and the floating universes. The entire cosmos, gently luminous, like a city that sees it far into the night, shining in the infinitude of my being. The dazzling light beyond the sharply etched spherical profiles ebbed a little to the extreme limits, where I could see a soft radiation that never decreases. It was indescribably subtle; the planetary pictures were formed by a light denser.
The spread of the divine rays sprang from an Eternal Source, which blazed into galaxies, transfigured with ineffable auras. I saw the rays incessantly creators condense into constellations, then resolve to strips of transparent flame with rhythmic inversion, myriads of worlds are transformed into translucent glow, then the fire became firmament.
I knew the center of the empyrean as a point of intuitive perception in my heart. A glow radiating from my core and stood on stretched every part of the universal structure. The divine amrita, the nectar of immortality, pulsed through me with a quicksilver fluidity. I heard the voice of God’s creative sound like Om, the vibration of the Cosmic Motor.
Suddenly the air back into my lungs and breathed again. With a disappointment almost unbearable, I realized I had lost my infinite immensity. Again I was forced into the humiliating cage of a body, which hardly fits the spirit. Like a prodigal son had run away from my macrocosmic home and imprisoned myself in a strait and narrow microcosm.
My guru was still in front of me. I was going to prostrate myself at his holy feet, full of gratitude for the experience of cosmic consciousness for so long and passionately sought. He would not let me and spoke quietly and simply: “You do not have too intoxicated with ecstasy. Much work remains to be done to you in the world. Come, sweep the balcony, then go for a walk on the banks of the Ganges.”

Paramahansa Yogananda