Perdendo tutto, guadagni tutto



Perdendo tutto, guadagni tutto

Nisargadatta Maharaj

“Quando realizzi di essere la luce del mondo,
realizzi che sei anche il suo amore, che conoscere
è amare e amare è conoscere”.
La saggezza mi dice che non sono nulla,
L’amore mi dice che sono tutto,
E tra i due la vita fluisce.

Tutto ciò che vuoi è essere felice
Tutti i tuoi desideri, qualunque essi siano,
Sono il desiderio della felicità.
Basilarmente desideri il tuo bene
Il desiderio in sé non è sbagliato.
E’ la vita stessa, la spinta a crescere
in conoscenza ed esperienza.
Sono le scelte che fai che sono sbagliate.
Immaginare che qualche piccola cosa
– cibo, sesso, potere, fama –
ti renderanno felice è ingannare se stessi.
Solo qualcosa vasto e profondo come il tuo Sé reale
Può renderti veramente e durevolmente felice.

Il cercatore, è colui che cerca se stesso.

Rinuncia a tutte le domande tranne una: “Chi sono io?” Dopotutto l’unica cosa di cui sei certo è che sei. L’”io sono” è certo. “Io sono questo” non lo è. Lotta per scoprire chi sei in realtà. Per sapere che cosa sei, devi prima esaminare e conoscere che cosa non sei.

Scopri tutto quello che non sei ­- corpo, sensazioni, pensieri, spazio, tempo, questo o quello – nulla di concreto o astratto che percepisci può essere te. L’atto stesso di percepire mostra che tu non sei ciò che osservi. Più chiaramente comprendi questo a livello mentale, che tu puoi essere descritto solo in termini negativi, più rapidamente giungerai alla fine della tua ricerca e realizzerai che sei l’essere illimitato.

E’ semplice, aperto, chiaro, bello e gioioso.
Conosci te stesso per essere il testimone immutabile della mutevole mente.

La mente è interessata a ciò che accade, mentre la consapevolezza è interessata alla mente stessa.
Il bambino insegue il giocattolo, ma la madre guarda il bambino, non il giocattolo.

Quando realizzi di essere la luce del mondo,
realizzi che sei anche il suo amore,
che conoscere è amare e amare è conoscere.

Non aver timore della libertà dal desiderio e dalla paura.
Ti permette di vivere una vita così differente da quanto conosci,
tanto più interessante e intensa, che veramente perdendo tutto, guadagni tutto.

La libertà di fare quanto a uno piace
È davvero legame,
mentre essere liberi di fare quanto uno deve, ciò che è giusto
è reale libertà.

E’ sempre ciò che è falso che ti fa soffrire,
il falso desidera e teme,
il falso valuta e immagina,
le false relazioni tra la gente.

Abbandona il falso e sei libero dalla sofferenza; la verità rende felici e libera.

I pensieri sono i concetti degli altri,
hai costruito tante cose attorno a te
che ti sei perduto da te stesso.

La Rete che tessiamo
Guarda la rete e le sue molte contraddizioni.
Fai e disfi ad ogni passo
Vuoi la pace, l’amore e la felicità
E lavori forte per creare sofferenza, odio e guerra.

Vuoi la longevità e mangi troppo,
vuoi l’amicizia e inganni.
Riconosci che la tua rete è fatta di tali contraddizioni
E rimuovile.
Lo stesso vedere le farà andare via.

Sei destinato all’illuminazione.
Coopera con il tuo destino,
non andare contro esso
non contrastarlo.
Permettergli di realizzarsi.

L’illuminazione non può essere ottenuta, né forzata. Può solo succedere
Può apparire solo quando gli è dato
Uno spazio vuoto in cui apparire

La memoria è una buona serva ma una cattiva padrona.

L’atteso potrebbe non accadere mai
Ma l’inaspettato verrà certamente.

In ogni modo usa il tuo corpo per lavorare nel mondo, ma, comprendi che cosa è. Il corpo è solo lo strumento da usare: tu non sei il corpo. Tu sei l’eterno principio, senza tempo e spazio
Che dà ascolto a questo corpo. Tu non sei nel corpo, il corpo è in te.

C’è in te il cuore dell’essere
Che è oltre l’analisi, oltre la mente.

I AM THAT

Dialogues of Sri Nisargadatta Maharaj

1. The Sense of ‘I am’ Questioner: It is a matter of daily experience that on waking up the world suddenly appears. Where does it come from?
Maharaj: Before anything can come into being there must be somebody to whom it comes. All appearance and disappearance presupposes a change against some changeless background. Q: Before waking up I was unconscious.

M: In what sense? Having forgotten, or not having experienced? Don’t you experience even when unconscious? Can you exist without knowing? A lapse in memory: is it a proof of non-existence? And can you validly talk about your own non-existence as an actual experience? You cannot even say that your mind did not exist. Did you not wake up on being called? And on waking up, was it not the sense ‘I am’ that came first? Some seed consciousness must be existing even during sleep, or swoon. On waking up the experience runs: ‘I am — the body — in the world.’ It may appear to arise in succession but in fact it is all simultaneous, a single idea of having a body in a world. Can there be the sense of ‘I am’ without being somebody or other?

Q: I am always somebody with its memories and habits. I know no other ‘I am’.

M: Maybe something prevents you from knowing? When you do not know something which others know, what do you do?

Q: I seek the source of their knowledge under their instruction.

M: Is it not important to you to know whether you are a mere body, or something else? Or, maybe nothing at all? Don’t you see that all your problems are your body’s problems — food, clothing, shelter, family, friends, name, fame, security, survival — all these lose their meaning the moment you realise that you may not be a mere body.

Q: What benefit is there in knowing that I am not the body?

M: Even to say that you are not the body is not quite true. In a way you are all the bodies, hearts and minds and much more. Go deep into the sense of ‘I am’ and you will find. How do you find a thing you have mislaid or forgotten? You keep it in your mind until you recall it. The sense of being, of ‘I am’ is the first to emerge. Ask yourself whence it comes, or just watch it quietly. When the mind stays in the ‘I am’ without moving, you enter a state which cannot be verbalised but can be experienced. All you need to do is try and try again. After all the sense ‘I am’ is always with you, only you have attached all kinds of things to it — body, feelings, thoughts, ideas, possessions etc. All these self-identifications are misleading. Because of them you take yourself to be what you are not.

Q: Then what am I?

M: It is enough to know what you are not. You need not know what you are. For as long as knowledge means description in terms of what is already known, perceptual, or conceptual, there can be no such thing as self-knowledge, for what you are cannot be described, except as except as total negation. All you can say is: ‘I am not this, I am not that’. You cannot meaningfully say ‘this is what I am’. It just makes no sense. What you can point out as ‘this’ or ‘that’ cannot be yourself. Surely, you can not be ’something’ else. You are nothing perceivable, or imaginable. Yet, without you there can be neither perception nor imagination. You observe the heart feeling, the mind thinking, the body acting; the very act of perceiving shows that you are not what you perceive. Can there be perception, experience without you? An experience must ‘belong’. Somebody must come and declare it as his own. Without an experiencer the experience is not real. It is the experiencer that imparts reality to experience. An experience which you cannot have, of what value is it to you?

Q: The sense of being an experiencer, the sense of ‘I am’, is it not also an experience?

M: Obviously, every thing experienced is an experience. And in every experience there arises the experiencer of it. Memory creates the illusion of continuity. In reality each experience has its own experiencer and the sense of identity is due to the common factor at the root of all experiencer-experience relations. Identity and continuity are not the same. Just as each flower has its own colour, but all colours are caused by the same light, so do many experiences appear in the undivided and indivisible awareness, each separate in memory, identical in essence. This essence is the root, the foundation, the timeless and spaceless ‘possibility’ of all experience.

Q: How do I get at it?

M: You need not get at it, for you are it. It will get at you, if you give it a chance. Let go your attachment to the unreal and the real will swiftly and smoothly step into its own. Stop imagining yourself being or doing this or that and the realisation that you are the source and heart of all will dawn upon you. With this will come great love which is not choice or predilection, nor attachment, but a power which makes all things love-worthy and lovable.

Read the entire PDF online for free here:

http://www.maharajnisargadatta.com/I_Am_That.pdf

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