La Presenza di Dio


 

“La Presenza di Dio”

A proposito di Dio, direi che tutto ciò che è presente ci sembra reale
e tutto ciò che è assente ci sembra meno reale; quindi le condizioni
in cui ci troviamo a vivere sembrano reali al momento e hanno su di
noi il massimo effetto. Tristi o gioiose, che ci portino felicità o
sconforto, tali condizioni sono le uniche reali in quel momento; ma
quando non sono più presenti, non sono altro che una favola.

Durante la notte, mentre si sogna, un sogno di orrore e di paura, o di
felicità, quel sogno è reale, in quel momento, a chi lo sogna. Ma,
spuntato il mattino, gli occhi si aprono: era solo un sogno.

Se riflettiamo: le nostre delusioni e i nostri dispiaceri, o invece le
nostre gioie, la felicità, le soddisfazioni che ci siamo prese nei
diversi periodi della vita, che valore hanno ora per noi? Nel momento
in cui viviamo più intensamente, nel momento dell’esperienza, o del
dolore, ci sembra di non poter vivere un minuto di più; poi quando
quel momento è passato e il dolore si è mitigato e ce ne ricordiamo
più tardi è solo un racconto. Fosse pure durato mille anni, oggi non è
che un sogno, una favola. Certo, ha lasciato qualche impressione, ma
il passato è passato. Quello che conta e il presente; ciò che è
davanti a noi ora è la sola cosa che conta.

La gente si fa idee diverse di Dio. Per alcuni Lui è il Creatore. Ciò
significa che era presente quando il mondo fu creato, ma che ora è
assente. Per qualcuno è il Giudice, è legato al Giorno del Giudizio.
Quindi ora deve essere assente, poiché ci sì rende conto che non vi è
giustizia, in questo mondo. Per queste persone, vi è la speranza di
essere portate un giorno davanti al Giudice del mondo e forse allora
potranno verificare che Dio è realmente presente; attualmente non lo
è. C’è anche chi pensa: ” Dio era presente quando mi ha creato, ma ora
non è più di fronte a me. Non è dove mi trovo io, poiché Lui è in
cielo e io sono sulla terra. Perciò non sono in presenza di Dio “.

È evidente quindi che non solo chi non crede in Dio, ma anche chi ci
crede, chi guarda a Lui come all’Essere celeste, che risiede in cielo,
sono parimenti lontani da Dio! Arrivando alla filosofia della
Presenza, troviamo che ciò che vediamo, udiamo e sperimentiamo attorno
a noi con i nostri sensì, e quello che chiamiamo ” presente “, mentre
ciò che i nostri sensi non riescono a percepire, sembra essere
assente. In realtà però, oltre quello che percepiamo è presente
qualche altra cosa; e nonostante la presenza di tante cose, che gli
danno conforto, benessere, felicità, l’uomo è generalmente infelice,
per l’inconscio desiderio di quella cosa. Ci si può sentire disperati,
pur vivendo in un palazzo, in mezzo a ogni genere di piaceri e
nonostante la ricchezza e le attenzioni si può continuare a essere
infelici. Ma è anche possibile vivere molto felici senza piaceri,
lontani dal lusso e dagli agi.

Che significa tutto ciò? Significa che in realtà il mondo esteriore è
più lontano da noi del mondo interiore e che vi è un mondo interiore
immediato per il nostro essere, che è il primo di cui siamo
consapevoli. Dato che siamo in presenza del mondo esterno, non
riconosciamo il mondo interiore; tuttavia il suo effetto è lo stesso.
Questo significa che una persona che vive in un luogo piacevole,
circondata dal lusso, dalle cose piacevoli e o dagli agi, può essere
invidiata e considerata molto felice e fortunata. In realtà, forse,
potrebbe essere molto sventurata. A lei il mondo esterno ha dato tutto
ciò che desiderava, ma il mondo interno, l’essere interiore, è
infelice. Perciò qualche cosa manca, ed essa lo vorrebbe. Ciò mostra
che la presenza interna è necessaria; la presenza esterna non è il
solo benessere.

Ma ora ci chiediamo: presenza interna di che cosa? Molti diranno: “
Sappiamo di essere talvolta infelici nonostante la ricchezza, gli agi,
la gioia, gli amici e coloro che amiamo “. Forse essi non crederanno
che vi è un’altra mancanza, la mancanza dell’ideale divino che li
rende infelici. Altri pensano che la vita richieda un’aspirazione a
progredire, e che sia la mancanza di aspirazioni che causa la più
grande infelicità. Costoro pensano di non potersi evolvere nel lavoro
che compiono, di non poter far meglio degli altri. Un pensiero simile
è peggio della morte. La vita è illimitata e ha bisogno di spazio per
espandersi ed elevarsi. Senza questo spazio, la vita è infelice. Ciò
lo si riscontra non solo tra gli esseri umani, ma anche nella natura.
Basta guardare al costante progresso del sole e della luna, la loro
ascensione verso lo zenit, e poi il tramonto. Guardate la crescita
della mezzaluna e il suo progresso fino a diventare luna piena. Vi è
dunque un’aspirazione della mezzaluna a divenire luna piena. Questo
progresso è la sola cosa che dà felicità o piacere o gioia nella vita;
la sua assenza non è che morte.

Per quanto deluso uno possa essere, per non avere una particolare
professione, o un rango o posizione nella vita, egli manifesta
entusiasmo ed energia non appena vede una possibilità per progredire.
La sua delusione si manifesta solo davanti a un orizzonte chiuso.
Anche se fosse nella profondità della terra, non avrebbe importanza,
fino a quando può pensare: “Un giorno mi porterò ad un livello più
elevato “.

Un’altra cosa meravigliosa che vediamo e che convalida questa teoria è
la tendenza di tutte le cose nella natura ad elevarsi. La tendenza
della terra è di innalzarsi con montagne e colline. Quando le
guardiamo e ammiriamo la loro altezza, anche il nostro cuore sembra
elevarsi; quando le scaliamo il nostro cuore s’infiamma; se le
osserviamo dal basso, pare che la terra stessa voglia alzarsi ed
andare verso l’alto.

Se poi consideriamo la perfezione dell’acqua nel mare, nell’oceano;
come anche essa solleva le sue onde, ci pare che ogni onda alzandosi
dica, tendendo le mani verso l’alto: ” Portatemi in su, più su, sempre
più in alto “. E’ lo stesso desiderio che si nasconde in tutta la
natura, quando si protende per raggiungere qualcosa di più alto. Cosi
anche il fuoco. Gli antichi popoli della Persia sono stati chiamati
adoratori del sole o adoratori del fuoco. In realtà non è che un
simbolo per mostrare come, con la sua fiamma, il fuoco vuole
ascendere. Esso partecipa al comune desiderio di ogni cosa: salire.
Anche nella nostra vita è la stessa cosa. Chi cerca la ricchezza vuole
diventare sempre più ricco; chi ricopre una carica vuole aumentare dì
grado. Qualunque sia la meta, ogni cuore vuole salire più in alto.

Ma questi sono desideri esteriori. L’uomo non si sente appagato se
resta solo alla periferia esterna; esiste un mondo più elevato.
Possiamo chiamare cattivo chi si diletta a fare del male, a procurare
dolore a un altro essere, e sì mostra scortese; se però potessimo
studiare la sua natura, ci accorgeremmo che anche questo individuo
detesta la malvagità e la cattiveria. Il fatto è che il suo senso di
giustizia non si è ancora svegliato. Se gli viene fatto del male, egli
lo sente; è solo il male che fa agli altri che non sente. Egli è
esaltato del male che fa e quindi non lo sente. Ma il fatto che non
gli piaccia ricevere il male da un altro, dimostra che anche lui cerca
la bontà.

In ogni cuore si trova il desiderio della bontà. Quando una persona
pensa alla bontà e cerca la bontà in ogni essere al mondo, questa
persona, per modo di dire, raccoglie bontà. Riconoscere la bontà negli
altri, e come raccogliere dei granelli di bontà e seminarli nel nostro
cuore. Quando invece uno cerca il male, vedrà solo del male in tutti.
In questo modo egli si abitua al male e il suo mondo se ne riempie.
Egli l’ha contemplato, l’ha cercato e l’ha creato. Vedrete che un
individuo lamentoso si lamenterà sempre dei torti che gli altri gli
fanno. Ricorderà gli errori di migliaia di persone. Nel suo cuore il
mondo è registrato. E come un disco, il disco di tutti quelli che
hanno fatto del male e operato ingiustizie. Se lo esaminate bene,
vedrete che questo individuo ha tanta cattiveria quanta ne ha
accumulata, forse anche di più, poiché se un uomo ha in sé il male, ne
raccoglie mille volte di più – diventa un tesoriere del male, un
custode del male, benché in realtà sia scontento del male.

Quando altri parlano del male, egli si sente buono e pensa di esserlo,
di essere immune dal male. Vediamo questa particolarità della natura
anche nei bimbi. Un bambino verrà a raccontare quanto è cattivo un
altro, pensando: «Diranno che sono buono! . Questa tendenza cresce e
si sviluppa; la vita imprime la cattiveria nella gente, il cuore viene
segnato, e col tempo, il male si accumula e diventa un tesoro, un
mondo interiore. Colui che aceumula il male non riesce a vedere il
bene, dato che non esiste bene in questo mondo, ehe non abbia anche
una scintilla di male in sé e non vi è male in questo mondo che non
abbia in sé anche una scintilla di bene. Se solo una persona tentasse
di trovare la seintilla del bene, la troverebbe; e se una persona
cercasse una scintilla di male nel bene, troverà pure questa. Qualcuno
può dire di un altro: ” Egli è molto buono “. Ma il suo vicino dice: “
Certo, è buono, ma tu non sai tutto di lui, voglio raccontarti ciò che
fa! “. Quando si loda qualcuno, non c e forse sempre chi contraddice?
Nella storia non è esistito nessuno di cui la gente non abbia parlato
male.

Che cosa è veramente buono? La risposta è: non esiste una cosa ” buona
” o ” cattiva “; vi è la bellezza. Ciò che è bello, noi lo chiamiamo
bene. Ciò che in confronto al bello è ” brutto “, noi lo chiamiamo “
male ” – sia che si tratti di costumi, di idee, di usi, di pensieri o
di azioni. Ciò dimostra che tutto il fenomeno dell’universo è un
fenomeno di bellezza. Ogni anima è portata ad ammirare la bellezza, a
cercare la bellezza, ad amare la bellezza e a sviluppare la bellezza;
Dio stesso ama la bellezza.

In tutte le epoche le varie religioni hanno dato diverse valutazioni
al bene e al male, dando loro il nome di virtù e di peccato. La virtù
di una nazione è stata il peccato dell’altra – la virtù della seconda,
il peccato della prima. Per quanto si possa viaggiare per tutto il
mondo, leggere le tradizioni e la storia delle nazioni, troveremo
sempre che ciò che una chiama male, l’altra chiama bene. Per questa
ragione nessuno riesce a stabilire una norma universale per il bene e
il male. La discriminazione tra il bene e il male alberga nell’anima
umana. Ogni uomo può giudicare per se stesso, poiché in ogni uomo vi è
un senso di am- mirazione per la bellezza. L’uomo però non è
soddisfatto di ciò che fa da sé, sente disagio, disgusto per i propri
sforzi. Molti continuano a perseverare nelle proprie debolezze, o
errori, oppure sono esaltati da qualche azione che il mondo o loro
stessi chiamano male, continuando tuttavia a compierlo. Infine verrà
il giorno in cui saranno disgustati e allora penseranno al suicidio.
Non vi è più felicità per ìoro. Vi è felicità solo nel pensare o nel
fare quello che si considera bello; l’azione diventerà virtù,
diventerà bontà: questa bontà è la bellezza.

Che cosa è la bellezza? C’è la bellezza della forma, la bellezza senza
forma, la bellezza del pensiero, la bellezza del sentimento, la
bellezza dell’ideale. La bellezza non si vede solo nei fiori nei
frutti e negli alberi – si vede una bellezza ben maggiore
nell’immaginazione e nei pensieri. Si ha la sensazione che si potrebbe
dare tutta la propria ricchezza o perfino la vita per un pensiero
meraviglioso o per un bellissimo sogno.

Forti ricompense sono stare date – in tempi antichi – a poeti,
scrittori, pensatori che esprimevano la loro armonia in poesia o negli
scritti. Ma non si potrà mai dare una ricompensa sufficiente per la
bellezza del pensiero e dell’immaginazione. Vi e tuttavia una bellezza
ancora maggiore: il sentimento di gentilezza, di sacrificio, di
devozione e di amore. La bellezza che ha fatto il una tale impressione
sul mondo che non morirà mai, la bellezza che sì ammira nella vita di
Cristo, fatta di perdono, di amore per l’umanità, di dolcezza, di
umiltà – è tanto grande che nulla può esserle paragonato. Non può
quindi venire limitata a nomi o a forme o al mondo esteriore.

Vi è la bellezza del pensiero, una grande bellezza di sentimenti, di
sensibilità, di gentilezza, di altruismo e di abnegazione. Vi è però
un progresso ancor più grande che si può attuare: la ricerca della
sorgente della bellezza. Nella lingua inglese si dice: Il dono non è
nulla senza il donatore “. Proviamo certamente una grande emozione
nell’ascoltare la composizione di un grande musicista, ma sentiamo
pure dentro di noi il desiderio di incontrarlo per poterlo ringraziare
personalmente. Che gioia! Avete non solo ascoltato la musica ma
incontrato il compositore! Potete esprimere il vostro piacere, dirgli
quanto la sua musica vi abbia deliziato.

Oppure, potete ammirare un ottimo quadro, ma sarebbe più intensa la
gioia se poteste dire al pittore quanto vi piace la sua opera. Cosi è
anche con l’amore della bontà: la costante crescita della bontà, la
confortante ricerca della bontà negli altri, la coscienza di fare del
bene agli altri e la gioia della propria bon- tà. A questo progresso
non vi è limite. ” Questa bontà apparteneva a mio padre, a mia madre,
alla mia amata, al mio amico, ai miei conoscenti, ad un estraneo “.
Ma, sommando tutto questo, a Chi appartiene? Non c’è Nessuno che io
possa ringraziare?

Si possono visitare diversi luoghi, palazzi, giardini meravigliosi,
musei, si possono anche incontrare persone di ogni genere, ma sarebbe
questo il desiderio finale? No di certo, sarebbe quello di incontrare
il re! ” Se solo potessi salutarlo, poiché tutta la bontà che ho visto
e ammirato, mi fa desiderare di vederne il sovrano! “.

Si può essere stati a lungo in corrispondenza con una persona molto
lontana. In ogni lettera si leggono tante belle osservazioni e sì
ammirano i suoi pensieri. Non sarebbe forse un grandissimo piacere
incontrare quella persona a faccia a faccia? Così, alla fine, il
desiderio di ogni anima è quello di trovarsi a faccia a faccia con i1
Proprietario della bellezza, a Cui tutta la bellezza e tutta la bontà
appartengono.

Se considerate questo tema dai punti di vista religioso, filosofico o
scientifico, non vi è differenza alcuna fra i tre punti. Vi è solo una
conclusione: che tutta la vita, con tutte le sue manifestazioni e
varietà, è semplicemente la manifestazione di una sola vita. Il
credente e il non credente si troveranno d’accordo nel riconoscere che
vi è una sola vita dietro a tutto ciò, una sola sorgente di tutte le
manifestazioni, una vita costante, che è come uno stimolo, un
nutrimento, l’origine e il traguardo dell’intera manifestazione.
Nessuno che veda questo con il sentimento, il pensiero, la sensibilità
e con ammirazione potrebbe negare, per un solo momento, che la più
grande felicità sarebbe di venire in contatto, in un modo o
nell’altro, con ” questa Sorgente di tutta la bellezza e bontà “, che
si è cercata per tutta la vita e sempre ammirata progredendo sul
sentiero.

Esistono senza dubbio degli esseri che sono cosi assorbiti dalle ìoro
necessità quotidiane, da non sentire il desiderio di cercare questa
fonte; eppure un inconscio affanno per raggiungere la fonte è sempre
presente. Se non è quello di trovarsi a faccia a faccia col Signore,
sarà un altro ideale: se si ama la musica, di incon- trare il
compositore; se si ama la pittura, di vedere l’artista; se si è
interessati alle riforme, di vederne il capo; se si ammirano le grandi
personalità, l’uomo più illustre. Qualunque sia l’attrazione di un
uomo, egli sarà sempre felice di vedere la persona che identifica con
ciò che ammira.

Ma come è possibile trovarsi a faccia a faccia con la Divinità, con
colui che è senza forma, senza nome, che non può mai essere
rappresentato, mai sognato? Questo è un quesito intelligente e fino a
quando non sarà risolto, chi pretende di trovarsi a faccia a faccia
col suo Dio è un presuntuoso. E la risposta è: ” La Divinità è un
Essere separato, o è senza forma, senza nome e al di sopra di tutte ìe
limitazioni? “.

E certamente il desiderio della presenza di Dio che spiega la tendenza
umana a costruire degli idoli e a venerarli. E’ stato il desiderio di
vedere la Divinità e di adorarla che ha portato l’uomo davanti al sole
e davanti a un albero per adorarli. Questo però non lo poteva
soddisfare, perché stava adorando un oggetto limitato. In verità la
prima lezione sulla presenza di Dio è, come dice un filosofo: “Se non
hai un Dio, createlo “. Quanto è vero che prima di raggiungere il
concetto di Dio, bisogna crearLo proprio cuore. La parola ” Dio” ha la
stessa radice della parola ” bontà ” (goodness in inglese) ma la sua
origine nella vec- chia lingua ebraica, ” Yod “, ” Yaw “, significa “
ideale “. Lo Yaw e stato cambiato in “G “.

Che cos’è l’ideale? L’ideale e qualcosa che noi creiamo. Quando
pensiamo che una persona sia molto buona, pensiamo alla sua bontà,
questa bontà ammanta la persona e le nostre tendenze artistiche e
idealistiche ci aiutano a dipingerne la bontà nel migliore e più
armonioso dei modi possibili. Possiamo renderla perfettamente buona
con la nostra facoltà artistica. Questo si chiama ideale. Quando
qualcuno desidera che una persona sia malvagia, egli descrive la sua
malvagità e tutta la cattiveria che vi è e ne fa il proprio ideale di
malvagità. Pensando alla propria madre o a un amico, egli se li ritrae
in modo da arrivare all’ideale di bontà. Nessuno è in grado di farlo
altrettanto bene per noi, quanto possiamo fare noi stessi.

Vi è un apologo su Majnun, il grande innamorato della Persia: “Oh
Majnun ” gli disse la gente, “la tua fanciulla non è bella 1 quanto tu
pensi. Tu stai sacrificando la tua vita, tu ti affliggi da troppo
tempo per questa fanciulla, ma essa non è poi cosi bella! “. E Majnun
rispose: ” Voi dovreste vedere Leila con i miei occhi; a voi mancano
gli occhi del mio cuore. E’ il mio cuore che ha creato la mia Leila “.
Ecco ciò che si chiama ” ideale “, e l’ideale della perfezione lo
trasforma in bellezza.

L’ideale della perfezione è l’ideale di ” Dio “, e ricorrete ad esso
nelle vostre difficoltà, nelle vostre preoccupazioni e nei vostri
dubbi. Se, spaventati dalla morte, avete vicino a voi questo ideale,
vi sentite protetti. Se avete una delusione è ancora l’ideale che è
vicino a voi a rincorarvi. Voi dite: “Non importa, non sono veramente
deluso, perché Tu sei presente nel mio cuore, io sento la Tua
Presenza, Tu sei diventato il mio Ideale “. Nei dispiaceri, nel
dolore, nella povertà, nelle difficoltà, nell’assenza di amici – in
tutte queste vicissitudini a cui nessuno sulla terra può sfuggire-Egli
è vicino a noi. Più andiamo avanti negli anni e più sentiamo: “Fino a
quando posso essere utile a questo mondo, il i mondo mi vorrà. Appena
non sarò più in grado di prestare la mia opera, e sarò inutile, il
mondo si stancherà di me e non mi vorrà più. Il mondo cerca ciò che io
non sono. Se sono ricco, cerca la mia ricchezza e non me, se ho
raggiunto una certa posizione di prestigio, il mondo chiede di me per
il mio rango, ma i non cerca me “. Il mondo corre dietro al falso. Il
mondo è falso. La sola sicurrezza nel mondo ci e data dall’avere
l’ideale di Dio vìvente e costantemente presente. “Con questo ideale
sono pago ed ho pace e tranquillità non solo qui sulla terra ma anche
nell’ aldila io sarò tra le braccia del Divino!.

Nessuno puo essere così caro, cosi vicino – né figli, marito o moglie,
ne amico quanto questo Ideale perfetto. Questo ideale non verrà mai
meno. Sarà sempre vicino a noi qui e nell’aldila. Voi Gli appartenete.
Siete venuti da Lui e a Lui tornerete. Nel sentire costantemente la
presenza di questo Ideale nel cuore, si avverte il sorgere di ogni
genere di bellezza, di ogni impulso, pensiero o immaginazione, di
tutto ciò che emerge da se stessi o di ciò che si vede intorno. Alla
fine si identificherà tutto con Dio. Per colui che crea la presenza di
Dio, tutta la vita che lo circonda diventa una visione unica
dell’Immanenza di Dio

dal libro “In Un Roseto d’Oriente” di Hazrat Inayat Khan (mistico sufi)

“The Presence of God”

About God, I would say that everything that is real it seems
and all that is missing seems less real, then the conditions
in which we live seem real at the moment and have about
us the maximum effect. Sad or joyful, that bring us happiness or
despair, these conditions are the only real at that moment, but
when they are no longer present, are nothing more than a fairy tale.

During the night, while dreaming, a dream of horror and fear, or
happiness, that dream is real, then, to those who dream. But,
checked in the morning, eyes open: it was just a dream.

If we think: our disappointments and our sorrows, or rather the
our joys, happiness, the satisfaction that we took in
different periods of life, what is the value to us now? In the moment
we live more intensely in the moment of experience, or
pain, it seems they can not live a minute longer, then when
that time has passed and the pain is relieved and we remember
later is just a story. Was also last a thousand years, is no
a dream, a fairy tale. Sure, he has left some impression, but
the past is the past. What matters is the present, what is
before us now is the only thing that matters.

People have different ideas of God To some He is the Creator. That
means that he was present when the world was created, but is now
absent. For some it is the Judge, is related to the Day of Judgment.
So now you must be absent, because we realize that yes there is
justice in this world. For these people, there is hope of
be taken one day before the Judge of the world and perhaps then
can verify that God is truly present; currently not
is. There are those who think, “God was present when I created it, but now
is no longer in front of me. It is not where I am, because he is
sky and I’m on the ground. So I am not in the presence of God. “

It is therefore obvious that not only does not believe in God, but also those who
believe, those who look to Him as the Being in Heaven, who resides in heaven,
are also far from God! Coming to the philosophy of
Presence, we find that what we see, hear and experience around
to us through our senses, and what we call “present”, while
what our senses can not perceive, seems to be
absent. In reality, however, over what we perceive is
something else, and despite the presence of so many things, that
give comfort, well-being, happiness, man is generally unhappy,
to the unconscious desire of that thing. You may feel desperate,
while living in a palace, surrounded by all kinds of pleasures and
despite the wealth and attention you can continue to be
unhappy. But you can also live very happy without pleasures,
away from the luxury and comfort.

What does that mean? It means that in reality the outer world is
further away from us the inner world and that there is an inner world
Immediately for our being, which is the first of which we
aware. Since we are in the presence of the outside world,
recognize the inner world, but its effect is the same.
This means that a person who lives in a nice place,
surrounded by luxury, from pleasant things eo from comfort, it can be
envied and considered to be very happy and fortunate. In fact, perhaps,
could be very unfortunate. She gave everything to the outside world
what he wanted, but the inner world, the inner being, is
unhappy. So something is missing, and she would like it. This shows
that the presence is necessary; the external presence is not the
only comfort.

But now we ask: internal presence of what? Many will say “
We know we are sometimes unhappy despite the wealth, comforts,
joy, friends and loved ones. “Maybe they will not believe
that there is another lack, the lack of the ideal divine them
makes you unhappy. Others think that life requires an aspiration to
progress, and that both the lack of aspirations that causes the most
great unhappiness. They think that they can not evolve in the work
they do, they can not do better than others. A similar thought
is worse than death. Life is unlimited and need space for
expand and rise. Without this space, life is miserable. That
it is found not only in humans but also in nature.
Just look at the constant progress of the sun and moon, their
ascent to the zenith, and then the sunset. Look at the growth
Crescent and its progress to become a full moon. There is
therefore an aspiration of the crescent moon to become full. This
progress is the only thing that gives happiness or pleasure or joy in life;
its absence is that death.

As one can be disappointed, for not having a particular
profession or rank or position in life, he expressed
enthusiasm and energy as soon as he sees a chance to progress.
His disappointment occurs only in front of a closed horizon.
Even if it were in the depths of the earth, it would not matter,
until they can think, “One day I will bring to the next level
high. “

Another wonderful thing we see and validate this theory is
the tendency of all things in nature to rise. The trend
the earth is to rise with mountains and hills. When the
look and admire their height, our hearts seem
rise, when we climb our heart flame, if the
we see from below, it seems that the earth itself wants to stand up and
go upward.

If we consider the perfection of the water in the sea, the ocean;
even as it raises its waves, it seems that every wave rising
says, holding his hands up, “Take me up, higher, always
higher. “It ‘s the same desire that lurks in all
nature, when you reach out to reach something higher. So
also the fire. The ancient peoples of Persia have been called
worshipers of the sun or fire-worshipers. It really is not that a
symbol to show how, with its flame, the fire wants
ascend. It participates in the common desire of every thing up.
Even in our lives is the same thing. Those who seek wealth wants
become richer, and who holds an office wants to increase daily
grade. Whatever the goal, every heart wants to go higher.

But these are external desires. The man does not feel satisfied if
there is only the outer periphery, there is a higher world.
We can call bad those who delight in doing evil, to provide
pain to another being, and yes exhibition rude, but if we could
study its nature, we would realize that this individual
hates evil and wickedness. The fact is that his sense of
Justice has not yet woken up. If he is hurt, he
I feel it is only evil that others do not hear. He is
exalted the evil it does and then does not hear him. But the fact that not
he likes to receive evil from another, it shows that he seeks
goodness.

In every heart there is the desire of goodness. When a person
think about the goodness and look for the goodness in everyone in the world, this
person, so to speak, collects goodness. Recognize the goodness in
others, and how to collect the grains of goodness and sow them in our
heart. But when one looks bad, will only hurt at all.
In this way he becomes accustomed to evil and his world if it fills up.
He has covered the tried and made it. You will see that a
Everyone always complaining will complain of wrongs that others
do. Recall errors of thousands of people. In his heart
world is registered. And as a disc, the disc of all those who
they hurt and operated injustice. If you look good,
you will see that this guy has so much wickedness than it has
accumulated, perhaps even more, because if a man has in itself evil, it
collects a thousand times more – become a treasurer of evil, a
guardian of evil, although in reality it is unhappy with the bad.

When others speak of evil, he feels good and think you may be
to be immune from harm. We see this peculiarity of nature
even in children. A child will tell how bad a
other, thinking, “They will say that they are good! . This trend is growing and
develops, life gives the evil in people, the heart is
marked, and over time, the evil builds up and becomes a treasure, a
inner world. He who aceumula evil can not see the
well, since there is no good in this world, ehe has also
a spark of evil in itself and there is evil in this world who do not
has within itself a spark of good. If only one person trying
seintilla to find the good, the find, and if a person
was looking for a spark of evil for good, will find this too. Someone
can be said to another: “He is very good.” But his neighbor says “
Sure, it’s good, but you do not know everything about him, let me tell you what
ago! . “When you praise someone, there is always someone who contradicts perhaps?
In the history did not exist, none of which people have not talked
evil.

What is really good? The answer is: there is something “good
“Or” bad “, there is beauty. What is beautiful, we call
fine. What is nice in comparison to the “ugly”, we call it “
evil “- whether it’s customs, ideas, customs, thoughts or
of shares. This shows that all the phenomena of the universe is a
phenomenon of beauty. Every soul is brought to admire the beauty,
search for beauty, to love beauty and to develop beauty;
God loves beauty.

In all ages the various religions have given different evaluations
to good and evil, giving them the name of virtue and sin. Virtue
of a nation was the sin of the other – the virtue of the latter,
the sin of the first. As you can travel throughout the
world, read the traditions and the history of nations, we find
always what one calls wrong the other calls right. For this
reason no one can establish a universal standard for good and
evil. Discrimination between good and evil dwells in the soul
human. Every man can judge for himself, as in every man there is
am-a sense of admiration for the beauty. But man is not
satisfied with what he does himself, feels discomfort, disgust for their
efforts. Many continue to persevere in their weaknesses, or
errors, or are enhanced by some action that the world or their
call themselves evil, but continues to do it. Finally you
the day will be disgusted and then think about suicide.
There is more happiness for Ioro. There is only happiness in thinking or
do what is considered beautiful and the action becomes virtue,
become goodness: goodness is beauty.

What is beauty? There is the beauty of form, beauty without
form, the beauty of thought, beauty of sentiment,
beauty of the ideal. The beauty can not be seen only in the flowers in the
fruits and trees – you can see a beauty far greater
imagination and thoughts. You get the feeling that you could
give all their wealth or even their lives for a thought
wonderful or a beautiful dream.

Strong rewards are to be given – in ancient times – to poets,
writers, thinkers who expressed their harmony in poetry or in
writings. But you can never give a sufficient reward for
beauty of thought and imagination. And yet there beauty
even greater feeling of kindness, sacrifice,
devotion and love. The beauty that has made such an impression
the world that will never die, so that admires the beauty in life
Christ, made up of forgiveness, love for humanity, gentleness,
humility – is so great that nothing May be compared. Can not
therefore be limited to names or forms or to the outside world.

There is beauty of thought, a great beauty of feelings,
sensitivity, kindness, altruism and self-sacrifice. There is, however,
progress even more great that you can implement: the search for
source of beauty. In English it says: The gift is not
nothing without the donor. “Let’s certainly a thrill
listening to the composition of a great musician, but we feel
well within us the desire to meet him to thank him
personally. What a joy! You not only listened to the music but
met the composer! You can express your pleasure, tell
As his music has delighted you.

Or, you can see a good picture, but it would be more intense
joy if you could tell the painter how much you like his work. So it is
with the love of goodness: the steady growth of goodness,
comforting pursuit of goodness in others, the consciousness of doing
good to others and the joy of his bon-ing. In this progress
there is no limit. “This goodness belonged to my father, my mother,
my beloved, my friend, to my friends, to a stranger. “
But adding all this, Who belongs? There is None that I
can thank?

You can visit various sites, historic buildings, beautiful gardens,
museums, you can also meet all kinds of people, but it would
This is the final wish? No, of course, would be to meet
the king! “If only I could see him, because all the goodness that I’ve seen
and admired, makes me want to see the king! “.

It can be long been in correspondence with a very
away. In every letter you read so many nice comments and
admire his thoughts. Would not it be a great pleasure
meet that person face to face? Thus, at the end, the
desire of every soul is to be face to face with i1
Owner of beauty, to Whom all the beauty and goodness
belong.

If you look at this issue from the point of view of religious, philosophical or
Scientific, there is no difference between the three points. There is only one
conclusion: that life, with all its manifestations and
variety, is simply the manifestation of a single life. The
believer and non-believer will agree in recognizing that
there is only one life behind it, a single source of all
demonstrations, a constant life, which is like a stimulus, a
nourishment, the origin and goal of the entire event.
No one who sees this with feeling, thought, feeling,
and admiration could deny for a moment that the most
great happiness would come in contact, in one way or
another, with “this Source of all beauty and goodness,” which
has been sought throughout his life and always admired progressing on
trail.

There are undoubtedly beings who are so absorbed by Ioro
daily needs, do not feel the desire to seek this
source, and yet an unconscious anxiety to reach the source is always
present. If there is to be face to face with the Lord,
will be another ideal: If you love music, to encounter the
composer, and if you love painting, to see the artist, if you are
interested in reform, see the head, if you can admire the great
personality, the greatest man. Whatever the attraction of a
man, he will always be happy to see the person who identifies with
what he admires.

But how is it possible to be face to face with the Divine,
one who is formless, nameless, that can never be
represented, never dreamed of? This is a smart question and up to
when it is not resolved, those who claim to be face-to-face
with his God is a presumptuous. And the answer is: “Divinity is a
Be separated, or is formless, nameless and above all IE
limitations? “.

And certainly the desire of God’s presence that explains the tendency
to build human idols and to worship them. It ‘was the desire to
see the Deity worship and that led to the man in front of the sun
and in front of a tree to worship. This, however, he could not
meet, because he was worshiping a limited scope. In truth, the
first lesson on the presence of God is, as a philosopher: “If
you have a God, create it. “How true it is that before reaching the
concept of God, we must create his own heart. The word “God” has
same root as the word “goodness” (in English goodness) but its
origin in the old-chia Hebrew “Yod”, “Yaw” means “
ideal. “It Yaw has been changed to” G “.

What is the ideal? The ideal and something we create. When
we think that a person is very good, we think of his goodness,
goodness cloaked person and our artistic tendencies and
idealistic help us paint the goodness in the best and most
harmonious way possible. We can make perfectly good
with our artistic faculty. This is called ideal. When
someone wishes that a person is evil, he describes his
wickedness and all the evil that there is and makes his own ideal of
evil. Thinking about his mother or a friend, if he shows them
so as to reach the ideal of goodness. No one is able to do
just as well for us as we do ourselves.

There is a fable of Majnun, the great lover of Persia: “Oh
Majnun “the people said,” your child is not one beautiful than you
think. You are sacrificing your life, you will grieve for too
time for this girl, but it is not so nice! . “And Majnun
replied, “You should see Leila with my own eyes, you are missing
the eyes of my heart. It ‘s my heart that created my Leila. “
This is what is called “ideal”, and the ideal of perfection the
transformed into beauty.

The ideal of perfection is the ideal of “God”, and make use of it
in your difficulties in your concerns and your
doubts. If, afraid of death, you have close to you this ideal,
you feel protected. If you have a disappointment is still the ideal that is
near you to rincorarvi. You say, “It does not matter, they are not really
disappointed, because You are in my heart, I feel Your
Presence, You became my ideal. “In sorrow, in
pain, poverty, need, in the absence of friends – in
all these vicissitudes to which no one on earth can escape-he
is close to us. The more we go forward over the years and more we hear: “Until
when I can be helpful in this world, the world I want. Just
I will not be able to pay my work, and I will be useless,
world will get tired of me and I do not want more. The world tries what I
are not. If you are rich, and seek my wealth and not me, if I
reached a certain position of prestige, the world is asking me to
my rank, but do not look for me. “The world runs after the fake. The
world is false. The Aviation Safety alone in the world is given to us from having
the ideal of the living God is constantly present. “With this ideal
are satisfied and have peace and quiet, not only here on earth but also
in ‘afterlife I will be in the arms of the Divine!.

No one can be so expensive, so near – no children, husband or wife,
nor friend as this perfect ideal. This ideal will never be
less. It will always be close to us here and in the afterlife. The you belong.
You came from Him and to Him you will return. On hearing constantly
presence of this ideal in the heart, there is the emergence of any
kind of beauty, every impulse, thought or imagination,
everything that emerges from yourself or what you see around. A
eventually identify all with God who creates the presence of
God, the whole life around him becomes a unique vision
Immanence of God

from the book “In A Rose Garden of the East” by Hazrat Inayat Khan (Sufi mystic)

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