Archivio | 11/12/2019

I Samskara



I Samskara

La teoria dei samskara è un corollario della legge del karma.

Durante il ciclo di morti e rinascite (samsara) l’anima trattiene con sé il corpo sottile costituito da prana, manas, dal karma e da ahankara. Il karma, più precisamente il karmashaya, contiene le impressioni di esperienze accumulate nelle vite precedenti (samskara) che determinano l’orientamento dell’essere incarnato (jiva) nella vita presente.

Tali impressioni una volta pervenute attraverso gli organi dei sensi , penetrano nella mente esteriore (manas), nella mente intermedia (buddhi), per poi passare alla mente profonda (citta), inaccessibile all’io cosciente.

Qui creano “solchi” nella psiche, i samskara appunto, i quali sono tracce di memoria, residui latenti, all’origine delle tendenze e degli automatismi mentali, estremamente difficili da estirpare proprio perché radicati a livello inconscio.

Sono gli aggregati psichici o samskara che generano le tendenze caratteriali (vasana) e costituiscono la base sommersa della personalità, quella che caratterizzerà il soggetto anche nella vita successiva.

Vasana è la risultante delle forze interagenti tra i vari samskara, è la traccia psichica che si esprime attraverso preferenze, gusti, propensioni, attitudini e modalità di comportamento i quali provano che una persona non giunge dal nulla, ma si porta dietro un cospicuo bagaglio esperienziale accumulato di vita in vita.

L’unica forza opponibile a quella potentemente condizionante e altrimenti invariabile della tendenza è la forza di volontà, con la quale è possibile arginare e riorientare le vasana distruttive e rafforzare i comportamenti positivi già acquisiti e propedeutici alla evoluzione psichica e spirituale dell’essere umano.

http://www.orientespirituale.it/induismo/leggi-universali/i-samskara.html

The samskaras

The theory of samskaras is a corollary of the law of karma.

During the cycle of death and rebirth (samsara), the soul holds with it the subtle body consists of prana, manas, and the karma ahankara. Karma, more precisely karmashaya, contains the impressions of experience accumulated in previous lives (samskaras) that determine the orientation of being incarnate (jiva) in the present life.

These impressions once received through the sense organs, penetrate the outer mind (manas), intermediate in the mind (buddhi), before moving to the deep mind (citta), inaccessible to the conscious ego.

You create “grooves” in the psyche, just samskaras, which are memory traces, residual latent source of trends and mental automatism, which is extremely difficult to eradicate because ingrained at an unconscious level.

Samskaras are the psychic aggregates or trends that generate character (vasanas) and form the basis of the submerged personality that characterize the subject well in later life.

Vasana is the resultant of the forces interacting between the various samskaras, is the trace of the psyche that is expressed through preferences, tastes, inclinations, attitudes and modes of behavior which prove that a person does not come from nothing, but he carries a large bag experiential accumulated from life to life.

The only force powerful conditioning and enforceable against the otherwise invariable tendency is the strength of will, with which it is possible to contain and redirect the destructive vasanas and reinforce positive behavior already acquired and in preparation to the evolution of the human psychic and spiritual.

http://www.orientespirituale.it/induismo/leggi-universali/i-samskara.html

Spendi l’amore a piene mani


Spendi l’amore a piene mani

Lo scintillio di una goccia di rugiada mi ha parlato di te, ma quella luce è durata troppo poco e non ho fatto in tempo a vederti. Peccato! Eri così vicino e non ho potuto coglierti

Spendi l’ amore a piene mani. L’ amore è l’ unico tesoro che si moltiplica per divisione, è l’ unico dono che aumenta più ne sottrai, è l’ unica impresa nella quale più si spende più si guadagna. Regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere, e domani ne avrai più di prima

Chi ama profondamente non invecchia mai neanche quando ha cent’ anni. Potrà morire di vecchiaia, ma morirà giovane. L’amore è l’ ala che solleva l’ anima verso l’ infinito. L’ amore è il principio di tutte le cose. Quando si ama non si ha più paura di niente perchè siamo vicini a Dio.

“Cielo chiaro” R. Battaglia

 

L’Amore incondizionato il miracolo più grande

L’ego nasce quando la coscienza inizia a muoversi verso il mondo della creazione, perpetrando le spinte istintuali dettate dalla volontà di sopravvivenza.
L’ego è una struttura auto-difensiva eretta nei confronti del mondo esterno, generata durante il primo stadio evolutivo.
L’individuo per conoscersi deve inevitabilmente perdersi nelle forme della creazione, patire la sofferenza della perdita di sé stesso, sino ad anelare successivamente la riscoperta di sé stesso.
Così stanno le cose per loro stessa natura: il gioco della vita si fonda sulla necessità di perdersi per poi ritrovarsi. L’estasi si può volere solo dopo aver sperimentato la sofferenza.
Dio può gioire di se stesso solo dopo aver dimenticato e rievocato la sua natura divina.
V’è, pertanto, un dolore necessario al ricordo di sé e un dolore reiterante, malato, connaturato alla struttura dell’ego.
La mente cerca di capire, cambiare, manipolare la realtà.
Quanto sono superflui i nostri perché, quanto sono infantili le nostre domande.
Ora c’è dolore, sofferenza, paura: desistiamo da ogni tentativo di capirli e spiegarli.

Tutto ciò serve solo a distorcere la reale comprensione dei fenomeni per tentare di controllarli e manipolarli secondo il nostro desiderio di sicurezza. Queste sono solo le dinamiche auto-protettive dell’ego.
Immobili, restiamo nel presente, seduti nel cuore del nostro dolore, e lasciamo che da solo si racconti.
Stando alla sua presenza, senza manipolarlo, come ghiaccio al sole si dissolve svelando la sua origine inconsistente e svelandoci il silenzio che nasconde al suo interno.
Voler capire equivale a fuggire.
Vedere è tutt’altra cosa: vedere è comprendere istantaneamente oltre il tempo.
Usiamo il pensiero perché non riusciamo a reggere la realtà di ciò che accade.
In ogni evento i vecchi schemi della mente s’insinuano come un virus, deformando la visione totale e chiara delle cose.
La visione giunge come un lampo che squarcia le tenebre, non si può causare, può solamente accadere, e noi possiamo unicamente preparare lo spazio dove questo fenomeno può avvenire.
Tutto ciò che è volontariamente causato è vincolato alle dinamiche di causa ed effetto.
Tutto ciò che è sotto il dominio di tale legge non conosce libertà alcuna e ruota all’interno di meccanismi prestabiliti, ordinati nel mondo temporale.
La mente ordinaria lavora applicando tali dinamiche. Si può forse affermare che senza la mente comune quest’universo non conoscerebbe nulla come il tempo e i processi consequenziali.
La sofferenza sotto una certa prospettiva è, pertanto, una sorta di benedizione.
L’intelligenza creativa, imbrigliata nelle anguste celle del pensiero reiterante, soffre e si contorce. La sofferenza diviene così un potente richiamo ad una dimensione di libertà e creatività ora dimenticata.
L’intelligenza non sta nel pensiero logico, discorsivo, sillogistico, causale, mnemonico, temporale, ma vive oltre tutto questo.
L’intelligenza creativa è intuitiva, esplosiva, diretta, non causata, auto-generata, a-temporale, a-spaziale, vivifica e vivificante.
Il pensiero logico, se si esplica nella sua massima estensione, può unicamente giungere a un’auto-sospensione.
Un pensiero perfetto può unicamente auto-terminarsi, come tutto ciò che giunge a perfezione, perchè tutto ciò che è limitato, prima o poi, giungerà al suo apogeo, alla sua morte e dissoluzione.
Ciò che è illimitato non conosce il senso del termine perfezione, o forse, l’illimitato è imperfezione perfetta, continua trascendenza, ma queste rimangono solo vuote parole se il nostro desiderio di verità e libertà non si sposta dal piano del pensiero al piano dell’azione totale. Sediamo quindi in silenzio e in attenta e passiva osservazione del mondo che ci circonda e compenetra. Diveniamo scienziati di noi stessi. Trasformiamo la nostra stessa vita in un laboratorio di ricerca!!

Il dolore viene neutrale, può distruggere o rigenerare, può condurre alla fioritura dell’intelligenza creativa o spingere in un ancor più profondo sepolcro di memorie.
La comprensione può determinare la modificazione dei nostri stati emotivi e comportamentali unicamente se è esercizio della totalità del nostro Essere.
Una cosa, anche se capita, non vuol dire che sia stata compresa e assimilata (quante persone capiscono che il fumo uccide, ma non per questo smettono. Comprendere che il fumo uccide significa vedere istantaneamente e totalmente, nell’azione di fumare, l’idiozia di un fatto mortale in atto e non in potenza).
La comprensione è contemporanea al mutamento. Il mutamento è l’ombra della comprensione, ma la comprensione, ripeto, non è un azione dell’intelletto, ma un fenomeno di percezione totale della nostra coscienza!

Comprendo e immediatamente agisco di conseguenza.
La comprensione parte dal centro e ordina la periferia con un atto totale.Il pensiero, che equivale al capire, parte dalla periferia per giungere al centro, ed e sempre un movimento limitato, ponderato, causale, temporale, incapace di penetrare nei recessi dell’animo umano.Il pensiero discorsivo, nella sua migliore espressione, può unicamente riflettere sé stesso e disquisire su se stesso, giungendo così ad intuire la propria intrinseca finitudine, lasciando, di conseguenza, spazio all’espansione della comprensione, dove, finalmente, l’Essere, non più ostacolato dalle barriere dei processi temporali del pensiero, può diffondere la propria luce nel mondo interiore del soggetto.

Questo è il punto in cui muore il vecchio uomo e nasce l’uomo nuovo.
Per questo in oriente si dice che una persona realizzata è un uomo nato due volte.
I discorsi sulla realtà ultima non vanno solo capiti, ma bevuti, mangiati, digeriti, letti e riletti, sino a quando, oltre le parole, s’inizia a sentire e intravedere uno spazio vivifico non più semplicemente intellettuale.
Il pensiero discorsivo si dissolve lungo il suo stesso tragitto verso la comprensione, sino ad auto sospendersi, o meglio, sino a svincolarsi dalle pastoie delle spinte fallaci del desiderio.
L’essere umano nasce con cinque sensi rivolti unicamente verso il mondo esterno e la peculiare caratteristica di non poter sopravvivere autonomamente.
Con tali premesse l’infante sviluppa, sin dai primissimi momenti di vita, un bisogno nei confronti degli elementi esterni a sé pari alla percezione della possibilità di perire per la mancata saturazione e risposta alle necessità primarie.
Vi sono necessità fisiche e La Necessità Esserica.
Le necessità fisiche riguardano la protezione dell’organismo: la nutrizione, la protezione dai pericoli esterni…
La necessità Esserica riguarda il bisogno d’attenzione incondizionata per la totalità dell’individuo.

Attenzione incondizionata per la totalità di un individuo è, a mio avviso, la definizione più corretta della parola amore!
Le necessità fisiche sono subordinate all’Esserica.
La mancata risposta a tali condizioni s’imprime nella memoria del soggetto divenendo un dato stabile nel suo spazio coscienziale.
Tale dato sarà fatto riemergere dal soggetto in ogni situazione anche solo vagamente simile alle circostanze della prima impressione.
I vecchi elementi esperienziali acquisiti vengono, così, continuamente sovrapposti alle nuove situazioni esistenziali: questa è la continua reiterazione del passato a discapito del presente, effetto dell’unione d’istinto di conservazione e della possibilità di immagazzinare eventi nella memoria e combinarli, poi, tramite la facoltà associativa dell’intelletto.
Tutto ciò determina uno squilibrato sviluppo della personalità all’interno d’un sistema autodifensivo, reiterante, per nulla adeguato alle reali condizioni e sfide ambientali.
L’identificazione tra il soggetto e i fenomeni a lui esterni (oggetti, persone, comportamenti, pensieri, reazioni emotive di chi lo circonda) sorge quando l’energia dell’individuo si muove verso il mondo esterno prendendo le forme del desiderio.

Il desiderio è sempre in relazione a qualcosa. Quando questo qualcosa assume maggior valore del soggetto desiderante, si ha il fenomeno dell’identificazione.

Un desiderio assume maggior valore del soggetto quando la mancata soddisfazione di quel desiderio viene percepita dall’individuo come potenzialmente mortale.

Ciò significa che, se durante l’infanzia e la preadolescenza, il bambino non trova adeguate risposte ai suoi due principali bisogni vitali (l’amore incondizionato e i bisogni primari dell’organismo), molto probabilmente, quando diverrà adulto sarà spinto da una paura inconscia a procurarsi in modo ossessivo e compulsivo quei bisogni che non sono stati adeguatamente corrisposti in precedenza.

Va sottolineata una cosa d’importanza capitale: i bisogni dell’organismo dovranno sempre essere appagati dal mondo esterno, per il semplice fatto che il corpo umano è un fenomeno che vive in una dimensione d’interdipendenza organica con l’ambiente esterno (il cielo mi da l’acqua e il sole, la terra mi da i sui frutti, ed io partecipo, nelle forme e i modi connaturati alla mia specie, all’equilibrio della natura), ma il bisogno d’amore incondizionato, che il bambino necessita sin dal primo istante, se appagato, muta in una capacità d’amare, a sua volta, incondizionatamente.

Questo credo sia il miracolo più grande della vita, la massima libertà e grandezza che l’esistenza ci ha concesso, pertanto tengo a ribadire questa mia assoluta certezza. Se un bambino cresce in una dimensione relazionale d’amore incondizionato, il suo bisogno di ricevere amore, quanto viene appagato, tanto si trasforma in una capacità attiva d’amare incondizionatamente. L’animo umano nasce bisognoso di scoprire la dimensione dell’amore, ma quando ne vive la realtà, esso stesso ne diviene incorruttibile portatore, e testimone!!

Coloro che non crescono in una dimensione d’amore, vagano spesso per tutta la vita alla ricerca di qualcuno che possa appagare questo loro bisogno negato, ma veramente poche sono le persone che hanno visto corrisposto questo loro bisogno, pertanto le relazioni fra gli uomini si tramutano in un’elemosina fra mendicanti.

Vi sono solo due vie d’uscita da questa triste condizione che sembra affliggere la maggior parte dell’umanità. Una è la più rare, trovare cioè qualcuno che sia capace di donarci quel che non abbiamo mai ricevuto, e cioè uno specchio limpido ove la nostra natura più segreta possa essere riflessa e finalmente svelata a noi stessi.

L’altra è la via della ricerca personale, dove autonomamente cerchiamo di ripulire la nostra coscienza dalle ferite di un amore mancato, siano a farla divenire essa stessa quello specchio limpido capace di svelarci la nostra vera identità.

Di Dadrim

Fonte: http://www.dadrim.org

Pay love with both hands

The sparkle of a dewdrop told me about you, but that light is too little time and I have not had time to see you. Too bad! You were so close and I could not catch you

Pay ‘s love with both hands. The ‘love’ s the only treasure that multiplies by division, ‘s the only gift that increases the more you subtract,’ s the only company in which you spend more than you earn. Give her, throw it away, scatter to the four winds, emptied his pockets, shake the basket, flip the cup, and tomorrow we’ll get more of the first

Those who love deeply never gets old even when he has a hundred ‘years. You may die of old age, but die young. Love is the ‘wing that lifts the’ soul to the ‘infinite. L ‘Love is the beginning of all things. When you love no longer afraid of anything because we are close to God

“Sky Light” R. Battaglia

Unconditional love the greatest miracle

The ego was born when consciousness begins to move towards the creation of the world, engaging in the instinctual drives dictated by the will to survive.
The ego is a self-defense erected against the outside world, generated during the first stage of evolution.
The individual to know must inevitably be lost in the forms of creation, to suffer the pain of the loss itself, to strive until after the rediscovery of itself.
So things are by their very nature: the game of life is based on the need to get lost to find themselves. The ecstasy you may want only after experiencing the pain.
God can only rejoice at having forgotten himself, and recalled his divine nature.
There is, therefore, a necessary pain to the memory of himself and a reiterante pain, suffering, inherent in the ego structure.
The mind tries to understand, change, manipulate reality.
How our superfluous because, as children are our questions.
Now there is pain, suffering, fear, desist from any attempt to understand and explain them.

All this only serves to distort the true understanding of the phenomena groped to control and manipulate according to our desire for security. These are just the dynamics self-protective ego.
Real Estate, we are in the present, seated in the heart of our pain, and let alone tell you.
According to his presence, without manipulation, like ice in the sun disappears, revealing its origin inconsistent and revealing the silence that hides inside.
Wanting to understand is equivalent to flee.
Seeing is quite another thing to see is to understand instantly over time.
We thought because we can not handle the reality of what happens.
In any event, the old patterns of the mind like a creep viruses, deforming the total and clear vision of things.
The vision comes as a lightning pierces the darkness, it can not cause, can only happen, and we can only prepare the space where this can happen.
All that is voluntarily caused is bound to the dynamics of cause and effect.
All that is under the rule of law that knows no freedom and no wheel mechanisms within predetermined, ordered in the temporal world.
The ordinary mind works using these dynamics. Can one say that without the common mind would not know this universe is nothing like the time and the consequential processes.
Suffering under a certain perspective is, therefore, a kind of blessing.
Creative intelligence, entangled in the narrow cells reiterante of thought, suffering and twists. The suffering becomes a powerful call to a dimension of freedom and creativity now forgotten.
The intelligence is not in the logical, discursive, syllogistic, causal, mnemonic, thunderstorm, but it lives beyond that.
Creative intelligence is intuitive, explosive, direct, not caused, self-generated, a-temporal, a-Space, brings to life and life-giving.
The logical, if expressed in its fullest extent, can only achieve self-suspension.
A thought can only perfect self-terminate, as everything comes to perfection, because everything is limited, sooner or later reach its apogee, at his death and dissolution.
What is unlimited does not know the meaning of the word perfection, or perhaps the perfect imperfection is unlimited, continuous transcendence, but these are only empty words if our desire for truth and freedom will not move from the level of thought of the plan ‘ total action. We sit in silence and then careful and passive observation of the world that surrounds us and penetrates. Become scientists ourselves. We transform our own lives in a research laboratory!

The pain is neutral, it can destroy or regenerate, can lead to the flowering of creative intelligence or push even deeper into a grave of memories.
Understanding can lead to changes in our emotional states and behavior only if it is an exercise of our whole being.
One thing, even if it happens, does not mean that you have understood and assimilated (how many people understand that smoking kills, but not stop. Understand that smoking kills is to see instantly and totally in the action of smoking, the ‘ idiocy of a deadly fact in place and not in power).
The contemporary understanding is to change. The change is the shadow of understanding, but understanding, I repeat, is not an action of the intellect, but a phenomenon of total perception of our conscience!

Immediately understand and act accordingly.
The understanding from the center and the periphery in a measure ordering totale.Il thought, which is equivalent to understand, starts from the periphery to reach the center, and is always a limited movement, weighted, causal, temporal, unable to penetrate into the recesses of ‘ mind umano.Il discursive thought, at its best, can only think of themselves and quibble about himself, and thus a sense its inherent finitude, leaving, therefore, scope for expansion of understanding, where, finally, the ‘ be no longer hindered by the barriers of temporal processes of thought, can spread its light in the inner world of the subject.

This is the point where the old man dies and man is born again.
That is in the East they say that a person has made a man born twice.
Talk about the ultimate reality are not only understood, but drunk, eaten, digested, read and reread, until, beyond words, begins to feel and see a life-giving space is not simply intellectual.
Discursive thought dissolves along the same route towards the understanding, drive up to hang, or better, up to free itself from the shackles of false impulses of desire.
The human being is born with five senses focused solely on the external world and the peculiar feature that it can not survive independently.
Under these conditions the infant develops, from the earliest moments of life, one need against the elements that are external to the perception of the possibility of perishing for lack of saturation and response to basic needs.
There are physical needs and the necessity to be.
Physical needs related to the protection of the body: nutrition, protection from external threats …
The need to be about the need for undivided attention to the totality of the individual.

Undivided attention for the entirety of an individual is, in my opinion, the most correct definition of the word love!
The physical needs are subordinate all’Esserica.
Failure to respond to these conditions is impressed in the memory of the subject since becoming a permanent space in his conscience.
This figure will emerge from that person in any situation even remotely similar to the circumstances of first impression.
The old experiential elements are acquired, thus, superimposed on to new life situations, this is the continuous repetition of the past at the expense of this, the union effect of self-preservation and the possibility of storing events in memory and combine them, then through the associative power of the intellect.
All this leads to an unbalanced development of the personality inside of a system autodifensivo, reiterante, not at all adequate to the real conditions and environmental challenges.
The identification between the subject and the phenomena external to him (objects, people, behavior, thoughts, emotional reactions of those around him) arises when the energy of the individual moves to the outside world by taking the forms of desire.

The desire is always in relation to something. When something that assume higher value of the desiring subject, there is the phenomenon of identification.

A desire to assume greater value of the subject when the non-satisfaction of that desire is perceived by the individual as potentially deadly.

This means that if during childhood and preadolescence, the child does not find adequate responses to its two main necessities of life (unconditional love and basic needs of the organization), most likely, when it becomes an adult will be driven by an unconscious fear to get so obsessive and compulsive needs that have not been properly paid in advance.

It should be pointed out something of capital importance: the body’s needs must always be satisfied by the outside world, for the simple fact that the human body is a phenomenon that occurs in a dimension of organic interdependence with the external environment (the sky me from the water and the sun, the earth on me the fruit, and I participate in the forms and modes inherent in my case, the balance of nature), but the need for unconditional love, that the child needs early out of the box, if satisfied, changes in ability to love, in turn, unconditionally.

I think this is the greatest miracle of life, liberty and the maximum size that the existence allowed us, therefore I would like to reiterate my absolute certainty. If a child grows up in a relational dimension of unconditional love, his need to receive love, because it is satisfied, so it becomes an active capacity to love unconditionally. The human soul is born in need to find the dimension of love, but when you live the reality itself becomes its bearer incorruptible, and witness!

Those who do not grow in a dimension of love, for life often wander in search of someone who can satisfy their need to deny this, but very few are the people who have seen this paid their need, so the relations between men turn into an alms among beggars.

There are only two ways out of this plight that seems to afflict most of humanity. One is the most rare, that is, find someone who is able to give us what we never received, and that is a clear mirror, where our most secret nature can be reflected and finally revealed to ourselves.

The other is the way of personal research, where we try to clean up our own consciousness from the wounds of a failed love, is to make it become itself the clear mirror that can reveal our true identity.

Of Dadrim

Source: http://www.dadrim.org

Dare e ricevere


Dare e ricevere

Inorridire innanzi a un sopruso
e la persona nei guai resta inerte
poi la rinfranco e lei a me si attacca
È un’ amicizia volutamente salda
perché di certo a volte siam costretti
ma ci conviene lì partecipare
Non è da tutti liberar gli ormeggi
se con burrasca c’è da navigare
Nella mia infanzia è nata la sfortuna
quando i bambini mi trattavan male
Dentro di me io perdonavo essi
e comprendevo che eran loro i più
sofferenti

Giuseppe Bustone

Radice


Radice

Ansimante soffio di vita
riconduce all’atavica ricerca
dove il mistero della radice
è albero capovolto
con la sua origine in cielo.

06.08.2010 Poetyca

Root

Panting breath of life
back to atavism search
where the mystery of the root
is inverted tree
with its origin in heaven.

06.08.2010 Poetyca

Kabir


Kabir

I suoi Canti sono una delle massime espressioni della poesia indiana di ispirazione religiosa. Il loro messaggio è universale: travalica i limiti di spazio e tempo.

Kabir nacque nel 1440 nell’ India settenrionale in un’ umile famiglia di tessitori musulmani, pur da poco convertiti. Secondo la tradizione seguì come discepolo il Guru Ramananda, un saggio vishnuita devoto a Rama. Fu quindi educato a concepire l’Islam e l’Induismo come due vie convergenti verso un’unica verità.
Divenne mistico, poeta e musicista celebre per il disprezzo che manifestava vigorosamente verso le rigorose affiliazioni religiose; sono numerose le sue esortazioni a ignorare tanto il Corano quanto i Veda per seguire semplicemente la via Sahaj, ossia la naturale unità in Dio. Pur credendo in concetti vedantici quale l’Atman, Kabir rifiutò l’ortodossia della società castale indù e l’adorazione di idoli.

La sua opera principale è Bijak, Seme. Questa raccolta di poemi mostra la personale visione di spiritualità universale di Kabir. In questi, spuntano chiarissime idee sufi e della Bhakti indù sulla comprensione di Dio. Kabir si esprimeva in un hindi molto popolare, semplice e chiaro, come il suo pensiero filosofico. La maggior parte dei suoi canti venne raccolta da Guru Nanak, fondatore della religione Sikh, ed inserita nel Guru Granth Sahib, libro sacro dei Sikh che raccoglie il pensiero di uomini santi di varie religioni a cui questo credo offre stesso rispetto e devozione. Si crede che Kabir fosse analfabeta.

Alla sua morte, nel 1518, indù e musulmani si contesero il corpo per i riti funebri. La leggenda vuole che, quando sollevarono il sudario che lo ricopriva, trovarono al suo posto solo fiori. I musulmani ne seppellirono metà e gli indù cremarono l’altra parte. A Maghar, nei pressi di Gorakhpur nell’ Uttar Pradesh, la tomba e il memoriale della cremazione sorgono fianco a fianco.

Kabir è anche considerato la figura chiave della tradizione Sants. Fu un movimento di maestri indiani la cui origine in realtà risale al XIII secolo e che si inserisce nel movimento Bhakti. I loro insegnamenti vertevano verso la devozione per un unico principio divino e verso un egualitarismo sociale opposto alle distinzioni castali e religiose della società indiana dell’epoca. Il termine Sant deriva dal sanscrito Sat ( verità, realtà) e possiede molti significati a seconda del contesto, ma in origine significava colui che conosce la verità, la realtà ultima. Questo termine ha assunto il significato generale di “brava persona” ma si assegna specificamente ai poeti – santi del medioevo indiano. Alcuni dei nomi più noti di questo movimento furono Namdev (1350), Kabir, Nanak, Mirabai, Surdas e Tulsidas(1623). Formalmente solo una piccola minoranza di indù seguì questo movimento mistico – religioso, ma la sua tradizione ha considerevolmente influenzato la cultura indiana, attraversando sette e caste.

La tradizione Sant è l’ unica della storia che abbia con successo attraversato le barriere religiose tra indù e musulmani.

Nel nostro secolo fu Rabindranath Tagore a riscoprire la validità perenne degli insegnamenti di Kabir e l’altezza della sua poesia.
E fu ancora Tagore a diffondere in Occidente la conoscenza di Kabir attraverso una magistrale traduzione in inglese dei suoi Canti, che diventarono ben presto un vero e proprio libro di culto.

Trafitti dalla Parola

“Shabd ki chot” o ‘la ferita della Parola’ è un’espressione Hindi nata nell’ambiente dei cantori e seguaci di Kabir, il poeta mistico vissuto seicento anni fa in India. È un modo di descrivere l’esperienza che la ‘parola’ di Kabir può produrre nella mente e nella vita di chi l’ascolta (si tratta infatti di una tradizione prevalentemente orale, tenuta in vita per secoli da cantori itineranti). È una cosa molto più intensa e profonda dell’essere semplicemente ‘toccati’, e coloro che sperimentano questa particolarissima ‘ferita’ non sentono dolore, ma un’immensa felicità e gratitudine.

La poesia spirituale di Kabir non si fonda sul tema devozionale o bhakti come si potrebbe immaginare, non si sofferma in modo particolare sulla separazione dal Signore visto come Persona e come Amante, e sulla gioia di incontrarlo. Al contrario, va direttamente all’aspetto nirgun o assoluto del Brahman, del Divino, normalmente considerato di ardua comprensione e per sua natura ineffabile, ma che attraverso le canzoni di Kabir diventa come per magia concreto e percepibile.

I canti di Kabir

a cura di R.Tagore

ed. Boroli Editore 2004

pp. 96

Euro: 7,00

Il flauto dell’infinito

Ed Passigli, 2008

Euro: 10,00

Canzoni dell’amore infinito

Ed.Sellerio, 1996

Pgg. 160

Euro:8,00

I cento canti di Kabir

Ed. SEAR, 1988

Pg.114

Euro: 8,00

CIELO D’AMORE

Cadono le ombre della sera
lunghe, serrate,
di buio avvolgono il corpo e la mente.
Tu apri la finestra che dà a ponente
perditi nel cielo d’amore.
Bevi il miele stillato dai petali
del loto che hai in cuore.
Lascia che ti penetrino
le onde del mare, le onde
di splendore.
Ascolta, un suono di conchiglie, di campanelli
si leva dalle acque.
Kabir dice: “Fratelli,
è Dio in questo vaso, in questo mio corpo”

Kabir

Kabir

His songs are the best expression of Indian poetry of religious inspiration. Their message is universal: it transcends boundaries of space and time.

Kabir was born in 1440 in ‘India settenrionale in a’ humble Muslim weaver family, but recently converted. According to tradition as a disciple followed the Guru Ramananda, a wise Vaishnava devotee of Rama. He was so polite to conceive Islam and Hinduism as two streets converge on a single truth.
He became a mystic, poet and musician known for vigorously expressed contempt towards the strict religious affiliations, are a number of his exhortations to ignore both the Quran as the Vedas for Sahaj simply follow the path, ie the natural unity in God while believing in concepts which Vedantic Atman, Kabir rejected the orthodoxy of the Hindu caste society and the worship of idols.

His principal work is Bijak, Seed. This collection of poems shows his personal vision of universal spirituality of Kabir. In these, appear very clear ideas of the Sufi and Bhakti Hindu understanding of God expressed in a Hindi Kabir very popular, simple and clear, as his philosophical thought. Most of her songs was picked up by Guru Nanak, founder of the Sikh religion, and included in Guru Granth Sahib, the Sikh holy book that collects the thoughts of holy men of various religions believe that this offers the same respect and devotion. It is believed that Kabir was illiterate.

At his death in 1518, Hindus and Muslims fought over the body for funeral rites. Legend has it that, when lifted the cloth that covered it, and found only flowers in its place. Muslims and Hindus half of it buried the cremated elsewhere. In Maghar, near Gorakhpur in ‘Uttar Pradesh, the tomb and the memorial cremation stand side by side.

Kabir is also considered the key figure in the tradition of Sants. It was a movement of Indian teachers whose origins actually dates from the thirteenth century and is part of the Bhakti movement. Their devotion to the teachings focused on a single divine principle and from a social egalitarianism opposed to the caste and religious distinctions of Indian society of that time. The term derives from the Sanskrit Sant Sat (truth, reality) and has many meanings depending on context, but originally meant one who knows the truth, the ultimate reality. This term has taken the general meaning of “good person” but he specifically assigns to the poet – saints of medieval India. Some of the biggest names of this movement were Namdev (1350), Kabir, Nanak, Mirabai, Surdas and Tulsidas (1623). Formally, only a small minority of Hindus followed this mystical movement – religious, but its tradition has greatly influenced Indian culture, through seven castes.

The Sant tradition is the ‘unique history that has successfully crossed religious barriers between Hindus and Muslims.

In our century, Rabindranath Tagore was to rediscover the enduring validity of the teachings of Kabir and the height of his poetry.
And it was Tagore in the West to spread the knowledge of Kabir through a masterful English translation of his songs, which soon became a true cult book.

Pierced by the Word

“Shabd Ki Chot ‘or’ the wound of the Word ‘is an expression of the singers in the Hindi born and followers of Kabir, the mystic poet who lived six hundred years ago in India. It’s a way to describe the experience that the ‘word’ of Kabir can produce in the mind and life of the hearer (because it is a predominantly oral tradition, kept alive for centuries by itinerant singers). It’s much more intense and profound just being ‘touched’, and those who experience this very special ‘hit’ do not feel pain, but an immense happiness and gratitude.

Spiritual poetry of Kabir is not based on devotional or bhakti as you might imagine, it focuses in particular on the separation from the Lord seen as a person and as a lover, and the joy of meeting him. Instead, go directly Nirgun or absolute aspect of Brahman, the Divine, normally considered difficult to understand its nature and the ineffable, but that through the songs of Kabir becomes magically real and perceived.

The songs of Kabir

edited by R. Tagore

ed. Boroli Publisher 2004

pp. 96

Euro: 7.00

The flute of the infinite

And Passigli, 2008

Euro: 10.00

Songs of the infinite

Ed.Sellerio, 1996

Pgg. 160

Euro: 8.00

The hundred songs of Kabir

Ed SEAR, 1988

Pg.114

Euro: 8.00

SKY OF LOVE

The evening shadows fall
long, tight,
darkness envelop the body and mind.
You open the window overlooking the west
lose yourself in the sky of love.
Drink honey dripped from the petals
you have in the heart of the lotus.
Let me enter
the waves of the sea, the waves
of splendor.
Listen, the sound of shells, bells
rises from the waters.
Kabir says: “Brothers,
God is in this vessel, in this my body “

Kabir

Noi stessi – Ourselves


🌸Noi stessi🌸

Per migliorare il mondo è necessario avere una spinta interiore verso il miglioramento di noi stessi.
Tutto ha inizio della nostra attenzione profonda: paure, desideri, insoddisfazioni, spesso crediamo che abbiano origine dall’esterno, da quello che altri dicono e fanno.
Ma non è sempre così, infatti siamo noi che abbiamo la responsabilità delle nostre azioni.
Spesso reagiamo alle provocazioni, ci sentiamo colpiti profondamente e le opinioni di altri fanno credere a noi che siamo una realtà.
Che opinione abbiamo di noi stessi?
Siamo noi in grado di vedere solo dei difetti?
Possiamo assumere la responsabilità per avere un atteggiamento non distruttivo ma responsabile e capace di cercare pregi in noi.
Ogni essere umano è dotato di doni, di opportunità per manifestarli e di capacità per valorizzare ogni cosa.
Ecco un buon modo per iniziare è guardare questi doni, queste capacità che ci rendono unici, non solo in noi stessi ma anche negli altri.
Gettiamo via l’idea di trovare solo difetti e abbracciamo con compassione quello che non accettiamo. Da oggi tutti noi possiamo accogliere ogni aspetto di noi stessi e in altre persone.

© Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Ourselves

To improve the world it is necessary to have an inner drive towards improving ourselves.
Everything begins with our deep attention: fears, desires, dissatisfactions, we often believe that they originate from the outside, from what others say and do.
But it is not always so, in fact it is we who have responsibility for our actions.
We often react to provocations, we feel deeply affected and the opinions of others make us believe that we are a reality.
What is our opinion of ourselves?
Are we able to see only faults?
We can take responsibility for having a non-destructive but responsible attitude that is capable of looking for merits in us.
Every human being is endowed with gifts, opportunities to manifest them and abilities to value everything.
Here is a good way to start is to look at these gifts, these skills that make us unique, not only in ourselves but also in others.
We throw away the idea of finding only faults and embrace with compassion what we do not accept. From today all of us can welcome every aspect of ourselves and into other people.

© Poetyca

Non forzare


bodhidarma

La Riflessione

Torna alla radice e realizza il principio.
Insegui la chiarezza e la perderai.

Un solo istante volgendo interiormente la luce e’ maggiore della mera vacuita’.
La precedente vacuita’ viene trasformata, non era che il prodotto delle illusioni.
Non e’ necessario cercare il vero, basta eliminare le opinioni.

Seng Ts’an
Terzo Patriarca del Ch’an (d. 606 CE)

Accettare il mondo così com’è, le nostre vite così come sono è sia l’inizio che la fine.
Se stiamo soffrendo in questo mondo così com’è, dovremmo continuare a soffrire?

No. Dovremmo guardare in profondità nella natura della nostra sofferenza,
comprendere le sue radici, quindi recidere queste radici e lasciarla andare.

Continueremo a sperimentare il dolore? Si. Continueremo a soffrire? No.

Sodaiho Roshi

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Nel silenzio e nel buio della notte
prendono forma le illusioni:
sono le paure che proiettano
come ombre sulla parete
la loro inconsistente forma.

Non temere, non ti aggrappare
ma osserva meglio l’origine
di tutte le tue paure,
ti accorgerai che solo tu
ti ci stai aggrappando,
che ogni ombra nasce dalla luce
di una candela accesa
e che con la tua attenzione svanirà,
appena lo avrai compreso.

Poetyca

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L’insegnamento

Non forzare

Forzare qualcuno a credere e ad accettare una cosa senza capirla è politica,
non ha nulla di intellettuale né di spirituale.

Ven. W. Rahula

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Le nostre idee devono nascere
dal percorso dell’esperienza,
nessuno sarà abbastanza forte
da attraversare la vita
se prima non ha sperimentato.

Esprimi solo quello
che davvero conosci
e metti in discussione
quelle idee che altri
tentano di farti assimilare.

Solo discriminando e cercando
dentro te stesso sarai capace
di percorrere la tua vita.

Poetyca

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30.08.2008 Poetyca

 

Reflection

Back to the roots and realizes the principle.
Chase clarity and lose.

An instant the light coming from within and greater than the mere emptiness‘.
The previous emptinessis transformed, it was not the product of illusions.
It ‘s not necessary to seek the truth, just delete the views.

Seng Ts’an
Third Patriarch of Ch’an (d. 606 CE)

Accept the world as it is, our lives as they are is both the beginning and the end.
If we are suffering in this world as it is, should we continue to suffer?

No. We should look deeply into the nature of our suffering,
understand its roots, then cut these roots and let it go.

We will continue to experience pain? Yes continue to suffer? No.

Sodaiho Roshi

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In the silence and darkness of the night
take shape illusions:
are fears that project
as shadows on the wall
their inconsistent form.

Do not be afraid, do not cling
but it looks better the origin
of all your fears,
you will notice that only you
you‘re holding it,
that every shadow is born from light
of a burning candle
and with that your attention will fade,
as soon as you have understood.

Poetyca

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The teaching

Do not force

Forcing someone to believe and to accept a thing without understanding is political,
There is nothing intellectual or spiritual.

Venerable W. Rahula

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Our ideas must be born
by the path of experience,
nobody will be strong enough
to go through life
if you have not experienced before.

Make only one
who really know
and put into question
those ideas that other
try to assimilate you.

Only discriminating and looking
inside yourself you will be able
to walk your life.

Poetyca

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30.08.2008 Poetyca

 

Anche oggi – Also today


🌸Anche oggi🌸

Anche oggi hai una sfida
un modo di mettere alla prova
il tuo sentire e la capacità
di realizzare le tue aspirazioni
Non ti arrendere e sii forte
con la dolcezza di chi ama incondizionatamente
e non teme nulla
Ogni passo è esperienza
tesoro per accogliere la vita
esattamente
come è

01.12.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Also today

Even today you have a challenge
a way to test
your feeling and ability
to fulfill your aspirations
Don’t give up and be strong
with the sweetness of those who love unconditionally
and fears nothing
Every step is experience
treasure to welcome life
exactly
how is

01.12.2019 Poetyca

La nostra responsabilità


 

La nostra responsabilità

Avete il pennello, avete i colori, dipingete l’inferno, fate pure,

dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la

colpa alla società e, per amor del cielo, non date la colpa a Dio.

Assumetevi la piena responsabilità di aver creato il vostro inferno.

Nikos Kazantzakis

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!

rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13

Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca

Our responsibility

You brush, you have the colors, paint the hell, go ahead,
paint them, but then do not blame your parents, do not give
blame the company and, for heaven’s sake, do not blame God
Assume full responsibility for having created your own hell.

Nikos Kazantzakis

love yourself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it’s pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have been neglected could become unexpressed anger or apathy, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes full years or cycles before you can understand that we are worth it in spite of what made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not to give rise to, are our essence – to be respected by us all – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we are really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude because it is growth opportunity for free from the lies of the mind. E ‘healing process that gives us the path to inner growth that we must not flee but to touch the root that is often more profound than we think.

30.07.2006 Poetyca

Love and loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows the other to manifest itself, it even helps to bring out the part that in itself is not sprouted yet, it is claimed, and you do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a relationship, one must not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but whether they should go, instead of being anchored to, loss, you must understand that they have finished their task, which lost them is just an illusion because their presence is in us and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles and trials of life are discarded, make us panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

Growing

The repetition, in the guise of different situations that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has given us the opportunity to learn to mature in us, our weaknesses, attachments, and in holding the opportunity to love. That step to overcome is expecting our commitment to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything that we set aside that amount and it is time that separates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems in order to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the ability to grow and relate to ourselves and others away from the illusions and fear that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, not to mention that he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!

represents our need to detach ourselves from the source of the teaching that has been our crutch to begin the journey within ourselves to be …. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

tiptoe … beyond the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, I offer private voice notes on conducting a long history, one that follows me and supports me a long time. I can also be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other species that are part of me stessa.Per this is often not only what I write I live in person, but also how to empathize with suffering, sometimes I pick the other, lives and transforms us, and we welcome it extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress, of which seem best to put on, it’s all in subtle and not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy of the jet suggests words and is able to fill these gaps, however long does not allow her to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best to accompany you, it is often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is constantly changing and just trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including me, and not on their choices personali.Conosco my limits and do not insist, does not make sense to do so, with further presence if it is not included:

“Then he called the twelve, and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, do not take anything for the trip: no bread, no bag, no money in the bag, but to wear sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave from that place. If any place will not welcome them and do not hear you, on leaving, shake off the dust under your feet as a testimony to them. ” They went out and preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many that were sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – and no I do not do in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, to maturity and do not have any claim of ownership, which share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of the possession – but who appreciate the freedom and power with each other, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I simply share the enthusiasm of the soul, but does not change anything if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this one must have the pretension to impose other … Everything is fine as is.

29.07.2007 Poetyca

My writing is a kind of analysis, painful it is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with the personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone thinks is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people’s attitudes and actions which are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for having offered things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I could not provide something different from what was expected to be particularly difficult moments through, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance on time or the other, with nothing to claim, is seen as a judgmental attitude, as spiteful retaliation. But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, you just have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that perhaps does not understand but you could not help but understand it: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather that the representation of other people’s projections possessive.

a smile

29.07.2007 Poetyca

Morire – To die – Che Guevara


💮Morire💮

“Se io muoio
non piangere per me,
fai quello che facevo io
e continuerò vivendo in te.”

Che Guevara
💮🌿💮#pensierieparole
💮To die

“If I die
do not Cry for Me,
do what i did
and I will continue living in you. ”

Che Guevara

Aspettami – You wait for me


💮Aspettami💮

Tu aspettami
e verrò da te
ad ascoltare
il tuo cuore
la tua voce
e il tuo respiro
fino al mattino
Questa notte
raccoglieremo
stelle cadenti
e sogni nuovi
e svanirà
con un soffio
la malinconia

30.11.2019 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮You wait for me

You wait for me
and I will come to you
to listen
your heart
your voice
and your breath
until the morning
This night
we reap
falling stars
and new dreams
and it will vanish
with a breath
melancholy

30.11.2019 Poetyca