Archivio | 13/12/2019

In cerca di unità – Looking for units


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In cerca di unità
Non esiste un unico piano, prettamente materiale,dove ogni cosa è destinata a mutare, a disfarsi,ma attraverso la possibilità di aprirci ad un’ampia visione,
noi tutti conosciamo e diventiamo consapevoli che nella pienezza degli opposti, esiste tra gli altri,
anche un piano nel quale all’ombra corrisponde la luce,la medesima che proiettandosi è origine di tale ombra,
di confusione e di paura, di quel senso di smarrimento che ci lascia incapaci di comprendere che direzione prendere..
Il caos è opposto all’armonia, ma anche un segno di lontananza dalla luce, della quale si è sempre in cerca,
sebbene non sempre si è capaci di comprenderlo. In fondo, tutti noi, siamo opposti in cerca di unità.
17.01.2015 Poetyca
Looking for units
There is no single plan, purely material,
where everything is destined to change, to discard,but through the ability to open up a broad view,we all know and become aware that in the fullness of opposites exists among others,also a plan in which the shade matches the light,the same that is projecting origin of this shadow,
of confusion and fear, that sense of loss
that leaves us unable to understand what direction to take ..
The chaos is opposed to harmony, but also a sign of the distance
from light, which is always in search,
although it was not always able to understand it.
After all, all of us, we are opposites in search of unity.
01/17/2015 Poetyca

Ad ogni respiro


Ad ogni respiro

Vorrei ad ogni respiro
sgattaiolare fuori
da questa cella senza confine
tra pareti di roccia
che non si sgretola
al mio passo
dove certo è il percorso
anche di notte

Vorrei stelle
cariche di vita
a profumare l’aria
di pace e aromi d’amore
dove tutto palpita
e restituisce vigore
al magnete che è nel Cuore

Voce dimenticata
racchiusa tra mura
traccia nella polvere
da quando si è separata
l’essenza dell’unità
e tutti siamo condannati a vagare
su percorsi incerti

Carezze vaghe
sfiorano percorso arcano
di cui non ricordiamo l’origine
avvolte in eco e richiami
di quella nostra origine
perduta ed anelata
ad ogni respiro

10.12.2011 Poetyca

At every breath

I wish with every breath
sneak off
from this cell without borders
between walls of rock
that does not crumble
at my own pace
where it certainly is the path
even at night

I would like to stars
full of life
to perfume the air
aromas of peace and love
where all is beat
and returns force
to magnet that  is in the Heart

Lost voice
enclosed by walls
tracks in the dust
since it is separated
the essence of unity
and we are all condemned to wander
paths of uncertain

Pats vague
skim secret path
I can not remember the source
swathed in echo and references
that our origin
lost and longed
with each breath

10.12.2011 Poetyca

La gioia nella gratitudine


La gioia nella gratitudine

“La vera gioia è uno stato d’animo: al di là delle difficoltà,
degli ostacoli e dei dispiaceri, l’anima percepisce la vita come
un dono di Dio, prova per Lui infinita riconoscenza e sente il
bisogno di ringraziarlo.
Se volete essere visitati spesso dalla gioia, coltivate in voi
questo sentimento di gratitudine verso il Creatore, ma anche
verso la Natura e verso gli esseri umani. Così, anche quando non
avrete nessun motivo per rallegrarvi, il sentimento che vi sarete
abituati a coltivare verrà a cogliervi di sorpresa. Sarà come
quando, a volte, degli amici arrivano all’improvviso a farvi una
visita inaspettata.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Meditazione sulla gratitudine

Questa è una breve meditazione sulla gratitudine, sul mistero della gratitudine.

Essere grati, sentirsi grati.

La gratitudine che esprimiamo, la gratitudine che non esprimiamo ed altra gratitudine ancora, sepolta più in fondo, che non sappiamo nemmeno di avere.

Siamo grati.

Può darsi che abbiamo paura della gratitudine.
Può darsi che ne abbiamo paura e non lo sappiamo.

Paura che ci faccia sentire inferiori, paura che ci lasci alla mercé dell’altro.
Paura.

Quando cominciamo a capire che questa paura ci separa, che è una barriera crudele dentro di noi e tra noi e gli altri, allora cominciamo a lasciar andare, e la gratitudine può affiorare.

Essere grati significa sentire di più.
Significa scoprirsi esseri umani più completi.

Che cos’è la gratitudine? Da dove parte? Com’è? Perché?
Occasioni di gratitudine: persone, paesaggi, animali verso cui sentiamo gratitudine.

È come una carezza.
Praticando si diventa più grati.

Forse chi è veramente maturo dentro di sé passa la vita a ringraziare invece che a chiedere: di lì la gioia, il privilegio della gratitudine, il privilegio di ringraziare.

Nei momenti di sofferenza, la consapevolezza che li avvolge può assumere a volte un sapore di accettazione molto simile alla gratitudine.

C’è qualcosa di forte e di dolce nel soffrire con gratitudine ed accettazione.
C’è l’intuizione oscura di una vita più grande di quella che viviamo, dove anche la sofferenza ha un senso.

La gratitudine per le piccole cose è una grande cosa.
L’amicizia è fatta di gratitudine.

“Improvvisamente”, ha detto un poeta, “mi sentii grato.
Ma per chi e per che cosa, non so.”

La gratitudine unisce.
Sentirsi grati è come sentirsi a casa: perciò siamo così contenti. Allora la nostra vera casa, la nostra vera origine, non è altro che gratitudine.

Che tutti noi si possa essere grati.
Che tutti si possa percepire la gratitudine dentro di noi e quella che ci viene da fuori. Che tutto il mondo possa essere più grato.

Che ondata di calma e di gioia, se soltanto la gratitudine generale aumentasse un poco!
Quando pensiamo che le cose ci siano dovute, non possiamo essere grati.

Quando abbiamo capito che nulla ci è dovuto, allora incominciamo ad essere fervidamente grati, allora ci coglie di sorpresa la gratitudine.

Quando non diamo più le cose per scontate, ci ritroviamo in mano la gratitudine.

Tratto da: L’età dell’Acquario di Isabella Bresci Editore.

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Joy in gratitude

“The real joy is a state of mind: beyond the difficulties,
obstacles and disappointments, the soul perceives life as
a gift from God to test him and feels the infinite gratitude
need to thank him.
If you want to be visited often by joy, grown in you
This feeling of gratitude toward the Creator, but also
to nature and to human beings. Thus, even when not
you have no reason to rejoice, the feeling that there will be
will be used to cultivate to surprise him. It will be like
when, at times, friends come to make a sudden
unexpected visit. “

Mikhael Omraam Aïvanhov


Commentary on gratitude

This is a short meditation on gratitude, the mystery of gratitude.

Be grateful, be grateful.

The gratitude that we express the gratitude we express gratitude, and still other, more deeply buried, that does not even know you had.

We are grateful.

Maybe we are afraid of gratitude.
Maybe we are afraid and do not know.

That makes us feel less afraid, afraid to leave us at the mercy of others.
Fear.

When we begin to understand this fear that separates us, which is a cruel barrier within us and between us and others, then we begin to let go, and gratitude can emerge.

Be thankful it’s about feeling more.
Is to discover the most complete human beings.

What is gratitude? From where? How? Why?
Used with gratitude: people, landscapes, animals to which we feel gratitude.

It’s like a caress.
Doing something you become more grateful.

Perhaps those who are very mature in himself spends his life thanks instead to ask, there’s the joy, the gratitude of the privilege, the privilege to thank.

In times of suffering, the knowledge that surrounds them can sometimes take a taste very similar to the Acceptance of gratitude.

There is something strong and sweet in suffering with gratitude and acceptance.
There is an obscure intuition of a life larger than that which we live, where even the suffering has meaning.

Gratitude for the little things is a great thing.
Friendship is made of gratitude.

“Suddenly,” said a poet, “I felt grateful.
But for whom and for what, I do not know. “

Gratitude connects.
Feeling grateful is like being at home because we are so happy. Then our true home, our true home, is nothing but gratitude.

We all can be grateful.
That we can all feel the gratitude within us and that which comes to us from outside. That all the world can be more grateful.

That wave of calm and joy, if only the general increase a little gratitude!
When we think things are due, we can be thankful for.

When we realized that nothing is due to us, then we begin to be fervently thankful, then gratitude takes us by surprise.

When we do not give more things for granted, we find ourselves in the hands of gratitude.

Taken from: The Age of Aquarius Isabella Bresci Publisher.

Le origini


Le origini

Noi abbiamo sulla origine della vita o cosa c’è dopo la morte,molte domande,
ma le risposte arrivano da diverse fonti che a volte si contraddicono:
la posizione della religione, di diverse religioni e
della scienza in particolare ci permette di ricevere diverse teorie, che a volte si smentiscono nel tempo, in particolare se riceviamo risposte dalla scienza e dagli strumenti che misurano le origini del nostro pianeta, la comparsa delle diverse forme di vita e non è sempre facile identificare una chiara origine di tutto. Ancora oggi non abbiamo risposte certe su:
Il Big Bang o Dio, una casualità oppure cosa ci sia dopo la morte fisica, se tutto finisce o se esiste continuità.
Forse a causa di questo, possono fiorire diverse religioni o un atteggiamento scettico o ateo.
Dunque, dal momento che nessuno è realmente a conoscenza della origine della vita o cosa ci sia dopo la morte, è importante riuscire a non separare ma a accogliere tutti anche riguardo le proprie credenze religiose. Nessuno ha la verità, neppure noi.

22.08.2011 Poetyca

Sources

We have on the origin of life or what happens after death, many questions,
but the answers come from different sources sometimes contradict each other:
the position of religion, of different religions and
of science in particular allows us to receive several theories, which sometimes belie the time, especially if we get answers from science and instruments that measure the origins of our planet, the emergence of different life forms and is not always easy to identify a clear source of everything. Still do not have definite answers to:
The Big Bang or God, there is a coincidence or what after physical death, if everything ends or if there is continuity.
Perhaps because of this, various religions can flourish or a skeptical attitude or atheist.
So, since nobody is really aware of the origin of life or what is after death, it is important not to separate but to be able to accommodate everyone, even about their own religious beliefs. Nobody has the truth, not even us.

22.08.2011 Poetyca

L’arte di amare


L’arte di amare

“Amore per se stessi. Mentre non suscita nessuna obiezione l’applicazione del concetto d’amore a vari oggetti, è opinione diffusa che sia virtuoso amare gli altri e peccato amare se stessi. Si ritiene che nella misura in cui amo me stesso non posso amare gli altri, che l’amore per se stessi sia una forma egoistica d’amore. Questo punto di vista ha la sua origine nel pensiero occidentale. Calvino parla di amore per se stessi come di ” una peste “, Freud ne parla in termini psichiatrici, ma, nonostante ciò, il suo giudizio è uguale a quello di Calvino. Per lui, amore per se stessi significa narcisismo, libido verso se stessi. Il narcisismo è il primo stadio dello sviluppo umano, e la persona che in età adulta ritorna a questo stadio è incapace di amare; nel caso estremo è malata di mente. Freud parte dal presupposto che l’amore sia la manifestazione della libido, e che la libido sia o rivolta verso altri (amore) o verso se stessi (amore per se stessi). Amore per gli altri e amore per se stessi sono reciprocamente esclusivi, nel senso che più ve n’è di uno, meno ve n’è dell’altro. Se l’amore per se stessi è peccato, ne deriva che l’altruismo è virtù. Sorgono ora queste domande: L’osservazione psicologica sopporta la tesi che ci sia una contraddizione basilare tra l’amore per se stessi e l’amore per gli altri? È l’amore per se stessi lo stesso fenomeno dell’egoismo, oppure è l’opposto? Inoltre, è l’egoismo per l’uomo moderno un vero interesse per se stesso come individuo, con tutte le sue possibilità intellettuali, emotive e sensuali? Non è egli diventato un’appendice del suo ruolo economico-sociale? È il suo egoismo uguale all’amore per se stesso, oppure è cagionato dalla mancanza di esso?…

….Siamo ora arrivati alle premesse psicologiche sulle quali si fonda il nostro argomento. Generalmente queste premesse sono come segue: non solo altri, ma anche noi stessi siamo l’oggetto dei nostri sentimenti e attitudini; le attitudini verso gli altri e verso noi stessi sono fondamentalmente congiuntive Rispetto al problema in questione ciò significa: l’amore per se stessi si trova in coloro che sono capaci di amare il prossimo. L’amore, come principio, è indissolubile per quel che riguarda la connessione tra “oggetti” e noi stessi. L’amore genuino è un’espressione di produttività ed implica cure, rispetto, responsabilità e comprensione. Non è un “affetto” nel senso di essere amato da qualcuno, ma uno sforzo attivo per la crescita e la felicità dell’essere amato, dettato dalla propria capacità di amare.

Amare qualcuno è la realizzazione e la concentrazione dei potere d’amore. L’affermazione fondamentale contenuta nell’amore è diretta verso la persona amata come verso un’incarnazione di qualità essenzialmente umane. L’amore per una persona implica l’amore per l’uomo come tale. La “divisione del lavoro “, come William James la chiama, per cui un uomo ama la famiglia ma non sente niente per lo ” straniero “, è sintomo d’incapacità d’amare. L’amore dell’uomo non è, come generalmente si crede, una astrazione che viene dopo l’amore per una specifica persona, ma è la sua premessa, sebbene geneticamente la si acquisisca amando specifici individui.

Ne deriva che il mio io deve essere un oggetto di amore tanto quanto ogni altro essere. L’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è determinata dalla propria capacità di amare, cioè nelle cure, nel rispetto, nella responsabilità e nella comprensione. Se un individuo è capace di amare in modo produttivo, ama anche se stesso; se può amare solo gli altri, non può amare completamente.

Se l’amore per se stessi non è disgiunto dall’amore per gli altri, come ci spieghiamo l’egoismo, che ovviamente esclude qualsiasi interesse genuino per gli altri? L’egoista s’interessa solo di se stesso, vuole tutto per sé, non prova gioia nel dare, ma solo nel ricevere. Vede il mondo esterno solo dal punto di vista di ciò che può ricavarne; non ha interesse per le necessità degli altri, né rispetto per la loro dignità e integrità. Non può vedere altro che se stesso; giudica tutto e tutti dall’utilità che gliene deriva; è fondamentalmente incapace d’amare. Questo non prova che l’interesse per gli altri e l’interesse per se stessi sono alternative inevitabili? Sarebbe così se l’egoismo e l’amore per se stessi fossero la stessa cosa. Ma questa convinzione è l’errore che ha suscitato tante conclusioni errate riguardo il nostro problema. Egoismo e amore per se stessi, anziché essere uguali, sono opposti. L’egoista non ama troppo se stesso, ma troppo poco; in realtà odia se stesso. Questa mancanza di amore per sé, che è solo un’espressione di mancanza di produttività, lo lascia vuoto e frustrato. È solo un essere infelice e ansioso di trarre dalla vita le soddisfazioni che impedisce a se stesso di raggiungere. Sembra interessarsi troppo di sé, ma in realtà non fa che un inutile tentativo di compensare la mancanza di amore per sé. Freud sostiene che l’egoista è un narcisista, che ha concentrato su se stesso ogni capacità d’amore. P vero che gli egoisti sono incapaci di amare gli altri, ma sono anche incapaci di amare se stessi.

È più facile capire l’egoismo se lo si paragona ad un morboso interesse per gli altri, come lo troviamo, ad esempio, in una madre troppo premurosa. Mentre lei crede di essere particolarmente attaccata al suo bambino, in realtà ha una profonda, repressa ostilità per l’oggetto del proprio interesse. È eccessivamente premurosa, non perché ami troppo il proprio figlio, ma perché deve compensare la sua incapacità di amarlo.

Questa teoria sulla natura dell’egoismo è nata dall’esperienza psicoanalitica dell'”altruismo” nevrotico, un sintomo di nevrosi osservato in molti soggetti turbati non solo da questo sintomo, ma da altri ad esso connessi, quali la depressione, la stanchezza, l’incapacità di lavorare, il fallimento nei rapporti col prossimo, e via dicendo. Non solo l’altruismo non è considerato un “sintomo”; è spesso l’unico tratto positivo del carattere del quale i soggetti si vantano. La persona ” altruista ” non vuole niente per sé; vive solo per gli altri, si vanta di non considerarsi importante. È sorpresa di scoprire che, ad onta del proprio altruismo, è assai infelice e che i suoi rapporti con coloro che la circondano non l’appagano. Uno studio analitico dimostra che questo altruismo non è qualcosa di separato dagli altri sintomi, ma uno di essi, e spesso il più importante; che il soggetto è inibito nelle proprie capacità di amare e di godere; che è pieno di ostilità verso la vita e che dietro la facciata dell’altruismo si nasconde un sottile ma intenso egocentrismo. Questo individuo può essere curato solo se anche il suo altruismo è interpretato come un sintomo tra gli altri, in modo che la sua aridità, che sta alla base sia dell’altruismo che degli altri sintomi, possa essere corretta.”

Tratto da “L’arte di Amare” di Erich Fromm edito da Mondadori

The Art of Loving“Love yourself. While it raises no objection to the application of the concept of love to various objects, it is widely believed that it is virtuous to love others, love yourself and sin. It is believed that as far as I can not love myself love others, that love for oneself is a selfish form of love. This view has its origins in Western thought. Calvin speaks of love for oneself as a “plague”, Freud speaks in termspsychiatric disorders, but despite that, his opinion is equal to that of Calvin. For him, love for oneself is narcissism, libido towards themselves. Narcissism is the first stage of human development, and the person returns in adulthood at this stage is unable to love, in the extreme case of mind is sick. Freud starts from the premise that love is the manifestation of libido, and libido is or is facing other (love) or to oneself (self-love themselves). Love for others and self-love are mutually exclusive in the sense that there is something more than one, unless there is something other. If the self-love is a sin, it follows that ‘altruism is a virtue. now these questions arise: The psychological observation supports the thesis that there is a basic contradiction between love for oneself and love for others? It is love for oneself the same phenomenon of’ selfishness, or is it the opposite? In addition, it is selfishness for the modern man a real interest for himself as an individual, with all his intellectual capabilities, emotional and sensual? Is he not become an appendage of its economic role -Social? his selfishness is equal to the love for himself, or is caused by the lack of it? ……. We are now arrived at the psychological premises on which it is based on our subject. Generally, these assumptions are as follows: not only others but also we ourselves are the object of our feelings and attitudes, attitudes toward others and ourselves are basically conjunctivae Compared to the problem in question, which means: self-love is the same in those who are capable of loving our neighbor.Love, in principle, is indissoluble as regards the connection between “objects” and ourselves. Genuine love is an expression of productivity and implies care, respect, responsibility and understanding. It is not an “affection” in the sense of being loved by someone, but an active effort for growth and happiness of the loved one, dictated by their capacity to love.

To love someone is the realization and the concentration of the power of love. The fundamental assertion contained in the love is directed toward a loved one to an embodiment as essentially human quality. Love for one person implies love for man as such. The “division of labor” as William James calls it, a man that loves his family but he feels nothing for the “foreign” is a symptom of inability to love.The love of man is not, as generally believed, an abstraction that is after the love for a specific person, but his premise, although it is genetically loving acquire specific individuals.

The result is that my ego has to be an object of love as any other being. The affirmation of life, happiness, growth, freedom is determined by its capacity to love, that is in the care, respect, responsibility and the understanding. If an individual is able to love productively, he loves himself too, if he can love only others can not love completely.

If the love of self is not separated from love for others, as we explain the self-interest, which of course excludes any genuine concern for others? The selfish, interested only in himself, wants everything for himself, feels no joy in giving, but only receive. He sees the outside world only in terms of what we can obtain, is not interested in the needs of others, or respect for their dignity and integrity. Can not see nothing but himself; judges everything and all the utility that comes him, is basically incapable of love. This does not prove that the concern for others and self-interest alternatives are inevitable? It would be so if the selfishness and self-love were the same thing. But this belief is the error that has caused so many wrong conclusions about our problem. Selfishness and self-love, instead of being equal, are opposites. The egoist is not too fond of himself, but too little, actually hates himself. This lack of self-love, which is only an expression of lack of productivity, leaves him empty and frustrated. It is only to be unhappy and anxious to reap the rewards from life that keeps himself to reach. It seems too self-interested, but it does not make a futile attempt to compensate for the lack of love for oneself. Freud argues that the egoist is a narcissist, he focused on himself all the ability to love. P selfish true that they are incapable of loving others, but they are also unable to love themselves.

It is easier to understand selfishness when compared to a morbid interest in others, as we find, for example, in a caring mother too. While she believes to be particularly attached to her baby actually has a deep, pent-up hostilities for the object of his interest. It is too thoughtful, too, not because you love your son, but because it must compensate for his inability to love him.

This theory about the nature of egoism is born from the experience of the psychoanalytic ‘”altruism” neurotic, a symptom of neurosis seen in many individuals not only troubled by this symptom, but by others connected to it, such as depression, fatigue, the ‘inability to work, failure in relationships with others, and so on. Not only that altruism is not considered a “symptom” is often the only positive trait of character of those who boast. The person “caring” does not want anything for himself and lives only for others, it has not considered important. It’s no surprise to discover that, in spite of their altruism, is very unhappy and that her relationships with those around her did not gratify. One case study shows that this altruism is not something separate from other symptoms, but one of them, and often the most important, that the subject is inhibited in their ability to love and enjoy, which is full of hostility towards life and that behind the facade of altruism lies a subtle but intense self-centeredness. This individual can be treated only if their altruism is interpreted as a symptom among others, so that its aridity, which is the basis of altruism is that of the other symptoms, can be corrected. “

Taken from “The Art of Loving” by Erich Fromm published by Mondadori

Azione e reazione


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Azione e reazione

E’ molto importante fermarsi ad osservare se stessi, le dinamiche che conducono alla reazione:

1) Da dove ha origine quel fuoco?

2) Cosa vediamo negli altri che ci rispecchia?

3) Come placare la mente dalla reazione?

Ogni volta che sentiamo il medesimo disagio, che vorremmo aggredire il nostro ” avversario”, possiamo essere richiamati alla ricerca, a lasciare andare, a meditare per estinguere il fuoco.

Ogni volta che si presenta questo problema, non siamo di fronte ad un ostacolo da combattere ma si presenta a noi una ottima opportunità per sciogliere un nodo. Per trasformare la nostra rabbia in compassione.

Per essere consapevoli delle discrepanze tra quello che si vorrebbe essere e il nostro mondo interiore è fondamentale spendere del tempo verso l’ascolto di sè, di cosa fluisce in noi, non solo della presenza martellante di pensieri, di sentimenti di rabbia o desiderio, impellente bisogno di reazione.
La calma, il riposo, il centrarsi è la via per cogliere la nostra vera essenza.

28.10.2013 Poetyca

Action and reaction

It ‘s very important to stop and observe themselves, the dynamics that lead to the reaction :

1 ) Where does that fire?

2 ) What do you see in others that it reflects ?

3 ) How stilling the mind by the reaction ?

Whenever we feel the same discomfort , we would like to attack our ” adversary” , we can be reminded of the research, to let go , to meditate in order to extinguish the fire .

Whenever you have this problem , we are not faced with an obstacle to fight but presents us a great opportunity to fulfill a node. To transform our anger into compassion .

To be aware of the discrepancies between what you would like to be and our inner world it is essential to spend some time listening to himself , what flows into us , not just pounding the presence of thoughts, feelings of anger or desire , impelling need reaction .
The calm, rest, centered is the way to capture our true essence .

28/10/2013 Poetyca

Poema della Fede profonda – Poem of profound Faith – Hsin hsin ming


Poema della Fede profonda (Hsin hsin ming)”

di Seng Ts’an (3° patriarca della scuola ch’an IV sec. d.C.)

La Via Suprema non e’ difficile
se solo rifiuti di preferire
Senza attrazione o repulsione,
comprenderai chiaramente.

Basta lo spessore di un capello,
e ne sei lontano come il cielo dalla terra
Se desideri che si riveli,
non essere pro o contro.

Il dissidio tra pro e contro
e’ la malattia della mente.
Senza riconoscere il misterioso principio
praticare la quiete e inutile.

La Via e’ perfetta, un ampio spazio,
senza difetto, senza eccesso
Poiche’ afferri o rifiuti,
non la puoi realizzare.

Non inseguire l’esistenza condizionata,
non attaccarti al vuoto
Nell’unita’ e nell’uguaglianza
la confusione svanisce da se’.

Se cerchi la quiete fermando l’attivita’,
quella quiete sara’ perfino piu’ attiva.
Finche’ ristagni nella dualita’,
come puoi realizzare l ‘unita’?

Se non riesci a penetrare l ‘unita’,
entrambi gli opposti perdono la loro funzione.
Rifiuta l ‘esistenza e cadrai nell’esistenza.
Insegui il vuoto e lo rinnegherai.

Parlare e ragionare troppo
impedisce di armonizzarsi con la Via
Smetti di parlare, di ragionare,
e nulla sara’ incomprensibile.

Torna alla radice e realizza il principio
Insegui la chiarezza e la perderai.
Un solo istante volgendo interiormente la luce
e’ maggiore della mera vacuita’.

La precedente vacuita’ viene trasformata,
non era che il prodotto delle illusioni.
Non e’ necessario cercare il vero,
basta eliminare le opinioni.

Non dimorare in pensieri dualistici,
evita di seguirli.
Finche’ esistono giusto e sbagliato,
la mente e’ frammentata e persa.

Il due viene dall’uno,
ma non trattenere nemmeno l’uno.
Se la mente unica non si agita,
i diecimila fenomeni sono senza difetti.

Senza difetti, senza fenomeni;
nessuna agitazione, nessuna mente
ll soggetto si estingue e con l’oggetto.
l’oggetto scompare col soggetto.

L ‘oggetto e’ tale a causa del soggetto,
il soggetto e’ tale a causa dell’oggetto
Sappi che in origine
i due sono l’unica vacuita’.

Nell’unica vacuita’ i due sono lo stessa cosa
che contiene tutti i fenomeni
Senza discriminazione tra bello e brutto
come possono esservi pregiudizi?

La grande Via e’ ampia,
ne’ facile ne’ difficile
Con piccole idee sorgono timori;
piu’ hai fretta, piu’ ritardi.

Se ti attacchi a questo perderai la misura
La mente imbocchera’ una via sbagliata
lascia la presa e sii spontaneo,
senza andare e senza stare.

ln armonia con la tua natura, unito alla Via,
vaga tranquillo, senza impedimenti.
Avvinto dai pensieri, ti allontani dal reale
Cadere nel torpore e’ altrettanto negativo.

Non e’ bene affaticare lo spirito.
Perche’ oscillare tra avversione e attaccamento?
Se desideri penetrare l’unico veicolo.
non rifiutare il regno dei sensi.

Senza avversita’ per il regno dei sensi,
sarai uno con la vera illuminazione.
Il saggio non ha intenzioni,
il folle si pone da se’ in schiavitu’.

Un fenomeno non differisce da un altro
la mente illusa si aggrappa a cio’ che desidera.
Usare la mente per coltivare la mente:
non e’ questo un grande errore?

La mente illusa genera quiete o confusione.
L’illuminato non ha simpatie o antipatie.
La dualita’ di tutte le cose
sorge da false discriminazioni.

Un sogno, un ‘illusione, una folgore nel cielo:
come puo’ valere la peno di afferrarli?
Guadagno e perdita, giusto e sbagliato:
abbandonali tutti all’istante!

Se gli occhi non si chiudono per il sonno,
tutti i sogni svaniscono da soli
Se la mente non discrimina,
tutti i fenomeni appartengono all’unica quiddita’.

Il mistero dell’unica quiddita’ e’ profondo,
immoto, le cose condizionate dimenticate.
Contempla l’identita’ di tutti i fenomeni,
e tornerai all’essenza delle cose.

Nella dimensione incondizionata
non puo’ esserci misura ne’ confronto.
il movimento smette, smettendo si muove
smesso il movimento, nulla e’ smesso.
Quando non c’e’ piu’ dualismo,
come puo’ esserci l’uno?

Nell’assoluto, nell’infinito
non esistono regole ne’ misure.
Sviluppa una mente equanime,
e tutte le azioni si acquieteranno.

Gli angosciosi dubbi sono chiariti
La giusta fede e’ resa integra.
Nulla si trascina dietro,
nulla si ricorda.

Luminosa, vuota, spontanea,
la mente non si sforza.
E’ luogo inaccessibile al pensiero,
impenetrabile alla ragione e al sentimento.

Nel Regno Universale della vera quiddita
non esistono l ‘altro ne’ il se’.
E’ essenziale accordarsi con essa,
rievocando il non-duale.

Nel non-duale tutte le cose sono unita’,
nulla resta escluso
Tutti i saggi delle dieci direzioni
comprendono questo principio.

Esso non e’ veloce ne’ lento:
un pensiero per dieci mila anni.
Dimorando ovunque e in nessun luogo,
si rivelano le dieci direzioni.

Il minore e’ uguale al maggiore
nella realta’ dove non c’e illusione.
Il maggiore e’ uguale al minore,
non si vedono limiti.

L’esistenza non differisce dalla non esistenza,
la non esistenza non differisce dall ‘esistenza
Se non sei a questo punto,
non devi fermarti.

Uno e’ tutto,
tutto e’ uno.
Se puo’ essere cosi’,
perche preoccuparsi dell’incompletezza?

Fede e Mente non sono due.
La non dualita’ e’ Fede nella Mente.
Il sentiero delle parole e’ finito:
Non c’e passato, ne’ futuro, ne’ presente.

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Hsin-hsin Ming:
Verses on the Faith-Mind
By Seng-ts’an, Third Chinese Patriarch
The Great Way is not difficult
for those not attached to preferences.
When neither love nor hate arises,
all is clear and undisguised.
Separate by the smallest amount, however,
and you are as far from it as heaven is from earth.

If you wish to know the truth,
then hold to no opinions for or against anything.
To set up what you like against what you dislike
is the disease of the mind.

When the fundamental nature of things is not recognized
the mind’s essential peace is disturbed to no avail.
The Way is perfect as vast space is perfect,
where nothing is lacking and nothing is in excess.

Indeed, it is due to our grasping and rejecting
that we do not know the true nature of things.
Live neither in the entanglements of outer things,
nor in ideas or feelings of emptiness.
Be serene and at one with things
and erroneous views will disappear by themselves.

When you try to stop activity to achieve quietude,
your very effort fills you with activity.
As long as you remain attached to one extreme or another
you will never know Oneness.
Those who do not live in the Single Way
cannot be free in either activity or quietude, in assertion or denial.

Deny the reality of things
and you miss their reality;
assert the emptiness of things
and you miss their reality.
The more you talk and think about it
the further you wander from the truth.
So cease attachment to talking and thinking,
and there is nothing you will not be able to know.

To return to the root is to find the essence,
but to pursue appearances or “enlightenment” is to miss the source.
To awaken even for a moment
is to go beyond appearance and emptiness.

Changes that seem to occur in the empty world
we make real only because of our ignorance.

Do not seek for the truth;
Only cease to cherish opinions.

Do not remain in a dualistic state;
avoid such easy habits carefully.
If you attach even to a trace
of this and that, of right and wrong,
the Mind-essence will be lost in confusion.
Although all dualities arise from the One,
do not be attached even to ideas of this One.

When the mind exists undisturbed in the Way,
there is no objection to anything in the world;
and when there is no objection to anything,
things cease to be— in the old way.
When no discriminating attachment arises,
the old mind ceases to exist.
Let go of things as separate existences
and mind too vanishes.
Likewise when the thinking subject vanishes
so too do the objects created by mind.

The arising of other gives rise to self;
giving rise to self generates others.
Know these seeming two as facets
of the One Fundamental Reality.
In this Emptiness, these two are really one—
and each contains all phenomena.
If not comparing, nor attached to “refined” and “vulgar”—
you will not fall into judgment and opinion.

The Great Way is embracing and spacious—
to live in it is neither easy nor difficult.
Those who rely on limited views are fearful and irresolute:
The faster they hurry, the slower they go.
To have a narrow mind,
and to be attached to getting enlightenment
is to lose one’s center and go astray.
When one is free from attachment,
all things are as they are,
and there is neither coming nor going.

When in harmony with the nature of things, your own fundamental nature,
and you will walk freely and undisturbed.
However, when mind is in bondage, the truth is hidden,
and everything is murky and unclear,
and the burdensome practice of judging
brings annoyance and weariness.
What benefit can be derived
from attachment to distinctions and separations?

If you wish to move in the One Way,
do not dislike the worlds of senses and ideas.
Indeed, to embrace them fully
is identical with true Enlightenment.
The wise person attaches to no goals
but the foolish person fetters himself or herself.
There is one Dharma, without differentiation.
Distinctions arise from the clinging needs of the ignorant.
To seek Mind with the discriminating mind
is the greatest of mistakes.

Rest and unrest derive from illusion;
with enlightenment, attachment to liking and disliking ceases.
All dualities come from ignorant inference.
They are like dreams, phantoms, hallucinations—
it is foolish to try to grasp them.
Gain and loss, right and wrong; finally abandon all such thoughts at once.

If the eye never sleeps,
all dreams will naturally cease.
If the mind makes no discriminations,
the ten thousand things
are as they are, of single essence.
To realize the mystery of this One-essence
is to be released from all entanglements.
When all things are seen without differentiation,
the One Self-essence is everywhere revealed.
No comparisons or analogies are possible
in this causeless, relationless state of just this One.

When movement stops, there is no movement—
and when no movement, there is no stopping.
When such dualities cease to exist
Oneness itself cannot exist.
To this ultimate state
no law or description applies.

For the Realized mind at one with the Way
all self-centered striving ceases.
Doubts and irresolutions vanish
and the Truth is confirmed in you.
With a single stroke you are freed from bondage;
nothing clings to you and you hold to nothing.
All is empty, clear, self-illuminating,
with no need to exert the mind.
Here, thinking, feeling, understanding, and imagination
are of no value.
In this world “as it really is”
there is neither self nor other-than-self.

To know this Reality directly
is possible only through practicing non-duality.
When you live this non-separation,
all things manifest the One, and nothing is excluded.
Whoever comes to enlightenment, no matter when or where,
Realizes personally this fundamental Source.

This Dharma-truth has nothing to do with big or small, with time and space.
Here a single thought is as ten thousand years.
Not here, not there—
but everywhere always right before your eyes.
Infinitely large and infinitely small: no difference,
for definitions are irrelevant
and no boundaries can be discerned.
So likewise with “existence” and “non-existence.”

Don’t waste your time in arguments and discussion
attempting to grasp the ungraspable.

Each thing reveals the One,
the One manifests as all things.
To live in this Realization
is not to worry about perfection or non-perfection.
To put your trust in the Heart-Mind is to live without separation,
and in this non-duality you are one with your Life-Source.

Words! Words!
The Way is beyond language,
for in it there is no yesterday,

no tomorrow

no today.

Verità e presenza – Truth and presence


🌸Verità e presenza🌸

Con la profonda attenzione
arrivano verità e presenza
vibrazione che tutto muove
e tutto abbraccia
La mente cerca
spiegazioni e parole
mentre il silenzio è il benvenuto
senza dubbio e senza separazione
Nel respiro vive tutto
e tutto deve essere evidente
come filo che lega le perle
di un infinito gioiello di bellezza

01.12.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Truth and presence

With deep attention
truth and presence arrive
vibration that moves everything
and everything embraces
The mind seeks
explanations and words
while silence is welcome
without doubt and without separation
All lives in the breath
and everything must be evident
like thread that binds the pearls
of an infinite jewel of beauty

01.12.2019 Poetyca

Saggezza della Compassione


Riflettendo…

La Riflessione

Credo che non si possa esprimere compassione verso un’altra persona
finché non l’abbiamo pienamente provata anche per noi stessi.

Solo una volta che la compassione per noi stessi e per la nostra condizione umana sia stata profondamente percepita e sperimentata internamente,solo allora, penso che possa anche sgorgare, generosa, verso gli altri.
Invece, a molti di noi, è stato insegnato a non provare compassione per sé, mentre molti soffrono.

Ma in realtà, conoscere il proprio dolore, comprendere che è lo stesso dolore di ogni essere senziente e che solo si esprime in modo differente, fa si che la compassione fiorisca in noi in modo naturale e spontaneo.

Maestro di Dharma

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Chi non prova compassione per se stesso,
chi esige di non avere alcun difetto,
non sa accogliere l’umana condizione
che induce a sbagliare, non sa accogliere
le altrui imperfezioni perchè ritrova
la propria autointolleranza e crede
di non essere compreso.

Non sono gli altri a giudicarci,
a separare e a biasimare ma come eco
la nostra mente fa rimbombare il nostro disagio.

Abbracciare la nostra sofferenza,
accogliere il nostro limite
è comprendere che gli altri fanno quanto possono,
non ha senso aspettarsi di più,
ha invece senso comprendere ed accogliere
in altri il nostro stesso limite
per lavorare sulla sofferenze con serenità.

Poetyca

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L’insegnamento

Saggezza della compassione

Realizzare ciò che chiamo saggezza della compassione, significa vederne con assoluta chiarezza i benefici, così come anche i danni che il suo opposto ci ha arrecato e ci arrecherebbe.

Dobbiamo fare una chiara distinzione fra ciò che rappresenta l’inetresse del nostro ego e ciò che rappresenta il nostro vero ed ultimo interesse.

La sofferenza proviene dallo scambiare erroneamente l’uno con l’altro.

Sogyal Rinpoche

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Si confonde il passo
di chi non sa cosa realmente cercare:
equidistanza ad armonia trovano origine
dal non avere aspettative e dall’accogliere
con cuore compassionevole la bellezza dei doni
che costantemente riceviamo anche quando
sentiamo l’esigenza di reagire
perchè non comprendiamo ancora la nostra lezione.

Dalla profonda osservazione nasce l’opportunità
di osservare che direzione prendere
per lasciare attaccamenti ed aspettative,
rabbia e recriminazione costante
che ci fanno calcare la via della sofferenza.

Poetyca

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23.01.2010 Poetyca


Reflecting …

Reflection

I do not think you can express compassion for another person until we have fully proven for ourselves.

Only once that compassion for ourselves and for our human condition has been deeply felt and experienced in-house, only then, I think it comes that, generous to others.
Instead, many of us have been taught not to feel sorry for himself, while many suffer.

But in reality, know your pain, understand that it is the same pain of every sentient being, and that only expresses itself in different ways, that compassion makes us flourish in a natural and spontaneous.

Dharma Master

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Who does not feel compassion for himself,
those who demand to have no defect,
can not accommodate the human condition
which leads to mistakes, he can not accommodate
the imperfections of others found because
and believes its autointolleranza
not to be understood.

They are not to judge others,
to separate and to blame but as economic
our mind is booming our discomfort.

Embracing our pain,
accept our limits
is to understand that others do as they can,
makes no sense to expect more,
Instead, understand and accept direction
in others the same limit our
to work on the sufferings with serenity.

Poetyca

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Teaching

Wisdom of Compassion

Realize what I call the wisdom of compassion, means very clearly see the benefits, as well as the damage that has caused the opposite and it would cause.

We must make a clear distinction between what is the inetresse of our ego and what is our true and ultimate interest.

Suffering comes from exchanging with each other incorrectly.

Sogyal Rinpoche

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It confuses the step
those who do not really know what to look for:
equidistance harmony to their origin
from having no expectations from accepting
compassionate heart with the beauty of the gifts
constantly even when we receive
we feel the need to react
why do not yet understand our lesson.

Profound observation comes from the opportunity
to see what direction to take
to allow attachments and expectations,
constant anger and recrimination
that make us tread the path of suffering.

Poetyca

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23.01.2010 Poetyca

Text taken from:

Il Fiore di Bodhidharma

Un nuovo giorno


Riflettendo….

La Riflessione

Se apri spezzando
il ramo di un ciliegio,
non trovi un solo fiore.

Ma il cielo della primavera,
ne invita la fioritura.

Ikkyu (1394-1481)

…………………

Non analizzare con la mente
in cerca di risposte,
ma sappi accogliere ed essere
nella presenza mentale,
dove tutto quel che è interconesso
sa offrire bellezza e meraviglia,
perchè tu sia ascolto e partecipazione.

Poetyca

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L’insegnamento

Un nuovo giorno

Svegliandomi al mattino,
sono consapevole di quanto sia veramente prezioso un nuovo giorno:
la sua freschezza non dovrebbe essere data per scontata.

Quindi, cosa farò di questo giorno?
Cosa farete di questo giorno?

Insegnante di Dharma

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Ogni attimo è opportunità:
scoperta e partecipazione,
dialogo e manifestazione
che prende origine dal nostro atteggiamento.

Ogni porta aperta è accoglienza
che non chiuda fuori lo stupore
e la gioia di essere – qui ed ora –
nell’incessante presenza di ogni respiro.

Poetyca

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03.05.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Senza parole – Without words


🌸Senza parole🌸

Senza parole
è il dialogo
di chi colora il silenzio
di vibrante presenza

01.12.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Without words

Without words
it is dialogue
of those who color the silence
of vibrant presence

01.12.2019 Poetyca

Speranze – Hopes – Don Luigi Ciotti


🌸Speranze🌸

“Per costruire speranza
dobbiamo partire da lì,
dai margini,
da chi dalla speranza
è stato escluso.
Perché la speranza
o è di tutti o non è speranza.”

Don Luigi Ciotti
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Hopes

“To build hope
we have to start from there,
from the margins,
from those with hope
has been excluded.
Because hope
or it belongs to everyone or it is not hope. ”

Don Luigi Ciotti