Tutto è Uno


Tutto è Uno

Il giudizio verso se stessi e verso gli altri è una traccia che spesso si percorre per sentirci migliori e sminuire gli altri, si raccoglie una visione in cui ” buono” o ” cattivo” – “giusto ” o ” sbagliato” sono i paradigmi necessari per rafforzare il nostro sentirci a posto.
Eppure amare, amarci, è accoglienza, capacità di non innescare aspettative o attaccamento al risultato. A giudicare, a frammentare la realtà è spesso la mente, il cuore non ha questi attributi, non si mette a dare giudizi, Amare non conosce attaccamento, aspettative e giudizio. La mente ha i suoi attaccamenti, il suo ego. Da questo nasce il dolore: desiderio di attenzione, attaccamento, aspettative e timore di non essere accetti dagli altri, paura di perdere l’oggetto d’amore, senso di abbandono.
Siamo immersi in una società ” giudicante”, dove piuttosto che essere costruttivi e leggersi dentro si ama sfuggire proprie responsabilità, si proiettano su altri.
Si agisce d’impulso e il rancore e la rabbia sono quella forza distruttiva che prende origine dalla frustrazione, dal sentirsi non apprezzati. Il senso di giustizia frustrato nasce dal sentirsi ” buoni” ( a volte nascondendo sotto il tappeto le proprie responsabilità) e non adeguatamente ricompensati. Ora, io non considero che si debba vivere ” a briglia sciolta”, semplicemente è importante proprio l’apprendere il valore delle responsabilità – del mettere in moto un meccanismo che non trova ” giudicanti e punizioni” ma una legge di causa ed effetto per cui se si compiono atti nocivi si è responsabili del loro effetto. Se sappiamo accogliere gli eventi senza vederli – Buoni o Cattivi per noi, ma come opportunità e guida al nostro cammino interiore, raccogliendone l’insegnamento possiamo imparare anche l’accoglienza. E’ difficile in molte situazione accettare una perdita, eppure nulla dura per sempre, non si dovrebbe provare attaccamento al passato o alle illusioni o aspettative del futuro – la vita è attimo da raccogliere ora, in questo istante. Arricchendoci con l’attenzione verso quel che ci attraversa dentro, con il ” non giudizio” ma da osservatori si impara una forma di distacco che è comunque partecipazione lucida, questo ci insegna una nuova prospettiva che allontana il timore. La Speranza è la gioia e la capacità di non temere, di avere fiducia negli eventi e nella nostra Luce interiore. Come si potrebbe vivere in un mondo ” diviso” che vede tutto come dualismo e non sa poggiare sulla Divina presenza?
Abbiamo dimenticato molte cose, tra queste che non dobbiamo temere, tutto è legato alla Presenza e non ce ne accorgiamo. Vaghiamo come bimbi smarriti e la paura ci fa separare tutto in Bene e Male, eppure tutto è Uno.

12.04.2005 Poetyca


All is One

The opinion to themselves and to others is a track that often go along to feel better and belittle others, gathers a vision in which “good” or “bad” – “right” or “wrong” are the paradigms needed to strengthen our feeling fine.
But love, love is acceptance, not ability to trigger or attachment to outcome expectations. To judge, to fragment the reality is often the mind, the heart does not have these attributes, it begins to make judgments, love knows no attachment, expectations and assessment. The mind has its attachments, his ego. From this comes the suffering: desire of attention, affection, expectation and fear of not being accepted by others, fear of losing the love object, a sense of abandonment.
We are immersed in a society “judging”, where rather than be constructive and read in one loves to escape their responsibilities, are projected onto others.
He acts on impulse and resentment and anger that are destructive force that stems from frustration, from feeling unappreciated. The sense of justice comes from feeling frustrated “good” (sometimes hiding their responsibilities under the carpet) and not adequately rewarded. Now, I do not think that we should live “free rein”, but it is important to learn the value of its responsibilities – the setting in motion a mechanism that is not “judging and punishment” but a law of cause and effect that if you commit acts harmful is responsible for their effect. If we accept the event without seeing them – good or bad for us, but as an opportunity and guide our inner journey, collecting teaching we learn also welcome. It ‘difficult to accept a loss in many situations, but nothing lasts forever, you should not feel attachment to the past or expectations or illusions of the future – life is a moment to collect now, at this moment. Enriched with attention to what we in crosses with non-judgment, “but observers learn a form of detachment that participation is still shining, this teaches us a new perspective that removes the fear. Hope is the joy and the ability to not be afraid to trust in the events and our Inner Light. How could we live in a world “divided” as a dualism that sees everything and can not rest on Divine presence?
We have forgotten many things, among these that we need not fear, everything is tied to the presence and do not realize it. We wander like lost children and fear to separate us all in good and evil, yet everything is One.

12.04.2005 Poetyca

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