Archivio | 16/12/2019

Satori


Satori

Tutte le cause e le condizioni del satori sono nella mente, esse attendono solo di diventare mature. Quando, per un insieme di ragioni, la mente è pronta, un uccello che vola, una campana che suona, e tu subito ritorni alla tua patria d’origine; cioè scopri il tuo vero sé.
Non c’è nulla che tu dal primissimo inizio abbia carpito, l’oggetto di ogni tuo desiderio era là, da sempre, tu, solo, hai chiuso gli occhi di fronte al fatto. Per questo, nello Zen non vi è nulla da spiegare o da insegnare per accrescere la tua conoscenza. A meno che non provenga da te stesso, nessuna conoscenza è realmente tua, è non più che un piumaggio preso a prestito.

Introduzione al Buddismo Zen – D.T. Suzuki

Satori

All the causes and conditions of satori are in the mind, they only wait to become mature. When, for a set of reasons, the mind is ready, a flying bird, a bell that plays, and you immediately return to your home country; ie discover your true self.
There is nothing that you have since drawn from the very beginning, the object of all your desire was there, for ever, you, alone, closed your eyes to the fact. For this reason, in Zen there is nothing to explain or to teach to increase your knowledge. Unless you come from yourself, no knowledge is really yours, it’s no more than a plumage borrowed.

Introduction to Buddhism Zen – D.T. Suzuki

Tutto è uno


bruno2

“Tutto è uno: i nostri antenati, i nostri nipoti che devono ancora nascere, la vita che è ovunque”.

                                          aborigeno australiano

“Everything is one: our ancestors, our grandchildren yet to be born, life is everywhere.”

Australian aborigine

Abisso orizzonte


Abisso orizzonte

Nella mistificazione certa
di un pluralismo vagante
dove l’equilibrismo inutile
della globalizzazione adotta
crea conflitti alle minoranze
e la voce muta …
non trova ascolto

Nel consumismo mistificato
dalle prese di posizione
di un capitalismo unificato
dove il mito è il denaro
e l’asse da attraversare
è la rinnegata origine
di terra e tradizione

Restano le masse dispari
a cercare identità basilari
tra ” tutto è compiuto”
e vivificanti speranze
che nascono dalle volontà
che esasperanti cercano allori
nell’unisono accordo di voci

Underground e metropoli
luoghi d’origine di ghetti e orpelli
identità racchiuse
in spazi di mura invisibili
tra voci del passato
e rincorse future
nel vuoto edibile che riempie tasche

Poche le coscienze deste
a cercare la ragione
di malessere e malumore
ad attraversare il filo
sospeso in cielo
tra buio abbisso
e luce d’infinito

07.01.2003 Poetyca

Abyss horizon

In certain mystification
a plurality of roving
where the balance useless
globalization takes
creates conflicts with minority
and voice changes …
is not listening

Consumerism mystified
from positions
a unified capitalism
where the myth is the money
and the axis of cross
is the source denied
of land and tradition

The masses remain odd
to seek basic identity
between “it is finished”
and life-giving hope
that will arise from
exasperating that seek laurels
Agreement of voices in unison

Underground cities and
places of origin of ghettos and tinsel
identity enclosed
in spaces of invisible walls
between voices from the past
chased and future
that fills the void edible pockets

Few consciences awake
to seek the reason
of malaise and discontent
to cross the wire
suspended in the sky
between dark abyss
and light of the infinite

07.01.2003 Poetyca

Le quattro nobili verità


Sow a thought … 

Sow a thought and action will be born. Sow an action and a habit born. Sow a habit and will create a character. Sow a character and give birth to a destiny …

Since the mind above the ways of being, originated from the mind, created by the mind. In the mind is the origin of suffering. In the mind originates the cessation of suffering.
(From the sayings of the Buddha perle.risveglio.net © copyleft)

Le quattro Nobili Verità

Le Quattro Nobili Verità (sans. चत्वारि आर्यसत्यानि catvāri-ārya-satyāni, pāli cattāri ariya-saccāni, cinese 四諦 pinyin sì dì Wade-Giles ssu-ti, tibetano ‘phags pa’i bden pa bzhi, bden pa rnam pa bzhi, coreano 사제 sa che, vietnamita tứ đế) rappresentano un elemento cardine della dottrina buddhista.
La narrazione classica delle vicende che portarono il principe Siddhārtha Gautama, detto il Buddha, a sviluppare la dottrina della religione di cui fu il primo maestro lo riporta tanto sollecito e ansioso di risolvere il problema esistenziale di base della vita umana dall’abbandonare la vita principesca di palazzo per intraprendere le varie vie di ricerca e di pratica religiosa del tempo.
La prima conclusione ferma di tale ricerca fu lo sviluppo della dottrina delle Quattro Nobili Verità, della cui essenza gli sorse la consapevolezza durante una meditazione condotta nel Parco dei Cervi (o delle gazzelle) di Sārnāth, presso Varanasi.

« O monaci, il Tathāgatha, il Venerabile, il Perfettamente risvegliato, ha messo in moto presso Vāraṇasī, a Isipatana (Sarnath), nel Parco delle gazzelle, l’incomparabile ruota della Legge (dhammacakka), che non può essere ostacolata da alcun asceta o brāhamana o deva o Māra o Brahmā né da chiunque altro al mondo – la ruota della Legge, cioè l’annunciazione, l’esposizione, la dichiarazione, la manifestazione, la determinazione, la chiarificazione, l’esposizione dettagliata delle Quattro nobili verità. E di quali quattro? Della nobile verità del dolore, della nobile verità dell’origine del dolore, della nobile verità della cessazione del dolore, della nobile verità della via che porta alla cessazione del dolore.. »
(Buddha Shakyamuni Saccavibhaṅga Sutta, Majjhima Nikāya, 141.[1] )

Le Quattro Nobili Verità
LA SOFFERENZA – PRIMA NOBILE VERITÀ

Qual è la Nobile Verità della sofferenza? La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza. Separarsi da ciò che si ama è sofferenza, non ottenere ciò che si desidera è sofferenza: tutte le cinque categorie dell’attaccamento sono sofferenza. C’è la Nobile Verità della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità deve essere penetrata attraverso la piena comprensione della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità è stata penetrata con la piena comprensione della sofferenza: così fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.

L’ORIGINE DELLA SOFFERENZA – SECONDA NOBILE VERITÀ

Qual è la Nobile Verità dell’Origine della Sofferenza? È la brama che dà luogo ad una nuova rinascita e, legata alla voluttà e al desiderio, trova nuovi piaceri ora qui ora là, ossia: brama del piacere dei sensi, brama di esistenza, brama di non-esistenza. Da dove questa brama sorge e prende vigore? Ovunque vi siano delle cose che sembrano dilettevoli e gratificanti, da lì questa brama sorge e prende vigore. C’è la Nobile Verità dell’origine della sofferenza. Questa fu la visione, l’intuizione, la sapienza, la conoscenza, la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità deve essere compresa a fondo abbandonando l’origine stessa della sofferenza… Questa Nobile Verità è stata compresa a fondo abbandonando l’origine stessa della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la sapienza, la conoscenza, la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.

LA CESSAZIONE DELLA SOFFERENZA – TERZA NOBILE VERITÀ

Qual è la Nobile Verità della cessazione della sofferenza? È la completa scomparsa ed estinzione della brama, la rinuncia ad essa e il suo abbandono, la liberazione e il distacco da essa. Ma dove questa brama può essere abbandonata, dove può essere estinta? Ovunque nel mondo vi siano cose apparentemente dilettevoli e piacevoli, là questa brama può essere abbandonata, là può essere estinta. C’è la Nobile Verità della cessazione della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità deve essere penetrata realizzando la cessazione della sofferenza… Questa Nobile Verità è stata penetrata realizzando la cessazione della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.

IL SENTIERO CHE CONDUCE ALLA CESSAZIONE DELLA SOFFERENZA – QUARTA NOBILE VERITÀ

Qual è la Nobile Verità del sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza? È il Nobile Ottuplice Sentiero e cioè: Retta Comprensione, Retta Aspirazione, Retta Parola, Retta Azione, Retti Mezzi di Sostentamento, Retto Sforzo, Retta Presenza Mentale, Retta Concentrazione. C’è la Nobile Verità del Sentiero che conduce alla cessazione della Sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima… Tale Nobile Verità deve essere penetrata sviluppando e coltivando il Sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza. Tale Nobile Verità è stata penetrata sviluppando e coltivando il Sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza: fu questa la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.
[Samyutta Nikaya LVI, 11]

Il Nobile Ottuplice Sentiero che conduce alla cessazione della Sofferenza (Quarta Nobile Verità)

SAGGEZZA (panna)
1. Retta Visione
2. Retta Risoluzione

MORALITA’ (sila)
3. Retta Parola
4. Retta Azione
5. Retti Mezzi di Sostentamento

CONCENTRAZIONE (samadhi)
6. Retto Sforzo
7. Retta Consapevolezza
8. Retta Concentrazione

I Precetti (cinque per i laici più tre per Monaci e Novizi)
1. Non violenza: astenersi dall’uccidere o danneggiare intenzionalmente qualunque forma di vita.

2. Onestà: astenersi dal prendere ciò che non viene dato.

3. Castità: astenersi da ogni attività sessuale impropria.

4. Retta parola: astenersi da un linguaggio falso, violento o irrispettoso nei confronti degli altri.

5. Sobrietà: astenersi da sostanze intossicanti come alcol e droghe. (i tre seguenti per i soli Monaci e Novizi)

6. Rinuncia: non mangiare dopo mezzogiorno.

7. Raccoglimento: astenersi da attività distraenti e di evasione come giochi o spettacoli, e dall’uso di ornamenti e cosmetici.

8. Vigilanza: non indulgere al sonno e alla pigrizia.

METTA SUTTA (Sutta Nipata I.8)

Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto,
non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova.

Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
deboli e forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati e non nati.
Che tutti gli esseri vivano felici!

Che nessuno inganni l’altro
né lo disprezzi
né con odio o ira
desideri il suo male.
Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull’universo intero;
in alto verso il cielo
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora.
Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.

Per approfondimenti:

http://www.dhamma.it/jsps/portal/cammino/ap3.jsp

The four noble truths

The Four Noble Truths (sans. चत्वारि आर्यसत्यानि catvāri-Arya-satyāni, Poles Cattari-Ariya Saccani, Chinese pinyin 四谛 yes Wade-Giles ssu-ti, Tibetan ‘Phags pa’i bden bzhi pa, pa mam pa bzhi bden, Korean 사제 know that you DJE Vietnamese) are a cornerstone of Buddhist doctrine.
The classic narrative of the events that led to Prince Siddhartha Gautama, the Buddha said, to develop the doctrine of the religion that was the first teacher brings him back so attentive and eager to solve the problem of existential basis of human life from abandoning the princely life to undertake the building of several avenues of research and of religious practice of the time.
The first firm conclusion of this research was the development of the doctrine of the Four Noble Truths, the essence of which arose the awareness during meditation conducted in Deer Park (or gazelles) at Sarnath, near Varanasi.

“O monks, the Tathagatha, the Venerable, the perfectly awakened, has set in motion at Varanasi, in Isipatana (Sarnath), in the deer park, the incomparable wheel of the law (dhammacakka), which can not be hindered by any ascetic or Brahman or deva or Mara or Brahma or by anyone else in the world – the Wheel of Law, namely, the Annunciation, exhibition, declaration, demonstration, determination, clarification, a detailed discussion of the Four Noble Truths. And what four? The noble truth of suffering, the noble truth of the origin of suffering, the noble truth of cessation of suffering, the noble truth of the street leading to the cessation of pain .. “
(Buddha Shakyamuni Saccavibhaṅga Sutta, Majjhima Nikāya, 141 [1].)

The Four Noble Truths
THE SUFFERING – THE FIRST NOBLE TRUTH

What is the Noble Truth of suffering? Birth is suffering, aging is suffering, death is suffering. Separate from what you love is suffering, not getting what one wants is suffering: all five categories of attachment are suffering. There is this Noble Truth of Suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth must be penetrated by fully understanding suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth has been penetrated by fully understanding suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before.

THE ORIGIN OF SUFFERING – THE SECOND NOBLE TRUTH

What is the Noble Truth of the Origin of Suffering? It is the desire that gives rise to a new rebirth, and tied to the lust and desire, find new delights now here now there, namely: craving for sensual pleasure, craving for existence, craving for nonexistence. Where this craving arises and takes effect? Everywhere there are things that seem delightful and rewarding, from there this craving arises and takes effect. There is this Noble Truth of the origin of suffering. This was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth must be understood fully abandoning the very origin of suffering … This Noble Truth has been well understood abandoning the very origin of suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before.

The cessation of suffering – THIRD NOBLE TRUTH

What is the Noble Truth of the cessation of suffering? It is the complete disappearance and extinction of craving, surrender to it and its abandonment, liberation and detachment from it. But where this desire can be abandoned, and may be extinct? Throughout the world there are delightful and pleasurable things apparently, there this craving may be abandoned, there may be extinct. There is this Noble Truth of the cessation of suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth must be penetrated achieving the cessation of suffering … This Noble Truth has been penetrated achieving the cessation of suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before .

The path leading to the cessation of suffering – FOURTH NOBLE TRUTH

What is the Noble Truth of the path leading to the cessation of suffering? It is the Noble Eightfold Path, namely: Right Understanding, Right Aspiration, Right speech, right action, right livelihood, right effort, right mindfulness, right concentration. There is this Noble Truth of the Path Leading to the Cessation of Suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before … This Noble Truth must be penetrated by developing and cultivating the path leading to the cessation of suffering. This Noble Truth has been penetrated by developing and cultivating the path leading to the cessation of suffering: this was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before.
[Samyutta Nikaya LVI, 11]

The Noble Eightfold Path leading to cessation of suffering (the Fourth Noble Truth)

Wisdom (panna)
1. Right View
2. Right Resolution

MORALITY ‘(sila)
3. Right Speech
4. Right Action
5. Right livelihood

Concentration (samadhi)
6. Right Effort
7. Right Mindfulness
8. Right Concentration

The Precepts (for lay five to three more monks and novices)
1. Nonviolence: refrain from killing or intentionally damage any form of life.

2. Honesty: to abstain from taking what is not given.

3. Chastity: refraining from any inappropriate sexual activity.

4. Right speech: refrain from false speech, violent or disrespectful of others.

5. Sobriety: abstain from intoxicants such as alcohol and drugs. (The following three only for monks and novices)

6. Renunciation: not eating after noon.

7. Recollection: refrain from distracting activities and evasion as games or performances, and the use of ornaments and cosmetics.

8. Supervision: Do not indulge in sleep and laziness.

Metta Sutta (Sutta Nipata I.8)

This should make
those who practice good
and knows the path of peace:
be able and upright,
clear speech,
kind and not vain,
easily pleased and satisfied;
not burdened with commitments and frugal ways,
Quiet and discreet,
not haughty or demanding;
unable to do
what the essay then disapprove.

May all beings
live happy and safe:
everyone, whoever they are,
weak and strong,
large or powerful,
high, medium or low,
visible and invisible,
near and far,
born and unborn.
May all beings live in happiness!

Let no one deceive another
nor despise
not with hatred or anger
its evil desires.
As a mother
protects with her life
her son, her only child
so with an open heart,
you take care of all being,
radiating love
entire universe;
up towards the sky
down to the depths,
everywhere, without limitation,
free from hatred and rancor.

Standing or walking,
sitting or lying down,
free from torpor
supporting the practice of Metta;
this is the sublime abode.
The pure in heart,
not tied to views,
with a clear vision,
free from sensual desires,
not return to be born into this world.

For more information:

http://www.dhamma.it/jsps/portal/cammino/ap3.jsp

La Meditazione (Zoran e Milica Gruicic)


La Meditazione (Zoran e Milica Gruicic)


BRANI TRATTI DAL LIBRO L’ESISTENZA SENZA TEMPO – ZORAN E MILICA GRUICIC

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LA MEDITAZIONE

La meditazione è un processo naturale, un qualcosa con cui si è nati; è l’essenza del nostro essere, la nostra natura.

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La meditazione è un processo naturale dell’individualizzazione della Coscienza, ovvero è lo spontaneo esprimersi della nostra essenza, di Dio
(Realtà, Assoluto, Sé, Essenza) in noi – del nostro Io.

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Per trovare la Verità, il modo più facile e anche l’unico è attraverso l’esperienza personale e la meditazione è un mezzo collaudato per raggiungere questo obbiettivo.

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La meditazione ha sostanzialmente due scopi:
1) permettere di giungere alla risposta: chi sono io?, ovvero – qual è la mia vera identità?
2) offrire la prova sull’esattezza della risposta ottenuta.

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Con la scoperta di non essere soltanto il corpo fisico, la mente e nemmeno la Coscienza, cessa la necessità di meditare e questo significa l’autorealizzazione, come stato dell’Essere nel quale si discerne costantemente la Realtà dall’illusione.

***

L’autorealizzazione, quale scopo ultimo della meditazione è uno stato nel quale si ha la conoscenza di essere uno con Dio, e nel quale possiamo soltanto essere la propria meta e opera.

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Dunque, la certezza finale (”la prova”) la riceviamo nell’autoConoscenza nella quale si perde l’identità e non c’è ricordo, perché non c’è chi ricordi – siamo noi stessi la prova a noi stessi.

***

Il concetto che sino al raggiungimento di questo stato ci siano una meta e una via attraverso la meditazione, è una spiegazione della mente, che deriva dallo sperimentare la separazione dell’uomo da Dio.

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Liberarsi dall’idea di separazione, e quindi dal “falso io”, attraverso la meditazione e poi liberarsi dalla stessa meditazione, porta all’eliminazione dell’ignoranza.

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Per questo, anche l’approccio alla meditazione deve essere integrale: la conoscenza e l’amore collegati all’azione.

***

La ricerca si forma come espressione spontanea dell’impulso di autorealizzazione e si manifesta attraverso il chiedersi: Chi sono io?, Da dove provengo io? ecc. In sostanza si tratta dell’indagare su se stessi.

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L’”Io” (l’”Io sono”) è inscindibile dalla mente e si forma e scompare contemporaneamente a essa.

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Con il tempo, attraverso la pratica della meditazione, i pensieri si canalizzano, si riducono ad alcuni simili e infine ne rimane uno.

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È indispensabile meditare spesso e regolarmente sino a che lo stato provocato dalla meditazione non diventa abituale e ininterrotto durante tutta la giornata.

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Il lasciarsi andare porta all’eliminazione dei contenuti superflui della mente.

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Il lasciarsi andare non significa la perdita di concentrazione – attenzione, ma proprio la consapevolizzazione del processo nel quale “osserviamo” la formazione – durata – scomparsa di emozioni e pensieri. All’inizio questo processo di concentrazione esige sforzo, poi con il tempo lo sforzo scompare completamente.

***

In meditazione si possono ricevere varie conoscenze e questo “subito” e “adesso”, ma non bisogna dimenticare che si tratta delle c.d. conoscenze relative, perciò limitate dal tempo e dallo spazio e trasmissibili ad altri, a differenza della c.d. conoscenza assoluta che, invece, non possiamo trasmettere, perché “noi” stessi siamo questa Conoscenza, nella quale non c’è soggetto (non c’è “io” e “noi”) e non c’è chi possa trasmetterla, e nemmeno a chi.

***

Si può affermare che l’approccio alla meditazione deve portarci a scoprire, attraverso l’interrogazione, ciò che è distruttivo, per canalizzarlo ed eliminarlo (emozioni e idee distruttive), ovvero deve condurci a riconoscere
ciò che è costruttivo, per stimolarlo lasciandoci andare.

***

Dobbiamo poi, abbandonare anche la ricerca e il lasciarsi andare, per essere uno con Dio.

***

Nella fase iniziale di meditazione, quando il soggetto e l’oggetto sono divisi, si possono utilizzare tecniche di indirizzamento dell’attenzione verso gli oggetti esterni che aiutano a canalizzare i processi energetici-vibratori e portano la mente a calmarsi.

***

Nella fase successiva bisogna comprendere che il soggetto e l’oggetto sono uno e che meditare sull’oggetto, indipendentemente che sia astratto o concreto, crea la sensazione di divisione, cioè di dualità, turbando lo
stato naturale di Unità.

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Così scompaiono gli oggetti esteriori (che non sono altro che proiezioni della nostra mente), quando l’osservatore (il testimone) e l’osservato – diventano uno.

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La mente non può annullarsi e trasformarsi da sola, ma quando si cerca la sua origine tramite la domanda chi sono io?, o attraverso domande simili, si trasforma spontaneamente.

***

D’altra parte, se si medita con l’aiuto di constatazioni – “io sono Dio”, “io sono la Realtà”, “io sono”, e via dicendo, anche in questo modo la mente si trasforma spontaneamente attraverso il lasciarsi andare.

***

È bene ricordare che bisogna stare attenti quando ci sono frequenti c.d. “esperienze estatiche” (fare esperienza della luce, separazione dal corpo…), perché sono un segnale di un attaccamento molto sottile alla mente.

***

La purificazione si riferisce in sostanza alla purificazione della mente, perché la purificazione del corpo attraverso il digiuno, l’aiuto di diversi esercizi (posizioni yoga, sistemi di respirazione), l’utilizzo della fitoterapia e altri metodi simili, se non sono accompagnati dalla purificazione della mente sono soltanto processi secondari.

***

I diversi metodi di astensione – rinuncia al cibo, al bere, al sesso… sono senza valore se non sono accompagnati dal “rinunciare – canalizzare” nella mente. La rinuncia può esserci soltanto in relazione all’”io”, e non nel rigettare gli oggetti esteriori.

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I processi più semplici si hanno quando ci rivolgiamo a Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé); essi portano di per sé alla canalizzazione delle emozioni e dei pensieri.

***

È molto importante che le esperienze o le sensazioni che compaiono durante la meditazione come reazione all’interrogarsi, non si trasformino in riflettere.

***

Ogni volta che compaiono altri pensieri o altre sensazioni sarebbe bene indirizzare ininterrottamente le proprie emozioni e i propri pensieri verso Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé) ripetendo – Io sono Dio, Io sono la
Realtà ecc., perché così canalizzeremo la mente.

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Si può dare un compito alla mente con la domanda – cos’è la mente? e lasciare semplicemente che i processi si svolgano. In questo modo, dopo un po’ si canalizzeranno le emozioni, i pensieri e le sensazioni superflue.

***

Bisogna ricordare che i metodi, spesso utilizzati per aumentare la concentrazione – attenzione, che sono contemporaneamente anche metodi di purificazione, vedi la concentrazione sulla fiamma della candela, su un punto, sui simboli (triangolo, quadrato, cerchio, croce…), possono dare risultati soltanto inizialmente e nel breve periodo, e non offrono effetti durevoli.

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Meditation (Zoran and Milica Gruicic)

The passage of the novel TIMELESS EXISTENCE – ZORAN AND MILICA GRUICIC

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MEDITATION

Meditation is a natural process, something with which you were born, is the essence of our being, our nature.

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Meditation is a natural process of individualisation of Consciousness, which is the spontaneous expression of our essence, of God
(Reality, Absolute, Self, Essence) in us – our ego.

***

To find the truth, the easiest way and the only one is through personal experience and meditation is a means tested to achieve this goal.

***

Meditation has two basic purposes:
1) make it possible to arrive at the answer: Who am I?, Or – what is my true identity?
2) offer evidence as to the response.

***

With the discovery of not only the physical body, mind and even consciousness, no longer the need to meditate and this means self-realization, as a state of Being in which we constantly discern reality from illusion.

***

The self as the ultimate goal of meditation is a state in which you have the knowledge to be one with God, and which can only be your goal and work.

***

Therefore, the final certainty (“test”) to receive nell’autoConoscenza in which identity is lost and there is no memory, because there are those who remember – we test ourselves to ourselves.

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The concept that up to achieve this state we are a destination and route through meditation, is an explanation of mind that comes from experiencing the separation of man from God

***

Free themselves from the idea of separation, and then the “false self” through meditation and then escape from the same meditation, leading to the elimination of ignorance.

***

Therefore, the approach must be integral to meditation: the knowledge and love connected to action.

***

The research as a form of self-expression and spontaneous impulse manifested through the question: Who am I, Where I come from? etc.. In essence this is the suspect on themselves.

***

The ‘I’ (l ‘”I am”) is inseparable from the mind and form and at the same time it disappears.

***

Over time, through the practice of meditation, thoughts are channeled, are reduced to some such and then one is left.

***

You must meditate often and regularly until it was caused by meditation becomes habitual and uninterrupted throughout the day.

***

Letting go leads to the elimination of unnecessary content of the mind.

***

Letting go does not mean the loss of concentration – attention, but their awareness in the process in which “observe” the
training – duration – the disappearance of emotions and thoughts. Initially this process of concentration requires effort, then with time the stress disappears completely.

***

In meditation you may receive different knowledge and this “now” and “now”, but do not forget that this is the cd knowledge of, so limited by time and space and transmitted to others, unlike the CD absolute knowledge that, however, we can not pass because “we ourselves have this knowledge, in which there is no subject (no” I “and” us “) and there who can pass it, and
nor to whom.

***

It can be argued that the approach to meditation must lead us through the question, what is destructive to channel and delete (destructive emotions and ideas), or must lead us to recognize
what is constructive to stimulate letting go.

***

We then abandoning the search and let go, to be one with God

***

In the initial phase of meditation, when the subject and object are divided, you can use techniques addressing attention to external objects that help to channel the vibrational-energy processes and bring the mind to calm down.

***

The next step must understand the subject and object are one and meditate on the object, whatever it is abstract or concrete, creates a sense of division, that of duality, upsetting the
natural state of Oneness.

***

Thus external objects disappear (which are nothing more than projections of our mind), when the observer (the witness) and the observer – become one.

***

The mind can not vanish and be transformed by itself, but when it seeks its origin by the question who am I, or through similar questions, it becomes spontaneously.

***

On the other hand, if you meditate with the help of observations – “I am God,” “I am the Reality”, “I am”, and so, in this way the mind naturally turns through the letting go .

***

Remember that you should be careful when there are frequent CD “Ecstatic experience” (experience of light, separation from the body …), because they are a sign of attachment to the very subtle mind.

***

The purification refers essentially to the purification of mind, because the purification of the body through fasting, the help of various exercises (yoga postures, breathing systems), the use of herbal medicine and other similar methods, if not accompanied by purification of the mind are only secondary processes.

***

The different methods of abstention – renouncing food, drinking, sex … they are worthless unless they are accompanied by “give up – channel” in
mind. The waiver may be only in relation to the ‘I’, not in rejecting the external objects.

***

The simple processes are when we turn to God (Reality, Absolute, Essence, Self); they bring itself to channeling of emotions and thoughts.

***

It is very important that the experiences or feelings that occur during meditation as a reaction to the question, do not become thought.

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Every time they appear other thoughts or feelings would be good to other continuously address their emotions and thoughts to God (Reality, Absolute, Essence, Self) repeating – I am God, I am the
Reality etc.. Because that channel the mind.

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You can give a task to mind the question – what is mind? and simply let the processes take place. In this way, after a while ‘is channeling the emotions, thoughts and feelings unnecessary.

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It must be remembered that the methods are often used to increase the concentration – attention, which are simultaneously purification methods, see the concentration on the flame of the candle on one point, the symbols (triangle, square, circle, cross, …) can give initially and only results in the short run, and offer no lasting effects.

Consapevolezza


Impara dall’acqua:
i torrentelli di montagna,
tra fessure e orridi,
scorrono chiassosi,
ma i grandi fiumi
fluiscono in silenzio.

(Sutta Nipâta, 720)

Listen to the sound of water.
Listen to the water running through chasms and rocks.
It is the minor streams that make a loud noise; the great waters flow silently.

-Sutta Nipata

Thich Nhat Hanh: “Il miracolo della presenza mentale”

Thich Nhat Hanh è uno dei Maestri spirituali più conosciuti e influenti del nostro tempo. La sua maniera mite e compassionevole di trasmettere gli insegnamenti e i metodi buddhisti al di là di ogni dogma e scuola, la sua profonda comprensione dei problemi della gente occidentale e il suo instancabile impegno per la pace e la giustizia sociale l’hanno fatto conoscere molto anche al di fuori degli ambienti buddhisti.
La “Scuola Dhyana di Plum Village” è stata iniziata da Thich Nhat Hanh e si insegna e pratica a Plum Village, Centro di meditazione nel sud della Francia da lui fondato. La Scuola trae origine dal buddhismo vietnamita ma ha ricevuto un’impronta tutta particolare e unica dalle esperienze, dalla pratica personale e dalla comprensione profonda di Thich Nhat Hanh.
Centrale per questa scuola è l’esercizio della consapevolezza, vivere coscientemente nel momento presente. Thây (che significa “maestro” in vietnamita) una volta ha così definito “le sette meraviglie della consapevolezza”:
1. La consapevolezza consiste nel far sorgere la nostra presenza autentica, lasciarci prendere vita nel qui ed ora ed entrare in contatto con le cose.
2. La consapevolezza ci fa riconoscere che la vita è già presente. Possiamo essere davvero in contatto con lei e darle significato e profondità.
3. La consapevolezza dona forza vitale all’oggetto della nostra osservazione, lo tocca e lo abbraccia. Questo ci dà nutrimento e guarigione.
4. La consapevolezza trasmette raccoglimento e concentrazione. Se siamo concentrati nella nostra quotidianità possiamo osservare più profondamente e capire meglio ogni cosa.
5. La consapevolezza rende possibile l’osservazione profonda e fa sì che riconosciamo meglio l’oggetto della nostra osservazione fuori e dentro di noi.
6. La consapevolezza conduce alla comprensione che viene dal profondo della nostra interiorità; porta alla chiarezza e favorisce così la disponibilità all’accettazione.
7. La consapevolezza conduce alla liberazione tramite la comprensione così raggiunta. Ovunque si pratichi la consapevolezza c’è vita, comprensione e compassione.

Thich Nhat Hanh: “The miracle of mindfulness”

Thich Nhat Hanh is one of the most popular and influential spiritual teachers of our time. His gentle and compassionate manner to convey the Buddhist teachings and methods beyond all dogma and school, her deep understanding of the problems of western people and his tireless commitment to peace and social justice they did know very well environments outside of the Buddhists.
The “Dhyana School of Plum Village” was initiated by Thich Nhat Hanh and teaching and practice at Plum Village Meditation Center in the south of France, which he founded. The school originated from the Vietnamese Buddhism but received an impression from the very special and unique experience, from personal practice and deep understanding of Thich Nhat Hanh.
Central to this school is the practice of mindfulness, living consciously in the present moment. Thay (meaning “teacher” in Vietnamese) once defined as “the seven wonders of awareness”:
1. Is to raise awareness of our authentic presence, let us come to life in the here and now and get in touch with things.
2. The knowledge makes us recognize that life is already present. We can be really in touch with her and give meaning and depth.
3. Awareness gives vital force to the object of our observation, touch him and hugs him. This gives us nourishment and healing.
4. Awareness transmits recollection and concentration. If we are focused in our daily lives we can look more deeply and understand everything.
5. The knowledge makes it possible to observe deep and makes better recognize the object of our observation in and out of us.
6. Awareness leads to understanding that comes from the depths of our inner life, brings clarity and helps you have the most acceptance.
7. Awareness leads to liberation through understanding thus achieved. Wherever there is life is practiced awareness, understanding and compassion.