Archivio | 11/01/2020

Mistero


Mistero

Io sono un gatto
e mentre la sera mi culla
vedo i topi ballare
Un movimento lieve
non sfugge il mio sguardo
plotoni di parole
che disegnano il contorno
di questo buffo percorso
dove la porta è aperta
per chi entra e chi fugge
senza neppure salutare

Io sono un sogno
che pennella lieve
fogli bianchi e rime
ancora da srotolare
colori proiettati
su pareti di cielo
dove le stelle
nel loro silenzio
racchiudono tutto
l’infinito mistero
senza bisogno di parole

26.07.2011 Poetyca

Mystery

I am a cat
and while the night rocks me
I see the dancing mice
A slight motion
does not escape my eye
platoons of words
that draw the outline
of this odd path
where the door is open
to who enters and escapes
without even say goodbye

I m a dream
that soft brush
white sheets and rhymes
yet to roll out
projected colors
walls of the sky
where the stars
in their silence
enclose all
the infinite mystery
without words

26.07.2011 Poetyca

Tempesta nel deserto


 

Tempesta del deserto

Passi sulla sabbia
fatica per andare avanti
dove tutto somiglia
ad un unico percorso
unica anche la ragione
per cercare senso
a questo deserto di voci

Non mi piego
e resta spalancato
questo umile cuore
ad accarezzare il vento
a non temere
quel che appare

Tempesta e miraggi
per capire chi resta fermo
chi ha seguito
il tuo stesso itinerario

Mi volto indietro
per accorgermi ora
di quanti si siano arresi
ai primi ostacoli
malgrado esaltanti intenti

Mancava la chiarezza
di chi fa seguire
la coerenze
a tutte le parole

Procedono
ad occhi chiusi
bandiere nella tempesta
non sanno scegliere
una vera direzione

15.03.2011 Poetyca


Desert Storm

Steps in the sand
effort to move forward
where everything looks like
a single path
also only reason
look for meaning
in this desert entries

I do not bend
and remains wide open
this humble heart
to caress wind
not to be afraid
about what appears

Storm and mirages
to see who remains still
who have followed
your same path

I look back
to realize now
how many have surrendered
to the early obstacles
despite thrilling purpose

Lacked clearness
who does follow
coherence
to all words

They proceed
eyes closed
like flags in the storm
they not choose
a real direction

15.03.2011 Poetyca

Lo stesso sentiero


Lo stesso sentiero
E poi
giorno dopo giorno
tu costruisci
un percorso nuovo
e riconosci stelle
da sogni di cartone
Punti il dito
all’immenso
per cercare
quella gioia
specchiata
in occhi
che accanto a te
scrutano
lo stesso sentiero

18.05 2017 Poetyca

The same path

And then
day after day
You build
a new route
and recognize stars
from cardboard dreams
point your finger
to the immense
to search
that joy
mirrored
in eyes
next to you
scrutinize
the same path

18.05 2017 Poetyca

Le vie del Dharma


Le vie del Dharma

Noi ci troviamo qui per approfondire il discorso sul Dharma: il Dharma definitivo è quello che si chiama Nirvana, la fine della sofferenza, la via per arrivare alla liberazione. Il Dharma, quindi, non è altro che la somma di tutti quei mezzi che portano alla liberazione, alla illuminazione: lo studio, l’ascolto e la contemplazione.
C’è un altro termine in sanscrito che prende il nome di Abidharma, e cioè la suprema realizzazione della natura. L’Abidharma è la diretta comprensione, il diretto apparire dell’ultima suprema comprensione dei fenomeni, quello che noi chiamiamo il supremo Dharma e cioè un mezzo definitivo per arrivare al Nirvana.
Quando parliamo del Dharma vuol dire che abbiamo a che fare con qualcosa che ci può condurre alla liberazione dalla sofferenza, alla liberazione dal Samsara.
Samsara e Nirvana sono due parti molto distinte: il Samsara è una grossa confusione, un ingarbugliamento; il Nirvana è uno stato mentale, uno stato di realizzazione in cui ogni cosa è chiara e limpida e non c’è confusione. Il fatto che noi stiamo cercando il Nirvana vuol dire che stiamo in uno stato di confusione. I mezzi per uscirne e raggiungere quello stato di realizzazione, di chiarezza, che è invece il Nirvana, sono chiamati appunto Abidharma.
L’Abidharma è l’ultima realizzazione della vacuità, è l’ultima realizzazione della realtà, è l’ultima realizzazione della reale natura delle cose. Il percorso è semplice: Samsara, Abidharma e poi Dharma, ovvero il Nirvana.
Questo è il livello convenzionale dell’Abidharma, al contrario del livello ultimo cioè quello della reale comprensione della vera natura delle cose. Quindi quello che chiamiamo l’Abidharma convenzionale, che è correlato con l’Abidharma tradizionale, sono tutti quei mezzi per raggiungere l’ultimo Abidharma. Tali mezzi sono lo studio e la contemplazione ed entrambi ci permettono di comprendere la reale natura delle cose.
In questo momento noi viviamo nel Samsara indipendentemente dal fatto che siamo Buddha, Arhat o Bodhisattva e vogliamo uscire fuori dal Samsara. I mezzi che ci permettono di uscire dal Samsara sono correlati al Karma, poiché noi viviamo nel Samsara a causa del Karma: per uscire dal Samsara, dobbiamo cambiare il nostro Karma, cioè il nostro lavoro personale, qualcosa di concreto. Tutto ciò che succede nel Samsara dipende dal Karma.
A volte ci domandiamo come è possibile che tante cose sono prodotte dal Karma, è qualcosa di difficile da immaginare.
Il Buddha ha detto che comprendere i funzionamenti sottili del Karma, è più difficile che comprendere il concetto di vacuità. Inoltre, ha anche detto che tutti gli esseri supremi, Bodhisattva e Arhat possono aver compreso i concetti della vacuità, ma come funziona la vacuità, comprendere i sottili livelli del Karma può farlo solo un Buddha. Quindi non possiamo aspettarci di comprendere tutto quello che riguarda il Karma, questo è impossibile. Farò comunque del mio meglio per cercare di spiegarlo.
Come possiamo comprendere che tutti i diversi aspetti, tutte le diverse cose sono prodotti dal Karma? Innanzitutto vediamo la definizione di “Karma”: secondo i testi classici tibetani, è uno stato mentale. Ci sono due livelli mentali: uno è la mente temporanea, e cioè la mente che appare e scompare, e l’altro è la mente principale.
Il Karma è collegato alla mente secondaria, cioè a quella mente che appare e scompare: per esempio, la rabbia appartiene alla mente secondaria e non a quella primaria perché noi non siamo sempre arrabbiati, ma questo stato mentale va e viene. Ciò non vuol dire che se noi non siamo arrabbiati abbiamo abbandonato la rabbia, poiché è dentro di noi, nelle nostre profondità e come se stesse in uno stato di sonno.
Questa è una caratteristica della mente temporanea, qualcosa che va e viene, appare e scompare, a seconda delle differenti condizioni. La mente secondaria può essere tradotta come intenzione. Questa intenzione accompagna ogni funzione mentale e ci sono cinque menti che praticano l’intenzione: la prima è la sensazione, la seconda è la concezione, la terza è l’intenzione, la quarta è l’ispirazione e infine la quinta è il contatto. Queste cinque menti onnipresenti sono quelle che accompagnano ogni funzione mentale. Per quanto riguarda la sensazione ci sono tre tipi di sensazioni: piacevole, non piacevole e neutra.
Possiamo dire che ogni cosa che io faccio è sempre accompagnata da intenzioni, da motivazioni. Anche gli stati mentali positivi come la comprensione e la benevolenza sono accompagnati da questi cinque stati mentali. Anche gli stati mentali negativi come la rabbia, e l’odio sono accompagnati da questi cinque stati mentali. Anche quando siamo arrabbiati c’è sempre una intenzione dietro la nostra rabbia. In quella intenzione c’è l’aspetto principale di quello che chiamiamo Karma.
Dal punto di vista psicologico è abbastanza chiaro come si crea il Karma. Se per esempio diamo del denaro a dei mendicanti in strada questo crea un buon Karma, ma come viene creato un buon Karma in quel momento? Perché in quel momento abbiamo una buona intenzione, una intenzione positiva che crea quello che viene chiamato il buon Karma.
Il fatto di produrre frutti spirituali è molto più potente del produrre aspetti materiali.
Il Buddha fa l’esempio del seme di sesamo che è molto piccolo però può produrre un grande albero. Lo stesso vale per noi una piccola intenzione positiva può produrre un grande frutto.
Quindi è chiaro come sia possibile produrre un buon Karma. Non è qualcosa a cui noi dobbiamo dare una fiducia cieca: si può sperimentare. Il Karma positivo crea risultati positivi, il Karma negativo crea risultati negativi. Se qualcuno crea un Karma negativo questo non scomparirà mai e darà sempre i suoi frutti.
Ci sono quattro caratteristiche del Karma: la prima è la certezza del Karma (è certo che un Karma positivo crea un risultato positivo e viceversa), la seconda è che noi non incontriamo mai nessun tipo di Karma che non sia stato creato da noi stessi (questo vuol dire che se hai creato un Karma positivo o negativo io non posso sperimentarlo al tuo posto, ma è tua piena responsabilità), la terza caratteristica è che se noi creiamo un Karma positivo o negativo questo non scomparirà, non andrà perduto.
Ci sono delle eccezioni, dei metodi che hanno la possibilità di cambiare o di estinguere il Karma, però questo non è affatto facile. La quarta caratteristica è che un piccolo Karma positivo può generare un grande frutto. Queste quattro caratteristiche del Karma sono la base dell’insegnamento del Buddha.
L’insegnamento del Buddha si può condensare in tre semplici versi: fare del bene, non fare del male e cercare di addestrare la mente. Il risultato delle cose cattive è la sofferenza. Il risultato delle cose positive è la felicità. Queste cose sia che siano positive che negative, buone o cattive dipendono dalla nostra intenzione mentale e cioè dal Karma.
Cercare di addestrare la mente, cercare di dominare la mente vuol dire dominare le nostre intenzioni, rivolgerle al positivo. Quindi nel verso che dice di non fare delle cose cattive, non fare del male, Buddha condensa tutto il suo insegnamento che riguarda l’etica. Se si dimora nella moralità, nell’etica, sarà impossibile fare delle cose cattive. Il primo verso dice: “Fai cose buone, fai del bene” in quel verso è condensato l’insegnamento del Buddha per quel che riguarda la concentrazione. La principale sostanza della concentrazione è la consapevolezza mentale, se qualcuno vigila nella consapevolezza, farà delle cose buone.
Quando noi perdiamo la nostra consapevolezza, facciamo cose sbagliate, cose cattive. Il terzo verso dice “Cerca di dominare la tua mente”, in quel verso è concentrato l’insegnamento del Buddha per quel che riguarda la saggezza, cercando di sviluppare le tue qualità positive. Quindi la saggezza vuol dire cercare di determinare bene ciò che è sbagliato e ciò che è positivo. Noi commettiamo degli errori perché non abbiamo una visione chiara. Al contrario se noi avessimo una visione chiara di ciò che è buono e di ciò che è cattivo ci asterremmo dal commettere errori. Quindi bisogna avere una buona base di moralità e sviluppare la concentrazione.
Una volta che si è ottenuta la moralità e la concentrazione si sviluppa la saggezza. Nell’insegnamento del Buddha sono molto famosi i cinque precetti fondamentali. Essere radicati nei cinque precetti vuol dire evitare di essere coinvolti nelle cose negative. Inoltre ci sono le dieci azioni virtuose e le dieci azioni non virtuose e queste a loro volta sono suddivise in tre categorie: le azioni verbali, le azioni fisiche e le azioni mentali. Le azioni principali sono le azioni mentali: dalle azioni positive o negative di tipo mentale derivano le azioni fisiche e poi le azioni verbali.
Credo che per ora sia meglio fermarci qui.

Lama Geshe Gedun Tharcin


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The ways of the Dharma

We are here to deepen the discourse on Dharma: Dharma is what is called final Nirvana, the end of suffering, the way to achieve liberation. Dharma, therefore, is nothing more than the sum of all the means that lead to the release, the lighting: the study, listening and contemplation.
Is there another word in Sanskrit is called Abidharma, that is the supreme creation of nature. The Abidharma is the direct understanding, the direct appearance of the last supreme understanding, what we call the supreme Dharma and that the final half to get to Nirvana.
When we speak of the Dharma means that we are dealing with something that can lead to liberation from suffering, liberation from Samsara.
Samsara and Nirvana are two very distinct parts: the Samsara is a big confusion, garbled, Nirvana is a state of mind, a state of creation where everything is clean and clear and there is no confusion. The fact that we are seeking Nirvana means that we are in a state of confusion. The means to get out and reach that state of realization, clarity, which actually is the Nirvana, I just called Abidharma.
The Abidharma is the final realization of emptiness, is the latest realization of reality, is the final realization of the true nature of things. The route is simple: Samsara, and then Abidharma Dharma, or Nirvana.
This is the conventional level dell’Abidharma, unlike the last level, namely the real understanding of the true nature of things. So what we call the conventional Abidharma, which correlates with the traditional Abidharma have all the means to reach the last Abidharma. These means are the study and contemplation, and both help us understand the real nature of things.
Right now we live in Samsara whether we are Buddha, Bodhisattva and Arhat, or want to come out of Samsara. The means that allow us to get out of Samsara are related to the Karma, since we live in because of Samsara Karma: to exit from Samsara, we must change our karma, our own work, something concrete. Everything that happens depends in Samsara Karma.
Sometimes we wonder how it is possible that many things are produced by karma, is something difficult to imagine.
The Buddha said that understanding the subtle workings of karma, it is more difficult to understand the concept of emptiness. In addition, he also said that all supreme beings, Bodhisattvas and Arhat may have understood the concepts of emptiness, but how does the emptiness, understand the subtle levels of Karma can only do a Buddha. So we can not expect to understand everything about the Karma, this is impossible. I’ll still try my best to explain it.
How can we understand that all the different aspects, all other things are produced by Karma? First we see the definition of “Karma”: according to classical Tibetan texts, is a state of mind. There are two levels of mind: a mind is only temporary, and that is the mind that appears and disappears, and the other is the mastermind.
Karma is connected to the secondary mind, namely the mind that appears and disappears, for example, anger belongs to the mind and not secondary to the primary because we’re not always angry, but this state of mind comes and goes. This does not mean that if we are not mad we dropped out of anger, because it is within us, in our depth and as if in a state of sleep.
This is a temporary feature of the mind, something that comes and goes, comes and goes, depending on different conditions. The mind can be translated as secondary intention. This plan accompanies every mental function, and there are five minds engaged in the intention: the first is the feeling, the second is the concept, the third is the intention, the fourth is the inspiration and finally the fifth is the contact. These ubiquitous five minds are those that accompany any mental function. As for the feeling there are three kinds of feelings: pleasant, unpleasant and neutral.
We can say that everything I do is always accompanied by intention, by reasons.Even positive mental states such as understanding and goodwill are accompanied by these five states of mind. Even the negative mental states such as anger, hatred are accompanied by these five states of mind. Even when we are angry there is always an intention behind our anger. In the intention is the main aspect of what we call Karma.
From the psychological point of view is quite clear how you create the Karma. For example, if we give money to beggars in the street it creates good karma, but how you create good karma in that moment? Because at that time we have a good intention, a positive intention that creates what is called good karma.
Producing spiritual fruit is much more powerful aspects of producing materials.
The Buddha gives the example of sesame seed which is very small but can produce a large tree. The same applies to a small positive intent we can produce a great result.
So it is clear that it is possible to produce good karma. It is not something to which we must give a blind trust: you can experiment. Karma positive creates positive, negative creates negative karma. If someone creates a negative karma that will never disappear and will always bear fruit.
There are four characteristics of Karma: the first is the certainty of Karma (Karma is certain that a positive creates a positive result and vice versa), the second is that we never meet any kind of Karma that has not been created by ourselves ( This means that if you have a positive or negative karma I can not test it for you, but it is your full responsibility), the third characteristic is that if we create a positive or negative karma that will not disappear, it will be lost.
There are exceptions, the methods that have the ability to change or extinguish the Karma, but this is not easy. The fourth characteristic is that a small positive Karma can generate an abundance of fruit. These four characteristics of the Karma are the teaching of the Buddha.
The Buddha’s teaching can be condensed into three simple ways: to do good, do no harm and try to train the mind. The result of the bad things is suffering. The result of the positive things is happiness. These are things that are positive and negative, good or bad depends on our intention and that is the mental Karma.
Trying to train the mind, seek to dominate the mind means to dominate our intentions, to ask the positive. Then in verse that says not to do bad things, do no harm, Buddha condensing all his teaching concerning ethics. If you stay in morality, ethics, it will be impossible to do bad things. The first verse says: “Do good things, do good” in that it is condensed into the Buddha’s teaching with regard to the merger. The main ingredient is the concentration of mental awareness, if anyone watches in awareness, make good things.
When we lose our awareness, we do wrong things, bad things. The third verse says, “Try to dominate your mind,” that verse is concentrated in the Buddha’s teaching with regard to the wisdom, seeking to develop your positive qualities. So the wisdom means trying to determine clearly what is wrong and what is good. We make mistakes because we do not have a clear vision. Conversely, if we had a clear vision of what is good and what is bad we abstain from making mistakes. So you have to have a good basis for morality and develop concentration.
Once we obtained the morality and concentration develops wisdom. In the teaching of the Buddha are very famous five basic precepts. Being rooted in the five precepts means to avoid being involved in negative things. In addition, there are ten good deeds and the ten non-virtuous actions, and these in turn are divided into three categories: verbal actions, physical actions and mental acts. The main actions are the actions of mind: the positive actions and negative actions result in a mental and physical actions and verbal.
I think it is better to stop here for now.

Lama Geshe Gedun Tharcin

Macchia di colore


Macchia di colore

Tutto è grigio intorno
nessun suono intona
il senso delle cose
io sono solo
il suono del mio passo
Ricordi ricadono
come polvere
di un tempo già percorso

Una rosa
macchia di colore
respira e regala
la sua fragranza
dove chi apre il cuore
sa essere rosso e foglia:
aurora dentro un respiro
che regala sorriso
a chi lo sa ascoltare

20.03.2011 Poetyca

Spot color

Everything is gray around
no sound sings
the sense of things
I’m just
the sound of my step
Memories fall
as dust
of a time already gone

A rose
splash of color
breathes and gives
its fragrance
where who open own heart
knows to be red and leaf:
sunrise in a breath
that gives smile
to who can listen it

20.03.2011 Poetyca

Fervido, recondito


Fervido, recondito

Lentamente
mi volgo ad osservare
cose che mai posso dire
Se di celate sembianze
paiono
Come lontane amnesie
sconosciute
Ma vissute
Tra lacrime
e nervoso
Mi getto a calpestare
livido e corroso passato
Ch’è stato
meglio scordare
ora
Sensazioni
d’inverno
freddo
E crudeli mortali
accenni
A vivere
una giovine
anzianità
Dove chi crede non aspetta
di crescere
e comunque ringrazio

Giuseppe Bustone

Passi – Steps


Passi💮

Tu avanzi
e guardi
i passi
che hai fatto
Attendi
ancora
un barlume
di luce
Scruti
il cielo
ed ascolti
il cuore
Come gocce
in un distillato
tutto ti nutre
oltre il tempo
Ama
e sarai riamato
senza mai mollare
perché tutto è amore

30.12.2019 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮Steps

You go forward
and look
the steps
what have you done
wait
yet
a glimmer
of light
scrutinize
the sky
and listen
the heart
Like drops
in a distillate
everything feeds you
beyond the time
Loves
and you will be loved in return
without ever giving up
because everything is love

30.12.2019 Poetyca

La ricerca interiore


La divinità

C’era un tempo in cui tutti gli uomini erano dei, ma abusavano talmente tanto della loro divinità che Brahma, capo degli dei, decise di togliere loro la potenza divina e nasconderla dove non l’avrebbero mai trovata.
Dove nascondarla divenne quindi il grande problema.
Quando gli dei minori furono chiamati a consiglio per valutare questo problema, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”.
Ma Brahma disse: “No, questo non basta perchè l’uomo scaverà e la troverà”.
Allora dissero gli dei: “Bene, allora affonderemo la sua divinità nell’oceano più profondo”.
Ma Brahma gli rispose ancora: “No, perchè prima o poi l’uomo esplorerà le profondità dell’oceano e sarà certo che un giorno la troverà e la riporterà in superficie per sempre”.
Allora gli dei conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perchè sembra che non ci sia nessun posto sulla terra o nel mare dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”.
Allora Brahma disse: “Ecco cosa faremo con la divinità dell’uomo: la nasconderemo profondamente in lui stesso perchè non penserà mai a cercarla lì”.
E da allora, l’uomo è andato su e giù per la terra esplorando, arrampicandosi, tuffandosi e scavando, cercando qualcosa che è già dentro di lui

Leggenda Indù

L’insegnamento

Insegnamento sul respiro

Quando sei consapevole del tuo repiro
sei totalmente impegnato ad imparare te stesso.

Stai imparando come il tuo Corpo-Mente reagisce
nel suo personale ed unico modo.

Desboo-ngoh

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Possiamo essere aperti, liberi da condizionamenti
e concentrati su Corpo – Mente
nelle sue azioni e reazioni,
per poi apprendere la manifestazione di quel che siamo.
Fare pratica è condurre l’attenzione al momento presente.
è viverci,per comprendere la nostra unicità,
un percorso limpido e non condizionato.

testo tratto da: 

Il Fiore di Bodhidharma

Poetyca

07.07.2010 Poetyca

Divinity

There was a time when all men were gods, but they abused so much of their deities Brahma, chief of the gods, decided to deprive them of their divine power and hide where they would not have ever found.
Where to hide it then became the big problem.
When the children were called in council to evaluate this issue, said, “we will bury man’s divinity deep in the earth.”
But Brahma said, “No, this is not enough because the man will dig and find it.”
Then the gods said: “Well, then sink his divinity deep in the ocean.”
But Brahma replied again: “No, because sooner or later man will explore the ocean depths to be sure that one day will find it and bring back to the surface for ever.”
Then the gods concluded: “We do not know where to hide it, because it seems that there is no place on earth or the sea where the man could not possibly achieve it.”
Then Brahma said, “That’s what we do with the divinity of man: the hiding deep in him why do not you ever think to look there.”
Since then, the man went up and down the land exploring, climbing, diving and digging, looking for something that is already inside of him

Hindu legend

Teaching

Teaching breath

When you are aware of your Respirable
you are totally committed to learning yourself.

You’re learning how your body reacts Mind
in his personal and unique way.

Desboo-ngoh

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We can be open, free from conditioning
and concentrates on the Body – Mind
in his actions and reactions,
then learn the manifestation of what we are.
Practice is to conduct the focus at present.
is live, to understand our uniqueness,
clear a path and not conditional.

Poetyca

07.07.2010 Poetyca

text taken from  

Il Fiore di Bodhidharma

Nella filosofia buddista e la psicologia, la mente e il corpo non sono entità separate. Anche i testi medici della cultura buddista curare la mente e il corpo come parte di un intero spettro. Curare e calmare la mente e il corpo è guarito e calmato, l’inverso si applica anche. Buddisti tibetani, in particolare, hanno studiato e praticato la salute psico-fisica. Per capire questo “ecosistema” di interdipendenza, l’uso della “mente” termini e hanno bisogno di “corpo” di essere definite in modo buddista.

Per il buddista, il concetto della mente è molto più ampio di comprensione occidentale.
“La mente è definita nel buddismo come un fenomeno non-fisico che percepisce, pensa, riconosce, esperienze e reagisce all’ambiente.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche ricorda che la mente, come uno specchio, riflette chiaramente gli oggetti. Il sistema immunitario è la mente del corpo stesso. Si evidenzia come sano stati emotivi promuovere la salute e le emozioni negative portano malattie. In molti modi, questo interpretion buddista della mente prende in considerazione il funzionamento dell’intero sistema nervoso centrale. Solo la meditazione può esplorare e stabilizzare la mente, e, per impostazione predefinita, contemporaneamente, il corpo.

Il corpo, al buddista, è tutto ciò che è soggetta a fenomeni fisici, compresa l’espressione fisica in reazione ad uno stimolo. In tal modo, il corpo comprende il dolore fisico ed emotivo. Questa interpretazione estensiva della nozione di “corpo” identifica chiaramente il motivo per cui è difficile, per un buddista, alla mente e corpo separato. Per il pensiero occidentale, il dolore emotivo è più una mentalità piuttosto che una funzione del corpo. Eppure, per il buddista, il dolore emotivo si verifica quando la mente non riesce ad elevarsi al di sopra negatività, che porta sulla malattia del corpo. I due sono collegati tra loro.

Per i buddisti corpo, la mente “consapevolezza” = coscienza. Gli stati fisici, mentali e spirituali costantemente interagire nel regno della coscienza. La prospettiva occidentale che la coscienza emerge dalla attività del cervello, per il buddista, pari a una stretta prospettiva “materialista”. Attraverso la meditazione, il Buddista ritiene che un “consapevolezza intrinseca” in grado di sviluppare al di là del cervello e la percezione sensoriale.

Buddisti tibetani individuare otto tipi di coscienza:
* Shi Kun è il livello universale. Qui, “sé” si distingue dagli oggetti di consapevolezza.
* Sems è il livello di pensiero o di cognizione.
* 6 Sensi cognizione è il 6 ° senso, il coordinamento vista, udito, gusto, olfatto e tatto.

Buddisti sostengono che il loro sistema di credenze è una scienza spirituale. In altre parole, è “verificabile”. Nel 1940, uno studio era fatto di studenti dell’Università di Harvard. Sulla base delle loro personali, saggi di riflessione, gli studenti sono stati classificati come pessimisti o ottimisti. La loro salute è stata esaminata la storia 30 anni dopo. Pessimisti, con il loro 40, aveva una gamma più grave delle malattie e problemi di salute rispetto ai loro omologhi ottimista. Questo è solo uno di una serie di studi dimostrando una stretta correlazione tra salute mentale e fisica. Inoltre, accumulando prove che dimostrano che è malattia mentale in grado di avviare malessere fisico. Rabbia, ansia e depressione sono sempre più riconosciuta come veleni emozionale del corpo.

Sviluppare “sati” o consapevolezza e togliere il focus su “sé”. Poi, nel modo in cui buddista, la mente e il corpo possono essere sincronizzati e sani. Non ci può essere Illuminismo, quando il corpo e la mente sono visti come separati. Per un buddista, mente e corpo sono un tutt’uno. Esse devono essere!

Fonti
om http://www.healing.about.c
rg http://www.buddhism.kalachakranet.o
http://www.maithri.com
http://www.lifepositive.com
http://www.scienc e-spirit.org

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In Buddhist philosophy and psychology, the mind and body are not separate entities. Even the medical texts of Buddhist culture treat the mind and body as part of a whole spectrum. Heal and calm the mind, and the body is healed and calmed; the reverse applies also. Tibetan Buddhists, in particular, have studied and practiced psycho-physical health. To understand this “ecosystem” of interdependence, the use of the terms “mind” and “body” need to be defined in the Buddhist way.

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To the Buddhist, the concept of the mind is far broader than Western understanding.
“Mind is defined in Buddhism as a non-physical phenomenon which perceives, thinks, recognises, experiences and reacts to the environment.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche points out that the mind, like a mirror, clearly reflects objects. The immune system is the body’s own mind. It highlights how wholesome emotional states promote health and negative emotions bring illness. In many ways, this Buddhist interpretion of the mind takes into account the whole workings of the central nervous system. Only meditation can explore and stabilize the mind, and, by default, simultaneously, the body.

The body, to the Buddhist, is all that is prone to physical phenomena, including physical expression in reaction to a stimulus. Thereby, the body includes physical and emotional pain. This broad interpretation of the term “body” clearly identifies why it is difficult, for a Buddhist, to separate mind and body. To Western thinking, emotional pain is more a mind-set rather than a body function. Yet, for the Buddhist, emotional pain occurs when the mind fails to rise above negativity; it brings on body sickness. The two are inter-connected.

For the Buddhist, mind + body + “awareness” = consciousness. Physical, mental and spiritual states constantly interact in the realm of consciousness. The Western perspective that consciousness emerges from brain activity, for the Buddhist, amounts to a narrow, “materialistic” perspective. Through meditation, the Buddhist believes that an “intrinsic awareness” can develop beyond brain and sensory perception.

Tibetan Buddhists identify 8 kinds of consciousness:
* Kun shi is the universal level. Here, “self” is distinct from objects of awareness.
* Sems is the thought or cognition level.
* 6 Senses Cognition is the 6th sense, co-ordinating sight, hearing, taste, smell and touch.

Buddhists claim that their belief system is a spiritual science. In other words, it is “testable”. In the 1940’s, a study was made of students at Harvard University. Based on their personal, reflective essays, students were classified as pessimists or optimists. Their health history was examined 30 years later. Pessimists, by their 40’s, had a more serious range of diseases and health problems than their optimistic counterparts. This is only one of a number of studies proving a close correlation between mental and physical health. Further, accumulating evidence is showing that mental ill health can initiate physical ill health. Anger, anxiety and depression are becoming recognized as emotional poisons of the body.

Develop “sati” or mindfulness and remove the focus on “self”. Then, in the Buddhist way, the mind and body can be synchronized and healthy. There can be no Enlightenment when the body and mind are viewed as separate. For a Buddhist, mind and body are one. They MUST be one!

Sources
http://www.healing.about.c om
http://www.buddhism.kalachakranet.o rg
http://www.maithri.com
http://www.lifepositive.com
http://www.scienc e-spirit.org

Risveglio dalla prigione


Risveglio dalla prigione

Scambio attimi
molecole di vita
nella salsedine
di lacrime di attesa

Percorso di crescita
come piccolo essere
di questo universo

Respiro
espando
aria che entra
è questo il senso
del mio essere qui?
Raccolgo
contraggo
per trattenere tutto
ed ancora non comprendo
cosa accade davvero?

Flusso di attimi
in intercambio
dove il dono ricevuto
scintilla senza tempo
amplifica l’ampiezza
del suo raggio

Seduta sul cuore
ascolto il battito
e metto a tacere
tutte le parole

Vibrante nucleo
sprigiona la sua forza
luce azzurrina
che accarezza i passi
sulla sponda di questo essere
che accoglie e tace
nel risveglio dalla prigione

Illusioni perdono colore
sbiadite immagini
che sono slancio
per innalzarsi
oltre le pareti del timore

Prendo le redini
e il respiro è soffio
di vita che espande amore

18.03.2011 Poetyca


Awakening from prison

Exchanging moments
molecules of life
in salt water
tears of waiting

Path of growth
to be as smaller
of this universe

Breathing
I expand
Air entering
this is the meaning
of my to be here?
I collect
contracting
to retain all
and still do not understand
something actually happens?

Stream of moments
in interchange
where the gift received
spark timeless
amplifies the amplitude
of his range

Sitting on the heart
I listen to beat
and I silence
all words

Vibrant core
unleashes its power
blue light
that caresses the steps
on the bank of this being
accommodating and keeps silent
in wake of the prison

Illusions losting color
faded images
which are impulse
to rising
beyond the walls of fear

I take the reins
and the breath is blowing
of life that expanding love

18.03.2011 Poetyca

Il vecchio e l’asino


Il Vecchio e l’Asino
Un giorno un vecchio contadino col suo giovane nipotino intrapresero un viaggio. Come mezzo di trasporto avevano un asinello. Il vecchio fece salire il nipotino sull’animale e iniziarono a camminare. Lungo il percorso sentirono commentare delle persone: “Guardate quel ragazzo quanto è maleducato, lui sull’asino e il povero vecchio a piedi che lo tira, che vergogna!”. Udendo questo, il vecchio fece scendere il bambino dall’asino e salì lui. Dopo qualche metro però incontrarono un altro gruppo di persone che disse ad alta voce: “Guardate che sfacciato quel tipo, lascia che il ragazzino tiri l’asino mentre lui se ne sta comodamente in groppa, che vergogna!”. Il contadino allora disse al nipote di salire sull’asinello anche lui, ma poco più avanti udirono un nuovo gruppo di persone commentare: “Guardate quei due, conun asinello così piccolo gli stanno sopra entrambi, finiranno per sfiancarlo, che vergogna!”. A queste parole il vecchio scese dall’asinello e fece scendere anche il nipote, poi si incamminarono a piedi, tirando l’asino, ma non passò molto tempo che udirono nuovamente i commenti della gente:”Guardate quei due, vanno a piedi anche se hanno un asino a disposizione, che stupidi!”
Quando facciamo qualcosa facciamolo per noi, non per compiacere gli altri;
se nelle nostre scelte cercheremo l’approvazione altrui non l’otterremo mai.

Da Jean de La Fontaine

The Old Man and the Donkey
One day an old farmer with his young grandson embarked on a journey. As a means of transportation had a donkey. The old man made up his grandson on the animal and began to walk. Along the way they heard people comment: “Look at that guy because it is rude, his donkey and the old man on foot and pulls him, what a shame.” Hearing this, the old man down the boy and the donkey got him. After a few meters, however, encountered another group of people who said loudly: “Look at that cheeky kind, let the kid throws the ass while he is sitting comfortably on my back, what a shame.” The farmer then told his nephew to go sull’asinello too, but little later they heard a new group of people commenting: “Look at those two, CONUN the donkey so small they are above both, will eventually sfiancarlo, what a shame.” A these words the old man fell dall’asinello and brought down his nephew, then walked on foot, pulling the donkey, but it was not long before they heard again, people had to say: “Look at those two, go on foot, although they available to an ass, that stupid! “
When we do let’s do something for us, not to please others;
whether in our choices we will not get the approval of others never.

By Jean de La Fontaine

Ascolto – Listen


💮Ascolto💮

Ogni persona
ha qualcosa
da raccontare
da condividere
e ascoltare
è accogliere
il dono
che viene fatto
Allora è importante
anche il silenzio
tra le parole
per dare più valore
a quello che si dice
e per accogliere
con l’ascolto
quanto ci viene offerto

28.12.2019 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮Listen

Each person
has something
to tell
to share
and listen
is to welcome
the gift
that is done
Then it’s important
even silence
between words
to give more value
to what is said
and to welcome
by listening
it is offered to us

28.12.2019 Poetyca

Frammenti di vita consapevole


Frammenti di vita consapevole

…Presto cominciai a respirare aria nuova. Ero felice per il solo fatto di esistere. Questo perché avevo finalmente imparato ad accettarmi. credo che questo sia la cosa più difficile: Accettarsi ed amarsi.

Giuseppe Bustone

Cooperazione – Cooperation – Dalai Lama


💮Cooperazione💮

Non solo le più alte
forme di vita ma
anche molti
degli insetti più piccoli
sono esseri sociali che,
senza alcuna religione,
legge o istruzione,sopravvivono
con la cooperazione reciproca
basata su un riconoscimento innato
della loro interconnessione.

Dalai Lama XIV
💮🌿💮#pensierieparole
💮Cooperation

Not only higher
forms of life but
also many of
the smallest insects
are social beings who,
without any religion,
law or education,
survive by mutual cooperation
based on an innate recognition
of their interconnectedness.

Dalai Lama XIV

Una perla al giorno – Buddha


rosone6.jpg

Proprio come I tesori sono svelati dalla terra,
così la virtù appare dalle buone azioni, e la
saggezza appare da una mente pura e pacifica.
Per camminare in modo sicuro attraverso il
labirinto della vita umana, occorre la luce della
saggezza e la guida della virtù.

Buddha

Just as treasures are revealed from the earth,
so virtue appears from good deeds, and
wisdom appears from a pure and peaceful mind.
To walk safely through the
maze of human life, it must be the light of the
wisdom and the guidance of virtue.

Buddha