Archivio | 11/01/2020

Mistero


Mistero

Io sono un gatto
e mentre la sera mi culla
vedo i topi ballare
Un movimento lieve
non sfugge il mio sguardo
plotoni di parole
che disegnano il contorno
di questo buffo percorso
dove la porta è aperta
per chi entra e chi fugge
senza neppure salutare

Io sono un sogno
che pennella lieve
fogli bianchi e rime
ancora da srotolare
colori proiettati
su pareti di cielo
dove le stelle
nel loro silenzio
racchiudono tutto
l’infinito mistero
senza bisogno di parole

26.07.2011 Poetyca

Mystery

I am a cat
and while the night rocks me
I see the dancing mice
A slight motion
does not escape my eye
platoons of words
that draw the outline
of this odd path
where the door is open
to who enters and escapes
without even say goodbye

I m a dream
that soft brush
white sheets and rhymes
yet to roll out
projected colors
walls of the sky
where the stars
in their silence
enclose all
the infinite mystery
without words

26.07.2011 Poetyca

Tempesta nel deserto


 

Tempesta del deserto

Passi sulla sabbia
fatica per andare avanti
dove tutto somiglia
ad un unico percorso
unica anche la ragione
per cercare senso
a questo deserto di voci

Non mi piego
e resta spalancato
questo umile cuore
ad accarezzare il vento
a non temere
quel che appare

Tempesta e miraggi
per capire chi resta fermo
chi ha seguito
il tuo stesso itinerario

Mi volto indietro
per accorgermi ora
di quanti si siano arresi
ai primi ostacoli
malgrado esaltanti intenti

Mancava la chiarezza
di chi fa seguire
la coerenze
a tutte le parole

Procedono
ad occhi chiusi
bandiere nella tempesta
non sanno scegliere
una vera direzione

15.03.2011 Poetyca


Desert Storm

Steps in the sand
effort to move forward
where everything looks like
a single path
also only reason
look for meaning
in this desert entries

I do not bend
and remains wide open
this humble heart
to caress wind
not to be afraid
about what appears

Storm and mirages
to see who remains still
who have followed
your same path

I look back
to realize now
how many have surrendered
to the early obstacles
despite thrilling purpose

Lacked clearness
who does follow
coherence
to all words

They proceed
eyes closed
like flags in the storm
they not choose
a real direction

15.03.2011 Poetyca

Lo stesso sentiero


Lo stesso sentiero
E poi
giorno dopo giorno
tu costruisci
un percorso nuovo
e riconosci stelle
da sogni di cartone
Punti il dito
all’immenso
per cercare
quella gioia
specchiata
in occhi
che accanto a te
scrutano
lo stesso sentiero

18.05 2017 Poetyca

The same path

And then
day after day
You build
a new route
and recognize stars
from cardboard dreams
point your finger
to the immense
to search
that joy
mirrored
in eyes
next to you
scrutinize
the same path

18.05 2017 Poetyca

Le vie del Dharma


Le vie del Dharma

Noi ci troviamo qui per approfondire il discorso sul Dharma: il Dharma definitivo è quello che si chiama Nirvana, la fine della sofferenza, la via per arrivare alla liberazione. Il Dharma, quindi, non è altro che la somma di tutti quei mezzi che portano alla liberazione, alla illuminazione: lo studio, l’ascolto e la contemplazione.
C’è un altro termine in sanscrito che prende il nome di Abidharma, e cioè la suprema realizzazione della natura. L’Abidharma è la diretta comprensione, il diretto apparire dell’ultima suprema comprensione dei fenomeni, quello che noi chiamiamo il supremo Dharma e cioè un mezzo definitivo per arrivare al Nirvana.
Quando parliamo del Dharma vuol dire che abbiamo a che fare con qualcosa che ci può condurre alla liberazione dalla sofferenza, alla liberazione dal Samsara.
Samsara e Nirvana sono due parti molto distinte: il Samsara è una grossa confusione, un ingarbugliamento; il Nirvana è uno stato mentale, uno stato di realizzazione in cui ogni cosa è chiara e limpida e non c’è confusione. Il fatto che noi stiamo cercando il Nirvana vuol dire che stiamo in uno stato di confusione. I mezzi per uscirne e raggiungere quello stato di realizzazione, di chiarezza, che è invece il Nirvana, sono chiamati appunto Abidharma.
L’Abidharma è l’ultima realizzazione della vacuità, è l’ultima realizzazione della realtà, è l’ultima realizzazione della reale natura delle cose. Il percorso è semplice: Samsara, Abidharma e poi Dharma, ovvero il Nirvana.
Questo è il livello convenzionale dell’Abidharma, al contrario del livello ultimo cioè quello della reale comprensione della vera natura delle cose. Quindi quello che chiamiamo l’Abidharma convenzionale, che è correlato con l’Abidharma tradizionale, sono tutti quei mezzi per raggiungere l’ultimo Abidharma. Tali mezzi sono lo studio e la contemplazione ed entrambi ci permettono di comprendere la reale natura delle cose.
In questo momento noi viviamo nel Samsara indipendentemente dal fatto che siamo Buddha, Arhat o Bodhisattva e vogliamo uscire fuori dal Samsara. I mezzi che ci permettono di uscire dal Samsara sono correlati al Karma, poiché noi viviamo nel Samsara a causa del Karma: per uscire dal Samsara, dobbiamo cambiare il nostro Karma, cioè il nostro lavoro personale, qualcosa di concreto. Tutto ciò che succede nel Samsara dipende dal Karma.
A volte ci domandiamo come è possibile che tante cose sono prodotte dal Karma, è qualcosa di difficile da immaginare.
Il Buddha ha detto che comprendere i funzionamenti sottili del Karma, è più difficile che comprendere il concetto di vacuità. Inoltre, ha anche detto che tutti gli esseri supremi, Bodhisattva e Arhat possono aver compreso i concetti della vacuità, ma come funziona la vacuità, comprendere i sottili livelli del Karma può farlo solo un Buddha. Quindi non possiamo aspettarci di comprendere tutto quello che riguarda il Karma, questo è impossibile. Farò comunque del mio meglio per cercare di spiegarlo.
Come possiamo comprendere che tutti i diversi aspetti, tutte le diverse cose sono prodotti dal Karma? Innanzitutto vediamo la definizione di “Karma”: secondo i testi classici tibetani, è uno stato mentale. Ci sono due livelli mentali: uno è la mente temporanea, e cioè la mente che appare e scompare, e l’altro è la mente principale.
Il Karma è collegato alla mente secondaria, cioè a quella mente che appare e scompare: per esempio, la rabbia appartiene alla mente secondaria e non a quella primaria perché noi non siamo sempre arrabbiati, ma questo stato mentale va e viene. Ciò non vuol dire che se noi non siamo arrabbiati abbiamo abbandonato la rabbia, poiché è dentro di noi, nelle nostre profondità e come se stesse in uno stato di sonno.
Questa è una caratteristica della mente temporanea, qualcosa che va e viene, appare e scompare, a seconda delle differenti condizioni. La mente secondaria può essere tradotta come intenzione. Questa intenzione accompagna ogni funzione mentale e ci sono cinque menti che praticano l’intenzione: la prima è la sensazione, la seconda è la concezione, la terza è l’intenzione, la quarta è l’ispirazione e infine la quinta è il contatto. Queste cinque menti onnipresenti sono quelle che accompagnano ogni funzione mentale. Per quanto riguarda la sensazione ci sono tre tipi di sensazioni: piacevole, non piacevole e neutra.
Possiamo dire che ogni cosa che io faccio è sempre accompagnata da intenzioni, da motivazioni. Anche gli stati mentali positivi come la comprensione e la benevolenza sono accompagnati da questi cinque stati mentali. Anche gli stati mentali negativi come la rabbia, e l’odio sono accompagnati da questi cinque stati mentali. Anche quando siamo arrabbiati c’è sempre una intenzione dietro la nostra rabbia. In quella intenzione c’è l’aspetto principale di quello che chiamiamo Karma.
Dal punto di vista psicologico è abbastanza chiaro come si crea il Karma. Se per esempio diamo del denaro a dei mendicanti in strada questo crea un buon Karma, ma come viene creato un buon Karma in quel momento? Perché in quel momento abbiamo una buona intenzione, una intenzione positiva che crea quello che viene chiamato il buon Karma.
Il fatto di produrre frutti spirituali è molto più potente del produrre aspetti materiali.
Il Buddha fa l’esempio del seme di sesamo che è molto piccolo però può produrre un grande albero. Lo stesso vale per noi una piccola intenzione positiva può produrre un grande frutto.
Quindi è chiaro come sia possibile produrre un buon Karma. Non è qualcosa a cui noi dobbiamo dare una fiducia cieca: si può sperimentare. Il Karma positivo crea risultati positivi, il Karma negativo crea risultati negativi. Se qualcuno crea un Karma negativo questo non scomparirà mai e darà sempre i suoi frutti.
Ci sono quattro caratteristiche del Karma: la prima è la certezza del Karma (è certo che un Karma positivo crea un risultato positivo e viceversa), la seconda è che noi non incontriamo mai nessun tipo di Karma che non sia stato creato da noi stessi (questo vuol dire che se hai creato un Karma positivo o negativo io non posso sperimentarlo al tuo posto, ma è tua piena responsabilità), la terza caratteristica è che se noi creiamo un Karma positivo o negativo questo non scomparirà, non andrà perduto.
Ci sono delle eccezioni, dei metodi che hanno la possibilità di cambiare o di estinguere il Karma, però questo non è affatto facile. La quarta caratteristica è che un piccolo Karma positivo può generare un grande frutto. Queste quattro caratteristiche del Karma sono la base dell’insegnamento del Buddha.
L’insegnamento del Buddha si può condensare in tre semplici versi: fare del bene, non fare del male e cercare di addestrare la mente. Il risultato delle cose cattive è la sofferenza. Il risultato delle cose positive è la felicità. Queste cose sia che siano positive che negative, buone o cattive dipendono dalla nostra intenzione mentale e cioè dal Karma.
Cercare di addestrare la mente, cercare di dominare la mente vuol dire dominare le nostre intenzioni, rivolgerle al positivo. Quindi nel verso che dice di non fare delle cose cattive, non fare del male, Buddha condensa tutto il suo insegnamento che riguarda l’etica. Se si dimora nella moralità, nell’etica, sarà impossibile fare delle cose cattive. Il primo verso dice: “Fai cose buone, fai del bene” in quel verso è condensato l’insegnamento del Buddha per quel che riguarda la concentrazione. La principale sostanza della concentrazione è la consapevolezza mentale, se qualcuno vigila nella consapevolezza, farà delle cose buone.
Quando noi perdiamo la nostra consapevolezza, facciamo cose sbagliate, cose cattive. Il terzo verso dice “Cerca di dominare la tua mente”, in quel verso è concentrato l’insegnamento del Buddha per quel che riguarda la saggezza, cercando di sviluppare le tue qualità positive. Quindi la saggezza vuol dire cercare di determinare bene ciò che è sbagliato e ciò che è positivo. Noi commettiamo degli errori perché non abbiamo una visione chiara. Al contrario se noi avessimo una visione chiara di ciò che è buono e di ciò che è cattivo ci asterremmo dal commettere errori. Quindi bisogna avere una buona base di moralità e sviluppare la concentrazione.
Una volta che si è ottenuta la moralità e la concentrazione si sviluppa la saggezza. Nell’insegnamento del Buddha sono molto famosi i cinque precetti fondamentali. Essere radicati nei cinque precetti vuol dire evitare di essere coinvolti nelle cose negative. Inoltre ci sono le dieci azioni virtuose e le dieci azioni non virtuose e queste a loro volta sono suddivise in tre categorie: le azioni verbali, le azioni fisiche e le azioni mentali. Le azioni principali sono le azioni mentali: dalle azioni positive o negative di tipo mentale derivano le azioni fisiche e poi le azioni verbali.
Credo che per ora sia meglio fermarci qui.

Lama Geshe Gedun Tharcin


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The ways of the Dharma

We are here to deepen the discourse on Dharma: Dharma is what is called final Nirvana, the end of suffering, the way to achieve liberation. Dharma, therefore, is nothing more than the sum of all the means that lead to the release, the lighting: the study, listening and contemplation.
Is there another word in Sanskrit is called Abidharma, that is the supreme creation of nature. The Abidharma is the direct understanding, the direct appearance of the last supreme understanding, what we call the supreme Dharma and that the final half to get to Nirvana.
When we speak of the Dharma means that we are dealing with something that can lead to liberation from suffering, liberation from Samsara.
Samsara and Nirvana are two very distinct parts: the Samsara is a big confusion, garbled, Nirvana is a state of mind, a state of creation where everything is clean and clear and there is no confusion. The fact that we are seeking Nirvana means that we are in a state of confusion. The means to get out and reach that state of realization, clarity, which actually is the Nirvana, I just called Abidharma.
The Abidharma is the final realization of emptiness, is the latest realization of reality, is the final realization of the true nature of things. The route is simple: Samsara, and then Abidharma Dharma, or Nirvana.
This is the conventional level dell’Abidharma, unlike the last level, namely the real understanding of the true nature of things. So what we call the conventional Abidharma, which correlates with the traditional Abidharma have all the means to reach the last Abidharma. These means are the study and contemplation, and both help us understand the real nature of things.
Right now we live in Samsara whether we are Buddha, Bodhisattva and Arhat, or want to come out of Samsara. The means that allow us to get out of Samsara are related to the Karma, since we live in because of Samsara Karma: to exit from Samsara, we must change our karma, our own work, something concrete. Everything that happens depends in Samsara Karma.
Sometimes we wonder how it is possible that many things are produced by karma, is something difficult to imagine.
The Buddha said that understanding the subtle workings of karma, it is more difficult to understand the concept of emptiness. In addition, he also said that all supreme beings, Bodhisattvas and Arhat may have understood the concepts of emptiness, but how does the emptiness, understand the subtle levels of Karma can only do a Buddha. So we can not expect to understand everything about the Karma, this is impossible. I’ll still try my best to explain it.
How can we understand that all the different aspects, all other things are produced by Karma? First we see the definition of “Karma”: according to classical Tibetan texts, is a state of mind. There are two levels of mind: a mind is only temporary, and that is the mind that appears and disappears, and the other is the mastermind.
Karma is connected to the secondary mind, namely the mind that appears and disappears, for example, anger belongs to the mind and not secondary to the primary because we’re not always angry, but this state of mind comes and goes. This does not mean that if we are not mad we dropped out of anger, because it is within us, in our depth and as if in a state of sleep.
This is a temporary feature of the mind, something that comes and goes, comes and goes, depending on different conditions. The mind can be translated as secondary intention. This plan accompanies every mental function, and there are five minds engaged in the intention: the first is the feeling, the second is the concept, the third is the intention, the fourth is the inspiration and finally the fifth is the contact. These ubiquitous five minds are those that accompany any mental function. As for the feeling there are three kinds of feelings: pleasant, unpleasant and neutral.
We can say that everything I do is always accompanied by intention, by reasons.Even positive mental states such as understanding and goodwill are accompanied by these five states of mind. Even the negative mental states such as anger, hatred are accompanied by these five states of mind. Even when we are angry there is always an intention behind our anger. In the intention is the main aspect of what we call Karma.
From the psychological point of view is quite clear how you create the Karma. For example, if we give money to beggars in the street it creates good karma, but how you create good karma in that moment? Because at that time we have a good intention, a positive intention that creates what is called good karma.
Producing spiritual fruit is much more powerful aspects of producing materials.
The Buddha gives the example of sesame seed which is very small but can produce a large tree. The same applies to a small positive intent we can produce a great result.
So it is clear that it is possible to produce good karma. It is not something to which we must give a blind trust: you can experiment. Karma positive creates positive, negative creates negative karma. If someone creates a negative karma that will never disappear and will always bear fruit.
There are four characteristics of Karma: the first is the certainty of Karma (Karma is certain that a positive creates a positive result and vice versa), the second is that we never meet any kind of Karma that has not been created by ourselves ( This means that if you have a positive or negative karma I can not test it for you, but it is your full responsibility), the third characteristic is that if we create a positive or negative karma that will not disappear, it will be lost.
There are exceptions, the methods that have the ability to change or extinguish the Karma, but this is not easy. The fourth characteristic is that a small positive Karma can generate an abundance of fruit. These four characteristics of the Karma are the teaching of the Buddha.
The Buddha’s teaching can be condensed into three simple ways: to do good, do no harm and try to train the mind. The result of the bad things is suffering. The result of the positive things is happiness. These are things that are positive and negative, good or bad depends on our intention and that is the mental Karma.
Trying to train the mind, seek to dominate the mind means to dominate our intentions, to ask the positive. Then in verse that says not to do bad things, do no harm, Buddha condensing all his teaching concerning ethics. If you stay in morality, ethics, it will be impossible to do bad things. The first verse says: “Do good things, do good” in that it is condensed into the Buddha’s teaching with regard to the merger. The main ingredient is the concentration of mental awareness, if anyone watches in awareness, make good things.
When we lose our awareness, we do wrong things, bad things. The third verse says, “Try to dominate your mind,” that verse is concentrated in the Buddha’s teaching with regard to the wisdom, seeking to develop your positive qualities. So the wisdom means trying to determine clearly what is wrong and what is good. We make mistakes because we do not have a clear vision. Conversely, if we had a clear vision of what is good and what is bad we abstain from making mistakes. So you have to have a good basis for morality and develop concentration.
Once we obtained the morality and concentration develops wisdom. In the teaching of the Buddha are very famous five basic precepts. Being rooted in the five precepts means to avoid being involved in negative things. In addition, there are ten good deeds and the ten non-virtuous actions, and these in turn are divided into three categories: verbal actions, physical actions and mental acts. The main actions are the actions of mind: the positive actions and negative actions result in a mental and physical actions and verbal.
I think it is better to stop here for now.

Lama Geshe Gedun Tharcin

Macchia di colore


Macchia di colore

Tutto è grigio intorno
nessun suono intona
il senso delle cose
io sono solo
il suono del mio passo
Ricordi ricadono
come polvere
di un tempo già percorso

Una rosa
macchia di colore
respira e regala
la sua fragranza
dove chi apre il cuore
sa essere rosso e foglia:
aurora dentro un respiro
che regala sorriso
a chi lo sa ascoltare

20.03.2011 Poetyca

Spot color

Everything is gray around
no sound sings
the sense of things
I’m just
the sound of my step
Memories fall
as dust
of a time already gone

A rose
splash of color
breathes and gives
its fragrance
where who open own heart
knows to be red and leaf:
sunrise in a breath
that gives smile
to who can listen it

20.03.2011 Poetyca

Fervido, recondito


Fervido, recondito

Lentamente
mi volgo ad osservare
cose che mai posso dire
Se di celate sembianze
paiono
Come lontane amnesie
sconosciute
Ma vissute
Tra lacrime
e nervoso
Mi getto a calpestare
livido e corroso passato
Ch’è stato
meglio scordare
ora
Sensazioni
d’inverno
freddo
E crudeli mortali
accenni
A vivere
una giovine
anzianità
Dove chi crede non aspetta
di crescere
e comunque ringrazio

Giuseppe Bustone

Passi – Steps


Passi💮

Tu avanzi
e guardi
i passi
che hai fatto
Attendi
ancora
un barlume
di luce
Scruti
il cielo
ed ascolti
il cuore
Come gocce
in un distillato
tutto ti nutre
oltre il tempo
Ama
e sarai riamato
senza mai mollare
perché tutto è amore

30.12.2019 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮Steps

You go forward
and look
the steps
what have you done
wait
yet
a glimmer
of light
scrutinize
the sky
and listen
the heart
Like drops
in a distillate
everything feeds you
beyond the time
Loves
and you will be loved in return
without ever giving up
because everything is love

30.12.2019 Poetyca